Lista racconti in gara e vostre classifiche

La Special di Marzo, tutta incentrata sul numero 7
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antico
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Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#1 » martedì 8 marzo 2016, 1:33

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Tredici iscritti in partenza, undici coloro che sono riusciti a consegnare a cui si aggiungono due coraggiosi che hanno scritto nonostante e che si sono, pertanto, ritrovati in gara!

Ricordo che in quest'edizione ogni autore dovrà commentare tutti gli altri e stilare una classifica dei primi SETTE. I punteggi di ogni classifica verranno così conteggiati:
Primo posto: 10 punti
Secondo posto: 6 punti
Terzo posto: 5 punti
Quarto posti: 4 punti
Quinto posto: 3 punti
Sesto posto: 2 punti
Settimo posto: 1 punto
La classifica della guest star Eleonora Rossetti avrà valore doppio!


Ecco i racconti:

Stay hungry, stay doomed (GOLA), di Linda De Santi, ore 22.48, 6949 caratteri
Chili di troppo (AVARIZIA), di Maria Rosaria Del Ciello, ore 22.51, 6464 caratteri
L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA), di Alessandra Corrà, ore 23.20, 6156 caratteri
La cena della biodiversità (SUPERBIA), di Andrea Partiti, ore 23.50, 6481 caratteri
Ira (ACCIDIA), di Sara Tirabassi, ore 00.00, 2930 caratteri
Pasqua di sangue (AVARIZIA), di Andrea Dessardo, ore 00.14, 6967 caratteri
Polvere alla polvere (SUPERBIA), di Maurizio Bertino, ore 00.28, 5875 caratteri
BMW (SUPERBIA), di Ambra Stancampiano, ore 00.33, 6987 caratteri
Fuori dalla grazia di Bio (GOLA), di Jacopo Berti, ore 00.41, 6626 caratteri
d8 e d100 (INVIDIA), di Roberto Romanelli, ore 00.56, 6936 caratteri
AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA), di Fernando Nappo, ore 00.58, 5268 caratteri
Odi et amo (SUPERBIA), di Patty Barale, ore 00.58, 5629 caratteri
Il sopravvissuto (ACCIDIA), di Diego Ducoli, ore 01.02, 6670 caratteri MALUS 6 PUNTI

Un solo racconto parte con un, lieve, malus: quello di Diego Ducoli.

13 racconti dunque, avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 17 marzo per commentare e postare le vostre classifiche, vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all’ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi ( e del resto avete solo 12 racconti a testa da commentare e un bel po’ di giorni per organizzarvi).
Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti.
– 6 punti malus per chi commenta la metà dei racconti + 1
– 13 punti malus per chi non commenta i racconti o arriva a commentarne meno della metà + 1
Ha valore il solito CONTATORE per il conteggio dei caratteri.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati, se noterò qualche sgarro procederò all’eliminazione. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli tread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata qui.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.
BUONA EDIZIONE A TUTTI!



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maria rosaria
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#2 » venerdì 11 marzo 2016, 18:16

Ciao a tutti e benritrovati.
Non immaginavo di poter far parte del contest e infatti il mio racconto era destinato al Laboratorio.
Ora però mi ritrovo a dovervi commentare e stilare una classifica il che mi comporta sempre tanto disagio.
Siete tutti bravi e ogni volta che partecipo a questi contest di MC scopro che ho imparato qualcosa, allora me la appunto per cercare di farla mia, poi al prossimo contest scoprirò che c'è qualcos'altro che devo appuntare e memorizzare e così via, in un percorso infinito e stimolante.

Ora, detto ciò, di seguito ci saranno i miei commenti sparsi ai vostri racconti (in alcuni casi ho aggiunto un paio di paroline per spiegar meglio qualcosa, ma il succo non cambia), poi, alla fine, la classifica.
Non so se è corretto ma ho voluto segnalare i primi sette mentre gli altri li ho messi tutti a pari merito all'ottavo posto (si può fare, Antico?) perché le differenze erano veramente sottilissime, data anche la particolarità del "doppio tema".

PRONTI? VIA!


Stay hungry, stay doomed (GOLA) - Linda De Santi

Comincio subito dalla fine. Ho apprezzato molto il finale di questo racconto che inserisce nella storia un pizzico di fantastico, il che riesce a sorprendere e nello stesso tempo prova a dare una spiegazione, anche se, appunto, fantasiosa, alle vicissitudini del povero protagonista.
Mi è sembrato abbastanza ben svolto il doppio tema. Centrato il peccato e anche il Mors tua vita mea.


Il sopravvissuto (Accidia) - diego.ducoli


Una storia movimentata, nonostante il peccato scelto sia in contrapposizione all’operosità in generale. Questo contrasto mi è sembrata una scelta molto azzeccata anche se, a mio avviso, forse non pienamente sviluppata.
Ti segnalo qualche problema con la punteggiatura che ho trovato un po’ lacunosa.
Nel complesso un racconto divertente che all’inizio ha fatto venire in mente anche a me il film con Vincent Price “L’ultimo uomo della terra” (tratto dal racconto di Richard Matheson). Poi ha preso una piega diversa.
Ammetto di aver fatto un po’ di confusione nella seconda parte con i personaggi.


Odi et amo (superbia) di Patty Barale

Ottimo racconto. Idea ben sviluppata rispetto al peccato e anche rispetto al tema, Mors tua vita mea, malgrado di questo ci sia solo un accenno.
Il personaggio scelto per il peccato di Superbia, dico la verità, l’ho trovato un po’ scontato. Però mi è piaciuto molto l’utilizzo di Gabriele, di Lucio e di tutto l’entourage.
Confesso di avere un debole per questo genere di rivisitazioni e perciò mi sono divertita molto durante la lettura.
Ottima prosa. Brava.



AAA bambolina voodoo vendesi (AVARIZIA) di Fernando Nappo

L’idea che hai avuto è originale. Utilizzare una bambolina voodoo per eliminare le persone scomode potrebbe essere un’idea... A parte gli scherzi, il racconto, molto divertente, è scritto con la tua solita prosa asciutta e ironica. L’avarizia del personaggio, forse non particolarmente evidenziata nel racconto, può forse essere sintetizzata nel botta e risposta:
— E che ci hai guadagnato, me lo dici? Non hai amici, non hai una ragazza, non vai mai al cinema o a teatro. Non pensi ad altro che all’azienda.
— Proprio per questo, ti chiedo, perché dovrei accettare di dividere con te ciò che ho costruito con tanta fatica?
Anche il tema mi sembra rispettato.
Nel complesso un buon racconto.

d8 e d100 (INVIDIA) - Vastatio (Roberto Romanelli)

Ammetto di essermi un po’ persa. L’invidia c’è e forse anche il tema , Mors tua vita me. Mi è riuscito però difficile seguire la storia. E’ di sicuro un mio limite: non sono grande appassionata, anzi non lo sono per niente, di giochi di ruolo. Quindi non ho potuto apprezzare lo svolgimento della vicenda che altri invece, meglio di me, sapranno apprezzare. Mi dispiace perché ho colto alcune cose che potevano farmi piacere la storia, ad esempio l’invidia per i due sposi. Però con la storia dei dadi, delle rune, del pentacolo mi sono incartata. Ti chiedo scusa, perché il mio giudizio non riesce ad essere del tutto attendibile.


Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti

La tua scrittura mi insegna sempre qualcosa. Questa volta, per esempio, ho imparato che le palme delle mani si può scrivere (lo dice l’accademia della crusca che sono andata a consultare, eh eh eh), anzi è più formale e meno popolare, mentre io avrei scritto i palmi.
Detto questo, mi è piaciuto molto l’utilizzo di un’ambientazione “zombie” per questo racconto. Se posso permettermi, però, i tuoi personaggi più che “golosi” io li definirei “affamati”. Poveracci, in una situazione drammatica come la loro in cui il cibo è più quello immaginato che quello effettivamente mangiato, mi hanno fatto un po’ pena e non sono riuscita a vederli come peccatori.
Per il Mors tua vita mea, invece, l’ho trovato perfetto: far diventare concime per le piante due “sporchi” carnivori mi è sembrata la giusta punizione. Forse…

BMW (superbia) di Ambra Stancampiano

Il tuo racconto è scritto molto bene. Conferma il tuo stile impeccabile, almeno dal mio modesto punto di vista. Detto ciò non mi resta che commentare l’aderenza al tema e al peccato. Per quanto riguarda il peccato (la superbia) mi sembra che tu lo interpreti, spero di non sbagliare, come la voglia di rivalsa di un ragazzo che usa la sua auto per dimostrare che è meglio degli altri. Può starci, anche se mi rimangono delle perplessità.
Anche lo sviluppo del tema, “Mors tua vita mea”, mi sembra corretto anche se relegato nelle poche righe del finale: della svista del protagonista approfitta qualcuno che ruba la sua BMW.
Nel complesso un bel racconto.

Polvere alla polvere (superbia) Di Maurizio Bertino

L’essere umano è superbo. Questo è poco ma sicuro. E lo dimostra continuamente, quando crede di poter controllare ogni cosa, anche quelle impossibili da controllare. La natura, per esempio. Che magari riesce a distruggere ma che alla fine gli si torcerà contro eliminando la specie umana dalla faccia della terra.
Questo mi sembra il messaggio che hai voluto lasciare con questo racconto, in alcuni punti un po’ ermetico ma che dal titolo già rende l’idea di dove vuole andare a parare. Anche il tema mi sembra centrato: la morte degli altri permette la sopravvivenza di uno che però farà comunque una brutta fine.
E’ un racconto suggestivo che mi ha affascinato molto e i cui unici limiti sono, forse, l’eccessivo ermetismo e qualche lieve difficoltà che ho avuto a passare da un personaggio all’altro durante i dialoghi.

Pasqua di sangue (avarizia) - Andrea Dessardo

Interessante il tuo racconto che ci offre una parte del Vangelo riscritta e raccontata attraverso le testimonianze di Barabba e Giuda. Malgrado la prosa sia buona ho trovato un po’ “pesante” la parte in cui Giuda racconta le vicende di Gesù. Inoltre, sebbene il tema Mors tua vita mea sia evidente e citato un paio di volte non sono riuscita a comprendere in quale modo tu abbia voluto declinare il peccato di avarizia. Qui il tuo Giuda più che avaro mi sembra solo interessato ad un utilizzo del denaro con scopi diversi da quelli di Gesù.


Ira (Accidia) di Zebratigrata

Peccato per la brevità del tuo racconto. Avresti potuto sfruttare le altre battute che ti avanzavano (parecchie) per illustrare meglio l’accidia di questo “scrittore che non scrive” (ho colto bene il significato di accidia?) magari descrivendo una giornata tipica di chi vorrebbe scrivere il romanzo del secolo ma procrastina sempre. Occhio alla punteggiatura e a qualche sospensione, a mio avviso, di tropo.

La cena della biodiversità (Superbia) - Andrea Partiti

Il racconto è scorrevole e ben scritto. Non ho nessun appunto da fare in questo senso.
Quello, purtroppo, che mi ha lasciata perplessa è stata l’aderenza al peccato capitale e al tema. La superbia proprio non sono riuscita a trovarla. Mi dispiace sempre quando non riesco a ritrovare nella lettura i temi assegnati perché mi porta a riflettere su quanto sia difficile far passare dei concetti (parlo soprattutto per me) che a noi sembrano ovvi e invece gli altri hanno difficoltà a comprendere.
Per quanto riguarda il tema, Mors tua vita mea, anche quello non mi è saltato subito agli occhi, ma forse riflettendoci un po’ può essere ritrovato nella lotta per la sopravvivenza tra le varie specie di animali. Compreso l’uomo.

L'invincibile e lo straniero (AVARIZIA) - alessandra.corra

Colpo di scena finale per questo racconto apparentemente semplice e lineare ma che racchiude bene il peccato di avarizia: un padre così avaro non tanto per quanto riguarda i beni materiali ma soprattutto di affetto. E la figlia riesce (si spera) a far riaffiorare nell’uomo la consapevolezza di tutta la sua aridità. Mi è piaciuta la declinazione del peccato di avarizia che non si manifesta qui solo con riferimento, appunto, al denaro e ai beni materiali ma soprattutto ai sentimenti verso l’altro. E’ un’interpretazione che condivido molto.
Confesso che non avevo capito subito alla figlia camuffata ma avevo pensato piuttosto a qualche personaggio che per un motivo o per l’altro ce l’aveva con l’uomo.
Brava.


CLASSIFICA:

1) Odi et amo (superbia) di Patty Barale
2) Fuori dalla grazia di Bio (Gola) - di Jacopo Berti
3) AAA bambolina voodoo vendesi (AVARIZIA) di Fernando Nappo
4) L'invincibile e lo straniero - (AVARIZIA) di alessandra.corra
5) BMW di Ambra Stancampiano
6) Stay hungry, stay doomed (GOLA) di Linda De Santi
7) Polvere alla polvere (superbia) Di Maurizio Bertino

Di seguito in ordine alfabetico per autore, i restanti racconti ex aequo all'ottavo posto:

8) Pasqua di sangue (avarizia) - Andrea Dessardo
8) Il sopravvissuto (Accidia) - diego.ducoli
8) La cena della biodiversità (Superbia) - Andrea Partiti
8) d8 e d100 (INVIDIA) da Vastatio (Roberto Romanelli)
8) Ira (Accidia) - Zebratigrata
Maria Rosaria

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Jacopo Berti
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#3 » domenica 13 marzo 2016, 14:05

Ecco i miei commenti e, di seguito, la mia classifica.
In bocca al lupo a tutti!

Stay hungry, stay doomed (GOLA), di Linda De Santi
Ciao Linda, piacere di rileggerti.
Hai colpito nel segno e il contrappasso che hai ideato per i golosi è semplicemente geniale e credibile. L'attesa al ristorante, vedere gli altri che mangiano. È davvero un tormento!
L'idea di una punizione che si basi sulla condizione recente del peccatore - le apparizioni di Ricci - e non su tutta la sua vita, funziona ed è adattissima per un racconto di questa lunghezza. Verso la fine, prima della "rivelazione", riesci a estenuare il lettore, rendendo con la ripetitività dei contenuti, il loro ciclico ripresentarsi, il correlativo del tormento di Dino.
Quando ho letto che il protagonista è dovuto uscire dal finestrino, la cosa mi è sembrata inverosimile. Ho storto un po' il naso. Non ho colto l'indizio, che pure ora considero abbastanza chiaro. Per cui sono arrivato fino ai cloni di Ricci e al ghigno diabolico per rendermi conto di quel che era successo. Ci sono cascato come un pero.
La prosa funziona, ed è corretta: a mio avviso, tuttavia, non brilla particolarmente. Struttura e caratterizzazione del personaggio sono molto buone.
Qualche piccola osservazione c'è:
- "Ma Dino non poteva permettersi di perdere il lavoro. Mangiava per tre persone e aveva bisogno di soldi per sostentarsi." La parte mi pare focalizzata su Dino. Avrei fatto capire in altro modo che mangia molto: in genere uno non ammette a se stesso di "mangiare per tre". Qualcosa di simile si legge anche dopo.
- Le "È" con l'apostrofo mi danno un po' fastidio.
Globalmente, molto brava. Ho letto altri racconti - anche se questo è il primo che commento - e tra questi mi pare il miglore.

Chili di troppo (AVARIZIA), di Maria Rosaria Del Ciello
Piacere di leggerti, Maria Rosaria!
La maniera in cui hai affrontato i temi mi è piaciuta: vedo che neanche tu li hai caricati a testa bassa: nel senso che il peccato non è bruciante e il "mors tua vita mea" non è una questione di vita o di morte. Entrambi sono interepretati in senso esistenziale. Interessante!
L'idea di base è dichiarata letteralmente: riesci a farlo in maniera abbastanza inosservata, tanto che solo alla seconda lettura ho notato la filosofia di vita di questo "bel personaggio" che è Giorgio: "Meglio non spendersi troppo". È vero che questo è al confine con l'accidia, ma credo che il parallelismo tra lo spendere i soldi per il caffè e lo "spendersi" renda del tutto accettabile lo svolgimento del tema.
Non sono un fan del "show, don't tell", ma qui mi accodo alle osservazioni almeno su alcuni punti. Si ha l'impressione che tu ti sia dilungata su certe cose perché avevi spazio e che nel dilungarti non abbia aggiunto molto. Un esempio: "Era abile con la penna e con le parole e ci sapeva fare con il computer, perciò Giorgio approfittava spesso di lei, soprattutto per risolvere le rogne." Ecco, in questo passo coniughi narratore esterno (mentre avrei preferito una focalizzazione sul protagonista) e anticipi quel che accadrà dopo, di fatto ripetendo che Giorgio si approfittava di lei.
Una piccola nota sintattica: " Poi realizzò che la signorina Eva fosse l’unica in grado di parargli il culo". Sono sicuro che suona meglio "era" in luogo di "fosse", e sono quasi sicuro che dopo "realizzò che" il congiuntivo sia scorretto.

L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA), di Alessandra Corrà
Nella Commedia Dante punisce assieme gli avari e i prodighi, ovvero quelli che accumulano e quelli che sperperano ricchezze. L'avaro del tuo racconto - che è avaro soprattutto perché non dà di che vivere a ex moglie e figlia - è anche sperperatore nel gioco, anche a causa di una certa superbia. Tu coniughi bene avarizia tout court, prodigalità e altre declinazioni dell'avarizia (avidità e brama). In questo il tuo racconto è molto convincente.
L'idea della figlia che si traveste per confrontarsi col padre non è certo nuova, ma è ben sfruttata.
Poi però il finale è debole, un po' lezioso: "sì, proprio così" - sembra dire la figlia - "non c'è niente di strano o soprannaturale: abbandonata a me stessa, mi sono rimboccata le maniche e, facendo leva sulla mia legittima volontà di rivalsa, sono diventata la più brava del mondo". Insomma, ero molto curioso di sapere dove saresti andata a parare. Ma più che parare, mi sembra un autogol. Perché - te lo dico a costo di passare per cinico o per rivelarmi il cinico che sono -: senza una forma che segua davvero quella della favola o senza una buona dose di autoironia di "non prendersi troppo sul serio", il lieto fine, in cui i maltrattati trovano risarcimento e i malvagi la loro giusta punizione, fa un po' "compitino".

La cena della biodiversità (SUPERBIA), di Andrea Partiti
È sempre un piacere rileggerti, Andrea.
La prima cosa che mi ha colpito di questi quadretti - che (almeno) ho notato subito essere sette - è la carica grottesca, che mi ricorda tutta una letteratura (a partire dalla cena di Trimalcione) e filmografia ("Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante", ma anche "Il senso della vita") in cui il cibo è, appunto, un vizio che va a braccetto con altri.
Il contesto, che in cinque casi su sette è mangereccio, mi ha fatto pensare a una combinazione tra superbia e gola. Una combinazione funzionante che ha il fulcro nel cibo che diventa ostentazione. Non ho colto, purtroppo, il tuo intento di declinare invece la superbia assieme a tutti i sette peccati.
Un testo tutto dialogo può essere un problema: in questo caso in parte lo è stato, secondo me. Perché i personaggi hanno la stessa "voce" (spero sia chiaro cosa intendo), o comunque voci molto simili, facendo parte dello stesso ambiente sociale. E non c'è nessuna descrizione fisica, di atteggiamenti, o anche solo di intonazione che dia un po' di colore e di varietà.
I contenuti sono ben ideati, la struttura anche, ma avresti potuto dare qualche indizio esplicito per consentire a tutti di coglierla. La scrittura invece mi convince un po' meno.

Ira (ACCIDIA), di Sara Tirabassi
Lieto di leggerti di nuovo,
sono certo che non tutti sono sufficientemente istruiti in queste finezze per comprendere quel che intendevi ottenere con questo testo. E io pure, che desidero seguire il tuo esempio, verrò preso, nel peggiore dei mondi possibili, per demente o per inetto, se non si intuisce, in effetti, quel che c'è sotto.
Quel che è certo, è che tu sei scrittrice con tutti i crismi!
Dunque, complimenti per il testo. I motivi per cui è così corto sono evidenti.
Risulterebbe di un certo interesse persino in se stesso. Così poi, con i limiti che ti sei imposti, è ottimo, ed è dir poco!

Pasqua di sangue (AVARIZIA), di Andrea Dessardo
Ciao Andrea, bentrovato :)
La tua prova dell'altra volta - la tua prosa dell'altra volta, in particolare - mi pareva più convincente. Ma, devo ammettere, anche la mia mi sembrava migliore nel precedente contest, così come quella di diversi altri partecipanti.
L'idea è quella di un "tropo" (ampiamento) del Vangelo. È una cosa tipica della letteratura cristiana, specialmente medievale e in versi. Di questo procedimento troviamo tracce, ad esempio, nel mio quasi omonimo da Todi. Se devo definirlo in termini contemporanei, direi che è una fan fiction del Vangelo. (Teniamo quindi il genere "tropo" che suona meglio!).
Per fare un tropo (o una fan fiction) bisogna conoscere l'originale e il contesto. Qui mi sembra tutto adeguato e coerente. Un punto a favore, sotto questo aspetto.
La parte iniziale mi piace, è ben costruita, cruda al punto giusto - come mi aspetto un racconto con elementi antrpologici. C'è un certo effetto sorpresa quando nomini Barabba e Pilato e si capisce di cosa stai parlando.
Poi, il testo diventa un po' troppo didascalico e scorre di meno. La parte centrale mi pare riempitiva e i dialoghi suonano artefatti, e assumono le modalità dei testi apologetici. E portano dietro la pesantezza degli stessi. Avrei preferito un impianto più realista e meno retorico.
Il finale torna ad essere interessante. La fine di Giuda resta nell'aria, pesa. Lo si vede già dondolare.
Sono certo che con un po' di caratteri in meno o con un po' di tempo in più avrebbe potuto riuscire bene. Così com'è non mi entusiasma.

Polvere alla polvere (SUPERBIA), di Maurizio Bertino
Ciao Maurizio,
Cominciamo con le citazioni: non avevo idea di chi fosse Kira prima di andare a controllare: ho dovuto perché il tuo testo lo dava per scontato ("nome assegnatogli durante un fortunato talk show a lui dedicato da una giornalista appassionata di cartoni giapponesi"): e devo ammettere che dà un po' fastidio. Ben mi sta: mi rendo conto quanto possano dare fastidio le cose che interessano e piacciono a me, che inserisco nei miei racconti e che mi aspetto la gente vada a cercare (icone acheropite e quant'altro).
D'altra parte, invece, ho apprezzato il riferimento Wellsiano alla fine dell'umanità che lascia il posto ai granchi. Non ho idea se sia voluto, ma per me è lì e basta. Così come leggo, nel tuo testo, un po' degli "higlander" (però - ci tieni a sottolinearlo - niente immortalità), e, per passare a cose più recenti, il film "The one".
Concordo col Vastatio e con Andrea quando dicono che hai forzato veramente troppo la verisimiglianza.
Ecco, quanto detto sopra illustra anche una sensazione che ho avuto leggendo il tuo scritto. Vastatio mi trova d'accordo quando dice che c'è una rivelazione dietro l'altra ma queste non destano né emozione né sorpresa. Ho come l'impressione che tutta la parte in mezzo (si salvano il primo e l'ultimo paragrafo) sia qualcosa di cui scrivere, o da cui sviluppare altro; non qualcosa da leggere così com'è. Una scaletta per un racconto più lungo o il riassunto di un film.
Il tema della superbia c'è, è fin ostentato quando il protagonista si definisce "Dio". Ma lo rivela anche - meno lampante e più interessante - nel volere uno spettatore adeguato (investigatore che aveva seguito il suo caso dall'inizio, credo) per la sua folle impresa.
"Mors tua vita mea" è meno diretto. O si parla della morte del genere umano che consente poi alla terra di vivere, oppure - cosa molto probabile, e che mi piace - quel "vita" è inteso come "vita piena", una condizione di esistenza e di potere di cui, una volta che si sia assaporata, non si può più fare a meno.
Complessivamente, mi lascia un po' insoddisfatto.

BMW (SUPERBIA), di Ambra Stancampiano
Ciao Ambra, è sempre un piacere leggerti,
anche perché mi sembra uno dei due o tre racconti meglio scritti in questa edizione. Però manca d'un po' di creatività e di qualche idea in più per essere altrettanto interessante.
Il rapporto madre-figlio è descritto molto bene: ho apprezzato moltissimo il modo in cui esci dall'ambiguità e riveli chi sia la "padrona della vita" del protagonista. Però, secondo me, sei leggermente troppo spostata, nella descrizione della madre, verso il "caricaturale", senza supportarlo del tutto con un tono del genere su altre parti del racconto.
Ho trovato anch'io divertente il siparietto col prete, oltre che la descrizione della folla di curiosi tra i quali, evidentemente, vi sono anche i malintenzionati.
Quanto al tema, la superbia si legge distintamente, il "mors tua vita mea" un po' meno. Io l'ho interpretato così: non con la BMW, ma solo col distacco della madre (quindi "morte" della loro relazione) Michele potrà farsi una vita degna di questo nome.
Ricapitolando: lo stile è ottimo, i contenuti un po' "stanchi", non così interessanti. Complessivamente buono.

d8 e d100 (INVIDIA), di Roberto Romanelli
Ciao Roberto, piacere di rileggerti!
I tuoi racconti sono spesso difficili. In questo caso non perché non capisca tutta la parte relativa al gioco di ruolo - che anzi, conosco bene e apprezzo molto - ma perché ho sempre l'impressione che mi sfugga qualcosa, o di non essere riuscito a cogliere tutto quel che volevi dire.
Se qualcuno non avesse presente il GDR, posso assicurare che le scene descritte sono molto realistiche. La caratterizzazione dei personaggi - e dei personaggi dei personaggi - è molto riuscita. Ottimo lavoro :)
Quanto ai temi, quello dell'invidia è palese: Diego, il paladino, riceve la runa dell'invidia e la cosa è riferita al giocatore e non al personaggio.
Quanto al "mors tua, vita mea": ecco, forse ci sono arrivato. Forse no. Insoddisfatto per la fine della relazione con Chiara e invidioso del suo amico, Diego preferisce essere il suo personaggio piuttosto che se stesso. La "morte interiore" di Diego fa "nascere" il suo personaggio al mondo reale. Tutto questo si esplicita attraverso la capacità di Diego di psicosomatizzare, che potrebbe persino provocargli la runa sulla mano, come il suo personaggio.
Complessivamente mi è piaciuto, "quasi molto".

AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA), di Fernando Nappo
Ciao Fernando!
Ben scritto, divertente e divertito.
Il punto debole sono i dialoghi che, è vero, sono scritti bene, però sono un "spiegoni" e, soprattutto, non metterei mai in bocca ad uno che sta soffrendo terribilmente una cosa del genere: "Non la passerai liscia — biascicò Claudio. Un filo di saliva gli colava lungo il mento. — Nessuno crederà che sia morto per caso pochi giorni prima della lettura del testamento di nostro padre. Chi conosce il tuo attaccamento al denaro sospetterà che sia opera tua". Come si può biascicare tutta 'sta roba? Poi è anche vero che, a quanto pare, stesse fingendo: ma anche nella finzione non credo debba parlare in questo modo.
Quel che avrei fatto, visto che avevi una buona idea e che potevamo servirci di un testo piuttosto lungo (e vedo che non hai sfruttato tutti i caratteri) era spiegare la situazione con una scena diversa, in modo da rendere i dialoghi più realistici e privi d'infodump. Insomma, avrei dato una "struttura": a volte io cerco di farlo anche con 3000 caratteri; con 7000 ci si riesce sicuramente.
Complessivamente - per usare i parametri dell'antico - direi un "ni".

Odi et amo (SUPERBIA), di Patty Barale
Ciao Patty, anche stavolta il primo commento è il mio ;)
Ci stai prendendo gusto con questo genere delle "rivisitazioni" dal tono leggero e un po' irrispettoso; coerenti in sé, assurdamente fuori contesto e fuori dal mondo. Ma tutto questo non mi dispiace, anzi!
Il racconto di questa edizione però mi pare avere un po' meno piglio rispetto al tuo "I sogni son desideri", che mi era piaciuto parecchio: qui mi sembra di trovare qualcosa di "già sentito", letto sui vari post di fb, in particolare nella parte in cui paragoni i dogmi cristiani alle problematiche attuali oggetto di dibattito. Poi anche la visione di Dio come "il capo", "il superiore", in un'ottica tipo aziendale è un po' trita nella letteratura. Insomma, alcune cose mi sanno già un po' di cliché.
Però altre cose funzionano: l'angelo caduto che ha cambiato sesso, il gioco coi nomi (Lucifero-Lucio-Lucia); Gabriele - arcangelo degli annunci di Dio - che rischia la cassa integrazione; gli esempi tratti dalla storia (il monaco stilita ecc.) e dalla contemporaneità (Bowie) danno sapore e varietà al testo.
Il tema "superbia" mi pare perfettamente inserito e realizzato, e dà anche un po' da pensare, sì.
Il tema "mors tua vita mea", invece, lo vedo solo dichiarato, abbastanza distante dal testo.
Globalmente mi piace, ma l'apprezzamento non è Perfettissimo.

Il sopravvissuto (ACCIDIA), di Diego Ducoli
Ciao Diego, piacere di rileggerti!
Starsene da soli assieme a un cane bianco, badare alle proprie cose e non volere che niente e nessuno rompa le palle è qualcosa che conosco piuttosto bene :P
Il racconto è simpatico e la forma di diario è riuscita - mi piace leggere anche la scarsa voglia di scrivere del protagonista, che gli fa riassumere, soprassedere, gli fa avere un tono molto colloquiale.
Il suo modo di affrontare la situazione mi ricorda, per alcuni aspetti, la serie tv "The last man on the earth".
Non saprei fare critiche puntuali se non che potevi rendere il tutto più interessante: la storia mi pare un po' povera, non riesce a prendermi: magari ciò è proprio consono alle vicende di un accidioso, ma non vorrei spingermi ad analisi di questo tipo.
Ci penserò su, ma globalmente credo che resterò dell'idea che "manchi qualcosa".


1) Stay hungry, stay doomed (Gola), di Linda De Santi
2) Chili di troppo (Avarizia), di M.R. Del Ciello
3) Ira (Accidia), di Sara Tirabassi
4) d8 e d100 (Invidia), di Roberto Romanelli
5) Odi et amo (Superbia), di Patty Barale
6) La cena della biodiversità (Superbia), di Andrea Partiti
7) BMW (Superbia), di Ambra Stancampiano
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Fernando Nappo
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#4 » lunedì 14 marzo 2016, 14:06

1) Stay hungry, stay doomed (GOLA), di Linda De Santi
Ciao Linda,
mi pare che il tuo racconto centri sia il tema della guest sia il tema autoimposto del vizio capitale.
Il primo, a mio avviso, nella prima metà del racconto è rappresentato in senso figurato: Dino fa fuori Ricci causandone il licenziamento per trarne vantaggio personale.
La seconda parte, a una prima lettura un po' di corsa e superficialotta, mi aveva un po' infastidito, con quel continuo e ripetuto scambio di battute tra Dino che vuole mangiare e il ristoratore che non si decide a servirlo. Poi, rileggendolo, ho capito il meccanismo: non hai messo in scena il peccato capitale durante il suo compimento ma nella fase in cui Dino subisce la punizione per averlo commesso: una fame eterna.
Le due parti sono collegate tra loro dal deragliamento del treno, che però ho trovato un po' troppo sbrigativo e in un primo momento non mi ha portato a immaginare le reali conseguenze.
Comunque mi è piaciuto. Originale e ben scritto.

2) Pasqua di sangue (AVARIZIA), di Andrea Dessardo
Ciao Andrea,
l'idea di rivisitare gli eventi seguenti alla morte di Gesù dal punto di vista di Barabba e Giuda (anche se il narratore è una terza persona non esplicitata) è interessante e ben condotta. Nessun dubbio sull'aderenza al tema della guest (Barabba è vivo perché Gesù è morto). Trovo qualche difficoltà a vedere un avaro, invece, in Giuda, che vedo più come un avido, desideroso di far denaro, che però poi in diversi passaggi del tuo racconto vorrebbe destinare ad altri e addirittura lo fa con le famiglie di alcuni zeloti. Ma magari è una mia scarsa conoscenza dei fatti narrati, o semplicemente m'è sfuggito qualcosa.
Concordo con chi mi ha preceduto nel giudicare migliore la prima parte, con una seconda un po' appesantita dal discorso di Giuda.
Comunque un racconto davvero interressante per struttura e avvenimenti narrati.

3) BMW (SUPERBIA), di Ambra Stancampiano
Ciao Ambra,
bel racconto, tra quelli che ho preferito finora. L'ambientazione è chiara, anche grazie al riferimento alle lire, e i personaggi, ben delineati, mi hanno fatto venire in mente certe commedie fine anni settanta, anche se forse, proprio per questo, pecca un poco di originalità. La parte col prete, a mio avviso, è quella più spumeggiante e meglio tratteggiata.
Il tema della guest mi sembra poco evidente: forse, come hanno sottolineato altri, il tentativo del ragazzo di staccarsi dalla madre.
Mentre il tema autoimposto mi pare più chiaro ed è rappresentato dalla BMW come simbolo di superiorità, anche se forse è un po' poco per definire il ragazzo come superbo.
Comunque un racconto ben condotto, scritto con brio, e godibile.

4) Odi et amo (SUPERBIA), di Patty Barale
Ciao Patty,
dov'è 'sto locale? Una tequila bum bum servita a quel modo la proverei volentieri.
A parte gli scherzi, il racconto è divertente e alcune parti sono davvero notevoli: Lucifero trans è una goduria da immaginare, così come l'arcangelo in cassa integrazione mi sembra una bella intuizione, così come l'atmosfera grondande peccati di vario genere che permea il racconto.
A mio parare il racconto scorre benissimo fino a circa metà, fino allo sfogo di Gabriele. Poi con la dissertazione di Lucia, le cui argomentazioni non sono del tutto originali, si appesantisce un po'.
Riguardi ai temi, la superbia appare evidente in Lucia, mentre quello della guest mi pare un po' stiracchiato.
Comunque un racconto brioso, che si legge con piacere.

5) Fuori dalla grazia di Bio (GOLA)
Ciao Jacopo,
in genere i racconti sugli zombie, peggio ancora se apocalittici, mi fanno venire l'orticaria e non li leggo con piacere. Però devo dire che la tua visione da fine apocalissi, con i protagonisti ormai abituati al disastro che li circonda non mi è dispiaciuta affatto, anzi. Addirittuta ricominciano a riaprire le attivtà.
Il finale m'è piaciuto, quel ciccinino cattivello che non guasta e con una sua morale, a mio avviso: gli umani, comunque vada, sono destinati a sterminarsi, qualche che sia il motivo.
Il tema della guest mi pare ci sia, coi nazi-veg che fanno fuori gli umani per evitare che questi, riprendendo a mangiare carne, possano causare un'altra apocalissi: morte degli umani onnivori, vita per i veg.
Il tema della gola lo vedo meno netto, ma forse potrebbe essere rappresentato dall'intera umanità che col suo abbuffarsi a rotta di collo ha causato l'epidemia pro-zombie.
Comuque un racconto godibile.

Edit: dimenticavo, bello il gioco di parole del titolo.

6) Polvere alla polvere (SUPERBIA)
Ciao Maurizio,
riguardo ai temi, quello della guest mi pare rispettato, col finale nel quale la terra giova della fine dell'umanità, e quello autoimposto che si rispecchia in Kira che si crede Dio, così come nell'umanità che tratta il pianeta dove vive come fosse una sua proprietà.
L'idea di un essere che assimila i poteri di chi uccide non è una novità, anche se nel tuo racconto ha la sua ragion d'essere che si concilia col tema ecologista del tuo racconto.
Ho trovato un po' difficile seguire il passaggio tra i due protagonisti, inoltre non mi è ben chiaro perché le persone urlano e scappano: sono gli ultimi umani e fuggono da Kira che li sta assimilando? Inoltre non mi è chiaro il rapporto tra Kira e Antonio, che sembra si frequentassero già prima che Kira prendesse a compiere la sua missione.
Scritto bene, ma con alcuni punti che, nonostante le riletture, non sono riuscito a chiarirmi.

7) Ira (ACCIDIA), di Sara Tirabassi
Ciao Sara,
il tuo racconto è scritto bene, però faccio molta fatica a metterlo a fuoco. Mi sono fatto l'idea, rileggendolo più volte, che il protagonista sia uno solo, un tipo che soffre di doppia personalità, o cose del genere, con le due personalità in contrasto: una di successo e l'altra accidiosa (e pare pure un po' invidiosa). Alla fine la mazza di acciao è solo una metafora e rappresenta la vittoria di una personalità sull'altra, quella che parla nel finale. Da cui anche il rispetto del tema della guest.
Questa è la mia interpretazione ma, visti anche i commeti degli altri, in particolare quello di Jacopo, potrei anche non aver capito un'accidente.


EDIT: aggiunti i commenti agli altri racconti, che avevo scordato di riportare qui. Sono in ordine sparso, nessuna classifica o, se preferite, tutti ottavi pari merito.

Chili di troppo (AVARIZIA), di Maria Rosaria Del Ciello
Ciao Maria Rosaria,
il tema della guest non mi sembra un centro pieno: passare la patata bollente della relazione alla sig.na Eva, più che altro raffigura un tentativo - come dici tu stessa nel racconto - di pararsi il culo, tanto più che Giorgio, in qualità di responsabile (par di capire), deve comunque rispondere dell'operato dei suoi sottoposti. Se invece è la signorina Eva a cercare di far fuori il capo falsando la relazione, mi spiace ma non sono riuscito a coglierlo.
Il tema autoimposto, invece, è ben chiaro, anche se l'esempio che usi è più che altro una caratterizzazione del personaggio e non mi pare abbia una qualche implicazione nella trama.
Sempre riguardo al tema autoimposto, nella prima parte del racconto sembra che Giorgio, incapace di scapicollarsi, che lascia sempre correre (mai un'alzata di capo, ecc.) che lascia che siano gli altri ad andare in prima linea (a sfracassarsi... ), sia più un accidioso che non un avaro.
Forse la prima parte, molto raccontata, potrebbe essere sforbiciata di parecchio senza che il racconto ne risenta.
Riguardo alle vicende che racconti, non così fuori dall'ordinario, anzi, le ho trovate poco coinvolgenti e un poco piatte.

L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA), di Alessandra Corrà
Ciao Alessandra,
mi pare che i temi siano entrambi presenti, e il tema autoimposto abbia anche una chiara influenza sulla trama. Nonostante tu non fornisca dettagli ben definiti, me lo sono immaginato di ambientazione fantasy.
Circa a metà racconto mi pare di riscontrare uno scivolamento del punto di vista dalla ragazza al padre, quando l'uomo si chiede se scommettere o meno la figlia.
In generale, non mi ha coinvolto molto, forse perché lo sviluppo è abbastanza lineare, già dall'inizio si intuisce che lo sconosciuto vincerà e appena hai nominato la figlia ho immaginato il finale.

La cena della biodiversità (SUPERBIA), di Andrea Partiti
Ciao Andrea,
molto simpatico il tuo giro fra i tavoli e lodevole il tentativo di infilare tutti e sette i vizi capitali nel racconto.
Devo però ammettere che in alcuni tavoli ho fatto un po' di fatica a scoprire il vizio (a parte la lussuria, molto divertente).
Mi sembra, invece interessante per un racconto di fantascienza l'idea che si possa mettere all'asta qualche esemplare di una specie ormai salvata allo scopo di raccogliere fondi per salvarne un'altra (che a sua volta sarà poi messa all'asta...).

d8 e d100 (INVIDIA), di Roberto Romanelli
Ciao Vastatio,
devo ammettere che anche nel mio caso le parti relative al GDR più che farmi calare nel gioco mi tirano fuori dal racconto perché fatico a seguirle.
Il racconto non è certo scritto male, anzi, ma purtroppo non sono riuscito a capire del tutto le dinamiche che ci stanno dietro. Si capisce che Diego ha un brutto carattere, che l'amico gli frega la ragazza, però, se posso immaginare l'invidia di Diego per Francesco che si sta sposando la sua ex, fatico a intravedere il tema principale, quello della guest.

Il sopravvissuto (ACCIDIA), di Diego Ducoli
Ciao Diego,
all'inizio il tuo protagonista si guadagna subito la mia simpatia, concentrato com'è nel suo obiettivo di starsene lontano da tutto e da tutti.
Il suo l'eloquio scanzonato (e anche un po' sco......to) mi piace molto, però mi pare un tipo fin troppo attivo per essere un accidioso: coltiva l'orto e tiene pure un diario! All'inizio risulta simpatico poi durante il racconto gli avvenimenti con biancaneve e i nani si fanno un po' confusi e la fine del cane (poverino!) sembra poco giustificabile.
In definitiva il racconto parte molto bene, ma mi sembra si perda un po' per strada, e i due temi non sono evidentissimi: poco o niente quello della guest, a tratti alterni quello dell'accidia.
A rileggerci.
Ultima modifica di Fernando Nappo il martedì 15 marzo 2016, 17:47, modificato 2 volte in totale.

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Vastatio
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#5 » lunedì 14 marzo 2016, 18:48

Stay hungry, stay doomed (GOLA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-gola: nulla da appuntare. Si sviluppa tutta la seconda parte su questo
-Mors Tua: in apertura (esplicito a favore di Dino) e in chiusura (implicito a favore di Ricci).
Bell'idea che si avvilluppa e prende forma sul peccato strizzando l'occhio al tema della guest.
A voler fare le pulci alla storia il "deragliamento" di un treno è un po' inusuale come evento da inserire a metà racconto e liquidare come se si fosse rotta la zip dei pantaloni.
Infatti alla prima ripetizione ho mangiato la foglia, questo senza leggere il titolo (gran bella cosa i titoli spoiler). Forse cambiando il tipo di incidente/morte (soffocato da una nocciolina, col sacchetto ancora in tasca in cui trova ancora una ad ogni loop)


Chili di troppo (AVARIZIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-avarizia: c'è. Nulla di veramente forte, ma un "di più" per caratterizzare il protagonista.
-Mors Tua: ci siamo è il modus vivendi del protagonista.
I temi ci sono, ma la storia in sé mi ha coinvolto poco, forse perché troppo calata nella macchietta classica del dirigente incapace che scarita sempre tutto sugli altri.
L'idea "diversa" ce l'hai (l'aumento di peso psicosomatico), ma si perde nel resto, mentre avresti dovuto dare maggior risalto (magari cambiando il peccato "cardine")
L'epilogo è in linea col resto: senza colore.



L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
avarizia: bisogna cercarlo col lanternino e solo alla fine se ne può dare una interpretazione figurata proprio a volerla strappare: l'avidità non è l'avarizia.
Mors Tua: c'è. La lenta discesa in disgrazia e la rivalsa finale possono essere una buona declinazione del tema.
Bella idea per quanto ritengo che tu abbia forzato un po' troppo la mano sulle "qualità" reali o presunte dei personaggi. Invincibile (lui), miglior giocatore di tutti i tempi (lui), imbattuta sempre (lei).
Da quella che sembrava una rivisitazione degli scontri a poker da saloon poi mi fai scivolare in uan atmosfera da fiaba, dove tutto è assoluto.
La storia della vendetta era chiara, provi giusto a depistare insinuando che possa essere il diavolo, ma quando nomini la figlia allora non mi sorprendi più.
Forse avrei preferito davvero che quello fosse il diavolo o la figlia che ha acquisito dal diavolo tutta quella "abilità scacchistica" per vendicare la madre morta in miseria. Riuscirei a digerire più facilmente questi due campioni imbattibili.



La cena della biodiversità (SUPERBIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
superbia: non c'è. Poi ho letto il tuo intento nei commenti, ma ho fatto fatica ad associare le varie scene.
Mors Tua: c'è. Macabro, splendidamente interpretato.
Molto bella l'idea che c'è alla basa del racconto: surreale e geniale. Voler declinare ogni peccato capitale però ti è riuscito male. Alcuni pezzi sono facilemnte riconducibili (la lussuria è spettacolare), ma gli altri sono opachi. Senza la tua spiegazione non ci sarei arrivato.
Ed è un peccato perché l'intento è veramente lodevole. Inoltre, per quanto siano paragrafi staccati, è difficile identificare il numero degli interlocutori e i cambi di scena, se vuoi mantenere lo stile a dialogo forse potresti mettere dei separatori più netti o far partire tutta la conversazione da un unico tavolo che "spettegola" sugli altri.



Ira (ACCIDIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
accidia: c'è, insieme a quasi tutti i suoi compagni (la lussuria proprio non l'ho trovata, a meno di non relegarla alla descrizione della mazza da softball).
Mors Tua: ci sarebbe ma non c'è.
Lo stile con cui hai scritto mi piace. Che ci sia qualcosa sotto, oltre al primo strato di parole, è palmare. Cosa sia però io non riesco a vederlo, non ho la preparazione per coglierlo: spari, ma mi manchi di un paio di braccia.
L'unica cosa che ho notato è il tentativo, quasi riuscito (non trovo così evidente la lussuria), di inserire tutti i peccati capitali.
La parte finale mi confonde. Non riesco a capire se è finito in manicomio, se non ha mai scritto nulla, se è semplicemente bipolare e ha ucciso il se stesso autore...
Non riesco nemmeno a capire se e quanto lui ci guadagni da questa morte, motivo per cui ho difficoltà a riscontrare il tema del mors tua, vita mea visto che poi afferma di non scrivere



Pasqua di sangue (AVARIZIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
avarizia: c'è? mi sembra che il nostro Giuda sia più avido che avaro.
Mors Tua: c'è.
Interessante la struttura che hai voluto dare, un narratore in prima persona che assite/racconta e i due comprimari che "reggono" i due temi singolarmente. Così come è interessante romazare gli eventi successivi a quelli più conosciuti.
La realizzazione però non mi ha entusiasmato. Il lessico è pesante, capisco che volevi riportarci nei tempi antichi, ma ho trovato la lettura lenta e la forma eccessivamente atificiosa.
Nel momento stesso in cui citi Barabba e colleghi gli eventi non hai bisogno di mettergli in bocca il tema. Passi la prima volta, si lega bene con il contesto, ma in finale sembra messo lì a ricordare che hai fatto il "compitino".
Non perdo troppo tempo sulla questione avidità/avarizia. Per me sono due concetti molto diversi e di "avaro" nel tuo Giuda ci vedo poco, giusto qualche accenno, tanto più che lui i soldi li investirebbe volentieri e senza troppi indugi a quanto mi pare di capire.




Polvere alla polvere (SUPERBIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-superbia: ci sta. Sia che si veda come protagonista principale Kira, sia in una accezione più ampia dell'umanità che si sta autodistruggendo.
-Mors Tua: sicuramente richiamato nella chiosa finale (la Terra che giova del termine dell'umanità), nel resto un po' forzato e "letterale" se dobbiamo ascriverlo a Kira.
Per quanto riguarda il racconto sono combattuto: ci sono elementi che me lo fanno apprezzare e altrettanti che mi fanno storcere il naso.
In primis un antieroe con un potere mostruoso, divino, che non da scampo e, nella sua mente da pazzo, non può che portare allo sterminio dell'umanità. Niente lieto fine. E mi piace, è coerente col mostro che crei.
Di contro bisogna anche "dargli d'ufficio" pari poteri difensivi o non si spiegherebbe perché, a un certo punto, non abbiano deciso di nuclearizzare un po' di suolo per estirpare la minaccia.
Il riferimento a Death Note è più che evidente (per chi lo conosce), l'imbeccata sui cartoni giapponesi forzosa. Che gusto c'è a trovare citazioni od omaggi se mi accompagni per mano e me li indichi.
Ti giochi il "pazzo", quindi qualsiasi cosa tu gli faccia dire è per forza vero, nella realtà del racconto: gioco facile. Il level up di poteri in base al count uccisioni lo trovo deprimenti, forse c'era qualcosa da trovare, ma non sto giocando alla caccia al tesoro o, concedimi, non ne ho voglia.
Si passa da A a B senza nulla che sorprenda od emozioni una volta assimilata l'idea.
Se il tuo intento era fare critica sociale, l'ennesima denuncia all'umanità che va autodistruggendosi,impotente (Antonio), nemica di se stessa puoi aver anche centrato l'obiettivo, ma mi distrai per tutto il tempo senza riuscire ad emozionarmi col tuo Kira/DOc Manhattan.




BMW (SUPERBIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-superbia: c'è, un po' in tutti i personaggi che descrivi.
-Mors Tua: potenziale, visto che la mamma alla fine non muore.
Sicuramente senza infamia, ma non me la sento nemmeno di dare la lode. Scritto bene ma senza quel "di più" che in altri tuoi racconti mi ha fatto apprezzare anche la storia oltre allo stile.
La macchina come simbolo di, presunto, successo è una macchietta abusata (per quanto probabilmente ancora reale). Mi è piaciuto molto di più il siparietto col prete, più brioso e amaramente divertente, ma forse il non rendere troppo viva la parte del protagonista è una scelta voluta per enfatizzarne la povertà di spirito.
Svenimento finale e furto a cesellare il concetto del "già visto, già letto". Un po' insipido.



Fuori dalla grazia di Bio (GOLA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-gola: più che altro direi fame. Tanto più che se uno dei tuoi protagonisti è plausibile che sia vegano visto che conosce il negozio (ma ho dei dubbi visto che non disdegan al carne quando gli viene offerta), lei è onnivora, e per un onnivoro la cucina vegana non è proprio sinonimo di "gola".
-Mors Tua: relegato al colpo di scena finale ma ben puntato.
Il racconto gioca sul classico confronto tra caratteri opposti, tuttavia troppo invadente che la voce del narratore sia "polarizzata" alla leziosità del professore. Questo rovina l'equilibrio. Finché c'è uno scambio diretto di battute la cosa regge, quando si intromette il narratore siamo ancora nello stile di Amerigo.
Il tutto perde forza per quanto siano apprezzabile l'ironia dei personaggi e del narratore. Spero che non ci fossero intenti "horror" perché non ne ho riscontrati, le parti in cui descrivi gli zombie sono troppo "accademiche" per suscitare emozioni in tal senso.
La cosa che apprezzo di più è l'ironia generale. Così come il twist di trasformare dei vegani (ma forse sono "solo" vegetariani) bio in assassini.
Qualche semplificazione di troppo nel finale (nessun sospetto al menzionare la carne, ma si può scusare con la fame e l'eccittazione) e un campio di scenza senza nemmeno un piccolo accenno a un tentivo di resistenza (qualche livido sui protagnisti), droghe (sonniferi, cloroformio) o una bella frittura con taser.



AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-avarizia: talmente sottile che quasi non c'è. Invece alla fine si rivela per essere la causa del fallimento.
-Mors Tua: se lo passano i due protagonisti.
Devo dire che, nonostante il tema trattato non sia originalissimo, trovi il modo di renderlo interessante.
Stupenda la frase finale, che spiega il perché del fallimento del progetto di Giuliano.
Poco credibile invece che, in una realtà dove le bambole voodoo funzionano (meglio se nuove), tanto da avere un florido mercato su ebay, il piano di Giuliano possa essere ritenuto "perfetto". Un po' sottotono anche la motivazione per cui Claudio abbia con sé la pistola. Ammetto di non essere un tiratore da poligono, ma, il ferro ce lo si porta nella fondina sotto l'ascella così a portata di mano (mi pare di capire che rimanga sempre nella stessa stanza col "cadavere").
Però ammetto che questa è solo una supposizione mia. Anche avere con sé (in tasca!) il documento per la rinuncia all'eredità è un po' forzato. In generale quello che critico è una ingenuità di fondo nelle dinamiche e, come ti hanno già fatto notare, qualche dialogo un po' troppo "articolato" da parte di Claudio che soffre come un cane, da come descrivi, ma non ha grossi problemi a parlare o, nella seconda parte, risorge a nuova vita senza evidenti segni di sofferenza o affaticamento.




Odi et amo (SUPERBIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-superbia: ok, nessun problema a trovarlo (Lucio/a in primis).
-Mors Tua: solo citato.
Mi piace l'atmosfera e l'irriverenza alla "Dogma". Reinterpreti, per quanto senza grossi sbalzi di originalità, le relazioni tra angeli, demoni e il loro superiore.
Forse proprio l'attualità dei tuoi dialoghi che pescano a piene mani in quello che circola ormai da tempo sulla rete, offusca le parti più ispirate.
Credo che questo sia l'unico racconto in cui uno dei due temi, alla fine, non ha il benchè minimo peso sulla storia.





Il sopravvissuto (ACCIDIA)
Ciao,

Cominciamo dalla novità del doppio tema:
-accidia: altalenante. In alcune parti è ben delineato (la voglia/non voglia di scrivere il diario) e in altre sembra completamente all'opposto (per come sistema le varie ville, orti, allevamenti)
-Mors Tua: relegato al finale, per tutta la parte precedente sembra anzi essere completamente ignorato.
Per quanto riguarda il racconto va riletto e sistemata la consecutio e i gli immancabili refusi che si trovano in un contest come MC.
L'idea c'è, il protagonista c'è, i comprimari anche. Si amalgamano abbastanza bene fine alla chiosa finale. Brutta. Inserisci nuovi personaggi senza averne dato il minimo indizio (anche se è naturale pensare che ci siano altri sopravvissuti) con l'unico scopo di giustificare il tema, tra l'altro anche in modo poco incisivo: nessuno di loro sembra una minaccia REALE per lui.
Forse se come peccato avessi scelto l'IRA il tutto avrebbe acquisito maggior logica nel finale, senza questa sensazione di "pezza affrettata".
Per me da riscrivere, perché Lui, Biancaneve e i Nani meritano una migliore collocazione.



Classifica

1. Stay hungry, stay doomed (GOLA)
2. AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA)
3. Fuori dalla grazia di Bio (GOLA)
4. Ira (ACCIDIA)
5. Chili di troppo (AVARIZIA)
6. L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA)
7. La cena della biodiversità (SUPERBIA)

Andrea Dessardo
Messaggi: 107

Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#6 » martedì 15 marzo 2016, 20:10

Fuori dalla grazia di Bio
Il testo è come di consueto ben costruito e l'incipit è un autentico colpo di genio; lo humour è sempre sostenuto, sicché non si avvertono quasi mai momenti di appesantimento del racconto, che è anzi tanto leggero da – secondo il mio parere – non sviluppare adeguatamente il dramma morale costituito dal peccato di gola che, come tutti i vizi capitali, logora spiritualmente l'essere umano allontanandolo da Dio. In effetti nessuno dei personaggi è schiavo della gola, ciò che li muove è tutt'al più un po' di fame, a meno che non si imputi tale peccato all'umanità nel suo complesso che, a causa di sbagliate abitudini alimentari (l'eccessivo consumo di carne) ha condotto al diffondersi dell'epidemia. Ad ogni modo il tono lieve del racconto mette in ombra questo aspetto (e per fortuna, altrimenti saremmo al cospetto dell'ennesimo monito animalista…).
Vistoso l'errore di “gli bastò” in luogo di “le bastò”, poiché riferito a Livia.
Nel complesso il racconto è ben costruito, dal ritmo sostenuto, intelligente.

Odi et amo
Ho trovato un po' pesante il lungo monologo di Lucifero, all'interno di un racconto che nel complesso è invece piuttosto arguto, anche se non originalissimo. Curioso in particolare che sia Lucifero ad accusare Dio di superbia, lui, l'angelo ribelle: curioso anche se ovviamente discutibile. Già vecchie le battute su transgender e coppie di fatto. Non mi ha esaltato, anche se riconosco una certa capacità di scrittura e narrazione.

BMW
Piacevole quadretto neorealista da Sicilia anni Settanta-Ottanta, mi ha ricordato certi sketch romani di Verdone. Toccata abbastanza di striscio la superbia (sì, il ragazzo è fiero della macchina e del lavoro, ma poi non è la superbia che porta alla risoluzione della trama), il tema mors tua vita mea è solo nelle intenzioni: la morte della madre non sembra aprire le porte alla maturità del figlio. Però davvero un racconto convincente.

Bambolina voodoo vendesi
La storia è carina ed entrambi i temi sono rispettati. Il ritmo però è blando e non mi riesce a coinvolgere pienamente, non c'è pathos in questo fratricidio, né nella prima parte, né nella seconda. Claudio come mai si salva? Aveva un giubbotto antiproiettile? O la pistola lo ha protetto dallo spillone?
Il racconto è da sufficienza e anche qualcosa di più.

Chili di troppo
Il quadro è ben descritto e la storia si lascia leggere con facilità. I due temi però restano sostanzialmente estranei al tema del racconto: il vizio della gola è semplicemente una caratteristica appiccicata addosso al protagonista, ma che in nessun modo influisce sullo svolgersi degli eventi: Giorgio è goloso così come potrebbe avere gli occhi azzurri. E anche il mors tua vita mea, mi spiace, non lo colgo: la signorina Eva non trae infatti alcun vantaggio dall'aver messo nei guai Giorgio. Il testo dunque, nel complesso, manca d'anima e risulta, seppure gradevole, piuttosto piatto.

Il sopravvissuto
Non ho ravvisato la presenza dei due temi: il protagonista non è un accidioso, al più semplicemente un po' scazzato: l'accidia, che è l'incapacità ad agire, a prendere decisioni, a fare il bene, e che intende un'abitudine patologica nell'uso del tempo, dovrebbe incidere più in profondità sul carattere del tuo personaggio, che tutto sommato è solo un po' villano. Il gioco dei nomi con Biancaneve e i sette nani francamente non fa neanche sorridere e l'ho trovato un po' stiracchiato. Anche l'altro tema, lo vedo trattato solo nominalmente.

La cena della biodiversità
Il racconto è assai grazioso, gustosissimo nel quadro relativo ai peni. Non vedo tuttavia come i sette quadri si attaglino ai sette peccati, tranne appunto quello sulla lussuria: non vedo nemmeno superbia, tutt'al più snobismo e un pizzico d'altezzosità. A differenza degli altri commentatori, io ho colto la pluralità di voci, ma rimane il fatto che la superbia non c'entra quasi per niente e questo è un grosso limite per un testo altrimenti godibilissimo e ben scritto.

Ira
Non sono riuscito a cogliere il retroscena individuato da Jacopo, ma siccome finora nessun altro ce l'ha fatta, comincio a credere si tratti solo di una suggestione di Timetrapoler.
Questa sorta di Totò Merumeni, se ho ben capito, semplicemente immagina, come in sogno di uccidere un suo immaginario concorrente ispirandosi a una delle sue trame: nemmeno in sogno è capace di creare un'opera letteraria, ma la plagia; svegliatosi, non ha scritto neppure quel testo. Di certo, se le cose stanno così (ma non ne sono sicuro), il tema dell'accidia è ben trattato (meno l'altro tema, anche se è presente). Il testo mi pare un po' sacrificato, si sarebbe potuto fare di più (anche se un accidioso non fa, si limita a immaginare, ma così scadiamo nel loop della metanarrazione…).

Polvere alla polvere
Ok, la fantascienza, ma immaginare le gesta di uno che fa fuori in pochi mesi sette miliardi di persone continuando ad accrescere esponenzialmente i suoi poteri, mi riesce un po' difficile: la narrazione è sospesa in una fantastica realtà parallela, ma ciò non basta, secondo me, a giustificare la totale assenza di riferimenti a fatti plausibili, ad esempio l'organizzazione di forme di resistenza, o semplicemente lo smaltimento di sette miliardi di cadaveri, che anche se non sembra, sono piuttosto ingombranti.
Il racconto tutto sommato mi è piaciuto, anche se il contesto è così assurdo da rendere difficile giudicarlo, perché gioca in un campo sconosciuto.

Stay hungry, stay doomed
Non si capisce, fino alla fine, che il personaggio è morto, e anzi io l'ho capito solo leggendo gli altri commenti, perché il sorriso diabolico del cameriere non basta a spiegarmi che egli si trova all'inferno. Il racconto è di buona fattura e efficace quasi in tutto tranne, secondo me, proprio nello svelare il colpo di scena. Penso sia il racconto, tra quelli in gara, che tratta e caratterizza meglio il tema del peccato: per la gola si patisce e si è dannati. Bene.

D8 e d100
La narrazione è piacevolissima e ottimamente caratterizzate sono le parti del gioco: mal intercettati invece i temi. Quanto a mors tua vita mea, si tratterebbe piuttosto di mors mea vita tua, in quanto è il fallimento di Diego a consentire la realizzazione della vita di Francesco e Chiara. Anche l'invidia è poco tematizzata, emerge come un coniglio dal cilindro solo alla scena dei diamanti, ma fino ad allora i personaggi non sembrano affatto essere schiavi dei loro vizi; che Diego stia male somatizzando l'invidia ci si limita ad intuirlo, ma nel testo non ce n'è traccia, anzi espressamente si dice di come Diego fosse affetto da tali acciacchi già quanto stava con Chiara.

L'invincibile e lo straniero
Il racconto evoca atmosfere prima da western, poi da favola, da mille e una notte. In generale è ben scritto e svolge bene i temi, specialmente quello dell'avarizia, che è connotata ottimamente. Il testo però sconta alcune vistose ingenuità e purtroppo, non scegliendo con decisione un genere – io avrei insistito molto di più sul carattere di favola, per esempio – rimane un po' a tinte smorte e poco appassionante.

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6. La cena della biodiversità
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 16 marzo 2016, 15:22

Intanto scusatemi per la valanga di commenti tutti in contemporanea che non aiutano la comunicazione, sono stato connesso sporadicamente ed era il modo più comodo per scriverli!

Come sempre, tutti i commenti prima e la classifica al fondo. Una classifica decisamente più sempliceda stilare, potendo "perdere" quasi metà dei racconti nel processo di selezione!

Stay hungry, stay doomed (GOLA), di Linda De Santi
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Chili di troppo (AVARIZIA), di Maria Rosaria Del Ciello
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L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA), di Alessandra Corrà
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Ira (ACCIDIA), di Sara Tirabassi
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Pasqua di sangue (AVARIZIA), di Andrea Dessardo
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Polvere alla polvere (SUPERBIA), di Maurizio Bertino
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BMW (SUPERBIA), di Ambra Stancampiano
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Fuori dalla grazia di Bio (GOLA), di Jacopo Berti
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d8 e d100 (INVIDIA), di Roberto Romanelli
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AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA), di Fernando Nappo
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Odi et amo (SUPERBIA), di Patty Barale
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Il sopravvissuto (ACCIDIA), di Diego Ducoli
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1. Stay hungry, stay doomed (GOLA), di Linda De Santi
2. AAA Bambolina Voodoo vendesi (AVARIZIA), di Fernando Nappo
3. d8 e d100 (INVIDIA), di Roberto Romanelli
4. Ira (ACCIDIA), di Sara Tirabassi
5. Fuori dalla grazia di Bio (GOLA), di Jacopo Berti
6. L’invincibile e lo straniero (AVARIZIA), di Alessandra Corrà
7. BMW (SUPERBIA), di Ambra Stancampiano

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Peter7413
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 16 marzo 2016, 18:30

Ecco la mia classifica!
Mi sembra che la difficoltà della Special si sia fatta sentire, soprattutto nel tentativo di raggiungere un certo numero di caratteri quando magari ne sarebbero bastati molti di meno. Detto questo, gran bella Special, di quelle toste che ti fanno sputare sangue. :)

1) BMW, di Ambra Stancampiano
Ecco, questa è la Stancampiano che mi piace da morire. Gran bel pezzo in cui riesci a inserire religione, rivalsa, tradizioni, rapporto tra generazioni, analisi sociale e sicuramente ho dimenticato qualcosa. Si legge che è un piacere e si chiude come meglio non poteva. Temi rispettati con eleganza. Ottimo!
2) Stay hungry, stay doomed, di Linda De Santi
Una prova molto buona. Mi stona un pelo l'intro della seconda parte, quando s'aggira per Arcetri. L'ingloberei già nella parte del ristorante, tipo lui che entra pensando a com'è andata la giornata. Da lì in poi, ecco il suo inferno, a mio avviso realizzato in modo superbo. Il ristoratore che torna e ancora e ancora e sempre con la stessa richiesta è controllato magistralmente e il tutto si trasforma man mano in un incubo, con i giusti tempi. Nota dolente, il tema della guest: presente anche se non mi convince appieno in quanto il protagonista muore (quindi è più un MORS TUA, MORS MIA). Il tema CAPITALE, invece, è perfetto. In conclusione, qualche punticino in meno per la trattazione del tema della guest, ma il racconto è davvero di alto livello. Brava!
3) La cena della biodiversità, di Andrea Partiti
Un ottimo racconto, forse un po' lungo. Sembra quasi che tu abbia considerato il limite di 7000 come meta da raggiungere e ho percepito, chiara, la sensazione di qualche capitoletto di troppo e anche di una eccessiva lunghezza di alcuni. Nulla da dire sulla tua scelta di utilizzare solo dialoghi, sono un convinto sostenitore di questa tecnica e quindi non posso che esserne soddisfatto, anche perché ti destreggi bene. I temi sono rispettati entrambi, anche se forse ci avrei visto ancora meglio GOLA. Buon racconto, complimenti.
4) L’invincibile e lo straniero, di Alessandra Corrà
I tuoi racconti sono sempre puliti e ben condotti e questo non fa eccezione. Ho storto il naso solo sulla questione dell'invincibile a scacchi. Se davvero fosse riconosciuto come il più grande giocatore del mondo sarebbe riverito come un sommo maestro e non sarebbe facile avvicinarlo. Inoltre ci sarebbe stato bene qualche accenno agli ELO e anche qualche metafora scacchistica, cosa che manca totalmente. L'impressione è che ti sia buttata a narrare un mondo che non conosci mentre ti fossi concentrata su altre realtà meno esclusive e più popolari quali biliardo e poker (evitando il riferimento al più forte del mondo e portandolo al locale) saresti stata molto più verosimile. Detto questo, il racconto mi è piaciuto e ci ho ritrovato entrambi i temi. Una buona prova, brava.
5) AAA bambolina voodoo cercasi, di Fernando Nappo
Buon racconto, godibile. Forse non brillante come avrebbe potuto a causa di una certa farraginosità qua e là, soprattutto in dialoghi forse troppo scoperti (a recitare sono più le parole che i protagonisti) e sicuramente non è perfetto il momento di svolta (a causa della linea di dialogo in cui Claudio ricorda che doveva andare al poligono, il tutto per giustificare il fatto che avesse la pistola, cosa che però mi ha portato a pensare che forse non era in casa, forse era rientrato in quel momento, forse Giuliano aveva agito come in un'allucinazione e poi, solo all'ultimo, al fatto che l'avesse detto per giustificare l'arma). Insomma, ci sono alcune cosette da sistemare, ma i due temi mi sembrano affrontati bene e il risultato è di certo godibile.
6) Odi et amo, di Patty Barale
Racconto divertente e ironico, forse troppo sottolineato, risottolineato ed evidenziato in quelli che sono i suoi intenti. Alla fine il tutto si riduce a un monologo che occupa il testo dalla metà fino alla chiusura e questo potrebbe anche essere tacciato di infodump, anche se non lo è. I temi sono presenti e la lettura è godibile, pur risultando un po' appesantita, per quanto detto sopra, nel finale. Un buon racconto, questo è certo, ma occhio a non rischiare di affogare nell'intento dimenticando lo sviluppo. ;)
7) Fuori dalla grazia di Bio, di Jacopo Berti
Il peccato di gola non è tematizzato al massimo, ma direi che è presente in senso lato, laddove s'intende la carne come alimento accessorio e rinunciabile, quindi ci sta. "Mors tua, vita mea" rientra nel finale, quindi anche per quello mi sento di dire che sia rispettato. Sono un pelo dubbioso, invece, sulla struttura scelta. La prima parte, lunghina in rapporto al tutto, ha il compito d'introdurci in questa realtà e lo fa un po' passivamente, almeno quella è la mia percezione: gli zombie fanno giusto una comparsata e i due protagonisti non mi sembrano caratterizzati al meglio delle tue possibilità, al punto che in alcuni passaggi ho faticato a distinguerli. La seconda parte, invece, mi sembra annacquata, troppo lenta ad arrivare all'ingresso in scena del commesso. Il finale è buono. La mia idea è che non hai ottenuto un risultato ottimale nel mostrarci l'aspetto deviato che ha assunto questo futuro. Tutto sembra troppo normalmente tarato su un normalissimo zombie world (annacquatino) fino al finale, in cui finalmente si scorge il tono cui pensavi. Intendiamoci, un buon racconto, qui si deve valutare per forza di cose partendo da un livello medio alto, ma con diversi problemi che vanno risolti con più tempo e calma.


- Ira, di Sara Tirabassi
Operazione davvero intrigante, ma le cui chiavi di lettura capaci di aprirne le porte risiedono tutte nei temi dell'edizione. Ne consegue che senza conoscerli a priori risulti molto difficile apprezzare il senso del tutto, soprattutto a causa di quel finale molto veloce che è funzionale ai temi, ma disfunzionale al racconto. Sicuramente da aggiustare in quella parte in modo da fare assurgere il testo a ciò che gli compete, ovvero un livello ben più che buono.
- Chili di troppo, di Maria Rosaria Del Ciello
Il racconto è decisamente godibile, ma mi sembra non chiudersi adeguatamente. Mi spiego, l'ho letto davvero con gran piacere, sempre più curioso di scoprire come l'avresti chiuso, ma arrivato al punto ho percepito più una troncatura che una chiusura. Una domanda su tutte: come può la signorina Eva, sempre precisa e inappuntabile, avere commesso un errore? Mi sembrerebbe quasi voluto, tipo una vendetta, ma ci lasci con lei in vacanza e senza una semina precedente tale da aiutarci a comprendere il quadro, quindi la sensazione è di casualità e pertanto la troncatura risulta eccessiva. Il tema, idem. L'ho percepito, ma se non lo avessi conosciuto a prescindere non credo che l'avrei beccato e, anche qui, la causa sta in un finale che non chiude. Il peccato capitale, invece, c'è tutto. Un racconto discreto a causa di quanto detto, incerto su cosa essere e diventare. Lavoraci un po', anche solo sul finale e avrai qualcosa di davvero molto buono.
- Pasqua di sangue, di Andrea Dessardo
Vero, la prima parte è resa molto meglio e contribuisce a creare un'attesa che nella seconda rimane insoddisfatta. Ed è anche vero che non pare essere avarizia quella di Giuda, ma semplice diversità di pensiero rispetto alle linee di azione da seguire. Detto questo, l'operazione è interessante e di piacevole lettura, anche intrigante, ma monca a causa di quanto sopra. Da riprendere senz'altro rielaborando lo sviluppo e ripulendo il testo dove serve. Ci sono buone potenzialità.
- d8 e d100, di Roberto Romanelli
Qui il difetto maggiore sta in una connessione piuttosto labile tra i due piani che alterni, o quanto meno non sono riuscito a capirla io. C'è potenza nel tuo stile, ma in questo testo c'è anche poco controllo con personaggi non ben delineati e definiti. Sicuramente il problema è dovuto ai tagli, ma l'esercizio sta anche nel costruire un racconto nei limiti richiesti e in questo caso, ma può capitare, non ci sei riuscito. Tema presente, accetto la tua spiegazione e la trovo arguta e peccato capitale trattato. Un testo, in buona sostanza, che necessita di revisione per funzionare.
- Il sopravvissuto, di Diego Ducoli
Scritto di fretta e poco rifinito, molti errori nell'utilizzo dei tempi verbali, svariati refusi sparsi. Diciamo che la "confezione" con cui hai presentato il racconto non è delle più rifinite. Ho apprezzato il tentativo di sbavare in una terminologia fiabesca, solo che a quel punto avresti dovuto farlo per tutto e allargarlo per enfatizzare la follia del protagonista, del resto la solitudine assoluta qualche vittima la miete tra i neuroni... Ecco, è tutto molto, troppo, abbozzato, ancora ben lungi dalla sua forma finale, anche se si intuisce che la strada è quella giusta. Lo stile, del resto, c'è e direi che dovresti davvero approfondire perché ne potrebbe uscire qualcosa di molto carino.

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alessandra.corra
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#9 » giovedì 17 marzo 2016, 12:13

Ciao a tutti,
questa volta è stata particolarmente difficile stilare la classifica finale perché in ogni racconto ho trovato degli spunti interessanti; comunque, con fatica, eccola qua:

1 - BMW – Superbia – Ambra Stancampiano.

Hai scritto davvero un bel racconto. Mi piacciono le storie ordinarie che mettono in scena personaggi autentici e che lasciano scorgere tra le righe un sottofondo amaro, pur facendo a tratti sorridere. E tu sei riuscita a rendere benissimo questo spaccato di vita quotidiana caratterizzando bene tutti i personaggi coinvolti che risultano assolutamente credibili.
La struttura è ben congegnata e lo stile ottimo. Che dire? brava!

2 - Stay hungry, stay doomed – Gola – Linda De Santi

Racconto molto carino e piacevole da leggere. Ben congegnata soprattutto la seconda parte della storia. Rifacendoti a una sorta di inferno dantesco sei riuscita a caratterizzare bene il personaggio principale. Alla fine si prova quasi compassione per Dino che si ritrova a vivere un vero e proprio martirio: cosa c'è, in fondo, di peggio per un goloso che vedere gli altri saziarsi di cibi gustosi mentre egli si torce dalla fame?
Anche la chiusa, per quanto non sorprenda, è ben realizzata.


3 - La cena della biodiversità – Superbia – Andrea Partiti


Anche se il tuo racconto mi ha fatto rabbrividire per il suo cinismo, l'ho trovato gradevole da leggere. L'idea alla base è interessante. Molto originale la decisione di voler declinare tutti i sette peccati capitali, senza limitarti alla superbia, passando da una tavolata a un'altra e usando una molteplicità di voci...
La scelta di utilizzare solo i dialoghi mi ha fatto pensare più a una sceneggiatura che a un racconto. Niente da dire sulla loro costruzione, sono decisamente ben resi (anche se li avrei sfoltiti un pò soprattutto nella parte iniziale), ma forse avrei gradito un pò più di narrato. Ma questa è solo un gusto personale.

4 - Chili di troppo – Avarizia – M.R. del Ciello

Mi è piaciuta la storia che hai raccontato. Hai saputo delineare un personaggio molto complesso e interessante.
Oltretutto, egli pecca di ben due vizi capitali. :) Giorgio non solo è avaro, ma pecca anche di accidia visto che attua la politica del "laissez faire" in ogni occasione della sua vita.
Il racconto è abbastanza credibile, poiché uomini inetti ce ne sono, e purtroppo molti nelle posizioni di potere; forse però avresti dovuto focalizzare di più l'attenzione su come aveva fatto ad arrivare a quella posizione ambita, nonostante la sua mancanza di iniziativa. Il fatto che non si opponesse mai a nulla non giustifica che fosse arrivato dov'era.
Ecco, forse l'errore è stato quello di mettere troppe cose dentro la storia, lasciando alcuni spazi vuoti circa il passato del protagonista. Nel complesso però è un racconto gradevole!

5 - Polvere alla polvere – Superbi – Maurizio Bertino

Non posso che apprezzare il riferimento a Kira, personaggio principale di Death Note, da sempre uno tra i miei anime preferiti.
Ma veniamo al racconto… La vicenda fantastica che hai utilizzato si presta molto bene per questo affresco triste, quanto vero: l’uomo è spesso tanto arrogante da sentirsi onnipotente, dimenticandosi, ahimè, di essere poi solo un essere mortale.
Ottimo e simpatico il finale, con il granchio che sogghigna pregustando un futuro senza più umani in circolazione.
Ciò che invece funziona un pò meno sono alcuni passaggi che a volte risultano di difficile comprensione. Forse il problema sta nel fatto che i personaggi si intercalano in modo non troppo chiaro; o che, passando da un momento temporale a un altro, si è costretti a tenere sempre elevata l’attenzione per non perdersi qualcosa per strada, appesantendo però così leggermente la lettura.
Nel complesso, un racconto molto affascinante, ma reso non al massimo del suo potenziale


6 - AAA bambolina voodoo vendesi – Avarizia – Fernando Nappo

Nell'ultima edizione di Mc non dovevo commentare il tuo racconto, ma l'avevo letto lo stesso e mi era piaciuto davvero molto. Anche in quest'occasione ho ritrovato lo stesso ritmo incalzante della precedente storia, la lettura mi ha anche altrettanto divertita, ho solo alcuni dubbi sui dialoghi, alcuni passaggi per esempio li ho trovati poco credibili. A parte questo, risulta comunque una prova gradevole.


7 - Odi et Amo – Patty Barale

Nuovamente ti sei riproposta di elaborare una rivisitazione, questa volta giocando anche con tematiche che possono risultare piuttosto "irriverenti". Forse non è un racconto originalissimo, ma il tutto non mi è dispiaciuto, l'idea è simpatica (divertente il personaggio di Lucifero trasformato in Lucia, e dell'arcangelo Gabriele, una sorta di messaggero di Dio) e il ritmo è buono. Per quanto riguarda i due temi, la superbia è ben realizzata, il tema della guest invece è un pò tirato per i capelli, in quanto viene solo citato durante la narrazione. Nel complesso, una storia divertente e frizzante.




Fuori dalla grazia di BIO – Gola – Jacopo Berti

L'idea di portare in scena un personaggio nazi-veg, personaggio chiave almeno per la conclusione della storia, trasportando il tutto in un ambientazione horror con i vari zombie che si aggirano per il mondo, mi e' piaciuta. Il racconto sa essere scorrevole ed e' anche divertente, non prendendosi troppo sul serio. Anche i due temi, seppur declinati in modo soggettivo, emergono dal contesto piuttosto bene. Mi lascia solo qualche dubbio la prima parte, i due personaggi sembrano infatti troppo pacati nonostante il mondo intorno a loro sia devastato. Va bene l'ironia, ma avrei preferito sentire un'emozione forte provenire dai due protagonisti.

Ira – Accidia - Sara Tirabassi

Racconto alquanto affascinante per la tematica che si nasconde tra le righe. In parte, mi sono trovata in sintonia con il personaggio, per quanto nella storia sia giustamente estremizzato all'ennesima potenza.
La paura di affrontare gli altri (e quindi anche le critiche, i punti di vista divergenti) a volte può essere talmente paralizzante per un individuo sensibile da preferire di vivere in una sorta di limbo in cui ogni decisione viene perennemente procastinata. Sopravvivere, evitando di vivere davvero.
La nota dolente è che il testo rimane troppo ermetico per gran parte della storia, alcuni passaggi sono poco riconducibili alla vicenda e a fine lettura non mi sono sentita completamente appagata perché non tutto mi è risultato chiaro. Resta comunque una storia stuzzicante, dalle ottime potenzialità.

D8 e D100 - invidia – Roberto Romanelli

Purtroppo anch'io devo ammettere che non conoscendo praticamente nulla dei giochi di ruolo, ho trovato la tua storia un pò criptica e soprattutto è stato difficile seguire le parti che descrivono il gioco vero e proprio. Per questo non mi riesce facile giudicare il tutto, ma ci provo... Ecco, nel complesso penso che sia una storia ben scritta, con personaggi caratterizzati abbastanza bene. Il peccato capitale c'è, ed è quello dell'invidia (Diego invidia Francesco), per quanto riguarda il tema dell'edizione è un tantino tirato per i capelli.

Pasqua di sangue – Avarizia – Andrea Dessardo

L'idea di elaborare una rivisitazione di un evento narrato nei Vangeli è interessante. Anche il racconto è scritto bene e scorre lineare almeno fino a metà, dopodiché devo dar ragione a chi ha sostenuto che da questo momento, quando inizia il dialogo di Giuda, la lettura diventa un pò pesante, leggermente artificiosa. I temi secondo me ci sono entrambi e, nel complesso, è una storia che ha del potenziale.

Il sopravvissuto – Accidia – Diego Ducoli

Il racconto risulta all'inizio piacevole, anche il fatto che sia elaborato in forma di diario non mi dispiace. Per come presenti all'inizio il personaggio mi risulta subito simpatico; in parte lo capisco anche, soprattutto quando afferma di essere contento della sua vita solitaria condivisa solo con il suo cane; mi è piaciuto meno invece quando entrano in in scena Biancaneve e i sette nani, dopodiché anche il finale mi ha lasciato molti punti interrogativi.
Improvvisamente tutto diventa confuso, lo stesso protagonista "accidioso" inizia a muovere diverse azioni per vendicare il suo cane, e i nuovi personaggi che entrano in scena verso la fine mi sembrano stonare con il resto del racconto.
Nel complesso, una storia che ha un buon inizio e un ritmo abbastanza buono, ma da rivedere nel finale.

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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#10 » giovedì 17 marzo 2016, 13:09

Ciao a tutti! Eccoci al momento della classifica. Faccio i complimenti a tutti gli autori, il livello dei racconti è stato fra i più alti che mi siano capitati su MC. Complimenti anche per essere stati “pionieri” di quest’edizione con tema doppio!
In bocca al lupo a tutti! :)

I commenti in ordine sparso:

Ira di Sara Tirabassi


Ciao Sara!
Trovo che nel tuo racconto siano stati rispettati sia il tema del peccato capitale che quello della guest star.
La vicenda dà ampio spazio all’interpretazione: il protagonista potrebbe uccidere un suo rivale “fisico” così come uno immaginario, potrebbe farlo davvero oppure in sogno, potrebbe avere una doppia personalità, ecc. Un’indefinitezza forse un po’ rischiosa ma intrigante.
Molto bello il finale, in cui il protagonista ha ormai esaurito le scuse per giustificare la propria inettitudine: un perfetto accidioso, ormai anche verso se stesso.
E’ risaputo che i tuoi racconti possono essere letti a più livelli, e questo non fa eccezione. Un buon lettore valuterà l’idea e lo stile con cui è scritto, un lettore più colto ci troverà riferimenti ed elementi letterari di livello più profondo, un lettore frettoloso “non ci capirà un’acca” o storcerà il naso. In ogni caso i tuoi racconti non lasciano mai indifferenti, anzi, su di me hanno l’effetto di farmi leggere e rileggere il testo finché tutti i particolari non mi diventano chiari.
Però, a differenza di altri tuoi racconti che a una lettura attenta si svelano in tutta la loro genialità, questo mi lascia la sensazione di essermi persa qualcosa: probabilmente è colpa mia che non sono abbastanza preparata per comprendere e apprezzare fino in fondo.
In definitiva, credo che questo sia un racconto più complesso di quanto appaia, ma che lascia un po’ la sensazione di non avere un’informazione fondamentale per la sua comprensione corretta e piena.
A rileggerci! :)

Fuori dalla grazia di Bio di Jacopo Berti

Una vicenda ironica e ben scritta. Ho trovato molto interessante l’idea d’inserire vegani e onnivori all’interno di un’ambientazione zombie, e in generale va detto che non è facile porre certe questioni senza offendere nessuno! :)
Nella seconda parte sfoltirei un po’ le battute dei protagonisti sulla “filosofia” del bio, lasciando solo quelle più taglienti.
Per quanto riguarda il doppio tema, hai scelto il mio stesso peccato e devo dire che mi piace molto come l’hai sviluppato. In questo caso la gola non è tanto quella dei due protagonisti che cercano qualcosa da mangiare, ma il consumo di carne da parte dell’umanità, per il quale Amerigo e Livia vengono “puniti” (almeno io l’ho interpretata così, non so se erano le tue intenzioni!).
Anche il tema della guest è rispettato e ben inserito nel racconto.
Una curiosità: perché metti il trattino dopo le virgolette chiuse?
Complimenti e a rileggerci!

Chili di troppo di Maria Rosaria Del Ciello

Ciao Maria Rosaria! Il tuo racconto si fa apprezzare per lo stile e per la caratterizzazione del protagonista, che ho trovato molto realistica.
Non ho capito perché la signorina Eva scrive una relazione che denuncia il fatto che la sua divisione non combina nulla, non rischia anche lei stessa di essere licenziata? Mi sembra di capire che lei sia una persona in gamba ma sottovalutata, quindi non può aver sbagliato la relazione senza accorgersene. Dunque l’ha fatto di proposito, ma… perché? :)
Inoltre ho qualche dubbio sull’aderenza al tema del peccato capitale: l’avarizia del personaggio non è una caratteristica realmente determinate per la vicenda. Si può supporre che lui sia “avaro” di energia e di volontà, ma è un’interpretazione un po’ fantasiosa. Personalmente in questo racconto ci vedo più l’accidia.
In definitiva un racconto piacevole da leggere, ma da ritoccare in qualche punto.


BMW di Ambra Stancampiano

Ciao Ambra! Il tuo racconto mi è piaciuto, sia per lo stile con cui è scritto che per il modo in cui hai sviluppato i temi del contest. Trovo rispettati sia il tema della guest che quello del peccato capitale, il primo nella “ribellione” del protagonista alla madre che non lo lascia vivere, il secondo nel senso di superiorità che Micuzzu sfoggia per il fatto di avere una nuova auto.
Forse con dei temi di questo tipo mi sarei aspettata una storia che implicasse almeno una morte vera o l’ingresso di un elemento fantastico, ma riconosco che è una cosa mia.
Mi sembra poco realistico il fatto che la madre cada dalla finestra, secondo me un "semplice" svenimento poteva bastare.
Resta comunque una prova molto buona. A rileggerci!


L’invincibile e lo straniero di Alessandra Corrà

Un racconto con delle buone idee di fondo e abbastanza ben condotto.
Mi ha leggermente disturbato il fatto che gli incontri avvengano in più serate: visto che passano intere giornate, mi sembra poco realistico che l’invincibile non pensi neanche una volta di darsi alla fuga una volta che inizia a perdere tutto. Mi sarebbe piaciuto di più che le partite in cui lei gli toglie il patrimonio si svolgessero in un unico incontro mortale (per mantenere la verosimiglianza basta che le partite a scacchi siano a tempo! ;) ).
La battuta finale secondo me è da sfoltire, così com’è è un po’ artificiosa, quasi uno spiegone: toglierei la parte in cui lei accenna alla sua giovane età e al fatto di essere diventata la più grande giocatrice di scacchi del mondo.
Comunque anch’io non avevo capito che fosse la figlia travestita, avevo pensato a un essere soprannaturale o a qualche vendicatore, perciò, colpo di scena riuscitissimo.
In definitiva, una buona prova. A rileggerci! :)

AAA Bambolina voodoo vendesi di Fernando Nappo

Ciao Fernando!
Un racconto molto carino, mi è piaciuta l’idea del mercato delle bamboline voodoo su Ebay.
Rispettato il tema mors tua, vita mea e anche quello dell’avarizia, qui inteso nel senso di cupidigia.
Sull’artificiosità di alcuni dialoghi si sono già soffermati in molti, per cui non mi dilungo.
Piuttosto, quello su cui ho qualche dubbio è il fatto che Giuliano e Claudio siano faccia a faccia mentre Giuliano infila gli spilli nella bambolina voodoo. Visto che funzionano anche a distanza, perché non uccidere comodamente il fratello dopo averlo chiuso da qualche parte? Forse si potrebbe fare un accenno al fatto che Claudio ha sorpreso Giuliano mentre stava per iniziare il rito voodoo; in questo modo non sembrerebbe che Giuliano sia andato di proposito a ficcarsi nei guai.
In ogni caso trovo che sia una bella prova. A rileggerci! :)

Il sopravvissuto di Diego Ducoli

Ciao Diego!
E’ curiosa la scelta di collocare il peccato dell’accidia in uno scenario postapocalittico, infatti non sono sicura che il protagonista sia veramente un accidioso: anche se afferma di non interessarsi ai sopravvissuti, comunque alleva animali da cortile e coltiva un orto, dunque più che un accidioso lo definirei solo un po’ asociale.
Bella l’idea di inserire Biancaneve e i sette nani nella storia, mi piace anche il loro intervento contro i cattivi. Peccato per il finale che smorza un po’: invece di quel "è folle tutto questo" di Melissa, mi sarebbe piaciuto qualcosa di più cattivo, come ad esempio un "Quand'è che lo rifacciamo?" o qualcosa di simile ;)
I tempi verbali ogni tanto si confondono, visto che il racconto è scritto in forma diaristica, userei solo il presente per le riflessioni e il passato prossimo per la narrazione.
A rileggerci! :)

D8 e D100 di Vastatio

Ciao Vastatio!
L’invidia c’è, il “mors tua vita mea” è un po’ stiracchiato ma c'è anche quello (reperibile, come hai scritto anche tu, nel fatto che Diego lascia Chiara e Francesco la sposa).
E’ un peccato che il racconto risulti ostico a chi non conosce i giochi di ruolo, ma in questi casi non credo si possa mediare più di tanto. Personalmente ho apprezzato come hai tirato le fila delle due storie, mi piace quando gli elementi del fantastico affiorano nella realtà. Probabilmente Diego e Chiara si sarebbero lasciati comunque, ma chissà, non fosse uscito quel 100… ;)
Nel complesso un bel racconto, complimenti.

Patty Barale

Ciao Patty! Il tuo racconto è divertente e ben scritto, con una bella ambientazione e una scena iniziale davvero ben condotta.
Centrato in pieno il tema della superbia, il tema della guest invece è più debole, ma credo si possa riscontrare nella caduta di Lucifero/Lucia.
Molto belli i due personaggi principali, anche se il monologo di Lucia è da sfoltire un po’: occupa quasi la metà del racconto e rischia di diventare noioso a causa di qualche cliché.
Nel complesso è un racconto ben scritto, che forse calca un po’ troppo la mano sulla dialettica che ha imperversato nei giorni scorsi su internet, ma che con poco può tirare fuori tutto il suo potenziale. A rileggerci!

PS: L’accenno al Duca Bianco l’ho mooolto apprezzato! ;)

La cena della biodiversità di Andrea Partiti

Racconto originale, che apre uno spaccato sulle dinamiche sociali, etiche e politiche (e animaliste) di un mondo distopico. Il tutto realizzato con il solo impiego dei dialoghi, perciò… wow. Ogni quadretto fa accapponare la pelle in un modo diverso, mentre tutto l’insieme dà i brividi per il quadro sociale che fa emergere.
Temi centrati, la superbia è della specie umana che ritiene di avere il controllo assoluto sulle altre specie viventi, il “mors tua, vita mea” nel programma di estinzione dei panda a favore di altre specie più utili.
Complimenti!

Polvere alla polvere di Maurizio Bertino

Ciao Maurizio, serve almeno una doppia lettura per apprezzare il tuo racconto: ti confesso che, a una prima lettura, ho fatto fatica a seguire la storia e a riconoscere le voci nei dialoghi. A una seconda rilettura ho potuto apprezzare meglio l’idea, il modo in cui hai sviluppato la vicenda e le sue virtù più evidenti, fra tutte, la delicatezza e la magnifica atmosfera sospesa che permeano la storia.
Con il riferimento a Death Note vinci facile perché è uno dei miei manga preferiti. Tuttavia, il racconto è migliorabile in diversi punti. C’è un uomo che sta uccidendo tutti gli appartenenti al genere umano, mi sembra strano che nessuno tenti di fermarlo: Kira sembra procedere indisturbato fino al compimento dello sterminio globale, senza che venga fatto cenno alla minima resistenza. Va bene che oltre alla conoscenza ha acquisito anche dei superpoteri, ma forse il tutto è un po’ fuori proporzione.
Potrebbe essere interessante fare un accenno al fatto che gli uomini si stanno impegnando da soli a estinguersi in un mondo precipitato nel caos, pieno di guerre, calamità, carestie (di questo sembra esserci un accenno all'inizio del penultimo paragrafo, ma è un po' flebile).
Nel complesso mi è piaciuto e trovo che abbia un bel potenziale, vale assolutamente la pena tirarlo fuori!

Pasqua di Sangue di Andrea Dessardo

Ciao Andrea, bentrovato!
Un esperimento interessante quello di romanzare il seguito della crocifissione, e originale la scelta di far narrare la storia a un personaggio che sta ascoltando i due protagonisti durante una cena.
Centrati i due temi dell’edizione, il “mors tua, vita mea” qui è rappresentato nella più celebre delle sue manifestazioni, e anche l’avarizia c’è. Tuttavia il racconto ha bisogno di essere asciugato un po’, a un certo punto mi sono persa in mezzo a tutti i riferimenti biblici e in generale ho trovato la narrazione pesante da seguire.
Mi accodo al suggerimento degli altri gladiatori di tagliare il racconto nella parte centrale per svilupparne al meglio il potenziale. Comunque lo ritengo una buona prova.
A rileggerci! :)


La mia classifica:

1. La cena della biodiversità di Andrea Partiti
2. BMW di Ambra Stancampiano
3. Fuori dalla grazia di Bio di Jacopo Berti
4. D8 e d100 di Vastatio
5. Polvere alla polvere di Maurizio Bertino
6. Odi et Amo di Patty Barale
7. L’Invincibile e lo Straniero di Alessandra Corrà

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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#11 » giovedì 17 marzo 2016, 14:06

Minuti contati

STAY HUNGRY STAY DOOMED di Linda De Santi
Ciao Linda,
Angosciante questo loop-inferno!
Mi è piaciuto molto il modo in cui ci porti a scoprire la realtà delle cose, il tragico destino di questo "amico" traditore, questa dannazione realizzata con un contrappasso ben studiato.

Una critica: non mi è piaciuta questa parte:

"Ma Dino non poteva permettersi di perdere il lavoro. Mangiava per tre persone e aveva bisogno di soldi per sostentarsi."

Il suo vizio di gola verrebbe reso molto meglio da frequenti riferimenti alla voglia di mangiare qualcosa, piuttosto che da una dichiarazione così diretta (del resto i golosi, molto spesso, sono proprio i primi a minimizzare sul cibo che mangiano, difficile che ammettano di mangiare a quattro palmenti!)

Ma a parte questo, e un "formaggioso", che in epoca di petaloserie mi ha scatenato un attacco di orticaria, un ottimo racconto!

IL SOPRAVVISSUTO di Diego Ducoli

Certo che tra tutti i peccati capitali ti sei scelto quello, secondo me, più complesso.
E questo merita un plauso.
Tuttavia proprio il peccato scelto, IMHO, va un po’ in conflitto con la lettera ai posteri: perché un accidioso dovrebbe voler lasciare una testimonianza al futuro? In fondo non gliene frega un tubo del prossimo! E anche scrivere un diario… chi glielo fa fare?
Detto questo mi è piaciuta molto la figura del tuo protagonista, uno Scrooge post apocalittico senza possibilità di redenzione natalizia e ho apprezzato la spersonalizzazione degli “ospiti” (anche se Biancaneve credo abbia una relazione con qualcuno di Minuti Contati, vista la frequenza con cui viene messa in scena! :-)
Un po’ poco accidioso, però, il prendersi cura di orti e animali da cortile…
Dal punto di vista pratico, al di là di qualche virgola soppressa dal virus della fretta, ritengo dovresti rivedere l’uso dei tempi verbali: passi da una narrazione al presente a un passato remoto fuori sincrono.
Per quanto riguarda i temi:
pollice su per il peccato capitale
pollice ni per il “mors tua vita mea” che mi sembra un po’ stiracchiato.
In ogni caso un piacere leggerti

PASQUA DI SANGUE di Andrea Dessardo
Ciao Andrea,
racconto di grande impatto, il tuo, formalmente ineccepibile e molto ben strutturato: sei riuscito a farmi respirare il fumo del cortile, percepire le ombre che scorrono sul volto di Barabba, insomma, mi hai immerso nel clima di quella Pasqua lontana, anche usando un linguaggio a tratti artificioso, quasi nello stile delle Sacre Scritture. Molto bella anche la parte iniziale, in cui lasci credere che il protagonista sia Cristo risorto, per poi rivelarci essere, invece, il brigante fatto liberare dalla folla.
Complimenti!
Per quanto riguarda i due temi, purtroppo mi sembrano un po' stiracchiati: Giuda non mi sembra tanto avaro, quanto desideroso di usare i denari per una causa (la lotta) per lui prioritaria e non ossessionato dal desiderio di mantenere le ricchezze accumulate, e anche il mors tua vita mea mi pare solo marginale (certo Barabba è vivo perché è stato mandato a morte il Cristo, ma non per una scelta di comodo del lestofante , quanto per la volontà del popolo).
In ogni caso un racconto molto, molto bello.

d8 e d100 di Vastatio
Ciao Vastatio, mi hai riportato alla mente una passione di quando ero giovane, ma soprattutto mi hai fattio rendere conto di quanto sia vecchia (punto di demerito! :-P).
Complimenti per la descrizione della seduta di GdR, che vede delineati con precisione i personaggi e i personaggi del gioco.
Detto questo, devo ammettere che il racconto non mi ha entusiasmata soprattutto per la differenza di spessore dei protagonisti tra la parte di gioco e quella sul sagrato: mentre Diego e Gianni sono "tangibili" quando giocano, nella vita reale mi paiono quasi trasparenti (non so se sono chiara)
Ma soprattutto la commistione tra vita reale e vita di gioco che salta fuori nel finale non mi ha convinta, non so, forse un respiro più ampio me lo avrebbe fatto apprezzare di più (o forse sono solo tonta io, che ormai ho da tempo abbandonato i dadi in soffitta!)
Per quanto riguarda i temi: l'invidia è presente e ben trattata, mors tu vita mea gestito in maniera "sottile"!

AAA BAMBOLINA VOODOO VENDESI di Fernando Nappo
Ciao Fernando,
Sempre detto che le cose usate spesso sono una fregatura!
Racconto frizzante e ben gestito, che però mi ha lasciato un dubbio: nell'atto della tortura la bambolina sembra efficace e, nel momento in cui Giuliano crede Claudio morto, mette la bambolina sul divano SENZA estrarre gli spilli, per cui non riesco a capire come faccia Claudio a rialzarsi senza accusare alcun dolore, visto che gli spilli sono ancora infilzati nel simulacro (ma ammetto, non sono molto pratica dell'argomento...anzi, mi hai insegnato un termine nuovo: dagida!)
Per quanto riguarda i due temi, pollice alto per entrambi, in particolare per il vizio, che porta il protagonista addirittura comprare una bambolina usata (manco tira fuori i soldi per una nuova, nonostante l'importanza del fine) e a rivenderla per non sprecare nemmeno un euro!
Bravo, è sempre un piacere leggerti.

CHILI DI TROPPO di M. R. Del Ciello
Ciao Maria Rosaria,
Bella la declinazione della avarizia anche in senso fisico: sono talmente avaro, che anche il mio fisico "trattiene" tutto.
Quindi il tema del peccato capitale... OK!
Per quanto riguarda il tema della guest direi che l'hai rispettato in maniera sottile, non tanto nell'episodio che vede implicata le signorina Eva (e qui non si capisce tanto se lei gli abbia deliberatamente giocato un brutto tiro o se sia stato un errore involontario), quanto nella descrizione del personaggio, uno che non si assume responsabilità, uno che lascia che siano sempre i suoi collaboratori ad assumersi i rischi, in modo che lui, non prendendo mai posizione, possa fare carriera.

"Era fiero del ruolo che si era guadagnato. Doveva ringraziare la sua obbedienza al volere dei capi. Mai un’alzata di capo, mai una protesta. Meglio tenerle per sé certe idee e certe convinzioni. Meglio non spendersi troppo. Che andassero gli altri in prima linea a sfracassarsi i coglioni e la testa. Lui ci teneva alla sua tranquillità. "

Ho però una critica: la parte iniziale con i pensieri del personaggio espressi in terza persona mi ha provocato un effetto straniante... Forse sarebbe stato più adeguato un narratore interno...(IMHO).

Infine, per quanto riguarda la coerenza interna del personaggio:

"Giorgio lo seguì, prese un caffè macchiato al cacao e siccome Antonio cominciò a discutere delle partite di calcio della domenica precedente, lui preferì tirarsi fuori da quella animata discussione e trovò una scusa per risalire in ufficio."

Giorgio in qualunque situazione non è disposto a discutere, a prendere posizione, per cui non mi sembra "centrato" definire "animata discussione" una situazione in cui uno solo dei due, al limite, si fa prendere dal discorso (diverso se fossero stati presenti altri colleghi e Giorgio, bevuto il caffè, si fosse defilato in sordina), o magari sarebbe stato più corretto " tirarsi fuori da quella che avrebbe potuto diventare una discussione animata"

Ma, in ogni caso, un piacere leggerti!

LA CENA DELLA BIODIVERSITÀ di Andrea Partiti
Ciao Andrea,
Il tuo racconto mi ha fatto accapponare la pelle: la freddezza calcolata e superba dell'essere umano può raggiungere limiti inimmaginabili!

Partiamo dai due temi:
Peccato capitale: rispettato con la superbia dell'uomo rispetto al mondo che lo circonda
Tema della guest: rispettato in maniera molto originale: loro malgrado specie in via di estinzione trarranno vantaggio dall'estinzione totale e programmata di un'altra specie.
Complimenti.
Per quanto riguarda il racconto in sé devo ammettere che a una prima lettura la parte iniziale, molto descritta (anche se utilizzando in maniera corretta il linguaggio pomposo delle situazioni "ufficiali") l'avevo trovata pesante.
Poi mi sono dovuta ricredere, perché ben equilibrata dai dialoghi successivi, rapidi e assolutamente "show"!
Bravo.

POLVERE ALLA POLVERE DI Peter 7413
Ciao Maurizio,
Che bello rileggerti!
...però che fatica! Un brano criptico, carico di riferimenti extra testuali che in parte ho potuto cogliere grazie a ricerche in rete (e sicuramente ne ho colto solo la parte superficiale, immediata e non certo i possibili contenuti profondi) e in parte sono rimasti oscuri.
In alcuni punti ho avuto difficoltà ad attribuire i dialoghi, proprio come mi hanno un po spiazzata i salti temporali.
Lo stile è adeguato al tema, il finale cupo, senza speranza, ma capace di strappare un sorriso, ma nel complesso mi trovo in difficoltà a valutare, proprio perché mi sembra un testo diretto ad habitué del genere (sono talmente ignorante che non so nemmeno come definirlo!)
I temi sono rispettati.
In ogni caso è stato un vero piacere ritrovarti da questo lato della barricata!

FUORI DALLA GRAZIA DI BIO di Timetrapoler
Ciao Jacopo,
Bella questa apocalisse zombie che non cade in stereotipi orrorifici e truculenti.
Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei due protagonisti con i loro piccoli tic e manie, anche se, a questo proposito, ho una piccola critica:

"Ecco, dovrebbe essere qui». Amerigo indicò una piccola insegna. «Se non lo conosci non lo trovi, per questo spero che sia rimasto qualcosa. È la politica di posti come questo: il cliente deve sentirsi culturalmente privilegiato, uno che fa delle scelte consapevoli e mirate, che impiega il suo tempo per info...».
«Hai finito di fare l'analisi del testo?"

Analisi del testo? Per un attimo mi sa che hai messo in bocca a Livia un linguaggio che appartiene ad Amerigo (proprio come se avessi fatto disquisire Amerigo su fit box, stretching o pilates!)

Ma a parte questo, la storia mi è piaciuta molto, con temi centrati, anche se nel finale, questo arrendersi senza lottare (o almeno non ce ne dai indizio) soprattutto da parte di una tosta e sportiva come Livia, non mi ha convinta.
In ogni caso un'ottima prova.

BMW di Ambra Stancampiano
Ciao Ambra,
È sempre un piacere leggere la tua prosa curata e precisa.
Molto carina la storia e riuscita la caratterizzazione dei vari personaggi .
Insomma, nulla da eccepire dal punto di vista formale, (tranne, IMHO, la citazione di catullo che ho trovato un po' fine a se stessa, ma,ripeto, opinione personalissima).
Per quanto riguarda i temi:
Superbia: rispettato (anche con punizione finale!)
Mors tua vita mea: non sono riuscita a coglierlo.

IRA di Sara Tirabassi
Ciao Sara,
devo fare una premessa: per principio scrivo i commenti ai racconti e li pubblico prima di leggere quelli scritti da altri perché temo molto l'effetto suggestione. Nel caso di questo tuo racconto, finita la seconda, la terza, la ennesima lettura sentivo che mi sfuggiva qualcosa di importante, la chiave del tutto e così, ho deciso di fare uno strappo alla regola: ho letto i commenti... E ora mi sento ancora peggio!
Del tuo racconto non riuscivo a cogliere il nucleo criptico e da molti commenti ho capito che il mio intuito aveva ragione, ma... Non ci capisco un tubo neanche dai commenti!
Mi è parso di cogliere che la lotta non è tra due scrittori, ma tra lo scrittore e un qualche programma e che quello che viene colpito dalla mazza è il computer, ma ti assicuro che sto in crisi assoluta!
Pertanto ti chiedo scusa se non sono in grado di valutare in maniera efficace questa tua storia...
Per favore, terminato il contest, dammi modo di capire!
E ora vado a piangere addosso alla mia ignoranza!

L'INVINCIBILE E LO STRANIERO di Alessandra Corra
Ciao Alessandra,
Racconto che parte con un mood alla Sergio Leone per poi stemperarsi nella favola e questo non mi ha convinta: avrei preferito (gusto personale, ovviamente) vedere svolgersi l'intera vicenda con lo stesso spirito dell'incipit.
Detto questo trovo che la storia perda mordente nel momento in cui l'accenno alla figlia fa intuire chi sia lo straniero.
In ogni caso una storia scritta bene, con entrambi i temi rispettati (anche se il tema della guest mi sembra un po' "tirato").
Alla prossima

CLASSIFICA:
1-STAY HUNGRY STAY DOOMED
2- FUORI DALLA GRAZIA DI BIO
3- PASQUA DI SANGUE
4- LA CENA DELLA BIODIVERSITÀ
5- BMW
6- AAA BAMBOLINA VOODOO VENDESI
7- POLVERE ALLA POLVERE

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AmbraStancampiano
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#12 » giovedì 17 marzo 2016, 19:32

Ciao a tutti, ecco commenti random e classifica!

Stay hungry, stay doomed
il racconto è ottimo e direi che è scritto davvero bene.
L'unico appunto che posso farti riguarda l'incidente, che passa un po' all'acqua di rose. Capisco che forse era nelle tue intenzioni, per sorprendere ulteriormente il lettore sul finale, ma Una riga bianca di testo, a separarlo dal ristorante, potrebbe aggiustare il focus su quel punto senza svelare il finale.
Il peccato di gola c'è più in funzione della sua punizione, scopriamo che il tuo protagonista è goloso solo alla fine; ci sta.
Su "mors tua vita mea" nulla da dire.
Bella prova!

Chili di troppo
Ho trovato il tuo racconto molto interessante e sono rimasta molto affascinata da quest'uomo così avaro di sé da implodere, gonfiarsi e prendere peso. Bello davvero. Mi piacciono molto le riflessioni che fai sul corpo, il peso e il rapporto col cibo.
Racconti la storia con una voce molto credibile, il narratore però è esterno; ciò mi ha perplesso un po', perché un narratore così vicino da sembrare appollaiato sulla spalla del tuo protagonista, esterno però alla vicenda, in alcuni punti diventa un po' macchinoso e rallenta il testo. Ti faccio un esempio:
La dieta che aveva iniziato non sembrava sortire alcun effetto. Be’, si disse, troppo poco tempo per vedere dei risultati. Si rivestì in fretta, anche perché faceva un dannato freddo quella mattina. Ingurgitò un caffè amaro, scese in garage, entrò in auto, mise in moto e mentre si avviava nel traffico che l’avrebbe condotto al lavoro sintonizzò l’autoradio sul suo canale preferito, Radio Onda Immensa. Avevano una programmazione musicale interessante: rock, pop, i vecchi cantautori italiani. E poi c’erano quelle trasmissioni nel pomeriggio, quando rientrava a casa, senza impegno, con un comico di cui non ricordava il nome ma che lo faceva morire dal ridere. Lo rilassava, ecco. E questo gli piaceva.

In questo passaggio tu mischi le azioni e i pensieri del protagonista, mantenendo un punto di vista esterno. In questo modo rallenti un po' la lettura, non perché non si capisca ma perché il processo di comprensione è meno immediato rispetto a quello che potresti ottenere usando un narratore interno.
E' solo un'idea, ma potresti provare a riscrivere il racconto in prima persona. Secondo me otterresti un testo più incisivo e avresti l'occasione di spaziare nei pensieri e nelle emozioni di questo protagonista così complesso e interessante :)
Per ciò che riguarda "mors tua vita mea" invece, immagino che si tratti della signorina Eva; su questo sono un po' perplessa: lei scrive una relazione falsa apposta per farlo licenziare oppure sbaglia inconsapevolmente? Mi è rimasto un po' il dubbio, non guasterebbe una caratterizzazione un po' più accurata del suo personaggio, visto che cambierà il destino del protagonista.

L'invincibile e lo straniero
il tuo racconto mi ha conquistata! E' scritto molto bene e, a parte qualche refuso e ridondanza, ha un ottimo ritmo narrativo.
Bello il colpo di scena finale, ma forse se lo avessi seminato un po' di più all'inizio - anche con un dettaglio micragnoso che ci facesse capire che lo straniero è in realtà una ragazza - avresti ottenuto un effetto ancora migliore.
I temi secondo me ci sono entrambi.

La cena della biodiversità
ho molto apprezzato il tuo racconto, e i quadretti dei vizi mi hanno piacevolmente divertita e inorridita. Un plauso per quello delle pellicce, mi ha ricordato il signor Burns in versione Crudelia Demon che canta illustrando a Smithers il suo guardaroba.
Non ho nessun appunto da fare, i temi sono entrambi rispettati (quello autoimposto in maniera sovrabbondante, direi) la scrittura è pulita ed efficace, humour e grottesco sono perfettamente equilibrati.
Gran bella prova.

Ira
ho ritardato il mio commento più possibile e letto il tuo racconto più volte per cercare di capirlo (mi sento anche piuttosto in colpa per non avere capito neanche quello della scorsa edizione, per cui mi sono davvero impegnata). L'unica cosa che mi viene in mente è che forse sono molto più stupida di ciò che credo, perché non ci arrivo.
Il racconto, per come si legge, si legge bene, la storia è carina ma non proprio il massimo dell'originalità, il finale è particolarmente indovinato. Si percepisce che la scarsa attenzione ad alcuni particolari e l'eccessivo focus su altri fa parte delle tue intenzioni, che c'è qualcosa dietro, ma quel "cosa" mi rimane oscuro, e ti confesso che mi sento come qualcuno che ha davanti i pezzi di un puzzle ma non riesce a capirne il disegno. Francamente è un po' frustrante, ma è un problema mio.
I temi ci sono entrambi.

Pasqua di sangue
direi che l'esperimento alla base del racconto è notevole e - tutto sommato - ben riuscito.
Ho trovato molto affascinante la figura di un Giuda aspirante rivoluzionario che vende Cristo ai romani per tentare di liberare Israele. Certo, non so che valore avessero trenta denari all'epoca, ma mi sembrano un po' pochini per finanziare una rivoluzione. In più questo mette in dubbio l'aderenza al tema autoimposto: l'avaro infatti accumula per sé stesso, e non per un fine superiore.
La prima parte del racconto scorre molto bene, ho apprezzato la ricchezza delle immagini narrate e la caratterizzazione di Barabba; nel dialogo centrale ti hanno già fatto notare che ti perdi un po' e ogni altra osservazione sarebbe superflua.
Devo dire però che la parte che ho apprezzato un po' meno è il finale: mi è parso un po' sbrigativo e in parte fa leva sulla presupposizione che il lettore sappia già che fine ha fatto Giuda; mi sarebbe piaciuto invece vedere la disperazione che lo porta a impiccarsi non per aver condannato Cristo ma per l'inutilità del suo guadagno. A quel punto il tema autoimposto sarebbe anche riemerso prepotentemente.
"mors tua vita mea" c'è, anche letteralmente.

Polvere alla polvere
La figura di un antieroe assoluto che vuole sterminare il genere umano per un fine superiore e anche condiviso da molti altri umani è sicuramente affascinante, ma ho trovato il riferimento a Deathnote un po' eccessivo e troppo presente; mi ha anche infastidita l'accostamento del nome giapponese di Kira a quello, italianissimo, di Antonio.
Forse perché sono stata una fanatica di deathnote ai suoi tempi, ma vedere una vicenda molto simile e con un protagonista omonimo ambientata in piemonte mi ha un po' destabilizzata.
Da brava amante dei classici giapponesi, sto ultimamente riguardando la versione integrale di Dragonball Z, e devo dire che la seconda caratteristica di Kira, l'assimilazione delle anime di coloro che uccide, ricorda proprio alcuni supercattivoni che si contrappongono a Goku e soci (Cell e Majin Bu). Poco male, è una buona caratterizzazione e un movente ulteriore per il tuo superassassino, però a questo punto l'ambientazione realistica comincia a stonare davvero troppo. In più, non sono sicura di capire bene perché un killer che vuole sterminare l'intero genere umano e che - a quanto pare - può uccidere più persone contemporaneamente con la sola forza del pensiero, senza vederle e senza saperne niente, dovrebbe andare avanti regione per regione e rendere conto del suo operato a un tizio di nome Antonio di cui sappiamo solo che è l'unico amico/nemico di Kira perché ha indagato su di lui.
Insomma, mi sfugge tutto sulla natura di Kira e del suo potere, sul passato di Antonio e sul loro rapporto. Serve un background, ci serve capire qual è l'ostacolo o il punto debole di Kira. Il conflitto qui è solo "parlato", e apparentemente non c'è nessun motivo per cui questa divinità non dovrebbe semplicemente schioccare le dita e distruggere il genere umano, invece di parlare e procrastinare quasi attendendo l'aneurisma che infine lo coglie.
Il tono è epico al punto giusto, la voce di Kira è credibile anche se in alcuni punti si perde un po'; ti segnalo un passaggio in particolare:
«Ti spiace se mi siedo vicino a te?»
«Chi sono per rifiutare la compagnia dell’unico altro uomo rimasto sulla Terra oltre a me? Perché siamo gli ultimi, vero?» risponde Antonio.
«Fammi controllare se mi è sfuggito qualcuno… No, nessuno. Sì, siamo rimasti noi due anche se, tecnicamente, di uomo ci sei solo tu, io sono un Dio.»

Uno che si crede un dio (e che sostanzialmente sta giocando col cibo come fanno i gatti) non chiederebbe mai a una vittima se "le spiace" che si sieda vicino a lei; anche quel "fammi controllare... nessuno" suona davvero male: come fa a non sapere se sono davvero tutti morti? Li ha sterminati lui. Anche come atteggiamento è fallace, se lui ci tiene a sembrare una divinità perché dovrebbe fingere una fallibilità che non ha?
Insomma, anche se interessante, un protagonista/antagonista che non presenta punti deboli e che stermina il genere umano ma senza dirci come (ed è l'unica cosa che non ci dice perché per il resto parla un sacco) IMHO non mi convince proprio :/
I temi sono entrambi rispettati comunque, e a parte quel passaggio la scrittura non è male.

Fuori dalla grazia di bio
il tuo racconto è un buon racconto che mi ha strappato un sorriso divertito sul finale, però IMHO pecca un po' di focus su alcuni punti ed esagera su altri.
Nella prima parte, quella introduttiva al mondo, ci dici che siamo in un mondo di zombies e ci mostri in maniera molto elegante - con una bella digressione psicologica del personaggio femminile - cosa vuol dire questo a livello emotivo per i tuoi protagonisti. Ma è tutto qui. L'unico zombie che ci mostri è inoffensivo, e a parte che durante la digressione di cui parlavo prima (che però riguarda più la pena che la paura) i nostri protagonisti non sembrano provare una gran paura o ansia per il proprio futuro; non sono neanche guardinghi, nel timore di incontrare altri zombies. Stanno facendo una passeggiata durante la quale chiacchierano di ciò che è successo.
Arrivati al supermercato l'atmosfera si fa quasi mistica, e l'ho apprezzato. Mi ha ricordato la puntata dei Griffin sulla fine del mondo e la fabbrica di Twiggies. Ho apprezzato anche l'intento canzonatorio della protagonista femminile nei confronti della sua controparte, che però forse è eccessivamente caricato e reiterato, tanto da far apparire in ritardo la comparsa del commesso.
Forse bilanciando meglio queste due prime parti, dando quindi più spazio al mondo "mostrato" (neanche io sono eccessivamente fanatica di show don't tell, ma quando ci vuole ci vuole) e meno spazio alla presa per il culo bio, otterresti un effetto migliore. Anzi, dando più spazio alla paura la presa in giro suonerebbe ancora meglio, più forte, e avrebbe bisogno di meno spazio.
Sulla chiusa niente da dire, mi ha divertita e fatta riflettere ed è esattamente ciò che dovrebbe fare un buon finale.
Per ciò che riguarda i temi, c'è un peccato di gola quasi al rovescio ma c'è; "mors tua vita mea" lo vedo più nelle intenzioni che nella realizzazione.

D8 e D100
il racconto è scritto molto bene, anche se è un po' difficile. A una seconda rilettura ho colto tutta una serie di particolari che alla prima non avevo notato, e l'ho apprezzato.
I due racconti - giocata e matrimonio - scorrono parallelamente abbastanza bene, ma secondo me Gianni nel matrimonio entra in scena un po' troppo tardi, creando un po' di confusione. C'è un po' di confusione anche nell'ultimo dialogo della giocata, dopo che i personaggi si dividono i diamanti non ho più capito chi diceva cosa.
Devo dire che la trama eccessivamente low concept e contemporaneamente una caratterizzazione dei personaggi così accennata, non mi hanno entusiasmata troppo.
I temi mi pare che ci siano entrambi, anche se "mors tua vita mea" è davvero molto sottile.

AAA bambolina voodoo vendesi
il racconto e interessante, ma più che trovarlo tragico (stiamo assistendo a un fratricidio) io l'ho trovato divertente.
La situazione surreale, i dialoghi pieni di informazioni in cui prima un fratello spiega all'altro il suo diabolico piano e poi l'altro gli spiega come possa essere ancora vivo lì, a puntargli una pistola, mi hanno molto ricordato i cattivi disney che legano Topolino a pericolosissime e complicatissime macchine di cui gli svelano il funzionamento, e che poi vanno via senza controllare che effettivamente funzionino. Non fa eccezione il tuo protagonista, che accontentandosi di vedere il fratello immobile per terra senza controllare se sia effettivamente morto, mette la bambolina voodoo all'asta su ebay.
Come si dice dalla mie parti, "la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi"!
Non so se questo intento comico facesse parte delle tue intenzioni, io personalmente lo trovo indovinato. Il racconto mi è piaciuto ed entrambi i temi ci sono.

Odi et amo
dopo aver letto questo tuo racconto aspiro all'inferno come non mai ;)
Scherzi a parte, il racconto si legge volentieri, le citazioni bibliche mi sembrano abbastanza indovinate e il messaggio che vuoi veicolare è attuale e tocca temi scottanti più e meno nuovi. Mi piace :)
La scena iniziale è condotta molto bene, poi quando arriva Lucia, prende (come è giusto che sia) tutto lo spazio. Va bene, ma questa tua versione dell'Inferno bar è così interessante che qualche particolare in più (un ubriaco, il duca bianco che si mette a suonare davvero) sull'ambiente, durante il discorso di Lucia, riuscirebbe ad arricchirlo e a renderlo meno pesante in alcuni punti.
Il finale mi è piaciuto molto.
Il tema della superbia è molto presente, quello di mors tua vita mea un po' meno: è lo stesso Lucifero a dire a Gabriele che non aveva alcuna intenzione di minacciare Dio.

Il sopravvissuto
il racconto è simpatico e fino a un certo punto anche parecchio divertente, poi il tono cambia in maniera brusca e, IMHO, non troppo ben gestita: i quattro "predoni" che si mangiano il cane ci stanno anche, ma perché mangiare un cane quando a una distanza che immagino sia piuttosto breve (la passeggiata di due bambini) c'è una piccola oasi di civiltà? Oasi che chiunque - vedendo dei bambini puliti e non troppo magri che portano a spasso un cane bianco candido - si immaginerebbe, oltretutto.
Sarebbe più logico cercare ospitalità o tentare il tutto per tutto assaltandola (e sarebbe davvero interessante assistere a un conflitto uomo VS uomo dopo il grande morbo).
E poi, che fine hanno fatto i bambini che erano col cane? Non ho capito se i predoni hanno mangiato anche loro, o se rispuntano dopo che il protagonista riprende i sensi; e in questo caso, dov'erano? Ci sta che al protagonista interessi solo il cane, ma un accenno anche minimo sarebbe servito.
Per ciò che riguarda i temi, nulla da segnalare sull'accidia; "mors tua vita mea" invece non lo colgo a pieno: niente sembra minacciare la vita del protagonista,e per la povera Elsa ormai è troppo tardi.
Ottima l'idea del diario, gestito in maniera molto convincente ed azzeccata.

Classifica
1) AAA Bambolina voodoo vendesi
2) La cena della biodiversità
3) L'invincibile e lo straniero
4) Stay hungry, stay doomed
5) Pasqua di sangue
6) Odi et amo
7) Fuori dalla grazia di bio
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

diego.ducoli
Messaggi: 265

Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#13 » giovedì 17 marzo 2016, 23:21

Stay hungry, stay doomed di Linda de Santi

Ciao Linda
Entrambi i temi sono centrati e devo dire che ho apprezzato in modo particolare il “ mors tua, vita mea”.
Sul pezzo non ho molto da dire mi è piaciuto. La parte al fast food sembra un po' ripetitiva, ma rende alla perfezione la pena e la sofferenza di un goloso.
La chiusa l'hai gestita molto bene.
Ottima prova complimenti.

Odi et amo di Patty Barale

Ciao Patty
Ho apprezzato molto il tuo racconto, ha ritmo e si legge che è un piacere.
Come ti hanno fatto notare, le tematiche non sono originalissime ma nel complesso sono ben gestite. L'unica parte un po' “pesante” è l'enorme monologo di Lucia che forse andrebbe sprezzato in qualche modo.
Il finale, secondo me, è splendido e si presta a molteplici discussioni e riflessioni. Magari davanti a un paio di birre.
L'unica pecca è che il tema della guest è giusto citato, ma non emerge nel testo.
Per il resto ottima prova.

Bmw di Ambra Stancampiano
Ciao Ambra
Partiamo dai temi, bene per superbia ma il tema della guest non sono riuscito a vederlo.
Un pezzo piacevole e scritto molto bene, il quadretto siciliano spicca vivido e anche i rapporti tra i personaggi sono plausibili e azzeccati.
Avrei preferito un finale leggermente diverso, che la Bmw venisse rubata l'avevo intuito dalle prime righe.
Un buon pezzo.

La cena della biodiversità di Andrea Partiti

Ciao Andrea
Entrambi i temi sono declinati in maniera originale, e se ne trovano anche altri.
L'idea di base è veramente buona ma trovo che il taglio dei quadretti non sia una modalità efficace sopratutto con dei “tagli” cosi piccoli. In alcuni punti le voci dei personaggi sembravano sovrapporsi, ho dovuto rileggere il tutto un paio di volte per farmi un idea chiara del pezzo.
Secondo me potresti allargare ogni paragrafo e renderli delle storie nella storia.
Un brano da rivedere.

d8 e d100 di Roberto Romanelli

Ciao Roberto
Il nome che hai dato al protagonista ti farebbe meritare la vittoria indiscussa, anche se non fa una bella figura.
Il racconto è ben scritto e un appassionato di gdr non può non apprezzare la declinazione data al racconto.
I temi sono un po stiracchiati ma accettabili.
Forse la pecca principale del racconto è che succede un po poco, potrebbe essere un incipit di qualcosa di più lungo. L'idea del gioco di ruolo che si ripercuote nella realtà è interessante.
Per il resto è un buon incipit.
Chili di troppo di M.R. Del Ciello

Ciao
Il pezzo è ben scritto, a parte un doppio “sola” che salta all'occhio.
Il tema avarizia l'hai declinato in maniera sicuramente originale, quello della guest non l'ho riscontrato, ma da quello che ho letto sono l'unico quindi probabilmente è un problema mio.
Ho trovato strana la superficialità di Eva nello scrivere il rapporto, era cosi fidata, la sola in grado di risolvere il problema e poi...
La chiusa, che poteva dare quel guizzo in più, l'ho trovata piatta. Forse mi è sfuggito qualcosa?
Un pezzo da rivedere.

AAA bambolina woodoo vendesi di Fernado Nappo

Ciao Fernando
I temi sono senza dubbio rispettati.
La storia in se mi lascia qualche dubbio. Tralascio i dialoghi su cui si sono dilungati già in molti, e sono d'accordo con le osservazioni che ti hanno fatto.
Il mio dubbio è su giuliano che appena pensa di aver ucciso il fratello va su Ebay per vendere la bambola. Forse il motivo è che l'intento del brano voleva essere “ divertente” ma il tutto non riesce ad essere abbastanza macchietta.
Nell'insieme non è male, l'idea è carina ma rivedrei il pezzo in una vesto un po' più ironica.

Ira di Sara Tirabassi

Ciao Sara
Non so che dire, probabilmente c'è una chiave di lettura particolare per questo pezzo, mi sfugge.
Nel leggere i commenti speravo in una qualche illuminazione, ma non c'è stata. Mi spiace.
Il racconto di per se non è male, è scritto molto bene e si legge con piacere ma quel “ non capisco” che aleggia sullo sfondo non riesce a farmelo apprezzare.
La chiusa che riesce a far risaltare l'accidia del protagonista aumenta la nebulosità del tutto.

Pasqua di sangue di Andrea Dessardo

Ciao Andrea
Il tema della guest è presente, mo vorrei soffermarmi sulla presunta avidità vista come peccato.
Cioè può essere visto come peccato se fosse fatta per se stessi, ma come scrivi più volte, Giuda lo fa per la causa, per aiutare i ribelli. Non sono convinto che possa rientrare come peccato, ma tralasciamo la cosa e la prendo per buona.
Il pezzo usa volutamente una terminologia un po pesante e con tutti quei rimandi biblici in effetti ha quell'effetto.
Per il resto si vede che hai la mano, il pezzo è scritto bene ma non riesce ad entusiasmarmi.

Polvere alla polvere di Maurizio Bertino

Ciao Maurizio
Temi ok, ci sono entrambi.
Il testo è scritto bene non c'è dubbio, ma ho fatto fatica ad entrare in sintonia con la storia.
L'idea che mi sono fatto è di due nemici di lunga data che finalmente si incontrano.
La superiorità di Kira è schiacciante ma lascia Antonio come ultima vittima per una sorta di rispetto. Se questa era l'idea, manca tutto la parte dello scontro tra i due. Ma che scontro poteva essere? Non c'è gara. Kira è praticamente un dio.
La seconda cosa che ti segnalo è l'effettiva possibilità di distruggere l'umanità persona per persona,
Anche con i superpoteri ci vorrebbe un eternità.
La chiusa è carina lascia intendere una sorta di volontà “terrestre” nel voler distruggere il suo abitante peggiore.

P.S: Death note non mi è proprio piaciuto è...pesante. Passino i primi capitoli ma dopo la morte di Elle non sono riuscito a proseguire.

L'invincibile e lo straniero di Alessandra Corra

Ciao Alessandra
I temi ci sono, quindi passo oltre.
Un buon pezzo, si lascia leggere anche se manca un po' di crescendo narrativo.
L'ambientazione è particolarmente azzeccata, ho appezzato anche la scelta degli scacchi come terreno di gioco.
Il finale mi ha un po deluso, ci sta che sia la figlia ma qualche indizio qua e la avrebbe giovato.
Sotto quella maschera potevi metterci qualsiasi cosa che poteva andar bene lo stesso.
Nel complesso mi è piaciuto.

Fuori dalla grazia di Bio di Jacopo Berti

Ciao Jacopo
Mi è piaciuto, forse perché mal sopporto i nazi-Veg e conoscendoli un pochino il tuo finale mi sembra più che plausibile.
I personaggi mi sembrano ben delineati, lo scambio di battute li esplicita in maniera egregia.
L'unica pecca è il modo zombie che non dice nulla di nuovo, ma amando il genere non mi è dispiaciuto affatto.
Per me sei promosso.


Classifica:
1) Stay Angry, stay doomed
2)Fuori dalla grazia di Bio
3)Odi et amo
4)BMW
5)L'invincibile e lo straniero
6)d8 e d100
7)Polvere alla polvere

Zebratigrata
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#14 » giovedì 17 marzo 2016, 23:48

IL SOPRAVVISSUTO – ACCIDIA
Comincio da una nota dolente: ci sono parecchie sviste, virgole e spazi mancanti, concordanze soggetto-verbo, articoli e preposizioni errate, salti ingiustificati nel tempo principale dei passi narrativi (es. ha inziziato ad abbaiare ... mi fiondo ... urlai). Lo stile molto libero tipo stream of consciousness funzionerebbe molto bene ed è adattissimo per dare l’idea dell’accidia, con uno scrivere quasi ‘a scazzo’, però se ci sono troppe deviazioni dalla regola finisce per ostacolare la lettura.
Anche alcune espressioni usate dal protagonista mi sono sembrate poco naturali: l’oscillare tra Biancaneve e Melissa (nella sua mente penserà a lei sempre nello stesso modo, credo), l’associazione tra i nomi maschili dei nani e quelli femminili delle bambine (capisco l’uso dei nomi dei nani e l’intenzione di trasmettere l’ostentazione di disprezzo e indifferenza, ma credo che sia molto difficile ignorare il genere nel parlato: al limite adattare i nomi dei nani al femminile sarebbe stata a mio avviso una soluzione più naturale), l’incoerenza nell’affibbiare in un primo momento dei nomi-numero agli ‘altri’ (Uno) per poi abbandonare l’idea e usare altre perifrasi, il ‘porca troia infame’ adatto al parlato o a uno scritto in cui percepiamo i pensieri del narratore ma secondo me inadatto a uno scritto in forma di diario.
Il tema ufficiale è centrato, mentre l’accidia è un po’ debole: in fin dei conti il protagonista ci racconta di una vita in cui, pur nella sua misantropia, è piuttosto operoso: mette su orti, allevamenti, e quant’altro. Per di più quando si annoia prende la penna e scrive.
Nel complesso ho comunque apprezzato la scelta dell’ambientazione ‘zombie’, molto adatta al tema di questa edizione.
ODI ET AMO – SUPERBIA
Bellissima l’idea per interpretare la superbia; ‘mors tua vita mea’, invece, non è centratissimo. Il senso in cui andava ‘letto’ nel racconto è esplicitato all’interno del racconto stesso, ma non sono proprio d’accordo: ci descrivi un Dio che si scrolla di dosso Lucio più per eliminare una fastidiosa distrazione da sé stesso che per eliminare un’effettiva minaccia.
Complimenti perché il dialogo funziona perfettamente anche senza punteggiatura. Io ce la metterei, per paranoia, ma anche così è più che fluido. Forse nella parte finale cade troppo rapidamente nel monologo: io avrei mantenuto il botta e risposta più a lungo prima di mettere Gabriele fuori combattimento e lasciare Lucia a parlare col muro.
Unico neo nella coerenza è il ruolo del sesso in un paio di punti: mi fai pensare che Gabriele pur non avendo sesso sia interessato ai servizi del night-inferno. La scena comunque è spettacolare, vivida e con la giusta dose di ironia.
Disclaimer e definizione li avrei evitati. Il disclaimer in particolare non ha grande ragione di esistere su MC, credo che ciascuno si prenda la responsabilità di leggere a suo rischio e pericolo, almeno qui che regni la libertà di espressione assoluta, ché di politically correctness ce n’è fin troppa in giro.
LA CENA DELLA BIODIVERSITÀ – SUPERBIA

Il tema è centratissimo, e anche la superbia è piuttosto evidente, non nel fatto che l’uomo decida di disporre in maniera razionale degli ultimi esemplari di Panda, ma nell’atteggiamento dell’élite che siede ai tavoli.

Gli accenni di vario genere agli altri vizi capitali sono in parte identificabili, in parte meno, ma non per questo il racconto è meno gustoso.

I dialoghi dei quadretti si seguono bene, ma disorienta un po’ il fatto che non siano tutti contemporanei. Nel complesso sarebbe stato positivo, secondo me, collocarli tutti al momento della cena ed unirli in qualche modo, ad esempio seguendo un cameriere che passa da un tavolo all’altro, per dare un senso di maggiore unitarietà al racconto e inserire tutte le scene in una scena principale unica.

PASQUA DI SANGUE

Bellissimo racconto, incredibilmente immersivo e scritto con uno stile che ho apprezzato molto. Sembri mettere una grande cura nella scelta delle singole parole, e così facendo realizzi un quadro molto vivido.
Il tema sta nel punto di vista di Barabba, e il peccato nell’avarizia di Giuda. Molto bello tra l’altro l’equilibrio con cui fai li fai interagire nel dialogo e riesci a tirare fuori i sentimenti di entrambi con sfumature come l’incertezza, il dispiacere, l’amarezza nella ‘vittoria’. Oltretutto, mi piace molto scoprire il ‘lato b’ storie arcinote, vero o immaginato che sia.
Alcune parti del dialogo non suonano completamente naturali, ma per qualche ragione che non so identificare in questo particolare caso non mi danno fastidio nell’insieme. Forse è l’ambientazione lontana, la componente quasi mitica della storia che rende giustificato anche un linguaggio più artificioso della media.
Complimenti!

D8 E D100 – INVIDIA

Bel racconto, l’invidia l’hai interpretata benissimo, e il tema c’è in chiave metaforica.
L’alternarsi delle due scene funziona molto bene, quella della serata gdr a saccottini e patatine (del discount, ci scommetterei quel che vuoi) poi mi ha fatto scattare davvero il momento nostalgia.

Il finale è basato ovviamente sul fatto che si riesca a ricollegare Diego al suo personaggio, e anche se espliciti nel dialogo precedente che lui è il paladino credo che il dettaglio potrebbe sfuggire e obbligare il lettore a tornare indietro per mettere insieme i pezzi. Io sposterei il riferimento in avanti, più vicino all’esplosione dei diamanti, così il lettore se lo ricorda di sicuro.

Per il resto, complimenti, stile fluido e dialoghi naturali. Riesci anche a descrivere in modo convincente il disagio di Diego, nella sua ‘buca’ di occasioni perse, invidia, rosicamenti vari e, forse, rassegnazione.

FUORI DALLA GRAZIA DI BIO – GOLA

Mi piace molto l’ambientazione ‘zombie’ per questo tema. Sarà pure inflazionata, ma, che dire, è la morte sua ;-). Il tema dunque c’è, e anche l’inquietante riferimento alla gola, (che trovo sia l’associazione perfetta all’ambientazione ‘zombie’). Avrei quasi voluto la portassi avanti fino a chiudere unendo il vizio capitale al tabù più estremo, il cannibalismo... magari anche i vegani un’eccezione avrebbero potuto farla.

Pensieri macabri a parte, il finale è divertente e non telefonato (o almeno, io non me l’aspettavo) perciò funziona bene nella struttura del racconto. Caratterizzi bene i due personaggi in poco spazio, e quando capiamo che vanno a morire, un po’ ci dispiace. Così devono andare le storie di zombie, in fondo.

Il testo è scorrevole alla lettura e personalmente non ci vedo nessun difetto.

BMW – SUPERBIA

Il tema c’è anche se come interpretazione non mi convince pienamente: il finale mi sembra fin troppo tragico, il figlio che semplicemente se ne va, magari ad essere ancora più infelice in un quartiere in cui non può fregiarsi di essere ‘quello con la BMW’, mi sarebbe piaciuto di più. Anche la superbia c’è, ma devo ammettere che non è il tratto che mi rimane più impresso del tuo protagonista. Sicuramente è guidato dal desiderio di apparire, di sembrare una spanna sopra agli altri, tuttavia lo caratterizzano di più una sorta di tristezza e di insoddisfazione globali che fanno sembrare l’orgoglio per l’auto solo una maschera molto molto fragile.

Al di là dei temi da interpretare il racconto mi è piaciuto molto, mi piace soprattutto come descrivi il quartiere: con qualche dettaglio rendi l’idea di una quotidianità faticosa che non sta al passo coi tempi e di un’umanità un po’ ai margini che si arrabatta per migliorare la propria vita almeno all’apparenza.

CHILI DI TROPPO – AVARIZIA

La presenza del tema ce la fai intuire: la segretaria deve aver sfruttato – e sacrificato – Giorgio per avere lei qualche vantaggio dopo che lui ha cercato di scaricarle una patata bollente per risparmiarsi un lavoraccio e una lavata di testa. L’avarizia anche, nel fingere di contare le monete e di dispiacersi per il non poter offrire il caffè agli altri.

Dunque, Giorgio viene punito perché non tratta bene i colleghi. E fin qui ci siamo. Quello che mi sfugge però, è il resto del racconto. Il fatto che Giorgio sia a dieta è un fatto che sottolinei molto ma che alla fine non mi sembra portare da nessuna parte, perché non ci dici cos’è, alla fine, che lo faceva ingrassare anche se non mangiava mai nulla. Secondo me dovresti togliere le parti relative alla dieta, oppure integrarle meglio nel racconto in modo che non lascino al lettore una sensazione di insoddisfazione.

STAY HUNGRY, STAY DOOMED – GOLA

Molto bello questo racconto con finale infernale a sorpresa, perché il lettore rimane davvero ocn Dino fino all’ultimo ed inizia ad avere qualche dubbio solo poco prima della rivelazione.

Il tema c’è indiscutibilmente, così come il vizio della gola. Tra quelli che hanno trattato questo vizio questo racconto è quello più convincente, ci fai sentire i morsi della fame e l’ineguagliabile profumo del cibo altrui più che distintamente.

Il testo è scritto bene e in modo scorrevole, e non credo di avere alcun appunto su questo piano.

L’INVINCIBILE E LO STRANIERO

Il tema c’è, mentre l’avarizia non ce la vedo tanto. Capisco l’idea che ci sta dietro, ma il tuo campione mi sembra più che altro superbo... non credo gli importi di perdere i suoi averi, anzi se li gioca sperando di mantenere il suo status. Almeno questa è l’idea che mi da. Poi, certo si gioca la figlia, ma a quael punto anche se è per riavere tutto il resto non la definirei avarizia, solo follia, in fondo non gli è rimasto più nulla.

Lo stile è strano, epico e quasi western... però ci sono comunque alcuni punti in cui suona innaturale, pur nella consapevolezza che vuole essere artificioso. Anche l’ambientazione ‘moderna’ all’inizio è inaspettata per il lettore, e stride un po’.

POLVERE ALLA POLVERE – SUPERBIA

La superbia c’è sicuramente, il ‘mors tua vita mea’ c’è in una maniera un po’ deviata, perché ogni morte del protagonista arricchisce la sua vita: sicuramente l’interpretazione più originale dell’edizione!

Mi piace come usi l’ultimo sopravvissuto, l’amico, per instaurare un dialogo e raccontarci la storia e il delirio del tuo uomo-dio; solo nell’ultimo pezzo la narrazione si appesantisce un po’: buono lo stratagemma del granchio per chiudere il cerchio e alleggerire un po’ il finale.

L’unica nota: il paragrafo in cui parli del soprannome Kira. Appesantisce, è più confusa del resto, e non porta molto al lettore. Ho il sospetto fosse al servizio di una compiaciuta citazione :-D ma andrebbe rielaborata o eliminata a mio avviso. Kill all your darlings, diceva qualcuno.

AAA BAMBOLINA VOODOO VENDESI – AVARIZIA

Splendida idea, il tema c’è e anche l’avarizia. Il racconto è ben scritto e scorrevole, e mi piace che in questo racconto il vizio capitale venga allo scoperto in tutta la sua ‘potenza’. In molti racconti è un peccato quasi veniale che finisce per avere delle conseguenze mentre qui ci trasmetti bene l’odio tra i due protagonisti e li vediamo veramente disposti a tutto, prima l’uno poi l’altro, per avere i soldi.

Da come ci descrivi Claudio in realtà non mi aspettavo arrivasse a uccidere Giuliano: al limite preso dalla rabbia, ma non a sangue freddo. Il finale stride un po’ giusto per questo motivo. Per il resto è una delle interpretazioni che mi sono piaciute di più.


CLASSIFICA

1) PASQUA DI SANGUE
2) STAY HUNGRY STAY DOOMED
3) D8 E D100
4) LA CENA DELLA BIODIVERSITÀ
5) AAA BAMBOLINA VOODOO VENDESI
6) ODI ET AMO
7) FUORI DALLA GRAZIA DI BIO

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eleonora.rossetti
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Re: Lista racconti in gara e vostre classifiche

Messaggio#15 » venerdì 18 marzo 2016, 11:39

Ciao a tutti!
Come sempre creare la classifica mi dà disagio, ma d’altronde, me la sono cercata proponendomi come guest :-P
La classifica a 7 posti, se da un lato toglie dall’imbarazzo di decretare l’ultimo posto, fa veramente rodere per quanto riguarda escludere racconti che, per una ragione o per l’altra, scivolano in classifica per dei dettagli (sono stata due giorni a cercare di stabilire i piazzamenti, vi ho odiato tantissimo e l’ho detto anche durante la diretta webradio...vabbè!)

Ecco quindi la classifica e i commenti in ordine sparso.

CLASSIFICA:
1. Stay hungry, stay doomed
2. La cena della biodiversità
3. Ira
4. AAA bambolina vodoo vendesi
5. L’invincibile e lo straniero
6. Fuori dalla grazia di bio
7. Pasqua di sangue


COMMENTI

Stay hungry, stay doomed
L’incipit della prima frase è forte, ti proietta subito nel guaio, un bel cazzotto. Tema centrato, con l’opportunismo del protagonista che si salva a spese del collega e che, alla fine, è vittima del “karma” e finisce in un inferno che lo punisce per il suo peccato più grande, in parte causa del suo “tradimento”. Forse un po’ frettolosa la prima descrizione dell’incidente, sigillata in una frase che rischia di passare quasi inosservata. Ho intuito che volessi riallacciare il dettaglio al finale, ma in effetti è un evento un po’ tanto importante da essere liquidato con una frase sola ;)
La seconda parte, che si dilunga nella descrizione senza però risultare pesante, rende bene il supplizio di Tantalo (il cibo e l’acqua che non arriva mai) che si ripete, com’è di consueto all’Inferno.
Nel complesso una buona prova, mi ha colpito molto. Ben fatto!

Chili di troppo
Per il titolo avrei scommesso Gola ;)
Un poco pesantina la prima parte, più raccontata che narrata, che riassume la sua situazione al momento dei fatti. Oltre all’avarizia qui ho trovato altri peccati - l’accidia (non ha voglia di fare) e la superbia (si crede chissà che e pensa che tutti siano al suo servizio). Il mors tua vita mea è la mossa della sottoposta che rifila chissà che rapporto a un capo troppo profittatore, anche se in effetti ho qualche dubbio: se alla fine il Direttore generale vede che la divisione non rende, a conti fatti licenzierebbe tutti. Che gliene va in tasca a lei, visto che perderebbe il posto? Essere in ferie, poi, non salva dai guai, li rimanda soltanto.
Alcune espressioni non le avrei particolareggiate, es. le virgolette su “convivevano” e le parentesi su (sedentaria) io non le avrei messe.
Alla prossima!

L’invincibile e lo straniero
Una sfida a scacchi che mi ha tenuto sulle spine quasi fino alla fine. Dico “quasi” perché con la frase “Ci avevo messo anni di studio e di fatica, ma finalmente la vendetta stava per arrivare” mi ha un po’ spoilerato il finale e reso meno gustoso il tutto. Tema centrato con l’avarizia (un padre che straborda nel lusso mentre la famiglia se la cava a malapena: mi hai fatto venire in mente il film di Steve Jobs ;) ) e il “mors tua vita mea” è duplice, prima la situazione del padre che poi si trasforma nella vendetta della figlia, che gli rende pan per focaccia. Confesso che dapprincipio pensavo che lo sfidante fosse il Diavolo ;) Ho trovato solo un poco artificioso il dialogo finale di supplica del padre. Buona prova ;)

La cena della biodiversità
Un racconto che si basa su una situazione di primo impatto assurda (i panda al macello per un’asta di beneficenza volta a preservare altre specie). Benché non ci sia neanche una riga di descrizione, ho potuto seguire la scena senza perdere il filo. La battuta finale conclude con discreta sapienza la vicenda, indicando un possibile “to be continued” della “mattanza”. Il mors tua vita mea, qui, è interpretato alla lettera. L’unica cosa che ho un po’ faticato a trovare è la superbia, alla prima lettura, poi pensandoci l’ho interpretata (correggimi se sbaglio) come la presunzione dell’uomo di poter disporre delle specie animali come più gli pare, alterando qualsiasi equilibrio naturale senza pensare alle conseguenze. Una realtà che al giorno d’oggi è quasi pane quotidiano, appunto. Bel lavoro.

Ira
Dal titolo mi sarei aspettata un altro peccato capitale XD e in effetti stona con il resto del racconto, perché alla fine ci ritroviamo con un omicidio a mente fredda e lucida, dopo un lauto pasto in compagnia, senza uno scatto, eseguito con la calma follia dell’omicida che aveva quasi previsto tutto. O meglio, sull’omicida “immaginario”, perché da quanto ho capito era solo una sua fantasia: la parte finale, infatti, mi ha fatto intuire che la vicenda del povero scrittorucolo è solo un parto della sua immaginazione XD proprio pigro fino alla fine, il tizio!
PS: ho notato che questo è il racconto più corto di tutta l’edizione. Intenzionalmente correlato al peccato? ;)
Nel complesso una prova ben riuscita. A rileggerci!


Pasqua di sangue
Un confronto tra Giuda il traditore e Barabba, con quest’ultimo che mostra molta più umanità di coloro che condannarono Cristo in croce. Un tema forse suggerito dall’approssimarsi della settimana santa, forse? ;) Detto questo, il racconto l’ho apprezzato pur trovandoci un po’ di “pesantezza”: la narrazione, da calma, diventa un po’ troppo lenta e farcita di linguaggio da digerire, specie nella parte centrale. Il dialogo si alleggerisce solo nel finale, con la battuta secca di Barabba che rifiuta i soldi. Il mors tua vita mea è duplice: la salvezza di Barabba in cambio di Gesù e il denaro che Giuda ha ricevuto per averlo consegnato. Sul tema dell’avarizia ho avuto un po’ di difficoltà: avevo intuito si riferisse a Giuda, ma poi citi l’uso del denaro per “oliare le ruote”, finanziare una guerra per liberare Israele, ecc. Ho sempre inteso l’avarizia come la gelosa custodia di ciò che si possiede senza condividerlo con nessuno, mentre invece Giuda non ha nemmeno un ripensamento a donare i soldi a Barabba in cambio dei suoi servigi. E’ stato un dettaglio che mi ha fatto storcere un po’ tanto il naso. Alla prossima!

Polvere alla polvere
Ho apprezzato questo Kira deathnottiano che uccide per essere qualcosa di più “assorbendo” gli altri, per poi crollare tradito dal suo stesso corpo mortale. Ho intravisto un doppio sviluppo del tema, sia nella figura di Kira, che stermina i popoli per la sua ascesa allo stato divino, e in quella del granchio che alla fine, con la frase a effetto finale, è l’unico vero vincitore. Tema della superbia centrato in pieno. Qualcosa c’è da perfezionare (c’è un’incongruenza, nel flashback cita l’ultimo assassinio in territorio italiano, ma ora Kira è in Piemonte a sterminare gente...), soprattutto il suo tallone d’Achille, almeno per me, ovvero il distacco tra presente-passato-presente-passato-presente, che alla prima lettura non mi ha fatto seguire subito il filo. Alla seconda rilettura ho inquadrato meglio. Forse avrei tenuto i flashback concentrati in una sola tranche, es. presente (per introdurre la situazione)-passato-passato-presente-presente, ovviamente sistemando i passaggi tra i paragrafi. Prova a rivederlo in questa chiave, IMHO sarà perfetto. ;)
Bell’idea comunque!

BMW
Un racconto simpatico, con la realtà del quartiere in degrado che si scontra con la vita lussuosa (o che almeno si augura di avere, mentendo a se stesso) del protagonista. La figura della mamma attira le simpatie anziché renderla l’avversario, forse perché volutamente esagerata nella figura parodistica della “retrograda timorata di Dio”. Se proprio devo trovarci un difetto, è la logica dell’avere la macchina: se davvero il protagonista voleva allontanarsi dalla vita infernale in cui la madre retrograda lo obbligava, perché non fare prima le valigie, pigliarsi un appartamento e quindi anzitutto andare via dal degrado? Anche perché prendersi una BMW in un quartiere del genere significa, appunto, darla in bersaglio alle manileste… Comunque non è una cosa troppo penalizzante, visto che si sposa col peccato che hai voluto indicare.
La superbia c’è, direi in quasi tutti i personaggi che metti in scena. L’unica cosa che ho trovato meno attinente è il tema, o forse non ho saputo interpretarlo nel tuo racconto. L’unico aggancio che ci trovo è il finale, quando l’auto viene rubata all’ignaro protagonista che si trova non con una ma con due grane da risolvere in un colpo solo. Lo stile scivola pulito, non ho trovato ingranaggi che non funzionassero.
In sostanza: parecchio debole l’attinenza al tema principale, ma ottimo a livello di costruzione della vicenda e della padronanza del ritmo e del linguaggio. Fosse stato “tema-centrico” sarebbe stato da podio di sicuro. Se posso dare un consiglio, prova a sistemare il finale perché lo rispetti, rendendo meno frettolosa la chiusura della vicenda e più correlato/dipendente ai fatti accaduti, e verrebbe un racconto non perfetto, di più. Alla prossima!


Fuori dalla grazia di Bio
Una realtà presa dall’invasione zombie, che in realtà in questo caso cedono il passo a mostri ben più crudeli, ovvero gli umani sopravvissuti e, soprattutto, convinti che i “carnivori” siano l’origine del male. Il mors tua vita mea è proprio interpretato alla lettera. E’ il peccato Gola (interpretato come peccato mortale solo dal vegano: in un’apocalisse zombie si mangia tutto quello che passa il convento!) a condannare i due protagonisti a essere scelti come concime per campi. Ottima trovata.
Passiamo ai difetti: ho trovato un po’ troppo predominante la parte prima dell’incontro fatale, poche battute che poi lasciano spazio all’orrore, con un cenno alla destinazione finale dei due sfortunati. Gli zombie fanno capolino ma non hanno tanta funzione per il corretto funzionamento della storia. Sarebbero bastati pochi dettagli per farci capire la situazione senza metterli in campo. Mi sarei più concentrata sull’incontro con il vegano, magari (è solo un suggerimento) insistendo sul renderlo prima un miraggio di salvezza e poi trasformarlo in trappola. Prova a ragionarci su!
Occhio agli avverbi (specialmente nella prima parte): in racconti così usarne troppi e a poca distanza rende pesante la narrazione.

d8 e d100
Il tuo racconto fonde il ricordo con la situazione presente, facendo chiedere al lettore dove voglia andare a parare (l’uso del corsivo ha aiutato molto nella comprensione) e mi ha incuriosito senza farmi mai perdere il filo. E così ci troviamo di fronte a una partita a D&D forse andata ben oltre il gioco da tavolo per chissà quale ragione - d’altronde noi giocatori lo sappiamo che il d100 porta sfiga ;)
Il mors tua vita mea è trattato (se ho capito bene) nell’amico che alla fine si sposa con la ex ragazza del protagonista, forse non così carico del senso di sopraffazione che sottintende il concetto (Francesco sembra soltanto andare più d’accordo con la ragazza e non un diretto avversario del protagonista: non gliel’ha “rubata”, i due si sono lasciati e dopo è subentrato lui).
Il tema INVIDIA è un poco soffocato da questa dichiarazione: “Diego l'aveva capito pochi mesi dopo essersi lasciato con (PS qui manca un LEI, credo) e si era dato del coglione per giorni. Erano rimasti amici, gli sarebbe piaciuto essere adesso al posto di Francesco, ma era contento per loro.” Un invidioso non sarebbe contento di vedere l’oggetto dei suoi desideri con un altro, anzi, nessun pensiero sarebbe volto alla loro felicità. L’invidia è una brutta bestia, fa star male te ma soprattutto ti spingi a un punto in cui non auguri mai e poi mai la felicità al tuo bersaglio.
Attenzione all’ultimo paragrafo, mancano parecchie punteggiature alla fine dei dialoghi.
Alla prossima!

AAA bambolina voodoo vendesi
Il racconto si lascia leggere senza intoppi, anche se in un paio di occasioni ho trovato il dialogo un po’ artificioso (es. la frase in cui Giuliano si stupisce del malfunzionamento l’avrei messa come pensiero, ma è un opinione personale). Tema centrato, anche il sottotema dell’avarizia azzeccato (il fratello che non vuole dividere l’eredità e anche il fatto - se ho ben interpretato - che si sia preso anche una bambolina vodoo di seconda mano pur di risparmiare). Stile pulito, molto carina la frase-beffa finale che chiude la storia e ci fa comprendere ulteriormente il peccato del protagonista.
Piccolo cavillo logico (proprio per farmi odiare): perché non ammazzare Claudio standone lontani, senza essere con lui, tanto per essere al di fuori di qualsiasi sospetto? Oppure è una condicio sine qua non del funzionamento della bambolina vodoo?Non so molto di tradizioni ed esoterismo, ma se non mi ricordo male funziona anche “a distanza” purché abbia le fattezze del bersaglio: se così non fosse, forse due parole sul funzionamento “face to face” le avrei messe (poi per carità, è proprio un’osservazione a cui si possono dare mille risposte: compiacimento personale ecc. E poi ci può stare un po’ di ingenuità, stiamo parlando di qualcuno che si affida a una bambolina vodoo..)
Attenzione a: “sé stesso” => se stesso, senza accento.
Bel lavoro!

Odi et amo
LOL! Molto spassoso questo angolo d’Inferno dove i poveri angeli vanno ad affogarsi nell’alcol (e in qualcos’altro). Il tema della superbia è incarnato appieno, mentre invece trovo che il mors tua vita mea sia inserito in maniera un poco labile, presente soltanto come richiamo nel dialogo di Lucifero (quando racconta di cosa ha fatto Dio), quindi è più la premessa che ciò su cui invece gira il racconto. Niente da dire sullo stile (il pezzo sulla tequila bum bum è geniale!), anche se il dialogo finale è forse un po’ tanto lungo (capisco che volevi dare l’effetto del parlare a cascata ma intercalando con qualche azione di Lucio/Lucia avrebbe permesso di tirare il fiato).
Nel complesso il racconto scivola che è una bellezza e mi ha strappato una risata, specialmente nel finale; se avesse ruotato un po’ di più sul tema principale, sarebbe stato al primo posto. Bella prova comunque.

Il sopravvissuto
Racconto in forma di diario su una non ben specificata apocalisse che ha ridotto il protagonista a un’idilliaca solitudine prima dell’arrivo dei vicini e della disavventura. Disavventura il cui finale mi lascia un po’ a bocca asciutta, dato che la vicenda si spegne senza troppo colore. Il tema è stato sfiorato ma non centrato (alla fine l’eliminazione dei tre è stata per punizione/vendetta, l’unico momento in cui posso vedere un’incarnazione del tema è nei tre che si vogliono nutrire del cane). Anche il secondo tema - accidia - lo vedo poco: dici che il protagonista si prende cura dell’orto, della sua sistemazione, addirittura tiene un diario, insomma ce l’ha la voglia di fare. Piuttosto ci vedo IRA (visto che alla fine spreca addirittura 3 cartucce per punire i colpevoli).
Occhio ai tempi verbali, dal secondo stacco sei passato dal presente a un passato remoto.
Attenzione anche alle virgole, ne hai omesse un po’. Per citare qualche esempio: “Vi risparmio il resto non è particolarmente interessante” “Bene magari questo scritto verrà letto”. “Non puoi ucciderci ci verranno a cercare”
Anche qui “Il mio cane”urlai. => ci sarebbe voluto un punto esclamativo, magari omettendo anche il verbo.
Mentre “mi fiondo fuori dal pollaio e chi mi trovo nella via.” => punto interrogativo.
Tirando le somme, un racconto perfettibile, magari aggiungendo un po’ più di mordente verso il finale. Alla prossima!
Uccidi scrivendo.

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