Il settimo giorno - Fernando Nappo

Fernando Nappo
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Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#1 » martedì 19 aprile 2016, 0:17

Era domenica mattina.
La coda fuori dal negozio era lunga e impaziente.
A passi lenti, misurati, un uomo la superò, guardando ogni singola persona negli occhi.
Portava capelli e barba lunghi, e pantaloni e camicia di cotone color cachi, stazzonati.
Giunto vicino alle porte ancora chiuse, proprio sotto l’immagine pubblicitaria dei prodotti in offerta, stese un tappetino di vimini e vi si inginocchiò.
Di fianco a sé posò una bibbia e si raccolse in preghiera.
Non c’era sguardo che non fosse per lui.
L’uomo cantilenava a bassa voce, con gli occhi socchiusi, ondeggiando appena.
Al termine del suo salmodiare, raccolse la bibbia e disse: — Non è stato forse chiaro nostro Signore quando si è raccomandato di rispettare il giorno del riposo?
Si alzò in piedi e passò lo sguardo fra i presenti.
— E non sarebbe forse più rispettoso del Suo volere trascorrere la domenica in chiesa, in preghiera, anziché in coda nell’attesa di buttare soldi in diavolerie?
Due ragazzi si staccarono dal fondo della file e si allontanarono.
L’uomo cominciò a sbottonarsi la camicia.
— Non è ciò che di materiale possediamo a qualificarci come uomini, quanto la nostra fede in Dio!
Lasciò cadere la camicia a terra e prese a slacciare i pantaloni.
Un signore borbottò qualcosa, coprì gli occhi al figlioletto e abbandonò la fila, seguito da un paio di ragazze tutte piercing e tatuaggi.
— Dobbiamo liberarci di ciò che è inutile — diceva l’uomo, e intanto continuava a slacciarsi i pantaloni. — Gesù non si è messo in fila davanti ai mercanti del tempio, non ha ceduto alle loro lusinghe.
Una giovane donna alzò un dito, come nel tentativo di dire qualcosa, di ribattere, ma l’uomo la ignorò, anzi, proseguì a voce più alta, parlando prima di San Francesco e della rinuncia ad ogni bene, poi del denaro da spendere in opere di carità e di aiuto.
Infine lasciò cadere i pantaloni, e rimase in mutande.
Ormai la fila s’era dispersa. Solo qualche rara persona era rimasta nelle vicinanze, probabilmente in attesa che lui se ne andasse per potere infine approfittare delle offerte.
Le porte del negozio si aprirono.
Uscì un ragazzotto in uniforme che si guardò intorno, sbigottito. — Cosa sta facendo? — chiese. — Ha fatto scappare tutti!
— Già — replicò l’uomo. — Un vero colpo di genio, non trova?
Il ragazzo lo guardava con aria confusa, forse indeciso se chiamare la polizia o la croce rossa.
L’uomo tirò su i pantaloni e raccolse la camicia e, mentre se la infilava, si diresse verso l’entrata del negozio.
— Sta aprendo?
Il ragazzo guardò l’orologio. — Sono le nove ormai. Sì, ora apro.
— Bene. E non si preoccupi per quelli che se ne sono andati — disse l’uomo. — Torneranno, vedrà.
Posò una mano sulla spalla del ragazzo, invitandolo a entrare con lui: — Piuttosto — disse — sono molto interessato a quel nuovo televisore a led che pubblicizzavate già ieri. Ne avete ancora spero...



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antico
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#2 » martedì 19 aprile 2016, 0:43

Ciao Fernando! Tutto ok, buona edizione!

alexandra.fischer
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#3 » mercoledì 20 aprile 2016, 20:40

Mi è piaciuta molto la rappresentazione di questo mistico barbuto in pantaloni e camicia cachi che, Bibbia alla mano, la domenica mattina predica sul comandamento divino “ricordati di santificare le feste” e sulla necessità di staccarsi dal superfluo e dal consumismo, fermandosi nei pressi di un negozio di elettrodomestici in attesa di aprire e già assediato da una fila di acquirenti (il tutto, spogliandosi in pieno stile delle nozze di San Francesco con Madonna Povertà), per poi rivelarsi un ipocrita (la sua è stata una messinscena per assicurarsi la prima scelta nell’acquisto di un televisore a led). Il tema dei falsi dei è rispettato in pieno (sono appunto quelli che il mistico ha citato nella sua predica, ma dai quali è stato sedotto anche lui, forse più della gente in attesa davanti al negozio; alla faccia della sua cultura religiosa (citazione della dottrina francescana, constatazione dell’indifferenza di Gesù nei riguardi dei mercanti del tempio).


Attento a: dal fondo della file per dal fondo della fila. Certe parole: bibbia, croce rossa, vanno scritte in maiuscolo.

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francesco.bellia
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#4 » giovedì 21 aprile 2016, 11:15

Ciao Fernando, il racconto è ben scritto secondo me. Hai scelto un furbo "ciarlatano" per rappresentare l'idea del falso dio. Un approccio ironico al tema. E' scorrevole e funziona. Interessante il fatto che alla fine il falso idolo del consumismo prevalga su tutto, come se in fondo potesse essere quest' ultimo la vera guida "spirituale" della nostra epoca.

Fernando Nappo
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#5 » giovedì 21 aprile 2016, 12:56

Grazie ragazzi per i commenti. Come avete notato entrambi, il falso Dio è proprio il consumismo, il così tanto osannato mercato.

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Rionero
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#6 » giovedì 21 aprile 2016, 15:16

Ciao Fernando,

Carina la trasposizione pop della cacciata dei mercanti dal nuovo tempio del consumismo, il nuovo (falso) dio moderno, con una scrittura che scorre piacevolmente.

L'unico appunto che ti posso fare è che, data la semplicitià di storia e sviluppo, per colpire veramente avresti dovuto calcare molto di più sugli elementi comici o sulla creazione della "sorpresa" finale che, così com'è, ho trovato un po' telefonata.

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angelo.frascella
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#7 » venerdì 22 aprile 2016, 0:07

Ciao Fernando.

Gran racconto! Splendida la rappresentazione dell'estremista cristiano e del metodo che sceglie per cacciare tutti, riprendendo il gesto di san Francesco. Il colpo di scena finale mi ha fatto un sacco ridere. Per citare amici miei: "Cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.". Qui questi elementi ci sono tutti e quindi il racconto è un vero colpo di genio che citerò in futuro quando dovrò spiegare la differenza fra racconto con inganno (che purtroppo ricorre spesso in MC) e racconto con sorpresa.
Giusto per non lasciarti senza nemmeno un'osservazione, c'è una frase ("Solo qualche rara persona era rimasta nelle vicinanze, probabilmente in attesa che lui se ne andasse per potere infine approfittare delle offerte.") che mi ha fatto intuire quale potesse essere lo scopo reale del tizio. In un'eventuale revisione, cancellerei la seconda metà o la cambierei, per evitare di far balenare in mente al lettore la soluzione finale.

A rileggerci
Angelo

Daniel Travis
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#8 » venerdì 22 aprile 2016, 11:14

Ciao Fernando, e complimenti per il bellissimo racconto. Ottima idea ed esecuzione adatta e pulita. Il colpo di scena non arriverà come un fulmine a ciel sereno, ma l'effetto non ne risente: è come una di quelle barzellette in cui cominci a ridere prima del finale perché l'hai già immaginato, ma non ridi di meno perché è raccontata proprio bene. Tema centrato, anche se non concordo con la visione del consumismo come falso dio; in questo racconto, semmai, il consumismo è il vero dio: ha seguaci, sacerdoti dedicati, si può supplicare, condiziona le nostre vite, è efficace, funziona... Al contrario degli altri (supposti) "veri" dei.

Dopotutto non tutti gli dei devono avere la stessa morale, o essere "buoni" per noi piccoli umani (neanche se li abbiamo fatti noi) ;)
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Fernando Nappo
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#9 » venerdì 22 aprile 2016, 20:58

@Alexandra Fischer: m'era sfuggita l'ultima riga del tuo commento. In effetti le parole che mi hai segnalato andrebbero scritte in maiuscolo. Se mai il racconto dovesse approdare alla vetrina del sito provvederò a sistemarle. Grazie.
@Angelo Frascella: grazie per l'apprezzamento. Il tuo commento ha fatto salire pericolosamente il mio livello di autostima. Per qualche giorno andrò in giro gonfiando il petto come un tacchino.
@Daniel Travis: dal mio punto di vista si tratterebbe comunque di un faso dio perché di fatto non stiamo parlando di una creatura (reale o meno) che l'uomo crede onnipotente e dotata di chissà quali capacità o altro, ma di una cosa astratta, una sempice creazione dell'uomo a cui poi l'uomo stesso ha deciso di assoggettarsi. Comunque, credo che il discorso sia complesso, e temo di non avere le conoscenze necessarie per discuterne con competenza.

Come sempre, grazie a tutti per i commenti.

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angelo.frascella
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#10 » venerdì 22 aprile 2016, 23:39

Fernando Nappo ha scritto:@Angelo Frascella: grazie per l'apprezzamento. Il tuo commento ha fatto salire pericolosamente il mio livello di autostima. Per qualche giorno andrò in giro gonfiando il petto come un tacchino.


A volte ci dicono cose del tipo "un commento negativo ti aiuta molto di più di dieci positivi"... Sarà pure vero, ma senza commenti positivi, secondo me a un certo punto la voglia di scrivere passerebbe a tutti... quindi fai pure il petto gonfio e trasformalo anche in energia addizionale per la scrittura ;)

viviana.tenga
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#11 » sabato 23 aprile 2016, 13:46

Ciao Fernando,
Il racconto parte da un'idea simpatica ed è ben scritto. Personalmente, ho intuito il finale abbastanza presto, ma ho trovato il racconto gradevole lo stesso. Tema centrato in pieno. Interpretare come falso dio il consumismo e il denaro era una scelta di per sé un po' banale, ma qui l'hai sviluppata in modo originale e simpatico.
C'è però a mio parere un problema: la reazione della folla davanti al santone è del tutto inverosimile. Un personaggio del genere non attira tutti gli sguardi su di sé, piuttosto la gente (o, per lo meno, la stragrande maggioranza) si gira dall'altra parte e fa di tutto per ignorarlo. Ho trovato verosimile giusto il padre che porta via il bambino quando l'uomo inizia a spogliarsi, ma dagli altri mi sarei aspettata imbarazzata indifferenza, prese in giro, sdegno, qualcuno che lo insultasse/chiamasse i vigili.
Capisco che la verosimiglianza della situazione non fosse la priorità del racconto, ma lo considero comunque un fattore che gli fa perdere qualche punto (anche se il giudizio generale rimane positivo).

Daniel Travis
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#12 » domenica 24 aprile 2016, 12:33

@Daniel Travis: dal mio punto di vista si tratterebbe comunque di un faso dio perché di fatto non stiamo parlando di una creatura (reale o meno) che l'uomo crede onnipotente e dotata di chissà quali capacità o altro, ma di una cosa astratta, una sempice creazione dell'uomo a cui poi l'uomo stesso ha deciso di assoggettarsi. Comunque, credo che il discorso sia complesso, e temo di non avere le conoscenze necessarie per discuterne con competenza.


Conta che molti pensatori contemporanei (e antichi, in realtà) vedono gli dei come creature più o meno reali nate proprio da "cose astratte" e "semplici creazioni dell'uomo". E questo l'hanno detto maghi, sacerdoti, atei e quant'altro. Non c'è nessuna contraddizione tra l'essere un'astratta invenzione dell'uomo e l'essere un dio efficace (pensa a tutte le idee religiose, storiche, attuali ma anche nella fiction, in cui gli dei nascono/vengono nutriti dalla fede dei mortali: oggi consumismo è una parola, domani diventa una divinità tremendamente reale). Ovviamente è un discorso che esula completamente dal racconto, ma se t'incuriosisce ti consiglio Neopaganesimo: perché gli dei sono tornati di Francesco Dimitri (in particolare il capitolo Creare gli Dei) e, su Internet, i vari portali di Chaos Magick a disposizione (c'è molto altro, ma questi sono due punti di partenza interessanti).
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Fernando Nappo
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#13 » domenica 24 aprile 2016, 14:00

Ciao Daniel, grazie per i suggerimenti. L'argomento è un po' ostico, ma interessante e proverò ad approfondire.

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raffaele.marra
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#14 » lunedì 25 aprile 2016, 10:11

Leggendo il titolo, mi attendevo qualcosa di epico, di biblico, di definitivo, poi ho letto e, proprio come tu volevi quando hai ideato questo racconto, sono ripiombato nella greve concretezza della quotidianità. Un ottimo racconto, non c’è che dire, soprattutto perché sei riuscito a usare l’ironia in un tema che in ciascuno di noi (o quasi) ha suscitato idee cupe (vedi ad esempio il mio racconto). E tu l’ironia la usi con destrezza, con ottime capacità di controllo, unendola al fattore sorpresa e, come è giusto che sia, a una sottile ma incidente critica della nostra società. Bravo.

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ceranu
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#15 » lunedì 25 aprile 2016, 23:54

Ciao Fernando.
Che bella idea e quanta originalità nell'interpretazione del tema. Oserei definire geniale l'accostamento tra dei e consumismo. :D
Il racconto mi piace, il ritmo è ottimo e lo stile pulito. L'unico neo è che a metà racconto si capisce dove andrai a parare, ma la lettura rimane comunque piacevole. Personalmente avrei preferito veder uscire le guardie dal negozio per farlo fuggire. Mi piacciono le storie in cui il protagonista fallisce, ma ciò non toglie che anche il finale è divertente.
Nel complesso un ottimo lavoro, bravo!

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AmbraStancampiano
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#16 » mercoledì 27 aprile 2016, 22:10

Ciao Fernando,
Il racconto scorre come una meraviglia grazie alla vicenda estremamente plausibile e allo stile asciutto e pulito, il finale è divertente.
Il mio unico appunto riguarda la reazione della folla: di questi tempi se qualcuno facesse una cosa del genere verrebbe filmato da decine di telefonini e poi arriverebbe una troupe locale o una web tv per intervistarlo. Il fatto che il tuo protagonista compri un televisore mi fa pensare che la vicenda sia ambientata una decina (o forse una ventina) di anni fa, e già la reazione della folla sembra più sensata; ti consiglio però se è così di dare qualche dettaglio di ambientazione, anche piccolo (che ne so, i prezzi degli elettrodomestici che si intravvedono in vetrina sono in lire).
Comunque un'ottima prova!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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antico
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Re: Il settimo giorno - Fernando Nappo

Messaggio#17 » domenica 1 maggio 2016, 18:17

Finale che si disvela forse in modo troppo blando, ma racconto riuscito che raggiunge il bersaglio. Lo definirei un divertissement intelligente in cui riesci a declinare il tema con arguzia. Non avendo molto altro da dire, assegno un pollice su. Complimenti.

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