J. & J. J.

Live di Minuti Contati (autorizzato da Minuti Contati) tenuto a Farfa il 20/09/2015.
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Flavia Imperi
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J. & J. J.

Messaggio#1 » giovedì 24 settembre 2015, 0:27

Una distesa di onde cobalto si estendeva oltre il promontorio, riempiendo l’aria dell’odore di salsedine. La strada era un serpente dalle infinite scaglie di asfalto, su cui aveva sputato sangue e lacrime per oltre un mese. Jesùs asciugò il sudore dalla fronte con gesto stanco, bevve dalla bottiglietta e sospirò davanti ai pochi passi che lo separavano dalla meta. Strinse la mano piena di vesciche intorno al bastone e ripartì. Un gabbiano gli sfrecciò accanto, precedendolo sulla scogliera a picco sul mare, dove planò lento. In cima alla salita, il panorama si aprì all’improvviso intorno a lui, circondandolo di immensità; un mondo oltre il mondo, tanto vasto che l’orizzonto era tondeggiante. Chiuse gli occhi per assaporare il momento.
Ce l’aveva fatta.
Era a Finisterre.
 
— Lo sai, nel Medioevo pensavano davvero che questo posto fosse la fine della mondo — aveva detto con spavalderia a J.J. tanti anni prima, su quello stesso promontorio.
Una vacanza leggera, un viaggio in pullman a fianco a un tipo che non era mai stato il suo, ed ecco che si era ritrovato a cercare di far colpo. Il loro era stato un vero colpo di fulmine, con tanto di momenti imbarazzanti, bocca secca e tutto il resto. In seguito avevano scoperto la stessa passione per i luoghi misteriosi, i viaggi spericolati, le storie dietro a posti e nomi del mondo. Da quel giorno, la sua vita era cambiata per sempre.
 
Adesso era solo.
— Eccomi qui, dove tutto è iniziato, amore mio — disse Jesùs al vento, come se gli stesse consegnando un segreto prezioso. — E dove tutto finirà.
Saltò di roccia in roccia lungo promontorio a picco sul mare, spaventando le salamandre che si rintanavano al suo passaggio, fino al luogo dell’ultimo rito del Cammino di Santiago. Riaccese il fuoco spento con l’attrezzatura a disposizione per i pellegrini, finché le braci tornarono a crepitare, quindi si sfilò i vestiti sudati e li bruciò, uno dopo l’altro, finché rimase nudo sotto il sole tiepido d’inizio primavera. Poteva sentire il dolore e i sensi di colpa dissiparsi ad ogni fiammata, alleggerendogli l’anima, mentre un fumo denso si disperdeva al vento incessante che soffiava da occidente.
Aveva fatto tutto questo per il suo grande amore, finito nello stesso modo in cui era iniziato: un istante inafferrabile, che lo lasciava ancora incredulo.
Era ora di accettare la realtà.
Prese dallo zaino la fotografia di J.J., sorridente e giovane come allora. La guardò un’ultima volta, quasi volesse scolpirla nella mente. La baciò e la gettò fra le fiamme. Il volto di J.J si annerì in modo lento, in un lungo, amaro addio dall’aldilà. Il nero avvolse la mascella squadrata, la barbetta sempre incolta, poi il meraviglioso naso aquilino, finché spense per sempre gli occhi neri, che lo fissavano da un’altra vita.
— Ci siamo amati contro ogni aspettativa. Alcuni malignavano, ci prendevano in giro… invece eravamo perfetti insieme, io e te. “J.&J.J.”, ricordi?.
Jesùs aprì le braccia al cielo e si lasciò carezzare dal vento, abbandonandosi a una folata improvvisa, che gli carezzò l’anima. Infine spezzò il bastone in due con un movimento secco e lo regalò alle fiamme.
— Addio amore mio.
Discese lungo la scogliera, fino all’oceano, e si tuffò fra le onde, mentre il fuoco divorava il legno, illuminando di un rosso incandescente i nomi incisi: “Jesùs &Jude Jones”.


Le storie sono tatuaggi dell'anima

Daniele_picciuti
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Messaggio#2 » giovedì 24 settembre 2015, 14:47

Molto poetica e malinconica la tua storia, usi belle parole, termini giusti per descrivere le azioni e gli stati d'animo del narratore. L'acronimo dei due nomi (Giuda e Gesù) di per sé non aggiunge e non toglie a questo pezzo, che sta in piedi con le proprie gambe. C'è un "orizzonto" da correggere, ma a parte questo tutto fila che è un piacere. Belle anche le immagini che i luoghi evocano nella mente. La migliore tra le tue storie che ho letto finora, mi sembra. Almeno per quanto riguarda MC.

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Polly Russell
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Messaggio#3 » giovedì 24 settembre 2015, 20:22

Come dicevo, solo tu potevi tirar fuori un romance da un tema come la fine del mondo. Una fine del mondo molto personale, ma in fondo ognuno la interpreta come meglio crede.

Una storia struggente e ben contestualizzata. Con un paio di accenni riesci a calarci nel luogo.
Polly

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Flavia Imperi
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Messaggio#4 » giovedì 24 settembre 2015, 20:50

@ Daniele: Wow, addirittura il migliore che abbia scritto? Nonostante i vecchietti dietro di noi che parlavano di quello che si sarebbero mangiati? Hahaha sono contenta.

@Polly: Si potrebbe interpretare in tanti modi. Ho deciso di prendere la tua frase un complimento! XD
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Polly Russell
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Messaggio#5 » giovedì 24 settembre 2015, 20:53

Guarda dove ti ho messo in classifica... Certo che è un complimento!
Polly

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antico
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Messaggio#6 » venerdì 25 settembre 2015, 12:24

Racconto che ha bisogno di una revisione in alcuni punti focali. Cerchi di tenere nascosto fino alla fine l'amore omosessuale, o perlomeno questo si desume da come lo presenti nel finale, ma con quel "tipo" già sveli il tutto al lettore. Quella frase "è ora di accettare la realtà" sembra uno spiraglio a un rilancio futuro del protagonista, ma si brucia gli abiti e si tuffa nell'oceano... Mmh, perché a quel punto bruciare anche la foto? Non poteva portarsela appresso? I colori, le sensazioni ci sono tutte e le trasmetti al lettore, è il tuo talento, ma la forma finale mi è arrivata confusa e irrisolta. Inoltre la questione dei nomi aggrava il tutto perché, anche quelli, li tieni nascosti fino alla fine per poi svelare questo Gesù/Giuda che non trova alcuna motivazione nel testo, arriva per scena, non risulta tematizzata. Pollice NI a questo giro. E direi che il laboratorio ti aspetta... ;)

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Flavia Imperi
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Messaggio#7 » venerdì 25 settembre 2015, 13:20

Grazie Antico, accetto questo giudizio "a ciel sereno" dopo due così positivi, anche se devo controbattere su un punto: "tipo" è di genere neutro. Anche una donna è "un bel tipo", e per tutto il testo ho giocato sulla neutralità.
I nomi si basano su una storia vera, di due uomini che ho realmente conosciuto in Spagna, ritrovati per pura fatalità insieme, chiamati come i due famosi "antagonisti" (Jesus è un nome tipico in Spagna, Jude nei paesi anglofoni!). Ho voluto raccontare quella scena che mi colpì, modificandola ai fini della storia.
Il senso del finale nella mia idea non è tanto il colpo di scena, quanto dipingere un amore che va oltre il giudizio superficiale della gente, oltre le strane fatalità (appunto, i loro nomi, da "nemici") e spinge a grandi gesti (è una scena di purificazione, come tutto il Cammino).
Mi spiace davvero che non ti sia piaciuto e che quindi non sia chiaro come pensavo. Comunque scriverlo è stata un'avventura vera e propria. Ti ringrazio per le critiche e i suggerimenti, vedrò sempre di migliorare.
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antico
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Messaggio#8 » venerdì 25 settembre 2015, 15:09

"un viaggio in pullman a fianco a un tipo che non era mai stato il suo", qui mi sembra chiaro che sia inteso di genere maschile e se così non fosse, a parte che già la formulazione non è bella di suo, beh, allora sarebbe orrida ;)
Detto questo, questo amore che va oltre il giudizio superficiale non arriva proprio, mi spiace. Rimane tutto molto alla superficie. So che posso essere odioso nel ribadirlo, ma sono un convinto assertore del fatto che i racconti non vadano mai letti a freddo, motivo per cui la sera dell'ultimo contest ho frenato chi, appena consegnato, stava prodigandosi in elogi reciproci.
E poi io sono qua per disegnare mappe del tesoro, mica per elargire dobloni, che con la crisi si fa pure fatica a trovarli e li si deve distribuire con maggiore oculatezza ;)

Valeria_Imperi
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Messaggio#9 » martedì 29 settembre 2015, 18:31

Eccomi! So che posso sembrare di parte, eh... Però trovo le parole che sceglie Flavia sempre molto evocative. Due passi e sei lì, alla fine del mondo ad annusare l'aria salmastra. ^_^

Sarà che conosco il discorso alla base di un "rituale" come è il Cammino di Santiago, e quindi comprendo e apprezzo la scena della cerimonia di purificazione, distacco o alleggerimento che dir si voglia, ma per me si amalgama perfettamente al tutto, accompagnando il lettore con serenità verso la fine di un mondo intimo e personale del protagonista ma allo stesso tempo del tutto condivisibile.

Insomma ultimamente tutto ciò che passa dalla tua tastiera diventa romantico, è vero, ma è davvero un piacere vedere il mondo attraverso delle lenti di un sì gradevole tono di rosa! ;)

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beppe.roncari
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Messaggio#10 » venerdì 2 ottobre 2015, 9:58

Ciao Flavia,
Bel racconto che mi ha fatto ricordare quando ho fatto il cammino di Santiago (subito dopo, ironia della sorte, della fine di una storia di amore...) e sono arrivato a Finisterre, bruciando una maglietta a cui ero affezionato (e il sopracciglio di una pellegrina francese ignara... ma questa è un'altra storia...).
A parte la ripetizione di "colpo" e "colpo" a poca distanza all'altezza del "colpo di fulmine" non colgo particolari problemi nella storia.
Una buona prova, ciao, e grazie delle memorie risvegliate! :-)

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