Superman

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Flavia Imperi
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Superman

Messaggio#1 » lunedì 18 aprile 2016, 23:53

— A che pensavi, Damià?
— Mah, niente Piè, alla fantasia dei bambini. C’è Sara, che di solito mi vede come una specie di Superman, invece mo’ è ossessionata dall’idea che mi possa succedere qualcosa.
— Strano.
— Pure le maestre l’altro giorno lo dicevano a Caterina, che è un po’ particolare. Adesso ha anche iniziato a fa' strani sogni.
— È sempre così tranquilla!
— Eh, invece certe mattine si sveglia urlando e corre nel lettone per stringermi. Con la madre mica lo fa. E mi ha detto: “papà prometti che non te ne andrai mai?”
— Le avevi fatto qualche scherzo?
— Macché. Boh, forse è che mi vede poco.
— Va be' nei weekend ci stai, no?
— Sì, però sai, col fatto che torno tardi me la godo poco.
— Dai, oh, vedrai che crescendo le passerà.
— Speriamo. A volte mi mette un po’ d’ansia. Stamattina piangeva perché non voleva che venissi qui. Era disperata. Oh, ma non siamo ancora arrivati in cima?
— Tranquillo. Prima, mentre t'eri allontanato a fa’ pipì, ho chiesto a un tipo e ha detto che siamo quasi arrivati alla fine del percorso.
— Ok.
— Però… lo sai che quando mi sono girato per ringraziarlo era già andato via?
— Beh?
— Era tutto rettilineo. Non ho mica capito dov'è finito. È sparito.
— E dai, ci manchi solo tu con le stranezze. La parete di oggi è un’arrampicata facilissima, neanche è richiesto il casco. Dicevo, sai che faccio? Stanotte la faccio dormi’ con me.


— Ehi, tutto bene Sarè? Sei bianca.
— Ciao Elena. Insomma... ce ne andiamo in bagno?
— Certo, tanto il prof è in ritardo. Ma che hai?
— Ecco, io… ho sognato ancora papà.
— Oh. Mi dispiace.
— Nel sogno non era morto. In realtà era sparito perché era una spia dei servizi segreti. E poi… oh, scusa...
— Piangi pure. Non ti preoccupare, sfogati.
— È che a casa non posso... e anche se sono passati anni mi manca così tanto! Un giorno c’era, il giorno dopo non c’era più. Sparito. Non mi hanno neanche portata al funerale… nei miei sogni lui continua a vivere.
— Mi dispiace tanto.
— Sai per quante sere ho aspettato il rumore dei suoi passi che risalivano le scale?
— È normale teso', eri così piccola quando se n’è andato. Il papà è un po’ un dio quando siamo piccoline: è grande, forte, pronto a salvarci quando tutto va male.
— Già. Nei miei sogni lo è. Pensare che da piccola soffrivo di incubi, ora invece... a volte apro gli occhi e inizia l’orrore.
— Dev'essere terribile.
— Però… ora che ricordo, il sogno di stanotte è cambiato, cadevo giù dal dirupo proprio come lui, ma poi aprivo le braccia e riuscivo a volare.
— Allora per me è arrivata l'ora di andare.
— Hai detto qualcosa, Elena?
— No.
— Lo so che te l‘ avevo promesso e che ora non puoi sentirmi…
— Perché sento come un ronzio.
— … o vedermi. Ma non posso resta' per sempre con te. Non ne hai bisogno, ora puoi volare... hai tutta la vita davanti. So che ce la farai senza di me, piccola. Addio...
— Strano, ho avuto i brividi. Beh, dai, torniamo in classe.
— Stai meglio?
— Uhm... Sì. Anzi, sai che ti dico? Sento che oggi il tema andrà bene, sono ispirata.
— Questo è lo spirito giusto, ragazza.
Ultima modifica di Flavia Imperi il martedì 19 aprile 2016, 0:35, modificato 1 volta in totale.


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antico
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Re: Superman

Messaggio#2 » martedì 19 aprile 2016, 0:29

E Batman? :)
Tutto ok con i parametri, buona edizione!

alexandra.fischer
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Re: Superman

Messaggio#3 » martedì 19 aprile 2016, 20:15

SUPERMAN di Flavia Imperi il tuo racconto contiene due elementi nel quale il tema (i falsi dei) è rispecchiato in pieno. L’ho visto nel misterioso escursionista che avverte Damià e Pié che il loro percorso volge alla fine e anche nelle premonizioni di Sara, figlia di Damià, la quale ha “sentito” il pericolo che il padre stava correndo, ma contro il quale non c’è stato niente da fare. Il personaggio di Sara ritorna nella scena ambientata a scuola. Il ricordo del padre non l’ha abbandonata negli anni (ne sente la mancanza nei sogni: lo immagina spia in fuga). Straziante il commiato onirico del padre, quando si congeda da lei. Quando Sara cresce, lui le fa rivivere la propria morte (caduta dal dirupo) e poi la esorta a crescere (nella scena finale, parlandole nella mente, mentre è sveglia e sta dialogando con la compagna di classe e amica Elena. Molto credibile la parlata fra Damià e Piè).

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francesco.bellia
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Re: Superman

Messaggio#4 » mercoledì 20 aprile 2016, 11:34

Ciao Flavia,
Nel tuo racconto hai affrontato il tema del falso dio, mettendoti dal punto di vista di una bambina fantasiosa, che è costretta ad affrontare la morte del padre, evento che mette in crisi la sua idealizzazione del genitore (tipica di tutti i bambini, anche degli adulti, a volte).” ll papà è un po’ un dio quando siamo piccoline: è grande, forte, pronto a salvarci quando tutto va male”. Nonostante alcune “premonizioni” il racconto è molto concreto. Il linguaggio è diretto e volutamente colloquiale. E’ una scrittura che direi “empatica” perché punta molto sulle emozioni, più che sulla novità. E’ questo che secondo me manca un po’. Sono scene già viste e gli elementi per così dire “sovrannaturali” sono solo un po’ accennati. Mi sarebbe piaciuto vederli più sviluppati per arricchire la storia e il coinvolgimento del lettore. Ma capisco che è una scelta, dettata anche dal proprio stile. A me piace molto la narrativa fantastica, quindi concentrarsi di più sui sogni della bambina sarebbe stato dal mio punto di vista più interessante.

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angelo.frascella
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Re: Superman

Messaggio#5 » mercoledì 20 aprile 2016, 23:38

Superman di Flavia Imperi

Ciao Flavia.

Storia non originalissima (d'altra parte non esistono le storie originali), ma con un suo perché per la carica emotiva e la scelta di basare tutto sui dialoghi che funziona bene.
Non mi convince molto, invece, il tentativo di simulare una parlata "colloquiale". Non basta apostrofare i nomi e qualche fa: occorrerebbe un lavoro più fine sulla costruzione delle frasi, che qui, a mio vedere, manca.
Un dubbio logico: il padre fa lo scalatore di lavoro? Sembrerebbe di capire questo, ma non credo esistano scalatori di professione (o sì?)

A rileggerci
Angelo

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Rionero
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Re: Superman

Messaggio#6 » giovedì 21 aprile 2016, 16:04

Ciao Flavia,

Mi sono tenuto il tuo racconto come ultimo da commentare perché è quello che mi crea maggiori problemi: da un lato, grazie ad uno stile pulito ed una struttura tanto semplice quanto in grado di accogliere l'elemento di surreale, l'ho trovato molto emozionante; dall'altro è un'interpretazione del tema assolutamente originale, molto al limite direi...diciamo che si incastra alla perfezione nel contest grazie al titolo (semplice, bello) e alla luce dell'ultima interpretazione di Superman.

Ma brava, grazie per avermelo/avercelo fatto leggere.

viviana.tenga
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Re: Superman

Messaggio#7 » giovedì 21 aprile 2016, 16:06

Ciao Flavia,
L'idea del tuo racconto è perfettamente a tema e molto buona, semplice ma con quel tocco soprannaturale (i sogni della bambina) che dà un qualcosa di più. La scelta del rendere tutto attraverso dialoghi funziona, anche se a volte si ha l'impressione che il tono colloquiale si un po' forzato (e, scusa se penso male, ma anche che un po' di parole siano apostrofate per rientrare nel limite dei caratteri). Per il resto, i personaggi sono caretterizzati con pochi tratti ma in modo convincente.
Non mi ha convinto molto la figura dell'uomo misterioso che sparisce nel nulla, mi è sembrato un po' buttato lì e che non aggiunga molto alla storia. Altro piccolo appunto: toglierei quel "neanche è richiesto il casco" dall'ultima battuta della prima parte: mette troppa enfasi sul fatto che la scalata sia facile, quando tanto il lettore ha già abbondantemente intuito che andrà a finire male.
Bello invece il finale e l'immagine di Sara che diventa grande e "può volare".

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Flavia Imperi
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Re: Superman

Messaggio#8 » giovedì 21 aprile 2016, 22:36

Ciao a tutti!

@Alexandra: interessante la tua interpretazione, in realtà nella mia idea il falso dio è proprio il padre, nella visione della figlia.

@Francesco: anche io amo il fantastico, in questo periodo, e in particolare in questo racconto, mi sto invece mettendo alla prova su un realismo che al massimo tende al fantastico. Quello che desidero è comunicare emozioni. L'elemento dell'uomo di passaggio che sparisce in modo misterioso vuole aggiungere un tocco di "chissà", lasciando all'immaginazione del lettore l'interpretazione. Peraltro è un tipo di elemento che realmente capita di sentire nei resoconti di morti improvvise e inattese.

@Angelo: i dialoghi ho cercato di scriverli nel modo più naturale possibile, li ho colorati con un accento romanesco, senza finire nel dialetto puro. Sarebbe interessante per me capire meglio quello che intendi dire sulla costruzione, se ti andasse di farmi degli esempi sarebbe senz'altro utile!
Rispetto al lavoro, no, non è uno scalatore professionista, le due cose non sono collegate. Del lavoro si sa solo che rincasa tardi, non c'era spazio per approfondire e oltretutto non mi sembrava utile alla trama.

@Claudio: che dire, ho costruito la storia sull'idea dell'onnipotenza che i genitori hanno dal punto di vista dei figli piccoli, un'attitudine che poi nel tempo passa con la crescita (delusioni, maturazione, si capisce che il genitore è un essere umano). Più difficile, se il genitore viene a mancare: può rimanere per sempre un dio per un figlio, ovviamente un falso dio. Superman mi sembrava più immediato come paragone, in quanto dio moderno.

@Viviana: Hahaha! No, giuro che non è per i caratteri che i nomi sono accentati... è l'inflessione romanesca. Ho cercato di rendere i personaggi più realistici tramite un tipo di parlata colloquiale che conosco bene, tuttavia mi hai strappato un sorriso con questa affermazione. L'uomo misterioso, come dicevo anche sopra, è l'elemento sovrannaturale la cui natura è lasciata volutamente all'interpretazione del lettore, nello stile del realismo fantastico.
Riguardo al casco ero indecisa se lasciare o togliere, mi sembrava che delineasse meglio la scena, che nel frattempo si è già capito come andrà a finire. Non ho puntato sull'elemento sorpresa, ma (almeno spero di essere riuscita) sulla comunicazione delle emozioni.

Grazie a tutti e buon contest!
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beppe.roncari
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Re: Superman

Messaggio#9 » giovedì 21 aprile 2016, 23:32

Ciao Flavia!
Ho trovato molto originale la tua interpretazione del tema, il padre come "superman", eroe e "dio" per la figlia. Fra l'altro è in linea con le teorie psicoanalitiche, sulla formazione del Super-io, per il quale è importantissima la figura paterna.
Ho trovato ben dosato l'elemento sovrannaturale, non centrale nel racconto, e giustamente, a mio parere. Se fosse stato messo troppo in luce avrebbe tolto il mistero, avremmo avuto una spiegazione chiara e univoca della vicenda. Così, invece, rimane una luce inquietante e la possibilità per il lettore di sentire un brivido lungo la schiena mentre legge.
Una buona prova. Ciao!

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Vastatio
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Re: Superman

Messaggio#10 » sabato 23 aprile 2016, 16:08

mi è piaciuta la tua declinazione del tema, il padre come "falso dio" per una bambina che cresce. Ho apprezzato anche l'inserimento del padre come "angelo" nella seconda parte: non era necessario all'economia del racconto, ma da quel tocco in più che, per chi ama il fantastico, solleva un po' lo spirito nonostante gli eventi. Se devo trovare qualcosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è nella seconda parte, la ripetizioen del concetto di superman/dio in bocca all'amica di Sara: per quanto mi riguarda era già chiaro citando dalla prima parte, l'hai anche usato nel titolo quindi ha anche un risalto maggiore. Ripeterlo sembra quasi una "corda di sicurezza" per essere sicura che anche i più "storditi" capiscano la tua declinazione: superfluo. A parte questo lieve appunto la trovo un'ottima prova.

Daniel Travis
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Re: Superman

Messaggio#11 » domenica 24 aprile 2016, 12:10

Complimenti Flavia, un bel racconto. I dialoghi sono molto curati, per quanto quelli della protagonista rischino in alcune frasi di risultare artefatti o stucchevoli, la trama "centrale" è semplice e delicata, e mi accodo a Beppe nel lodare il tuo utilizzo del magico, del "sovrannaturale": nell'epoca degli spiegoni, saper dare mistero a una storia è un talento da coltivare e un segno di coraggio. Bella prova.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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raffaele.marra
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Re: Superman

Messaggio#12 » lunedì 25 aprile 2016, 10:02

Nonostante il tema non sia del tutto originale, trovo il modo in cui hai condotto il tuo racconto molto efficace. In particolare, ho apprezzato parecchio la scena del bagno in cui le frasi del papà si inseriscono a sorpresa tra quelle delle ragazze: confesso che mi ha emozionato. A ben vedere, proprio la scelta stilistica dei dialoghi diretti è la caratteristica più interessante del tuo racconto proprio perché innesta un rapporto definito ed esclusivo tra i due uomini prima e le due ragazze dopo, rendendo la comparsa del papà tra queste ultime è un bel colpo. Insomma, un bel racconto, nonostante non sia totalmente convinto della piena rispondenza al tema del mese.

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AmbraStancampiano
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Re: Superman

Messaggio#13 » giovedì 28 aprile 2016, 13:02

Ciao Flavia,
secondo me il tuo racconto è perfettamente a tema e ben scritto.
La scelta di mostrarci tutto attraverso un dialogo è azzeccata, ma secondo me non sempre felice: alcuni elementi, da lettrice, mi darebbero più soddisfazione se inseriti in maniera fisica e non attraverso le parole di altre persone, è il caso dell'uomo che svanisce nel nulla sul sentiero dritto, che funziona solo in parte. Vuoi mettere la perplessità dell'amico col brivido che ci coglierebbe nell'essere noi a vedere un uomo che ci dà un'indicazione e un secondo dopo non c'è più? Anche la reazione del tuo personaggio mi sembra un po' troppo fredda, io in una situazione del genere mi preoccuperei o andrei a cercare l'uomo.
Un altro piccolo appunto riguarda l'incipit: non siamo in un posto qualsiasi, e la montagna poi avrà un effetto devastante sulla vita dei nostri protagonisti, per cui anche un minuscolo dettaglio di paesaggio e dell'uomo che cammina sul sentiero servirebbe per coinvolgere di più un lettore nel racconto. La battuta iniziale del dialogo è un buon gancio, ma sarebbe più forte se presentata in questo modo.
Per il resto trovo tutto molto delicato, molto umano, molto bello.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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ceranu
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Re: Superman

Messaggio#14 » giovedì 28 aprile 2016, 23:29

Ciao Flavia, ben trovata.
Il racconto tocca le giuste corde e c'è del sentimento, però ho faticato un po' a far tornare tutto al suo posto. La prima parte è quella che mi ha dato più problemi. Fino a metà racconto ero convinto che il padre fosse già morto e che quella fosse una scalata verso l'aldilà, ma evidentemente mi sono sbagliato. Il passante che sparisce nel nulla conferisce al racconto un aurea di mistero che mi ha tratto in inganno, probabilmente è di troppo.
Altro punto che mi convince poco è il cambio di Sara che di punto in bianco decide di “lasciare andare” il padre. Mi manca una vera motivazione, un evento che giustifichi il cambiamento.
Insomma, un racconto con tanti sentimenti, ma che manca in alcuni passaggi.
Ciao e alla prossima.

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Re: Superman

Messaggio#15 » domenica 1 maggio 2016, 18:16

Perché proprio ora? Ecco, manca il motivo perché proprio in quel momento Sara riesca a superare la sua problematica e ad andare oltre. Un bella prima parte tesa a creare atmosfera, anche se il tizio che sparisce rimane senza spiegazione perché se qualcuno cade si sente e l’unica risposta che ci si può logicamente dare è che sia caduto mentre il protagonista stava “liberandosi”. Una conclusione che mi ha lasciato decisamente insoddisfatto perché non ho capito il quid che dovrebbe arrivare al lettore… quel quid che dovrebbe sbloccare l’impasse nella testa di Sara. Bene per il sogno che cambia, ma perché? Che le è successo per farglielo cambiare? Altro problema: si percepisce che parli di arrampicata senza conoscerla (o almeno è quella l’idea che trasmetti al lettore). Un pollice ni, ma tendente al positivo grazie alle sensazioni che comunque riesci a trasmettere, ma le falle sono troppe…

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