Ombre

Moderatore: Laboratorio

Richieste di Grazia

Sondaggio concluso il lunedì 30 novembre 2015, 8:54

Merita la Grazia
5
71%
Il racconto andrebbe revisionato
2
29%
 
Voti totali: 7

sabrinagreen
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Ombre

Messaggio#1 » martedì 10 novembre 2015, 21:25

Il mio primo laboratorio!

OMBRE - Chiarle edition "Le ali della notte"

Quella notte il vento era delicato, e scuoteva i rami mormorando tra le foglie una sinfonia simile al suono di un ruscello lontano. Sheila alzò il volto. Vide le stelle che si alternavano alle fitte e nere chiome dei faggi e la luna piena che illuminava il suo cammino, e intanto recitava parole antiche e potenti. Le ombre intorno a lei non erano mai state così profonde. Nella mano stringeva una lama, e pesava così tanto che il pensiero di gettarla via era sempre in agguato nella sua mente. Ma poi il dolore tornava e allora la sua marcia continuava ostinata, e ad ogni passo immaginava il momento in cui avrebbe affondato il coltello nel cuore dell'uomo che aveva amato. Un lieve sorriso le sfiorò le labbra. Lo avrebbe ucciso guardandolo negli occhi e non ci sarebbe stato bisogno di spiegazioni. Finalmente si sarebbe riappropriata del potere di cui aveva goduto, sarebbe tornata ad essere la dèa che per Itan era sempre stata. Amore e morte, due facce dello stesso potere.
L'oscurità premeva sul suo corpo e le soffiava sul viso un'aria fredda e umida, carica di odori fatti di muschio e terra. Era appena arrivata alla radura. Già sentiva i gemiti di due corpi che si mischiavano l'uno nell'altro, già poteva percepire il calore che sapeva sprigionare la passione. Poi li vide. Lo vide.
Itan era a qualche passo da lei, tra le foglie, a soddisfare dei piaceri ormai leggeri, sicuri, lontani da quelli che poteva offrirgli una donna come lei: una strega, una creatura indomabile.
Da quando quell'uomo l'aveva abbandonata, Sheila lo aveva visto solo con gli occhi di altri animali, quando nel buio della sua stanza accendeva una candela e chiedendo di essere condotta da lui si concentrava sul suo respiro fino a sentirsi disciogliere, fino a sentirsi sotto la pelle di una volpe, o di un gufo. Ora che invece lo stava guardando con gli occhi che la Madre le aveva donato alla nascita, il suo corpo era scosso da possenti brividi. Lui era bellissimo, e per un attimo credette che se si fossero scambiati uno sguardo tutto sarebbe tornato com'era stato un tempo. Toccò la lama incantata. Lui l'aveva tradita, infliggendole una ferita così profonda che era andata in cancrena, e allora lei lo avrebbe ucciso condannandolo a vagare eternamente nelle nebbie dell'aldilà, con una maledizione che per sempre gli avrebbe tolto la pace.
Sheila guardò i due corpi nudi abbracciarsi e baciarsi, e si gettò su di loro come una lince. Un attimo prima di affondare la lama, ripensò a tutto quello che aveva creduto di quel momento, ma non avvertì nessun potere e nessuna soddisfazione, solo il rancore che scemava un po'. E mentre vide il volto di lui contorcersi nel dolore, disse: << Adesso siamo pari >>.
La lama magica scintillava nel petto dell'uomo, sembrava una scoglio sferzato da onde di sangue. Fu allora che si accorse di non essere più la strega indomabile che era stata, ma solo una schiava come tanti altri. In lei non c'era più rancore, e non c'era più alcuna emozione. Sotto le ali di quella notte cupa, davanti agli occhi terrorizzati di creature innocenti, Sheila aveva suggellato una seconda condanna. La sua. Eterna, senza pace.



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Angela
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Re: Ombre

Messaggio#2 » martedì 10 novembre 2015, 22:23

Un bel racconto dove la tragedia si intuisce fin dalle prime righe ma non è prevedibile, perché agli occhi del lettore potrebbe succedere qualsiasi cosa. Stile pregevole, mi sono piaciuti diversi passaggi, soprattutto quelli descrittivi. Personaggi ben calibrati e caratterizzati e finale tagliente, è quasi il caso di dirlo, come una lama. Mi piace l'uso della terza persona che è quello che prediligo perché permette di spaziare.
Per quanto riguarda le critiche, trovi le indicazioni negli appunti. C'è un uso che non condivido della punteggiatura e alcune frasi che avrei semplicizzato. Per il resto direi che il racconto è veramente bello. Da vetrina già così com'è.

delicato, e scuoteva i rami
illuminava il suo cammino, e intanto
una lama, e pesava così tanto

Sono tre spezzoni di frasi dove usi sempre la virgola prima della congiunzione “e”. Al di là delle regole grammaticali, a volte la virgola serve per rafforzare la pausa, ma non sempre. Da valutare.


aveva goduto, sarebbe tornata ad essere la dèa
Dea senza accento, a meno che tu non alluda a una particolare razza chiamata in questo modo (e credo che probabilmente sia così).


L'oscurità premeva sul suo corpo e le soffiava sul viso un'aria fredda e umida, carica di odori fatti di muschio e terra.
Bella definizione ma non mi piace moltissimo quel “odori fatti di…”. Basta dire che arriva quest’aria che sa di muschio e di terra.


infliggendole una ferita così profonda che era andata in cancrena,
Eviterei di parlare di cancrena perché preferisco l’immagine di una ferita aperta e dolore acuto, piuttosto che una ferita vecchia e purulenta (l’immagine che mi arriva è meno viviva).


maledizione che per sempre gli avrebbe tolto la pace.
Capovolgerei: “una maledizione che gli avrebbe tolto la pace per sempre”.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Jacopo Berti
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Re: Ombre

Messaggio#3 » mercoledì 11 novembre 2015, 13:45

In generale mi piace: è equlibrato nelle sue parti, la caratterizzazione della protagonista è convincente, i caratteri del fantastico e (un po') del fantasy si fondono bene con quella che può essere una condizione, tra virgolette, comune: il senso di tradimento, il desiderio di vendetta, la dinamica tra eros e thanatos. Le righe sulla possessione ferale mi sono piaciute; interessante quel che scaturisce dall'idea che vedere le cose con gli occhi del proprio corpo sia completamente diverso.

Inizio dicendo che concordo con le osservazioni di Angela, e aggiungo qualcosa relativamente a "odori fatti di muschio e terra": è bello cercare di rendere più concreta la sensazione olfattiva, ma la tua soluzione mi pare la più semplice. Se trovi qualcosa di più gustoso, non esitare a rendere il periodo più complesso, altrimenti, come suggerisce Angela, semplifica.
Altre osservazioni:
- "La lama incantata" e "la lama magica" mi sembrano descrizioni un po' standard. Tipo "una generica lama incantata/magica". Credo sia meglio far capire in altro modo che sono oggetti speciali, soprannaturali, magari accennando a qualche loro effetto, o dando un nome proprio come nella miglior tradizione cavalleresca o fantasy.
- "Si gettò su di loro come una lince". Il paragone ha poco contenuto: COME si getta, una lince, addosso a qualcuno? Visto che ti sei soffermata sulla possessione di animali da parte della strega, mi viene da pensare che "gettarsi su qualcuno come una lince" è qualcosa che ha appreso dall'essere stata lince: in cosa consiste quel che ha appreso? E poi, ma sono gusti personali, in questi casi mi piace tanto l'articolo determinativo davanti agli animali: evoca un po' l'idea dell'animale-totem e cose simili. Ma scusa, divago tantissimo. Insomma: suggerisco qualcosa del tipo "con la rapidità della lince", eventualmente da arricchire se pensi possa essere utile.
- Verso la fine scrivi: "Fu allora che si accorse di non essere più la strega indomabile che era stata, ma solo una schiava come tanti altri". Mi pare un po' troppo puntuale, asciutto. Troppo "già interpretato".
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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Angela
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Re: Ombre

Messaggio#4 » mercoledì 11 novembre 2015, 21:05

Ho dimenticato di aggiungere...

CHIEDO LA GRAZIA!
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

alexandra.fischer
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Re: Ombre

Messaggio#5 » mercoledì 11 novembre 2015, 21:46

Il tuo racconto è un fantasy molto semplice ed è un grosso vantaggio, perché il lettore medio si immedesima nell'ambientazione con molta facilità (il bosco, le creature che lo popolano). Usi immagini molto belle e insolite (il paragone mare di sangue-scoglio riferito alla scena dell'accoltellamento e il paragone rumori del bosco-suono del ruscello). Anche l'immagine di Sheila che attacca come una lince (con il coltello che le fa da zanna) è molto ricercata. Sei andata oltre a Robert Howard e alla sua: Kull scattò veloce e imprevedibile come un cobra. Bravissima. Anche il fatto che Sheila sia una strega in grado di assumere forme animali è geniale. Da rivedere: il fatto che lei uccida Itan perché l'ha tradita con un'altra (che non mostri), appiattisce la storia, ci metterei qualcosa di più, trattandosi di un fantasy (che so, la rivale è una strega anche lei, magari la sua fresca apprendista e magari suggerirei che in cambio del sesso, Itan le abbia regalato un potere magico sottratto a Sheila...così la rivale diventa gufo e Sheila non può più farlo, oppure, l'ha privata di tutti i suoi poteri, altrimenti sarebbe diventata lince e li avrebbe sbranati). Così, spiegheresti il finale un po' meglio: di cosa sarebbe divenuta schiava, dopo la vendetta? Forse, Itan le ha lanciato un anatema post-mortem prevedendo che l'avrebbe uccisa?


Refuso: una scoglio per uno scoglio.

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Spartaco
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Re: Ombre

Messaggio#6 » giovedì 12 novembre 2015, 9:06

In cima al primo post è stato inserito un sondaggio.
Continuate a richiedere la grazia come sempre, ma fatelo anche da lì.Vale lo stesso se credete che il racconto andrebbe revisionato.
Per qualsiasi dubbio evocatemi.

viviana.tenga
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Re: Ombre

Messaggio#7 » giovedì 12 novembre 2015, 14:07

Ciao Sabrina,
concordo con Angela per le annotazioni tecniche (soprattutto quella sulle virgole prima delle e all'inizio, rendono difficoltosa l'entrata nel racconto) e con Timetrapoler per la questione della lama magica (cos'è che la rende tale? è di un materiale speciale? le è stato fatto qualche incantesimo? di che tipo? sarebbero dettagli che magari non aggiungono niente alla storia, ma di certo darebbero forza all'ambientazione). Altra cosa che non mi ha convinto del tutto è il finale, nella sua forma attuale meno incisivo di quanto potrebbe essere. Toglierei il riferimento al fatto che non prova più rancore/emozioni (l'hai già accennato prima, caso mai rinforzalo un po' lì) e chiuderi subito dopo l'immagine della lama-scoglio in mezzo alle onde di sangue (molto bella!) con la consapevolezza di aver suggellato anche la sua condanna, in questo modo il lettore ha comunque chiara la spiegazione da quanto detto prima e il finale è molto più di impatto.
Ultima nota negativa, ho sentito un po' la mancanza di una descrizione (anche solo abbozzata) di Itan nel momento in cui lei lo vede.
Detto questo, un po' di appunti in positivo: la trama è semplice e lineare, ma impreziosita da una serie di immagini molto suggestive. Bella l'idea di lei che per un po' segue lui solo sotto forma di animale, oltre a creare l'atmosfera fantasy dà anche uno spessore psicologico in più alla protagonista (la immagino che dopo l'abbandono è ossessionata dal voler sapere cosa fa Itan, ma non vuole assolutamente che lui lo sappia). Bella anche la chiave di lettura finale, con la vendetta che non risolve ma è solo fonte di dannazione.

sabrinagreen
Messaggi: 7

Re: Ombre

Messaggio#8 » domenica 15 novembre 2015, 18:02

Buona sera e grazie veramente di cuore per le vostre osservazioni, mi hanno fatto un immenso piacere, mi hanno emozionato! La maggior parte delle vostre critiche le ho trovate puntuali e utili, perciò vi ringrazio due volte!

Ho notato anche io come Angela, quando l'ho riletto un paio di giorni dopo, la questione delle virgole. Mi piace come suona una frase con una virgola prima di una e, perché, appunto, volevo rafforzare una pausa, ma in effetti usata tre volte di seguito stona parecchio e il ritmo sembra monotono. Per quanto riguarda la frase “odori fatti di...” è una scelta che continua a piacermi, ma i vostri consigli per quanto riguarda la semplicità o il raffinare maggiormente una metafora mi hanno fatto riflettere e mi saranno veramente molto utili. Grazie!
Un'altra cosa molto interessante è la questione della lama. Non avevo intenzione di rendere l'oggetto troppo importante, semplicemente far sapere che il coltello era stato intriso di una magia che avrebbe per sempre tenuto l'anima dell'uomo incatenata a questa dimensione, senza possibilità di trovare pace. Mi sembrava chiaro che la lama avesse questo tipo di potere, ma ovvio che per il lettore non lo è! Vi ringrazio per avermelo fatto notare.
Per quanto riguarda la lince, volevo offrire un'idea di potenza e agilità e sì, come scrive Alexandra, la lama ha un richiamo ai suoi artigli e alla sua dentatura da vero predatore.
Viviana ha interpretato la vendetta della strega come un classico esempio di tradimento/ossessione. In effetti lo è, ma è anche vero che, seppur velatamente, do una spiegazione più profonda del suo comportamento. Sheila si è sentita tradita non tanto come “donna di” ma come donna, punto. Si è sentita non capita, colpita al cuore della sua stessa natura e abbandonata solo perché è una donna potente, libera, che conosce il suo potere e i suoi limiti (e, rompendo questi limiti, lei tradisce se stessa e diverrà per sempre una schiava). Lo suggerisco quando dico che mentre Itan faceva l'amore con una donna che gli offriva piaceri leggeri e sicuri. Ma mi rendo conto che avrei dovuto sottolineare maggiormente questo aspetto, la prossima volta ne terrò conto. Mi devo veramente allenare con i racconti brevi, questo è il terzo che scrivo e per me è proprio una super palestra!
La descrizione di Itan l'ho appositamente evitata, ma ho cercato di dare solo le impressioni immediate della strega. Volevo accentrare totalmente il racconto su di lei e sottolineare che non era Itan il reale problema, ma come lei ha vissuto l'intera questione. Al posto di Itan poteva esserci qualsiasi altro uomo (aiuto, non so se è chiaro! :D ).

Mi scuso avervi risposto così in ritardo, ma sono riuscita ad accendere il pc solo oggi!

viviana.tenga
Messaggi: 500

Re: Ombre

Messaggio#9 » lunedì 16 novembre 2015, 13:36

La frase sui "piaceri leggeri e sicuri" per me era assolutamente chiara, così com'era chiaro che Sheila è convinta (non possiamo sapere se a ragione o a torto) di essere stata abbandonata perché troppo forte e indipendente. Personalmente nella reazione all'abbandono ci ho letto un essere un po' più fragile di quanto voglia ammettere a se stessa (forse banalmente perché era molto innamorata di Itan), ma con una focalizzazione così interna è sempre difficile essere sicuri di queste sfumature.
Per quanto riguarda la descrizione di Itan, mi sarebbe piaciuto che invece che dirci che è "bellissimo" descrivessi uno o due dettagli che lo rendono tale agli occhi di Sheila (quindi, senza togliere troppo l'attenzione da lei e dalle sue emozioni), ma capisco anche la tua scelta.

Luchiastro
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Re: Ombre

Messaggio#10 » lunedì 16 novembre 2015, 17:04

Ciao Sabrina,

Ho trovato il tuo racconto ben scritto e la tematica del rancore in esso descritta molto coinvolgente. Mi piace il momento di "riflessione" della protagonista prima dell'attacco, quando ha visto la sua preda, un po' meno quello dopo l'uccisione (prima scrivi che il rancore era solo scemato, poi che si è dissipato del tutto). Probabilmente avrei concluso il racconto con "Adesso siamo pari".

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Flavia Imperi
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Re: Ombre

Messaggio#11 » mercoledì 18 novembre 2015, 21:22

Ciao Sabrina!

Ho trovato il tuo racconto delicato e potente allo stesso tempo. Riesci a creare l'ambientazione con pochi tratti, un'atmosfera che sembra fondersi al mondo interiore della protagonista. Come donna, ho "sentito" il suo dolore e mi ha emozionata.

Alcuni appunti stilistici: userei meno aggettivi. Non servono. Ti bastano poche parole scelte per creare una sensazione e un'immagine, soprattutto le coppie di aggettivi appesantiscono.

Per es. : "un'aria fredda e umida", e subito dopo c'è "muschio e terra".

Occhio ai possessivi e ai pronomi. Anche questi appesantiscono, rallentano la lettura.

Per es. "nel buio della sua stanza" - "sua" non serve. Ovvio che sia la sua, si deduce. " e allora lei lo avrebbe ucciso" - "lei" non serve.

C'è un tempo verbale che non mi convince e modificherei:

"E mentre vide il volto di lui contorcersi nel dolore, disse: << Adesso siamo pari >>." metterei "e mentre vedeva"

E qui un appunto:

"sarebbe tornata ad essere la dèa che per Itan era sempre stata" qui toglierei "che per Itan". Lei è una dea! :)

Bellissimo racconto. DEtto questo...


CHIEDO LA GRAZIA!
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Spartaco
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Re: Ombre

Messaggio#12 » martedì 24 novembre 2015, 9:58

Ricorda che se vorrai sfidarmi devi prima commentare quattro racconti.
A presto!

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chiara.rufino
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Re: Ombre

Messaggio#13 » mercoledì 25 novembre 2015, 15:24

Ciao!
Il tuo è un bel racconto, tolto, come hanno detto in tanti, il problema con gli aggettivi, che si può correggere subito.
Due cose secondo me stonano; il "ma poi" all'inizio e il nome di lui "Itan" (sì, perdonami, magari si scrive anche così ma non riesco a immaginarlo se non "Ethan").
Pur non amando il fantasy, ho trovato la scrittura scorrevole e ben gestita, specie nelle riflessioni della strega che, pensado di essere libera, uccide l'uomo che l'ha tradita, facendo in realtà il suo gioco (almeno, io ho inteso così).
Tolte queste piccole revisioni, CHIEDO LA GRAZIA.
404 Patience Not Found

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maria rosaria
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Re: Ombre

Messaggio#14 » venerdì 27 novembre 2015, 8:48

Anche io non sono un'appassionata di fantasy eppure questo racconto mi ha preso molto.
Brava! Sei riuscita a trascinarmi dentro la vicenda e a farmi immedesimare in Sheila.
Quello che io forse toglierei, oltre agli aggettivi, sono le troppe "e". Ti riporto un esempio di come modificherei la parte iniziale:

Quella notte il vento era delicato, escuoteva i rami mormorando tra le foglie una sinfonia simile al suono di un ruscello lontano. Sheila alzò il volto. Vide le stelle che si alternavano alle fitte e nere chiome dei faggi e la luna piena che illuminava il suo sentiero cammino, e. Camminando Intanto recitava parole antiche e potenti. Le ombre intorno a lei non erano mai state così profonde. Nella mano stringeva una lama,e pesava così pesantetanto che il pensiero di gettarla via era sempre in agguato nella sua mente. Ma poi il dolore tornava e allora la sua marcia continuava ostinata, e.
Ad ogni passo immaginava il momento in cui avrebbe affondato il coltello nel cuore dell'uomo che aveva amato. Un lieve sorriso le sfiorò le labbra. Lo avrebbe ucciso guardandolo negli occhie. Non ci sarebbe stato bisogno di spiegazioni. Finalmente si sarebbe riappropriata del potere di cui aveva goduto, sarebbe tornata ad essere la dèa che per Itan era sempre stata. Amore e morte, due facce dello stesso potere.


A parte ciò, la storia è molto bella.
CHIEDO LA GRAZIA
Maria Rosaria

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