Luna Padana

Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
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Fagiolo17
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Luna Padana

Messaggio#1 » martedì 17 novembre 2020, 0:44

Luna Padana

Cammino lungo il ciglio della carreggiata, Riccardo è qualche passo davanti a me, illumina l’asfalto crepato con la torcia del cellulare. La strada è deserta. I lampioni sparuti rischiarano la nebbia fitta.
Riccardo scavalca il guardrail e si siede con i piedi a penzoloni. «Vieni, amore. Godiamoci la nostra ultima luna insieme.»
Mi avvicino strascicando i piedi. Ho sbagliato a dirglielo a inizio serata, dovevo aspettare mi riaccompagnasse a casa. Avrei evitato questa situazione imbarazzante.
«Siediti accanto a me.» Mi allunga la mano. La prendo e supero il guardrail. Alcuni sassolini smossi ruzzolano giù dall’argine. C’è spazio a malapena per appoggiare i piedi. Abbasso lo sguardo sul fiume che scorre sotto al cavalcavia e la testa mi gira.
«Non mi piace questo posto, Riccardo. Riportarmi a casa.» Sta fissando il cielo e non mi ascolta neppure. «E poi fa un freddo cane.»
Si toglie il cappotto e me lo appoggia sulle spalle. Sospiro. Alla fine è un bravo ragazzo, non merita di soffrire a causa mia.
Gli infilo la mano tra i capelli, sulla nuca. «Mi dispiace tanto.»
«Cazzate.» Digrigna i denti.
Tira fuori una sigaretta rollata dalla tasca e se la lascia penzolare tra le labbra. Agita l’accendino e facendosi scudo con la mano si accende lo spinello. Prende una boccata profonda e soffia una nuvola di fumo denso. La puzza di ganja mi si infila nelle narici, tossisco. Questo odore mi dà la nausea, mi alzo ma Riccardo mi trattiene per il polso, non mi lascia allontanare nemmeno di un passo.
«Cazzo, non ci credo che mi stai lasciando.» Si fissa le scarpe eleganti sporche di terra.
«Riccardo, te l’ho già detto, non è colpa tua. Sono io che non mi sento ancora pronta. È passato troppo poco da quando Marco mi ha mollata. È stato un errore.»
«Io quello lo ammazzo.» Mi stringe più forte il polso. Mi fa male.
«Ma cosa dici, sei impazzito? Cosa c’entra lui?»
«Lo difendi pure?» Mi strattona verso di sé, una folata di vento mi alza il vestito. L’aria fredda mi gela il sudore tra le cosce. Mi rimetto a sedere, ho le vertigini e sono terrorizzata all’idea di cadere di sotto.
«Vuoi tornare con quello stronzo?» I suoi occhi acquosi cercano la verità nei miei.
Rimango in silenzio un attimo di troppo: Riccardo si alza, il mio polso ancora intrappolato nella sua presa, solleva un piede sul vuoto e rimane in equilibrio sull’altro, ondeggiando. «Basterebbe così poco, potremmo rimanere insieme per sempre…»
Mi arpiono al guardrail. «Non fare cazzate, Riccardo. Non puoi gettare via la tua vita così.» Una ciocca di capelli mi si appiccica alla fronte.
«Hai ragione. Dovrei gettare via solo la tua, ingrata che non sei altro!» Nei suoi occhi brilla una scintilla di follia. «Io non ho fatto nulla di male se non innamorarmi di te, Matilde.»
Mi solleva per le spalle e mi gira con la schiena rivolta verso il baratro. Schiaccio il viso sul suo petto. Sotto i miei piedi il terreno cede a poco a poco.
«Ti amo!» Grido dalla disperazione.
Un sorriso si allarga sui suoi denti marci. Come ho fatto a baciarlo, a fare sesso con lui? Mi ripugna.
Scavalca il guardrail e mi fa volteggiare tra le sue braccia.
«Ripetilo.»
«Ti amo. Sono stata una pazza a pensare di poter vivere senza di te.»
Piccole rughe di gioia si formano intorno ai suoi occhi da invasato, un bambino che non vuole vedere la verità e si tiene stretta la bugia di Babbo Natale.
«Siamo fatti per stare insieme, amore mio.» Una lacrima gli riga il viso.
Alle sue spalle due fari bucano la nebbia.
Passo la mano sulla sua fronte, tra i capelli arricciati, scendo verso la barba con un movimento cauto. Col pollice gli pulisco la guancia dal pianto.
«Sentivo già la mancanza delle tue carezze.» Mi bacia il palmo.
«Oh tesoro, non c’è mostro che non accarezzerei pur di sopravvivere.»
Spalanca gli occhi, confuso, e lo spingo in mezzo alla strada.
L’auto che sopraggiunge non fa in tempo a frenare. Il corpo di Riccardo si schianta sul lunotto anteriore e viene sbalzato in aria. Rimbalza scomposto sul guardrail e rotola nel fiume con un tonfo, infrangendo il riflesso degli astri.
Avevi ragione, Riccardo, è stata la nostra ultima luna insieme.



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antico
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Re: Luna Padana

Messaggio#2 » martedì 17 novembre 2020, 0:50

Ciao Luca! Tutto ok con i parametri, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

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~Proelium~
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Re: Luna Padana

Messaggio#3 » martedì 17 novembre 2020, 14:13

Ciao Luca,
piacere di leggerti. Tema centrato e prosa funzionante, svelta e decisa. Nulla da dire sulle modalità di scrittura, sai senz’altro come muoverti. Tecnicismi a parte, ritengo che per centrare il tema tu abbia giocato un po’ troppo sul sicuro. Il tuo setting è prevedibile, eventi ed esistenti sfiorano lo stereotipo e, benché tutto fili liscio, non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. Cose che succedono, immagino, quando si è in lotta con l’orologio.
Ti rimando al racconto di Gabriele Dolzadelli, che ho trovato simile al tuo per declinazione del tema. Non è esente da imperfezioni (ne parlerò con lui), ma mi ha colpito per i suoi personaggi più complessi e credibili.
Alla prossima!

alexandra.fischer
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Re: Luna Padana

Messaggio#4 » martedì 17 novembre 2020, 18:55

Tema centrato. E narrazione dalla tecnica magistrale. Mi piace come hai sparso gli indizi (una storia di imminente rottura sentimentale vista dalla protagonista, Matilde, timorosa di come reagirà Riccardo, il “mostro” della situazione, malgrado le scarpe eleganti, con il suo spinello e i suoi denti marci, oltre alla sua debolezza emotiva che vira verso la follia). Quello che mi è piaciuto di più è stata la resa della tensione nella scena in cui lui le fa scavalcare il guardrail e si infuria quando viene a sapere del ripensamento di lei (tornare dal “cattivo” Marco? Probabilissimo). E ciò che mi ha entusiasmata è stato il colpo di scena finale, quando lei ridà a Riccardo la “bugia natalizia” della dichiarazione di ripensamento pur di salvarsi dalla caduta mortale nel fiume e il destino, sotto forma di un’auto sbucata all’improvviso dalla nebbia, la libera dalle conseguenze delle sue azioni (Riccardo non saprà mai della bugia pietosa). L’ultima beffa è la caduta di lui oltre il guardrail dov’era poco prima. Ben resa l’ambientazione invernale.

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filippo.mammoli
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Re: Luna Padana

Messaggio#5 » mercoledì 18 novembre 2020, 19:16

Ciao Luca,
Ben trovato nell'arena.
Ho apprezzato molto il tuo racconto, fin dalle prime battute. La narrazione in prima persona è sempre molto immersiva, ma nasconde delle insidie che tu sei stato bravo a schivare. Il presagio di tragedia aleggia nell'aria già dai primi dialoghi e immaginavo che qualcuno ci avrebbe rimesso la pelle. Solo che mi hai spiazzato perché tutto portava a pensare alla reazione scomposta di lui per gelosia o mancata a accettazione della realtà.
Anche in questo hai saputo mischiare e coprire bene le carte. Il ritmo è il linguaggio sono ottimi e ben modulati. Se all'inizio facevo pensare a un mostro un po' troppo classico, quello che si rivela alla fine lo è molto meno e il tema è sicuramente centrato.
Bravissimo.

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Pretorian
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Re: Luna Padana

Messaggio#6 » mercoledì 18 novembre 2020, 22:57

Ciao Luca e piacere di leggerti.
Devo dire, questo racconto mi sembra abbastanza al di sotto dei tuoi ultimi lavori. Lo stile è buono, anche se vi sono alcune sbavature dettate sicuramente dalla fretta (ad esempio "urlo dalla disperazione" che è uno scostamento tell in un testo che si mantiene perlopiù corretto) ma la storia risente di una eccessiva prevedibilità. Il finale della storia si intuisce praticamente dalla riga uno e la sfuriata di Riccardo è così improvvisa e intensa da sembrare finta: molto probabilmente, avrebbe reso molto di più con un più comodo numero di caratteri. Oltre a questo, si fatica a comprendere dove si trovino i personaggi: sono sul bordo di un burrone, al lato di una strada , oltre la quale c'è un fiume? Se i personaggi si muovono in un ambiente confuso, le loro interazioni con esso non saranno chiare e il lettore finirà per perdersi.
Peccato.

Alla prossima volta.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#7 » mercoledì 18 novembre 2020, 23:42

Pretorian ha scritto:Ciao Luca e piacere di leggerti.
Devo dire, questo racconto mi sembra abbastanza al di sotto dei tuoi ultimi lavori. Lo stile è buono, anche se vi sono alcune sbavature dettate sicuramente dalla fretta (ad esempio "urlo dalla disperazione" che è uno scostamento tell in un testo che si mantiene perlopiù corretto) ma la storia risente di una eccessiva prevedibilità. Il finale della storia si intuisce praticamente dalla riga uno e la sfuriata di Riccardo è così improvvisa e intensa da sembrare finta: molto probabilmente, avrebbe reso molto di più con un più comodo numero di caratteri. Oltre a questo, si fatica a comprendere dove si trovino i personaggi: sono sul bordo di un burrone, al lato di una strada , oltre la quale c'è un fiume? Se i personaggi si muovono in un ambiente confuso, le loro interazioni con esso non saranno chiare e il lettore finirà per perdersi.
Peccato.

Alla prossima volta.


Grazie mille del commento.
Mi dispiace che non ti sia piaciuto e che non sia chiaro dove si svolge la vicenda.
I protagonisti stanno camminando sul bordo di una strada, con pochi lampioni, arrivano ad un cavalcavia costruito sopra ad un fiume. Quando scavalcano il guardrail si trovano con i piedi appoggiati su una stretta porzione di terra appunto sopra allo "strapiombo".
Speravo che la storia facesse presuppore un finale tragico per Matilde e non per il ragazzo, mi dispiace che il plot twist anche se debole non abbia funzionato.
Per la sfuriata di Riccardo invece pensavo di averla messa al punto giusto: quando una che ti ha appena mollato ti dice "Mi dispiace tanto" un po' le balle cominciano a girarti! :P
Grazie degli spunti e dei suggerimenti.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#8 » mercoledì 18 novembre 2020, 23:45

filippo.mammoli ha scritto:Ciao Luca,
Ben trovato nell'arena.
Ho apprezzato molto il tuo racconto, fin dalle prime battute. La narrazione in prima persona è sempre molto immersiva, ma nasconde delle insidie che tu sei stato bravo a schivare. Il presagio di tragedia aleggia nell'aria già dai primi dialoghi e immaginavo che qualcuno ci avrebbe rimesso la pelle. Solo che mi hai spiazzato perché tutto portava a pensare alla reazione scomposta di lui per gelosia o mancata a accettazione della realtà.
Anche in questo hai saputo mischiare e coprire bene le carte. Il ritmo è il linguaggio sono ottimi e ben modulati. Se all'inizio facevo pensare a un mostro un po' troppo classico, quello che si rivela alla fine lo è molto meno e il tema è sicuramente centrato.
Bravissimo.


Grazie mille Filippo.
sono felice ti sia piaciuto il racconto e che il colpo di scena sia stato inaspettato.
Grazie davvero.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#9 » mercoledì 18 novembre 2020, 23:55

~Proelium~ ha scritto:Ciao Luca,
piacere di leggerti. Tema centrato e prosa funzionante, svelta e decisa. Nulla da dire sulle modalità di scrittura, sai senz’altro come muoverti. Tecnicismi a parte, ritengo che per centrare il tema tu abbia giocato un po’ troppo sul sicuro. Il tuo setting è prevedibile, eventi ed esistenti sfiorano lo stereotipo e, benché tutto fili liscio, non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. Cose che succedono, immagino, quando si è in lotta con l’orologio.
Ti rimando al racconto di Gabriele Dolzadelli, che ho trovato simile al tuo per declinazione del tema. Non è esente da imperfezioni (ne parlerò con lui), ma mi ha colpito per i suoi personaggi più complessi e credibili.
Alla prossima!


Ciao e grazie mille del commento.
Pensavo che in molti se la sarebbero giocati con un mostro vero e proprio e una scusa per accarezzarlo, quindi ho preferito scrivere un racconto un po' fuori dagli schemi.
La storia è una classicissima fine relazione in cui sperava di ribaltare le attese del lettore che si aspetta una brutta fine per Matilde nel momento in cui il ragazzo sbrocca (oltre alle preoccupazioni espresse dalla stessa pdv a inizio racconto).
è vero, non c'è molta profondità nei personaggi, ammetto che in 4.000 battute e con il poco tempo a disposizione mi concentro molto di più sullo stile e su un plot twist che possa colpire alla prima lettura più che allo spessore dei miei personaggi e ammiro tantissimo chi riesce invece a creare un background bello corposo in così poco posto e così poco tempo.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#10 » mercoledì 18 novembre 2020, 23:57

alexandra.fischer ha scritto:Tema centrato. E narrazione dalla tecnica magistrale. Mi piace come hai sparso gli indizi (una storia di imminente rottura sentimentale vista dalla protagonista, Matilde, timorosa di come reagirà Riccardo, il “mostro” della situazione, malgrado le scarpe eleganti, con il suo spinello e i suoi denti marci, oltre alla sua debolezza emotiva che vira verso la follia). Quello che mi è piaciuto di più è stata la resa della tensione nella scena in cui lui le fa scavalcare il guardrail e si infuria quando viene a sapere del ripensamento di lei (tornare dal “cattivo” Marco? Probabilissimo). E ciò che mi ha entusiasmata è stato il colpo di scena finale, quando lei ridà a Riccardo la “bugia natalizia” della dichiarazione di ripensamento pur di salvarsi dalla caduta mortale nel fiume e il destino, sotto forma di un’auto sbucata all’improvviso dalla nebbia, la libera dalle conseguenze delle sue azioni (Riccardo non saprà mai della bugia pietosa). L’ultima beffa è la caduta di lui oltre il guardrail dov’era poco prima. Ben resa l’ambientazione invernale.


Grazie mille di essere passata Alexandra, davvero felice che ti sia piaciuto!

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Nevan
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Re: Luna Padana

Messaggio#11 » giovedì 19 novembre 2020, 14:24

Ciao Luca, leggere il tuo racconto è stato molto piacevole! Ti faccio i complimenti per la tecnica stilistica, con la quale sei riuscito a rendere molto scorrevole la prosa, verosimili i dialoghi e, cosa non semplice, a trasmettere l’atmosfera freddolosa percepita dalla protagonista.
Creare un climax di tensione disponendo di così pochi caratteri non è affatto semplice, quindi complimenti per esserci riuscito. Hai comunicato l’idea di un rapporto malato le cui crepe vengono finalmente alla luce, configurando la mostruosità del tema nell’ossessione di Riccardo verso una donna che non accetta non essere più sua.

Se posso permettermi un paio di appunti critici, ho trovato un po’ forzato il fatto che Matilde, dopo aver comunicato la rottura del rapporto a Riccardo, decida comunque di seguirlo in un contesto pericoloso che le mette non poca inquietudine, per giunta di notte e isolato. Diciamo che le premesse di un risvolto potenzialmente drammatico le avrebbe qualunque donna con un minimo di sensibilità.
Infine, ho dovuto rileggere diverse volte la parte finale in cui lei lo uccide spingendolo per la strada. E’ una dinamica che non mi è stata trasferita in maniera intuitiva: come fa Matilde ad avere una tale forza da spingere un uomo, che perdipiù la tiene sollevata per le spalle e sospesa su uno strapiombo, e farlo andare così indietro da farlo arretrare dal guardarail fino alla carreggiata, e senza che lei finisca per cadere e rotolare verso il fiume (visto che perderebbe la presa del compagno) ?

Detto ciò, in generale il tuo racconto mostra molti pregi a fronte di un paio di lievi difetti, che magari sono dettati dalla mia errata comprensione soggettiva.

Quindi complimenti ancora! ;)
Ultima modifica di Nevan il venerdì 20 novembre 2020, 13:40, modificato 2 volte in totale.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#12 » giovedì 19 novembre 2020, 19:00

Nevan ha scritto:Ciao Luca, leggere il tuo racconto è stato molto piacevole! Ti faccio i complimenti per la tecnica stilistica, con la quale sei riuscito a rendere molto scorrevole la prosa, verosimili i dialoghi e, cosa non semplice, a trasmettere l’atmosfera freddolosa percepita dalla protagonista.
Creare un climax di tensione disponendo di così pochi caratteri non è affatto semplice, quindi complimenti per esserci riuscito. Hai comunicato l’idea di un rapporto malato le cui crepe vengono finalmente alla luce, configurando la mostruosità del tema nell’ossessione di Riccardo verso una donna che non accetta non essere più sua.

Se posso permettermi un paio di appunti critici, ho trovato un po’ forzato il fatto che Matilde, dopo aver comunicato la rottura del rapporto a Riccardo, decida comunque di seguirlo in un contesto pericoloso che le mette non poca inquietudine, per giunta di notte e isolato. Diciamo che le premesse di un risvolto potenzialmente drammatico le avrebbe qualunque donna con un minimo di sensibilità.
Infine, ho dovuto rileggere diverse volte la parte finale in cui lei lo uccide spingendolo per la strada. E’ una dinamica che non mi è stata trasferita in maniera intuitiva: come fa Matilde ad avere una tale forza da spingere un uomo, che perdipiù la tiene sollevata per le spalle e sospesa su uno strapiombo, e farlo andare così indietro da farlo arretrare dal guardarail fino alla carreggiata, e senza che lei finisca per cadere e rotolare verso il fiume (visto che perderebbe la presa del compagno) ?

Detto ciò, in generale il tuo racconto mostra molti pregi a fronte di un paio di lievi difetti, che magari sono dettati dalla mia errata comprensione soggettiva.

Quindi complimenti ancora! ;)


Ciao e grazie mille dei complimenti.
ti rispondo agli appunti.
La mia idea, non detta e non esplicitata del tutto, è che Riccardo sia andato a prendere a casa Matilde («Non mi piace questo posto, Riccardo. Riportarmi a casa.») e che quindi lei non possa andarsene quando le pare, e avendolo "mollato" troppo presto adesso è costretta a seguirlo nonostante la situazione pessima (Ho sbagliato a dirglielo a inizio serata, dovevo aspettare mi riaccompagnasse a casa. Avrei evitato questa situazione imbarazzante.)

Ad un certo punto del brano ho scritto:
Scavalca il guardrail e mi fa volteggiare tra le sue braccia.
Qui ho dovuto tagliare qualche battuta e forse non è chiarissimo. Riccardo scavalca il guardrail e fa volteggiare tra le sue braccia Matilde. Con quel volteggiare nella mia testa volevo intendere che la sollevasse da terra e se la appoggiasse accanto di nuovo sulla carreggiata.
Quindi quando passa la macchina in realtà i due ragazzi sono già al di qua del guardrail, e considerando l'inaspettatezza del gesto pensavo Matilde riuscisse a gettarlo sotto l'auto.

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi e grazie ancora per gli appunti!

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Giacomo Puca
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Re: Luna Padana

Messaggio#13 » giovedì 19 novembre 2020, 23:59

Ciao Luca, piacere di leggerti (la prima volta se non sbaglio XD).

Tema
Così così. Nel senso che nel finale c'è qualcosina, ma sembra messo lì giusto per rientrare nei paletti tematici e comunque in modo non proprio aderente al tema dato. Forse non ho colto io qualcosa, ma non mi sembra che la ragazza dimostri una particolare propensione a carezzare mostri, né emerge qualcosa del genere dal suo background.

Stile
Come al solito lo stile è buono. Un grosso neo è stato quello di ambientazione, ho fatto un po' di fatica con il setting. Per esempio io li immagino seduti su un guardrail che affaccia su uno strapiombo. Ma poi Riccardo si alza? Si alza lato strada suppongo, o cosa? Poi quando la solleva per le spalle e la gira non ci ho proprio capito più niente.

Trama
La trama non ha buchi ma è molto basilare, non c'è mai qualcosa che colpisca, un guizzo. Il finale peraltro non mi convince perché buttando sotto l'auto Riccardo, finisce in galera quasi sicuramente.

Valutazione finale
Un racconto non brutto, ma che mi è sembrato poco ispirato e meno preciso rispetto ai tuoi standard. Mi ha ricordato un po' pranzo dai vicini, solo che lì il twist era comunque più originale e godeva di un impatto visivo maggiore rispetto a quello che hai architettato qui.


Come al solito, per qualunque cosa scrivi pure.
Un saluto,
Giacomo
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#14 » venerdì 20 novembre 2020, 11:58

Giacomo Puca ha scritto:Ciao Luca, piacere di leggerti (la prima volta se non sbaglio XD).

Tema
Così così. Nel senso che nel finale c'è qualcosina, ma sembra messo lì giusto per rientrare nei paletti tematici e comunque in modo non proprio aderente al tema dato. Forse non ho colto io qualcosa, ma non mi sembra che la ragazza dimostri una particolare propensione a carezzare mostri, né emerge qualcosa del genere dal suo background.

Stile
Come al solito lo stile è buono. Un grosso neo è stato quello di ambientazione, ho fatto un po' di fatica con il setting. Per esempio io li immagino seduti su un guardrail che affaccia su uno strapiombo. Ma poi Riccardo si alza? Si alza lato strada suppongo, o cosa? Poi quando la solleva per le spalle e la gira non ci ho proprio capito più niente.

Trama
La trama non ha buchi ma è molto basilare, non c'è mai qualcosa che colpisca, un guizzo. Il finale peraltro non mi convince perché buttando sotto l'auto Riccardo, finisce in galera quasi sicuramente.

Valutazione finale
Un racconto non brutto, ma che mi è sembrato poco ispirato e meno preciso rispetto ai tuoi standard. Mi ha ricordato un po' pranzo dai vicini, solo che lì il twist era comunque più originale e godeva di un impatto visivo maggiore rispetto a quello che hai architettato qui.


Come al solito, per qualunque cosa scrivi pure.
Un saluto,
Giacomo


Ciao Giacomo e grazie dei commenti.
Nella mia immagine mentale sono seduti con le gambe sullo strapiombo, ma prima del "baratro" c'è uno spazio dove poters appoggiare i piedi, anche se stretto (il ponte a cui mi sono ispirato, qui nei dintorni di casa mia, ha un pezzo di terra prima della caduta, tanto che da ragazzetti ci si sfidava a camminare lì invece che sulla carreggiata).
Per la trama mi ero immaginato una donna che si sente minacciata dal ragazzo che ha appena lasciato e nel momento in cui si rende conto della sua effettiva pericolosità lo fa fuori senza preoccuparsi delle conseguenze.
Se la trovano sicuramente finirà in prigione, ma Riccardo è morto investito... se si dilegua in tempo nella nebbia nessuno saprà mai che è stata lei a spingerlo (questa era la mia idea/giustificazione).
Il tema l'ho preso un po' alla larga per farci rientrare la mia storia. Con la battuta "«Oh tesoro, non c’è mostro che non accarezzerei pur di sopravvivere.», ho cercato di piegarlo a mio favore dando un'interpretazione non propriamente letterale.
Grazie del commento e a presto!

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Nevan
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Re: Luna Padana

Messaggio#15 » venerdì 20 novembre 2020, 13:42

Fagiolo17 ha scritto:
Nevan ha scritto:Ciao Luca, leggere il tuo racconto è stato molto piacevole! Ti faccio i complimenti per la tecnica stilistica, con la quale sei riuscito a rendere molto scorrevole la prosa, verosimili i dialoghi e, cosa non semplice, a trasmettere l’atmosfera freddolosa percepita dalla protagonista.
Creare un climax di tensione disponendo di così pochi caratteri non è affatto semplice, quindi complimenti per esserci riuscito. Hai comunicato l’idea di un rapporto malato le cui crepe vengono finalmente alla luce, configurando la mostruosità del tema nell’ossessione di Riccardo verso una donna che non accetta non essere più sua.

Se posso permettermi un paio di appunti critici, ho trovato un po’ forzato il fatto che Matilde, dopo aver comunicato la rottura del rapporto a Riccardo, decida comunque di seguirlo in un contesto pericoloso che le mette non poca inquietudine, per giunta di notte e isolato. Diciamo che le premesse di un risvolto potenzialmente drammatico le avrebbe qualunque donna con un minimo di sensibilità.
Infine, ho dovuto rileggere diverse volte la parte finale in cui lei lo uccide spingendolo per la strada. E’ una dinamica che non mi è stata trasferita in maniera intuitiva: come fa Matilde ad avere una tale forza da spingere un uomo, che perdipiù la tiene sollevata per le spalle e sospesa su uno strapiombo, e farlo andare così indietro da farlo arretrare dal guardarail fino alla carreggiata, e senza che lei finisca per cadere e rotolare verso il fiume (visto che perderebbe la presa del compagno) ?

Detto ciò, in generale il tuo racconto mostra molti pregi a fronte di un paio di lievi difetti, che magari sono dettati dalla mia errata comprensione soggettiva.

Quindi complimenti ancora! ;)


Ciao e grazie mille dei complimenti.
ti rispondo agli appunti.
La mia idea, non detta e non esplicitata del tutto, è che Riccardo sia andato a prendere a casa Matilde («Non mi piace questo posto, Riccardo. Riportarmi a casa.») e che quindi lei non possa andarsene quando le pare, e avendolo "mollato" troppo presto adesso è costretta a seguirlo nonostante la situazione pessima (Ho sbagliato a dirglielo a inizio serata, dovevo aspettare mi riaccompagnasse a casa. Avrei evitato questa situazione imbarazzante.)

Ad un certo punto del brano ho scritto:
Scavalca il guardrail e mi fa volteggiare tra le sue braccia.
Qui ho dovuto tagliare qualche battuta e forse non è chiarissimo. Riccardo scavalca il guardrail e fa volteggiare tra le sue braccia Matilde. Con quel volteggiare nella mia testa volevo intendere che la sollevasse da terra e se la appoggiasse accanto di nuovo sulla carreggiata.
Quindi quando passa la macchina in realtà i due ragazzi sono già al di qua del guardrail, e considerando l'inaspettatezza del gesto pensavo Matilde riuscisse a gettarlo sotto l'auto.

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi e grazie ancora per gli appunti!


Ah ok, con queste spiegazioni in effetti entrambe le dinamiche hanno un senso. E' un peccato che siano rimaste nella tua testa e non siano pervenute in maniera più esplicita su pagina, perchè sono davvero delle piccolezze. Il racconto merita! Buona sfida!

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Gennibo
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Re: Luna Padana

Messaggio#16 » venerdì 20 novembre 2020, 18:45

Ciao Luca e piacere di leggerti! Il tuo stile mi è piaciuto molto, ho trovato la tecnica di narrazione molto equilibrata. Riguardo la storia, l’ho trovata un po’ forzata, giusto per entrare nel tema (lei che lo segue invece di andarsene, gli siede accanto dove c’è un baratro e l’auto arriva al momento giusto per servire il racconto. Forse far notare che non era il primo veicolo a passare di lì, anche se il posto non è proprio trafficato.) Ho apprezzato la battuta della ragazza sui mostri da accarezzare per sopravvivere, e anche il riferimento a Babbo Natale. Tutto sommato un buon lavoro.
Alla prossima e buona Edition!

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#17 » venerdì 20 novembre 2020, 21:23

Gennibo ha scritto:Ciao Luca e piacere di leggerti! Il tuo stile mi è piaciuto molto, ho trovato la tecnica di narrazione molto equilibrata. Riguardo la storia, l’ho trovata un po’ forzata, giusto per entrare nel tema (lei che lo segue invece di andarsene, gli siede accanto dove c’è un baratro e l’auto arriva al momento giusto per servire il racconto. Forse far notare che non era il primo veicolo a passare di lì, anche se il posto non è proprio trafficato.) Ho apprezzato la battuta della ragazza sui mostri da accarezzare per sopravvivere, e anche il riferimento a Babbo Natale. Tutto sommato un buon lavoro.
Alla prossima e buona Edition!


Ciao e grazie mille del commento!
Capisco cosa vuoi dire, ma se non dovessimo forzare le cose che succedono nei nostri racconti i racconti stessi non accadrebbero.
Se la mia protagonista quella sera non fosse col suo ragazzo non ci sarebbe il racconto, se non avesse deciso di lasciarlo, se fossero in città anziché sperduti nella pianura padana, se nessuna macchina passasse...
Insomma quello che voglio dire è che sicuramente ho forzato il finale per renderlo più d'impatto, ma uno storia è pur sempre una storia e non mi sembrava troppo inverosimile come situazione considerando le notizie di cronaca che si sentono di continuo al telegiornale.
Grazie ancora e a rileggerci!

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KikaClemer
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Re: Luna Padana

Messaggio#18 » sabato 21 novembre 2020, 15:06

Ciao Luca e tanto piacere,

con rammarico noto che molto di ciò che avrei voluto dirti, è già stato scritto da qualcun altro.
Anche io, come molti, penalizzo alcuni punti dove non sono ben chiari i movimenti e le posizioni dei personaggi nella storia, a questo proposito ho dovuto lavorare di fantasia aggiungendo ciò che, in alcuni commenti, hai ammesso avresti potuto inserire.

Il tuo racconto non mi dispiace affatto, anche se a mio personale gusto avrei cambiato il finale: un personaggio che viene lasciato dalla fidanzata e poco dopo muore non mi convince molto.
Non sono riuscita ad entrare in empatia con Matilde poiché il suo codardo atteggiamento e la leggerezza con la quale sembra aver affrontato la rottura, non hanno suscitato in me alcuna simpatia seppur comprendo che, in alcuni casi, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio.
Al contrario, mi sono legata a questa figura maschile che sembra aver perso la via per tornare a “casa”, una lucidità che gli consenta di soffrire, sì, ma senza ledere persona alcuna.
Direi tema centrato a pieno.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#19 » sabato 21 novembre 2020, 18:38

KikaClemer ha scritto:Ciao Luca e tanto piacere,

con rammarico noto che molto di ciò che avrei voluto dirti, è già stato scritto da qualcun altro.
Anche io, come molti, penalizzo alcuni punti dove non sono ben chiari i movimenti e le posizioni dei personaggi nella storia, a questo proposito ho dovuto lavorare di fantasia aggiungendo ciò che, in alcuni commenti, hai ammesso avresti potuto inserire.

Il tuo racconto non mi dispiace affatto, anche se a mio personale gusto avrei cambiato il finale: un personaggio che viene lasciato dalla fidanzata e poco dopo muore non mi convince molto.
Non sono riuscita ad entrare in empatia con Matilde poiché il suo codardo atteggiamento e la leggerezza con la quale sembra aver affrontato la rottura, non hanno suscitato in me alcuna simpatia seppur comprendo che, in alcuni casi, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio.
Al contrario, mi sono legata a questa figura maschile che sembra aver perso la via per tornare a “casa”, una lucidità che gli consenta di soffrire, sì, ma senza ledere persona alcuna.
Direi tema centrato a pieno.


Ciao e grazie del commento.
Credo che quel "volteggiare" non sia stato interpretato come intendevo e abbia creato un po' di confusione. Quando Riccardo scavalca per la seconda volta il guardrail pensavo si capisse che era tornato sulla carreggiata. Cambierò termine e cercherò di renderlo più chiaro nella seconda stesura.
è giusto che ognuno interpreti un racconto a proprio modo e con la propria consapevolezza, ma mi dispiace che il personaggio di Riccardo non sia passato al 100%.
Riccardo non vuole riportare a casa la sua ex ragazza, fuma marjuana e dai denti marci probabilmente non di rado, nel momento in cui viene lasciato minaccia di suicidarsi portandosi dietro anche Matilde e poi minaccia di lanciare solo lei di sotto. è un personaggio tossico e pericoloso e se non fosse un boccalone che crede al "ti amo" di Matilde probabilmente il racconto finirebbe con l'ennesimo femminicidio.
Questo è come dovrebbe essere il ragazzo nel mio planting per lo meno.
A rileggerci presto!

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Filippo Santaniello
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Re: Luna Padana

Messaggio#20 » domenica 22 novembre 2020, 15:42

Ciao Luca,
ti faccio i complimenti per la scrittura precisa e ricca di immagini coinvolgenti che ormai è un tuo marchio di fabbrica, in quanto mi stupì anche nel tuo procedente racconto. Inoltre ti faccio i complimenti per aver centrato il tema che non era affatto semplice con una storia d’amore e morte amara e raffinata. Il concetto del tuo messaggio arriva forte e chiaro: bisogna assecondare i propri mostri per salvarsi la vita, ma se uno riesce a essere più furbo di loro, tanto di guadagnato. Podio meritato!
Ultima modifica di Filippo Santaniello il martedì 24 novembre 2020, 20:10, modificato 1 volta in totale.

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DavideMannucci
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Re: Luna Padana

Messaggio#21 » domenica 22 novembre 2020, 16:50

Ciao Luca, piacere di averti letto!
Premetto che tu sei la mia prima volta nella prima volta. Ok, niente panico, ti spiego :D Sono nuovo in MC ed è la prima volta che partecipo un contest e la prima volta che commento qualcuno. Tutto questo per dirti che probabilmente dovrò imparare anche a commentare e a muovermi bene tra le righe :)
Che dire? Mi è piaciuto molto, il tema è centrato e lo stile è ottimo, si vede che hai in mano gli strumenti del mestiere. Ho apprezzato particolarmente l'apparente assenza di un plot twist perché in realtà il twist stava proprio in quella presunta assenza. Leggevo con una sgradevole sensazione di calma prima della tempesta e mi aspettavo la follia di uno dei due da un momento all'altro. Direi quindi che mi hai provocato l'aritmia cardiaca giusta! Bravissimo!
Anche l'ambientazione confusa secondo me è un punto a favore perché a momenti facevi inciampare pure me e questo contribuiva a dar quella sensazione spiacevole "oddio e ora che succede? Ma dove cazzo è la strada?". Bravissimo/bis.
Unica nota forse stonata la frase sull'accarezzare i mostri, forse un po' forzata ma non è una cosa che disturba perché alla fine dà quel pizzico di follia anche a lei che rende il racconto inquietante. E il fatto che sembri semplice ma che lasci una sensazione di totale disagio mi porta a dire che hai centrato i miei gusti e le corde con cui solitamente mi accingo alla lettura. Podio per me!
Bravo e a rileggerci presto!

D.
Davide Mannucci

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KikaClemer
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Re: Luna Padana

Messaggio#22 » domenica 22 novembre 2020, 18:35

Fagiolo17 ha scritto:
KikaClemer ha scritto:Ciao Luca e tanto piacere,

con rammarico noto che molto di ciò che avrei voluto dirti, è già stato scritto da qualcun altro.
Anche io, come molti, penalizzo alcuni punti dove non sono ben chiari i movimenti e le posizioni dei personaggi nella storia, a questo proposito ho dovuto lavorare di fantasia aggiungendo ciò che, in alcuni commenti, hai ammesso avresti potuto inserire.

Il tuo racconto non mi dispiace affatto, anche se a mio personale gusto avrei cambiato il finale: un personaggio che viene lasciato dalla fidanzata e poco dopo muore non mi convince molto.
Non sono riuscita ad entrare in empatia con Matilde poiché il suo codardo atteggiamento e la leggerezza con la quale sembra aver affrontato la rottura, non hanno suscitato in me alcuna simpatia seppur comprendo che, in alcuni casi, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio.
Al contrario, mi sono legata a questa figura maschile che sembra aver perso la via per tornare a “casa”, una lucidità che gli consenta di soffrire, sì, ma senza ledere persona alcuna.
Direi tema centrato a pieno.


Ciao e grazie del commento.
Credo che quel "volteggiare" non sia stato interpretato come intendevo e abbia creato un po' di confusione. Quando Riccardo scavalca per la seconda volta il guardrail pensavo si capisse che era tornato sulla carreggiata. Cambierò termine e cercherò di renderlo più chiaro nella seconda stesura.
è giusto che ognuno interpreti un racconto a proprio modo e con la propria consapevolezza, ma mi dispiace che il personaggio di Riccardo non sia passato al 100%.
Riccardo non vuole riportare a casa la sua ex ragazza, fuma marjuana e dai denti marci probabilmente non di rado, nel momento in cui viene lasciato minaccia di suicidarsi portandosi dietro anche Matilde e poi minaccia di lanciare solo lei di sotto. è un personaggio tossico e pericoloso e se non fosse un boccalone che crede al "ti amo" di Matilde probabilmente il racconto finirebbe con l'ennesimo femminicidio.
Questo è come dovrebbe essere il ragazzo nel mio planting per lo meno.
A rileggerci presto!


In ambito letterario sono molto attratta dai personaggi malsani, ecco perché il mio interesse verso Riccardo è molto più vivo rispetto a quello per Matilde, ma vorrei tranquillizzarti dicendoti che Riccardo viene descritto molto bene!
Sono io che dietro a dei comportamenti errati vado sempre a cercare la vena psicologica dei personaggi.
Sono sicura che con piccolissime modifiche sarà tutto comprensibile ed uscirà ancor di più ciò che vuoi far arrivare.
A presto!

PhilStones
Messaggi: 54

Re: Luna Padana

Messaggio#23 » lunedì 23 novembre 2020, 9:17

Ciao Luca, mi fa piacere leggerti per la prima volta.
Io apprezzo il mostrato minimale, quindi non ho avuto problemi rispetto ad altri. L’unico punto in cui ho fatto fatica a capirà la dinamica é stato quando lui la stringe a sé
Buoni i dialoghi, mi sono sembrate solo un po’ troppo lunghe le due battute dopo “non fare cazzate...”, dato il momento concitato.
Non mi aspettavo che lei avesse la capacità e la lucidità di farlo fuori, forse con qualche centinaio di caratteri in più avresti approfondito meglio la forza di Matilde (che fino alla finale mi era sembrato abbastanza innocua).
Comunque buona prova!
Filippo

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#24 » martedì 24 novembre 2020, 19:09

Filippo Santaniello ha scritto:Ciao Luca,
ti faccio i complimenti per la scrittura precisa e ricca di immagini coinvolgenti e per aver centrato il tema con una storia d’amore e morte amara e raffinata. Bisogna assecondare i propri mostri per salvarsi la vita, ma se uno riesce a essere più furbo di loro, tanto di guadagnato. Podio meritato!


Grazie mille dei complimenti Filippo e anche del podio! :P

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#25 » martedì 24 novembre 2020, 19:15

DavideMannucci ha scritto:Ciao Luca, piacere di averti letto!
Premetto che tu sei la mia prima volta nella prima volta. Ok, niente panico, ti spiego :D Sono nuovo in MC ed è la prima volta che partecipo un contest e la prima volta che commento qualcuno. Tutto questo per dirti che probabilmente dovrò imparare anche a commentare e a muovermi bene tra le righe :)
Che dire? Mi è piaciuto molto, il tema è centrato e lo stile è ottimo, si vede che hai in mano gli strumenti del mestiere. Ho apprezzato particolarmente l'apparente assenza di un plot twist perché in realtà il twist stava proprio in quella presunta assenza. Leggevo con una sgradevole sensazione di calma prima della tempesta e mi aspettavo la follia di uno dei due da un momento all'altro. Direi quindi che mi hai provocato l'aritmia cardiaca giusta! Bravissimo!
Anche l'ambientazione confusa secondo me è un punto a favore perché a momenti facevi inciampare pure me e questo contribuiva a dar quella sensazione spiacevole "oddio e ora che succede? Ma dove cazzo è la strada?". Bravissimo/bis.
Unica nota forse stonata la frase sull'accarezzare i mostri, forse un po' forzata ma non è una cosa che disturba perché alla fine dà quel pizzico di follia anche a lei che rende il racconto inquietante. E il fatto che sembri semplice ma che lasci una sensazione di totale disagio mi porta a dire che hai centrato i miei gusti e le corde con cui solitamente mi accingo alla lettura. Podio per me!
Bravo e a rileggerci presto!

D.


Ciao Davide, grazie mille del commento e benvenuto! Anche io sono un acquisto abbastanza recente di Minuti Contati!
Sì, la frase è chiaramente una forzatura inserita per il tema, in una riscrittura la cambierei con qualcosa di più breve e a effetto.
Dovendo rispettare una "traccia" qualche particolare e qualche dettaglio che non ci stanno al 100% ci finiscono sempre in mezzo.
Grazie ancora.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#26 » martedì 24 novembre 2020, 19:18

PhilStones ha scritto:Ciao Luca, mi fa piacere leggerti per la prima volta.
Io apprezzo il mostrato minimale, quindi non ho avuto problemi rispetto ad altri. L’unico punto in cui ho fatto fatica a capirà la dinamica é stato quando lui la stringe a sé
Buoni i dialoghi, mi sono sembrate solo un po’ troppo lunghe le due battute dopo “non fare cazzate...”, dato il momento concitato.
Non mi aspettavo che lei avesse la capacità e la lucidità di farlo fuori, forse con qualche centinaio di caratteri in più avresti approfondito meglio la forza di Matilde (che fino alla finale mi era sembrato abbastanza innocua).
Comunque buona prova!
Filippo


Grazie mille Filippo.
Con qualche migliaio di battute in più avrei voluto creare una sensazione di ansia crescente, con Matilde che cerca il modo di lasciarlo finché non è troppo tardi e si ritrovo invischiata in una situazione da cui non sa come uscire (cioè la situazione riportata in questo raccontino)!
Felice che ti sia piaciuto. Rileggendola la battuta che mi hai segnalato poteva essere sicuramente asciugata.
Grazie ancora.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#27 » martedì 24 novembre 2020, 19:19

KikaClemer ha scritto:
Fagiolo17 ha scritto:
KikaClemer ha scritto:Ciao Luca e tanto piacere,

con rammarico noto che molto di ciò che avrei voluto dirti, è già stato scritto da qualcun altro.
Anche io, come molti, penalizzo alcuni punti dove non sono ben chiari i movimenti e le posizioni dei personaggi nella storia, a questo proposito ho dovuto lavorare di fantasia aggiungendo ciò che, in alcuni commenti, hai ammesso avresti potuto inserire.

Il tuo racconto non mi dispiace affatto, anche se a mio personale gusto avrei cambiato il finale: un personaggio che viene lasciato dalla fidanzata e poco dopo muore non mi convince molto.
Non sono riuscita ad entrare in empatia con Matilde poiché il suo codardo atteggiamento e la leggerezza con la quale sembra aver affrontato la rottura, non hanno suscitato in me alcuna simpatia seppur comprendo che, in alcuni casi, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio.
Al contrario, mi sono legata a questa figura maschile che sembra aver perso la via per tornare a “casa”, una lucidità che gli consenta di soffrire, sì, ma senza ledere persona alcuna.
Direi tema centrato a pieno.


Ciao e grazie del commento.
Credo che quel "volteggiare" non sia stato interpretato come intendevo e abbia creato un po' di confusione. Quando Riccardo scavalca per la seconda volta il guardrail pensavo si capisse che era tornato sulla carreggiata. Cambierò termine e cercherò di renderlo più chiaro nella seconda stesura.
è giusto che ognuno interpreti un racconto a proprio modo e con la propria consapevolezza, ma mi dispiace che il personaggio di Riccardo non sia passato al 100%.
Riccardo non vuole riportare a casa la sua ex ragazza, fuma marjuana e dai denti marci probabilmente non di rado, nel momento in cui viene lasciato minaccia di suicidarsi portandosi dietro anche Matilde e poi minaccia di lanciare solo lei di sotto. è un personaggio tossico e pericoloso e se non fosse un boccalone che crede al "ti amo" di Matilde probabilmente il racconto finirebbe con l'ennesimo femminicidio.
Questo è come dovrebbe essere il ragazzo nel mio planting per lo meno.
A rileggerci presto!


In ambito letterario sono molto attratta dai personaggi malsani, ecco perché il mio interesse verso Riccardo è molto più vivo rispetto a quello per Matilde, ma vorrei tranquillizzarti dicendoti che Riccardo viene descritto molto bene!
Sono io che dietro a dei comportamenti errati vado sempre a cercare la vena psicologica dei personaggi.
Sono sicura che con piccolissime modifiche sarà tutto comprensibile ed uscirà ancor di più ciò che vuoi far arrivare.
A presto!


Allora sono contento che Riccardo sia un personaggio bello vivo e che ti abbia trasmesso quello che desideravo.
Grazie mille del chiarimento!

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antico
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Re: Luna Padana

Messaggio#28 » sabato 28 novembre 2020, 12:03

Stile impeccabile, dalla tua penna uscirebbe bene anche una pernacchia e non scherzo. Ciò non toglie che non tutti gli ingranaggi filino belli oliati perché la doppia strategia messa in opera dalla ragazza per sopravvivere giunge poco preparata e si sente una discreta forzatura. Il problema credo risieda in una preparazione troppo lunga in cui lei rimane sostanzialmente passiva e neppure il lettore percepisce che stia studiando come uscire dalla situazione mancando inoltre una semina per suggerire che avrebbe potuto cavarsela dimostranto tanta arguzia e ferocia. Per me un pollice tendente verso l'alto in modo solido anche se non brillante.

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Fagiolo17
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Re: Luna Padana

Messaggio#29 » lunedì 30 novembre 2020, 20:04

Grazie mille dei complimenti Antico, credo i migliori che io abbia mai ricevuto!
Grazie davvero.

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