Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

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Jacopo Berti
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Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#1 » domenica 10 gennaio 2016, 16:09

Il corridoio terminò in una stanza bianca e spoglia, senza porte né finestre. Dall'alto si diffondeva un bagliore intenso, verso cui le pareti proseguivano indefinitamente, confondendosi poi nella luce.
Il chiarore cominciò ad attenuarsi. In un angolo, apparvero due paia d'occhi rossi e acquosi; poi due bocche, lividi violetti percorsi da un moto incessante. Si distinsero infine due volti, due bambini: un maschio e una femmina, albini, con tuniche bianche sugli esili corpi. Accovacciati di fronte alla parete bianca, scrivevano frenetici con un gessetto dello stesso colore.
Distolsero lo sguardo da quel che invano avevano vergato, si volsero, proruppero in grida mute: Maia!Maia! Disperati, scandivano a turno quel nome: Maia!Maia...
«Maia? Tutto bene?».
La donna si svegliò di soprassalto, con un singulto. Si accorse di guardare il compagno attraverso un velo di lacrime. Si era addormentata accanto a lui, sul divano.
«Un altro... brutto sogno?» chiese Roberto, carezzandole i capelli castani. Nella sua voce, una malcelata esitazione, un imbarazzo condiscendente.
Lui li chiamava "brutti sogni", un eufemismo che la faceva sentire trattata come una pazza. Maia annuì, addolcendo l'aria di rimprovero. Strinse Roberto in un abbraccio e si accorse di stare tremando solo quando smise di farlo.
Roberto rimase in ascolto.
«Niente. Neanche stavolta. C'è qualcosa che mi blocca» disse secca Maia, e si chiuse nel suo consueto silenzio, fissando un punto nel vuoto davanti al televisore acceso.
Andava avanti così da parecchi giorni: da quando aveva ricevuto quell'incarico, da quando aveva visto quelle foto.

Nemmeno il capitano Coslovich trascorreva notti tranquille, ma non raccontava a nessuno i suoi incubi, ad occhi chiusi o aperti che fossero. Chino sul portatile, cercava di venire a capo di quella brutta storia. La psicologa infantile non gli era stata molto d'aiuto. Ma almeno lo è stata per i bambini, si ripeteva. Non potrei mai avere a che fare con una dozzina di piccoli traumatizzati, intendeva.
Annuiva con gravità, a ritmo di musica. Si tormentava il neo sul collo. Zittì Vivaldi – l'Inverno non è un granché – e tornò ai video. Tanto per scrupolo. Tra i vari testimoni, una soltanto aveva visto almeno qualcosa.
«Ciao, Giulia. Io sono Maia». Era una donna sui trentacinque anni, dall'aspetto abbastanza comune. E faceva di tutto per mantenerlo. Aveva un ottimo curriculum, ma era stata scelta soprattutto perché alcuni anni prima il suo aiuto era stato determinante in un'altra indagine che coinvolgeva dei minori.
«Ciao». Giulia. Bambina precisina con treccine e dentino mancante.
«Ti va se parliamo mentre aspetti la mamma?».
Coslovich cliccò sulla traccia, trascinando il cursore fino al punto che ben conosceva. Minuto 4.12.
«Un uomo tutto nero. Ha preso Serena e Alberto per i capelli e li ha portati via».
«Dove li ha portati?».
«Nel boschetto. Io ero nascosta nel castello».
4.14. «[...]rto per i capelli e li ha portati via». Un altro clic, irritato. 'sto cazzo di mouse!
5.23. «Ma com'era quest'uomo nero? Com'era vestito?».
«Non lo so, basta, ti prego, ho tanta paura».
Poi un pianto a dirotto, abbracci, smancerie.
Fermò la registrazione e tornò all'abbozzo di rapporto, alla parte sugli abiti mancanti: una sciarpa di S. Zotti, un berretto di A. Magris. Secondo i genitori, sottratti dagli armadietti della scuola. Un maniaco, pensava Coslovich. «Un dannato maniaco,» sussurrava, come a convincersene.
Sfogliò a schermo le foto della scena del crimine, senza indugiare sui dettagli cruenti, che conosceva già. Due corpicini scomposti, con graffi e contusioni. Con le gambe rotte, spezzate contro gli alberi al limitare dell'area giochi. Sbattute con una violenza inumana. A poca distanza, i loro scalpi, staccati forse con qualche rozzo strumento.

Distesa sul suo letto, Giulia faceva finta di dormire, ma in realtà ascoltava con attenzione fuori dalla porta, per capire se i genitori fossero ancora lì a vegliare.
Un tenue cigolio. L'anta dell'armadio si aprì a malapena e un'ombra ne suppurò lentamente, come da una piaga. Una sua estremità si protese fino a raggiungere i piedi di Giulia, divenne un naso di segugio, annusò le lenzuola. Poi assunse la foggia di una mano artigliata.
La bambina scalciò per scostare le coperte e si mise a sedere, tutta eccitata.
«Cinque in alto, pugno, cinque in basso.», disse piano. La mano copiò a specchio i suoi movimenti e dall'armadio giunse un inquietante sussurro flautato.
Giulia ormai non si stupiva più di capire la lingua del suo strano amico. Gli rispose soddisfatta: «No, oggi nessuno mi ha tirato i capelli». Esitò civettuola, ghignò scoprendo il buco tra i denti, poi aggiunse: «Qualcuno però mi ha chiesto di te». Dall'armadio, un altro fruscio.
«Sì, questo è suo».

A notte fonda, Demetrio Coslovich è ancora chino sul video. Quando Giulia, abbracciata alla psicologa, sfrega due dita sul maglione della donna per prelevarne qualche fibra di lana, il capitano bofonchia e abbassa lo schermo del portatile. Bambini. Smancerie.

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Ultima modifica di Jacopo Berti il lunedì 25 gennaio 2016, 23:55, modificato 8 volte in totale.


«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

alexandra.fischer
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#2 » lunedì 11 gennaio 2016, 18:59

Ciao, questa tua nuova versione del racconto è molto accurata. Io la trovo migliorata nei dettagli: ad esempio, negli indumenti mancanti di Serena (sciarpa) e Kevin (berretto). Il nervosismo di Coslovich davanti al mouse dispettoso è un pezzo da maestro, dona verosimiglianza alla storia. Anche il finale è da brividi, perché la psicologa Maia sarà la prossima vittima dell’amico di Giulia (uccide seguendo le tracce delle vittime attraverso i loro indumenti). Mi piace questa sorpresa finale: Giulia fa uccidere da questo suo amico-Ombra che vive nell’armadio i bulletti che la prendono in giro e riesce anche a passare da vittima (ai primi sospetti di Maia, però decide di farla sistemare. Dunque, questo si lega anche alla scena iniziale delle due piccole vittime piangenti). Bravissimo.

Refuso: in vano per invano.
Attenzione: l’amico di Serena per Giulia si chiama Kevin, ma per l’ispettore Coslovich è Alberto, dovresti motivare questa differenza (è un soprannome?)

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Jacopo Berti
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#3 » lunedì 11 gennaio 2016, 19:54

Grazie dei complimenti, sono contento di essere riuscito a migliorare. Ho dedicato parecchio tempo a piccole cose.
Vedo che a livello di trama sono riuscito a dire quel che volevo in maniera chiara. Solo un particolare non so se è passato: il collegamento tra il fatto che i bambini tirassero i capelli a Giulia e che l'ombra abbia scalpato i bambini, come una specie di contrappasso.

Grazie anche per la segnalazione dei refusi! Mi sono ricordato all'ultimo di cambiare il nome del bambino come suggerito da Cattivotenente, ma ho cambiato solo l'ultima occorrenza!
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ceranu
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#4 » venerdì 15 gennaio 2016, 23:10

Mi piace più di prima. Ho seguito l'evoluzione di questo racconto e ora lo trovo quasi perfetto. Quasi perché ho una piccola critica da muovere, nulla di che, ma è una cosa che fecero notare anche a me e che alla lunga ha pagato:
Distolsero lo sguardo da quel che invano avevano vergato, si volsero, proruppero in grida mute: Maia! – Maia! Disperati, queruli, scandivano a turno quel nome: Maia! – Maia...

Va benissimo e mi piace, ma io userei un lessico meno ricercato: Invano (lo trovo di troppo), Volsero (non è meglio voltarono?), Queruli (di troppo).
In altri passaggi usi degli aggettivi "superflui" alla narrazione. Spesso questo stile appesantisce la scena. Prova a snellire e a rileggere, noterai che scorre tutto meglio. (La stessa critica mi fu mossa da Cardone, ma lui non fu così gentile. Era in un contest da cui uscii bene dal punto di vista del risultato, ma con le ossa rotte)

Ho un paio di dubbi:
con tuniche bianche sull'esile corpo

Credo debba essere "Su esili corpi"
«Ciao». Giulia. Bambina precisina con vocina e treccine e dentino mancante.

Non l'ho capita. Manca un "disse" prima di Giulia o il punto che segue il nome dovrebbe essere un : ?
Nemmeno il capitano Coslovich trascorreva notti tranquille,

Questo mi sa di narratore onnisciente, ma stona un po' con il resto della narrazione.

Confermo che il racconto mi piace molto, se hai voglia controlla i due appunti che ti ho fatto, ma già così è un ottimo lavoro: CHIEDO LA GRAZIA.

Fernando Nappo
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#5 » domenica 17 gennaio 2016, 10:56

Ciao Jacopo,
decisamente inquietante il tuo racconto. Sono andato a rileggermi la prima versione, e questa mi pare sensibilmente migliore.
Peraltro, condivido gli appunti di Ceranu.
L'unico sul quale metto l'accento è il seguente:
«Ciao». Giulia. Bambina precisina con vocina e treccine e dentino mancante.

Secondo me, o metti un disse prima del nome della piccola, come suggerito da Ceranu, oppure metti in corsivo anche Giulia, così fa tutto parte del pensiero di Coslovich e risulta chiaro che si tratta del capitano che identifica e descrive chi sta parlando in quel momento nel filmato.

Devo ammettere che questa frase mi piace poco:
Annuiva con gravità ma al contempo teneva un ritmo. Si tormentava il neo sul collo.

Il riferimento al ritmo mi sembra poco chiaro e, forse, inutile. Si protrebbe unire alla seguente (tipo: Annuiva con gravità e al contempo si tormentava il neo sul collo) e forse sarebbe più scorrevole. Ma è una mia opinione personale.

Un refuso all'inizio del racconto: gesseto anziché gessetto.

A proposto dei pensieri del capitano, mi piace l'alternanza tra narratore e pensiero di Coslovich tamite il corsivo, come in questo passaggio:
Poi un pianto a dirotto, abbracci, smancerie.


Chiedo la grazia.

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Jacopo Berti
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#6 » lunedì 18 gennaio 2016, 13:07

Grazie a Ceranu e a Fernando per l'apprezzamento e i consigli.
Le osservazioni mi sembrano pertinenti, quindi provvedo a correggere.
Tranne per queste cose, su cui devo ragionare:
- Sugli aggettivi di troppo o desueti: ci sono informazioni che voglio dare e un aggettivo soltanto a volte non basta. Se mi mettessi a dirlo in altri modi, sarebbe ancora più lungo. Sulla presenza di parole appena un po' ricercate, vorrei caratterizzare anche col lessico l'elemento soprannaturale, evidenziandone la distanza.
- Sull'inizio del secondo paragrafo da "narratore onniscente", credo che il problema pertenga alla struttura del testo: cambia personaggio, cambia stile; quella frasetta mi sembra un segnale di stacco adatto.

Sono contento che sia piaciuta l'alternanza corsivo/tondo per mettere in evidenza i pensieri di (o la prosa focalizzata su) Coslovich. Ho dovuto leggere il commento di Cardone per riconoscere che ciò che avevo fatto prima da questo punto di vista non si capiva e che dovevo essere più chiaro. Devo ammettere che sono anch'io soddisfatto di questo piccolo risultato.
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Spartaco
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#7 » venerdì 22 gennaio 2016, 8:44

Come procedono i lavori?
Ho notato che dopo un avvio spumeggiante state battendo la fiacca.
Ricordatevi di Sfidarmi, altrimenti mi annoio!

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Jacopo Berti
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#8 » venerdì 22 gennaio 2016, 12:28

Eh, Spartaco, io il mio l'ho fatto: il racconto a me sta bene così, e ho commentato gli altri racconti.
Attendo solo i commenti di chi ancora non l'ha letto ;)
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Spartaco
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#9 » venerdì 22 gennaio 2016, 13:10

Vedo che ti manca una richiesta di grazia, aspettiamo che gli altri facciano il loro.

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Vastatio
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#10 » venerdì 22 gennaio 2016, 22:02

Ciao,

trovo decisamente migliorata la parte del sogno e le dinamiche tra Maia e Roberto.
Anche la parte del colonnello mi sembra funzionare meglio (solo non mi piace il "Bambina precisina con vocina e treccine e dentino mancante." troppe e. Sei già abbastanza petulante con i vezzegiativi in bocca al colonnello).

Cosa ne penso del mostro già te l'ho detto la volta scorsa, in questa versione riduci il suo carisma in modo considerevole, ma probabilmente fai contento chi vuole sapere tutto.
Avevi la grazia la volta scorsa e ce l'hai di nuovo.

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Jacopo Berti
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#11 » mercoledì 27 gennaio 2016, 10:56

Avendo raggiunto una forma che mi soddisfa nonché tutte le condizioni richieste, a questo punto
SFIDO SPARTACO!
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Spartaco
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Re: Aislinn Edition - Il velo di Maia, di Jacopo Berti

Messaggio#12 » venerdì 29 gennaio 2016, 0:58

Sfida accettata!
Avrai presto mie notizie.

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