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Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 19 settembre 2023, 2:07
da antico
BENVENUTI ALLA SARA SIMONI EDITION, LA PRIMA DELLA UNDICESIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 175° ALL TIME!Questo è il gruppo DOLOMITES della SARA SIMONI EDITION con SARA SIMONI come guest star. Gli autori del gruppo DOLOMITES dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo CANTO DI PIETRA.
I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo MESMERISTA. Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da SARA SIMONI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, e dai miei collaboratori verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approssimato per eccesso. Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti
RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), a seguire ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti nel
RANK DECIMA ERA, coloro che non hanno ottenuto punti nei due Rank sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).
E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo DOLOMITES:Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti, ore 00.32, 2985 caratteri
Muoviti, di David Galligani, ore 00.45, 1861 caratteri
Fuoco, di Stefano Floccari, ore 23.54, 2998 caratteri
Il diario, di Cinzia Fabretti,
ore 01.08, 2986 caratteri
MALUS QUATTRO PUNTILe stelle cadono, di Maurizio Chierchia, ore 23.56, 2996 caratteri
White Christmas, di Dario Cinti, ore 00.08, 2803 caratteri
Straight into your arms, di Elettra Fusi, ore 22.39, 2962 caratteri
Speranze dimenticate, di Luca Moggia, ore 00.58, 2982 caratteri
Avrete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 SETTEMBRE per commentare i racconti del gruppo CANTO DI PIETRA Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 SETTEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, io e i miei collaboratori posteremo la nostra e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo CANTO DI PIETRA e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora:
per quanto vi sarà possibile in base ai vostri impegni, date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro. Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo. Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la
classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo CANTO DI PIETRA.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.
E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti. BUONA SARA SIMONI EDITION A TUTTI!
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: sabato 23 settembre 2023, 13:28
da Sara Gasponi
Ciao a tutte e a tutti e grazie per avermi accolta in quest'arena! Vi lascio la mia classifica corredata di commenti. Ho cercato di mescolare criteri soggettivi e oggettivi, in modo da produrre un risultato, per quanto possibile, omogeneo. Buona gara a tutte le persone partecipanti!
1. Fuoco di Stefano Floccari
2. Il diario di Cinzia Fabretti
3. Speranze dimenticate di Luca Moggia
4. Straight into your arms di Elettra Fusi
5. White Christmas di Dario17
6. Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
7. Muoviti di David Galligani
8. Il pozzo, la serva e il sapiente di Agostino Langellotti
1. Fuoco di Stefano Floccari
Ciao Stefano e piacere di leggerti!
Il tuo testo ha tutto ciò che un buon racconto dovrebbe avere: una trama solida, personaggi dettagliati e dialoghi credibili. Inutile nasconderlo: questo è il mio racconto preferito dell'intera lista, e anche se credo che tu sia perfettamente conscio delle tue capacità, mi fa piacere illustrarti i miei motivi. Anzitutto lo stile, che in una storia per me è al primo posto insieme alla caratterizzazione dei personaggi. I distopici hanno bisogno di ritmo, che spesso però viene male espresso con frasi spezzate e telegrafiche. Non è questo il tuo caso; anche in poco spazio non hai avuto difficoltà a dosare bene il ritmo, alternando periodi brevi ad altri più lunghi, riflessivi. E così il testo, e con esso il lettore, può respirare. Bellissima anche la scena del fuoco e lo scambio di battute tra padre e figlia, così vero, così profondo.
Non ho altro da dirti se non: complimenti davvero. Se mai decidessi di ricavarne un libro, non esiterei a leggerlo.
Alla prossima!
2. Il diario di Cinzia Fabretti
Ciao Cinzia e piacere di leggerti!
Comincio subito dicendo che dal punto di vista formale questo è il miglior racconto di tutta la lista. Hai uno stile pieno, vivido, ricco di immagini, e soprattutto serafico, cosa che oggigiorno sembra essere sempre di più una rarità, visto che la maggior parte dei libri che vengono pubblicati oggi sono quelli scritti "a singhiozzo".
Detto ciò, ho apprezzato la scelta che hai voluto fare qui: più che una trama, ci vengono sottoposti i pensieri della protagonista, suscitati dalla presenza di un oggetto che ha una storia letteraria molto solida: un diario. Anche se l'ho apprezzata, però, non sono del tutto convinta che questo tipo di scelta si accordi bene con la forma del racconto, che proprio per la sua natura breve avrebbe bisogno di essere maggiormente incisivo. La vedrei perfetta invece per un romanzo, che leggerei volentieri.
A parte ciò, resta un testo ben scritto e profondo, centrato sulla condizione delle donne, raccontata con grazia e onestà, e questo per me fa guadagnare al racconto diversi punti, al di là di tutte le mie perplessità.
Complimenti e a presto!
3. Speranze dimenticate di Luca Moggia
Ciao Luca e piacere di leggerti!
Comincio subito col dire che il racconto mi è piaciuto molto, sebbene sembri più che altro l'estratto di un romanzo, vista l'architettura complessa che lasci intravedere: un mondo sotterraneo, una superficie ormai lontana e invivibile, scontri interni tra Nucleo Interno ed Federazione Esterna. Insomma, qualora lo volessi, gli elementi per ampliare il discorso narrativo ci sono tutti. Ma anche così questo testo se la cava molto bene. Introdurre il lettore in una realtà alternativa è sempre un'operazione stancante e rischiosa, perché il pericolo di spiegare anziché mostrare è sempre dietro l'angolo. Non è questo il tuo caso: sei riuscito, in uno spazio molto ristretto, a rinchiudere un mondo intero e anche ad abbozzare la giusta caratterizzazione del personaggio principale, e forse è stata proprio la tua capacità di inserire in modo corretto numerosi elementi senza affaticare il lettore a farmelo percepire come un testo più ampio. Come atmosfera mi ha ricordato molto la Stazione Cigno di Lost, e questo è il più grande complimento che possa farti.
A presto!
4. Straight into your arms di Elettra Fusi
Ciao Elettra e piacere di leggerti!
Ho sempre pensato che il potere di un racconto sia racchiuso nel suo finale, e il tuo esegue perfettamente il suo compito: mostrare la via d'uscita. Ho trovato geniale adottare come punto di vista quello di un'intelligenza artificiale, o comunque di una macchina. Forse era poco chiaro durante la lettura, ma quella battuta finale l'ha reso inequivocabile e ha regalato la giusta chiave di lettura a tutto il racconto. Ti dirò, non capire subito può anche essere un vantaggio in questo caso, perché il racconto è molto meno immediato di un romanzo: va sviscerato, analizzato, spesso anche a più riprese. Mi è piaciuto anche che tu sia riuscita a disseminare qua e là elementi personalizzanti per tutti i personaggi presenti, perfino quelli più marginali, come il cane o la guida. Per me questa resta una buona prova, ti sei messa in gioco e da parte mia ho trovato la sfida all'altezza delle aspettative.
Complimenti e a presto!
5. White Christmas di Dario17
Ciao Dario e piacere di leggerti!
Molto originale la tua interpretazione del tema, sicuramente questo racconto resta il più ironico dell'intera lista, anche se in fondo tratta un tema molto delicato: il burn out a cui ci porta la società, con le sue rigide regole, e la voglia ma soprattutto il bisogno di stravolgere le carte in tavola. Cambiare vita, insomma. E farlo per motivi di salute. Non ci dovrebbe essere niente di più importante, eppure se un tema del genere sta diventando sempre più attuale vuol dire che c'è un problema alla radice che non possiamo più ignorare. Mi è piaciuto molto il tuo modo di raccontarlo, l'accezione che hai voluto dare alla citazione dantesca, ammodernandola con un tocco umoristico. La scena delle statuine poi ha un sapore teatrale che regala al racconto un tocco davvero personale.
Complimenti e alla prossima!
6. Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
Ciao Maurizio e piacere di leggerti!
Parto subito col dire che il pregio del tuo racconto è la ricchezza narrativa. Tra tanti testi mozzi e telegrafici che attualmente si vedono in giro, il tuo è uno stile narrativo pieno e arioso, capace di muovere la lettura in tutte le direzioni. A parte qualche sbavatura, come quelle che ti hanno già segnalato e sulle quali dunque non mi soffermerò, e immagini un po' abusate come "tagliente come un rasoio", il modo in cui questo racconto è scritto resta il suo punto di forza. Più debole ho trovato la resa del tema. Sappiamo che le stelle stanno scomparendo, e questa è una buona base di partenza, però poi vengono introdotti molti elementi che non trovano sufficiente respiro. Ad esempio, non si capisce chi sia il protagonista, intendo il suo ruolo rispetto alla catastrofe che sta avvenendo; sappiamo solo che è costretto a rispondere a un ordine religioso in cui non ha fiducia, e che per questo si rivolge a un vecchio saggio, che dovrebbe rappresentare la controparte, agli occhi del protagonista, positiva della faccenda. Forse manca qui un'introduzione al contesto, o comunque qualche elemento descrittivo in più, non tanto da parte del narratore quanto da quella dei personaggi stessi. E proprio a tal proposito, ho trovato i pensieri del protagonista forse troppo didascalici.
Insomma, buono il tema e buona la scrittura. Il prossimo passo sarebbe cercare di affinare il tutto per rendere il racconto più accattivante. Resta comunque una buona prova.
Complimenti e a presto!
7. Muoviti di David Galligani
Ciao David e piacere di leggerti!
Parto subito col dire che il tuo racconto ha un obiettivo ben preciso: inchiodare il lettore al suo posto e scuoterlo. In parte, nel mio caso, ha compiuto il suo dovere, specie per il ritmo serrato che ha. A non convincermi del tutto però è stata la resa: la protagonista si dirige al patibolo, ed è giusto che le parole scandiscano gli ultimi minuti, un po' come fossero un tamburo della morte. Però, a mio avviso tutte queste frasi spezzate e alcune ripetizioni, come quel "belle" riferito alle stelle, fanno perdere un po' di forza al messaggio del racconto e alla fruizione stessa.
Buona l'idea, dunque. A mio avviso bisognerebbe riflettere un po' più a fondo solo sulla resa, per l'appunto.
Complimenti e alla prossima!
8. Il pozzo, la serva e il sapiente di Agostino Langellotti
Ciao Agostino, e piacere di leggerti!
Una curiosa rivisitazione del famosissimo aneddoto di Platone, la tua, in accordo con una tendenza ora molto in voga di recupero del mito che tuttavia può rivelarsi insidiosa. Per il semplice motivo che non tutto ciò che appartiene al passato può adattarsi bene al presente, soprattutto la forma dialogica degli scritti di Platone, che poco ha in comune con lo stile narrativo contemporaneo. C’è una distanza tra noi e i Greci, non solo linguistica, ma soprattutto culturale, difficile da colmare. Ed è giusto che ci sia. Cercare di ricucirla con esperimenti di questo tipo spesso provoca risultati maldestri e grotteschi.
Nel tuo caso, si tratta di un piccolo omaggio a un grande aneddoto che ha segnato la storia della filosofia occidentale, ma forse il limite sta proprio nell'idea di partenza. Questo racconto non dice niente di più dell'originale, né a chi già l'aveva studiato né a chi lo conosceva solo di fama. Sei di sicuro rimasto fedele all'insegnamento del Teeteto mettendo in luce il contrasto tra l'arguzia della serva e il filosofare teorico di Talete, e questo dimostra il rispetto che nutri per la materia, ma in riferimento alla gara trovo questo testo forse un po' troppo didascalico.
Quanto alla forma, nel complesso la scrittura risulta molto semplice e scorrevole, a tratti telegrafica. Da apprezzare però la differenza di registro tra la serva e Talete; una sottigliezza di questo tipo poteva sfuggire con un limite di parole così stringato, e invece tu sei stato bravo a dedicarle la giusta attenzione. Ciononostante le battute della serva suonano ancora un po' troppo moderne: lavorare su una più puntuale aderenza al contesto sarebbe quindi il prossimo passo per uniformare queste parti a quelle di Talete, queste ultime decisamente più in linea con l'atmosfera e il personaggio.
Nel complesso, si tratta di un racconto gradevole e scritto discretamente.
Complimenti e a presto!
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: lunedì 25 settembre 2023, 10:49
da Emiliano Maramonte
Prima classifica della nuova Era!
Come sempre dico: non me ne voglia chi ho collocato nelle parti basse della classifica perché, nonostante una valutazione non pienamente positiva, tutti i racconti mi hanno lasciato qualcosa e per buona parte li avrei classificati a pari merito. Ma, ahimé, ho dovuto fare una graduatoria, come impongono le regole di questa infernale Arena.
Buona nuova Era a tutti e in bocca al lupo per questa prima Edizione!
CLASSIFICA
1. Fuoco di Stefano Floccari
2. Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
3. Il pozzo, la serva, il sapiente di Agostino Langellotti
4. Speranze dimenticate di Luca Moggia
5. Il diario di Cinzia Fabretti
6. Muoviti di David Galligani
7. Straight into your arms di Elettra Fusi
8. White Christmas di Dario Cinti
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COMMENTI
Il pozzo, la serva, il sapiente di Agostino Langellotti
Non ho molto da dire su questo racconto, se non che mi ha strappato un sorriso, soprattutto perché strizza l'occhio all'astronomia, disciplina che, credo tu lo sappia, mi interessa assai! ;-)
Stile asciutto, pulito e privo di fronzoli. Bello il confronto tra Talete (il massimo della sapienza) e la ragazzina (persona umile sia di origini che di spessore intellettivo), e questa dinamica, alla fine, cambia entrambi i personaggi, quindi ottimo arco di trasformazione sviluppato davvero in una manciata di caratteri (e non era facile!).
Unico appunto di una pignoleria micidiale, l'espressione "[...] tipo come prendere l’acqua senza faticare!", la vedo come un'espressione moderna trapiantata a forza in un'epoca antichissima, quindi stona. Però non inficia affatto il risultato positivo del tuo testo.
Muoviti di David Galligani
Il racconto mi è piaciuto, ha uno stile sincopato, diretto, senza fronzoli o lungaggini, insomma, è scritto benissimo, come al tuo solito. E il tema è sicuramente centrato.
Ho avuto difficoltà ad associare la protagonista della storia a un personaggio storico. Avevo pensato a Giordano Bruno, poi mi è venuta in mente Giovanna D'Arco, infine ho capito che hai semplicemente rappresentato il simbolo di tutti i liberi pensatori che sono morti per le loro idee.
Dicevo all'inizio, il racconto mi è piaciuto ma... (c'è sempre un maledetto "ma") secondo me manca una scintilla, un quid che mi avrebbe fatto dire: "Il Galligani ha colpito ancora"!!!!
Fuoco di Stefano Floccari
Il tuo racconto soddisfa tutti i canoni del classico distopico del "dopobomba" o del dopo "catastrofe planetaria": ambiente venefico, estinzione quasi totale della specie biologiche, pochi sopravvissuti, lotta per la sopravvivenza, e così via. Mi verrebbe da dire: nulla di nuovo sotto il sole, però questa storia ha dalla sua una bella carica emotiva, soprattutto nel finale, dove metti in campo molta tenerezza (il rapporto padre/figlia) e il tentativo da parte del protagonista di regalare comunque alla figlia la magia delle stelle, e questo dà un po' di equilibrio in più a una storia che, almeno nelle premesse (ripeto) poteva sapere di già visto.
Tema centrato.
Il diario di Cinzia Fabretti
Il racconto mi ha lasciato interdetto, più in senso positivo che negativo. Lo hai costruito sotto forma di flusso di pensieri espresso da una voce impersonale che si rivolge direttamente al lettore, forse è una madre che si rivolge alla figlia parlandole delle sue antenate. In ogni caso, le tematiche trattate sono profonde e interessanti: la perpetuazione di un'interiorità attraverso i secoli, la guerra, l'essere profughi della propria esistenza. Bisogna leggerlo almeno due volte per afferrare in pieno le implicazioni filosofiche ed esistenziali.
Avrei preferito una esplicitazione maggiore dell'ossatura narrativa e della trama, nel senso di avere più riferimenti alla guerra, alla fuga della "pronipote" e così via, secondo me il racconto ne avrebbe guadagnato tantissimo.
Però, complimenti per la profondità emotiva e filosofica del testo.
Tema centrato.
Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
Il tuo racconto mi è piaciuto. Scritto abbastanza bene (con qualche sbavatura da rivedere) e con una tematica non da poco, ossia l'eterno conflitto tra ragione e fede. Si potrà mai arrivare a un'armonizzazione tra le due "dottrine"? Io penso di no, però non mi è stato difficile capire tu da che parte stai...
Suggestivo l'evento misterioso/cosmico della scomparsa delle stelle, che ha dato al racconto un sapore mistico assai interessante e mi ha indotto a leggere avidamente fino alla fine. Interessante anche la figura del vecchio tagliapietra (meglio se attacchi le due parole), simbolo di un razionalismo intransigente, e carina la caratterizzazione del ragazzo che, imbevuto di ideali religiosi, comunque alza lo sguardo al cielo e si pone dubbi e domande. Questo è il sale della vita, il dubbio è padre della scienza.
Anch'io avrei voluto saperne un po' di più sul mondo da te immaginato, ma da 3000 caratteri non è proprio possibile pretendere di più, e anzi a me non ha dato particolarmente fastidio la carenza di informazioni, in quanto mi sono divertito a immaginare il resto del quadro.
Tema centrato e buona prova, secondo me.
White Christmas di Dario Cinti
Mah, non so, il tuo racconto mi ha lasciato molto perplesso. Se ho capito bene, Veronica lascia un impiego pubblico per aprirsi una partita IVA ed essere libera (povera pazza!). Sicuramente dal testo traspare tutta la determinazione di questa scelta, unitamente al fatto che non ci siano rimpianti, ma, secondo me, il vero problema è la troppa vaghezza nella costruzione della parte emotiva della vicenda. Qui c'è ciò che io chiamerei "evanescenza narrativa". Ho dovuto rileggere ben quattro volte il racconto per farmi un'idea precisa, perché soprattutto all'inizio, ho avuto difficoltà ad afferrare i fili della narrazione. Lungi da me fare lezioni di scrittura, ma le prime righe sono fondamentali in un racconto breve, se l'inizio è poco incisivo, tutto il resto della lettura ne viene condizionato. Inoltre, secondo me ha poco peso il discorso del presepe su una scelta di vita così importante. Capisco che spesso su piccoli simbolismi si possono costruire grandi significati, ma a mio parere, si poteva fare qualcosa di meglio e di più. I due elementi molto positivi, d'altro canto, sono le allucinazioni da ansiolitici e il tema incorporato nell'uso della carta con le stelline.
Da rivedere la costruzione di alcune frasi (che non hanno contribuito alla chiarezza complessiva del testo).
Straight into your arms di Elettra Fusi
Questa mia valutazione, come è lecito attendersi, è influenzata da gusti personali e dal mio modo di vedere la scrittura.
Vado un po' controcorrente rispetto ai precedenti commenti: a me il racconto non ha entusiasmato, essenzialmente perché c'è troppa carne al fuoco e poca vividezza, poca chiarezza. Troppi input narrativi, soprattutto nella prima parte, e un rimpallo tra il punto di vista "esterno" della famiglia che fa la visita al planetario e quello "interno" del dispositivo senziente che poteva essere gestivo con maggior equilibrio. Giunto a conclusione, ho preso atto delle frasi finali con quasi nessun sussulto, come se fosse mancato del tutto un vero e proprio climax, e sono convinto che manchi davvero.
Non è una bocciatura, questa, sia chiaro, anche perché ho apprezzato tantissimo il riferimento all'astronomia (ne sono un grandissimo appassionato sin da bambino) e il modo in cui hai incorporato il tema del contest.
In sostanza, nel complesso il racconto comunque è carino, ma avrebbe meritato una costruzione più equilibrata nei suoi elementi narrativi.
Speranze dimenticate di Luca Moggia
Sono appassionato incallito di fantascienza e ho notato che hai una buona conoscenza di alcuni elementi topici di questo genere. Ben riconoscibili alcune ambientazioni distopiche e post-catastrofiche, come anche alcuni meccanismi del sense-of-wonder. La storia è carina, e soprattutto il personaggio è indovinato: un uomo laido, divorato dalla sua stessa esistenza sedentaria, eppure desideroso di vedere quelle mitiche stelle di un'epoca ormai passata.
Stile non male, ma migliorabile (ad esempio, da evitare il discorso indiretto).
Tema centrato.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: lunedì 25 settembre 2023, 20:07
da antico
Due classifiche ricevute, ve ne dovranno arrivare altre sei oltre a quella de L'INQUISITORE.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 26 settembre 2023, 19:07
da KatyBlacksmith
Ciao! Prima di tutto grazie per avermi dato l'opportunità di mettermi alla prova. Per me la cosa più difficile è sempre quella di esprimere un giudizio su ciò che leggo e stilare la classifica. Scrivere alla fine mi preoccupa meno (e probabilmente sbaglio, ma è così, ci sono cose che mi mettono più a disagio di altre).
Solo per la storia prima classificata non ho avuto molti dubbi, le altre sono state più difficili da ordinare. Come sempre: ognuno ha i propri criteri per assegnare un grado di preferenza e fortunatamente per tutti (me compresa) non sono un critico letterario. Ho provato a spiegare i punti che ho ritenuto di forza e da migliorare, ma è solo la mia opinione.
Avete dato tutti una vostra interpretazione al tema, attingendo alle situazioni più disparate. Qualcuno si è lanciato in racconti per cui 3000 caratteri sono un po' pochi, qualcun altro ha descritto scenari che la mia pragmaticità giudica tecnicamente impossibili (come la vita sottoterra, lontano dal sole). Cercherò di non far contare queste circostanze nel voto finale valutando altro, più attinente al racconto.
Considerazione personale:
"riveder le stelle" dal mio punto di vista è ispirazione di speranza, di termine di una situazione grave o impegnativa, è il lieto fine al termine delle tribolazioni. Invece ho trovato alcuni racconti pesantissimi e non solo in questo sottinsieme.
Fine pippone non richiesto, vado con la classifica!
1) Il diario, di Cinzia Fabretti
2) Speranze dimenticate, di Luca Moggia
2) Muoviti, di David Galligani
4) Fuoco, di Stefano Floccari
5) Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
6) Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
7) Straight into your arms, di Elettra Fusi
8) White Christmas, di Dario Cinti
Il diario, di Cinzia Fabretti
Ciao, Cinzia.
Tema centrato! Mi è piaciuto molto, anche se non alla primissima lettura perché il tipo non è esattamente nella mia comfort zone. Ma poi l'ho apprezzato e premiato di conseguenza.
Intimista, si pone come ponte tra ere differenti, un momento definito eppure fortemente legato al passato e al futuro. Il tema (le stelle) è stato gestito come una costante al di sopra di tutto, del tempo e delle azioni dissennate degli uomini.
Mi è piaciuta moltissimo la frase "Nulla, ci dicevano, e tutto scoprivamo sulla nostra pelle, vivendo." che ben racchiude tutto il puritanesimo di allora, confrontandolo col presente. L'accenno al disastro che ha colpito la protagonista e le guerre rimangono sullo sfondo, come ci si aspetta: condizionano, e molto, ma la vita è soprattutto altro, piccolezze quotidiane e pensieri personali.
E qui li trovo riportati in modo eccellente (sempre a mio personale gusto).
Speranze dimenticate, di Luca Moggia
Ciao, Luca!
Tema centrato! Qui devo zittire la mia natura pragmatica che strilla: senza l'energia del sole, non avremmo l'olio per friggere la carne, non produrremmo la vitaminaD, non riusciremmo probabilmente a costruire altrettanto bene oggetti con processi energivori (macchine, polistirolo, etc.) quindi l'idea dell'umanità trasferita nel sottosuolo la trovo infattibile.
Ma siccome questo non è un saggio di ingegneria, tutto questo non vale.
Una volta spenta la voce petulante, vedo la gestione centrata del tema, e mi piace molto l'incredulità del protagonista davanti alla ripresa del cielo. Gli indizi della costruzione del mondo sono disseminati con sapienza e naturalezza, arricchiscono il luogo dove il protagonista agisce, il lettore intravede molto bene l'ambiente anche emotivo, molto umano, in cui accadono le cose, permettendo di avere uno sguardo molto ampio, più di quello che soli 3000 caratteri lascerebbero presumere possibile. Bravo!
Nota: credo ci sia un Dan che a un certo punto diventa Don (non dirmi che esiste anche un Din... :D ).
Muoviti, di David Galligani
Ciao, David!
Ecco una delle interpretazioni in chiave dark del tema, in cui il rivedere le stelle prelude a una liberazione forse un po' troppo drastica da tutte le sofferenze.
Ho trovato interessante il suggerimento che la protagonista sia o molto giovane o abbia qualche problema cognitivo, lo hai reso molto bene senza il bisogno di dirlo esplicitamente.
La narrazione in prima persona è fatta per coinvolgere; vista la situazione da cazzotti allo stomaco non è del tutto un male, per chi legge, che la protagonista prenda atto in modo quasi clinico/didascalico di quello che le accade (ho i denti rotti. Piango. ), ma l'artificio la snatura un po', la rende un filo meno umana o meno sensibile (da qui la sensazione dei problemi cognitivi, del non rendersi conto delle implicazioni, del non vivere la situazione davvero). La sequenza di avvenimenti la trovo descritta abbastanza bene, con due sbavature, a mio gusto: la prima riguarda la frase "Il contatto è un po’ doloroso, quasi piacevole." che a mio personalissimo gusto stona perché distrae, introduce un fattore positivo dove non serve; e il finale, in cui le azioni del fuoco sul corpo sono elencate non più in prima persona (impossibile da fare, vista la situazione) e in modo clinico.
Nota: Non sono un'amante dei pugni nello stomaco (anche se so che una nutrita schiera di amanti del genere esiste) per cui ho cercato di lasciare fuori questo specifico fastidio dalla mia classifica.
Fuoco, di Stefano Floccari
Ciao, Stefano. Altra trattazione cupissima del tema, la tua (ma non è questo che ha deciso la mia scelta per la classifica).
Mi è piaciuta molto questa parte: "Non a mangiarci, no: i nostri corpi sono veleno, noi siamo veleno. Siamo stati il veleno del mondo." che uno non se lo aspetta che non si arrivi al cannibalismo, in genere è una conseguenza scontata come l'ammazzarsi tra persone per accaparrarsi cose. Tieni quasi dappertutto una narrazione coinvolgente, mi piace come descrivi la situazione usando le assenze della normalità "Non credevo che avrei mai sentito la mancanza della mia ombra.".
La disperazione e la solitudine si colgono in pieno, come anche il rapporto con la bimba. Anche se ai piedi nudi c'è modo di porre rimedio con ciarpame che abbonda (o almeno io l'avrei fatto).
Ti segnalo che questa parte: "La mano destra regge il topo per la coda. Lo guardo con desiderio" è didascalica, la mano non sembra la sua, tiene anche le distanze da un qualcosa che il personaggio brama. Potrebbe diventare coinvolgente con poco sforzo, tipo: "Reggo il topo con la destra e mi trattengo a stendo dal morderlo", pure più corta.
Qui invece manca un "che": "Quello che scopri solo dopo, col mondo [che] è andato a puttane e il cielo che è una palla di cenere, è che..."
Bella prova comunque.
Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
Ciao, Agostino!
Tema centrato! Bella l'idea di un astrofilo distratto che finisce in un pozzo come innesco della storia. La scelta di ambientare il racconto in un tempo così lontano non è scontata, ho apprezzato molto il diverso linguaggio dei due personaggi per indicare le diverse classi sociali, rende bene.
Però emotivamente non mi ha presa, e ho il sospetto sia nel fatto che tra le righe ho capito che non ti sta simpatico per come lo tratti: cammina e lo fai cadere nel pozzo; è lei che lo issa su dal pozzo ma quando esce, è lui che ansima; lei gli chiede un modo per non faticare a tirare su l'acqua dal pozzo e lui risolve il problema... scaricando la fatica su un'altra persona, un manovale (qui ho proprio riso).
L'idea che ne esce di lui è poco lusinghiera: tante parole e poca sostanza.
Mi è oscuro il motivo per cui dovrebbe andare in giro per vedere le stelle. Non sono un panorama che cambia se si cammina. Cambia con il progredire della notte.
Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
Ciao, Maurizio!
Tema centrato! Hai scelto una storia molto originale ma come già ti ho detto, qui la scelta dell'ambientazione l'ho trovata un po' troppo ambiziosa per il limite di caratteri imposti.
Il mondo e il costrutto filosofico che lo reggono si possono intuire poco, e lasciano aperti troppi interrogativi, a mio avviso. Un limite di 3000 caratteri forse avrebbe dovuto consigliarti un tema meno complesso, il racconto ne avrebbe guadagnato in chiarezza. Quando e se ne farai uno scritto più articolato, potrai finalmente giocarti meglio le carte. Ma lo avrai capito da te: il tema che ti sei scelto non è per nulla facile da trattare, non lo prendere a alla leggera perché tocca corde troppo profonde, per cui in bocca al lupo!
Un giovane in cerca di una spiegazione agli eventi, rintraccia un vecchio (temuto?disprezzato?) da tutti per ricevere da lui delle risposte e una diversa interpretazione della realtà.
L'interazione tra i due personaggi funziona, e il difficile percorso spirituale del giovane, quello ormai consolidato del vecchio, lo spirito del resto della società emergono dai dialoghi, abbastanza naturali. Ma richiedono un enorme atto di fede nel lettore per calarsi nelle parti. E non sono riuscita a comprendere per quale motivo il sole non sorga.
Straight into your arms, di Elettra Fusi
Ciao, Elettra. Tema centratissimo. Mi è piaciuta l'idea di mettere una macchina a gestire la parte narrante della vicenda, anche se non sono riuscita a capire subito che cosa sia. Anche perché all'inizio mi sembra incoerente (i primi dialoghi sembra si svolgano in auto - il ragazzo viene trattato come addormentato, non può certo camminare) eppure la macchina già sa che sono i più rumorosi, cosa che trovo non ancora spiegabile a questo punto. Questo particolare mi ha confusa parecchio, insieme a un atteggiamento decisamente molto emotivo della macchina. Mi ha anche lasciata perplessa l'attrazione della macchina per "gli occhi della madre" (pun intended).
Lo svolgimento mi pare un briciolo caotico, il che rende bene la confusione che creano i bambini, quindi ottimo. Però il titolo non riesco a inquadrarlo con il contenuto (limite mio).
Bella la gestione di due ragazzini e della famigliola, molto vivace.
White Christmas, di Dario Cinti
Ciao, Dario!
Racconto leggero e a tratti divertente, centra il tema e riesce a raccogliere le varie atmosfere del Natale anche con citazioni trasversali (la poltrona per due).
Riscontro però alcune sbavature (a mio personalissimo gusto) che hanno smorzato di molto il piacere della lettura. Scegliere un personaggio femminile vuol anche dire lavorare molto sui termini utilizzati.
Tralasciando "San Giuseppe, col bastone in mano." che suggerisce anche immagini di tutt'altro genere e che allontanano molto dal tema, ci sono espressioni che a mio gusto personale avrei evitato: "Spalancò l’apertura." la trovo sgraziata; "La peluria del collo divenne ghiaccio." è forse un po' troppo sbrigativa e poco curata; "I due allungarono i colli." non sono sicura sia proprio corretta e per questo sono stata buttata fuori a calci dalla narrazione. Il biglietto "inchiodato" è anch'esso un'espressione poco realistica e inutilmente aggressiva, e l'andare a capo a ogni singola frase mi ha infastidita, oltre a dare un'inutile spezzettatura alla progressione della vicenda.
In sé l'idea è molto carina, ma lo svolgimento l'ho trovato un po' approssimativo per i motivi riportati sopra. Sono tutte cose su cui si può lavorare e che si possono sistemare in breve tempo.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: martedì 26 settembre 2023, 19:58
da Fagiolo17
Come ogni volta stilare una classifica è difficile e sofferto, ma non posso certo esimermi.
Perciò, ecco qui la mia classifica:
1. Muoviti, di David Galligani
2. Fuoco, di Stefano Floccari
3. Speranze dimenticate, di Luca Moggia
4. Straight into your arms, di Elettra Fusi
5. Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
6. White Christmas, di Dario Cinti
7. Il diario, di Cinzia Fabretti
8. Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
Ciao Agostino e piacere di leggerti.
Racconto scritto bene, come tuo solito, che riprende l'aneddoto di Talete e della trace. mi è piaciuto il tono scanzonato che gli hai dato e le battute sono divertenti e azzeccate.
mi sono piaciute anche le poche pennellate con cui mi hai fatto capire il dove e il quando della vicenda (prima di presentare Talete, a quel punto era ormai ovvio).
Quindi una buona prova a mio gusto.
In bocca al lupo per la tua edizione.
Muoviti, di David Galligani
Ciao David, è un piacere leggerti.
Che dirti, io amo le scene crude, pulp, forti che puntano a smuovere qualcosa dentro al lettore. a volte un pugno allo stomaco è molto più incisivo di mezz'ora di chiacchiere (mica nella vita vera, non vorrei che qualcuno poi pensasse che sono un violento ahahahahah)
Però, ecco, in un racconto come questo non mi interessa neppure sapere perché la ragazza verrà bruciata, quale sia la frase o quali siano le sue fantomatiche colpe (inesistenti).
mi tiri un rapido destro-sinistro con un'ottima resa e io sono già contento.
Perciò bene così. Anzi, ottimo così.
In bocca al lupo per l'edizione.
Fuoco, di Stefano Floccari
Ciao Stefano e piacere di leggerti.
Un distopico classico, che punta tutto su quello che rimane quando il mondo è andato a puttane: i sentimenti.
e ti viene bene, la prima parte ci introduce al mondo che è andato avanti (mi è piaciuto molto il dettaglio del mancato cannibalismo perché il corpo è velenoso) poi nella seconda parte attacchi con la parte più dolce e delicata.
i dialoghi sono semplici e credibili (non ho capito perchè hai diviso quel piccolo pensiero dentro la battuta con le barrette, invece che chiudere i caporali e riaprirli, ma vabbè, chi se ne frega) e l'impatto emotivo funziona arrivando dove deve.
Bravo, proprio un bel racconto.
In bocca al lupo per questa edizione.
Il diario, di Cinzia Fabretti
Ciao Cinzia e piacere di averti letto.
questo racconto si prende il suo tempo, con un flusso di pensieri racconta e lo fa con immagini profonde e in qualche modo poetiche. lo fa dando riferimenti al passato e accenni al presente. mi piace come usi il tema delle stelle che ancorano l'oggi al domani e anche allo ieri.
però trovo che la narrazione sia perfetta come incipit di qualcosa di più, come estratto di qualcosa di più ampio, ma funzioni poco come racconto. perché non è cambiato niente nel corso della narrazione. è tutto molto riflessivo e filosofico, ma ci ho trovato poca narrazione. alla fine so che c'è un diario, so che ci sarà un altro diaro, ma poco altro.
trovo comunque una delicatezza e una grande profondità, quindi ti faccio i miei complimenti.
In bocca al lupo per questa edizione.
Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
Ciao Maurizio e piacere di leggerti.
hai scritto un racconto ambizioso, per le tematiche che hai cercato di inserire, la buona vecchia diatriba tra religione e scienza.
il racconto è scritto con un buono stile, ma secondo me hai voluto mettere troppo in così poco spazio. e quindi la risoluzione finale arriva troppo "spiegata", così come la mancata alba è sì un evento forte, ma poco sentito perché non completamente capito.
magari solo da me, eh. non dico che non sia chiaro in assoluto, ma mi manca qualcosa che mi permetta di godere a pieno di quello che succede. forse avresti potuto dedicare meno spazio alla salita e più alla conversazione teologica, ma era comunque tanta roba da mettere in sole 3.000 battute.
è comunque scritto bene e godibile, anche se credo gli manchi quel quid in più.
in bocca al lupo per la tua edizione.
White Christmas, di Dario Cinti
Ciao Dario e piacere di leggerti.
Mi è piaciuto il modo in cui hai piegato il tema e quelle stelline sul rotolo del presepe, puntuali proprio come una "Poltrona per due" e quasi altrettanto fastidiose. Non capisco perché fare il presepe sia sempre compito dell'ultimo arrivato, è la cosa più divertente da fare sotto natale!
Pensavo che le statuine parlassero davvero, e mi stavo già chiedendo che risvolto avresti dato al racconto, ma l'idea della saturazione da stress della nostra protagonista cade a puntino, più che realistico. D'altronde sappiamo tutti che effetto fa aprire la Partita Iva in Italia.
un bel racconto, complimenti.
In bocca al lupo per questa edizone.
Straight into your arms, di Elettra Fusi
Ciao Elettra, è un piacere trovarti qui! :P
bando alle ciance, veniamo subito al tuo racconto.
molto carino, delicato, coi giusti modi.
punto di vista interessante, che sbircia tutto quello che succede al planetario e si prende una specie di cotta per la nostra mamma super indaffarata e soprattutto stanchissima.
I dettagli con cui sono descritti i due figli sono azzeccati e riesci a identificarli per bene, senza lasciarci nel dubbio di figlio 1 e figlio 2.
perciò, niente da aggiungere! ottima prova.
in bocca al lupo per questa edizione.
Speranze dimenticate, di Luca Moggia
Ciao Luca e piacere di leggerti.
Un bel racconto, complimenti. mi è piaciuto molto il finale e il tono di tutta la narrazione. con poche pennellati riesci a farci immaginare un futuro dove gli esseri umani vivono rintanati sotto terra.
credo che il tocco di classe stia nei dettagli, la battuta: "Aria non filtrata? Mi viene già il voltastomaco!" vale da sola il prezzo del biglietto, perché è in grado di farmi immedesimare nel punto di vista di qualcuno schifato all'idea di quello che per noi è normale e anche apprezzabile (soprattutto quando si tratta di aria non inquinata!).
Quindi un ottimo lavoro.
In bocca al lupo per questa edizione.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: mercoledì 27 settembre 2023, 17:16
da antico
Oltre a quella de L'INQUISITORE dovete ancora ricevere altre quattro classifiche.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: mercoledì 27 settembre 2023, 20:05
da Andrea Furlan
Ciao a tutti,
un ottimo inizio per questa nuova Era. Sono tutti racconti che mi hanno dato qualcosa, sia da autori più esperti che dai due nuovi, rivelatisi già ottime penne. Nella classifica avrei voluto dare diversi pari merito soprattutto nelle prime posizioni, ho cercato di privilegiare i testi che mi hanno preso di più e la presenza o meno di problemi.
1 - Fuoco di Stefano Floccari
2 - Il pozzo, la serva e il sapiente di Agostino Langellotti
3 - Speranze dimenticate di Luca Moggia
4 - Il diario di Cinzia Frabetti
5 - Muoviti di David Galligani
6 - Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
7 - White Christmas di Dario Cinti
8 - Straight into your arms di Elettra Fusi
Agostino Langellotti- il pozzo, la serva e il sapiente
Ciao Agostino,
Bentornato nell’Arena!
Ho apprezzato questo racconto giocato sul confronto equilibrato fra i due personaggi e le loro peculiarità. Complimenti soprattutto per la struttura di dialoghi, ambientazione e beat che sostiene benissimo la narrazione. Rispetto ad altre tue prove ho trovato meno riconoscibile il tuo stile, cosa che trovo positiva perché testimonia la capacità di cambiare pelle in base al contesto. Leggendo i commenti degli altri mi sono reso conto dei riferimenti filosofici di questa storia che non conoscevo, contento di avere imparato qualcosa di nuovo.
Muoviti di David Galligani
Ciao David,
buona stagione su MC!
Ho trovato questo racconto particolare, giocato interamente sulle sensazioni e i pensieri vivi della protagonista, con l'intento non troppo nascosto di turbare chi legge. Da un lato interessante per questo e perché lascia molto spazio al lettore di riempire I vuoti, chiedendosi se si tratta dell'esecuzione di una strega, il periodo, che cosa abbia mai detto per meritare la punizione capitale e via così. Dall'altro forse un po' limitato dalle poche informazioni a disposizione, forse un paio di frasi più esplicative avrebbero aiutato. Il tema è presente ma a mio parere non fondante. In sintesi non una delle tue migliori prove ma che trasmette comunque qualcosa.
Fuoco di Stefano Floccari
Ciao Stefano,
bentornato nell’Arena!
Il tuo racconto mi ha preso dalle prime righe. Ho apprezzato come hai sviluppato il punto di vista del protagonista, anche se forse hai indugiato troppo sugli animali e la mancanza di cibo. La trama distopica post apocalittica della prima parte è piuttosto classica, ma tutto trova un senso e l'originalità nel finale drammatico, dove sei riuscito a fornire un ottimo crescendo di emozioni in poche righe. Bellissima l'idea di mostrare alla bambina le costellazioni con il materiale del fuoco, bastoni e braci: il tema diventa elemento fondante in maniera non banale. Complimenti!
Il diario di Cinzia Frabetti
Ciao Cinzia, bentornata nell'Arena.
Un racconto intimista, tutto raccontato fra la protagonista e se stessa, il fantasma benevolo delle generazioni precedenti rappresentato dal vecchio quaderno. Una storia che sa di letteratura antica e femminile, con un pizzico di realismo magico e un'altro di distopico. Devo dire che l'insieme è piacevole e scorre bene: nonostante gli elementi siano tutti già visti, sei riuscita a metterli insieme in modo originale. Buona prova, brava!
Le stelle cadono di Maurizio Chierchia
Ciao Maurizo, sono felice di ritrovarti anche per questa edizione.
Il tuo racconto mi ha interessato e l'ho trovato molto meglio costruito e strutturato rispetto a quelli delle precedenti edizioni. La tematica è coinvolgente e ho apprezzato molto l'idea delle stelle che si spengono, soprattutto vista nel senso metaforico che hai spiegato nei tuoi commenti. Sono rimasto un po' deluso sul finale, devo dire, l'ho trovato affrettato e incompleto, così come la "stella" del vecchio tagliapietra. Sono d'accordo che ci sono gli elementi per trasformare questa storia in qualcosa di lungo e articolato, mentre purtroppo il racconto in sé non mi ha convinto pienamente.
White Christmas di Dario Cinti
Ciao Dario,
Bentrovato ancora una volta.
Il tuo racconto mi ha lasciato luci e ombre: l'idea di base non è male, per come hai usato le stelle del presepe per cogliere il tema in modo originale, inoltre ho apprezzato le allucinazioni e la spiegazione che ne hai dato, con una buona semina sui messaggi del telefono. D'altro lato sono d'accordo con altri che la costruzione tutto sommato è un po' debole e non sufficiente a sostenere l'impianto. Diverse imprecisioni non aiutano a entrare nella storia ed empatizzare con la protagonista. Buona invece la costruzione del conflitto legato allo stress della scelta di Veronica. Potrebbe avere gli estremi per una revisione che ne aumenterebbe di certo la leggibilità.
Straight into your arms di Elettra Fusi
Ciao Elettra,
Piacere di conoscerti e benvenuta.
Anche per te luci e ombre: ho apprezzato l'idea dei due punti di vista intervallati che sei riuscita a gestire bene per due terzi del racconto. Belli anche i riferimenti letterari e il tema centrato di traverso. Purtroppo anche io mi sono perso nel finale senza riuscire a capire tutti gli indizi e i sottintesi, cosa che mi ha allontanato dalla narrazione. Una delle cose più importanti che ho imparato in questa comunità è dare le informazioni necessarie con poche parole, dove mi sento di essere migliorato ma di dover fare ancora molta strada: da quello che ho letto parti da una posizione già molto avanzata, ma partecipare ti aiuterà di sicuro ad acquisire questa capacità. A rileggerci presto!
Speranze dimenticate di Luca Moggia
Ciao Luca e benvenuto nell'Arena.
Ho letto volentieri il tuo racconto, l'ho trovato ben strutturato e maturo con le informazioni chiave date al punto giusto e riferimenti ad altra letteratura piacevoli e riconoscibili: anche io sono un lettore di fantastico e mi sono ritrovato nella tua costruzione. Il tema è fondante e mi è piaciuto molto il finale, dove le illusioni del protagonista vengono perse. Buona la gestione dei conflitti fra interni e esterni, la vita dell'umanità relegata sotto terra che perde attività e speranze. Come suggerimenti avrei forse evitato la terza persona al passato per rendere più immediato il tutto con una prima persona, ma sono scelte. Così come avrei usato nomi non inglesi, per evitare lo stereotipo della storia ambientata in un mondo anglosassone. Comunque ottima prova, complimenti!
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 18:32
da BruceLagogrigio
La solita sofferta classifica:
1) Fuoco, di Stefano Floccari
2) Il diario, di Cinzia Fabretti
3) Muoviti, di David Galligani
4) Il pozzo, la serva e il sapiente di Agostino Langellotti
5) Straight into your arms, di Elettra Fusi
6) Speranze dimenticate, di Luca Moggia
7) Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
8) White Christmas, di Dario Cinti
Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti,
In prima persona. Tempo verbale: Presente. Ambientazione: campagna 6° secolo avanti cristo a , Mileto - notte
Ciao Agostino, un bel racconto. Ottimo stile. Scorre veramente bene. Il riferimento alla storia di Platone è presto palese. Ho apprezzato molto che i pianeti vengano chiamati stelle vagabonde, come erano effettivamente chiamate in passato. Visto che dalla terra sembravano simili a stelle ma che a differenza di quelle fisse continuavano a muoversi nella volta celeste. Quindi tema perfettamente centrato.Anche io sono d’accordo con chi ha detto che la storia non aggiunga molto di più al racconto, magari si poteva osare una rivisitazione moderna.
Buona gara
Bruce
Muoviti, di David Galligani
In prima persona. Tempo verbale: Presente. Ambientazione Medievale - notte di luna. Patibolo.
Ciao David e piacere di leggerti.
Che dire, un bel racconto crudo e puro. L’ambientazione medievale mi è arrivata subito. Ritmo serrato creato ad arte con le frasi corte e incisive. Una frase chissà quale porta alla condanna a morte la protagonista senza nome (Mi ha dato più l’idea più per motivi religiosi che scientifici o altro.. Infatti non cita mai Dio che specialmente in quell’epoca sarebbe stato naturale)
Forse migliorabili l’hook iniziale e il finale che anche secondo me risulta un po’ distaccato e che non aggiunge molto alla storia. Il tema del contest anche in questo caso solo sfiorato e non centrale. Comunque buona prova e racconto godibile (per i forti di stomaco s’intende).
Saluti e buona gara.
Bruce
Fuoco, di Stefano Floccari
In prima persona. Tempo verbale: presente. Ambientazione: Fantascientifica - post apocalittica. Emisfero boreale (paese dell’est europa - Forse Russia).
Ciao Stefano,
non avevo mai letto un tuo racconto ma essendo in alto in classifica penso tu sia un vetrano di MC. Hai un bellissimo stile di scrittura solido e concreto. Hai pennellato un mondo post apocalittico, nero e corrotto, con pochi caratteri. Mentre leggevo mi balzavano in testa le immagini di The Road con Viggo Mortensen. Situazione familiare molto simile al film. La paura degli altri Homo Sapiens, la ricerca di cibo, il freddo. Molto bello anche il tuo finale che si collega al tema del contest.
Anche io non ho chiaro questo passaggio: “Sì, tesoro – provo a sorridere – proprio quella volta.”e i puritani dello stile immersivo storceranno il naso per il pezzo raccontato.
Buona Gara!
Bruce.
Diario, Cinzia Fabrettiil
Flusso di pensieri in prima persona. Tempo verbale presente. Ambientazione: flusso di pensieri.
Ciao Cinzia, un vero piacere leggerti di nuovo e di nuovo sei riuscita a stupirmi. Hai un tocco veramente delicato, direi unico. Fai trasparire una sensibilità non indifferente e riesci a lambire il poetico in punta di piedi, colpendo duro quando serve. Ogni riga è carica di storia, di tragedia, di speranza, di morte e di vita. Il tema del contest forse è solo sfiorato ma è bello saper osare.
Tutto cambia tranne le stelle del cielo. Anche se un giorno, irrimediabilmente, cambieranno anche loro.
Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
In prima persona. Tempo verbale: presente. Ambientazione: Fantasy / villaggio. Tema centrato.
Ciao Maurizio, ben tornato.
Del racconto ho veramente apprezzato l’atmosfera cupa che hai creato. Religione, fine del mondo, un po’ fiaba gotica. Forse come hai scritto perfetto per un Young Adult.
Peccato per la realizzazione un po’ confusa. Ma ciò è stato chiaramente dovuto dal tempo e dalla mancanza di caratteri.
Hook perfetto. Frase iniziale che cattura subito l’attenzione, pone domande e apre al mondo dark che hai creato.
Finale probabilmente migliorabile ma fa il suo dovere.
Bruce
White Christmas, di Dario Cinti
In terza persona. Tempo verbale: Passato remoto. Ambientazione: Attuale - Ufficio Azienda. Tema centrato
Ciao Dario, piacere di leggerti per la prima volta.
Sarà complicatissimo fare una classifica. Anche questo racconto è fatto molto bene. Forse fra i tre che ho letto fin ad ora è quello che ha toccato meno il tema del tornare a vedere le stelle. Mi è piaciuta molto la parte in cui le statuette parlano a Veronica: un modo divertente per fornire informazioni al lettore e ben giustificato con l'assunzione del Pazisol. Lasciare il posto fisso per approdare nei mari insicuri e tempestosi della Partita iva e della libera professione porta a più di qualche notte in bianco.
Buona empatia con il personaggio e buon hook iniziale che fa crescere subito la tensione.
Il finale fa il suo dovere centrando il tema e risolvendo il dilemma.
Bruce.
Straight into your arms, di Elettra Fusi
In prima persona. Tempo verbale: presente. Ambientazione: Attuale - Planetario. Tema centrato.
Ciao Elettra, altra new entry di spessore. Si nota anche in questo racconto una buona padronanza della scrittura e delle meccaniche del racconto breve. Si percepisce poi chiaramente il tocco femminile. Più intimista e attento ai dettagli. E mi ricorda perché, a conti fatti, tendo a prediligere scrittrici a scrittori. Ad esempio sembra che la madre dei due bambini sia separata o comunque sola senza che venga specificato.
Ho un dubbio:
Mi sono fatto la pazza idea che il protagonista potesse essere un POV di una di quelle macchinette automatiche che distribuiscono i biglietti ai musei, in questo caso dotata di una IA dall'intelligenza particolarmente spiccata ed emotiva. Chissà per errore o forse perché l’ambientazione era più futuristica di quanto sembrava.
Poi a seconda rilettura è stato chiaro che fosse semplicemente il bigliettaio!
Punti di forza: empatia, cura dei dettagli.
Il tema: Riveder le stelle è sfiorato in diversi punti:
- il planetario
- il nome del cane Dante
- la guida “Bea” del planetario
- i riferimenti allo testo della canzone dei Simple Plan “Stars”
- Gli occhi della donna potrebbero essere paragonati alle stelle che il protagonista ambisce a rivedere.
Ottimo il finale sospeso.
Buona prova per me.
Speranze dimenticate di Luca Moggia
In terza persona. Tempo verbale: passato remoto. Ambientazione: Fantascientifica (Futuro post apocalittico). Sottosuolo terrestre (diversi chilometri di profondità). Tema centrato.
Ciao Luca, caspita! Prima prova su Minuti Contati di spessore. Si nota la mano di uno scrittore che penso sia abbastanza esperto. Bella l’ambientazione e mi è piaciuta molto la disputa latente fra Nucleo Interno e Federazione Esterna nonché il riferimento a Dante.
Il movimento di Dan (altro riferimento;)) sulla poltrona mi ha ricordato tantissimo il film Wall-E assieme al lassismo generale in cui il protagonista sembra navigare.
Unico pecca del racconto forse un “hook” iniziale per il lettore non accattivante. Magari sarei partito con il commento della televisione che diceva: “In questo esatto momento sono cento i kilometri che separano Dante dalla superficie di Terra…”
Ottimo finale, per nulla scontato e in linea con il difetto fatale del protagonista.
Attenzione: Piccolo inezia: F.E. diventa F.R. più avanti.
Buonissima prova per me.
Bruce.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 18:40
da antico
Poche ore e mancano ancora tre classifiche oltre a quella de L'INQUISITORE. Tre e non due perché al momento non posso considerare valida la classifica di Bruce perché manca un commento.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 18:52
da antico
Bruce ha sistemato, vi mancano ancora due classifiche oltre a quella dell'Inquisitore.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 21:59
da Rick Faith
Finalmente la nuova era! Sono molto contento di riprendere la battaglia nell'arena. È un piacere rivedere volti noti e soprattutto dare il benvenuto a nuove reclute!
Ora viene il difficile: la classifica. Non me ne vogliate, tocca a tutti. Scusatemi per aver commentato così tardi, mi rendo conto di non avervi lasciato il tempo di replicare e controbattere ai punti sollevati. È un periodo impegnativo e come ormai ha capito chi mi conosce io e la gestione del tempo siamo su due galassie differenti...
Bando alle ciance, questo è un gruppo dove non ho trovato il racconto folgorante che "ommioddio deve vincere per forza", ma in generale ho letto otto racconti solidi.
Metto al primo posto Fuoco di Floccari, perché a mente fredda è quello che globalmente mi sono gustato meglio. A seguire Lagellotti con il suo Il pozzo, la serva e il sapiente, solido. Chiudo il podio con Le stelle cadono di Chierchia che, c'è poco da fare, mi ha conquistato per il mondo che lascia intravedere, ma l'ho penalizzato perché c'è qualcosa che non mi torna. Poi il resto ha per motivi molto diversi sia cose che mi sono piaciute molto, sia cose meno convincenti. Se fosse possibile farei un unico gruppone, guidato da Speranze dimenticate di Moggia (buon esordio che voglio premiare) e White Christmas di Cinti. Voglio spendere due parole per Il diario di Fabretti e Straight into your arms di Fusi a cui inevitabilmente sto facendo un torto con le loro posizioni, soprattutto per Fusi che è all'esordio. I due racconti sono validi e hanno punti di forza diversi, in un girone equilibrato ho deciso di dargli questa posizione perché sono i due racconti che alla prima lettura e quindi a primo impatto mi hanno lasciato la sensazione di essermi perso qualcosa per strada. Non vedo l'ora di rileggere queste penne perché secondo me hanno molto da dire. Fusi per un livello superiore a quello di parecchi esordienti (e che si è cimentata in un racconto dall'alto grado sfida) e Fabretti per una sensibilità e delicatezza rare persino qui su MC.
Classifica:
1) Fuoco, di Stefano Floccari
2) Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
3) Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
4) Speranze dimenticate, di Luca Moggia
5) White Christmas, di Dario Cinti
6) Muoviti, di David Galligani
7) Il diario, di Cinzia Fabretti
8) Straight into your arms, di Elettra Fusi
Commenti:
Il pozzo, la serva e il sapiente, di Agostino Langellotti
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Grande Agostino, felice di ritrovarti anche in quest'era.
Stile sempre molto solido. Mi è piaciuta la scelta dell'episodio di Talete e la servetta, e ancora di più la citazione all'aneddoto dei frantoi. È vero che è un episodio famoso e quindi alla fine il racconto diventa prevedibile in mancanza di un reinterpretazione particolarmente ardita, ma rimane ugualmente gustoso ed efficace.
Ormai ti leggo da un po' e il tuo stile è quello, come sempre ti direi di provare a far spuntare fuori il mondo interiore del tuo protagonista, ma ho il sospetto che prima o poi mi tirerai una sedia dietro. In questo caso comunque ne ho sentito meno la mancanza rispetto ad altre tue prove, forse proprio per la scelta di un soggetto conosciuto, ma non nego che sarei curioso di vedere cosa riusciresti a tirare fuori da Talete.
Buona edition!
Muoviti, di David Galligani
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Ciao David, ben ritrovato nella nuova era.
Racconto ben scritto, la tua penna è solida e mi è piaciuta l'interpretazione che hai dato al tema. Ho da farti lo stesso appunto che ho fatto a Dario circa il ritmo rapido scandito dai continui accapo. Credo che l'intenzione fosse quella di spingere sulla drammaticità, sul creare un senso di ansia crescente. Ovviamente correggimi se la mia impressione è errata. In tutta onestà devo ammettere di non aver apprezzato questa scelta, la mia esperienza di lettura è stata come a "singhiozzi" e sento che avrei preferito in alcuni punti un po' più di respiro. Secondo me è efficace quando sposti l'attenzione su elementi diversi, mentre lo trovo un po' superfluo quando rimani sullo stesso.
Per il resto avrei gradito conoscere qualcosa di più del contesto (tipo, qual è la frase incriminata?) perché secondo me la specificità dei dettagli è più interessante della generalizzazione. Chiaramente siamo nel campo delle opinioni, ma trovo che sapere di più avrebbe reso il dramma più vivido e concreto. Hai scelto di fare una scena che ne riassume tante, e questo lo rispetto, ma ti confesso che non mi ha trasmesso emozioni particolari. Personalmente sarei stato più coinvolto se fossi stato in grado di immaginare un tempo, un luogo, una persona.
Buona edition!
Fuoco, di Stefano Floccari
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Ciao Stefano, ben ritrovato!
Sicuramente ti ho letto altre volte ma non ricordo se ho mai dovuto commentarti, ormai dopo un anno di presenza nell'arena comincio a perdere colpi. Mi accodo comunque all'apprezzamento generale, ma voglio anche andare di bastone. La tua prima persona è sempre solida. Rimani però ancora un po' troppo esterno a volte, perdendo qualche occasioncina per dare qualche dettaglio più concreto e succoso o qualche reazione più personale, ma in generale si nota che sei a tuo agio e questo si riflette sull'esperienza di lettura che fila liscia. Per esempio il piede-pneumatico dell Uaz è proprio bella come immagine (e poi mi nomini un Uaz, intenditore!), è quel tipo di dettaglio bello che ti dicevo. Altre volte ti sei accontentato un po' troppo facilmente secondo me.
Per il resto mi è piaciuta l'ambientazione e il finale ha quel risvolto emotivo, quell'immagine di speranza che chiude bene il racconto.
Buona edition!
Il diario, di Cinzia Fabretti
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Ciao Cinzia, se non sbaglio è la prima volta che ti leggo, quindi piacere!
Da un lato mi sento di concordare con chi mi ha preceduto, la tua penna denota una sensibilità profonda e palpabile, un qualcosa che traspare in ogni frase. Come racconto devo dire che mi convince per l'atmosfera generale, per l'idea di fondo, per le immagini forti che crea, per alcuni dettagli molto carini. D'altra parte quando mi fermo a ragionare sorgono spontanee molte perplessità che mi fanno dubitare di aver realmente compreso il tuo messaggio. Ammetto con imbarazzo di non aver colto perfettamente il collegamento del diario con l'attualità della protagonista. Sta fuggendo dalle bombe, giusto? Non trovo però il parallelo con la sua antenata di cinque generazioni prima, un parallelo tra due donne in tempi diversi eppure entrambi di guerra. A un certo punto viene citata la trincea (e alla mente arriva subito la prima guerra mondiale), mentre la protagonista dovrebbe essere nel nostro presente (ma in un punto si nominano le navi spaziali e qualche dubbio può venire), così le cinque generazioni tornano. Avrei capito perfettamente se anche l'antenata avesse dovuto abbandonare la casa a causa della guerra, ma non pare il caso. Insomma la lettura mi ha lasciato l'idea di elementi poco legati tra loro, un flusso di coscienza libero che fatica a legare l'interiorità della protagonista con gli eventi esterni. L'unico appiglio arriva sul finale, sulla voglia di vivere e sulla speranza per il futuro, ma qualcosa non mi torna. Spero che questi dubbi ti siano utili, ma magari ho inteso male io il senso della tua prova.
Buona edition
Le stelle cadono, di Maurizio Chierchia
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Maurizio, felice di ritrovarti in questa nuova era.
Accidenti se mi metti in difficoltà. Sarò brutalmente onesto con te: da un lato in una situazione normale lo considererei il mio racconto preferito di questa edition, dall'altro non so se effettivamente lo metterei in alto in classifica, ci penserò all'ultimo momento. Il dubbio mi viene perché da un alto il worldbuilding che hai accennato mi ha conquistato subito, in soli tremila caratteri hai masso un sacco di roba e comunque il tutto regge non sprofonda sotto il peso del mondo nascosto dietro le quinte. Mi sa che una cosa così la leggerei. Dall'altro lato però effettivamente nel valutare il racconto in questa sfida qualche perplessità ce l'ho. È un mondo incredibilmente religioso, ma non ho capito perché in un mondo così (dove hanno comunque culti simili ai nostri), dove viene insegnato il concetto di paradiso e inferno, la gente dovrebbe dimenticarsi dei defunti. Capisco la fede che rende ciechi (e quindi un mondo al buio), ma perché proprio i defunti? Ti chiedo scusa se non l'ho afferrato.
Tornando all'inizio forse effettivamente si sente la mancanza di spazio, secondo me la storia parte un pochino "tardi" e per come è costruita ho la sensazione che avrebbe dovuto esserci in scena il momento in cui il protagonista "decide" di agire. Ma ci sta, con i paletti la difficoltà è evidente.
Resta comunque una lettura che mi è piacuta a dispetto di tutto, trovo del buon potenziale per una storia, il protagonista outsider che troverà risposta da un altro emarginato, sì sì, si può fare. Poi dico, adesso è un annetto che sono su queste pagine, e devo ammettere che nello stile ti trovo molto migliorato.
Buona edition
White Christmas, di Dario Cinti
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Ciao Dario, ben ritrovato! Sempre contento di leggerti.
Spunti come sempre interessanti, stile pulito e asciutto, bella selezione di dettagli (il lucernario innevato, la peluria del collo, il buffetto frusciante). Con te vado sempre sul sicuro.
Non ho particolarmente apprezzato il ritmo che hai voluto dare al racconto con questa sovrabbondanza di accapo, mi sembra dia una velocità e una frenesia a volte eccessiva. È probabile che tu l'abbia fatto per veicolare lo stato d'ansia della protagonista, ho inteso bene? Però avrei cercato di modularlo un po', magari rimanendo sulla stessa riga quando non vi era uno spostamento di attenzione (non so se riesco a spiegarmi come vorrei, l'orario comincia a fare effetto).
Tuttosommato comunque una prova che fa il suo, anche se secondo me il tuo livello è superiore a quello che hai mostrato in questo caso.
Straight into your arms, di Elettra Fusi
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Ciao Elettra, benvenuta nell'arena! Vedrai che ci sarà da divertirsi, MC sa diventare una droga. L'esordio è un momento emozionante, di scoperta, è come leggere le prime righe di una nuova storia.
Questa tua prima prova non è affatto male, globalmente l'ho trovata un'esperienza di lettura gradevole.
La scelta di condurre la narrazione tramite dialoghi e pensieri è coraggiosa (te ne accorgerai meglio partecipando a più edition) e la considero una "sana follia". Con questa scelta si mettono al centro dell'attenzione le voci dei personaggi a discapito di tutti gli altri dettagli e questo richiede molta bravura nel rendere i dialoghi interessanti e vividi, e tu te la sei cavata discretamente bene, è tutto abbastanza credibile, scorrevole, fluido; si riesce a percepire quasi sempre il tono di una battuta unicamente dal suo contenuto. Un punto mi è parso particolarmente pregevole: quando tramite il pensiero del punto di vista hai presentato alla perfezione la "maestrina iperattiva" hai dato una caratterizzazione convincente e anche un "suono" alla sua voce.
Ci sono comunque dei problemi secondo me che vanno a sporcare il risultato finale. Far entrare in scena il punto di vista tardi genera confusione ed è particolarmente problematico nel tuo caso dal momento che in quattro dialoghi vengono nominati o presentati mamma, cane, bambino 1 e bambino 2 e solo dopo arriva il quinto che capiamo essere il punto di vista. L'inizio secondo me te lo sei giocato malino, in quel momento il lettore non sa ancora stabilire cos'è importante. Sono convinto che nel tuo caso aprire con il punto di vista sarebbe stato più efficace.
Particolare l'uso delle parentesi, secondo me non pulitissimo, ma che in qualche modo portano a casa il risultato anche se in maniera un po' grezza e poco elegante. A tutti gli effetti sembrano dei pensieri nei pensieri (?) o "commenti sui pensieri": fa strano, ma non si può dire che non funzioni o che non veicoli l'intenzione dell'autore. Probabilmente con più tempo e più tranquillità si poteva trovare una soluzione più morbida. Ecco, in generale produrre racconti incentranti sui dialoghi secondo me è molto compicato perché richiede mediamente più "fine tuning", più calibrazione dei dettagli, cosa che non si sposa sempre bene con i paletti della sfida.
Qualche problema con il finale io sinceramente ce l'ho, perché a primo impatto il dettaglio del "gli ci infilo in cacciavite in quel condizionatore se non impara a tenerlo meno alto" mi ha mandato fuori strada da quella poi ho intuito essere la tua intenzione. Interpretare il punto di vista come un'intelligenza artificiale è davvero complesso secondo me se l'unica prospettiva di interazione concreta con l'ambiente è un cacciavite in un condizionatore. Insomma, buon potenziale, penna interessante e qualcosa da limare.
Speranze dimenticate, di Luca Moggia
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Ciao Luca, benvenuto nell'arena!
Proprio un bell'esordio, non c'è che dire, il tuo racconto mi è piaciuto. Però sono del club di quelli che pensano che troppi complimenti fanno male e gli altri ti hanno già accarezzato a sufficienza, quindi cercherò di concentrarmi sulle "mazzate".
Mi fa piacere notare che tu sia consapevole dell'obbrobrio rappresentato dal discorso indiretto buttato lì, va a sporcare un testo con uno stile altrimenti molto omogeneo e funzionale. Si nota proprio che non ci sta bene e se non avessi prima letto i commenti (e un lettore normalmente ti "conosce" unicamente tramite il testo) l'avrei considerata una prova di sciatteria più che un "placeholder" sfuggito a una rielaborazione a causa dell'infame orologio.
Un'altra stecca che ti devo tirare riguarda una certa piattezza che hai dato al tuo punto di vista. Rarissimamente ci fai vedere una sua reazione interiore a quello che accade. Questo è un po' il rischio della terza persona: ci attira fuori dal personaggio, come una telecamera capace di riprendere solo quello che avviene in scena. Però il potere della narrativa è anche la capacità di sondare l'animo umano. Prova a far esprimere di più i tuoi personaggi, tiragli fuori quel che hanno dentro, non limitarti a mostrarne i risultati esteriori.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 23:42
da Pietro D'Addabbo
Racconti tutti buoni e quasi a parimerito, con il guizzo vincente di Speranze dimenticate.
Scusate se arrivo in ultimo e non ho potuto lasciare il tempo di rispondere ai commenti.
1) Speranze dimenticate
2) Fuoco
3) Il pozzo, la serva e il sapiente
4) Muoviti
5) Il diario
6) Le stelle cadono
7) White Christmas
8) Straight into your arms
Straight into your arms
Ho apprezzato il punto di vista del 'corsivo', in particolare la descrizione della madre esausta per l'iperattività dei figli, ma solo dai commenti ho potuto cogliere che non si trattasse di un essere umano. Per tutto il testo, avevo ipotizzato si riferisse ad un individuo maschio con il compito di fare da guida/speaker durante la visita dei due pargoli. D'altra parte, sul finale ci sono due frasi che spingono verso l'umanizzazione, cioè la speranza, quasi da innamorato, che la famiglia ritorni per avere occasione, la prossima volta, di interagire con una madre sveglia. Le ultime due frasi, anche a causa del tutto maiuscolo e dell'inglese, le avevo associate al catorcio di computer senza notare che, come in precedenza i vari 'pensati', fossero in corsivo.
D'altra parte perché il computer dovrebbe pensare in una lingua e mostrare messaggi d'errore in un'altra?
Anche rileggendo alla luce della rivelazione dell'identità del pensatore, non capisco perché debba sperare nel ritorno l'indomani della famigliola. L'AI si è innamorata? Punti poco chiari che penalizzano la godibilità del racconto, nonostante i pregi di una scrittura scorrevole.
White Christmas
Ho un po' faticato a cogliere l'incipit, per il fatto che non mi è stato subito chiaro che il protagonista stava leggendo i due messaggi appena ricevuti invece di ignorarli per autoconcedersi una tregua. Nel tentativo di incastrarli con il resto, sono arrivato a chiedermi se fossero frasi di qualche canzone di Bublè che invece per qualche motivo non ci hai fatto 'ascoltare' attraverso la protagonista.
Dettaglio ottimizzabile, c'è davvero bisogno del cambio di POV finale? Non sarebbe stato altrettanto efficace raccontare di lei che allestiva il presepe sulla propria scrivania, invece di farlo scoprire a due personaggi nuovi?
Ho apprezzato lo stile scanzonato e l'idea di 'animare' le statue del presepe, seppure solo attraverso una allucinazione.
A proposito di 'Daddy's jokes', mi chiedo se sia stata una scelta consapevole esordire con il PLIN PLIN, notoriamente l'onomatopea di una pubblicità di una nota marca di acqua che facilita la diuresi. ;-)
Le stelle cadono
Mi accodo a Rick e ai suoi commenti riguardo la coerenza interna del racconto.
Purtroppo ogni elemento inserito deve reggersi da solo ma anche incastrarsi con tutto il resto.
Rispetto a Rick però aggiungo un altro elemento che mi sembra ancora più importante, sebbene mi sembra non sia stato evidenziato da altri: in questo mondo di credenze religiose, il ragazzo sceglie di diventare outsider perché diventa capace di dubitare delle verità imposte, rivelate e tramandate. Come reazione va ad ascoltare un uomo solitario, dunque dalle idee minoritarie in questo mondo, e prende per buone le sue parole.
La spiegazione che dà il tagliapietra sarà forse coerente con il world building che tu hai concepito, ce la proponi come giusta perché tu, autore, hai deciso che lo è. Ma il protagonista non può saperlo e, se ha imparato a dubitare delle verità propugnate dalla maggioranza, dovrebbe avere anche il buon senso di non prendere per oro colato le parole di un estraneo. Il tagliapietra potrebbe essere l'analogo di un moderno 'complottista', per quanto ne sa il giovane dubitante. Potrebbe essere un mentore assolutamente certo delle proprie opinioni benché esse siano completamente errate.
Il vero 'dubbio' dovrebbe aver bisogno non di una differente campana da cui farsi assordare, ma di prove tangibili per essere risolto. Come San Tommaso con il costato.
Il diario
La scelta della seconda persona mi ha reso complessa la lettura, in particolare l'interpretazione dell'incipit. Hai scelto di partire senza dire cosa il lettore stia chiudendo, come se dovesse già saperlo; lo prepari a un lavoro di cesello e deduzione, ma più sotto cominci la frase con un didascalico "L’autrice del diario". Capisco che serva a togliere finalmente ogni dubbio, a confermare al lettore che sì, quel quaderno con le date è un diario, ma mi sembra rompere la poesia, l'intimità della riflessione. Allora forse tanto meglio dirlo subito, che "Chiudi il diario con lenta tenerezza".
Anche la scelta di usare termini diversi e 'ricchi' (autrice del diario, ragazza con le gonne lunghe, ava che scriveva) per indicare la stessa donna, appesantisce la riflessione facendo far capolino fra le righe alla tua penna fra i pensieri della ragazza moderna. L'antenata poteva essere sempre una 'lei' antica, in contrapposizione alla 'tu' moderna.
Nonostante questi difetti veniali, mi sono piaciute sia la scelta stilistica inconsueta che la riflessione tematica.
Muoviti
Arrivando fino in fondo tutto divento chiaro, in particolare l'intento e le tue scelte autoriali, ma se fossi incappato su questo testo al di fuori di Minuti Contati lo avrei etichettato come 'poesia' alle prime frasi e, cercando invece un racconto, sarei passato ad altro. Le immagini contrastanti che usi, come le piccole pietre che pungono e accarezzano al contempo, mi hanno confermato la sensazione di essere di fronte a un poema, che può essere cosa positiva se era l'effetto cercato: conferire antichità alla narrazione. Una scelta che però non mi ha permesso di empatizzare abbastanza con la protagonista, sentendo troppo te autore dietro ogni parola usata, nonostante l'uso della prima persona per il narratore e l'argomento drammatico/tragico.
Mi costringi a pensare ad una forbice larga nel giudicare la resa del tuo testo, tra gli aspetti coinvolgimento e stile.
Speranze dimenticate
Ti ho letto per ultimo, ma la storia merita la cima. L'ambientazione mi ricorda il film "Ember, la città di luce" ma la declinazione è totalmente diversa e divaga a sufficienza da distrarci dalla 'punch line' finale. Un arrivo più diretto avrebbe forse potuto far intuire la sorpresa, invece mentre tratteggiavi il mondo e il protagonista hai lasciato che la costruzione del racconto nascondesse le semine che hai sparso.
Ottimo lavoro, mi è piaciuto molto.
Fuoco
Il tuo racconto è così bivalente che mi sembra scritto da due autori diversi: uno che si è occupato del world building nel lungo pezzo iniziale, l'altro che ha tratteggiato magistralmente la scena della cena e della 'normalità affettiva' fra i due sopravvissuti, rimasti ancora molto umani nonostante tutto.
Il racconto mi sembrava lento e doloroso da leggere, come l'incedere del cacciatore, e poi invece ha acceso un fuoco di sentimenti. Allora l'ho apprezzato, e ancora di più alla seconda lettura, in cui però sono partito direttamente da "Mia figlia ha sette anni.". L'intera descrizione del pezzo precedente è lì, nelle righe della seconda metà, quel che manca (come lo zoppicare del padre) non è essenziale.
La storia 'accorciata' arriva al bersaglio grosso, sfonda il petto come un colpo di maglio.
Il pozzo, la serva e il sapiente
Carente negli studi classici, non ho riconosciuto se non dai commenti la scenetta, perciò leggendo forse mi sono focalizzato troppo sull'azione e meno sulla metafora. Arrivato al punto in cui racconti che la donna ha sollevato a forza di braccia e da sola lo studioso dal pozzo, mi sono chiesto che corporatura mastodontica dovesse avere questa donna del passato. Parimenti mi sono estraniato dal racconto quando, una volta fuori, è lui ad ansimare invece di lei, sebbene si sia limitato ad aggrapparsi alla corda (lo immagino seduto sul secchio, o con un piede dentro).
Tralasciati questi due dettagli, un'ottimo stile, una bella storiella e una buona declinazione del tema.
In totale piacevole.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: giovedì 28 settembre 2023, 23:47
da antico
Classifiche tutte arrivate, nei prossimi giorni arriverà quella de L'INQUISITORE.
Re: Gruppo DOLOMITES: Lista racconti e classifiche
Inviato: sabato 30 settembre 2023, 17:19
da L'inquisitore
Eccomi! Benvenute a tutte le nuove penne e felice di ricominciare con le vecchie!
Non fatevi scoraggiare dalla mia durezza: faccio il tifo per tutti voi!
CLASSIFICA1. Speranze dimenticate
2. Muoviti
3. Il pozzo, la serva e il sapiente
4. Fuoco
5. White Christmas
6. Straight into your arms
7. Le stelle cadono
8. Il diario
COMMENTIIl pozzo, la serva e il sapiente
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Ciao Agostino! Retelling platonico simpatico, ma con poco mordente, poco da dire, ma ben scritto.
Un paio di appuntini sulla prima persona presente: parte un po' male nelle prime righe e c'è questo pezzo: "Arrivato alla sommità, mi afferra una mano e mi tira fuori" dove quel "arrivato alla sommità" è un racconto a posteriori che stona con l'immediatezza suggerita dal tipo di narrazione che hai scelto. A parte questo tutto bene, direi.
Mi è piaciuta molto la caratterizzazione della serva. Elemento che dimostra la tua conclamata competenza. Trovo che il voler far parlare i personaggi "come allora" sia un po' presuntuso, visto che è davvero difficile conoscere il come avrebbe parlato un servo migliaia di anni fa. Trovo più sensato fare un esercizio di "traduzione" e fare come hai fatto: modificare la parlata in modo da restituire una sensazione più che una realtà storica.
Se fossi riuscito a creare più interesse dietro alla situazione, a costo anche di allontanarti dall'originale, sarebbe stato un buona racconto, ma così rimane un po' in quel limbo dei racconti per esercizio.
Pollice tendente al positivo!
Muoviti
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Ciao David. Scrittura sicuramente evocativa ed efficace per un racconto che è più che altro una scena (3k sono pochi, lo so).
Forse concludere con la frase incriminante avrebbe dato più significato e forza al racconto, ma non sono stato lì a guardare se era facile o possibile farlo.
La formattazione e l'uso di immagini, assieme alla curiosità che susciti rendono la lettura scorrevole e piacevole, ma il finale, molto forte a livello di immaginazione, lascia un po' delusi sul campo del messaggio.
Direi pollice tendente al positivo in modo solido.
P.S. Sei sicuro della punteggiatura nella frase: "Cosa guardate, cosa mormorate, cosa volete da me?""
Fuoco
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Ciao Stefano! Racconto post apocalittico di un padre e una figlia. Stilisticamente hai usato una prima presente che, più che notare quello che le accade, lo racconta al lettore. Scelta che non viene confermata da alcuni elementi come i dialoghi e l'inizio ben focalizzato.
La parte di informazioni in forma di riflessione va quasi bene, sarebbe stata perfetta se fosse stata un po' più breve e giustificata da qualche filo logico o evento che porta alla mente quei precisi pensieri. Così fa un po' infodump. Ti faccio un esempio. Frasi come "Lo guardo con desiderio: io e mia figlia non mangiamo da cinque giorni." è un chiaro esempio di come il punto di vista, più che essere impegnato a vivere ciò che descrive, è impegnato a raccontarmelo.
"le sfioro la guancia. Poi faccio di sì con la testa." Il poi qui non è solo superfluo, ma deletereo perché è una particella che ricorda che stai raccontando. Il narratore ideale per un racconto è la prima al passato. Il presente è più utile per mostrare l'hic et nunc.
Per la trama devo dire che sei stato capace a dipingere bene la situazione, ma non c'è un'evoluzione che giustifichi il nome di "racconto" (almeno come lo intendo io), ma con 3k è davvero dura e vedo che il problema è comune.
Direi un pollica tendente al positivo anche per te, ma sotto Agostino per questioni meramente tecniche.
Il diario
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Ciao Cinzia, benvenuta nell'Arena!
Mi trovo più in accordo coi commenti di Rick e Pietro che non con chi ha semplicemente apprezzato la poesia del tuo pezzo. Si vede che siamo persone che si lasciano confondere meno dai sentimenti (nel bene e nel male), ma ho trovato il racconto molto confuso. Una riflessione interiore in seconda persona? Perché? Non ne vedo il motivo. Crea confusione in un testo che dà molto per scontato e spiega poco. Per farti solo un esempio pescato a caso: "Forse ti scambierebbero per lei, quelli di allora."
Perché pensare una cosa del genere? Secondo quali indizi o evidenze? Anzi, fin'ora ne hai parlato come di una sconosciuta di cinque generazioni prima.
La scelta di raccontare solamente attraverso un flusso di coscienza funziona raramente e, in definitiva, anche qui non ci si trova davanti a un racconto ma a una sorta di poesia. Una riflessione che si fa leggere, ma senza far comprendere il motivo che la anima.
Un pollice ni, per me, curioso di rileggerti in qualche nuova prova!
Le stelle cadono
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Ciao Maurizio! Come nel racconto di Stefano anche qui ritrovo una prima persona presente che non fa al meglio il suo lavoro, pensando più a raccontarmi che a vivere ciò che gli capita. Sul piano "trama" se l'inizio mi aveva incuriosito, non ho gradito il finale: mi è parso frettoloso, poco giustificato e inutilmente drammatico. Un dramma che non hai costruito e non mi ha coinvolto. Mi trovo anche d'accordo con chi ti ha segnalato che sovverti troppe regole senza spiegazioni per chiedere coinvolgimento. Mi pare di aver capito che a causa dei caratteri tu abbia seminato molto e raccolto poco. Chi è il vecchio tagliapietra (meglio una parola come dice Emiliano) e di che si occupa? Perché ci sono le suore? Dove siamo? Quando siamo? Tante domande che non trovano risposta lasciando insoddisfatto il lettore. Direi che, più che altro, tu abbia puntato sull'idea sbagliata per un contest da 3k!
Un pollice ni a questo giro. A rileggerti presto!
White Christmas
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Ciao Dario! Buona costruzione delle frasi e scelta dei dettagli, ma ammetto che ho trovato il testo un po' caotico nell'insieme, faticoso da seguire. L'incipit mi ha confuso molto e tutte queste frasi spezzate senza una vera consequenzialità mi hanno fatto faticare non poco.
Nel finale riesci a costruire un'immagine interessante che fa sorridere. Immagino Veronica che lascia l'ufficio con grande soddisfazione, ma mi rimane una grande confusione sulla situazione generale. Si tratta di un effetto cercato perché siamo nel pdv di una dpersona instabile? In questo caso avrebbe anche funzionato, ma dovresti delimitare la cosa in modo che al lettore sia chiaro.
Nell'insieme un testo che merita un pollice tendente al positivo!
Straight into your arms
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Ciao Elettra, benvenuta in questi lidi!
Con la punteggiatura hai fatto un bel po' di confusione e nell'incipit la situazione non è molto chiara. Non si coglie il protagonista, il sesso del parlante, il contesto, dopo un po' nascono dubbi anche sul narratore che fino alla lettura degli altri commenti non ho compreso.
Tutte queste domande metanarrative distolgono molto dal coinvolgimento nel testo e rendono la lettura più faticosa.
I pensieri in corsivo sono buoni, coerenti e abbastanza ben dosate le descrizioni. Direi che il problema maggiore del racconto sta proprio nel flusso informativo, ma ci sono immagini interessanti, relazioni descritte in modo ricco. Sono certo che con un po' di attenzione in più alla chiarezza potrebbe venire fuori qualcosa di interessante.
Per ora assegno un pollice ni. A rileggerti presto!
Speranze dimenticate
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Ciao Luca e benvenuto nel forum! Molto divertente il finale: tante aspettative hanno idealizzato qualcosa che, quando viene visto, non viene nemmeno riconosciuto.
Buona la struttura del racconto, buona la tecnica. Tutto quanto è chiaro e risulta abbastanza famigliare fornendo il giusto per immaginare il contesto. Direi che è più un racconto d'ambientazione che di personaggi (qualcosa s'intravede anche lì), ma con 3k caratteri si può fare poco e tu hai saputo valorizzarli.
Pollice quasi su per me e curioso di rileggerti!