Tremate, mostri!

Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
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Giorgia D'Aversa
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Tremate, mostri!

Messaggio#1 » martedì 17 novembre 2020, 0:52

Il tremolio mi fa ballare la palpebra destra. Merda, di nuovo!
«Boris, ma ti è tornato il tic?» Herbert porta il boccale alle labbra e si bagna di schiuma i baffi rossi.
«Eh, ci risiamo…» Mi stropiccio la faccia. «Speravo che il bestione della scorsa volta mi avrebbe aiutato a stare tranquillo per un po’.»
Il nano mi stringe la spalla. «Mi dispiace amico, stavolta non posso aiutarti. È passato solo un mese dall’ultimo viaggio e se sto fuori un’altra settimana Clarissa mi spezza in due.»
Senza la sua ascia come cazzo lo abbatto un altro mostro?
La palpebra tremola e lo stesso fa la faccia di Herbert. Stiro le labbra in un finto sorriso e mi scrollo la sua mano di dosso.
«Siamo in una locanda,» allargo le braccia verso stanza piena, «qualcuno disposto a venire con me lo troverò di sicuro.»
Il mio amico annuisce. Mi stacco dal bancone e vado al centro della sala; afferro uno sgabello da un tavolo vuoto e ci salgo sopra. Nessuno mi considera, mi schiarisco la voce.
«Compagni! Qualcuno di voi sarà alla ricerca di avventure», urlo per sovrastare il casino. «E io sono pronto a fornirvene una fantastica.»
Qualche testa si gira verso di me, un orco sputa per terra.
«Ok, forse preferireste del denaro. Dieci monete d’argento per uccidere un mostro in mia compagnia!»
Da un tavolo di contadini parte una risata. Le poche persone di cui avevo ottenuto l’attenzione tornano a giocare a carte e a bere; Herbert scuote la testa dal bancone e sfrega pollice e indice.
«E va bene, sono stato poco generoso. Cinque monete d’oro, è la mia ultima offerta.»
A due tavoli di distanza, un tipo ben piazzato con una folta barba e capelli neri si alza in piedi: metà del volto è ustionato e gli deforma la bocca in una smorfia.
«Per quella cifra scelgo io la bestia.» La voce acuta dell’uomo mi perfora le orecchie, qualcuno sghignazza.
Oh, per gli Dei! Ma proprio un eunuco mi doveva capitare? La palpebra trema: devo muovermi, prima che la situazione peggiori.
Scendo dallo sgabello, mi avvicino a lui e gli allungo la mano. «Andata.»
Lui mi agita davanti alla faccia solo tre dita per parte. Vabbè, almeno non è un orco.

Un ramo d’albero mi arriva dritto in faccia. Fottuto bosco.
«Cioè, fammi capire: se accarezzi un mostro ti passa il tic?» Non capisco se Lucius sta sorridendo, con quella faccia mezza liquefatta.
«Lo so, è assurdo ma è così.» Mi trascino dietro la gamba scossa da tremiti. «Ormai è un anno. Senti, ma per questo bisso galeto quanto manca?»
«La sua tana è poco più avanti.» Il mercenario scosta le fronde con quegli artigli che si ritrova: chissà se è altrettanto abile a uccidere mostri.
«Non ti ho ancora chiesto come vuoi far fuori la bestia.»
Lui fruga nella scarsella e tira fuori un piccolo oggetto tondo. Fa scattare il meccanismo e si apre, rivelando uno specchio e un porta cipria.
«Il bisso galeto muore all’istante se si vede allo specchio.» Lucius sorride con i suoi dentini storti.
«No, aspetta.» Mi fermo e copro la bocca con la mano tremula. «Quella roba la usa mia sorella per truccarsi!»
Il sorriso gli sparisce dalla faccia storta. «È per sentirmi bello quando sono con altri uomini… soprattutto se affascinanti come te.»
Non ce la faccio: scoppio a ridere e mi butto a terra, la parte destra del corpo non mi regge più per il tremito e l’ilarità. Questo tizio peloso, con la voce da papera e sfigurato sta tentando di sedurmi!
Le lacrime e le palpebre ballerine mi offuscano la vista. «S-scusa,» grugnisco e singhiozzo, «sono un maleducato. Aiutami ad alzarmi.»
Allungo il braccio e le tre dita di Lucius mi afferrano il polso. Mi asciugo gli occhi con il dorso della mano e gli do un buffetto sulla guancia sana, che è rossa come quella bruciata.
«Perdonami, non so se posso ricambiare le tue attenzioni. Ma mi lusinghi.»
Lucius distoglie lo sguardo e giocherella con le poche dita rimaste. Poveraccio, chissà quante volte gli sarà capitato. Mi sgranchisco le gambe e… aspetta, non tremo più! Apro i palmi: le mani rimangono immobili e la vista è salda. Come cazzo sono guarito?
Il mio compagno fissa il terreno, l’imbarazzo lo rende ancora più mostruoso. Un mostro: trattengo il respiro.
«Senti, Lucius.» Mi gratto il collo. «Forse potremmo approfondire la nostra conoscenza.»



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antico
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#2 » martedì 17 novembre 2020, 1:02

Ciao Giorgia! Tutto ok con i parametri, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

alexandra.fischer
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#3 » martedì 17 novembre 2020, 7:50

TREMATE, MOSTRI! di Giorgia d’Aversa Tema centrato, in un contesto fantasy carino. Si vede che è originale (penso al fantomatico bisso galeto, talmente brutto da morire se si guarda nello specchio e la cui morte dovrebbe essere taumaturgica per il difetto alla palpebra del protagonista, ma anche al resto del corpo: in realtà inganno dell’eroe eunuco per sentirsi bello e sedurre Boris Palpebra Cascante). Questo, malgrado malgrado l’ambientazione abbia un che di medievale ed echi di Terry Brooks nel mostrare un nano che ti pianta in asso e un orco sputacchione, oltre al giro di monete offerte dal protagonista per cercare un eroe che lo aiuti ad acchiappare il mostro che lo farà stare...tranquillo per un po’. Mi piace il personaggio dell’eroe che accorre in suo aiuto (un eunuco sfigurato da una serie di brutte ustioni e dalla mano mutilata). Bello il finale. Alla fine, il bisso galeto è inutile. Di mostro taumaturgo ce n’è già uno, L’Eunuco Monco e Sfigurato e il Nostro Boris dalla Palpebra e dal Corpo Ballerini è disposto a non lasciarselo scappare (malgrado non sia gay come l’eunuco) per via delle carezze curative.

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MentisKarakorum
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#4 » martedì 17 novembre 2020, 19:07

Piacere di leggerti, Giorgia. Il tuo racconto ha dettagli ben curati e un’idea simpatica, avendo letto moltissimi fantasy non trovo granché di originale nella tua ambientazione, ma va bene così. Le scene reggono bene, c’è una buona dose di umorismo che tiene alta l’attenzione e non trovo granché da segnalare nello stile (magari fai attenzione alla prima battuta di dialogo, la battuta è di Herbert e lo specificherei subito altrimenti sembra che sia il protagonista a parlare). Di certo il poco spazio ha limitato un pochino la tua narrazione: avrei gradito qualche dettaglio in più, soprattutto sulla natura del tic e sua risoluzione attraverso il contatto con un mostro; avresti magari potuto inserire un fraseggio mentale o una battuta di dialogo per spiegare come mai il protagonista soffre di questa strana malattia.
Ci sono altri piccoli difetti di coerenza delle scene: quando ho letto che l’eunuco ha la barba sono andato a chiedere al mio amico Google, e lui mi ha confermato quello che sospettavo: ovvero che agli eunuchi non cresce la barba. Arriverei ora a quello che identifico il difetto più grosso del tuo racconto: ovvero il modo in cui mostri (o meglio: non mostri) come Lucius si dichiari al protagonista. Quando ho letto la frase “È per sentirmi bello quando sono con altri uomini… soprattutto se affascinanti come te” non ho pensato che Lucius stesse cercando di sedurre il protagonista, ma piuttosto che stesse lanciando una specie di ironica presa in giro, o comunque una frase scherzosa. Qui manca a mio avviso un piccolo dettaglio che specifichi le vere intenzioni di Lucius, magari puoi farlo arrossire, guardare per terra, abbassare la voce… tutte le cose che uno timido fa quando si dichiara.
Per il resto direi che il racconto mi ha divertito, grazie e alla prossima!

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maurizio.ferrero
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#5 » mercoledì 18 novembre 2020, 9:26

Ciao Giorgia, piacere di rileggerti

L'ironia la fa da padrone nel tuo racconto, anche se con un ritmo un po' incostante. La storia parte come un classico fantasy senza nulla di particolarmente originale, e solo nella seconda parte si rivela il sottotesto umoristico. La prima risulta forse anche troppo lunga, la contrattazione sulla paga poteva essere ridotta.
La prova è un generale buona, anche se con qualche piccolo difetto qua e là.
Mi hanno ad esempio stonato un po' la coesistenza di orchi, nani e i nomi dei personaggi (tipici del classico fantasy di origine inglese o germanica) con la presenza del bisso galeto (di origine italiana). Forse sarebbe stato più coerente scegliere un'unica mitologia di riferimento e legare tutto a quella.
La trovata del tic alla gamba è buona e fa ridere, ma manca la motivazione scatenante. Sarebbe stato interessante sapere come un disturbo tanto strano sia nato nel personaggio.
Il tema è centrato.

A presto!

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wladimiro.borchi
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#6 » mercoledì 18 novembre 2020, 17:16

Ciao Giorgia,
racconto discreto e declinazione del tema molto originale.
Stilisticamente nulla da eccepire, al solito, salvo quelle due stupidaggini che ti hanno già segnalato.
Confermo anche il fatto che la prima parte, per gli amanti del fantasy è davvero un po' troppo classica. In un forum di nerdoni impenitenti come noi nessuno accetta di buon grado la classica taverna, con il classico personaggio in cerca di avventurieri a cui affidare una missione: suona davvero troppo di già sentito.
Dove il racconto decolla davvero è nella seconda parte dove apprendiamo il "fatal flaw" del protagonista e il suo bisogno di superarlo.
Il finale, in cui si accettano i compromessi per vivere alla meglio e superare il problema spiazza positivamente e risulta molto divertente.
A rileggerci presto
W

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Alfabri
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#7 » giovedì 19 novembre 2020, 17:42

Ciao Giorgia, piacere di leggerti e di commentarti! (credo per la prima volta)
Una storia leggera, narrata con verve e senza evidenti incertezze, che gioca sulla definizione di mostro e sull'ambiguità sentimentale del nuovo compagno del protagonista. Un po' "freak" la scelta del portacipria con tanto di citazione della sorella in un contesto fantasy di orchi e nani, nel computo finale di una storia volutamente sopra le righe, devo dire che ci sta. L'idea per la chiusa finale mette il punto con coerenza ad un racconto che non si prende troppo sul serio, ma per questo si fa notare.
Brava, alla prossima!

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Mauro Lenzi
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#8 » giovedì 19 novembre 2020, 22:49

Ciao Giorgia,
in coda ai giudici che mi hanno preceduto, ribadisco alcuni pareri.
La prima parte è dove sarebbe prioritario intervenire. È molto classica, al punto che i lettori più esigenti si aspetterebbero un qualche stravolgimento che spezzi i cliché del genere, invece non arriva nulla di nuovo; in più risulta eccessivamente lunga per il contributo che dà all’opera, quando dovrebbe essere una semplice introduzione.
Se ci pensi tutta questa prima parte poteva essere riassunta con poche battute di dialogo tra il nostro Boris e Varys Clegane… pardon, Lucius! ;D approfondendo le origini del disturbo di Boris e con esso creando empatia nei suoi riguardi.
Una forma di empatia l’ho comunque provata per il povero Lucius: diversamente da Mentis, avevo trovato chiara la sua avance, per quanto goffa (e ci sta)
Il titolo l’ho trovato simpatico, ma fatico a trovare il nesso con la storia. Centratura del tema, mostri che non si stanca di accarezzare… ni. Però era una traccia impegnativa e anche seguirla parzialmente per me è ok.


Ti faccio notare alcune finezze stilistiche che, ne sono certo, con più tempo a disposizione avresti notato da sola.

A due tavoli di distanza, un tipo ben piazzato con una folta barba e capelli neri si alza in piedi: metà del volto è ustionato e gli deforma la bocca in una smorfia.
«Per quella cifra scelgo io la bestia.» La voce acuta dell’uomo mi perfora le orecchie, qualcuno sghignazza.

“dell’uomo” mi pare pesante, basterebbe “la sua voce …” e funzionerebbe anche senza “sua”.

gli allungo la mano. «Andata.»
Lui mi agita davanti alla faccia solo tre dita per parte.

Toglierei “gli”, che anche se si capisce, sembra che cerchi di allungargli la mano alla Procuste. Inoltre non mi è chiarissima la descrizione delle dita “per parte”: ha così solo una mano, o entrambe? Sono mutilazioni o mutazioni?

Lui fruga nella scarsella e tira fuori un piccolo oggetto tondo. Fa scattare il meccanismo e si apre, rivelando uno specchio e un porta cipria.
«Il bisso galeto muore all’istante se si vede allo specchio.» Lucius sorride con i suoi dentini storti.

Potresti tranquillamente togliere il “lui” a inizio e “Lucius” in fondo, non serve specificare.
Nota inoltre il soggetto agente ballerino in: Fa scattare il meccanismo e si apre, rivelando uno specchio e un porta cipria.

Il mio compagno fissa il terreno, l’imbarazzo lo rende ancora più mostruoso. Un mostro: trattengo il respiro.
Altro esempio in cui avresti potuto iniziare direttamente con “Fissa il terreno”. Inoltre, anche se è una finezza, credo che la parte finale sia troppo esplicita: il lettore dovrebbe già esserci arrivato.


Dal mio punto di vista il racconto ha due grossi pregi. È in mostrato, e ha una bella chiusa. Ho apprezzato molto l’ironia della vicenda, ma anche una certa tenerezza. Così il mio lettore “cuore” è stato contento e il mio giudizio è positivo. Il racconto si presta facilmente a miglioramenti (la mia impressione è che per qualche motivo tu abbia potuto metterci meno concentrazione e/o energie rispetto ad altre tue opere), ma è stata una lettura gradevole; come quei biscotti che sembrano i classici biscotti della nonna, te li gusti ma senza strafogarti, però alla fine ti lasciano in bocca un sapore buono.

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Dario17
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#9 » domenica 22 novembre 2020, 19:00

Un'idea molto originale!
Il worldbuilding è un po' fiacchino e classico ma un protagonista costretto a cercarsi un mostro (di quelli classici data l'ambientazione) non mi fa pesare assolutamente la lettura di certi clichè obbligatori in storie come questa e mi invoglia a fare altri passi nella lettura. Magari avrei subito mostrato al lettore tramite pensieri del protagonista che la palpebra che balla è solo un primo e pessimo segnali di un disagio molto più grave, non avrei aspettato di vederlo trascinare una gamba nel secondo spezzone del racconto, avrebbe sottolineato un conflitto con una necessità più impellente da sborgliare.
Il bosco della seconda parte manca di particolari ben chiari e quindi rimane un po' troppo vago. Ok i dialoghi anche se avrei evitato di far cadere a terra Boris dalle risate, me lo fa sembrare troppo "cartoonesco" anche se può essere plausibile date le sue condizioni fisiche.
Carino il twist finale.
Oltre alla ripetizione mostruoso-mostro troppo vicine, non credo vada specificato tramite il pensiero indiretto che Boris abbia capito il perchè carezzare Lucius sia stato terapeutico, le descrizioni precedenti fanno il loro lavoro per tutto il narrato.
Bella la frase finale che mi lascia da pensare: Boris è forse già convinto di scendere a "patti" col mostro in cambio della sua salute?
Tema al 100%.

SaraPerrone91
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#10 » domenica 22 novembre 2020, 23:33

Ciao, Giorgia!
Il tuo racconto mi ha strappato un sorriso: ho apprezzato molto la vena ironica da te utilizzata. L'ambientazione e i personaggi mi hanno ricordato molto varie serie tv fantasy che ho visto, il che ha appagato molto il mio lato nerd.
Trovo che tu abbia sviluppato il tema in maniera originale, sia per la scelta del genere fantasy, sia perché lo hai interpretato in maniera letterale, cosa che però è risultata coerente con la storia da te creata. Non era un tema facile, eppure ti sei saputa destreggiare bene.
Il finale, poi, mi ha lasciata sorpresa: già mi aspettavo una scena d'azione, ma ecco il colpo di scena: Boris non deve cercare alcun mostro, ce l'ha lì davanti ed è l'eunuco. Non me lo aspettavo, onestamente.
Sara\\

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RobertMass
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#11 » lunedì 23 novembre 2020, 23:12

Ciao, Giorgia.
Una storia fantasy divertente dove si affastellano echi di leggende medievali con orchi e nani. Lo stile è scorrevole, la dote migliore del racconto. Forse, se lo spazio fosse stato più rilevante, la storia avrebbe reso di più. Tutto sommato comunque una buona prova, L'unico vero dato irreale è certo l'eunuco con la barba che poteva essere un'idea assurda ma interessante e che comunque andava in qualche modo presentata con una spiegazione anche se fantasiosa. Il tema è centrato, naturalmente.
A rileggerci!

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Giorgia D'Aversa
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#12 » giovedì 26 novembre 2020, 15:43

alexandra.fischer ha scritto:TREMATE, MOSTRI! di Giorgia d’Aversa Tema centrato, in un contesto fantasy carino. Si vede che è originale (penso al fantomatico bisso galeto, talmente brutto da morire se si guarda nello specchio e la cui morte dovrebbe essere taumaturgica per il difetto alla palpebra del protagonista, ma anche al resto del corpo: in realtà inganno dell’eroe eunuco per sentirsi bello e sedurre Boris Palpebra Cascante). Questo, malgrado malgrado l’ambientazione abbia un che di medievale ed echi di Terry Brooks nel mostrare un nano che ti pianta in asso e un orco sputacchione, oltre al giro di monete offerte dal protagonista per cercare un eroe che lo aiuti ad acchiappare il mostro che lo farà stare...tranquillo per un po’. Mi piace il personaggio dell’eroe che accorre in suo aiuto (un eunuco sfigurato da una serie di brutte ustioni e dalla mano mutilata). Bello il finale. Alla fine, il bisso galeto è inutile. Di mostro taumaturgo ce n’è già uno, L’Eunuco Monco e Sfigurato e il Nostro Boris dalla Palpebra e dal Corpo Ballerini è disposto a non lasciarselo scappare (malgrado non sia gay come l’eunuco) per via delle carezze curative.

Ciao Alexandra, grazie mille per il tuo parere! Felice che il racconto ti sia piaciuto :D

MentisKarakorum ha scritto:Piacere di leggerti, Giorgia. Il tuo racconto ha dettagli ben curati e un’idea simpatica, avendo letto moltissimi fantasy non trovo granché di originale nella tua ambientazione, ma va bene così. Le scene reggono bene, c’è una buona dose di umorismo che tiene alta l’attenzione e non trovo granché da segnalare nello stile (magari fai attenzione alla prima battuta di dialogo, la battuta è di Herbert e lo specificherei subito altrimenti sembra che sia il protagonista a parlare). Di certo il poco spazio ha limitato un pochino la tua narrazione: avrei gradito qualche dettaglio in più, soprattutto sulla natura del tic e sua risoluzione attraverso il contatto con un mostro; avresti magari potuto inserire un fraseggio mentale o una battuta di dialogo per spiegare come mai il protagonista soffre di questa strana malattia.

Ciao Mentis, grazie per il tuo commento. Di sicuro avrei potuto dettagliare meglio il tic del protagonista, temo di aver indugiato troppo nella parte iniziale della locanda...

MentisKarakorum ha scritto:Ci sono altri piccoli difetti di coerenza delle scene: quando ho letto che l’eunuco ha la barba sono andato a chiedere al mio amico Google, e lui mi ha confermato quello che sospettavo: ovvero che agli eunuchi non cresce la barba. Arriverei ora a quello che identifico il difetto più grosso del tuo racconto: ovvero il modo in cui mostri (o meglio: non mostri) come Lucius si dichiari al protagonista. Quando ho letto la frase “È per sentirmi bello quando sono con altri uomini… soprattutto se affascinanti come te” non ho pensato che Lucius stesse cercando di sedurre il protagonista, ma piuttosto che stesse lanciando una specie di ironica presa in giro, o comunque una frase scherzosa. Qui manca a mio avviso un piccolo dettaglio che specifichi le vere intenzioni di Lucius, magari puoi farlo arrossire, guardare per terra, abbassare la voce… tutte le cose che uno timido fa quando si dichiara.
Per il resto direi che il racconto mi ha divertito, grazie e alla prossima!

Per quanto riguarda l'eunuco, devo dire che in realtà non ci avevo riflettuto troppo perché l'avevo pensato più come un giudizio personale del protagonista: ha la voce acuta e Boris lo sfotte tra sé e sé. Però mi rendo conto che non essendo una caratteristica propria degli eunuchi regge poco! E hai ragionissima per quanto riguarda i dettagli su Lucius, grazie mille.

maurizio.ferrero ha scritto:Ciao Giorgia, piacere di rileggerti

L'ironia la fa da padrone nel tuo racconto, anche se con un ritmo un po' incostante. La storia parte come un classico fantasy senza nulla di particolarmente originale, e solo nella seconda parte si rivela il sottotesto umoristico. La prima risulta forse anche troppo lunga, la contrattazione sulla paga poteva essere ridotta.
La prova è un generale buona, anche se con qualche piccolo difetto qua e là.
Mi hanno ad esempio stonato un po' la coesistenza di orchi, nani e i nomi dei personaggi (tipici del classico fantasy di origine inglese o germanica) con la presenza del bisso galeto (di origine italiana). Forse sarebbe stato più coerente scegliere un'unica mitologia di riferimento e legare tutto a quella.
La trovata del tic alla gamba è buona e fa ridere, ma manca la motivazione scatenante. Sarebbe stato interessante sapere come un disturbo tanto strano sia nato nel personaggio.
Il tema è centrato.

A presto!

Ciao Maurizio! In realtà ho volutamente fatto un mischione di vari elementi del fantasy, proprio perché è un racconto che non si prende sul serio e volevo infilare questo elemento anche nei pochi dettagli che ho messo sul mostro.
Per quanto riguarda il tic concordo, ma temo avrei avuto bisogno di molto più spazio. Grazie mille per il commento!

wladimiro.borchi ha scritto:Ciao Giorgia,
racconto discreto e declinazione del tema molto originale.
Stilisticamente nulla da eccepire, al solito, salvo quelle due stupidaggini che ti hanno già segnalato.
Confermo anche il fatto che la prima parte, per gli amanti del fantasy è davvero un po' troppo classica. In un forum di nerdoni impenitenti come noi nessuno accetta di buon grado la classica taverna, con il classico personaggio in cerca di avventurieri a cui affidare una missione: suona davvero troppo di già sentito.
Dove il racconto decolla davvero è nella seconda parte dove apprendiamo il "fatal flaw" del protagonista e il suo bisogno di superarlo.
Il finale, in cui si accettano i compromessi per vivere alla meglio e superare il problema spiazza positivamente e risulta molto divertente.
A rileggerci presto
W

Ciao Wladimiro, grazie per le belle parole. Nulla da ridire sull'ambientazione troppo classica, ma come ho scritto sopra l'ho inserita consapevole di quello a cui andavo incontro. Volevo buttare tutto in caciara, ma ora sono convinta che avrei dovuto farlo di più sin dal principio perché la parte iniziale è troppo lenta!

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Giorgia D'Aversa
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#13 » giovedì 26 novembre 2020, 15:50

Alfabri ha scritto:Ciao Giorgia, piacere di leggerti e di commentarti! (credo per la prima volta)
Una storia leggera, narrata con verve e senza evidenti incertezze, che gioca sulla definizione di mostro e sull'ambiguità sentimentale del nuovo compagno del protagonista. Un po' "freak" la scelta del portacipria con tanto di citazione della sorella in un contesto fantasy di orchi e nani, nel computo finale di una storia volutamente sopra le righe, devo dire che ci sta. L'idea per la chiusa finale mette il punto con coerenza ad un racconto che non si prende troppo sul serio, ma per questo si fa notare.
Brava, alla prossima!

Ciao, grazie per il commento! Sì, il porta cipria è volutamente sopra le righe ahahah, sono contenta che il dettaglio strano sia stato notato :)

Mauro Lenzi ha scritto:Ciao Giorgia,
in coda ai giudici che mi hanno preceduto, ribadisco alcuni pareri.
La prima parte è dove sarebbe prioritario intervenire. È molto classica, al punto che i lettori più esigenti si aspetterebbero un qualche stravolgimento che spezzi i cliché del genere, invece non arriva nulla di nuovo; in più risulta eccessivamente lunga per il contributo che dà all’opera, quando dovrebbe essere una semplice introduzione.
Se ci pensi tutta questa prima parte poteva essere riassunta con poche battute di dialogo tra il nostro Boris e Varys Clegane… pardon, Lucius! ;D approfondendo le origini del disturbo di Boris e con esso creando empatia nei suoi riguardi.
Una forma di empatia l’ho comunque provata per il povero Lucius: diversamente da Mentis, avevo trovato chiara la sua avance, per quanto goffa (e ci sta)
Il titolo l’ho trovato simpatico, ma fatico a trovare il nesso con la storia. Centratura del tema, mostri che non si stanca di accarezzare… ni. Però era una traccia impegnativa e anche seguirla parzialmente per me è ok.

Ciao Mauro, grazie come sempre per il commento super accurato! Concordo al 100% sulla parte iniziare: era da snellire e rielaborare per veicolare i dettagli giusti.
Per quanto riguarda il titolo, volevo fare un gioco di parole con il fatto che Boris, che ha come tic il tremolio se non accarezza dei mostri, si mette a cacciare mostri per risolvere il suo problema... e quindi sono loro a dover tremare perché li caccia :D Un po' strano come alcune parti del racconto, temo!
Grazie ovviamente per l'attenzione a tutte le finezze stilistiche, ne farò tesoro.
gli allungo la mano. «Andata.»
Lui mi agita davanti alla faccia solo tre dita per parte.

Toglierei “gli”, che anche se si capisce, sembra che cerchi di allungargli la mano alla Procuste. Inoltre non mi è chiarissima la descrizione delle dita “per parte”: ha così solo una mano, o entrambe? Sono mutilazioni o mutazioni?

Qui volevo dire che ha tre dita per mano, però non volevo ripetere mano perché era nella frase sopra: quindi DRAMMA

Mauro Lenzi ha scritto:Dal mio punto di vista il racconto ha due grossi pregi. È in mostrato, e ha una bella chiusa. Ho apprezzato molto l’ironia della vicenda, ma anche una certa tenerezza. Così il mio lettore “cuore” è stato contento e il mio giudizio è positivo. Il racconto si presta facilmente a miglioramenti (la mia impressione è che per qualche motivo tu abbia potuto metterci meno concentrazione e/o energie rispetto ad altre tue opere), ma è stata una lettura gradevole; come quei biscotti che sembrano i classici biscotti della nonna, te li gusti ma senza strafogarti, però alla fine ti lasciano in bocca un sapore buono.

Adesso che tutte le classifiche sono state postate, posso "giustificarmi" senza che sembri una captatio benevolentiae: ci hai visto giusto, ci ho messo meno concentrazione rispetto al solito. Quella sera ho avuto un altro impegno e ho potuto partecipare solo all'ultimo, scrivendo di getto la prima idea che mi era venuta in mente :D

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Giorgia D'Aversa
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#14 » giovedì 26 novembre 2020, 15:55

Dario17 ha scritto:Un'idea molto originale!
Il worldbuilding è un po' fiacchino e classico ma un protagonista costretto a cercarsi un mostro (di quelli classici data l'ambientazione) non mi fa pesare assolutamente la lettura di certi clichè obbligatori in storie come questa e mi invoglia a fare altri passi nella lettura. Magari avrei subito mostrato al lettore tramite pensieri del protagonista che la palpebra che balla è solo un primo e pessimo segnali di un disagio molto più grave, non avrei aspettato di vederlo trascinare una gamba nel secondo spezzone del racconto, avrebbe sottolineato un conflitto con una necessità più impellente da sborgliare.
Il bosco della seconda parte manca di particolari ben chiari e quindi rimane un po' troppo vago. Ok i dialoghi anche se avrei evitato di far cadere a terra Boris dalle risate, me lo fa sembrare troppo "cartoonesco" anche se può essere plausibile date le sue condizioni fisiche.
Carino il twist finale.
Oltre alla ripetizione mostruoso-mostro troppo vicine, non credo vada specificato tramite il pensiero indiretto che Boris abbia capito il perchè carezzare Lucius sia stato terapeutico, le descrizioni precedenti fanno il loro lavoro per tutto il narrato.
Bella la frase finale che mi lascia da pensare: Boris è forse già convinto di scendere a "patti" col mostro in cambio della sua salute?
Tema al 100%.

Ciao Dario, grazie per tutti i preziosi suggerimenti. Indubbiamente avrei dovuto mostrare sin dal principio la gravità del problema di Boris, così da arricchire di più la seconda parte del racconto.
Ci ho pensato dopo, ma concordo con te sul fatto che sia un po' esagerata la caduta, anche se effettivamente la gamba che cede non aiuta.
Sono contenta che la frase finale ti abbia lasciato con il dubbio: era il mio intento :D

SaraPerrone91 ha scritto:Ciao, Giorgia!
Il tuo racconto mi ha strappato un sorriso: ho apprezzato molto la vena ironica da te utilizzata. L'ambientazione e i personaggi mi hanno ricordato molto varie serie tv fantasy che ho visto, il che ha appagato molto il mio lato nerd.
Trovo che tu abbia sviluppato il tema in maniera originale, sia per la scelta del genere fantasy, sia perché lo hai interpretato in maniera letterale, cosa che però è risultata coerente con la storia da te creata. Non era un tema facile, eppure ti sei saputa destreggiare bene.
Il finale, poi, mi ha lasciata sorpresa: già mi aspettavo una scena d'azione, ma ecco il colpo di scena: Boris non deve cercare alcun mostro, ce l'ha lì davanti ed è l'eunuco. Non me lo aspettavo, onestamente.
Sara\\

Ciao Sara, grazie del tuo parere. Sono proprio contenta che la vena ironica, che non sono solita utilizzare (motivo per cui ho scelto di provarci in occasione di questa sfida) abbia funzionato e che la scelta della trama ti abbia sorpresa!

RobertMass ha scritto:Ciao, Giorgia.
Una storia fantasy divertente dove si affastellano echi di leggende medievali con orchi e nani. Lo stile è scorrevole, la dote migliore del racconto. Forse, se lo spazio fosse stato più rilevante, la storia avrebbe reso di più. Tutto sommato comunque una buona prova, L'unico vero dato irreale è certo l'eunuco con la barba che poteva essere un'idea assurda ma interessante e che comunque andava in qualche modo presentata con una spiegazione anche se fantasiosa. Il tema è centrato, naturalmente.
A rileggerci!

Ciao Roberto, grazie per il commento (e per le belle parole sullo stile). Come dicevo a Mentis in un altro commento, non mi sono messa neanche a cercare le caratteristiche degli eunuchi perché avevo pensato al pensiero del protagonista come a un suo giudizio personale... che però non regge se non sa queste cose! Magari è scemo come me e non se lo ricordava :D

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Giacomo Puca
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#15 » giovedì 26 novembre 2020, 22:37

Ciao Giorgia, volevo lasciarti qualche impressione.

Ho visto che molti trovano discutibile la scelta dell'ambientazione iniziale, poiché sarebbe un cliché trito e ritrito. Vero (tant'è che è sembrato banale anche a me, che non leggo moltissimo fantasy), eppure è una scelta azzeccatissima. Cosa c'è di meglio, per costruire la sorpresa finale, se non far credere al lettore che si tratti della solita storia con nani e orchi? Ben fatto.

-Una questione di Trama-
Quando il protagonista si alza sullo sgabello chiede aiuto per uccidere un mostro. Mi aspetterei, se fossi uno dei villani, che questa persona voglia uccidere un mostro specifico, con un fine specifico (che so, il drago che ha ucciso mia moglie, l'orco che si è stabilito nella mia palude...). Non potrei mai immaginare che per questa persona, un mostro valga l'altro. Eppure Lucius accetta a patto di essere lui a decidere il mostro da uccidere, quindi sa che un mostro vale l'altro.
Questo apre a due interpretazioni:
-La prima che ho avuto: la storia è ambientata in un videogame, e questa è una co-op per uccidere un boss e guadagnare punti esperienza e il bottino.
-Oppure tutti sanno del problema del protagonista. Eppure dopo qualche riga, Lucius sembra sorpreso nell'apprendere lo scopo dell'uccisione, come avesse appena scoperto della malattia del pdv.


-Una riflessione sul tema-
Se ho ben capito il pdv non ha stretto la mano di Lucius all'inizio. Quindi guarisce non subito ma alla fine, perché quella è la prima volta che Lucius lo tocca.
Fermo restando che l'idea della storia è bella e originale, secondo me hai perso una grande occasione. Se pdv avesse toccato Lucius all'inizio, senza guarire, ma fosse poi guarito nel finale, questo significherebbe che lui giudica mostruosa l'omosessualità!
In ogni caso, anche senza questa variazione, il finale ci fa capire che il tuo pdv considera mostruosa o l'omosessualità o la presenza di handicap in Lucius. Questa, a livello tematico, è roba esplosiva.
Pensa a quante implicazioni avrebbe il venire a conoscenza di questa parte orribile di sé, la prova certa e non contrattabile che si considera mostruoso l'essere handicappati o gay.
Improvvisamente l'illuminazione: egli è il vero mostro. E quella malattia era la somatizzazione, nata dal non voler accettare una parte di sé così inaccettabile. Magari questa nuova consapevolezza lo porta a guarire. Oppure rifiutandosi di accettare la cosa, arriva a uccidere Lucius in un tragico finale di negazione.

Tutto qui, solo qualche idea. È sempre bello che una storia spinga a ragionare in territori inesplorati.
Ancora complimenti e buona edition.
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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antico
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#16 » mercoledì 2 dicembre 2020, 16:58

Credo che la prima parte sia meno funzionale rispetto alla seconda a causa di un disequilibrio nel tono: vero che anche nella prima tendi a utilizzare molta ironia, ma forse sei stata anche più attenta alla forma e questo ha creato un contrasto, paradossalmente, meno leggero di quello della seconda parte. In pratica, la mia ipotesi è che la stanchezza, in questo caso, abbia operato a tuo favore, o perlomeno a favore delle intenzioni del racconto, facendoti allentare il controllo aumentando in tal modo l'elemento comico. Detto questo, il testo funziona e per me è un pollice tendente verso l'alto in modo brillante, non di più perché ritengo che con una riscrittura potresti focalizzarlo meglio e farlo rendere in modo più efficace.

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Giorgia D'Aversa
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Re: Tremate, mostri!

Messaggio#17 » giovedì 3 dicembre 2020, 16:34

Giacomo Puca ha scritto:Ciao Giorgia, volevo lasciarti qualche impressione.

Ho visto che molti trovano discutibile la scelta dell'ambientazione iniziale, poiché sarebbe un cliché trito e ritrito. Vero (tant'è che è sembrato banale anche a me, che non leggo moltissimo fantasy), eppure è una scelta azzeccatissima. Cosa c'è di meglio, per costruire la sorpresa finale, se non far credere al lettore che si tratti della solita storia con nani e orchi? Ben fatto.

Ciao Giacomo, grazie di cuore per il commento! Sono super contenta che tu abbia apprezzato e compreso la mia scelta!

Giacomo Puca ha scritto:-Una riflessione sul tema-
Se ho ben capito il pdv non ha stretto la mano di Lucius all'inizio. Quindi guarisce non subito ma alla fine, perché quella è la prima volta che Lucius lo tocca.
Fermo restando che l'idea della storia è bella e originale, secondo me hai perso una grande occasione. Se pdv avesse toccato Lucius all'inizio, senza guarire, ma fosse poi guarito nel finale, questo significherebbe che lui giudica mostruosa l'omosessualità!
In ogni caso, anche senza questa variazione, il finale ci fa capire che il tuo pdv considera mostruosa o l'omosessualità o la presenza di handicap in Lucius. Questa, a livello tematico, è roba esplosiva.
Pensa a quante implicazioni avrebbe il venire a conoscenza di questa parte orribile di sé, la prova certa e non contrattabile che si considera mostruoso l'essere handicappati o gay.
Improvvisamente l'illuminazione: egli è il vero mostro. E quella malattia era la somatizzazione, nata dal non voler accettare una parte di sé così inaccettabile. Magari questa nuova consapevolezza lo porta a guarire. Oppure rifiutandosi di accettare la cosa, arriva a uccidere Lucius in un tragico finale di negazione.

Tutto qui, solo qualche idea. È sempre bello che una storia spinga a ragionare in territori inesplorati.
Ancora complimenti e buona edition.

Sono contenta che tu sia andato ad approfondire ulteriormente le questioni tematiche del racconto. Sicuramente, ragionando meglio l'idea e con più tempo a disposizione, avrei potuto pensare meglio a svolte narrative interessanti come quelle che hai scritto tu, per poterle ampliare e sbrogliare con la dovuta attenzione. Grazie per tutti gli spunti!

antico ha scritto:Credo che la prima parte sia meno funzionale rispetto alla seconda a causa di un disequilibrio nel tono: vero che anche nella prima tendi a utilizzare molta ironia, ma forse sei stata anche più attenta alla forma e questo ha creato un contrasto, paradossalmente, meno leggero di quello della seconda parte. In pratica, la mia ipotesi è che la stanchezza, in questo caso, abbia operato a tuo favore, o perlomeno a favore delle intenzioni del racconto, facendoti allentare il controllo aumentando in tal modo l'elemento comico. Detto questo, il testo funziona e per me è un pollice tendente verso l'alto in modo brillante, non di più perché ritengo che con una riscrittura potresti focalizzarlo meglio e farlo rendere in modo più efficace.

Grazie per il commento, Antico! Penso che tu abbia ragione: nella seconda parte mi sono lasciata andare ed è risultato funzionale alla narrazione. Ricalibrando meglio la prima parte il racconto sarebbe migliorato di sicuro!

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