BMW (Superbia)

La Special di Marzo, tutta incentrata sul numero 7
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AmbraStancampiano
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BMW (Superbia)

Messaggio#1 » martedì 8 marzo 2016, 0:33

BMW
di Ambra Stancampiano

Il giorno che sono andato a prendere la BMW c’era un sole giallo e cattivo. Guardavo dallo specchietto della vecchia 127 lo squallore del rione in cui sono cresciuto con un fremito su per lo stomaco: potevo farcela, ne stavo uscendo.

Il venditore mi ha fatto firmare un sacco di carte e ha preteso documenti e buste paga, poi mi ha consegnato le chiavi. Scintillavano.
La BMW mi aspettava nel garage, bellissima come la donna della tua vita quando la immagini da ragazzino. Il commesso ha disattivato l’antifurto col telecomando, quel bip bip mi è sembrato più dolce del suono di un’arpa. Sono salito sull’auto, mi sono lasciato avvolgere dall’abbraccio degli interni in pelle, mi sono guardato intorno: quella era la mia macchina. Neanche colei che si sentiva padrona della mia vita poteva interferire. Era la prima cosa solo mia a parte il lavoro con cui mantenevo entrambi in quel quartiere di merda.
Mi sono guardato allo specchietto, ho sfoderato il mio sorriso da venditore; inutile rovinarsi la giornata con quei pensieri, a mamma la macchina sarebbe piaciuta.

Al mio ritorno tutto sembrava più bello, perfino le baracche in misto cemento e lamiera attaccate ai pali della corrente per rubare la luce al comune.
La BMW mi faceva sentire una spanna al di sopra del degrado che mi circondava, mentre la gente affacciata alle finestre e ai balconcini si passava la notizia che “Micuzzu, u figghiu da ‘za Tana, si fici i soddi” più velocemente dei miei 90 cavalli.

Quando mi sono fermato nel cortile davanti al palazzone in cui abito, si era già formata una piccola folla di curiosi che voleva vedere la macchina, toccarla, specchiarsi nella sua vernice nera lucida. Qualcuno mi ha fatto i complimenti, ho intuito con la coda dell’occhio la zia Assuntina del piano di sopra mollare un sonoro ceffone al figlio maggiore, che non aveva mai voluto seguire il mio esempio e studiare.
Ho visto mia madre sbucare dall’ingresso del palazzo e avvicinarsi lentamente alla BMW, la folla è ammutolita. Raramente ‘za Tana lascia la cucina del suo bilocale, se non per andare in chiesa.
Mamma si è fermata a qualche passo dalla macchina e l’ha squadrata. Mi sono avvicinato a lei, impettito dall’orgoglio:
- Ti piace mamma? L’ho presa a rate con l’azienda.
La vecchia mi ha guardato, sospettosa:
- Troppi soldi. - ha mugugnato.
- Possiamo permettercela. - Ho mentito col mio miglior sorriso. - Guardala meglio, avvicinati!
Senza smettere di fissarmi, mamma si è avvicinata di qualche altro passo alla BMW, ha alzato una mano e ha timidamente toccato lo sportello. E’ partito l’antifurto.
Il suono acuto l’ha colta alla sprovvista, è balzata all’indietro ed è inciampata, cadendo col sedere sullo sterrato del cortile. Sono accorso in suo aiuto, lei urlava come una gallina spennacchiata:
- Maria! Maria! Male mi sento! E’ il demonio, c’è il demonio là dentro!
Mi sono ricordato del telecomando, ho disattivato l’antifurto e l’ho aiutata a rialzarsi. Mi ha coperto di improperi, dichiarando che non sarebbe salita su quella diavoleria finchè non l’avessi fatta benedire dal prete.

Non so che rapporto abbiate voi coi preti, il mio non è eccelso. Sostanzialmente facciamo lo stesso lavoro: crediamo ciecamente in un prodotto che cerchiamo di vendere a più gente possibile. Solo che il loro prodotto non mi convince, richiede un eccessivo investimento di energie.
Mia madre invece li adora, e passa tutto il suo tempo china sugli inginocchiatoi o a spettegolare nel confessionale con padre Giacomo, che ora è seduto qui di fronte a me e mi guarda con un sorriso largo e unticcio. La voce del mio arricchimento è giunta fino a lui:
- E quindi ti sei fatto la macchina, Micù? Complimenti.
- Grazie padre, ma l’ho solo presa a rate.
- E pensare che tua madre era così arrabbiata quando hai lasciato l’università, non credeva che avresti trovato un lavoro così buono.
- Be’, la BMW mi serve per lavorare, ma ancora sono agli inizi…
- Bravo ragazzo! La modestia è una gran virtù! Ma non bisogna mai vergognarsi di ciò che si ha, se lo si condivide con gli altri…
- Certo...
- Ma veniamo a noi, tua madre era molto agitata quando mi ha telefonato. E’ vero che la BMW si è messa a urlare come fosse posseduta appena lei si è avvicinata?
- Ma no! E’ solo scattato l’antifurto.
- Sai che tua madre è molto sensibile, e comunque è giusto far benedire le cose importanti, è un modo per rendere partecipe il Signore delle nostre vicende quotidiane.
- Veniamo al sodo, padre: quanto mi costerà?
- Non posso accettare denaro per una benedizione, solo opere di bene.
Padre Giacomo ha indicato il soffitto; all’inizio ho pensato che volesse intendere che tutto dipendeva da un bene superiore, poi ho capito che invece indicava proprio il soffitto. Tre giorni prima mamma mi aveva detto che il manovale gli aveva chiesto 500mila lire per rifarlo.
Sono scattato in piedi, furioso:
- E quattro gocce d’acqua dovrebbero costarmi mezzo milione? La benedizione me la faccio da solo o la chiedo al mio cane!
Ho sbattuto la porta alle mie spalle con un certo piacere: coi clienti non posso farlo.

Mia madre mi aspettava di guardia alla finestra come un mastino; tempo di aprire lo sportello e ho sentito la sua voce isterica investirmi:
- Disgraziato! Mi ha telefonato padre Giacomo. Sei la mia vergogna!
Tutto intorno la gente ha alzato gli occhi da ciò che stava facendo per affacciarsi alle finestre e godersi la scena.
Ho finto di non accorgermene, mi sono inginocchiato alla finestra e l’ho guardata con l’amore e la disperazione di quelli che hanno capito tutto di Catullo, e odiano e amano la stessa donna che è anche la loro madre; ho tolto il telecomando dalla tasca e gliel’ho mostrato:
- Ascoltami, mamma: quello che ti ha spaventato è l’antifurto, che dipende da questo telecomando; ma se io lo rompo - ho gettato sullo sterrato il telecomando e l’ho calpestato - l’antifurto non funziona più.
Ho dato una bottarella allo sportello, per dimostrare che il demone aveva abbandonato l’automobile per sempre. Mamma mi ha guardato, seria:
- Se non fai benedire quella cosa, stasera non rientrare a casa.
Ho urlato:
- Basta! Mi hai rotto i coglioni! Sono stanco di te e dei tuoi ordini. Io ora salgo, faccio le valigie e me ne vado! Tu non mi permetti di vivere!
Lei è sbiancata, ha avuto una sorta di mancamento che l’ha portata un po’ troppo vicina alla finestra, gli occhi vuoti:
- Come hai potuto mancarmi di rispetto così?
E’ caduta, scomparendo alla mia vista. Tutti coloro che avevano assistito si sono messi a parlare nello stesso momento, le loro voci sono esplose nella mia testa mentre correvo per le scale.

Mia madre giaceva accanto al davanzale, il respiro debole. Sono corso al telefono, ho chiamato il numero di emergenza: occupato.
Ho guardato verso il soffitto, come a cercare quel bene superiore di cui non c’era traccia nell’ufficio del prete; in quel momento ho sentito la voce della mia BMW, che si accendeva alle carezze di un altro.
Sono corso alla finestra giusto in tempo per vederla svoltare l’angolo e sparire per sempre dalla mia vita.


Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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maria rosaria
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#2 » mercoledì 9 marzo 2016, 14:42

Ciao
Il tuo racconto è scritto molto bene. Conferma il tuo stile impeccabile, almeno dal mio modesto punto di vista. Detto ciò non mi resta che commentare l’aderenza al tema e al peccato. Per quanto riguarda il peccato (la superbia) mi sembra che tu lo interpreti, spero di non sbagliare, come la voglia di rivalsa di un ragazzo che usa la sua auto per dimostrare che è meglio degli altri. Può starci.
Anche lo sviluppo del tema, “Mors tua vita mea”, mi sembra corretto anche relegato solo nelle poche righe del finale: della svista del protagonista approfitta qualcuno che ruba la sua BMW.
Nel complesso un bel racconto.
Maria Rosaria

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AmbraStancampiano
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#3 » mercoledì 9 marzo 2016, 17:26

Ciao Maria Rosaria, e grazie per il commento e per i complimenti :)
Riguardo lo stile, credo di avere ancora molto da imparare, ma è difficile immaginare un modo migliore di questo contest!
Sulla superbia ci hai azzeccato, lui ostenta la sua presunta superiorità comprando una macchina vistosa e che non può permettersi. "Mors tua vita mea" invece lo vedevo più nel rapporto tra una madre castrante e un figlio che ha chiaramente bisogno di emanciparsi ma non ci riesce; quando alla fine lui sbrocca e minaccia di andarsene, la madre ha un infarto e rischia - appunto - di morire. Ho voluto giocare col tema anche sul finale, ma la mia interpretazione era più orientata in questo senso :)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Andrea Dessardo
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#4 » venerdì 11 marzo 2016, 0:52

Piacevole quadretto neorealista da Sicilia anni Settanta-Ottanta, mi ha ricordato certi sketch romani di Verdone. Toccata abbastanza di striscio la superbia (sì, il ragazzo è fiero della macchina e del lavoro, ma poi non è la superbia che porta alla risoluzione della trama), il tema mors tua vita mea è solo nelle intenzioni: la morte della madre non sembra aprire le porte alla maturità del figlio. Però davvero un racconto convincente.

Luchiastro
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#5 » venerdì 11 marzo 2016, 10:58

Ciao Ambra,

A me il racconto è piaciuto. Utilizzi una situazione classica, ma lo fai in maniera divertente nella prima parte e in maniera più drammatica nella seconda, creando un contrasto interessante. Credo sia più convincente il tema principale (lo scontro madre-figlio), che il tema secondario, quello della superbia (in fondo ha solo comprato una macchina, per quanto lussuosa possa essere in questo contesto. E dalle parole del narratore non traspare tutta questa volontà di acquisire potere o vanto tramite l'acquisto). Interessante la risoluzione, entrambi i legami che il figlio ha, sia quello naturale, sia quello acquisito, scompaiono (si levano di mezzo?) in pochi attimi.

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AmbraStancampiano
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#6 » venerdì 11 marzo 2016, 12:36

Ciao a tutti e grazie per i commenti :)
Una piccola precisazione riguardo la superbia: il protagonista dichiara di sentirsi una spanna sopra tutto ciò che lo circonda grazie alla macchina, e parla di tutto ciò che c'è intorno a lui in maniera sprezzante (a un certo punto dichiara addirittura che la vicina da uno schiaffo al figlio perché non ha seguito il suo esempio). La macchina è solo un mezzo per attestare la sua superiorità fortemente presunta. La superbia in sé è l'incidente scatenante del racconto.
L'unica persona con cui non ostenta la sua superbia è appunto la madre, una vera campionessa in questo senso.
Per ciò che riguarda "mors tua vita mea", chiaramente il POV è quello del figlio: non riuscirà mai a conquistare la propria indipendenza e quindi la propria "vita" finchè la madre non si toglierà di mezzo.
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Vastatio
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#7 » venerdì 11 marzo 2016, 20:53

Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-superbia: c'è, un po' in tutti i personaggi che descrivi.
-Mors Tua: potenziale, visto che la mamma alla fine non muore.
Sicuramente senza infamia, ma non me la sento nemmeno di dare la lode. Scritto bene ma senza quel "di più" che in altri tuoi racconti mi ha fatto apprezzare anche la storia oltre allo stile.
La macchina come simbolo di, presunto, successo è una macchietta abusata (per quanto probabilmente ancora reale). Mi è piaciuto molto di più il siparietto col prete, più brioso e amaramente divertente, ma forse il non rendere troppo viva la parte del protagonista è una scelta voluta per enfatizzarne la povertà di spirito.
Svenimento finale e furto a cesellare il concetto del "già visto, già letto". Un po' insipido.

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alessandra.corra
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#8 » venerdì 11 marzo 2016, 21:27

Ciao Ambra,

hai scritto davvero un bel racconto. Mi piacciono le storie ordinarie che mettono in scena personaggi autentici e che lasciano scorgere tra le righe un sottofondo amaro, pur facendo a tratti sorridere. E tu sei riuscita a rendere benissimo questo spaccato di vita quotidiana caratterizzando bene tutti i personaggi coinvolti che risultano assolutamente credibili.
La struttura è ben congegnata e lo stile ottimo. Che dire? brava!

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Jacopo Berti
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#9 » sabato 12 marzo 2016, 22:16

Ciao Ambra, è sempre un piacere leggerti,
anche perché mi sembra uno dei due o tre racconti meglio scritti in questa edizione. Però manca d'un po' di creatività e di qualche idea in più per essere altrettanto interessante.
Il rapporto madre-figlio è descritto molto bene: ho apprezzato moltissimo il modo in cui esci dall'ambiguità e riveli chi sia la "padrona della vita" del protagonista. Però, secondo me, sei leggermente troppo spostata, nella descrizione della madre, verso il "caricaturale", senza supportarlo del tutto con un tono del genere su altre parti del racconto.
Ho trovato anch'io divertente il siparietto col prete, oltre che la descrizione della folla di curiosi tra i quali, evidentemente, vi sono anche i malintenzionati.
Quanto al tema, la superbia si legge distintamente, il "mors tua vita mea" un po' meno. Io l'ho interpretato così: non con la BMW, ma solo col distacco della madre (quindi "morte" della loro relazione) Michele potrà farsi una vita degna di questo nome.

Ricapitolando: lo stile è ottimo, i contenuti un po' "stanchi", non così interessanti. Complessivamente buono.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Fernando Nappo
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#10 » domenica 13 marzo 2016, 11:11

Ciao Ambra,
bel racconto, tra quelli che ho preferito finora. L'ambientazione è chiara, anche grazie al riferimento alle lire, e i personaggi, ben delineati, mi hanno fatto venire in mente certe commedie fine anni settanta, anche se forse, proprio per questo, pecca un poco di originalità. La parte col prete, a mio avviso, è quella più spumeggiante e meglio tratteggiata.
Il tema della guest mi sembra poco evidente: forse, come hanno sottolineato altri, il tentativo del ragazzo di staccarsi dalla madre.
Mentre il tema autoimposto mi pare più chiaro ed è rappresentato dalla BMW come simbolo di superiorità, anche se forse è un po' poco per definire il ragazzo come superbo.
Comunque un racconto ben condotto, scritto con brio, e godibile.

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Linda De Santi
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#11 » domenica 13 marzo 2016, 19:07

Ciao Ambra! Il tuo racconto mi è piaciuto, sia per lo stile con cui è scritto che per il modo in cui hai sviluppato i temi del contest. Trovo rispettati sia il tema della guest che quello del peccato capitale, il primo nella “ribellione” del protagonista alla madre che non lo lascia vivere, il secondo nel senso di superiorità che Micuzzu sfoggia per il fatto di avere una nuova auto.
Forse con dei temi di questo tipo mi sarei aspettata una storia che implicasse almeno una morte vera o l’ingresso di un elemento fantastico, ma riconosco che è una cosa mia.
Mi sembra poco realistico il fatto che la madre cada dalla finestra, secondo me un "semplice" svenimento poteva bastare.
Resta comunque una prova molto buona. A rileggerci!

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AmbraStancampiano
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#12 » domenica 13 marzo 2016, 19:25

Ciao Linda,
la mamma non cade dalla finestra, (e non è detto che non muoia) le prende un colpo mentre sta affacciata al davanzale e cade, sì, ma nel suo appartamento! Infatti il protagonista per raggiungerla fa le scale :)
Grazie per il bel commento!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Linda De Santi
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#13 » domenica 13 marzo 2016, 19:48

Ciao Ambra, in effetti credevo che il dialogo finale fosse faccia a faccia, invece rileggendo meglio ho capito che si parlano dalla finestra. Grazie della precisazione! ;)

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patty.barale
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#14 » mercoledì 16 marzo 2016, 14:45

Ciao Ambra,
È sempre un piacere leggere la tua prosa curata e precisa.
Molto carina la storia e riuscita la caratterizzazione dei vari personaggi .
Insomma, nulla da eccepire dal punto di vista formale, (tranne, IMHO, la citazione di catullo che ho trovato un po' fine a se stessa, ma,ripeto, opinione personalissima).
Per quanto riguarda i temi:
Superbia: rispettato (anche con punizione finale!)
Mors tua vita mea: non sono riuscita a coglierlo.

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Andrea Partiti
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#15 » mercoledì 16 marzo 2016, 15:11

Leggo sempre con piacere i tuoi racconti, non hai deluso neanche questa volta!
Racconti una Sicilia d'altri tempi, o forse moderna ma vissuta da personaggi rimasti cristallizzati.
La superbia c'è in tutti i personaggi. Nella madre superba nella sua religiosità, nel prete che manipola e sfrutta la religione usando il suo status. Il tuo protagonista che sembrerebbe essere il candidato alla superbia, auto nuova e tutto, finisce per essere il più moderato e ragionevole, solo una vittima.
Non vedo tantissimo il mors tua vita mea. Non serve la morte della madre per andarsene come minaccia il tuo protagonista. Non l'avrai mica fatta buttare solo per il tema, eh? :) A parte lo scherzare, l'unica nota stonata di un racconto piacevole, penso sia il finale. Troppo rapido e poco preparato. La madre di butta, l'auto viene rubata. E' come se si inserisse male su tutto il tessuto che hai preparato prima, con calma. Quasi avrei preferito un finale a sfumare, privo di eventi, con la bmw che si perde all'orizzonte portando il tuo protagonista lontano da ogni problema.

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Peter7413
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#16 » mercoledì 16 marzo 2016, 17:06

Ecco, questa è la Stancampiano che mi piace da morire. Gran bel pezzo in cui riesci a inserire religione, rivalsa, tradizioni, rapporto tra generazioni, analisi sociale e sicuramente ho dimenticato qualcosa. Si legge che è un piacere e si chiude come meglio non poteva. Temi rispettati con eleganza. Ottimo!

Zebratigrata
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#17 » giovedì 17 marzo 2016, 23:53

Il tema c’è anche se come interpretazione non mi convince pienamente: il finale mi sembra fin troppo tragico, il figlio che semplicemente se ne va, magari ad essere ancora più infelice in un quartiere in cui non può fregiarsi di essere ‘quello con la BMW’, mi sarebbe piaciuto di più. Anche la superbia c’è, ma devo ammettere che non è il tratto che mi rimane più impresso del tuo protagonista. Sicuramente è guidato dal desiderio di apparire, di sembrare una spanna sopra agli altri, tuttavia lo caratterizzano di più una sorta di tristezza e di insoddisfazione globali che fanno sembrare l’orgoglio per l’auto solo una maschera molto molto fragile.

Al di là dei temi da interpretare il racconto mi è piaciuto molto, mi piace soprattutto come descrivi il quartiere: con qualche dettaglio rendi l’idea di una quotidianità faticosa che non sta al passo coi tempi e di un’umanità un po’ ai margini che si arrabatta per migliorare la propria vita almeno all’apparenza.

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eleonora.rossetti
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Re: BMW (Superbia)

Messaggio#18 » venerdì 18 marzo 2016, 11:28

Un racconto simpatico, con la realtà del quartiere in degrado che si scontra con la vita lussuosa (o che almeno si augura di avere, mentendo a se stesso) del protagonista. La figura della mamma attira le simpatie anziché renderla l’avversario, forse perché volutamente esagerata nella figura parodistica della “retrograda timorata di Dio”. Se proprio devo trovarci un difetto, è la logica dell’avere la macchina: se davvero il protagonista voleva allontanarsi dalla vita infernale in cui la madre retrograda lo obbligava, perché non fare prima le valigie, pigliarsi un appartamento e quindi anzitutto andare via dal degrado? Anche perché prendersi una BMW in un quartiere del genere significa, appunto, darla in bersaglio alle manileste… Comunque non è una cosa troppo penalizzante, visto che si sposa col peccato che hai voluto indicare.
La superbia c’è, direi in quasi tutti i personaggi che metti in scena. L’unica cosa che ho trovato meno attinente è il tema, o forse non ho saputo interpretarlo nel tuo racconto. L’unico aggancio che ci trovo è il finale, quando l’auto viene rubata all’ignaro protagonista che si trova non con una ma con due grane da risolvere in un colpo solo. Lo stile scivola pulito, non ho trovato ingranaggi che non funzionassero.
In sostanza: parecchio debole l’attinenza al tema principale, ma ottimo a livello di costruzione della vicenda e della padronanza del ritmo e del linguaggio. Fosse stato “tema-centrico” sarebbe stato da podio di sicuro. Se posso dare un consiglio, prova a sistemare il finale perché lo rispetti, rendendo meno frettolosa la chiusura della vicenda e più correlato/dipendente ai fatti accaduti, e verrebbe un racconto non perfetto, di più. Alla prossima!
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