Polvere alla polvere (SUPERBIA)

La Special di Marzo, tutta incentrata sul numero 7
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Peter7413
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Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#1 » martedì 8 marzo 2016, 0:28

Polvere alla polvere
(superbia)
Di Maurizio Bertino

Veloce, non abbastanza. Sabbia che scivola sotto le zampette e poi Sole che si oscura, ombra, buio e interminabile istante prima del nulla.
«Al diavolo…» Antonio sposta il piede, il granchio fugge tuffandosi nella bassa onda che si allunga sul bagnasciuga.
«Tutto bene, Antonio?»
«Volevo provare per vedere se anch’io…»
Sole spento e basso sull’orizzonte. Uno splendido, ultimo, tramonto. Antonio si siede sulla sabbia bagnata. Le scarpe gli danno fastidio e lui, una alla volta, se le sfila e le getta lontane, dritte nel mare. Alle sue spalle, urla e rumori di fuga. Disordine, caos.
«Dove ti trovi?», chiede.
«Piemonte, voglio godermela regione per regione, l’Italia. E infine verrò da te, è tempo di rivederci, una volta ancora, non trovi?», risponde la voce dentro di lui.

Lo aveva visto uccidere, quando ancora lo faceva nel modo classico: con il coltello o con lo strangolamento, con martellate o spezzando il collo. Aveva seguito la pista, uno schema incoerente in cui aveva individuato una pur flebile logica, lui, solo tra tutti. Lui, che aveva fatto di quel caso una ragione di vita. Lui, l’unico risparmiato per testimoniare al mondo la sua imminente fine.
Una fabbrica abbandonata, una vita spezzata e Kira, nome assegnatogli durante un fortunato talk show a lui dedicato da una giornalista appassionata di cartoni giapponesi, immobile di fronte al cadavere, tremante.
«Fermo!»
Kira si volse, lo guardò, sorrise.
«Kira…»
«Dimmi.»
«Perché?»
«Perché una volta che ne senti il sapore non puoi più fermarti e ne vuoi ancora e ancora e ancora…» Gli rispose chiudendo il pugno e alzandolo di fronte a se, un alone intorno a esso.
E poi scomparve nel nulla. Fu l’ultimo assassinio nel territorio italiano e fu l’ultima volta che le sue vittime furono, al di la di ogni ragionevole dubbio, solamente criminali.

Le urla continuano alle sue spalle, la gente è disperata, i notiziari hanno smesso di trasmettere. Le ultime informazioni erano arrivate dalla Cina, poi il silenzio, come da ogni altra parte del mondo.
«Sai che ora posso teletrasportarmi? Prima era la supervelocità, come quella volta che mi hai beccato in quella fabbrica, ricordi?»
«Mi stai dicendo che per acquisire il teletrasporto bastava sterminare tutti i cinesi? A saperlo prima…», risponde Antonio, sarcastico.
«Non dico quello, magari è solo una questione di numeri e il teletrasporto stava a tot miliardi di vittime, quello non so dirlo neppure io. Certo è che dopo gli americani ho imparato a comunicare telepaticamente con te, con i tibetani sono diventato più meditativo e dopo gli africani mi sono sentito più… selvaggio.»
«Ti appresti a sterminare la razza umana e mi scadi in queste considerazioni da terza elementare?»
«Sarà la sensazione di appagamento che ti prende quando stai per completare un’opera, che ti posso dire… Finita ora la Lombardia e il resto del Nord Italia, arrivo tra poco…»

Una notte se lo trovò in camera da letto, seduto sul davanzale, novello Peter Pan.
«Antonio, lascia stare la pistola, lo sai che è inutile.», gli aveva intimato.
«Cosa vuoi?»
Kira lo guardò, poi volse lo sguardo verso l’esterno.
«La vita è meravigliosa, così ricca, così piena…»
«E perché la sottrai alle tue vittime?»
«Non sottraggo nulla, continuano a vivere in me, si trasferiscono in me, dentro me c’è il tutto ed è così appagante…»
Un lampo in lontananza, rimasero in silenzio ad ascoltare la pioggia che cominciava a colpire la terra.
«Kira…»
«Dimmi.»
«Come hai iniziato?»
«Schiacciando un insetto, un brivido. Poi un cane, una scossa.»
«E poi l’uomo»
«Non appena chiudo gli occhi di qualcuno, li faccio miei, vedo e sento e penso come lui. Moltiplicalo per dieci, cento, mille, un milione e un miliardo. Dentro di me c’è il tutto.»
«Perché lo stai facendo?»
«Perché non posso fermarmi: il tutto richiede il tutto. La conoscenza che sto acquisendo, quella dell’intera umanità in un corpo solo, lo immagini?»
«No…»
«E infatti non si può neppure lontanamente immaginare, ma lo sentirai, lo proverai. Quando verrò per prenderti, entrerai nel tutto e io sarò il tuo Dio.»

«Eccomi.»
Antonio non si muove, lo sguardo fisso sul mare. Le urla alle sue spalle, cessate. Il caos, sparito. Silenzio, solo il rumore delle basse onde.
«Ti spiace se mi siedo vicino a te?»
«Chi sono per rifiutare la compagnia dell’unico altro uomo rimasto sulla Terra oltre a me? Perché siamo gli ultimi, vero?» risponde Antonio.
«Fammi controllare se mi è sfuggito qualcuno… No, nessuno. Sì, siamo rimasti noi due anche se, tecnicamente, di uomo ci sei solo tu, io sono un Dio.»
«Un Dio… Sembri crederci davvero.»
«Credere in Dio è un tuo dovere, a me basta sapere di esserlo e averlo dimostrato all’umanità intera che ora, dentro di me, mi venera e mi adora.»
«Sei pazzo.»
«E tu chi sei per giudicare un Dio?»
«Sei un Dio che uccide.»
«Morte è rinascita e ora tocca a te.»
«E poi cosa farai, qui, solo?»
«Ancora non hai capito, non sarò mai solo.», conclude Kira toccando Antonio.

Un urlo, sfrenato, di gioia, che si espande dalla spiaggia fino all’entroterra e al mare, fino all’intera Terra. Un urlo che, però, si trasforma, cambia di tonalità e diviene angoscia, dolore. C’è consapevolezza in quel lungo e profondo lamento, c’è sconfitta, rabbia, sdegno, incredulità e infine rassegnazione. Il corpo dell’ultimo uomo sulla Terra, colui che si credeva un Dio, ha ceduto. Aneurisma, infarto, non ha importanza, un corpo è un corpo e un uomo è un uomo e infine muore. E se, per assurdo, un uomo, anche solo uno rimasto in vita, magari sulla Luna o su qualche navicella spaziale, inesistente, in giro per chissà quale ricerca si voltasse verso la Terra in quel preciso momento, la vedrebbe tirare un sospiro di sollievo, di liberazione, quasi beato, proprio nell’istante in cui il granchio, tornato a riva, si avvicina al corpo dell’umano chiamato Kira e, con un pizzicotto, s’accerta che sì, gli umani, questa volta e per davvero, hanno proprio smesso di rompere le palle.



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maria rosaria
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#2 » mercoledì 9 marzo 2016, 14:29

Ciao.
L’essere umano è superbo. Questo è poco ma sicuro. E lo dimostra continuamente, quando crede di poter controllare ogni cosa, anche quelle impossibili da controllare. La natura, per esempio. Che magari riesce a distruggere ma che alla fine gli si torcerà contro eliminando la specie umana dalla faccia della terra.
Questo mi sembra il messaggio che hai voluto lasciare con questo racconto, in alcuni punti un po’ ermetico ma che dal titolo già rende l’idea di dove vuole andare a parare. Anche il tema mi sembra centrato: la morte degli altri permette la sopravvivenza di uno che però farà comunque una brutta fine.
E’ un racconto suggestivo che mi ha affascinato molto e i cui unici limiti sono, forse, l’eccessivo ermetismo e qualche lieve difficoltà che ho avuto a passare da un personaggio all’altro durante i dialoghi.
Maria Rosaria

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Vastatio
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#3 » giovedì 10 marzo 2016, 21:32

Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-superbia: ci sta. Sia che si veda come protagonista principale Kira, sia in una accezione più ampia dell'umanità che si sta autodistruggendo.
-Mors Tua: sicuramente richiamato nella chiosa finale (la Terra che giova del termine dell'umanità), nel resto un po' forzato e "letterale" se dobbiamo ascriverlo a Kira.
Per quanto riguarda il racconto sono combattuto: ci sono elementi che me lo fanno apprezzare e altrettanti che mi fanno storcere il naso.
In primis un antieroe con un potere mostruoso, divino, che non da scampo e, nella sua mente da pazzo, non può che portare allo sterminio dell'umanità. Niente lieto fine. E mi piace, è coerente col mostro che crei.
Di contro bisogna anche "dargli d'ufficio" pari poteri difensivi o non si spiegherebbe perché, a un certo punto, non abbiano deciso di nuclearizzare un po' di suolo per estirpare la minaccia.
Il riferimento a Death Note è più che evidente (per chi lo conosce), l'imbeccata sui cartoni giapponesi forzosa. Che gusto c'è a trovare citazioni od omaggi se mi accompagni per mano e me li indichi.
Ti giochi il "pazzo", quindi qualsiasi cosa tu gli faccia dire è per forza vero, nella realtà del racconto: gioco facile. Il level up di poteri in base al count uccisioni lo trovo deprimenti, forse c'era qualcosa da trovare, ma non sto giocando alla caccia al tesoro o, concedimi, non ne ho voglia.
Si passa da A a B senza nulla che sorprenda od emozioni una volta assimilata l'idea.
Se il tuo intento era fare critica sociale, l'ennesima denuncia all'umanità che va autodistruggendosi,impotente (Antonio), nemica di se stessa puoi aver anche centrato l'obiettivo, ma mi distrai per tutto il tempo senza riuscire ad emozionarmi col tuo Kira/DOc Manhattan.

Andrea Dessardo
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#4 » venerdì 11 marzo 2016, 0:55

Ok, la fantascienza, ma immaginare le gesta di uno che fa fuori in pochi mesi sette miliardi di persone continuando ad accrescere esponenzialmente i suoi poteri, mi riesce un po' difficile: la narrazione è sospesa in una fantastica realtà parallela, ma ciò non basta, secondo me, a giustificare la totale assenza di riferimenti a fatti plausibili, ad esempio l'organizzazione di forme di resistenza, o semplicemente lo smaltimento di sette miliardi di cadaveri, che anche se non sembra, sono piuttosto ingombranti.
Il racconto tutto sommato mi è piaciuto, anche se il contesto è così assurdo da rendere difficile giudicarlo, perché gioca in un campo sconosciuto.

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Peter7413
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#5 » venerdì 11 marzo 2016, 9:05

Aspetto ancora qualche commento prima di dire la mia, ma quello che è certo è che le critiche sono sempre uno sprone pazzesco a fare meglio e che quelle che sto ricevendo in questa edizione mi ricordano perché mi manca tanto non poter partecipare regolarmente.
Quindi grazie a tutti!

Luchiastro
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#6 » venerdì 11 marzo 2016, 11:30

Ciao Maurizio,

La doppia tematica c'è: prendere la vita degli altri garantisce al protagonista di valorizzare la propria superiorità.
Ogni tanto, però, si fa fatica a capire il passaggio da un personaggio all'altro e alle volte anche il cambio di scena sembra un po' troppo legnoso. L'inizio e soprattutto la chiosa finale sono le parti migliori del racconto, in mezzo c'è un po' da lavorare.

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#7 » sabato 12 marzo 2016, 20:47

Ciao Maurizio,
riguardo ai temi, quello della guest mi pare rispettato, col finale nel quale la terra giova della fine dell'umanità, e quello autoimposto che si rispecchia in Kira che si crede Dio, così come nell'umanità che tratta il pianeta dove vive come fosse una sua proprietà.
L'idea di un essere che assimila i poteri di chi uccide non è una novità, anche se nel tuo racconto ha la sua ragion d'essere che si concilia col tema ecologista del tuo racconto.
Ho trovato un po' difficile seguire il passaggio tra i due protagonisti, inoltre non mi è ben chiaro perché le persone urlano e scappano: sono gli ultimi umani e fuggono da Kira che li sta assimilando? Inoltre non mi è chiaro il rapporto tra Kira e Antonio, che sembra si frequentassero già prima che Kira prendesse a compiere la sua missione.
Scritto bene, ma con alcuni punti che, nonostante le riletture, non sono riuscito a chiarirmi.

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Jacopo Berti
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#8 » sabato 12 marzo 2016, 20:57

Ciao Maurizio,
Cominciamo con le citazioni: non avevo idea di chi fosse Kira prima di andare a controllare: ho dovuto perché il tuo testo lo dava per scontato ("nome assegnatogli durante un fortunato talk show a lui dedicato da una giornalista appassionata di cartoni giapponesi"): e devo ammettere che dà un po' fastidio. Ben mi sta: mi rendo conto quanto possano dare fastidio le cose che interessano e piacciono a me, che inserisco nei miei racconti e che mi aspetto la gente vada a cercare (icone acheropite e quant'altro).
D'altra parte, invece, ho apprezzato il riferimento Wellsiano alla fine dell'umanità che lascia il posto ai granchi. Non ho idea se sia voluto, ma per me è lì e basta. Così come leggo, nel tuo testo, un po' degli "higlander" (però - ci tieni a sottolinearlo - niente immortalità), e, per passare a cose più recenti, il film "The one".
Concordo col Vastatio e con Andrea quando dicono che hai forzato veramente troppo la verisimiglianza.

Ecco, quanto detto sopra illustra anche una sensazione che ho avuto leggendo il tuo scritto. Vastatio mi trova d'accordo quando dice che c'è una rivelazione dietro l'altra ma queste non destano né emozione né sorpresa. Ho come l'impressione che tutta la parte in mezzo (si salvano il primo e l'ultimo paragrafo) sia qualcosa di cui scrivere, o da cui sviluppare altro; non qualcosa da leggere così com'è. Una scaletta per un racconto più lungo o il riassunto di un film.

Il tema della superbia c'è, è fin ostentato quando il protagonista si definisce "Dio". Ma lo rivela anche - meno lampante e più interessante - nel volere uno spettatore adeguato (investigatore che aveva seguito il suo caso dall'inizio, credo) per la sua folle impresa.
"Mors tua vita mea" è meno diretto. O si parla della morte del genere umano che consente poi alla terra di vivere, oppure - cosa molto probabile, e che mi piace - quel "vita" è inteso come "vita piena", una condizione di esistenza e di potere di cui, una volta che si sia assaporata, non si può più fare a meno.

Complessivamente, mi lascia un po' insoddisfatto.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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alessandra.corra
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#9 » mercoledì 16 marzo 2016, 12:06

Ciao Maurizio,

non posso che apprezzare il riferimento a Kira, personaggio principale di Death Note, da sempre uno tra i miei anime preferiti.
Ma veniamo al racconto… La vicenda fantastica che hai utilizzato si presta molto bene per questo affresco triste, quanto vero: l’uomo è spesso tanto arrogante da sentirsi onnipotente, dimenticandosi, ahimè, di essere poi solo un essere mortale.
Ottimo e simpatico il finale, con il granchio che sogghigna pregustando un futuro senza più umani in circolazione.
Ciò che invece funziona un pò meno sono alcuni passaggi che a volte risultano di difficile comprensione. Forse il problema sta nel fatto che i personaggi si intercalano in modo non troppo chiaro; o che, passando da un momento temporale a un altro, si è costretti a tenere sempre elevata l’attenzione per non perdersi qualcosa per strada, appesantendo però così leggermente la lettura.
Nel complesso, un racconto molto affascinante, ma reso non al massimo del suo potenziale.

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AmbraStancampiano
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#10 » mercoledì 16 marzo 2016, 12:08

Ciao Maurizio,
La figura di un antieroe assoluto che vuole sterminare il genere umano per un fine superiore e anche condiviso da molti altri umani è sicuramente affascinante, ma ho trovato il riferimento a Deathnote un po' eccessivo e troppo presente; mi ha anche infastidita l'accostamento del nome giapponese di Kira a quello, italianissimo, di Antonio.
Forse perché sono stata una fanatica di deathnote ai suoi tempi, ma vedere una vicenda molto simile e con un protagonista omonimo ambientata in piemonte mi ha un po' destabilizzata.
Da brava amante dei classici giapponesi, sto ultimamente riguardando la versione integrale di Dragonball Z, e devo dire che la seconda caratteristica di Kira, l'assimilazione delle anime di coloro che uccide, ricorda proprio alcuni supercattivoni che si contrappongono a Goku e soci (Cell e Majin Bu). Poco male, è una buona caratterizzazione e un movente ulteriore per il tuo superassassino, però a questo punto l'ambientazione realistica comincia a stonare davvero troppo. In più, non sono sicura di capire bene perché un killer che vuole sterminare l'intero genere umano e che - a quanto pare - può uccidere più persone contemporaneamente con la sola forza del pensiero, senza vederle e senza saperne niente, dovrebbe andare avanti regione per regione e rendere conto del suo operato a un tizio di nome Antonio di cui sappiamo solo che è l'unico amico/nemico di Kira perché ha indagato su di lui.
Insomma, mi sfugge tutto sulla natura di Kira e del suo potere, sul passato di Antonio e sul loro rapporto. Serve un background, ci serve capire qual è l'ostacolo o il punto debole di Kira. Il conflitto qui è solo "parlato", e apparentemente non c'è nessun motivo per cui questa divinità non dovrebbe semplicemente schioccare le dita e distruggere il genere umano, invece di parlare e procrastinare quasi attendendo l'aneurisma che infine lo coglie.
Il tono è epico al punto giusto, la voce di Kira è credibile anche se in alcuni punti si perde un po'; ti segnalo un passaggio in particolare:
Peter7413 ha scritto:«Ti spiace se mi siedo vicino a te?»
«Chi sono per rifiutare la compagnia dell’unico altro uomo rimasto sulla Terra oltre a me? Perché siamo gli ultimi, vero?» risponde Antonio.
«Fammi controllare se mi è sfuggito qualcuno… No, nessuno. Sì, siamo rimasti noi due anche se, tecnicamente, di uomo ci sei solo tu, io sono un Dio.»

Uno che si crede un dio (e che sostanzialmente sta giocando col cibo come fanno i gatti) non chiederebbe mai a una vittima se "le spiace" che si sieda vicino a lei; anche quel "fammi controllare... nessuno" suona davvero male: come fa a non sapere se sono davvero tutti morti? Li ha sterminati lui. Anche come atteggiamento è fallace, se lui ci tiene a sembrare una divinità perché dovrebbe fingere una fallibilità che non ha?
Insomma, anche se interessante, un protagonista/antagonista che non presenta punti deboli e che stermina il genere umano ma senza dirci come (ed è l'unica cosa che non ci dice perché per il resto parla un sacco) IMHO non mi convince proprio :/
I temi sono entrambi rispettati comunque, e a parte quel passaggio la scrittura non è male.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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patty.barale
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#11 » mercoledì 16 marzo 2016, 13:44

Ciao Maurizio,
Che bello rileggerti!
...però che fatica! Un brano criptico, carico di riferimenti extra testuali che in parte ho potuto cogliere grazie a ricerche in rete (e sicuramente ne ho colto solo la parte superficiale, immediata e non certo i possibili contenuti profondi) e in parte sono rimasti oscuri.
In alcuni punti ho avuto difficoltà ad attribuire i dialoghi, proprio come mi hanno un po spiazzata i salti temporali.
Lo stile è adeguato al tema, il finale cupo, senza speranza, ma capace di strappare un sorriso, ma nel complesso mi trovo in difficoltà a valutare, proprio perché mi sembra un testo diretto ad habitué del genere (sono talmente ignorante che non so nemmeno come definirlo!)
I temi sono rispettati.
In ogni caso è stato un vero piacere ritrovarti da questo lato della barricata!

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Andrea Partiti
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#12 » mercoledì 16 marzo 2016, 15:10

Sono combattuto, questo racconto è piaciuto, ma c'è qualcosa che mi disturba e non capisco esattamente perché.
C'è la superbia, su diversi livelli di lettura, ognuno può scegliere il suo. Il tema non vizioso l'hai inserito bene nella dinamica di assorbimento delle sue vittime, in senso letterale. Il tuo Kira si nutre di chi uccide, guadagnandone di vitalità, potere.
Trovo particolarmente ben riuscito questo rapporto ambiguo tra i due personaggi, ha uno spessore e un passato che si percepiscono molto bene.
Passiamo alle critiche!
Il funzionamento additivo delle uccisioni, con cui leghi la razza delle vittime al potere che si sviluppa, mi sembra un po' forzato, come se fosse una battuta inserita in un racconto dai toni generalmente seri. Penso che dovresti pensarci su a mente fredda, se riprenderai in mano il racconto.
Mi disturba anche un po' che non tornino gli ordini di grandezza. Se Kira uccidesse una persona al secondo, senza fermarsi mai, gli ci vorrebbero 234 anni per sterminare la razza umana (supponendo che la parte "non uccisa" resti costante e non si riproduca). In un anno non finirebbe neppure l'Italia, e in generale un assassino da solo, se deve uccidere a mano una persona alla volta, non riuscirebbe a tener dietro alla cricetitudine umana. Potrebbero essere di più, gli assassini, in competizione per diventare più potenti e assimilarsi a vicenda? Snaturerebbe troppo la dinamica?

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Linda De Santi
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#13 » mercoledì 16 marzo 2016, 21:56

Ciao Maurizio, serve almeno una doppia lettura per apprezzare il tuo racconto: ti confesso che, a una prima lettura, ho fatto fatica a seguire la storia e a riconoscere le voci nei dialoghi. A una seconda rilettura ho potuto apprezzare meglio l’idea, il modo in cui hai sviluppato la vicenda e le sue virtù più evidenti, fra tutte, la delicatezza e la magnifica atmosfera sospesa che permeano la storia.
Con il riferimento a Death Note vinci facile perché è uno dei miei manga preferiti. Tuttavia, il racconto è migliorabile in diversi punti. C’è un uomo che sta uccidendo tutti gli appartenenti al genere umano, mi sembra strano che nessuno tenti di fermarlo: Kira sembra procedere indisturbato fino al compimento dello sterminio globale, senza che venga fatto cenno alla minima resistenza. Va bene che oltre alla conoscenza ha acquisito anche dei superpoteri, ma forse il tutto è un po’ fuori proporzione.
Potrebbe essere interessante fare un accenno al fatto che gli uomini si stanno impegnando da soli a estinguersi in un mondo precipitato nel caos, pieno di guerre, calamità, carestie (di questo sembra esserci un accenno all'inizio del penultimo paragrafo, ma è un po' flebile).
Nel complesso mi è piaciuto e trovo che abbia un bel potenziale, vale assolutamente la pena tirarlo fuori! :)

Zebratigrata
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#14 » giovedì 17 marzo 2016, 23:54

La superbia c’è sicuramente, il ‘mors tua vita mea’ c’è in una maniera un po’ deviata, perché ogni morte del protagonista arricchisce la sua vita: sicuramente l’interpretazione più originale dell’edizione!

Mi piace come usi l’ultimo sopravvissuto, l’amico, per instaurare un dialogo e raccontarci la storia e il delirio del tuo uomo-dio; solo nell’ultimo pezzo la narrazione si appesantisce un po’: buono lo stratagemma del granchio per chiudere il cerchio e alleggerire un po’ il finale.

L’unica nota: il paragrafo in cui parli del soprannome Kira. Appesantisce, è più confusa del resto, e non porta molto al lettore. Ho il sospetto fosse al servizio di una compiaciuta citazione :-D ma andrebbe rielaborata o eliminata a mio avviso. Kill all your darlings, diceva qualcuno.

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eleonora.rossetti
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Re: Polvere alla polvere (SUPERBIA)

Messaggio#15 » venerdì 18 marzo 2016, 11:26

Ho apprezzato questo Kira deathnottiano che uccide per essere qualcosa di più “assorbendo” gli altri, per poi crollare tradito dal suo stesso corpo mortale. Ho intravisto un doppio sviluppo del tema, sia nella figura di Kira, che stermina i popoli per la sua ascesa allo stato divino, e in quella del granchio che alla fine, con la frase a effetto finale, è l’unico vero vincitore. Tema della superbia centrato in pieno. Qualcosa c’è da perfezionare (c’è un’incongruenza, nel flashback cita l’ultimo assassinio in territorio italiano, ma ora Kira è in Piemonte a sterminare gente...), soprattutto il suo tallone d’Achille, almeno per me, ovvero il distacco tra presente-passato-presente-passato-presente, che alla prima lettura non mi ha fatto seguire subito il filo. Alla seconda rilettura ho inquadrato meglio. Forse avrei tenuto i flashback concentrati in una sola tranche, es. presente (per introdurre la situazione)-passato-passato-presente-presente, ovviamente sistemando i passaggi tra i paragrafi. Prova a rivederlo in questa chiave, IMHO sarà perfetto. ;)
Bell’idea comunque!
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