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Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
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Debora D
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Messaggio#1 » martedì 17 novembre 2020, 0:34

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di Debora Dolci

Appoggio le labbra al flute. Lo spumante mi regala il suo residuo zuccherino.
Un cameriere si muove sul parquet tra colonnine di vetro. Poso il bicchiere sul vassoio e ne prendo un altro pieno. Dal polsino della camicia di seta spunta la pelle arrossata, viola. Tiro su la manica.
Arturo non mi guarda, gesticola. «Se vuoi collezionare arte contemporanea, non basta seguire il mercato.»
La camicia è un suo regalo, ha le maniche lunghe come piacciono a lui.
Arturo indica una coppia ferma al lato opposto della sala. «Chiunque può comprare un pezzo d’arte.»
Valerio ride. Dietro di lui c’è una pezza di tartan imbrattata di vernice azzurra tirata su un telaio di metallo. «Base d’asta 10000 euro, non direi chiunque.»
Si passa la lingua sulle labbra e dondola. L’abito con il risvolto a lancia gli sottolinea le cosce.
Arturo mi guarda e aggrotta le sopracciglia. Mostra i denti per un momento. «Una collezione deve comunicare qualcosa, seguire un filo logico!» Mi mette la mano intorno alla vita.
Porto lo spumante alla bocca, finisce troppo presto.
La coppia ci supera verso la prossima sezione. Aggirano una statua che ha la forma accennata di un albero, sembra fatta con camere d’aria.
Lascio il bicchiere su un altro vassoio fluttuante. Mi avvicino alla statua e la mano di Arturo mi libera. Muovo le spalle, prendo un poco d’aria. La scultura puzza di gomma bruciata. Perfetto, Arturo finirà per comprarla.
Tra due pareti di cartongesso c’è una porticina, forse è l’area sperimentale, un angolo di pace.
Un’installazione di luci rosse e gialle illumina un quadrato occupato da statue umanoidi, tutte di spalle.
Mi avvicino, le voci dei collezionisti si allontanano.
Giro intorno alla prima opera: una figura in ginocchio con le nocche a terra. Il corpo è in decomposizione, il bronzo cola come liquame. Non ci sono occhi o naso o bocca. Accanto c’è un vecchio accovacciato, le gambe aperte, il cervello scoperchiato, la lingua lunga che lambisce il cranio. La accarezzo con un po’ di tremore.
Aspiro l’aria e ritraggo la mano. Per fortuna nessuno mi ha visto toccare le opere d’arte come i turisti cretini agli Uffizi.
Barcollo, la statua si contrae. Troppo vino.
Occhi di opale nero su un volto scavato mi fissano. È un uomo piegato in avanti, ha zampe caprine su cui è in bilico come se stesse per cadere. Arpiona il petto con dita lunghe e scarne che affondano.
È marmo, non è un corpo.
Sto sudando, mi gira la testa.
La guancia è liscia, percorro il naso, il mento. Strizzo gli occhi, il cuore sta pompando contro la gola. Solo un pizzico di tachicardia.
Potrebbe inclinare la testa e seguire la mia mano e…
Sussurro. «Soffri? Per cosa soffri? Sei un mostro, siamo tutti mostri.»
Ci sono piccole venature sotto i miei polpastrelli, perché èfreddo?
Monstrum in latino significa prodigio… Un passo e potrei cadere.
Entra il rumore, scarpe sul parquet. Una mano cala sul polso dove c’è il livido.
«Ti stavamo cercando»
Arturo storce la mascella. Allungo una mano per toccargli la guancia sbarbata. Le sopracciglia curate, è così bello…
«Arianna, che fai?» Scuote la testa. « Andiamo, dobbiamo partecipare all’asta.»
Stringo le mani a pugno, inspiro. «Sembra che io non possa fare a meno di accarezzare i mostri...»
«Sei ubriaca?»
La mascella è ancora più storta: è arrabbiato.
Valerio si infila nella stanza con una mano in tasca, così può far risaltare ancor più la piega perfetta del pantalone. «Comincia l’asta...»
Ho la nausea. «Lasciami, sto bene.»
Arturo esita, gli staccò la mano e indico la statua di marmo.
«Voglio quella.»
«Che cosa? È orrenda!»
«No, è un prodigio. La voglio per ricordare.»
Faccio due passi lunghi e i tacchi suonano nello spazio ristretto.
«Cerco il curatore. Non c’è bisogno che mi accompagni, andrò a dormire da mia madre.»
«Arianna?»
Ha la voce stridula.
Mi copro la bocca con una mano, soffoco un singulto.
«Arianna?» Valerio si accosta, non mi tocca. Sempre la mano in tasca, inclina la testa sulla spalla.
«Arianna, posso accompagnarti? È dal cocktail party di Luigi che vorrei parlarti, Arturo è uno stronzo e tu...»
Gli do un colpetto sulla guancia e scuoto la testa.
Ci vuole un filo logico per una collezione. Devo ricordarmi i mostri.



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antico
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Re: Collezioni

Messaggio#2 » martedì 17 novembre 2020, 0:36

Ciao Debora! Secondo MC di fila! Tutto ok con caratteri e tempo, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

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~Proelium~
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Re: Collezioni

Messaggio#3 » mercoledì 18 novembre 2020, 16:05

Ciao Debora,
piacere di leggerti, credo sia la prima volta. Parto dal tema, che hai centrato a modo tuo in maniera originale: buona l’idea dei “mostri artistici” da collezione. Anche lo scenario che tratteggi è inatteso e insolito. Sicuramente l’inquadramento iniziale poteva essere più incisivo, ma non mi è dispiaciuto. Passiamo all’economia del racconto. Ritengo che la parte centrale sia quella meglio riuscita: la descrizione del “mostro” è vivida e inquietante al punto giusto. Crea una tensione degna da cliffhanger finale, e forse sarebbe stato meglio tenertela come ultimo botto. Anche perché, dopo l’epifania centrale, il racconto si trascina ingarbugliandosi sempre di più. C’è di mezzo un triangolo con Arturo e Valerio, questo si intuisce, ma non le tensioni che ci sono dietro... un bel problema se il racconta punta a fare tombola con loro. C’è poi quel riferimento a Luigi (chi è costui?) che confonde ulteriormente le cose. Temo che, anziché scioglierla, l’ebbrezza dionisiaca abbia offuscato la voce narrante. L’ho letto e riletto ma all’infuori di una prodigiosa tensione, anche erotica, verso l’opera – c’è un satiro di mezzo, e ci sta – l’ultimo scambio di battute non è affatto risolutivo.
Alla prossima!

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Giacomo Puca
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Re: Collezioni

Messaggio#4 » mercoledì 18 novembre 2020, 22:05

Ciao Debora, ho il piacere di leggere e commentare il tuo racconto.

Tema
Centrato. La nostra protagonista colleziona uomini-mostri, relazioni malate da cui però non riesce a sottrarsi.

Stile
Lo stile ha luci e ombre. C'è la volontà palese di usare uno show puro, ma ci sono molti passaggi in cui ho fatto fatica a seguire la scena, insomma ho fatto parecchia confusione.

Un cameriere si muove sul parquet tra colonnine di vetro Non ho capito, cosa sono queste colonne di vetro? Il fatto che si parli di flute poi non aiuta, perché colonnine di vetro mi ha fatto pensare che tu ti stessi riferendo ai gambi dei flute.

il bronzo cola come liquame. Suona male, sembra uno scioglilingua.

il cervello scoperchiato, la lingua lunga che lambisce il cranio. Il cranio proprio della statua stessa? Se sì, dovresti descrivere meglio, perché una lingua di solito non è così lunga. Passa sul naso? Passa di lato?

Barcollo, la statua si contrae. Troppo vino.
Occhi di opale nero su un volto scavato mi fissano. È un uomo piegato in avanti, ha zampe caprine su cui è in bilico come se stesse per cadere.

La statua si contrae, cioè si restringe? Si rannicchia?
Gli occhi di chi sono? Quest'uomo caprino da dove è uscito? È la protagonista che si è mossa e sta vedendo un'altra statua o è la statua che si è mossa?

Arpiona il petto con dita lunghe e scarne che affondano.
Ma arpiona nel senso che si muove o nel senso che è immortalato nell'atto di arpionare? E soprattutto, il petto di chi arpiona?

Un passo e potrei cadere. Un passo suo o della statua?

Chiediti sempre se la frase può essere ambigua letta da altri, alle volte basta un aggettivo possessivo a risolvere la questione.

Refusi:
perché èfreddo

Altro problema: i due personaggi maschili sono quasi indistinguibili, tant'è che per ben 2 letture non avevo intuito fossero due persone distinte. Sono personaggi molto simili ed è facile confondersi, forse una distinzione più marcata tra i due sarebbe una buona idea.

Ti faccio i complimenti per come hai caratterizzato i personaggi. La protagonista remissiva e Arturo odioso sono resi egregiamente. Brava.
Anche l'espressione: Lascio il bicchiere su un altro vassoio fluttuante. è un guizzo ben riuscito.

Trama
Se ho capito tutto, la protagonista viene subito attratta dalla mostruosità dei soggetti scolpiti, e ha una illuminazione: è tutta la vita che "accarezza" mostri, tanto che potrebbe collezionarli. E le collezioni sono sempre legate da un concetto...
L'unico elemento che non ho colto è la parte mostro/prodigio e il movimento della statua: che ruolo giocano nella vicenda?

Valutazione finale
Una storia che mette al centro il tema (cosa non facile) e che dipinge personaggi con poche pennellate ma buone. Unica vera pecca l'ambiguità frequente che rallenta la lettura è contrasta la comprensione. Una buona prova.

Per qualsiasi cosa, scrivi pure.
Giacomo
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#5 » mercoledì 18 novembre 2020, 22:22

~Proelium~ ha scritto:Ciao Debora,
piacere di leggerti, credo sia la prima volta. ...

Sì, è la prima volta perché questa è la mia seconda partecipazione, sono qui per fare tanta spietata palestra, quindi grazie per il letto e riletto e il prodigiosa tensione, anche erotica.
Nel finale volevo dare questa idea:
Arianna lascia Arturo, sceglie di cominciare una propria collezione, ritrova la propria dimensione di persona autonoma, che si regge sulle proprie gambe, e ho voluto sottolinearlo con il fatto che non cade nella rete di Valerio cioè non scaccia un chiodo con un altro.
Mi interessa il tuo commento su Luigi, volevo fare riferimento a un amico comune per rafforzare l'idea del gruppo di ricchi alla moda, ma mi hai fatto capire che sarebbe bastato un complemento di tempo.
Più che l'ebbrezza dionisiaca mi ha offuscato l'orario :D

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#6 » mercoledì 18 novembre 2020, 22:31

Giacomo Puca ha scritto:Ciao Debora, ho il piacere di leggere e commentare il tuo racconto.

Tema
Centrato. La nostra protagonista colleziona uomini-mostri, relazioni malate da cui però non riesce a sottrarsi.

Stile
Lo stile ha luci e ombre. C'è la volontà palese di usare uno show puro, ma ci sono molti passaggi in cui ho fatto fatica a seguire la scena, insomma ho fatto parecchia confusione.
...
Per qualsiasi cosa, scrivi pure.
Giacomo


Ciao Giacomo, ti ringrazio del tuo commento dettagliatissimo! Avevo proprio bisogno di un parere stilistico perché questa è la prima volta che mi butto sulla prima persona in puro show ed ero preoccupatissima. Avere indicazioni sugli elementi confusi è oro!
Hai colto tutto il legame e la trama che volevo dare. Grazie per i complimenti sui personaggi.
Il collegamento mostro - prodigio è questo: per tutta la vita lei ha seguito uomini belli ma mostruosi e si trova davanti a un mostro realizzato con tale maestria da essere un prodigio. (e potevo anche scriverlo, penso) L'uomo di marmo con gli occhi di opale nero è una seconda statua.
Per scriverlo mi sono ispirata alla sindrome di Stendhal che mi ha sempre affascinato. Il falso movimento ecc. sono tutti nella sua testa. L'arte le regala un'illuminazione sulla sua vita.
Mi rendo conto che sia difficile da cogliere. Come dare l'informazione con poche parole pur mantenendo la focalizzazione profonda? Se la tua esperienza tirasse fuori un suggerimento, ne sarei felice.
ancora grazie
sono felice di quello che sto ricevendo in queste sfide

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Pretorian
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Re: Collezioni

Messaggio#7 » giovedì 19 novembre 2020, 0:32

Ciao Debora e piacere di leggerti.

Dunque, il racconto parte da buone premesse. Abbiamo una protagonista che si annoia a un'asta di opere d'arte e si infila in un'area riservata, dove trova delle opere mostruose. La descrizione che hai fatto delle due statue è interessante, ma è in questo punto che cominciano i problemi. La protagonista sembra avere delle visioni, ma non si capisce se siano causate dalle statue o dall'alcol (lo scopo poteva essere appunto quello di mantenere il dubbio, ma se la visione e le parole che vengono dette non sembrano avere a che fare con l'opera, allora la sospensione non regge). In egual misura, la sua "epifania" sembra forzata (bello il riferimento al vero significato della parola mostro, ma da dove salta fuori? E quale volo pindarico permette ad Arianna di ricondurlo a una valutazione della sua condizione) il finale più o meno rientra nei ranghi ed è soddisfacente, ma risente comunque del caos nella parte precedente.
Un consiglio? Ripensa con calma la parte centrale, magari con più caratteri, e ne verrà sicuramente fuori un bel testo.

Alla prossima!

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Giacomo Puca
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Re: Collezioni

Messaggio#8 » giovedì 19 novembre 2020, 15:32

Debora D ha scritto:
Giacomo Puca ha scritto:
► Mostra testo


Ciao Giacomo, ti ringrazio del tuo commento dettagliatissimo! Avevo proprio bisogno di un parere stilistico perché questa è la prima volta che mi butto sulla prima persona in puro show ed ero preoccupatissima. Avere indicazioni sugli elementi confusi è oro!
Hai colto tutto il legame e la trama che volevo dare. Grazie per i complimenti sui personaggi.
Il collegamento mostro - prodigio è questo: per tutta la vita lei ha seguito uomini belli ma mostruosi e si trova davanti a un mostro realizzato con tale maestria da essere un prodigio. (e potevo anche scriverlo, penso) L'uomo di marmo con gli occhi di opale nero è una seconda statua.
Per scriverlo mi sono ispirata alla sindrome di Stendhal che mi ha sempre affascinato. Il falso movimento ecc. sono tutti nella sua testa. L'arte le regala un'illuminazione sulla sua vita.
Mi rendo conto che sia difficile da cogliere. Come dare l'informazione con poche parole pur mantenendo la focalizzazione profonda? Se la tua esperienza tirasse fuori un suggerimento, ne sarei felice.
ancora grazie
sono felice di quello che sto ricevendo in queste sfide


Eccomi.
Non è semplice risponderti, sia perché è una questione complessa, sia perché non ritengo di essere questo grande scrittore da poter dare consigli agli altri e inoltre non sono molto d'accordo con la visone del 100% mostrato + qui&ora.
Tuttavia ci provo.
Il primo consiglio che mi sento di darti, e che cerco di ricordare continuamente a me stesso, è: nelle gare di MC i caratteri sono così pochi che tutto il superfluo deve essere eliminato. Nel tuo caso per esempio l'amore per l'arte è cruciale ma la sindrome di Stendhal è così importante? Perché io non l'ho colta e comunque ti ha tolto caratteri.

Riguardo il far trasparire il suo amore per l'arte, forse puoi farlo all'inizio con un fraseggio mentale. Per esempio quando vede i pezzi d'arte moderna, può pensare una cosa tipo: mio dio che croste. Appena torno a casa passo tre ore davanti al mio DeChirico/Klimt/Raffaello originale. È l'unico modo che ho per togliermi dalla testa queste schifezze. Una cosa simile dovrebbe far capire che a casa possiede arte di valore e che è qualcosa con cui ha una forte connessione.

Un saluto ;)
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Nevan
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Re: Collezioni

Messaggio#9 » venerdì 20 novembre 2020, 19:43

Ciao Debora, piacere di leggerti e di conoscerti!

Nelle valutazioni uso un approccio estremamente schematico, trovandomici più a mio agio.

PRO
+ Sei riuscita a trasmettere la sensazione di noia data dalla partecipazione controvoglia ad un evento di nicchia. Si percepisce l'insofferenza della protagonista, sia dai continui sorsi alcolici sia per come tenta di defilarsi dal gruppo.


CONTRO
Dietro di lui c’è una pezza di tartan imbrattata di vernice azzurra tirata su un telaio di metallo.

una figura in ginocchio con le nocche a terra. Il corpo è in decomposizione, il bronzo cola come liquame. Non ci sono occhi o naso o bocca. Accanto c’è un vecchio accovacciato, le gambe aperte, il cervello scoperchiato, la lingua lunga che lambisce il cranio.

- Occhio alle descrizioni in tell, bloccano il flusso della scena. Cerca sempre di far emergere i dettagli di ambientazione tramite l'interazione con i personaggi, non spiattellare al lettore una fotografia statica.

staccò

- Piccolo refuso, sicuramente dato dalla fretta. Però stai attenta, che in questo caso altera addirittura il tempo dell'azione.

Sussurro. «Soffri? Per cosa soffri? Sei un mostro, siamo tutti mostri.»

«Sembra che io non possa fare a meno di accarezzare i mostri...»

Devo ricordarmi i mostri.

- C'è la sensazione che il tema del mostro sia stato infilato un po' a forza, non essendo chiaro quale sia il concetto di mostruosità espresso dalla scena e dalla protagonista, essendoci solo frasi decontestualizzate con all'interno la parola "mostro" o "mostri".

- Non si intuisce bene quale sia il focus del racconto: l'insofferenza della donna alle costrizioni, fisiche e sociali, del compagno? La tendenza spendacciona di quest'ultimo? La psiche suggestionabile della protagonista? Il desiderio di evasione?
- Lasci qua e là degli indizi sul rapporto violento subito da Arianna, ma senza approfondirne le dinamiche pregresse.
- Idem come sopra: nelle ultime righi accenni ad un sentimento clandestino che intercorre tra Arianna e Valerio, ma anche qui non vi è alcun approfondimento sugli equilibri di tale rapporto.


Ti auguro una buona sfida, e spero di rileggerti presto! ;)

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#10 » venerdì 20 novembre 2020, 20:29

Ciao Nevan, piacere mio. So che abbiamo gli stessi mentori, questo rende il tuo commento seppure duro molto interessante.
Il legame mostro - carezza - vita reale per me c'è, ma nulla da dire sul tuo giudizio personale e sulla percezione che hai avuto nel racconto. Mi spiace non ti sia arrivato e lo accetto.

Invece mi incuriosisce questa osservazione sul tell.
Nevan ha scritto:CONTRO
Dietro di lui c’è una pezza di tartan imbrattata di vernice azzurra tirata su un telaio di metallo.

una figura in ginocchio con le nocche a terra. Il corpo è in decomposizione, il bronzo cola come liquame. Non ci sono occhi o naso o bocca. Accanto c’è un vecchio accovacciato, le gambe aperte, il cervello scoperchiato, la lingua lunga che lambisce il cranio.

- Occhio alle descrizioni in tell, bloccano il flusso della scena. Cerca sempre di far emergere i dettagli di ambientazione tramite l'interazione con i personaggi, non spiattellare al lettore una fotografia statica.
[/b]

Potresti entrare più nel dettaglio?
Infatti ho trovato pezzi di descrizione anche in romanzi consigliati dal Duca (come Sangue del mio sangue... ce n'è uno subito nella prima pagina o che ne so pag. 223, ne ho trovati parecchi e li ho segnati visto che lo sto studiando).
L'indicazione spaziale dietro potrebbe non essere elegante, ok, ma lei sta guardando una mostra d'arte, come non descrivere ciò che vede? Inoltre tocca addirittura le statue perciò agisce.
Le descrizioni nel mostrato si possono fare proprio seguendo i dettagli in base a come il protagonista li nota o si muove. Lei entra nella stanza, gira intorno, osserva la statua. Più dettagli vuol dire che la sta guardando con attenzione.
Specifico perché sto cercando di costruire le descrizioni proprio come secondo le lezioni che sto seguendo e mi stupisce un accostamento descrizione-tell così diretto.
Non dico che io sappia già scrivere in mostrato, magari, o che sappia già creare descrizioni, ma da come mi hai posto il problema, sembra che a essere raccontato sia la descrizione stessa.

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#11 » venerdì 20 novembre 2020, 20:37

Pretorian ha scritto:Ciao Debora e piacere di leggerti.

Dunque, il racconto parte da buone premesse. Abbiamo una protagonista che si annoia a un'asta di opere d'arte e si infila in un'area riservata, dove trova delle opere mostruose. La descrizione che hai fatto delle due statue è interessante, ma è in questo punto che cominciano i problemi. La protagonista sembra avere delle visioni, ma non si capisce se siano causate dalle statue o dall'alcol (lo scopo poteva essere appunto quello di mantenere il dubbio, ma se la visione e le parole che vengono dette non sembrano avere a che fare con l'opera, allora la sospensione non regge). In egual misura, la sua "epifania" sembra forzata (bello il riferimento al vero significato della parola mostro, ma da dove salta fuori? E quale volo pindarico permette ad Arianna di ricondurlo a una valutazione della sua condizione) il finale più o meno rientra nei ranghi ed è soddisfacente, ma risente comunque del caos nella parte precedente.
Un consiglio? Ripensa con calma la parte centrale, magari con più caratteri, e ne verrà sicuramente fuori un bel testo.

Alla prossima!


Ciao Agostino e grazie del commento. Ho capito anche dal tuo commento che dovevo chiarire meglio gli effetti della sindrome di Stendhal e dell'illuminazione da lei avuta.
Arianna accarezza Arturo dopo aver accarezzato la statua, lui è bello solo fuori, invece la statua è prodigiosa perché rappresenta qualcosa di brutto con grandissima arte.

Seguirò il tuo consiglio nel rivedere il testo. Grazie ancora

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Nevan
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Re: Collezioni

Messaggio#12 » venerdì 20 novembre 2020, 23:42

Debora D ha scritto:Ciao Nevan, piacere mio. So che abbiamo gli stessi mentori, questo rende il tuo commento seppure duro molto interessante.
Il legame mostro - carezza - vita reale per me c'è, ma nulla da dire sul tuo giudizio personale e sulla percezione che hai avuto nel racconto. Mi spiace non ti sia arrivato e lo accetto.

Ti chiedo scusa se la mia analisi possa essere sembrata dura, non voleva affatto esserlo. Il fatto è che, usando un approccio molto schematico, immagino che questo possa trasmettere una freddezza di commento, che ti assicuro in realtà non esserci :)

Debora D ha scritto:Invece mi incuriosisce questa osservazione sul tell.
Nevan ha scritto:CONTRO
Dietro di lui c’è una pezza di tartan imbrattata di vernice azzurra tirata su un telaio di metallo.

una figura in ginocchio con le nocche a terra. Il corpo è in decomposizione, il bronzo cola come liquame. Non ci sono occhi o naso o bocca. Accanto c’è un vecchio accovacciato, le gambe aperte, il cervello scoperchiato, la lingua lunga che lambisce il cranio.

- Occhio alle descrizioni in tell, bloccano il flusso della scena. Cerca sempre di far emergere i dettagli di ambientazione tramite l'interazione con i personaggi, non spiattellare al lettore una fotografia statica.
[/b]

Potresti entrare più nel dettaglio?
Infatti ho trovato pezzi di descrizione anche in romanzi consigliati dal Duca (come Sangue del mio sangue... ce n'è uno subito nella prima pagina o che ne so pag. 223, ne ho trovati parecchi e li ho segnati visto che lo sto studiando).
L'indicazione spaziale dietro potrebbe non essere elegante, ok, ma lei sta guardando una mostra d'arte, come non descrivere ciò che vede? Inoltre tocca addirittura le statue perciò agisce.
Le descrizioni nel mostrato si possono fare proprio seguendo i dettagli in base a come il protagonista li nota o si muove. Lei entra nella stanza, gira intorno, osserva la statua. Più dettagli vuol dire che la sta guardando con attenzione.
Specifico perché sto cercando di costruire le descrizioni proprio come secondo le lezioni che sto seguendo e mi stupisce un accostamento descrizione-tell così diretto.
Non dico che io sappia già scrivere in mostrato, magari, o che sappia già creare descrizioni, ma da come mi hai posto il problema, sembra che a essere raccontato sia la descrizione stessa.

Guarda, ti esorto a prenderle estremamente con le pinze le mie considerazioni stilistiche. Questa è la mia prova in assoluto, sia in termini scrittori sia in termini di critica dei lavori altrui. Quindi condisci tutto quello che sto per dirti con un gigantesco "secondo me", sottolineato ed evidenziato :D

Da quanto sto imparando, quando vuoi far passare in mostrato una descrizione ambientale o di contesto, lo si dovrebbe fare gradualmente, attraverso le interazioni dei personaggi. Il fatto che l'azione in questo caso sia di guardare un ambiente, secondo me è un po' una scorciatoia, perchè non vi è un'effettiva interazione, ma un semplice trasmettere al lettore una fotografia di un qualcosa che ferma il flusso della scena. Mi segui? Se bastasse la semplice osservazione, allora sarebbero giustificati fiumi di righe di descrizione con il semplice pretesto a monte del "egli guardò...osservò...vide...", che peraltro sono verbi percettivi, fortemente detestati dal nostro mentore IlCuiNomeNonDeveEsserePronunciato XD

P.s. Ricordati il "secondo me" ;)

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Re: Collezioni

Messaggio#13 » sabato 21 novembre 2020, 0:39

Ciao Debora, ho trovato il tuo racconto interessante. Ho notato con piacere uno studio sullo stile che non è male.
La scrittura per me è buona, però ho faticato a seguirti. I mostri ci sono, e se ho capito bene sono a doppio livello, quelli umani e quelli dipinti, ma non sono ancora sicura di aver colto il senso del racconto. Una pecca che per me fa scivolare il racconto nelle zone più basse della classifica, ma che con una migliore focalizzazione potrebbe schizzare in alto.
A rileggerti presto!

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Re: Collezioni

Messaggio#14 » sabato 21 novembre 2020, 9:54

Gennibo ha scritto:Ciao Debora, ho trovato il tuo racconto interessante. Ho notato con piacere uno studio sullo stile che non è male.
La scrittura per me è buona, però ho faticato a seguirti. I mostri ci sono, e se ho capito bene sono a doppio livello, quelli umani e quelli dipinti, ma non sono ancora sicura di aver colto il senso del racconto. Una pecca che per me fa scivolare il racconto nelle zone più basse della classifica, ma che con una migliore focalizzazione potrebbe schizzare in alto.
A rileggerti presto!


Giusto una precisazione: si tratta di statue
Un’installazione di luci rosse e gialle illumina un quadrato occupato da statue umanoidi, tutte di spalle.
Barcollo, la statua si contrae. Troppo vino.
Arturo esita, gli stacco la mano e indico la statua di marmo.


Il senso del racconto per me era qui. Lei è colpita dalla mostruosità e bellezza delle statue e toccando Arturo comprende che lui pur con la sua estetica e ricchezza è un mostro.
Arturo storce la mascella. Allungo una mano per toccargli la guancia sbarbata. Le sopracciglia curate, è così bello…
«Arianna, che fai?» Scuote la testa. « Andiamo, dobbiamo partecipare all’asta.»
Stringo le mani a pugno, inspiro. «Sembra che io non possa fare a meno di accarezzare i mostri...»


Rifletterò sulla questione della focalizzazione. Grazie del commento

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Re: Collezioni

Messaggio#15 » sabato 21 novembre 2020, 9:57

Nevan ha scritto:Guarda, ti esorto a prenderle estremamente con le pinze le mie considerazioni stilistiche. Questa è la mia prova in assoluto, sia in termini scrittori sia in termini di critica dei lavori altrui. Quindi condisci tutto quello che sto per dirti con un gigantesco "secondo me", sottolineato ed evidenziato :D

Da quanto sto imparando, quando vuoi far passare in mostrato una descrizione ambientale o di contesto, lo si dovrebbe fare gradualmente, attraverso le interazioni dei personaggi. Il fatto che l'azione in questo caso sia di guardare un ambiente, secondo me è un po' una scorciatoia, perchè non vi è un'effettiva interazione, ma un semplice trasmettere al lettore una fotografia di un qualcosa che ferma il flusso della scena. Mi segui? Se bastasse la semplice osservazione, allora sarebbero giustificati fiumi di righe di descrizione con il semplice pretesto a monte del "egli guardò...osservò...vide...", che peraltro sono verbi percettivi, fortemente detestati dal nostro mentore IlCuiNomeNonDeveEsserePronunciato XD

P.s. Ricordati il "secondo me" ;)


Ne sta venendo fuori un discorso molto costruttivo.
Dunque penso di aver colto che con un movimento o un'azione fra la visione di una e dell'altra statua sarebbe stato più elegante secondo te.
Prenderò di certo in considerazione la cosa. Non sono ancora convinta che tre/quattro righe di descrizione siano un male perché ne ho trovate anche in testi consigliati, ma mi hai dato molto su cui pensare
grazie
alla prossima sfida o lezione di Colui che non deve essere nominato

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Re: Collezioni

Messaggio#16 » sabato 21 novembre 2020, 11:29

Ciao Debora, grazie della tua precisazione. Volevo provare a spiegarmi in modo più dettagliato, sperando di esserti di aiuto. Quando parli di: Dal polsino della camicia di seta spunta la pelle arrossata, viola. Tiro su la manica. (perché tira su la manica? Per far vedere meglio il livido?)
Arturo non mi guarda, gesticola. «Se vuoi collezionare arte contemporanea, non basta seguire il mercato.»
La camicia è un suo regalo, ha le maniche lunghe come piacciono a lui.

La descrizione c’è e si capisce, anche se per me non è stato immediato, forse potresti formulare la frase in modo che sia più chiaro che lui la picchia. Ad esempio: lui potrebbe accarezzarla e lei sentire il dolore del livido, così anche noi “sentiremmo” quel dolore.
Dietro di lui c’è una pezza di tartan imbrattata di vernice azzurra tirata su un telaio di metallo. «Base d’asta 10000 euro, non direi chiunque.»
Aggiungerei uno zero per enfatizzare che non è per chiunque. Questa frase mi ha indotto a pensare a dei dipinti, in contrapposizione con le statue/mostri/vivi.
Come quando inizi con un soggetto che diventa la parte più importante della frase, io ho pensato che i dipinti (tartan imbrattata di vernice azzurra…) avessero una certa importanza.
L’abito con risvolto a lancia… (non sapevo cosa fosse il risvolto a lancia, e sono andata a guardare, se ho capito bene è un tipo di risvolto del collo. Mi sono chiesta come un collo possa sottolineare le cosce.)
«Una collezione deve comunicare qualcosa, seguire un filo logico!» Mi mette la mano intorno alla vita. (Arturo è un uomo manesco, un mostro, perché invece di mettergli una innocua mano intorno alla vita, non gli stringe il polso in modo possessivo o qualcosa del genere, che ci faccia pensare a quanto è pericoloso?)
Tra due pareti di cartongesso c’è una porticina (così è una descrizione statica, e mi sono chiesta se lei fosse entrata o meno, se invece dicessi qualcosa tipo: Oltrepasso una porticina (la vediamo muoversi. E mi chiedo: sono importanti le pareti di cartongesso?)
Mi fermo qui e spero di esserti stata utile.

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#17 » sabato 21 novembre 2020, 12:13

Gennibo ha scritto:Ciao Debora, grazie della tua precisazione. Volevo provare a spiegarmi in modo più dettagliato, sperando di esserti di aiuto.
...
Mi fermo qui e spero di esserti stata utile.


Molto utile! Grazie davvero per l'approfondimento che non era dovuto e quindi è ancora più prezioso, ora ho capito cosa intendevi e seguirò il commento in fase di revisione. Alcune delle tue proposte sono da cogliere appieno.
Alla prossima sfida.

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filippo.mammoli
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Re: Collezioni

Messaggio#18 » sabato 21 novembre 2020, 15:46

Ciao Debora, piacere di leggerti.
Il tuo racconto parte molto bene secondo me.
Attraverso descrizioni dettagliate e ricche di particolari ci porti dentro al mondo un po' finto e ovattato delle mostre d'arte, dove spesso dei veri troiai sono venduti come capolavori d'arte moderna. Nella parte centrale ho faticato un po', forse per colpa dei particolari eccessivo e dei rapporti tra i personaggi in gioco, che speravi si chiarissero, ma così non è stato, almeno per me. Arturo è il suo compagno? E se sì, cosa rappresenta Valerio? Un amico?
Il tuo stile non mi dispiace, ma come detto, l'ho trovato un po' confusionario nella parte centrale.
Quanto al tema, direi che c'è tutto ma non colgo il nesso con la storia di loro due e la statua mostro da accarezzare mi pare resti un corpo estranei rispetto al nucleo della storia. Una frase che mi ha spiazzato del tutto è quella in cui lei dice ad Arturo che andrà a dormire da sua madre. L'ho trovata fuori contesto perché non mi era chiaro il fatto che vivessero insieme e non capisco a cosa possa portare.
Alla prossima.

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Debora D
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Re: Collezioni

Messaggio#19 » sabato 21 novembre 2020, 16:07

filippo.mammoli ha scritto:Ciao Debora, piacere di leggerti.
Il tuo racconto parte molto bene secondo me.
Attraverso descrizioni dettagliate e ricche di particolari ci porti dentro al mondo un po' finto e ovattato delle mostre d'arte, dove spesso dei veri troiai sono venduti come capolavori d'arte moderna. Nella parte centrale ho faticato un po', forse per colpa dei particolari eccessivo e dei rapporti tra i personaggi in gioco, che speravi si chiarissero, ma così non è stato, almeno per me. Arturo è il suo compagno? E se sì, cosa rappresenta Valerio? Un amico?
Il tuo stile non mi dispiace, ma come detto, l'ho trovato un po' confusionario nella parte centrale.
Quanto al tema, direi che c'è tutto ma non colgo il nesso con la storia di loro due e la statua mostro da accarezzare mi pare resti un corpo estranei rispetto al nucleo della storia. Una frase che mi ha spiazzato del tutto è quella in cui lei dice ad Arturo che andrà a dormire da sua madre. L'ho trovata fuori contesto perché non mi era chiaro il fatto che vivessero insieme e non capisco a cosa possa portare.
Alla prossima.


Grazie del commento, anche tu mi ha indicato dei dettagli interessanti.
Come la questione dei rapporti fra i personaggi. Ne terrò conto rivedendolo.

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Filippo Santaniello
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Re: Collezioni

Messaggio#20 » domenica 22 novembre 2020, 10:52

Ciao Debora,
complimenti per lo stile preciso e asciutto, nulla da eccepire sulla prosa e scorrevolezza del testo, qualcosa scricchiola invece quando si cerca di comprendere il senso del racconto. I mostri sono gli uomini di cui si circonda la protagonista e la statua si personifica in loro? E lei perché adora collezionarli? Forse mi sono perso qualcosa. Perdonami ma non riesco a giudicare pienamente il testo perché ho fatto fatica a immedesimarmi nell’azione. Spero di poter essere più abile nell’interpretare il tuo scritto alla prossima occasione.

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DavideMannucci
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Re: Collezioni

Messaggio#21 » domenica 22 novembre 2020, 18:25

Ciao Debora, molto piacere di leggerti.
Il tuo racconto mi è davvero piaciuto e non poco. Ho apprezzato molto lo stile. Riesci davvero a farmi sentire tutta la noia della protagonista. Ottimo l'equilibrio tra show e tell. Ci sono momenti in cui fai descrizioni in perfetto tell ma che non disturbano né, secondo me, si intende, spezzano o scorrere della scrittura. Riesci a tratti a mettere la telecamera in testa ad Arianna. Apprezzabile la fotografia che fai di ciò che sta alle spalle di Valerio. Un tell mostrato potrei dire :) Naturalmente parlo da incompetente ma in questo caso mi è piaciuto l'equilibrio stilistico. Si vede che c'è uno studio e una preparazione dietro.
Ho letto le tue spiegazioni e, rileggendolo sono chiare anche le zone d'ombra che ti avevano fatto notare altri. Bravissima!

D.
Ultima modifica di DavideMannucci il domenica 22 novembre 2020, 19:22, modificato 2 volte in totale.
Davide Mannucci

alexandra.fischer
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Re: Collezioni

Messaggio#22 » domenica 22 novembre 2020, 18:58

Tema Centrato. La scrittura è davvero azzeccata. Immersiva. Sembra di essere con Arianna nella casa d’aste con annesso museo. E la sua sofferenza è palpabile (da come beve e come osserva il bel vestito regalatole dal compagno, collezionista agiato Arturo). Molto evocativa la descrizione del mostro (il vecchio satiro dal cervello scoperchiato e che si apre il petto) che per fortuna è solo una statua (preceduta dal corpo in decomposizione, anche lì, una statua, spero). Lei vuole quella statua per riappropriarsi di se stessa: infatti, la acquista per eternare il ricordo della sua decisione di lasciare Arturo (e respinge anche Valerio), di certo aiutata dall’ebbrezza da spumante e quindi non fare più parte della sua collezione.
Attenta, ti scrivo la frase corretta:
Arturo esita, stacco la mia mano dalla sua e indico la statua di marmo.

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Debora D
Messaggi: 91

Re: Collezioni

Messaggio#23 » domenica 22 novembre 2020, 20:07

alexandra.fischer ha scritto:Tema Centrato. La scrittura è davvero azzeccata. Immersiva. Sembra di essere con Arianna nella casa d’aste con annesso museo. E la sua sofferenza è palpabile (da come beve e come osserva il bel vestito regalatole dal compagno, collezionista agiato Arturo). Molto evocativa la descrizione del mostro (il vecchio satiro dal cervello scoperchiato e che si apre il petto) che per fortuna è solo una statua (preceduta dal corpo in decomposizione, anche lì, una statua, spero). Lei vuole quella statua per riappropriarsi di se stessa: infatti, la acquista per eternare il ricordo della sua decisione di lasciare Arturo (e respinge anche Valerio), di certo aiutata dall’ebbrezza da spumante e quindi non fare più parte della sua collezione.
Attenta, ti scrivo la frase corretta:
Arturo esita, stacco la mia mano dalla sua e indico la statua di marmo.


Grazie mille, Alexandra, del commento, sono felice che tu abbia apprezzato la scrittura!
Alla prossima sfida

PhilStones
Messaggi: 54

Re: Collezioni

Messaggio#24 » lunedì 23 novembre 2020, 10:12

Ciao Debora!
La mostra e lo stile mostrato mi piacciono!
Come già detto da altri, il racconto da quando tocca la scultura in avanti si complica un po’. In particolare non si capisce bene cosa le stia succedendo e l’arrivo dei due uomini di cui non si sa molto (soprattutto Valerio), complicano la cosa. Anche a una seconda lettura, concentrandomi su un eventuale triangolo amoroso, non sono riuscito a sciogliere tutti i nodi.
Con un po’ d’ordine lo spunto davvero interessante potrebbe crescere ancora.

Filippo

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KikaClemer
Messaggi: 25

Re: Collezioni

Messaggio#25 » mercoledì 25 novembre 2020, 23:04

Ciao Debora,

il tuo racconto e molto interessante e caratteristico.
Lo scenario è un ottimo punto di partenza per lo sviluppo del racconto, ma ho avuto qualche problema lungo la lettura, poiché da un certo punto in poi c’è un po’ di confusione.
Non ho colto subito la presenza di due state e due figure maschili.
L’idea è molto buona e probabilmente se tu avessi avuto maggiore spazio di espressione ne sarebbe venuta fuori una storia più scorrevole.
Gli elementi da te citati sono molteplici, ma in così poco spazio dovresti chiederti quali sono gli elementi chiave che aiutano il racconto ed i lettori a cogliere ciò che tu vuoi far trasparire.
A mio avviso hai elaborato molto bene il tema.
Buon contest.

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Debora D
Messaggi: 91

Re: Collezioni

Messaggio#26 » giovedì 26 novembre 2020, 8:51

KikaClemer ha scritto:Ciao Debora,

il tuo racconto e molto interessante e caratteristico.

Gli elementi da te citati sono molteplici, ma in così poco spazio dovresti chiederti quali sono gli elementi chiave che aiutano il racconto ed i lettori a cogliere ciò che tu vuoi far trasparire.

Buon contest.


Grazie, questa è un'osservazione interessante che racchiude un po' anche i consigli degli altri. Questa volta mi sono concentrata su dare una struttura al testo con inizio, svolgimento e conclusione, ma di certo il prossimo passo è prendersi un momento per selezionare anche se sarà una lunga strada con i minuti contati
buon contest anche a te

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antico
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Re: Collezioni

Messaggio#27 » domenica 29 novembre 2020, 20:07

Racconto difficile da giudicare perché scritto con estrema attenzione e tocco delicato, ma l'impressione che ne ho tratto è di una qual certa indeterminatezza della storia all'atto della stesura. Ci sono alcuni elementi importanti (quali i polsi lividi) che non vengono ripresi e neppure confermati in modo chiaro, ma lasciati troppo sullo sfondo. Lo stesso discorso sulle collezzioni mi è sembrato posto in una forma ancora acerba e da definire. Insomma, sicuramente un pollice tendente al positivo che si piazza nello stesso slot del racconto di Fagiolo e in classifica alle sue spalle proprio perché meno definito.

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