Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

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Vastatio
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Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#1 » lunedì 18 aprile 2016, 23:40

Luogo di lavoro: stanza 15/204/393
Durata: decidiamo poi


Valerio fissava il foglio, che era uscito dall'unica fessura presente nella parete di metallo, incapace di dargli un senso.
- Avanti un altro - la voce proveniva dalla stessa feritoia: chi aveva progettato la parete doveva aver sofferto nel creare quel taglio e non intendeva farne altri.
Valerio si voltò a guardare la coda dietro di lui: centinaia di persone erano pazientemente in attesa del proprio turno. Cosa pensavano? Cosa aveva pensato lui? Niente.
- Ma io…
- Segua la freccia fino alla destinazione.
- Quale… - in quell'istante si accorse della freccia sul pavimento, pulsava lentamente, senza fretta.


- E' la nebbia che ti rincoglionisce. Sei lì, ti danno il fottuto foglio, segui la freccia e poi, BOOM, ti ritrovi nella tua stanza - a sentir Dario la 393 l'aveva fatta lui - ora, Valé, devi capire che ti è andata di lusso.
- Io non ho ancora capito che ci faccio qui.
Valerio guardava l'enorme ruota dentata che era il vero inquilino della 393: alta almeno venti metri ad ogni dente, un centinaio almeno, un grosso secchio oscillava ad ogni scatto.
- Te l'ho spiegato prima, Valé, noi qui controlliamo che tutto funzioni e che non ci siano problemi: e non ci sono mai problemi. Qui ti riposi e fai un cazzo.
- Ma cos'è? A che serve? - Valerio indicava la ruota, era la quarta volta che cercava di avere una risposta.
- Te da vivo dovevi essere un gran cagacazzo - Dario gli tirò una sberla sotto il mento - Lo vedi lassù il tubo? - si fermò aspettando che Valerio annuisse - Da quello esce l'acqua, riempie il secchio quando è in cima e poi i secchi girano sulla ruota.
- E a che serve?
- A rimestare il carattere: i secchi girano, l'acqua si muove, un po' esce, si sporca, si mischia quando i secchi ondeggiano e quella di sopra cade in quelli di sotto. Quando qualcuno deve nascere, vengono qui, si prendono un secchio e versano l'acqua nel corpo del pupo: che siamo fatti per la maggior parte di acqua lo sai vero?
Valerio fissava la gigantesca ruota come un polipo può fissare un palombaro.
- Te devi avercene fatti parecchi di giri. Guarda là, lo vedi quel secchio lassù in alto - Dario gli stava indicando un secchio che oscillava paurosamente - quello, ad esempio, adesso è ricchione.
Valerio si riprese di colpo a questa rivelazione. - No, senti, ammettiamo anche che creda a questa cosa, che sia morto e non sia solo un effetto della peperonata, ma che tu riesca a predire anche l'orientamento sessuale guardando un secchio è troppo! Cos'è: è bucato sotto, lo vedi da come "ancheggia" o è scrostato dietro?
- Certo che sei strano forte, non sai nulla e pure ti incazzi. Se oscillando perdono acqua solo da una parte sono ricchioni. Ti faccio vedere un'altra cosa - scrollando le spalle estrasse dalla tasca un pugno di frutta secca; prese la mira e lanciò in un secchio - Se rimangono più pistacchi è buddista, noci cristiano, mandorle ebreo… - fece un cenno verso un sacco dietro di lui - te l'ho detto, qua ci si annoia.



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antico
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#2 » lunedì 18 aprile 2016, 23:49

Titolo particolare, vedremo il contenuto... Parametri ok, buona ALL STARS EDITION!

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Andrea Partiti
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#3 » martedì 19 aprile 2016, 17:00

Lo stile del racconto è divertente, spigliato, la scena iniziale cala in un contesto da Paranoia (il gioco) con una burocrazia fine a se stessa che dirige tutto in una miriade di particolari paradossali. Mi piace che non cali mai di ritmo dall'inizio alla fine, nonostante le descrizioni regolari.
Però... però... si perde troppo nel finale, nel tentativo di inserire altri dettagli sempre più assurdi.
Il protagonista è l'anima di qualcuno morto, messo a lavorare nel centro produzione nuove anime. Deve essere un posto di lavoro già saturo di manodopera, con questo meccanismo!
Il meccanismo dei secchi è quel che mi piace di meno (ed è un problema, visto che è il cuore del racconto), è tutto così precario e vago, se ci fosse un algoritmo diverso, preciso, misurabile, lo capirei di più, ci potrebbero scommettere, usare l'imprevedibile per migliorare una loro esistenza prevedibile. Così va bene per uno spaccato comico che non fa completamente ridere, ma crolla appena ci si pensa su.
Salvo invece il lancio della frutta secca per la scelta della religione, mi sembra molto appropriato.
Lo stile si salva e il tema c'è abbastanza da superare ogni scrutinio, invece.
Ho letto tuoi racconti migliori, questo è uscito storto ^^.

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Vastatio
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#4 » martedì 19 aprile 2016, 21:29

Grazie per il commento. Ammetto di essere uscito un po' dal mio schema attuale per calarmi più nel surreale, mi spiace che il meccanismo dei secchi non ti sia piaciuto, ma il senso di "precario e vago" è proprio quello che volevo, rende bene, secondo me, il processo caotico con cui formano il carattere di una persona. Algoritmi precisi ci sono, semplicemente devi conoscerli (nel racconto scopri come nascono gli orientamenti sessuali e religiosi). Però, sui gusti non si discute. Un "non sense" sulla frutta secca lanciata nei secchi aveva però bisogno della parte precedente per dargli, concedimi la forzatura, credibilità.

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Angela
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#5 » martedì 19 aprile 2016, 22:18

Un racconto strano, originale e strano. Non prendere il termine "strano" come un rimprovero, perché significa che hai molta fantasia e sei capace di sfornare cose non usuali. Ammetto che il meccanismo del secchio, che è il nocciolo del testo, mi ha confusa parecchio, ma ho apprezzato il clima surreale di cui il testo è permeato.
La prima parte è quella che mi è piaciuta di più e mi ha incuriosita, ma dalla ruota dentata in poi, l'interesse è diminuito. Forse ho sbagliato come lettrice a cercare un senso o mi sono persa dietro a qualche ragionamento che non c'azzeccava con il tuo racconto. Da rileggere in fase di valutazioni e classifica finale, per il momento è un "ni".
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Jacopo Berti
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#6 » sabato 23 aprile 2016, 9:31

Ciao Roberto,
il tuo racconto mi ha stupito e mi ha confuso. A volte va bene essere confusi.
Vi ho visto gli aldilà multidimensionali di Planescape Torment, il grottesco di Carrol, il perpetuo geometrico di Escher.
Ecco, il contesto, l'idea l'hai centrata. "C'è del metodo in questa follia", mi permetto di dire nell'anniversario di Shakespeare.
Forse lo stile quotidiano e amichevole è un po' scollato dal tema e ne accentua il carattere ostico. Forse avresti reso di più con uno stile trasognato o un flusso di coscienza.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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leonardo.marconi
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#7 » sabato 23 aprile 2016, 11:42

L'idea della ruota (o del mulino delle nascite che sia) inizialmente m'era sembrata un po' stucchevole ma davvero originale e interessante. L'allegoria della meccanica del potere, la biopolitica trasmutata nell'evidenza delle macchine: un'attitudine al gusto premoderno che ben s'addiceva alla violenza della coercizione del potere attuale. Credo però che non sia stata ben approfondita e, restando un po' nebulosa, perda di incisività. Ma lo stile è piacevole, simpatico, scorrevole e soprattutto sbottonato. In questo devo farti i complimenti Roberto: finalmente un racconto che non strizza l'occhio al classico stile distopico e grigio di tanti racconti sci-fi. L'accostamento al tema è forse di più difficile interpretazione ma resta il fatto che mi ha divertito e questa è la cosa più importante. Spero di rileggerti, ciao!!!

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Vastatio
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#8 » sabato 23 aprile 2016, 13:03

Grazie per i commenti.

@Angela, son contento che tu abbia apprezzato il surreale, un po' meno che ti sia "stufata" nel momeno in cui ti sei trovata davanti la ruota dentata. Può piacere o non piacere come "escamotage", ma che addirittura facesse perdere interesse non me lo aspettavo.

@Timetrapoler. Hai centrato quasi tutte le immagini che mi si sono piantate in testa durante la scrittura: Meccano di Planescape e Alice che mi sta tormentando in questi giorni visto ch emia moglie lo legge ai bambini. Ammetto di avere, per un attimo, pensato di cambiare registro, ma volevo "divertire" e poi il titolo (che si è IMPOSTO una setimana prima dopo aver visto il trailer dell'edizione SENZA ALCUN MOTIVO LOGICO) richiedeva un approccio più scanzonato.

@Leonardo. Vero, all'inizio volevo fare qualcosa di più allegorico e impegnato, ma poi ho mollato la presa: non ho avuto troppa fortuna con significati più o meno nascosti ultimamente. Il tema (io) lo vedo sia riferito alla nostra realtà (dove la fede in questo o nell'altro dio sono dirette conseguenze del lancio di frutta secca) sia in Dario e Valerio, quasi "divinità" potendo alterare il carattere di una persona mentre alleviano la noia; poi che sia una declinazione più o meno forte sta a voi.

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invernomuto
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#9 » domenica 24 aprile 2016, 5:09

Ogni volta che leggo un tuo racconto finisco a ridere o grattarmi la testa.
È un buon segno, significa che sei in grado di creare mondi così originali e fuori standard da colpirmi ogni volta da un angolo diverso e inaspettato.
Mi piace praticamente tutto, dalla normalità con cui interagiscono i tuoi personaggi calati in un mondo così surreale alla scelta di rappresentare un aldilà (ma soprattutto la formazione del carattere e delle preferenze religiose) così alieno rispetto a qualsiasi cosa possa suggerire il buonsenso.
Un po' più difficile, in effetti, giudicare l'aderenza al tema proposto. Un po' perché Dario e Valerio sono assimilabili a degli dei, ma non sono falsi, mentre i falsi dei (risultanti dall'alterazione dell'acqua) sono nominati appena.
Resta comunque un'ottima prova, complimenti.

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Linda De Santi
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#10 » domenica 24 aprile 2016, 17:46

Ciao Roberto!
Bella l’idea della ruota. Da un lato mi piace molto il modo in cui racconti la perfetta casualità con cui alcuni elementi si mescolano e caratterizzano gli individui, dall’altro il meccanismo mi sembra fondato su una logica troppo semplicistica. Avrei forse tagliato un po’ la prima parte per raccontare come poi, nella vita, ciascun individuo asseconda o si oppone alla quantità di pistacchi o di noci che costituiscono la sua sfera mistica, magari con grande disappunto di Dario che non si spiega perché la gente si ostini a fare questa fatica quando potrebbe semplicemente rassegnarsi ed essere com’è.
Comunque, come al solito i tuoi racconti mi sorprendono per la loro originalità e per questo ti devo fare i complimenti.
A rileggerci!

Zebratigrata
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#11 » domenica 24 aprile 2016, 20:05

Ciao Vastatio,

il tuo racconto non è male, come sempre riesci a descrivere bene la situazione assurda e diverse volte strappi un sorriso, o un ghigno. Nessun problema nella scorrevolezza del testo o nell’interpretazione del tema.

Però per qualche motivo sembra che manchi qualcosa. L’amico che spiega come vanno le cose forse toglie al racconto gran parte delle potenzialità, e ti costringe a spiegare in un dialogo non troppo entusiasmante quella il meccanismo della ruota. Sarebbe stato più divertente esplorare e cercare di capire insieme al protagonista solo nella stanza insieme alla ruota. Insomma, secondo me questo Dario è troppo un deus ex machina che arriva a spiegarci tutto. Che, per carità, in un certo senso è anche appropriato :-D

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Vastatio
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#12 » lunedì 25 aprile 2016, 21:06

E veniamo a questo giro

@Invernomuto, grazie per l'apprezzamento e per, col senno della classifica, valutato il tema come "acettabile".

@linda, che la logica sia "semplicistica" è questione di punti di vista, dopotutto anche unire due metà diverse del nucleo di una cellula è una soluzione "semplice" che però nasconde uan complessità non indifferente. Per la tua possibile evoluzione posso dirti che era una delle mie prime intezioni, volevo portare il discorso più sull'argomento del titolo (il codice della stanza sono tre disegni di legge per i matrimoni omosessuali) e poi citare le religioni, legando il tutto a una considerazione di "futilità" poi nel mondo terreno. L'ho abbandonata perché ho preferito un approccio più soft e meno forte verso le scelte del lettore (religiose sia chiaro, se si è in qualche maniera omofobi si è dei coglioni punto e basta).

@Zebratigrata, già la figura di Dario è cambiata nel corso della scrittura. Inizialmente volevo che fosse sovrapponibile al dio cristiano, poi che fosse solo un istruttore. Alla fine è diventato un semplice lavoratore annoiato: più facile per il lettore. Di contro ho giocato con il nome. All'inizio non aveva un nome, porprio per amplificare l'ambiguità della sua figura, poi è diventato Diego (istruito colto) e poi Dario (che mantiene/ha in sé il bene). A parte queto sì, è un deus ex machina che sta lì per descrivere il funzionamento della ruota e nascondere gli infodump in modo più o meno brioso, perché a farlo scoprire a tentoni a Valerio mi ci sarebbero voluti più di 3000 caratteri.

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marco.roncaccia
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#13 » martedì 26 aprile 2016, 18:59

Ciao Roberto,
veramente un racconto del cazzo. La ruota della fortuna che in Italia ha prodotto Renzi non è certo un tema su cui scherzare. In ogni caso, purtroppo, sei stato aderente al tema e anche, mi dispiace dirlo, originale. Con vero rammarico mi vedo costretto (salvo sorprese che spero avvengano nella lettura dei prossimi racconti) ad assegnarti un posto alto in classifica.

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beppe.roncari
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#14 » giovedì 28 aprile 2016, 17:16

Ciao Roberto, ben ritrovato!
Del tuo racconto mi è piaciuta la frase “te l’ho detto, qua ci si annoia” e qualche altra.
A mio parere, sei drammaticamente fuori tema. Non ci sono falsi dei, semmai veri dei, per quanto opinabili e annoiati. Volevi scrivere di altro, mi pare, non del tema.
A prescindere dal tema, non è chiaro lo scopo del racconto. Chi muore a volte rinasce sulla ruota della vita, a volte viene mandato a fare un altro lavoro, tipo gettare cose a caso nei secchi per influenzare le rinascite? Io ho capito questo.
Un saluto, ciao!

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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#15 » giovedì 28 aprile 2016, 19:26

Grazie del giro.

@Marco, grazie, so quanto sia brutto dover mettere qualcuno in testa alla classifica: dopotutto è un posto che spetta solo al proprio racconto, non a quello degli altri!

@Beppe. I falsi dei sarebbero quelli a cui crede chi è in vita essendo frutto (ahah) del lancio di frutta secca. Dario e Valerio possono essere visti sia come divinità reali (dopotutto influenzano il carattere delle persone) o come falsi dei (non è proprio un potere divino quello di centrare un secchio).
Non mi pare di aver mai parlato di rinascita, ma se a te fa piacere, perché no... se ti fa dispiacere, però, te la sei inventata tu.
PS: lo scopo è creare un ambiente surreale abbastanza "demente" ma "coerente" per dare un senso alla battuta finale sui falsi dei.

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antico
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Re: Come nascono i ricchioni - Roberto Romanelli

Messaggio#16 » martedì 3 maggio 2016, 15:47

Un racconto, che sembra uscito direttamente da “Specchio nello specchio” di Ende , che trova il suo difetto principale, importante, proprio nel tentativo di razionalizzazione del procedimento di creazione del carattere. Mi spiego: è chiaro che anche nello spiegarne la genesi evidenzi la sua caoticità, ma ti avrei voluto più folle e meno “normale” proprio nello spiegone. Detto questo, il racconto ha un’anima chiara e mi piace. Pollice tendente all’alto, ma lavorandoci può diventare davvero una piccola perla.

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