Crisalidi

Appuntamento con un tema di Davide Del Popolo Riolo per le ore 21.00 di lunedì 21 dicembre!
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maurizio.ferrero
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Crisalidi

Messaggio#1 » lunedì 21 dicembre 2020, 23:08

Il bozzolo della crisalide ha un sussulto. Un'estremità sottile spinge dall'interno, creando un rigonfiamento simile a una spina.
I fedeli mormorano.
«Sta per nascere...»
«Chissà chi sarà scelto?»
Hanno ragione, non manca molto.
L'Officiante alza le braccia ossute, ricoperte di aculei. I suoi occhi sono piccole biglie bianche infossate all'interno del cranio. La pelle è così pallida che si riescono a vedere le ossa. Mi fanno pena, quelli come loro. Sono stati selezionati, ma per qualche motivo l'Angemorfosi non ha attecchito del tutto.
Destinati a servire Dio in terra, senza poter ascendere al regno dei cieli.
Lucas, tra le mie braccia, piagnucola. Ha fame. Lo spingo contro il mio seno in modo da calmarlo.
La vecchia Clara, alla mia destra, mi sfiora la spalla. «Toccherà a me questa volta, me lo sento.»
Esibisco il mio migliore sorriso di circostanza. Clara non ha mai mancato una funzione in settant'anni, eppure è ancora qui sulla Terra.
La crisalide si squarcia con un suono bagnato. Una cascata di fluidi color crema precipita sull'altare. L'Officiante afferra il calice e lo riempie con i succhi che ruscellano sulla pietra.
Dall'interno del bozzolo fuoriescono due lunghe braccia, simili a quelle di una gigantesca cavalletta. Le zampe afferrano due ganci appesi alle colonne di pietra sui lati dell'altare. Il resto del corpo dell'Angelo esce dal bozzolo.
È pallido e ricoperto di aculei. Le gambe non esistono più, le braccia lunghissime e le ali trasparenti gli sono sufficienti. Il volto brilla di luce propria, simile al ventre di una gigantesca lucciola.
Tutto si è compiuto alla perfezione.
Fino a sette giorni fa era Eliano, il fornaio del paese. Ora non ha più bisogno di un nome.
Egli è vicino a Dio.
L'Officiante si porta il calice alle labbra e beve il succo amniotico come se fosse un vino pregiato.
L'Angelo emana un trillo che mi riempie di calma. Stacca le zampe dalle colonne e le ritrae sul ventre. Le ali si muovono veloci come quelle di un colibrì. Avanza lungo la navata.
Lucas, che stava iniziando a emettere gridolini più vivaci, si zittisce.
È il momento. L'Angelo sta per scegliere chi sarà il prossimo. Si muove sicuro, senza degnarci di uno sguardo. Non ne ha bisogno, sa già chi sta per chiamare. È Dio stesso a guidarlo.
Si ferma davanti alla nostra panca. Clara sussulta e mormora qualcosa di incomprensibile. Sembra che stia guardando me, ma è impossibile dirlo con certezza.
Abbasso lo sguardo.
L'Angelo allunga una zampa e tocca la testolina di Lucas. Emana un trillo e vola verso l'alto, in un grosso foro nel tetto della navata da cui filtrano i raggi del sole.
Mentre l'Angelo scompare nella luce, diretto verso il regno di Dio, fisso le piccole mani di mio figlio.
Questa è la cosa più bella che potesse mai capitarmi.
Allora perché sento il bisogno di urlare?

Il bozzolo è minuscolo. Non credo di averne mai visti di così insignificanti. Non vengono quasi mai scelti bambini, specie se così piccoli.
Le mie mani sono vuote. Il seno mi fa male, è gonfio di latte che non verrà mai bevuto.
Clara mi appoggia la mano sulla spalla. «Tuo figlio è un Angelo, Regina. Sii felice.»
«Sì.» No. Non lo è. È solo una cosa informe dentro il bozzolo. Potrebbe andare male ed essere destinato a diventare un Officiante.
Potrebbe andare peggio. Qualcuno non è mai uscito.
Il bozzolo si muove.
La folla mormora.
Nessuno della mia famiglia è mai stato scelto. Tommaso è morto in guerra, prima di veder nascere suo figlio. Mia sorella sta morendo di consunzione.
Sono sola. L'unica speranza che mi rimane è che Lucas vada con Dio.
Rumore bagnato, fluidi che colano.
Non posso guardare. Fisso il pavimento di pietra. Due gocce salate scivolano sulle mie guance.
È nato. Per la seconda volta in tre mesi.
Intravedo la luce. Il trillo sottile, come il rumore di tanti piccoli campanelli.
La luce mi inonda.
Alzo lo sguardo solo per vedere il mio piccolo Lucas che sfiora la guancia di Clara con la zampa.
«Tuo figlio... mi ha scelta!» La vecchia ride come un'isterica. Mi afferra per le mani e me le scuote. Non riesco a distogliere lo sguardo da Lucas.
Non mi riconosce. Il microscopico Angelo vola via attraverso il buco nel soffitto.
Per la prima volta nella mia vita, mi chiedo cosa ci sia davvero lassù oltre le nubi.



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antico
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Re: Crisalidi

Messaggio#2 » lunedì 21 dicembre 2020, 23:12

Ecco l'attuale leader del rank d'Era nonché vincitore dell'ultima edizione! Ciao Maurizio! Tutto ok con i parametri, buona Davide Del Popolo Riolo Edition!

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JohnDoe
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Re: Crisalidi

Messaggio#3 » martedì 22 dicembre 2020, 13:33

Notevole. Davvero notevole. Non ho ancora letto tutti i racconti di quest'edizione, ma questo è il primo a colpirmi.
Sullo stile poco da dire: conciso e puntuale il giusto. Non ho mai avuto problemi a visualizzare scena e personaggi (anche se all'inizio pensavo che la storia fosse ambientata all'esterno per via dell'accenno alla crisalide). Unica nota che mi sento di fare è forse la presenza di un po' troppe similitudini, ma si tratta veramente di cercare il pelo nell'uovo, considerando la qualità generale e il tempo a disposizione per limare il testo. Ho invece apprezzato molto la crudele ambiguità e il senso di mistero (e dubbio) del finale. Complimenti vivissimi, Maurizio.
Ultima modifica di JohnDoe il martedì 22 dicembre 2020, 17:54, modificato 1 volta in totale.
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wladimiro.borchi
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Re: Crisalidi

Messaggio#4 » martedì 22 dicembre 2020, 17:49

Eh Maurizio,
complimenti, sono davvero colpito. Solito stile impeccabile con un bel narrato asciutto e una storia gestita con estrema maestria. Il finale aperto non infastidisce, anzi incuriosisce e lascia il lettore con la giusta agonia di sapere di più.
La declinazione del tema c'è ed è originalissima.
Nulla da eccepire.
Chapeau.
Direi qualcosa sul tuo futuro, ma ho paura di tirartela, per cui sto zitto ma, giuro, mi piacerebbe tanto.
Un abbraccio grande e ancora complimenti.
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maurizio.ferrero
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Re: Crisalidi

Messaggio#5 » mercoledì 23 dicembre 2020, 8:41

JohnDoe ha scritto:Notevole. Davvero notevole. Non ho ancora letto tutti i racconti di quest'edizione, ma questo è il primo a colpirmi.
Sullo stile poco da dire: conciso e puntuale il giusto. Non ho mai avuto problemi a visualizzare scena e personaggi (anche se all'inizio pensavo che la storia fosse ambientata all'esterno per via dell'accenno alla crisalide). Unica nota che mi sento di fare è forse la presenza di un po' troppe similitudini, ma si tratta veramente di cercare il pelo nell'uovo, considerando la qualità generale e il tempo a disposizione per limare il testo. Ho invece apprezzato molto la crudele ambiguità e il senso di mistero (e dubbio) del finale. Complimenti vivissimi, Maurizio.


Ciao, grazie mille per il commento. Mi puoi solo spiegare meglio cosa intendi per similitudini? Parole che si ripetono? Non credo di aver bene capito.

wladimiro.borchi ha scritto:Eh Maurizio,
complimenti, sono davvero colpito. Solito stile impeccabile con un bel narrato asciutto e una storia gestita con estrema maestria. Il finale aperto non infastidisce, anzi incuriosisce e lascia il lettore con la giusta agonia di sapere di più.
La declinazione del tema c'è ed è originalissima.
Nulla da eccepire.
Chapeau.
Direi qualcosa sul tuo futuro, ma ho paura di tirartela, per cui sto zitto ma, giuro, mi piacerebbe tanto.
Un abbraccio grande e ancora complimenti.
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Grazie Wlad. Esatto, non parliamo che qua è un attimo che va tutto a ramengo ;) a presto!

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JohnDoe
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Re: Crisalidi

Messaggio#6 » giovedì 24 dicembre 2020, 8:52

maurizio.ferrero ha scritto:
JohnDoe ha scritto:Ciao, grazie mille per il commento. Mi puoi solo spiegare meglio cosa intendi per similitudini? Parole che si ripetono? Non credo di aver bene capito.


Piccola premessa per potermi spiegare al meglio. Ai tempi del liceo ho avuto una prof. d'italiano che odiava la figura retorica della similitudine, definendola il modo pigro con cui gli scrittori vogliono descrivere qualcosa. Ovviamente estremizzava (volutamente, non è che ritenesse tutte le similitudini da bandire), ma il concetto era di sforzarsi di usarne il meno possibile, in quanto nella realtà non esistono due cose uguali l'una all'altra e quindi una descrizione, per essere resa al meglio, dovrebbe usare elementi univoci e specifici, piuttosto che dei confronti con altri concetti, ciò anche al fine di dare maggior concretezza all'oggetto della descrizione. Questa spiegazione mi è sempre rimasta e così, quando ho iniziato a scrivere, ho cominciato a farmi una lista di tutte quelle parole da ricercare nei miei testi a fine prima stesura per verificarne l'utilità o meno. Tra queste parole, c'è "come", ragion per cui il mio cervello tende ormai a far scattare un campanellino d'allarme in automatico quando la leggo.
Riguardo il tuo testo, questo, pur nella sua brevità, contiene due similitudine vere e proprie ("come quelle di un colibrì" e "come il rumore di tanti piccoli campanelli") e una meno marcata ("come un'isterica"), da cui il mio commento. Ribadisco: nulla che infici la qualità generale del testo, che è e rimane ottimo.
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Gabriele Dolzadelli
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Re: Crisalidi

Messaggio#7 » giovedì 24 dicembre 2020, 16:25

Ciao Maurizio. Piacere di leggerti.
Non mi soffermo sullo stile, perché ormai sappiamo bene il livello qualitativo della tua penna.
Il cerchio narrativo si apre e si chiude, in uno spaccato della vita religiosa di questa comunità di fantasia, dove una madre passa da spettatrice a persona direttamente coinvolta nei riti, facendo cambiare la prospettiva degli eventi. Da neopadre sono diventato particolarmente sensibile su tutto quello che riguarda i bambini e ammetto che il testo mi ha toccato e turbato.
Se devo trovare una piccola pecca, forse mancano alcuni particolari che permettano di inquadrare al meglio l'universo che hai creato. Non si capisce bene il motivo del rito (se semplicemente per creare "angeli" che devono stare al cospetto di Dio) e come avviene la formazione del bozzolo. Ma a parte questo, direi che tutto funziona a meraviglia.
Il tema è centrato, sia col cambiamento della metamorfosi e sia col cambio di prospettiva della madre.
Complimenti e alla prossima.

Edoardo Foresti
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Re: Crisalidi

Messaggio#8 » sabato 26 dicembre 2020, 20:43

Ciao Maurizio! Ho letto il tuo racconto con piacere e l'ho trovato ben riuscito.
Hai uno stile chiaro e pulito, le scene si seguono senza intoppi e sono riuscito a visualizzarle con nitidezza. Ho apprezzato le figure retoriche per rendere chiari gli elementi fantastici: le zampe da cavalletta, la luce delle lucciole. Riferimenti semplici e noti al lettore per inquadrare creature a lui sconosciute.
Il tema c'è eccome, il cambiamento è pure su più fronti: il ciclo selezione-metamorfosi-ascesa, la perdita del figlio.
Parlando del conflitto, ho apprezzato in particolare il climax e il cambio di prospettiva del pdv, con le certezze che crollano e i sentimenti contrastanti che ne conseguono.
Segnalo giusto una cosa, in linea con lo spirito del forum. Nella prima scena ho trovato quel "si muove sicuro" per indicare l'angelo un po' vago, un microscopico neo. Vedilo davvero come un mio voler cercare il pelo nell'uovo, non sono riuscito a trovare altro che mi facesse sorgere dubbi e questo è un segnale più che positivo.
Insomma, ben fatto! Non ho ancora letto molti racconti del tuo girone, ma non fatico a prevedere che rimarrai nelle posizioni più alte della mia classifica.
A presto!

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Sirimedho
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Re: Crisalidi

Messaggio#9 » sabato 26 dicembre 2020, 21:18

Buonasera Maurizio,

Ho letto due volte il tuo racconto e l’ho trovato ogni volta bellissimo. Intenso e toccante.
Il fatto che non ci sia background e il contesto “magico” forse aumentano il valore, anziché renderlo meno comprensibile.
L’unico rilievo che mi verrebbe da fare è l’uso di frasi corte e spezzate, che personalmente trovo faticoso.
Complimenti, per me meriti il podio dell’edition.

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maurizio.ferrero
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Re: Crisalidi

Messaggio#10 » domenica 27 dicembre 2020, 10:30

JohnDoe ha scritto:Piccola premessa per potermi spiegare al meglio. Ai tempi del liceo ho avuto una prof. d'italiano che odiava la figura retorica della similitudine, definendola il modo pigro con cui gli scrittori vogliono descrivere qualcosa. Ovviamente estremizzava (volutamente, non è che ritenesse tutte le similitudini da bandire), ma il concetto era di sforzarsi di usarne il meno possibile, in quanto nella realtà non esistono due cose uguali l'una all'altra e quindi una descrizione, per essere resa al meglio, dovrebbe usare elementi univoci e specifici, piuttosto che dei confronti con altri concetti, ciò anche al fine di dare maggior concretezza all'oggetto della descrizione. Questa spiegazione mi è sempre rimasta e così, quando ho iniziato a scrivere, ho cominciato a farmi una lista di tutte quelle parole da ricercare nei miei testi a fine prima stesura per verificarne l'utilità o meno. Tra queste parole, c'è "come", ragion per cui il mio cervello tende ormai a far scattare un campanellino d'allarme in automatico quando la leggo.
Riguardo il tuo testo, questo, pur nella sua brevità, contiene due similitudine vere e proprie ("come quelle di un colibrì" e "come il rumore di tanti piccoli campanelli") e una meno marcata ("come un'isterica"), da cui il mio commento. Ribadisco: nulla che infici la qualità generale del testo, che è e rimane ottimo.


Grazie per la precisazione, ci starò più attento :)

Gabriele Dolzadelli ha scritto:Ciao Maurizio. Piacere di leggerti.
Non mi soffermo sullo stile, perché ormai sappiamo bene il livello qualitativo della tua penna.
Il cerchio narrativo si apre e si chiude, in uno spaccato della vita religiosa di questa comunità di fantasia, dove una madre passa da spettatrice a persona direttamente coinvolta nei riti, facendo cambiare la prospettiva degli eventi. Da neopadre sono diventato particolarmente sensibile su tutto quello che riguarda i bambini e ammetto che il testo mi ha toccato e turbato.
Se devo trovare una piccola pecca, forse mancano alcuni particolari che permettano di inquadrare al meglio l'universo che hai creato. Non si capisce bene il motivo del rito (se semplicemente per creare "angeli" che devono stare al cospetto di Dio) e come avviene la formazione del bozzolo. Ma a parte questo, direi che tutto funziona a meraviglia.
Il tema è centrato, sia col cambiamento della metamorfosi e sia col cambio di prospettiva della madre.
Complimenti e alla prossima.


Grazie Gabriele. Inquadrare l'universo in cui si svolge la vicenda sarebbe stato un lavoro lungo e inadatto alla brevità del contest. Quando qualcosa non è essenziale alla comprensione del racconto preferisco tagliarlo e lasciare che il lettore si immagini quello che vuole: qualsiasi cosa andrà bene.

Edoardo Foresti ha scritto:Ciao Maurizio! Ho letto il tuo racconto con piacere e l'ho trovato ben riuscito.
Hai uno stile chiaro e pulito, le scene si seguono senza intoppi e sono riuscito a visualizzarle con nitidezza. Ho apprezzato le figure retoriche per rendere chiari gli elementi fantastici: le zampe da cavalletta, la luce delle lucciole. Riferimenti semplici e noti al lettore per inquadrare creature a lui sconosciute.
Il tema c'è eccome, il cambiamento è pure su più fronti: il ciclo selezione-metamorfosi-ascesa, la perdita del figlio.
Parlando del conflitto, ho apprezzato in particolare il climax e il cambio di prospettiva del pdv, con le certezze che crollano e i sentimenti contrastanti che ne conseguono.
Segnalo giusto una cosa, in linea con lo spirito del forum. Nella prima scena ho trovato quel "si muove sicuro" per indicare l'angelo un po' vago, un microscopico neo. Vedilo davvero come un mio voler cercare il pelo nell'uovo, non sono riuscito a trovare altro che mi facesse sorgere dubbi e questo è un segnale più che positivo.
Insomma, ben fatto! Non ho ancora letto molti racconti del tuo girone, ma non fatico a prevedere che rimarrai nelle posizioni più alte della mia classifica.
A presto!



Grazie per il commento entusiasta, Edoardo :)

Sirimedho ha scritto:Buonasera Maurizio,

Ho letto due volte il tuo racconto e l’ho trovato ogni volta bellissimo. Intenso e toccante.
Il fatto che non ci sia background e il contesto “magico” forse aumentano il valore, anziché renderlo meno comprensibile.
L’unico rilievo che mi verrebbe da fare è l’uso di frasi corte e spezzate, che personalmente trovo faticoso.
Complimenti, per me meriti il podio dell’edition.


Grazie mille Stefano.
Preferisco molto le frasi corte e concise a periodi molto lunghi, trovo che gestiscano meglio il ritmo della narrazione, ma capisco che possano non essere gradite a tutti.

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Gennibo
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Re: Crisalidi

Messaggio#11 » domenica 27 dicembre 2020, 17:31

Ciao Maurizio! È sempre un piacere leggerti, la cosa che ho preferito di questo racconto è la scelta che fa la crisalide, quando sceglie la vecchia signora, come se non fosse un caso, come se lui avesse riconosciuto l'anziana e quindi anche la madre.
Lo stile è molto ricco di particolari e ogni volta mi sembra che la tua scrittura migliora. Mi chiedo se sia necessario parlare del padre e della sorella, perché la loro descrizione apre un mondo di domande che rimangono in sospeso.
A parte questo piccolo particolare, molto bravo.

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DavideMannucci
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Re: Crisalidi

Messaggio#12 » lunedì 28 dicembre 2020, 7:21

Ciao Maurizio, non è la prima volta che ti leggo ma non ti ho mai commentato. Devo dire che è stato un piacere! Non amo questo genere di racconti..o meglio...non li amavo ma tu, così come un'altra persona qui in MC, riesci a farmelo piacere. Il tuo stile è penetrante e ci si trova subito immersi nella storia e a volte viene da guardarsi le spalle!
Le frasi brevi, che alcuni in genere "condannano" sono ben gestite e distribuite e si vede davvero che hai gli strumenti del mestiere sempre in tasca!
Che dire? Bravo!
Sono d'accordo con Wladimiro sul finale aperto. A volte il tormento della curiosità è più gratificante della soddisfazione della stessa.
Grazie per avermi immerso in un "mondo" che di solito non mi affascina!
Alla prossima!
Davide Mannucci

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maurizio.ferrero
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Re: Crisalidi

Messaggio#13 » lunedì 28 dicembre 2020, 15:00

Gennibo ha scritto:Ciao Maurizio! È sempre un piacere leggerti, la cosa che ho preferito di questo racconto è la scelta che fa la crisalide, quando sceglie la vecchia signora, come se non fosse un caso, come se lui avesse riconosciuto l'anziana e quindi anche la madre.
Lo stile è molto ricco di particolari e ogni volta mi sembra che la tua scrittura migliora. Mi chiedo se sia necessario parlare del padre e della sorella, perché la loro descrizione apre un mondo di domande che rimangono in sospeso.
A parte questo piccolo particolare, molto bravo.


Grazie mille Isabella :) ho voluto aggiungere il piccolo dettaglio sul marito e la sorella per rendere ancora più angosciante il senso di abbandono della madre, ma in effetti poteva funzionare anche senza.

DavideMannucci ha scritto:Ciao Maurizio, non è la prima volta che ti leggo ma non ti ho mai commentato. Devo dire che è stato un piacere! Non amo questo genere di racconti..o meglio...non li amavo ma tu, così come un'altra persona qui in MC, riesci a farmelo piacere. Il tuo stile è penetrante e ci si trova subito immersi nella storia e a volte viene da guardarsi le spalle!
Le frasi brevi, che alcuni in genere "condannano" sono ben gestite e distribuite e si vede davvero che hai gli strumenti del mestiere sempre in tasca!
Che dire? Bravo!
Sono d'accordo con Wladimiro sul finale aperto. A volte il tormento della curiosità è più gratificante della soddisfazione della stessa.
Grazie per avermi immerso in un "mondo" che di solito non mi affascina!
Alla prossima!


Grazie mille Davide. Giusto per avere un confronto, posso sapere cosa non ami di "questo genere di racconti"?

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DavideMannucci
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Re: Crisalidi

Messaggio#14 » lunedì 28 dicembre 2020, 15:53

maurizio.ferrero ha scritto:
Grazie mille Davide. Giusto per avere un confronto, posso sapere cosa non ami di "questo genere di racconti"?


In realtà non lo so :) Credo si trattasse di pregiudizio nei confronti di racconti capaci di scavarmi dentro e tirar fuori paure e angosce e allora mi sono sempre rifugiato in farfalline, carezzine e bacini. MC mi ha completamente scombussolato e adesso riesco a non aver più paura del "buio" ahahaha...ma soprattutto mi ha cambiato (e qui tema centratissimo!) perché 3 racconti ho scritto e ho tirato fuori un serial killer che ammazza pedofili e crede di essere il Cristo, un'adolescente suicida che finisce in un mondo parallelo e il funerale di una bambina la cui baby sitter ha il morbo di Hodgkin. Insomma.....Andrà tutto bene!!! :)

Detto questo...ancora bravissimo
Davide Mannucci

PhilStones
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Re: Crisalidi

Messaggio#15 » venerdì 1 gennaio 2021, 14:40

Ciao Maurizio, è un piacere leggerti.

io apprezzo i racconto carichi di significati allegorici. Mettere una placenta su un altare e ali e zampe da locusta a un angelo sono due scelte forti ma azzaccate.
La scrittura è scorrevole. La scelta degli aggettivi e del ritmo è congruente con la crudità di questo mondo fatto di continui trasformazioni e addii ciclici. Avrei solo voluto vedere un po' di più l'ambiente intorno.
Alla funzione poi, si è obbligati ad andare? Perché quando dici che Clara non aveva mai mancato... dà l'idea di un qualcosa di volontario...

Tre minuzie:
- 'Si ferma davanti alla nostra panca. Clara sussulta e mormora qualcosa di incomprensibile. Sembra che stia guardando me, ma è impossibile dirlo con certezza.' Non è chiarissimo a chi si riferisce. Pensandoci è ovvio che si riferisca all'angelo, ma leggendo pensavo fosse Clara.
- "Angemorfosi". A una prima lettura non avevo colto. magari chiamandola "Angelomorfosi" o "Angelizzazione" sarebbe stato tutto chiaro fin da subito.. infatti la successiva battuta ('Destinati a servire... cieli.') mi aveva colto alla sprovvista.
- 'Lucas, tra le mie braccia, piagnucola. Ha fame. Lo spingo contro il mio seno in modo da calmarlo.' Opinione personale, potrebbe essere meglio: 'Lucas piagnucola tra le mie braccia dalla fame. Me lo attacco al seno'. Da Lettore me lo immagino già molto piccolo e la precisazione che lo fa per calmarlo può non servire.

Buona sfida !

Filippo

Andrea76
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Re: Crisalidi

Messaggio#16 » venerdì 1 gennaio 2021, 18:44

CRISALIDI, di Maurizio Ferrero
Parto con le impressioni sul tuo stile che ancora una volta si conferma efficace: colpiscono l’accurata selezione dei dettagli nel rappresentare lo schiudimento del bozzolo, il corpo irrisolto dell’Officiante, la mostruosa fisicità dell’Angelo. I dialoghi sono scarni ma credibili, il flusso della storia carico di un patos di angoscia ineluttabile che a mio avviso non cala anche quando intuiamo, ben presto, che il prossimo prescelto sarà il figlio della protagonista. Decisamente toccante il finale, con l’Angelo che vola verso un altro mondo che non sappiamo se essere migliore.
Rispetto ai tuoi standard ho trovato delle sbavature, alcune non veniali, come ad esempio la tardiva focalizzazione del portatore di punto di vista che rende faticosa a leggersi la descrizione dell’habitat che la precede. L’attinenza al tema è zoppicante: personalmente ho letto il tuo racconto più nella chiave del rapporto dell’individuo con la fede, piuttosto che in quella del cambiamento.

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roberto.masini
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Re: Crisalidi

Messaggio#17 » sabato 2 gennaio 2021, 11:20

Ciao, Maurizio.
Un potente racconto simbolico dove il tema del mutamento inizia già dal titolo. Le descrizioni sono perfette. Concordo con i complimenti sullo stile e sul finale aperto. Le mie forti perplessità convergono invece sull'ambientazione che è assolutamente cristiana (angelo, regno di Dio). Una tale collocazione stride con tutte queste variazioni che andavano cronologicamente esplicitate oppure andava utilizzato una diversa divinità o semidivinità. Qualcuno ha parlato di significati allegorici ma l'allegoria è quella figura retorica per cui qualcosa di astratto viene espresso attraverso un'immagine concreta e non di fantasia. Forse, come diciamo spesso per le regole stringenti di MC, questo racconto non era altro che il bellissimo primo capitolo di un romanzo.
A rileggerci!

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antico
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Re: Crisalidi

Messaggio#18 » lunedì 4 gennaio 2021, 20:39

Un raccontone, poco altro da dire. Tema affrontato in modo elegante, potenza assoluta delle immagini presentate, totale controllo sul narrato, grande analisi sociale affrontata. Pollice su con lode e pacca dell'Antico.

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