"L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

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jimjams
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"L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » martedì 19 aprile 2016, 0:33

Isaac tracciò il simbolo che chiudeva la serie di equazioni tracciate sull'enorme lavagna. Si girò verso la platea di scienziati che lo avevano seguito nella complessa dimostrazione. Passò lo sguardo tra i banchi. Qualcuno dei presenti era chino sugli appunti, cercando forse di venirne a capo. Altri lo fissavano con disprezzo, vecchi tromboni che non ci avevano neanche provato. Alcuni, tuttavia, lo guardavano confusi, ancora presi nell'analisi di ciò che era stato loro mostrato. Sorrise appena. Il seme era gettato, si trattava di attendere. Fece un cenno di saluto e uscì senza dire altro.

Più tardi qualcuno bussò alla sua porta. Aprendo si trovò di fronte un uomo sulla trentina.
– Sono il dottor Fausto De Giovanni. Mi scusi se la disturbo, ma ero in facoltà oggi e… volevo parlarle, se possibile.
Isaac non lo aveva notato, ma gli strinse la mano e lo fece accomodare.
– Come posso aiutarla?
L’uomo rise: – Forse è lei ad aver bisogno di aiuto!
– Io?
– Stasera ha dimostrato la possibilità che Dio esista. Voglio dire… lo ha dimostrato scientificamente.
– Ho solo fatto un piccolo passo avanti nella conoscenza della reale natura dell’universo.
– Perbacco se lo ha fatto! Ma le implicazioni sono enormi. Se è possibile manipolare energia e materia come lei ha descritto, allora la creazione, i miracoli, tutto diventa plausibile. Gli dei insomma, possono esistere.
– Lei li chiama dei, ma se un giorno riuscissimo ad applicare nella pratica le mie teorie, avremmo un potere assoluto, è vero, ma ciò non farebbe di noi degli dei.
– Al contrario! Lei ha dimostrato che un essere con poteri divini può esistere. Quindi, una persona, potrebbe diventare Dio.
Isaac scosse la testa. – Un giorno potremmo essere in grado di diventare tutti simili a dei, come capacità, ma rimarremmo pur sempre persone, con i nostri umani difetti. Persone, non dei.
– È qui che sbaglia. Prima di tutto, ce ne sarebbe solo uno.
– Solo uno? Perché mai?
L’uomo assunse un’espressione soddisfatta, come un gatto che stia per catturare un topo.
– Perché il primo a conquistare questo tipo di potere, impedirebbe a chiunque altro di venirne in possesso.
– E come potrebbe evitarlo?
– Ma è facile! Al primo sospetto basterebbe distruggere la minaccia.
– Non è così semplice in realtà. Un conto è manipolare la materia, un altro è l’onniscienza e l’ubiquità. Si tratta di dominare anche il tempo e lo spazio.
L’uomo sbuffò. – Purtroppo è vero. Ed è per questo che lei è un problema, così come lo sono coloro che hanno compreso la sua teoria. Vi dovrò eliminare, prima che sia troppo tardi.
– Dunque tu sei Dio? L’unico, l’onnipotente?
– Io lo sono! – replicò De Giovanni sicuro.
– Un falso dio, in effetti, una pallida imitazione.
L’ira accese il volto dell’uomo: – Muori! – urlò, puntandogli contro il dito, ma subito la smorfia si tramutò in stupore. – Che accidenti… – e sparì, senza rumore.

– Tutti uguali – disse tra sé Isaac. – La sanno usare a malapena, ma non la capiscono.
Guardò la pendola e sbuffò, ne dovevano ancora arrivare altri tre.



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antico
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » martedì 19 aprile 2016, 0:52

Ed ecco il vincitore della De Marco Edition! Tutto ok con i caratteri e buona ALL STARS EDITION!

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angelo.frascella
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » mercoledì 20 aprile 2016, 23:36

Ciao Mario.

Ho poco da dire sul tuo racconto: bell'idea e bella realizzazione!
Il ritmo è ben gestito: all'inizio semini la curiosità, piano piano sveli le carte e il finale è chiude in maniera perfetta il cerchio.
All'inizio mi chiedevo: perché Isaac non si tiene per sè la scoperta? Semplice: fa come il ragno con le mosche. Aspetta che possibili concorrenti si presentino a lui e li fa sparire.
Bel lavoro.

A rileggerci
Angelo

Daniel Travis
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » giovedì 21 aprile 2016, 2:19

Complimenti Mario, una prova eccelsa. L'idea è buona e portata avanti egregiamente (particolarmente notevole l'evidenza che sia la comprensione, e non il potere, a distinguere il falso dio da quello "vero", che poi è chi sa riconoscere la propria umanità anche entrando in possesso di un potere divino). Lo stile segue a ruota, con dialoghi ben scritti e appropriati, che rischiano di suonare artefatti in un paio di punti ma si salvano senza problemi. Ma è soprattutto il complesso di un'idea grandiosa che dà forma a un'ottima storia ben miscelata allo stile giusto per lei a colpire, la visione d'insieme, e più semplicemente, il piacere di leggere un gran bel racconto. Una vera perla.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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francesco.bellia
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » giovedì 21 aprile 2016, 11:04

Ciao Mario. Mi è piaciuto molto l'inizio del tuo racconto e come hai svolto la conversazione tra i due scienziati.L'idea è originale e interessante. Personalmente mi è piaciuta meno la fine,volutamente distruttiva dei "grandi discorsi dei due studiosi.
Forse lo scontro finale tra i due si poteva svolgere diversamente, così come la dimostrazione di un presunto potere divino in grado di disintegrare gli altri.
Magari un ulteriore sviluppo del duello di intelligenza che avevano incominciato. Nel tuo racconto lo scontro si risolve, invece, con un dito puntato e la formula "Muori", come se si trattasse di un incantesimo.Mi sarebbe piaciuto se la supremazia fosse consistita in altro, magari un "cortocircuito" del ragionamento, così da muoversi comunque all'interno dei dialoghi, pregio migliore del racconto secondo me.
Ultima modifica di francesco.bellia il sabato 23 aprile 2016, 12:23, modificato 2 volte in totale.

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Rionero
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » giovedì 21 aprile 2016, 14:55

Ciao Mario,

Idea di racconto interessante anche se me lo sono rovinato rimanendo convinto fino a circa metà storia che parlassi di Isaac Newton e della scoperta della relatività e quindi che si stesse svolgendo un dialogo teorico sull'esistenza di Dio rapportata alla gravità piuttosto che ha una conoscenza completamente diversa...magari è un problema solo mio però ;-)

Dal punto di vista della scrittura, fermo restando che è scritto bene e pulito con giusta gestione dei pochi spazi a disposizione, trovo non molto chiaro lo stile: rimanere così leggero presumo sia una scelta, ma dopo l'introduzione sulla teoria scientifica e considerando che si trattava di due scienziati che parlavano di Dio/Scienza mi ha straniato un po', soprattutto perché l'effetto era molto straniante in alcuni passaggi del dialogo tra i due. Ho trovato in particolare debole quello che sarebbe dovuto essere il momento clou:

"L’ira accese il volto dell’uomo: – Muori! – urlò, puntandogli contro il dito, ma subito la smorfia si tramutò in stupore. – Che accidenti… – e sparì, senza rumore."

Grazie per la lettura, buon MC^^

alexandra.fischer
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » giovedì 21 aprile 2016, 18:51

L’UNICO, L’ONNIPOTENTE di Mario Pacchiarotti Interessante la contrapposizione fra lo scienziato Isaac e il ricercatore Fausto De Giovanni. Il primo riesce a convivere razionalmente con la Grande Scoperta della Reale Natura dell’Universo. Sembra di vederlo, tranquillo, a fine dimostrazione, malgrado non sia stato capito proprio da tutti (i vecchi tromboni), mentre esce nel corridoio e riceve successivamente la visita del ricercatore Fausto, il quale ha assimilato la complessa equazione dello scienziato, diventando un falso dio (ne ha i poteri, ma non sa dominarli, per cui, nel finale, è lui a scomparire, malgrado abbia minacciato di morte Isaac). E poi, nota finale, Isaac aspetta addirittura altri tre aspiranti dei. Tema centrato in pieno.

viviana.tenga
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » sabato 23 aprile 2016, 16:46

Ciao Mario,
Un ottimo racconto anche il tuo. Il ritmo è molto buono, bella e pienamente a tema l'idea dello scienziato che all'inizio sembra aver scoperto la possibilità di parziali poteri divini solo dal punto di vista teorico e poi invece si rivela averli acquisiti nella pratica. Dal punto di vista dello stile, ci sono forse un paio di battute che suonano un po' forzate (quando Isaac e Fausto discutono il significato delle scoperte di Isaac), ma per il resto il testo scorre bene. Ho trovato azzeccato anche il finale, con il contrasto tra l'arroganza del giovane ricercatore che punta il dito e urla "Muori!" e la semplicità con cui Isaac lo fa sparire nel nulla.

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Vastatio
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » sabato 23 aprile 2016, 18:38

Ciao,

bella idea ma alla fine ti è un po' scivolata dalle mani. Se davvero Isaac è costretto a fare tutta questa manfrina per "scovare" le possibili minacce vuol dire che non è ancora onniscente, eppure in chiusura (per dare più forza all'idea) lo rendi onniscente facendogli rivelare il numero degli altri scienziati. Tra l'altro sembra si basi solo sulla comprensione del momento, come se il seme o germoglia subito o non germoglia più.
Andrebbe limato un po' e, personalmente, eliminerei anche il riferimento esplicito al tema in chiusura, hai spiegato il concetto poche righe sopra che non sarebbero comunque vere divinità, ripeterlo è poco elegante.

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jimjams
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#10 » sabato 23 aprile 2016, 22:47

Sono rientrato, domani risposte e comincio a leggere i racconti e fare commenti.

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raffaele.marra
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#11 » lunedì 25 aprile 2016, 10:21

Un gran bel racconto, originale e sorprendente. Ottimo il dialogo tra i due scienziati, un dialogo che è perfettamente equilibrato tra considerazioni scientifiche e filosofiche rispettando in pieno quello che è il tema portante della storia, appunto una affascinante simbiosi tra scienza e filosofia. Il finale è a sorpresa, inatteso, anche troppo. In effetti, dopo il piacere della sorpresa sorgono alcuni piccoli dubbi che in parte minano la coerenza logica della storia narrata. Ma si tratta, a mio parere, di piccoli particolari che non scalfiscono più di tanto la qualità di questa buona prova.

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ceranu
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#12 » lunedì 25 aprile 2016, 23:49

Ciao Mario, continui a non sbagliare un colpo ;)
Buon racconto, ottimo stile e idea abbastanza originale. C'è una sbavatura nel finale, almeno dal mio punto di vista. Non capisco come possa sapere degli altri tre viaggiatori che andranno a trovarlo. Da quello che ho capito Isacc non ha mai sfruttato la sua scoperta, tanto che alla base del racconto c'è l'idea che potrebbe esserci un solo dio
Perché il primo a conquistare questo tipo di potere, impedirebbe a chiunque altro di venirne in possesso.

Quindi o lui non ha impedito agli altri di venirne in possesso, o non la mai usato. In entrambi i casi non avrebbe potuto sapere degli altri.
Questo è l'unica obbiezione che ho da porti, ma non ne sono nemmeno certo, perché quando si parla di paradossi il mio cervello implode e la lucidità diventa una chimera.
Nel complesso è una buona prova.
Ciao e alla prossima

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AmbraStancampiano
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#13 » martedì 26 aprile 2016, 0:53

Ciao,
un'ottima idea realizzata in maniera molto intelligente attraverso un dialogo che in alcuni punti risulta però un po' noioso e pesantuccio; le due righe di azione finale da lettrice non mi soddisfano a pieno, mi lasciano la sensazione di essere lì solo per giustificare il dialogo precedente e dargli una ragion d'essere narrativa, ma è solo una sensazione e non inficia comunque la resa del testo.
Una buona prova.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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jimjams
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#14 » martedì 26 aprile 2016, 18:20

ceranu ha scritto:
Perché il primo a conquistare questo tipo di potere, impedirebbe a chiunque altro di venirne in possesso.

Quindi o lui non ha impedito agli altri di venirne in possesso, o non la mai usato. In entrambi i casi non avrebbe potuto sapere degli altri.


Isaac, forse, non ha spiegato "tutto" quello che sa sulla "natura ultima dell'universo".
Quindi, forse, anche se "non è così semplice in realtà", potrebbe essere in grado di "dominare anche il tempo e lo spazio".
Magari non come vorrebbe.
Oppure, forse, non è lui che ha eliminato il povero Faust :-)

Di fondo c'è che io sono più o meno agnostico, e quando si parla di dei, mi piace rimanere sull'incerto.
Anche perché volendo essere precisi, sono ignostico :-)

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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#15 » martedì 26 aprile 2016, 18:26

Rionero ha scritto:...me lo sono rovinato rimanendo convinto fino a circa metà storia che parlassi di Isaac Newton e della scoperta della relatività e quindi che si stesse svolgendo un dialogo teorico sull'esistenza di Dio rapportata alla gravità piuttosto che ha una conoscenza completamente diversa...magari è un problema solo mio però ;-)


Non ci avevo proprio pensato a Newton, lo confesso. Isaac onora il mio adorato Asimov :-)

Rionero ha scritto:...Ho trovato in particolare debole quello che sarebbe dovuto essere il momento clou:
"L’ira accese il volto dell’uomo: – Muori! – urlò, puntandogli contro il dito, ma subito la smorfia si tramutò in stupore. – Che accidenti… – e sparì, senza rumore."


Avevo usato proprio tutti i caratteri, quindi ho fatto precipitare le cose un po' troppo rapidamente, lo ammetto :-)

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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#16 » martedì 26 aprile 2016, 18:40

Vastatio ha scritto:Ciao,

bella idea ma alla fine ti è un po' scivolata dalle mani. Se davvero Isaac è costretto a fare tutta questa manfrina per "scovare" le possibili minacce vuol dire che non è ancora onniscente, eppure in chiusura (per dare più forza all'idea) lo rendi onniscente facendogli rivelare il numero degli altri scienziati. Tra l'altro sembra si basi solo sulla comprensione del momento, come se il seme o germoglia subito o non germoglia più.
Andrebbe limato un po' e, personalmente, eliminerei anche il riferimento esplicito al tema in chiusura, hai spiegato il concetto poche righe sopra che non sarebbero comunque vere divinità, ripeterlo è poco elegante.


In realtà confesso di non essermi troppo sforzato nel cercare una chiave di lettura unica, viceversa mi piace di più cercare di lasciare aperte diverse soluzioni. Qui non sappiamo quale siano i poteri, i limiti, le modalità che la conoscenza, parziale o totale, porta con sé. Io volutamente non li spiego. Potrebbe anche essere, per come l'ho raccontata, che un Dio ci sia, che Isaac ne abbia scoperto la natura e in qualche modo lo serva. O magari si tratta solo di poteri, e non ci sono dei, e chissà come funzionano. Mi sono concentrato di più sul contrasto tra i due diversi modi di usare questi poteri, di approcciarsi alla conoscenza.

Entrambe le tue osservazioni sono corrette. L'ultima frase in effetti, rileggendola penso avrei potuto evitarla, ma lì per lì mi piaceva, era in linea con il carattere del personaggio e la storia, anche se è vero che crea un problema di onniscienza, almeno nell'interpretazione più naturale della storia.
Grazie del commento!

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jimjams
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#17 » mercoledì 27 aprile 2016, 11:00

Rileggendola mi rendo conto di quanto fossi stordito quella sera (partivo il giorno dopo ed eravamo presi con i bagagli).
Sono riuscito ad infilare "tracciò" e "tracciate" nella prima frase, tanto per partire bene :-)

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antico
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Re: "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti

Messaggio#18 » domenica 1 maggio 2016, 18:18

Vai in leggero testacoda proprio sul finale. In effetti, come fa notare Roberto, se lui già sa il numero di aspiranti, allora deve sapere anche chi e questo andrebbe a invalidare tutto il piano, a meno che non sia un mattacchione, ma a quel punto avresti dovuto mostrarlo anche secondo quell’aspetto. Detto questo, il racconto è davvero interessante e ben costruito intorno al tema dell’edizione. Un pollice tendente all’alto per me.

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