L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Moderatore: Laboratorio

Richieste di Grazia

Sondaggio concluso il lunedì 30 novembre 2015, 8:47

Merita la Grazia
6
86%
Il racconto andrebbe revisionato
1
14%
 
Voti totali: 7

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Andrea Partiti
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L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#1 » martedì 10 novembre 2015, 17:09


Ogni notte Aldo si alzava, freddo e sudato.
L’uomo dello specchio lo aspettava, nella sua gabbia appesa al muro.
Scivolato fuori dalle coperte, Aldo osservava la sua immagine. Spesso non riusciva a prenderla alla sprovvista, lo seguiva in ogni movimento, ma era una finzione. A volte era troppo lenta, e in rari casi l’aveva trovata addormentata. Forse l’immagine non aveva sentito il cigolare del letto, forse si prendeva gioco di lui.
Al mattino Aldo ricordava appena le indagini notturne. Si costringeva ad alzarsi, ad andare al lavoro e lo specchio non sfiorava più i suoi pensieri.

Ogni notte Aldo si alzava, ma quella notte il riflesso non lo imitò. Si avvicinò al viso di Aldo, lento e deliberato, e urlò silenziosamente una sola parola. “Sorridi”.
Al mattino Aldo fece colazione sorridendo, uscì di casa, sorrise a tutti i clienti, sorrise ai suoi vicini, sorrise ai passanti. Se si distraeva e tornava serio come sua abitudine, occhi scuri lo minacciavano, da una finestra, un monitor buio, un bicchiere d’acqua. E sorrideva di nuovo.

La sua immagine c’era sempre, nascosta nel grande specchio tondo.
Quando era il momento lo aspettava in piedi, seria, senza più fingere di essere un riflesso del vero Aldo. Con voce muta lo attirava per dargli nuovi ordini. Si avvicinava, scrutava Aldo con disprezzo e urlava il nuovo comando.

“Raditi”. E Aldo il mattino dopo si rase con cura la barba, fermando il tremore della mano, e così ogni mattino successivo, prima della sorridente colazione.

“Elegante”. E non si mostrò più senza vestirsi elegante, sorridente e con attorno al collo — perfettamente raso — la stretta della cravatta a ricordargli la paura che ormai lo governava.

“Carriera”. E Aldo ebbe addosso lo sguardo crudele per settimane, fino a quando, durante un colloquio di lavoro, notò un ammiccare di approvazione nel suo riflesso sugli occhiali dell’intervistatore.

Per anni obbedì a ogni nuova richiesta, paralizzato da minacce mai pronunciate, intrappolato da occhi impossibili da sfidare, capaci di raggiungerlo ovunque.
Lasciò che questi ordini guidassero la sua vita, che la modellassero con poche sillabe.
Solo durante la notte, chiuso in casa, da solo e buttato sul letto su cui lo specchio torreggiava come un crocefisso maledetto, poteva rilassarsi e smettere di obbedire.

Aldo era vecchio ormai, ma le sue giornate erano sempre uguali. Raditi, vèstiti elegante, sorridi, lavora, obbedisci.
Quel giorno tornò a casa a notte fonda. Appoggiò la sua valigetta sul letto. Il grande specchio era buio sulla parete. Gli si accostò senza uno scopo preciso, forse per sistemare una ciocca di capelli.
Vide gli occhi scuri del suo doppio. Il respiro gli si mozzò, da tanto non c’erano nuovi ordini ed era quasi certo che fossero finiti. Attese qualche secondo immobile che il riflesso si avvicinasse e urlasse.
Ma l’immagine era perfettamente sincronizzata, nessuna esitazione, nessuna differenza.
Vide che nel terrore era diventato l’uomo perfetto, l’uomo dello specchio.


%%%

NOTE:
Ho provato a editare questo racconto nonostante sia stato solidamente in fondo a tutte le classifiche.
L'idea mi piaceva, ma ero molto dubbio perché la vedevo distante dal tema "le ali della notte", e se la vedevo distante io, figuriamoci chi la legge! Però a volte è difficile scollarsi da un'idea che ci ronza attorno e produrne una migliore sul momento, quindi l'avevo comunque scritto.

Ho riscritto i primi due paragrafi seguendo delle buone indicazioni/idee di Ceranu e Luchiastro (grazie) e snellito tutto. NON ho cambiato il tono generale né alcune delle strutture ricorrenti nelle frasi, perché il tono di ripetitività e straniamento era esattamente quello che avevo in mente, è così che immaginavo si sentisse il protagonista, quindi prendo le critiche a riguardo come conferme di aver raggiunto quello scopo.

Edit 2: Niente estremizzazione dei toni, perché non mi ha convinto. Il presente nel testo purtroppo diventa confuso per via del tempo che passa rapidamente nel racconto. Forse se fosse più lungo e graduale il testo funzionerebbe meglio.
Ultima modifica di Andrea Partiti il domenica 29 novembre 2015, 13:12, modificato 2 volte in totale.



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Jacopo Berti
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#2 » martedì 10 novembre 2015, 19:22

Il tema del doppio e la sua declinazione nello specchio mi hanno sempre affascinato. La tua idea specifica mi piace perché, come dovrebbe sempre essere il fantastico, funziona "alla lettera" (e quindi come resoconto fantastico) e funziona come allegoria, in questo caso, dell'immagine che uno ha di sé e che lo guida suo malgrado.
Mi piace di meno lo stile, e devo dire che senza la tua spiegazione non avrei capito che volevi farlo straniato. Mi sembrava solo freddo e lineare, ma con qualche elemento sopra le righe. Credo che lo straniamento che cerchi (o che comunque mi piacerebbe vedere in questo racconto) non sia quello che hai realizzato, ma uno di tipo kafkiano. Ovvero, la cosa strana deve essere che le cose strane vengono presentate come comuni. Tutto ciò che è relativo all'evento perturbante non devi caricarlo o marcarlo. Piuttosto, potresti divagare su qualche dettaglio realistico, per dare meno peso a quello fantastico.
Alcuni esempi: "occhi scuri lo minacciavano". 'Minacciare' è marcato, è già commento tuo. Se invece dicessi alcune caratteristiche degli occhi in atteggiamento di minaccia sarebbe diverso. Ammiccare, occhi impossibili da sfidare, come un crocefisso maledetto.
Insomma, secondo me il racconto potrebbe evolvere o verso il perturbante classico (quindi carica, marca) o verso lo straniamento vero e proprio (quindi sottrai ancora dove hai marcato, e marca qualcosa che non sia l'evento fantastico).
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

alexandra.fischer
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#3 » mercoledì 11 novembre 2015, 20:27

Ciao, ho letto il tuo racconto in questa nuova versione e vedo che la specifica notturna è resa molto bene. Il doppio di Aldo gli da ordini di notte, quasi fosse una seconda coscienza. E lui li esegue, diventando un perfetto esempio di cittadino modello. Questa volta, i rimandi letterari a Poe o a Hoffmann non sono più pertinenti. Trovo che tu abbia trovato la tua voce di narratore. C'è parecchio buono. Io trovo che l'idea del riflesso notturno sia valida.

alexandra.fischer
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#4 » mercoledì 11 novembre 2015, 20:30

CHIEDO LA GRAZIA

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Angela
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#5 » mercoledì 11 novembre 2015, 20:59

Mi ricordo molto bene questo racconto, e ricordo anche che la mia valutazione fu negativa. Alla luce delle correzioni, devo dire che il testo è molto migliorato e l'ho letto volentieri. Sono riuscita a seguirlo senza dover rileggere nulla per capire (quello è un pessimo sintomo) e il finale mi sembra veramente buono. C'è qualcosa nella forma a mio avviso, da sistemare, anzi da limare. Errori non ne ho visti, quindi sta a te valutare se le mie osservazioni possano essere utili oppure no. In ogni caso, a prescindere da ciò...

CHIEDO LA GRAZIA

Ogni notte Aldo si alzava, freddo e sudato.
Ogni tanto era troppo lenta,

Ripetizione di “ogni tanto”. Nella seconda parte potresti inserire “Alcune volte”

Si avvicinò al viso di Aldo, lento e deliberato,
Deliberato mi suona troppo come “delibera”. Meglio “deciso/determinato”.

Quel giorno era appena rincasato, a notte fonda.
“notte fonda” in fondo alla frase non va. Ti propongo: “Tornò a casa a notte fonda/nel cuore della notte”.

Appoggiò la sua valigetta sul letto di sempre.
Taglierei “di sempre” perché non aggiunge nulla, in fondo non c’è un letto di qualche volta e uno di sempre. Ti propongo: “Appoggiò la valigetta sul letto, come faceva sempre”
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andrea Partiti
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#6 » mercoledì 11 novembre 2015, 23:20

(ops, non avevo attivato le notifiche e mi ero perso i commenti)

Accolgo quasi completamente i suggerimenti di Angela, già editati, grazie!

Medito un attimo su quelli di Timetrapoler, che sono un po' più complicati da implementare e devo prima capire bene come potrei intervenire!

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Spartaco
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#7 » giovedì 12 novembre 2015, 9:05

In cima al primo post è stato inserito un sondaggio.
Continuate a richiedere la grazia come sempre, ma fatelo anche da lì.Vale lo stesso se credete che il racconto andrebbe revisionato.
Per qualsiasi dubbio evocatemi.

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AmbraStancampiano
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#8 » venerdì 13 novembre 2015, 20:05

Ciao Andrea,
ricordo bene il tuo racconto e in questa versione lo trovo parecchio migliorato; pensa, io credevo si trattasse di Aldo stesso e della sua aspettativa di vita a condizionarlo, in questo modo invece gli dai un tono meno Pirandelliano e più surreale che però non mi dispiace affatto.
C'è una cosa che non capisco: se l'uomo perfetto è intrappolato nello specchio e Aldo non ha voglia di ubbidirgli, perchè lo fa? Cosa potrebbe succedergli altrimenti? Qual è la posta in gioco?
Detto questo, CHIEDO LA GRAZIA
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Luchiastro
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#9 » lunedì 16 novembre 2015, 17:46

Ciao Andrea,

Io direi che ora il racconto è migliorato (non che la prima versione mi dispiacesse). Mi fa piacere che i miei consigli ti siano serviti: non ho altro da aggiungere rispetto a ciò che ti scrissi a suo tempo, quindi CHIEDO LA GRAZIA

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Spartaco
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#10 » martedì 24 novembre 2015, 10:08

Qui i requisiti ci sono tutti, aspetto di essere sfidato!

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maria rosaria
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#11 » venerdì 27 novembre 2015, 9:29

Ciao Andrea.
Ho letto con interesso il tuo racconto che non avevo letto nella versione precedente.
L'idea mi piace molto, anche lo stile è efficace.
Mi sono permessa di fare un piccolo esperimento: ho riscritto il tuo racconto modificando tutti i verbi al presente.
Secondo me la storia ne guadagna.
Ti copio e incollo l'inizio:

Ogni notte Aldo si alza, freddo e sudato.
L’uomo dello specchio lo aspetta, nella sua gabbia appesa al muro.
Scivola fuori dalle coperte, Aldo, e osserva la sua immagine. Spesso non riesce a prenderla alla sprovvista, lo segue in ogni movimento, ma è una finzione. A volte è troppo lenta, e in rari casi la trova addormentata. Forse l’immagine non ha sentito il cigolare del letto, forse si prende gioco di lui.
Al mattino Aldo ricorda appena le indagini notturne. Si costringe ad alzarsi, ad andare al lavoro e lo specchio non sfiora più i suoi pensieri. [...]


Ad ogni modo il racconto è molto bello.
CHIEDO LA GRAZIA
Maria Rosaria

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angelo.frascella
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#12 » sabato 28 novembre 2015, 0:48

Ciao Andrea.

Mi piace molto questo racconto, in questa versione finale. Viene fuori un bell'apologo dell'uomo moderno così prigioniero dell'esigenza di apparire che si dimentica di essere. Credo ormai sia pronto a sottoporsi al giudizio di Spartaco. Che aspetti?

CHIEDO LA GRAZIA

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Andrea Partiti
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#13 » domenica 29 novembre 2015, 13:16

Ho fatto un ultimo taglia e cuci sul racconto, ho cambiato l'ordine di alcune frasi che ora mi convincono di più.

Ho riflettuto sul passare al singolare, ma ricadrei in un mio vizio, cambiare tempi verbali da un antefatto del racconto alla scena finale, perché non mi sembra gradevole non staccare, visto il molto tempo intercorso tra l'inizio della storia e la chiusura.

Io sarei favorevolissimo ad avere un antefatto al presente e poi chiudere al passato remoto per staccare, passando ad un narratore più impersonale.

L'ho provato in altri racconti, ed era stato recepito come sbagliato e confuso, vorrei provare a evitarlo per ora!

Sfido Spartaco e tento la sorte!

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Spartaco
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Re: L'uomo dello specchio - Chiarle edition

Messaggio#14 » domenica 29 novembre 2015, 22:31

Sono arrivato, ho letto e ho promosso il racconto. Complimenti!

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