Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

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antico
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Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 aprile 2016, 2:08

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Questo è il gruppo XII della ALL STARS EDITION con Augusto Chiarle, Aislinn, Marco Cardone, Luca Tarenzi e Lorenzo Marone nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo XII dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo NERO.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo ARENA.

I primi QUATTRO racconti di questo raggruppamento avranno diritto alla pubblicazione immediata sul sito ed entreranno tra i finalisti che verranno valutati direttamente dalle guest star. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale.

Per la composizione dei gruppi abbiamo deciso di continuare con il criterio sperimentato già da qualche edizione andando, a giro, a disporre per primi tutti gli autori partecipanti in base ai punti Rank di Era e poi completando i raggruppamenti con i restanti autori in base all'orario di consegna.

E ora vediamo i racconti ammessi a XII:

Ettore, di Alberto Della Rossa, ore 23.59, 2965 caratteri
Superman, di Flavia Imperi, ore 23.53, 2999 caratteri
Immagina, di Eleonora Rossetti, ore 00.59, 2668 caratteri
Il settimo giorno, di Fernando Nappo, ore 00.17, 2839 caratteri
L’unico, l’onnipotente, di Mario Pacchiarotti, ore 00.33, 3000 caratteri
StarShot – Deus Ex Machina, di Adriano Muzzi, ore 23.56, 2796 caratteri
Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti, ore 00.24, 2982 caratteri
Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello, ore 23.34, 2185 caratteri
La ricompensa, di Hendioke, ore 00.52, 2993 caratteri
Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi, ore 00.31, 2813 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di venerdì 29 aprile per commentare i racconti del gruppo NERO. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete UNDICI giorni per commentare e classificare i DIECI racconti del GRUPPO NERO e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTINOVE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, UNDICI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti.
– 6 punti malus per chi commenta la metà dei racconti + 1
– 13 punti malus per chi non commenta i racconti o arriva a commentarne meno della metà + 1
Cominciate a utilizzare il contatore del forum per calcolare i caratteri. Selezionate l'area desiderata e fate calcolare.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel GRUPPO NERO.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ALL STARS EDITION A TUTTI!













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francesco.bellia
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 21 aprile 2016, 12:32

Ecco la mia classifica. E' stato un piacere leggere i vostri racconti.

1)“StarShot – Deus Ex Machina” di Adriano Muzzi

Ciao Adriano,
mi è piaciuta molto l’idea del tuo racconto. Ti sei riallacciato ad un recente progetto spaziale, per ipotizzarne le possibili conseguenze fantascientifiche. Ottima l’ipotesi delle macchine senzienti che prendono coscienza di se stesse e diventano infine “gli alieni che l’uomo stava cercando nel cosmo”. Hai trattato il tema dei falsi dei, con un rovesciamento, per cui l’uomo, che come un dio crea le macchine, viene superato e infine dominato dalle stesse. E’ un po’ il problema etico riassunto dalle domande: “fin dove puo’ spingersi la nostra tecnologia? Fino a che punto possiamo davvero controllarla? Ho gradito anche la personificazione delle macchine, il dialogo tra esse e gli uomini, la descrizione del loro viaggio nel cosmo e la descrizione del loro processo di autocoscienza (il risveglio dell’io penso). Ti faccio i miei complimenti. E’ un racconto completo e intelligente.Come appassionato di Fantascienza, non potevo che apprezzare.

2)Immagina - Eleonora Rossetti

Ciao Eleonora. Mi piace il tuo racconto. Con un climax ascendente rappresenti il rovesciamento di un falso idolo. Penso che lo stile da te scelto sia molto interessante, perché attraverso il flusso di pensieri fai progredire la storia. Nel testo non vi sono azioni vere e proprie, ma riflessioni che alimentano possibilità di azioni. Una scrittura "psicologica" che risulta solida e credibile, nonostante "lo spazio" intorno sia volutamente inesistente. E' un testo che si concentra sull'interiorità, in cui alla fine la paura della morte prevale su tutto, provocando a sua volta la morte del Dio (del falso Dio). Cosa rimane dopo? Anche i filosofi continuano a chiederselo dopo Nietzsche (con la morte di Dio e della metafisica). Il tema è ambizioso e profondo. Non era semplice affrontarlo in un racconto breve.

[b]3) TRE SOLI - di M.R. Del Ciello
Ciao Maria,
Molto interessante l’idea. Il falso Dio è l’uomo, mettendosi dal punto di vista degli alieni. (Da amante della Fantascienza, questo risvolto non poteva che interessarmi).
Penso però che il finale non spieghi appieno la caduta del “mito divino”. Forse ci voleva qualcosa di più eclatante, qualcosa che privasse totalmente il protagonista della sua “fiducia” nell’altro. Un esempio estremo: l’astronauta che porta via con se la madre del protagonista.

Però riflettendo sulla tua risposta al mio commento, in effetti si tratta di un bambino, i cui ricordi possono essere anche offuscati e confusi. Una "vaga delusione", derivante da piccoli gesti. La delusione che un figlio può avere da un padre. Inizialmente non avevo pensato a questa chiave di lettura.

4)Nel tempo degli dei falsi e bugiardi - Jacopo Berti
Ciao, Jacopo
L’idea del racconto è originale. Una sorta di astronave –cabina di regia che mediante ologrammi proietta false divinità nel pianeta sottostante, se ho capito bene. Però devo dire che ho dovuto rileggerlo più volte per afferrarne il senso (mea culpa,forse). Lo spunto è interessante e il titolo è azzeccato, ma mi sarebbero piaciute più parti descrittive. La scelta di affidare questo complesso sistema di “regia aliena” solo ai dialoghi, secondo me non rende tutto immediatamente comprensibile. Il pregio maggiore, per è comunque l’originalità.

5) "L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti
Ciao Mario. Mi è piaciuto molto l'inizio del tuo racconto e come hai svolto la conversazione tra i due scienziati.L'idea è originale e interessante. Personalmente mi è piaciuta meno la fine,volutamente distruttiva dei "grandi discorsi dei due studiosi.
Forse lo scontro finale tra i due si poteva svolgere diversamente, così come la dimostrazione di un presunto potere divino in grado di disintegrare gli altri.
Magari un ulteriore sviluppo del duello di intelligenza che avevano incominciato. Nel tuo racconto lo scontro si risolve, invece, con un dito puntato e la formula "Muori", come se si trattasse di un incantesimo.Mi sarebbe piaciuto se la supremazia fosse consistita in altro, magari un "cortocircuito" del ragionamento, così da muoversi comunque all'interno dei dialoghi, pregio migliore del racconto secondo me.

6) Il settimo giorno - Fernando Nappo
Ciao Fernando, il racconto è ben scritto secondo me. Hai scelto un furbo "ciarlatano" per rappresentare l'idea del falso dio. Un approccio ironico al tema. E' scorrevole e funziona. Interessante il fatto che alla fine il falso idolo del consumismo prevalga su tutto, come se in fondo potesse essere quest' ultimo la vera guida "spirituale" della nostra epoca.

7)Lo scudo di Marte - di Simonetta Papi
Ciao Simonetta
La prima parte del racconto mi è piaciuta. Meno la seconda, perché è lì che si darebbe dovuto concretizzare il tema dei falsi dei. Secondo me stona troppo con la prima e, soprattutto, si allontana un po’ da quelli che potevano essere degli spunti interessanti. Il tema della Realtà virtuale con cui l’uomo puo’ elevarsi in qualche modo a Dio, perché visita spazi infiniti, in cui a dominare incontrastata è la sua immaginazione è interessante e complesso( vedi Matrix, Neurmante e il cyberpunk). Difficile trattarlo in un racconto breve. In fondo chi gioca a un videogame si finge spesso qualcosa che non è, come nei giochi di ruolo in cui si può impersonare perfino una divinità.
Forse nella prima parte del testo il punto di vista di Marte poteva essere reso in prima persona. Così che nella seconda, sarebbe emerso con più forza il fatto che Martino non era un Dio della guerra, ma un semplice ragazzo, cui non dispiace mangiare una torta alle rose fatta da sua madre. Non mi è piaciuta inoltre l’idea che sia un disabile, perché credo che un po’ tutti ci lasciamo affascinare dalla realtà virtuale a prescindere dai nostri limiti fisici. E’ un dettaglio che messo così di sfuggita diventa superfluo. Non bisogna essere disabili per passare anche molto tempo davanti ad uno schermo. Anzi a volte è proprio lo stare troppo alla console a creare patologie, come gli Hikikomori in Giappone, veri e propri “drogati” dei videogiochi, al punto da trascurare totalmente la loro vita sociale, con forme gravi di isolamento e depressione.

8)La ricompensa - Hendioke
Ciao Hendioke,
L’ambientazione del tuo racconto mi ha ricordato un po’ i luoghi di The Eldest Scroll (skyrim e Oblivion), che si rifanno a loro volta allo sterminato immaginario fantasy collettivo. Mi sono venuti in mente soprattutto i templi dei principi Daedra (che nel videogioco sono delle divinità del male che richiedono sacrifici e stipulano patti oscuri con i mortali). Belle le ambientazioni quindi. L’idea del falso dio c’è, però secondo me non è abbastanza incisiva, magari perché difficile rendere una saga fantasy in un racconto breve. Forse ci si poteva concentrare di più sulle imprese che Malagat aveva compiuto prima di arrivare fino alla Montagna sacra, piuttosto che al suo effettivo arrivo nel luogo, facendo capire come il suo viaggio fosse stato irto di ostacoli e, probabilmente di violenza. Incentrare il racconto sul fanatismo di Malagat nei confronti di Malag, vanificato infine dalla caduta del falso dio. Inoltre non mi è piaciuta tanto la somiglianza dei due nomi (Malagat e Malag).

9)Superman di Flavia Imperi
Ciao Flavia,
Nel tuo racconto hai affrontato il tema del falso dio, mettendoti dal punto di vista di una bambina fantasiosa, che è costretta ad affrontare la morte del padre, evento che mette in crisi la sua idealizzazione del genitore (tipica di tutti i bambini, anche degli adulti, a volte).” ll papà è un po’ un dio quando siamo piccoline: è grande, forte, pronto a salvarci quando tutto va male”. Nonostante alcune “premonizioni” il racconto è molto concreto. Il linguaggio è diretto e volutamente colloquiale. E’ una scrittura che direi “empatica” perché punta molto sulle emozioni, più che sulla novità. E’ questo che secondo me manca un po’. Sono scene già viste e gli elementi per così dire “sovrannaturali” sono solo un po’ accennati. Mi sarebbe piaciuto vederli più sviluppati per arricchire la storia e il coinvolgimento del lettore. Ma capisco che è una scelta, dettata anche dal proprio stile. A me piace molto la narrativa fantastica, quindi concentrarsi di più sui sogni della bambina sarebbe stato dal mio punto di vista più interessante.

10)Ettore di Alberto della Rossa

Ciao Alberto,
il racconto è molto empatico, gioca molto sulle emozioni. La descrizione del gatto è resa bene. Simpatica l'idea dei gatti che seguono l'uomo in ogni sua azione (me la sono immaginata come la scena di un film). Detto questo, secondo me quello che manca un po' è l'attinenza con il tema. Perché è vero che il gatto in qualche modo ha poteri curativi (soprannaturali, per certi versi "divini", forse,) ma non capisco invece chi sia il falso dio.

Classifica:
1)StarShot – Deus Ex Machina” di Adriano Muzzi
2)Immagina - Eleonora Rossetti
3)TRE SOLI - di M.R. Del Ciello
4)Nel tempo degli dei falsi e bugiardi - Jacopo Berti
5)L'unico, l'onnipotente" di Mario Pacchiarotti
6)Il settimo giorno, di Fernando Nappo
7)Lo scudo di Marte di Simonetta Papi
8)La ricompensa, di Hendioke
9)Superman, di Flavia Imperi
10) Ettore, di Alberto Della Rossa
Ultima modifica di francesco.bellia il sabato 23 aprile 2016, 12:25, modificato 2 volte in totale.

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Rionero
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 21 aprile 2016, 16:19

Metto prima i commenti e poi la classifica, questa volta influenzata per le prime posizioni - non so se più o meno correttamente - soprattutto da un giudizio sull'attinenza al tema:

Ettore, di Alberto Della Rossa

Ciao Ettore!
Il tuo racconto è bello e ben scritto, noto anche un diverso stile per le diverse parti del testo, una varietà che mi piace molto. L'atmosfera in generale, con la colonia felina ammantata di mistero, mi ha riportato ad alcuni gialli junior che leggevo da piccolo...grazie^^
A livello di MC, però, non riesco a capire dov'è il falso dio: o meglio lo capisco ora leggendo i commenti ma nel racconto non mi era chiaro neanche ad una successiva lettura.

Superman, di Flavia Imperi

Ciao Flavia,
Mi sono tenuto il tuo racconto come ultimo da commentare perché è quello che mi crea maggiori problemi: da un lato, grazie ad uno stile pulito ed una struttura tanto semplice quanto in grado di accogliere l'elemento di surreale, l'ho trovato molto emozionante; dall'altro è un'interpretazione del tema assolutamente originale, molto al limite direi...diciamo che si incastra alla perfezione nel contest grazie al titolo (semplice, bello) e alla luce dell'ultima interpretazione di Superman.
Ma brava, grazie per avermelo/avercelo fatto leggere.

Immagina, di Eleonora Rossetti

Ciao Eleonora,
Il tuo racconto è originale, musicale, evocativo, interessante, cinematografico...in una parola "bellobello" :D
Che dire...me lo sono immaginato come incipit di un film, voce fuori campo e immagini a rallentatore sullo schermo che delineano un mondo distopico ed introducono i proagonisti.
C'è chi su MC considerà gli incipit una cosa diversa da un racconto e per questo un difetto rispetto alla competizione, per me non è affatto così, quindi ti posso solo fare complimenti!

Il settimo giorno, di Fernando Nappo

Ciao Fernando,
Carina la trasposizione pop della cacciata dei mercanti dal nuovo tempio del consumismo, il nuovo (falso) dio moderno, con una scrittura che scorre piacevolmente.
L'unico appunto che ti posso fare è che, data la semplicitià di storia e sviluppo, per colpire veramente avresti dovuto calcare molto di più sugli elementi comici o sulla creazione della "sorpresa" finale che, così com'è, ho trovato un po' telefonata.

L’unico, l’onnipotente, di Mario Pacchiarotti

Ciao Mario,
Idea di racconto interessante anche se me lo sono rovinato rimanendo convinto fino a circa metà storia che parlassi di Isaac Newton e della scoperta della relatività e quindi che si stesse svolgendo un dialogo teorico sull'esistenza di Dio rapportata alla gravità piuttosto che ha una conoscenza completamente diversa...magari è un problema solo mio però ;-)
Dal punto di vista della scrittura, fermo restando che è scritto bene e pulito con giusta gestione dei pochi spazi a disposizione, trovo non molto chiaro lo stile: rimanere così leggero presumo sia una scelta, ma dopo l'introduzione sulla teoria scientifica e considerando che si trattava di due scienziati che parlavano di Dio/Scienza mi ha straniato un po', soprattutto perché l'effetto era molto straniante in alcuni passaggi del dialogo tra i due. Ho trovato in particolare debole quello che sarebbe dovuto essere il momento clou:
"L’ira accese il volto dell’uomo: – Muori! – urlò, puntandogli contro il dito, ma subito la smorfia si tramutò in stupore. – Che accidenti… – e sparì, senza rumore."
Grazie per la lettura, buon MC^^

StarShot – Deus Ex Machina, di Adriano Muzzi

Ciao Adriano,
bello il collegamento di un elemento tipico della fantascienza più classica con lo spunto di attualità....forse però lo avresti potuto sfruttare di più per dare alla tua storia ancora più mordente (ma è solo perché leggendo il titolo avevo capito a cosa ti riferissi e quindi mi sono creato aspettative).
Per quanto riguarda lo stile, invece, secondo me avresti potuto sfruttare a pieno l'intelligenza artificiale/aliena allontanandoti a riferimenti e metafore prettamente umane (cercando esempi da citarti leggo ora che ti hanno già segnalato la cosa e che hai già risposto...secondo me però valeva la pena tentare l'incomprensione in questo genere di racconto basato tutto sulla descrizione di un personaggio dal suo dialogo e legato ad un topos della fantascienza).
Mi chiedo poi, non sarebbe stato più corretto "Io penso, quindi sono" seguito dal punto piuttosto che dal punto interrogativo?

Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti

Ciao Jacopo,
niente da fare, mi piace proprio il tuo stile che sembra "raffinare" il cyberpunk mischiando con efficacia fantascienza e - in questo caso - fantasy. Proprio per questo gusto che sai dare avrei apprezzato qualche descrizione in più, ma d'altra parte il dialogo è interessante di per sé ("Peccato che non curi la coglioneria" per il Graal è da applausi a scena aperta).
Insomma, bravo bis!

Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello

Ciao Maria,
In effeti quello dei falsi dei è un tema molto affine ai visitatori da altri mondi e conseguentemente alla fantascienza classica. In questo senso il tuo racconto è assolutamente centrato ed interessante.
Lo svolgimento mi sembra però restare un po' piatto: il mondo ed i protagonisti sono di fatto segnalati come alieni dal fatto che vivono su un pianeta con tre soli (che in maniera forse un po' forviante danno anche il titolo al racconto) e poi quasi nulla è detto anche sul dio, se non nel capovolgimento finale che arriva in maniera quasi disgiunta rispetto al racconto e comunque non arriva a chiarire il rapporto tra i vari personaggi. Ma d'altra parte era un compito veramente arduo inserire la violenza privata in un contesto del genere...ti sei cacciata da sola in un bel casino insomma :D

La ricompensa, di Hendioke

Ciao Hendioke,
interessante il tentativo di far intuire al lettore incredibili viaggi e battaglie decrivendo una resa dei conti tanto attesa.
Per quanto sembra scorrere tutto correttamente (tranne qualche ripetizione e qualche frase che arranca e che leggo ti hanno già segnalato), secondo me lo stile potrebbe essere rifinito per dare quel giusto tono di epicità che ci si aspetta da una storia di questo tipo.
A contribuire alla mancanza di pathos è anche la gestione dei tempi, con la prima parte che prende troppo spazio rispetto alla conclusione, all'incontro con il "dio" e soprattutto al dialogo che svela che nulla lo distingue dal falso dio ucciso dal protagonista...questo sì che sarebbe stato interessante!
p.s. stavo per chiederti della somiglianza del nome ma ho letto il tuo commento che conferma l'idea che mi ero fatto io;-)

Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi

Cara Simonetta,
ho letto più volte con attenzione il tuo racconto, ma solo la spiegazione che hai dato nel commento mi ha permesso di capirlo.
Secondo me hai due ordini di problemi (sicuramente legati alla spietatezza del contest in termini di tempo e spazio):
- la gestione dei tempi del racconto ed in particolare il troppo spazio dedicato alla prima parte e la scelta di raccontare episodi a mio avviso non necessari o funzionali come lo scontro con "il personaggio inetto" che ti hanno impedito poi di avere caratteri per parlare dell'altra realtà...dove per esempio non viene neanche accennato all'altra protagonista, Dea.
- la mancanza di efficacia delle descrizioni, per cui probabilmente non hai avuto spazio o tempo per perfezionarle (per esempio quando parli di fiori "del giardino" sembra una descrizione lasciata a metà e "gli occhi azzurri coloravano il cielo di sfumature cangianti" non mi sembra abbia molto senso).
Il tutto, come dicevo all'inizio, non permette quindi di capire effettivamente che si tratta di un videogioco e lo svolgimento conseguente della trama.
Secondo me, tra l'altro, il commento è più interessante del racconto, cioè se fossi riuscita a raccontare la storia che avevi immaginato per i tuoi due protagonisti (per motivi diversi socialmente reietti) ed il loro amore da MMORPG sarebbe stato proprio bello!

Classifica

1) Immagina, di Eleonora Rossetti
2) Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti
3) Superman, di Flavia Imperi
4) Ettore, di Alberto Della Rossa
5) StarShot – Deus Ex Machina, di Adriano Muzzi
6) L’unico, l’onnipotente, di Mario Pacchiarotti
7) Il settimo giorno, di Fernando Nappo
8) Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello
9) La ricompensa, di Hendioke
10) Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi

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angelo.frascella
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 22 aprile 2016, 0:18

Ciao a tutti.

Sono un po' in imbarazzo e un po' dispiaciuto nel postare una classifica, questo mese. Di solito ci sono dei divari molto ampi fra i racconti. In questo caso, siete stati bravissimi. I primi cinque della mia classifica potrebbero stare tutti al primo posto senza sfigurare e questo fa slittare in basso tutto il resto. I racconti che ho messo dal sesto all'ottavo, normalmente si meriterebbero almeno un terzo quarto posto e gli ultimi due sono penalizzati da qualche imperfezione ma è davvero troppo pesante metterli in fondo alla classifica (in particolare, Simonetta, il tuo l'ho apprezzato, solo che, come ti ho detto, è perfettibile). In ogni caso classifica s'ha da fare e classifica si farà.

1. Il settimo giorno - Fernando Nappo

Ciao Fernando.

Gran racconto! Splendida la rappresentazione dell'estremista cristiano e del metodo che sceglie per cacciare tutti, riprendendo il gesto di san Francesco. Il colpo di scena finale mi ha fatto un sacco ridere. Per citare amici miei: "Cos'è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.". Qui questi elementi ci sono tutti e quindi il racconto è un vero colpo di genio che citerò in futuro quando dovrò spiegare la differenza fra racconto con inganno (che purtroppo ricorre spesso in MC) e racconto con sorpresa.
Giusto per non lasciarti senza nemmeno un'osservazione, c'è una frase ("Solo qualche rara persona era rimasta nelle vicinanze, probabilmente in attesa che lui se ne andasse per potere infine approfittare delle offerte.") che mi ha fatto intuire quale potesse essere lo scopo reale del tizio. In un'eventuale revisione, cancellerei la seconda metà o la cambierei, per evitare di far balenare in mente al lettore la soluzione finale.


2. Immagina - Eleonora Rossetti

Ciao Eleonora.

Mi piace molto il tuo racconto. Altrove, nel forum, si parlava di non farsi "legare" dalle regole e questo racconto dimostra come, scrivendo bene, si possano tranquillamente trascurare tutte i classici dettami della scrittura creativa e produrre qualcosa di molto bello. Qui, infatti, racconti anziché mostrare, ma bilanci questa scelta con un uso sapiente della lingue e dello stile. Molto bello il modo in cui usi la parola “immagina” per dare il ritmo al racconto e per renderlo a tratti più lento a tratti più concitato. In un altro racconto facevo notare all'autore come, parlando di un'intelligenza "aliena" sarebbe bello far sentire l'alterità di questa mente rispetto a quella umana (che non significa scrivere 0111001, ma usare uno stile “diverso” e ritagliato sul vissuto di quell’essere, evitando, per esempio metafore tipiche dell’esperienza umana). Qui tu ci riesci benissimo.
Quindi, complimenti.


3. L'unico, l'onnipotente di Mario Pacchiarotti

Ciao Mario.

Ho poco da dire sul tuo racconto: bell'idea e bella realizzazione!
Il ritmo è ben gestito: all'inizio semini la curiosità, piano piano sveli le carte e il finale è chiude in maniera perfetta il cerchio.
All'inizio mi chiedevo: perché Isaac non si tiene per sè la scoperta? Semplice: fa come il ragno con le mosche. Aspetta che possibili concorrenti si presentino a lui e li fa sparire.
Bel lavoro.


4. Nel tempo degli dei falsi e bugiardi - Jacopo Berti

Ciao Jacopo.

Racconto divertente, il tuo, in cui affidi la maggior parte delle informazioni al dialogo, con qualche movimento qui e lì.
L'approccio è abbastanza efficace, ma, giusto per cercare il pelo nell'uovo, aggiungo che, forse, dare qualche nota in più di ambientazione avrebbe giovato, aggiungendo un po' di concretezza alla scena (mi immagino una cabina di regia, ma finché non dici che sono in una nave invisibile, fatico a collocarlo).
Un piccolo errore: "come mi scendi oggi" (che credo sia voluto per dare un po' di colore alla figura dell'attrice, ma, nonostante, dalle mie parti, l'uso transitivo di scendere sia frequente nel parlato, mi suona molto male qui).
A parte queste piccole annotazioni, pollice su.

5. Ettore di Alberto della Rossa
Ciao Alberto,

Non sono un gattaro (anzi, in generale non ho particolare passione per gli animali domestici e, in ogni caso, mi sono più simpatici i cani). Nonostante questo, ho trovato molto bello il tuo racconto, coinvolgente ed emozionante. Il problema è che, nonostante la tua spiegazione, secondo me l'attinenza col tema proprio non c'è. Questo mi mette un po' in imbarazzo. Il tuo racconto è sicuramente fra i migliori del gruppo e non mi sembrerebbe giusto metterlo nelle parti basse della classifica. D'altra parte non essendo attinente, a rigor di regolamento dovrebbe essere penalizzato. Ci ho ho dovuto pensare e ho deciso di metterlo in coda alla lista che è per me dei migliori racconti di questo gruppo (che purtroppo sono tanti e più o meno equivalenti)

6. Superman di Flavia Imperi

Ciao Flavia.

Storia non originalissima (d'altra parte non esistono le storie originali), ma con un suo perché per la carica emotiva e la scelta di basare tutto sui dialoghi che funziona bene.
Non mi convince molto, invece, il tentativo di simulare una parlata "colloquiale". Non basta apostrofare i nomi e qualche fa: occorrerebbe un lavoro più fine sulla costruzione delle frasi, che qui, a mio vedere, manca.

7. TRE SOLI - di M.R. Del Ciello

Ciao M.R.

Sai che anche io avevo pensato a un'interpretazione simile del tema. Per fortuna poi ho optato per un'altra via.
Veniamo al tuo racconto.
Storia semplice e lineare (ma non è un difetto) con un punto di vista ben gestito e un significato molto chiaro.
Alcune annotazioni:
- capisco che citare l'esistenza di tre soli possa aiutare a far capire che siamo su un altro pianeta, ma metterlo persino come titolo è un po' spiazzante perché ci si aspetterebbe che fosse quello il concetto centrale, invece è solo un dettaglio secondario.
- la scelta di chiudere con una violenza privata secondo me è poco efficace (e non c’è un motivo apparente per cui lo spaziale avrebbe dovuto picchiare la donna). Sarebbe stato meglio che fosse l'intera specie del protagonista a subire una qualche ingiustizia (schiavitù? vivisezione? rapimento di una parte della popolazione). Se optassi per questa seconda possibilità daresti la sensazione non di una cattiveria fine a se stessa e personale, ma di un vuoto morale dell’intera civiltà in visita.
- In generale mi sembra che manchi un po' di pepe. Forse è l'approccio molto "raccontato" che stempera le emozioni. Cercherei di ravvivarlo un po'

8. “StarShot – Deus Ex Machina” di Adriano Muzzi
Ciao Adriano.

Avevo letto del progetto e ho capito subito che la tua idea era partita di lì e questo mi è piaciuto. Il racconto è gradevole nell'insieme, anche se non ha guizzi particolari e si capisce da subito dove vada a parare. Una piccola annotazione: fai parlare la sonda in maniera tipicamente umana, con metafore al di fuori della sua esperienza (per esempio gli spermatozoi). Sarebbe bello, invece, provare a usare il linguaggio in maniera un po' sperimentale per dare l'idea di un'intelligenza aliena (nel senso diversa dalla nostra) e magari, invece che guardare la sua nascita in maniera retrospettiva, provare a dipingerne la sua presa di coscienza. Questo forse potrebbe dare il guizzo che manca al racconto.


9. "Lo scudo di Marte"

Ciao Simonetta e benvenuta.

Prova interessante la tua. Il racconto si divide in due parti, che giustamente, affronti con due stili diversi. Nel primo, in cui descrivi una scena d'amore fra due de,i l'andamento è lento, solenne, ricco di aggettivi e dal sapore un po' antiquato.
Nel secondo diventa veloce e dinamico. Questo dimostra una certa padronanza.
Quello che mi lascia in dubbio è il senso che volevi dare al racconto.
Mi spiego meglio: la prima è scena è chiara e si chiude con un dubbio. Si sarebbero amati ancora Marte e Venere se fossero stati umani e imperfetti?
Nella seconda mi aspettavo di leggere una scena con i due amanti umanizzati.
Mi trovo invece un veloce litigio di due ragazzini (certo fratello e sorella, come lo sono Marte e Venere) in un contesto fin troppo quotidiano. Solo la torta di rose e il nome Martino, fanno pendere in favore dell’idea che lui e la sorella non siano altro che i due dei.
D'altra parte, la scena lascerebbe pensare che Martino sia impegnato in un'attività tipica dell'adolescente maschio (almeno questo mi ha fatto pensare il "ricomporsi" e la battuta della sorella) e che tutta la prima parte fosse un suo sogno erotico (anche se ti assicuro che l'immaginario di un ragazzino è molto più terra terra :).
In questo secondo caso, faccio fatica a ricucire questa scena con la domanda che chiude la prima parte. E, anche se volessi vederci l'ambiguità lasciata di proposito per far decidere il lettore, il rapporto fra Martino e la sorella (Venerina? :) non sembra molto rispondere al dubbio dei due dei.
Aggiungo una domanda: Martino è in sedia a rotelle o pensavi alla sedia mobile di una scrivania?
Un dettaglio: non mi piace quel "Nero" messo in mezzo. Questo è un racconto e non una sceneggiatura. Lo toglierei o lo dettaglierei.
In ogni caso, nel complesso, la prova non mi è dispiaciuta. Un buon inizio.

PS pensa che, leggendo il titolo, mi ero immaginato un racconto di fantascienza... deviazione mentale mia :)


10. La ricompensa - Hendioke
Ciao Hendioke.

Il tuo è un tentativo molto ambizioso di raccontare il finale di una grande saga (inesistente), in poche battute dando l’idea di quello che è successo. L'idea del tuo racconto non è male. Il racconto in sè però andrebbe un po' limato nello stile: la sensazione è quello di un testo scritto di getto e postato senza un minimo di revisione. Molte frasi si avvolgono su se stesse, rendendo faticosa la (per esempio tutto il primo paragrafo soffre di questo problema). Altro esempio di problemi stilistici: la sequenza di "che" della frase "Migliaia di bracieri gettavano fiamme arancioni CHE si riflettevano sull'ottone battuto CHE copriva ogni superficie, in un gioco di luci e riflessi CHE per un attimo gli fece girare la testa" è davvero cacofonica (e mi viene da concluderla con un "che mio padre al mercato comprò").
Un piccolo suggerimento: non usare le cifre (10) ma la parola relativa, in un racconto.
Inoltre, da un punto di vista, ti concentri molto sulla descrizione sulla descrizione ambientale della prima parte, con dettagli inutili come il taglio alla mano e lasci lo sviluppo della “ciccia” vera alla seconda metà del racconto. Secondo me occorrerebbe invece concentrarsi sull’essenziale e anche potenziare il pathos, per esempio, mettendo anche in evidenza le emozioni del protagonista che sta per incontrare il dio.
Aggiungo una cosa: il dio e il suo adepto hanno un nome molto simile. Questo salta all’occhio, ma narrativamente non ha alcuna funzione. Rischia perciò di creare solo confusione. Cambierei uno dei due nomi.

alexandra.fischer
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » venerdì 22 aprile 2016, 20:52

Buonasera, ecco i miei commenti:

ETTORE di Alberto della Rossa. Splendido racconto (tema sui falsi dei centrato in pieno; i tuoi gatti sono più veri di Bastet), nel quale palesi tutto l’amore per i gatti (come si legge anche nella nota finale). Mi piace come hai caratterizzato Ettore, in pochi caratteri. Da terrore del vicinato, a creatura provata dalla malattia. Straziante anche la scena della morte, con il padrone che non lo lascia un istante. Mi sembrava di essere lì con loro, tanto la descrizione è vivida; gli occhi ambrati di Ettore, gigantesco gatto nero, sono indimenticabili. I gatti misteriosi che portano le loro offerte sullo zerbino (prede come passeri, topi e un gigantesco serpente) del padrone addolorato di Ettore hanno qualcosa di misterioso e rassicurante al tempo stesso, vogliono fare amicizia con lui. Anche il loro “capo”, il guercio, è una creatura benevola. Lo studia da lontano, ma è sempre lì. E sono proprio i gatti a compiere il miracolo quando il padrone di Ettore si ammala di polmoni, lo salvano perché possa restare a lungo con loro (lo spieghi bene nella descrizione della loro sorveglianza all’uomo ammalato). Comprensibile lo stupore del medico.

Attento a: se il guercio era tale non poteva guardare l’uomo con i suoi enigmatici occhi verdi, se mai da un enigmatico occhio verde.

SUPERMAN di Flavia Imperi il tuo racconto contiene due elementi nel quale il tema (i falsi dei) è rispecchiato in pieno. L’ho visto nel misterioso escursionista che avverte Damià e Pié che il loro percorso volge alla fine e anche nelle premonizioni di Sara, figlia di Damià, la quale ha “sentito” il pericolo che il padre stava correndo, ma contro il quale non c’è stato niente da fare. Il personaggio di Sara ritorna nella scena ambientata a scuola. Il ricordo del padre non l’ha abbandonata negli anni (ne sente la mancanza nei sogni: lo immagina spia in fuga). Straziante il commiato onirico del padre, quando si congeda da lei. Quando Sara cresce, lui le fa rivivere la propria morte (caduta dal dirupo) e poi la esorta a crescere (nella scena finale, parlandole nella mente, mentre è sveglia e sta dialogando con la compagna di classe e amica Elena. Molto credibile la parlata fra Damià e Piè).


IMMAGINA di Eleonora Rossetti il tuo racconto è molto musicale, grazie alla ricorrenza dell’esortazione: Immagina. E si tratta di un testo molto metal (ci ho trovato un’eco degli Anthrax): in quel tipo di musica c’è una grande profondità. Tu hai affrontato il tema dei falsi dei con grande bravura, rivolgendoti a un interlocutore in particolare. Questo ha reso la storia molto coinvolgente. Sembra davvero di assistere alla metamorfosi di questo personaggio, da servo inconsapevole degli Dei fino alla presa di coscienza (esiste come individuo, ha una mente pensante che prescinde dagli ordini degli Dei) per poi trovarsi davanti alla prospettiva della morte (terribile, perché significa la perdita della sua consapevolezza) che evita uccidendo uno degli Dei che lo schiavizzano. Il tema è profondo, mi ha fatta pensare alla “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel, nella quale avviene qualcosa di simile (lotta Servo- Padrone fra le Coscienze). Il tuo finale sbugiarda il Dio ucciso dal tuo protagonista (è falso, appunto perché è morto).

IL SETTIMO GIORNO di Fernando Nappo Gustosa storia. Mi è piaciuta molto la rappresentazione di questo mistico barbuto in pantaloni e camicia cachi che, Bibbia alla mano, la domenica mattina predica sul comandamento divino “ricordati di santificare le feste” e sulla necessità di staccarsi dal superfluo e dal consumismo, fermandosi nei pressi di un negozio di elettrodomestici in attesa di aprire e già assediato da una fila di acquirenti (il tutto, spogliandosi in pieno stile delle nozze di San Francesco con Madonna Povertà), per poi rivelarsi un ipocrita (la sua è stata una messinscena per assicurarsi la prima scelta nell’acquisto di un televisore a led). Il tema dei falsi dei è rispettato in pieno (sono appunto quelli che il mistico ha citato nella sua predica, ma dai quali è stato sedotto anche lui, forse più della gente in attesa davanti al negozio; alla faccia della sua cultura religiosa (citazione della dottrina francescana, constatazione dell’indifferenza di Gesù nei riguardi dei mercanti del tempio).


Attento a: dal fondo della file per dal fondo della fila. Certe parole: bibbia, croce rossa, vanno scritte in maiuscolo.

L’UNICO, L’ONNIPOTENTE di Mario Pacchiarotti Interessante la contrapposizione fra lo scienziato Isaac e il ricercatore Fausto De Giovanni. Il primo riesce a convivere razionalmente con la Grande Scoperta della Reale Natura dell’Universo. Sembra di vederlo, tranquillo, a fine dimostrazione, malgrado non sia stato capito proprio da tutti (i vecchi tromboni), mentre esce nel corridoio e riceve successivamente la visita del ricercatore Fausto, il quale ha assimilato la complessa equazione dello scienziato, diventando un falso dio (ne ha i poteri, ma non sa dominarli, per cui, nel finale, è lui a scomparire, malgrado abbia minacciato di morte Isaac). E poi, nota finale, Isaac aspetta addirittura altri tre aspiranti dei. Tema centrato in pieno.


STAR SHOT DEUS EX-MACHINA di Adriano Muzzi Complimenti per il link, che apre una finestra sull’affascinante mondo delle esplorazioni spaziali. Il tema del racconto è centrato. Ricerche di questo tipo hanno qualcosa di mistico (c’è la ricerca di un contatto con il divino, inteso come Assoluto). Certo, l’ipotesi inquietante della tua storia è che le piccole sonde collegate alle vele possano sviluppare una sorta di “hybris” (dovuta al fatto di essere sopravvissute a una selezione, molte altre sonde sono state distrutte durante il viaggio o sono andate perdute). Il fatto che una di esse narri il racconto, mi ha fatta pensare al punto di vista di Hal 3000 in “Odissea dello Spazio”. E le piccole sonde, nel finale diventano creature mitologiche una volta giunte a destinazione su Alpha Centauri, con nomi come Chirone, Nesso, Euritione, Astilio (quindi, semidei, visto che portano i nomi dei centauri, nati dall’unione di Giunone con un mortale). Molto bella l’immagine dell’astronave-madre che espelle le sonde come spermatozoi dopo un orgasmo.


NEL TEMPO DEGLI DEI FALSI E BUGIARDI di Jacopo Berti Racconto molto insolito. Più che di SF, mi è sembrato un Coldplay. Sono arrivata a quest’interpretazione leggendo i dialoghi (c’è molto gergo, quindi ho visto il gruppo, con Esther e Tekura in testa, rappresentare personaggi di una serie animata in stile giapponese. Il tema degli dei falsi e bugiardi è molto ben reso. Esther, di fatto, è un’attrice che impersona una dea per conto della Cosmic, aiutandosi con la tecnologia dell’ologramma). Anche i simboli divini (vedi il Graal portato da Heinrich) fanno parte della messinscena. Interessanti i nomi del popolo dei fedeli (Hoatiani di Cignus IV). E anche l’uso della religione per tenere a bada il malcontento (gli alieni lavorano in miniera e nelle paludi e hanno il contentino del solstizio e delle apparizioni teatrali della Dea curate da Diego, con tanto di gorgo, raggio traente per finire con la sfilata sulle acque). Mi è piaciuto (c’è anche la riflessione sul ruolo della divinità: deve mostrarsi benevola, elargendo ricompense, non uccidendo due o tre alieni ribelli, come invece è successo). Molto profonda l’ironia riguardo allo scemo del villaggio, divenuto la voce della verità, il matto del re presso gli Hoatiani. Bravo.

TRE SOLI di Maria Rosaria del Ciello Che storia delicata. La tua è una SF che ricorda da vicino il Bradbury di “Cronache Marziane”. Il punto di vista del piccolo alieno è reso con grande abilità. Attraverso le sue descrizioni, è chiara la provenienza terrestre dell’equipaggio (uomini dagli indumenti metallici, venuti con un siluro sul pianeta dai tre soli). Il capitano del siluro (io l’ho visto così) ha portato dei doni (cosmetici, sigarette) per ingraziarsi il piccolo alieno e la madre di questi. L’incantesimo si spezza presto (aggredisce prima lei e poi lui) portando via l’innocenza del piccolo alieno, il quale aveva scambiato il terrestre per il Creatore del pianeta dai tre soli. Complimenti davvero. Il tema è centrato in pieno.

LA RICOMPENSA di Hendioke La tua storia è un fantasy che rende con estrema efficacia il tema dei falsi dei. Malagat è un uomo diventato dio grazie a una fonte di potere, alla forza e alla motivazione (qui parola un po’ troppo usata nel mondo reale, la modificherei in ambizione). Di certo, la sua avidità è rimasta umana (prende la pietrabrace e non contento, si libera dell’eroe che ha mandato ad affrontare prove tremende (sconfitta del falso dio, prova del viaggio sul mare cinereo, ricerca della pietrabrace. Qui, specificherei in cosa consiste la prova del viaggio sul mare cinereo, oppure la toglierei, visto che averla superata non cambia la sorta di Malagat (eroe fin troppo ingenuo), destinato a soccombere al crudele e falso Malagat, il quale gli strappa anche il cuore, oltre a prendersi la pietrabrace. Splendida la descrizione di Malagat assiso sul trono (rende benissimo l’idea del dio guerriero di stampo vichingo).



Riguardo i nomi dei personaggi (Malag, Malagat) , sono belli, ma troppo simili, possono fuorviare il lettore, io ne modificherei un pochino uno (magari con un titolo divino davanti).

Attento a taglio per tagliò, a trapasso per trapassò.
“Ben fatto mio campione” manca la virgola dopo fatto.

LO SCUDO DI MARTE di Simonetta Papi Che racconto meraviglioso. Io l’ho visto come una rappresentazione in positivo dei falsi dei. Certo, Marte e Venere sono personaggi di un film mitologico (io l’ho visto così) trasmesso di certo via computer per la gioia di un bambino condannato alla sedia a rotelle (Martino). L’incanto è spezzato dalla madre del piccolo, la quale, accendendo insieme forno e aspirapolvere, ha fatto saltare la connessione del PC. Il fatto che Martino si giustifichi con la sorella (rimasta nella stanza vicina) dicendo di stare giocando, è una scusa. Lui stava guardando il film ammirando le doti di Marte (forza, bellezza maschia; ne rendi splendidamente le doti di guerriero soprannaturale nel confronto con l’avversario) e Venere (fulgore femminile, che tu rendi con paragoni originalissimi degni della poesia barocca: capelli biondi paragonati al giardino, occhi azzurri che colorano il cielo, sandali d’oro intessuti di stelle, arricchita dalla descrizione olfattiva della dea: effluvi di miele e rose emanano da lei). Io credo che le domande in corsivo mostrino molto bene anche un altro aspetto della falsità degli dei: Venere amerebbe Marte privo di forze? Marte amerebbe Venere priva di bellezza? (quindi, il loro amore è fragile…basato sull’esteriorità. Del resto, cosa aspettarsi da due fedifraghi?). Mi piace il fatto che l’incanto del film, per Martino non sia del tutto perduto (la torta di rose della mamma gli rimanda un’eco del profumo di Venere).













La mia classifica (sempre soffertissima, siete stati bravissimi tutti quanti) E’:

1. STARSHOT DEUS EX-MACHINA di Adriano Muzzi

2. TRE SOLI di Maria Rosaria del Ciello

3. IL SETTIMO GIORNO di Fernando Nappo

4. L’UNICO, L’ONNIPOTENTE di Mario Pacchiarotti

5. IMMAGINA di Eleonora Rossetti

6. NEL TEMPO DEGLI DEI FALSI E BUGIARDI di Jacopo Berti

7. SUPERMAN di Flavia Imperi

8. LO SCUDO DI MARTE di Simonetta Papi

9. ETTORE di Alberto della Rossa

10. LA RICOMPENSA di Hendioke

[Admin] modificato formato classifica

Daniel Travis
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 24 aprile 2016, 13:07

Ecco la mia classifica. E' stato un piacere leggervi.

1. L'unico, l'onnipotente di Mario Pacchiarotti
Complimenti Mario, una prova eccelsa. L'idea è buona e portata avanti egregiamente (particolarmente notevole l'evidenza che sia la comprensione, e non il potere, a distinguere il falso dio da quello "vero", che poi è chi sa riconoscere la propria umanità anche entrando in possesso di un potere divino). Lo stile segue a ruota, con dialoghi ben scritti e appropriati, che rischiano di suonare artefatti in un paio di punti ma si salvano senza problemi. Ma è soprattutto il complesso di un'idea grandiosa che dà forma a un'ottima storia ben miscelata allo stile giusto per lei a colpire, la visione d'insieme, e più semplicemente, il piacere di leggere un gran bel racconto. Una vera perla.

2. Il settimo giorno di Fernando Nappo
Ciao Fernando, e complimenti per il bellissimo racconto. Ottima idea ed esecuzione adatta e pulita. Il colpo di scena non arriverà come un fulmine a ciel sereno, ma l'effetto non ne risente: è come una di quelle barzellette in cui cominci a ridere prima del finale perché l'hai già immaginato, ma non ridi di meno perché è raccontata proprio bene. Tema centrato, anche se non concordo con la visione del consumismo come falso dio; in questo racconto, semmai, il consumismo è il vero dio: ha seguaci, sacerdoti dedicati, si può supplicare, condiziona le nostre vite, è efficace, funziona... Al contrario degli altri (supposti) "veri" dei.
Dopotutto non tutti gli dei devono avere la stessa morale, o essere "buoni" per noi piccoli umani (neanche se li abbiamo fatti noi).

3. Ettore di Alberto della Rossa
Bravissimo Alberto, un racconto forte, degno dell'edizione finale d'era e soprattutto degno di vita, morte e miracoli dei gatti, che è ancora più difficile. Da gattaro non posso che farmi coinvolgere, ma anche se non lo fossi verrei trascinato nel racconto e ne emergerebbe l'alta qualità e l'ispirazione potente. Un paio di appunti formali tutt'altro che gravi ti sono già stati fatti (uno te lo sei fatto da solo :P), l'unica cosa che posso aggiungere è che, con qualche carattere in più, si sarebbe potuto migliorare ancora il testo. Ma non si tratta assolutamente di un difetto del racconto, che funziona così com'è; semplicemente non mi dispiacerebbe in futuro leggere anche una director's un-cut di questa storia, con più respiro per indugiare e affondarci dentro. Ma solo perché sono un lettore avido.
Complimenti.

4. Nel tempo degli dei falsi e bugiardi di Jacopo Berti
Siparietto (è proprio il caso di dirlo) ben costruito, che coinvolge e diverte. Notevoli i piccoli dettagli che ricordano un'effettiva compagnia teatrale in tour: la "Dea" canzonata per le sue lamentele sulle società patriarcali («Scioviniste!», «Fallocratiche!»), i litigi su errori e scelte fatti in scena e le colpe/responsabilità che saltellano dall'attore al tecnico al regista e così via... Insomma, per quanto sia in sostanza uno spaccato, un backstage a tutti gli effetti (per cui a livello di trama non ci sono guizzi finali o simili), strappa più di un sorriso e alla fine il lettore si ritrova soddisfatto. Complimenti.

5. Superman di Flavia Imperi
Complimenti Flavia, un bel racconto. I dialoghi sono molto curati, per quanto quelli della protagonista rischino in alcune frasi di risultare artefatti o stucchevoli, la trama "centrale" è semplice e delicata, e mi accodo a Beppe nel lodare il tuo utilizzo del magico, del "sovrannaturale": nell'epoca degli spiegoni, saper dare mistero a una storia è un talento da coltivare e un segno di coraggio. Bella prova.

6. Starshot – Deus Ex Machina di Adriano Muzzi
Complimenti Adriano: un esempio ben raccontato di macchine che guadagnano autocoscienza, forse un po' limitato dai 3000 caratteri ma indubbiamente efficace, bella l'ispirazione legata a un evento "reale". Tema centrato in corner. Tono estremamente appropriato, e molto figa l'idea dell'evoluzione/confronto/dialogo accelerati dalla velocità di calcolo (e di pensiero, e di comunicazione) delle sonde. Mi stona un po' il rimando esplicito finale al progetto StarShot (come mettere "ispirato a una storia vera" all'inizio dei film horror: mi piacerebbe molto di più scoprirlo da solo, tanto più che in questo caso il progetto è vicinissimo a noi e se n'è parlato abbastanza), ma non considerandolo parte del racconto ma "backstage"/commentario me lo son goduto lo stesso.
Bravo.

7. Lo scudo di Marte di Simonetta Papi
Ciao Simonetta. Occupiamoci subito dell'elefante nella stanza: l'idea del MMORPG è fighissima, ma non emerge dal racconto. Questo va senza subbio sistemato in sede di revisione. Pensa che io l'avevo vista come una fantasia "freudiana" (un sottotesto che comunque ci può anche stare) e apprezzata in quanto tale. Il resto funziona, scorre, mi piace molto, e ti faccio i più sinceri complimenti per un racconto veramente ben riuscito... Ma a questo punto, ti consiglio di rivederlo indipendentemente dal risultato del contest e darcelo "in tutta la sua gloria" inserendo esplicitamente l'immagine del videogioco (e, se possibile, anche Nanaya). Ma resta un ottimo testo: non considerarlo niente di meno. Complimenti.

8. La ricompensa di Hendioke
Complimenti Hendioke, un ottimo racconto - o meglio, un ottimo set-up. Non posso che accodarmi agli altri nel rilevare la seconda parte come affrettata, un botta e risposta che assomiglia più al dialogo tra due supereroi nei cartoni anni 90 che si menano che a una rivelazione sconcertante, o anche solo a una conversazione tra un (falso) dio e il suo campione. Tagliando la prima parte, si potrebbe mantenere tutto sommato il set-up facendo guadagnare forza al centro del racconto. Certe scelte stilistiche, tuttavia, sono talmente lodevoli che mi sento di valorizzarne singolarmente almeno un paio:
Malag lo fissava compiaciuto, il corpo possente ricoperto dalla maglia di scaglie d'ottone e accanto a sé la mazza da guerra dal peso di 10 talenti.

La raffigurazione (incluso il peso "di dieci talenti" - per l'amor degli dei leviamo quel "10" in cifre) ricorda per filo e per segno le effettive descrizioni mitologiche dell'antichità, trascinando il lettore del mito in poche parole apparentemente soltanto descrittive.
Malagat [...] Malag

E' una piccola scelta in apparenza, che magari non tutti apprezzano, ma per quanto mi riguarda sbagliano brutalmente: la somiglianza estrema del nome del dio e del suo campione non solo è effettivamente ricorrente nella mitologia, ma funziona egregiamente e descrive anche la relazione stretta con la divinità a cui il campione si sente portato/destinato: anche qui, una scelta "piccola" dà al lettore tanto.
(E in tutta onestà: in un racconto così breve, distinguere tra gli unici due nomi non porta via fatica a nessuno, suvvia).
Insomma: il racconto è buono, lo rivedrei per dare più pregnanza alla seconda parte, e ti consiglio di tenerti stretto questo talento di adattare i dettagli di un racconto allo stile e al tono, perché ti tornerà molto utile scrivendo e non è assolutamente da tutti, anzi.

9. Tre Soli di Maria Rosaria Del Ciello
Ciao Maria Rosaria, e complimenti per il racconto. Scorre e funziona nella sua semplicità (e sì: vedere picchiata violentemente fino come minimo all'incoscienza la propria madre è più che abbastanza per spezzare la fiducia di un bambino, altroché). Del titolo si è già parlato. Bella la storia fantascientifica ad ampio respiro che fluisce verso il dramma privato, per quanto nelle parole finali manchi un guizzo emotivo. Da antropologo mi verrebbe da criticare questa rivisitazione semplicistica della colonizzazione (ancora molto diffusa anche a livello storico, beata ignoranza), ma trattandosi di un bambino in realtà ci può anche stare l'equazione "straniero=dio" semplificata in questo modo estremo (l'importante è ricordare che, nella Storia, non è proprio così che stanno le cose nelle varie colonizzazioni avvenute).

10. Immagina di Eleonora Rossetti
Questo racconto mi risulta problematico: ha uno stile potente, scorre bene, è ben scritto, e l'idea che c'è dietro (il golem che si ribella, la creatura che attacca il Dr. Frankenstein, Lucifero che si rivolta contro il Padre, il robot che assale i suoi creatori: l'essere costruito come limitato che si evolve e non può più rientrare negli schemi imposti dal/i padre/i padrone/i) è potente, c'è poco da fare.
Eppure.
Eppure, come già mi era capitato leggendo Io c'ero, la scelta di non specificare nulla non mi convince più di tanto. Aumenta la fruibilità di un pubblico vasto, ma non incatena me-singolo-lettore, come dire "l'amore vince" piuttosto che "le reggo la testa mentre attendo l'ambulanza dopo l'overdose". Semplifica la complessità morale (e infatti, se nulla apparentemente è specifico, in realtà siamo condotti a condividere: l'estetica è lasciata al lettore, ma le scelte sono chiare e definite, come in uno slogan, il che indebolisce il - di per sé azzeccato - "Cosa faresti?" finale). Diventa, per usare l'espressione di un amico scrittore, una favola (una morale) anziché un mito (un incrocio di scelte possibili, un nodo critico, un problema). Quasi dicesse "Certo, le persone sono diverse, e infatti immaginatela come vuoi la storia a partire da questo canovaccio, ma in realtà siete tutti fatti così, di pancia, in una storia, a tutti voi piace questa, di scelta". Potrebbe funzionare se fosse più particolare, meno fruibile, più sporca (per me) sinceramente.
Insomma: un bel racconto (e complimenti sentiti perché lo è davvero), con cui però non posso entrare in risonanza più di tanto.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

viviana.tenga
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » domenica 24 aprile 2016, 20:29

Ciao a tutti! Breve commento sulla classifica: sono abbastanza convinta dell'ordine in cui ho messo i racconti, ma gli unici stacchi che ritengo davvero significativi sono tra il terzo e il quarto posto e tra il settimo e l'ottavo. Nel primo blocco ci sono racconti che ho trovato davvero ottimi e su cui ho davvero poco da dire. Dal quarto al settimo sono un gradino più in basso, ma comunque il giudizio complessivo è positivo. Gli ultimi tre meriterebbero un lavoro un po' più approfondito per raggiungere un potenziale che comunque c'è, ma non viene trasmesso a pieno.

1)L'UNICO, L'ONNIPOTENTE, di Mario Pacchiarotti
Un ottimo racconto anche il tuo. Il ritmo è molto buono, bella e pienamente a tema l'idea dello scienziato che all'inizio sembra aver scoperto la possibilità di parziali poteri divini solo dal punto di vista teorico e poi invece si rivela averli acquisiti nella pratica. Dal punto di vista dello stile, ci sono forse un paio di battute che suonano un po' forzate (quando Isaac e Fausto discutono il significato delle scoperte di Isaac), ma per il resto il testo scorre bene. Ho trovato azzeccato anche il finale, con il contrasto tra l'arroganza del giovane ricercatore che punta il dito e urla "Muori!" e la semplicità con cui Isaac lo fa sparire nel nulla.

2)NEL TEMPO DEGLI DEI FALSI E BUGIARDI, di Jacopo Berti
Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto, complimenti. Tema centrato, personaggi credibili e dialoghi molto naturali (al punto che non avevo neanche fatto caso al "come mi scendi"); ho poi trovato spassoso il modo in cui i personaggi discutono dei vari archetipi religiosi in un tono che varia dallo scherzoso a considerazioni di carattere pratico (es: dio vendicativo vs dio benevolo che elargisce doni). E' vero che forse qualche dettaglio descrittivo in più avrebbe migliorato ulteriormente il racconto, ma non ne ho sentito troppo la mancanza.

3)ETTORE, di Alberto Della Rossa
Complimenti, un bel racconto su cui ho davvero poco da ridire. Lo stile è ottimo, le tre parti sono ben equilibrate, l'elemento surreale/soprannaturale inserito con naturalezza. Per la serie piccoli appunti su cose non davvero importanti: quando parli del guercio, c'è un "non lo vidi mai litigare con altri felini"; visto che non lo usi da nessuna parte nelle vicinanze, credo che un semplice "gatti" sarebbe stato meglio per conservare l'essenzialità dello stile. L'unico punto su cui non sono del tutto convinta è l'attinenza al tema; anche dopo aver letto la tua spiegazione nei commenti, mi sembra che tecnicamente ci sia un vero miracolo e quindi, tecnicamente, l'entità divina non sia poi così falsa.

4)STARSHOTS- DEUS EX-MACHINA
Anche se lo spunto è quello di un reale progetto scientifico, la storia prende poi una piega quasi da fiaba, con le mini-sonde che acquisiscono autocoscienza e una loro personalità e si apprestano a diventare gli abitanti di nuovi mondi. In questo senso, a me non ha dato fastidio il fatto che la sonda parli con espressioni e metafore umane. Mi stona però lo stesso un po' la similitudine iniziale degli spermotozoi, ma solo perché legata all'astronave "madre". Il finale è sicuramente evocativo; l'attinenza al tema avevo fatto fatica a trovarla alla prima lettura, me l'hai chiarita nel commento in un modo che mi ha tutto sommato convinta.

5)IMMAGINA, di Eleonora Rossetti
Ammetto di aver dovuto leggere un po' di volte il tuo racconto prima di riuscire ad apprezzarlo a pieno: all'inizio, voce narrante e "Loro" mi apparivano troppo fumosi, mi venivano in mente un po' di interpretazioni ma non riuscivo a focalizzarmi su una specifica. Poi leggendo i commenti ho capito che l'idea eraquella di rappresentare un'intelligenza artificiale. A questo punto, non mi ha convinto tanto il passaggio in cui il protagonista si sente mortificato dall'appellativo "insetto" quando gli umani stanno in realtà commentando la presenza di un bug, mi sembra inverosimile che non capisca in che senso stanno usando il termine e non lo percepisca piuttosto come uno "sbagliato", "degenere" (volendo tenere la percezione del termine come un giudizio morale). In parte mi convince poco anche il fatto che una IA abbia il concetto di divinità come lo intendiamo noi, nel senso che mi sembra che la parola "Dio" implichi delle sfumature molto complicate e poco sensate da implementare in una IA, ma su questo punto posso anche pensare che la voce narrante non intenda esattamente quello che intendiamo noi con la stessa parola.
Per il resto, il racconto è ben scritto, l'idea senz'altro interessante, ma purtroppo la difficoltà a mettere a fuoco il protagonista me lo fa considerare riuscito solo a metà.

6)SUPERMAN, di Flavia Imperi
L'idea del tuo racconto è perfettamente a tema e molto buona, semplice ma con quel tocco soprannaturale (i sogni della bambina) che dà un qualcosa di più. La scelta del rendere tutto attraverso dialoghi funziona, anche se a volte si ha l'impressione che il tono colloquiale si un po' forzato. Per il resto, i personaggi sono caratterizzati con pochi tratti ma in modo convincente.
Non mi ha convinto molto la figura dell'uomo misterioso che sparisce nel nulla, mi è sembrato un po' buttato lì e che non aggiunga molto alla storia. Altro piccolo appunto: toglierei quel "neanche è richiesto il casco" dall'ultima battuta della prima parte: mette troppa enfasi sul fatto che la scalata sia facile, quando tanto il lettore ha già abbondantemente intuito che andrà a finire male.
Bello invece il finale e l'immagine di Sara che diventa grande e "può volare".

7)IL SETTIMO GIORNO, di Fernando Nappo
Il racconto parte da un'idea simpatica ed è ben scritto. Personalmente, ho intuito il finale abbastanza presto, ma ho trovato il racconto gradevole lo stesso. Tema centrato in pieno. Interpretare come falso dio il consumismo e il denaro era una scelta di per sé un po' banale, ma qui l'hai sviluppata in modo originale e simpatico.
C'è però a mio parere un problema: la reazione della folla davanti al santone è del tutto inverosimile. Un personaggio del genere non attira tutti gli sguardi su di sé, piuttosto la gente (o, per lo meno, la stragrande maggioranza) si gira dall'altra parte e fa di tutto per ignorarlo. Ho trovato verosimile giusto il padre che porta via il bambino quando l'uomo inizia a spogliarsi, ma dagli altri mi sarei aspettata imbarazzata indifferenza, prese in giro, sdegno, qualcuno che lo insultasse/chiamasse i vigili.
Capisco che la verosimiglianza della situazione non fosse la priorità del racconto, ma lo considero comunque un fattore che gli fa perdere qualche punto (anche se il giudizio generale rimane positivo).

8)LO SCUDO DI MARTE, di Simonetta Papi
Ammetto di aver avuto gli stessi problemi di Angelo nel capire il racconto: anch'io pensavo che la sorella fosse legata in qualche modo alla figura di Venere e non avevo colto l'aspetto di realtà virtuale (pensavo che quelle di Martino fossero semplici fantasie, anche se in effetti così alcuni dettagli hanno più senso). Dal punto di vista dello stile, niente da dire, il racconto è ben scritto, e anche l'interpretazione del tema è pulita e non banale. Credo però che la scena che avevi pensato con la ragazzina-Venere fosse davvero necessaria, o comunque il racconto andrebbe rimaneggiato per favorire la comprensione da parte del lettore.

9)TRE SOLI, di M.R. Del Ciello
Prima di tutto un appunto tecnico: far tramontare i tre soli contemporaneamente, per lo più presentando la cosa non come una particolare congiunzione astrale ma come la normalità, mi ha fatto perdere un sacco di tempo a ragionare su come debba essere l'orbita del pianeta, se è verosimile che in una condizione del genere sia possibile la vita etc. Visto che chiaramente la tua idea era quella di scrivere un racconto in cui l'elemento fantascientifico fosse solo simbolico (come hanno giustamente notato altri, alla Bradbury), avrei preferito una caratterizzazione del pianeta alieno meno complessa dal punto di vista scientifico, in modo da non distogliere l'attenzione dalle cose importanti del racconto (o forse mi sono fatta distogliere solo io).
Passando al racconto in sé: la storia è semplice e lineare, forse un po' troppo. Non ci ho trovato particolari difetti, ma nemmeno qualcosa che dia davvero spessore. Un po' mi dispiace farlo scivolare così in basso in classifica (dispiace sempre), ma ho trovato la storia un po' anonima, non c'è stato nessun punto in cui mi sono sentita davvero coinvolta. Forse perché ambientazione e protagonista rimangono sempre abbastanza indistinti (un bambino su un pianeta alieno, ma è difficile dire qualcosa di più), forse perché la trama scorre senza intoppi fino a un finale prevedibile, solo un po' meno eclatante di quello che ci si aspetta. Il punto di vista del bambino è invece ben reso, forse un po' troppo umano, ma per il genere di fantascienza che hai scelto ci può stare.

10)LA RICOMPENSA, di Hendioke
L'idea del tuo racconto poteva essere interessante, ma secondo me hai sbagliato a dosare le parti. All'inizio ti perdi un po' in dettagli inutili sull'arrivo di Malagat alla caverna (es: il taglio alla mano), quando sarebbero bastate un paio di frasi per dare l'idea dei viaggi e i pericoli che aveva affrontato (magari un breve elenco di luoghi e nemici combattuti). Il finale è invece affrettato: non vediamo nulla della reazione di Malagat alla rivelazione che di fatto distrugge tutte le certezze per cui ha combattuto. Prova incredulità? Orrore? Mi sembra che almeno un attimo di confusione sarebbe stato il minimo, prima di passare a chiedere se la sua ricompensa sarà l'ascesa. Tutto questo è un peccato, perché avrebbe potuto essere il punto in cui dare più spessore al personaggio e al racconto.
Appunti su un paio di dettagli: -"colonne colossali" suona davvero male;
- toglierei il riferimento ai 10 talenti, perché l'ho trovato allo stesso tempo troppo preciso (perché Malagat sa il peso esatto della mazza?) e troppo oscuro (personalmente, ho dovuto andare a cercare su google quanto pesa un talento perché non ne avevo la più pallida idea). Credo descriverla come "poderosa" o con qualche altro aggettivo generico avrebbe reso l'idea in modo più immediato e verosimile.

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Vastatio
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 26 aprile 2016, 13:48

Ettore
Ciao,

che tu riesca a trasmettere emozioni è ormai assodato (ancora ti odio per Lampreda) e anche questa volta il tuo testo è fortemente empatico. Col senno di poi e dei commenti è anche "evidente" il motivo della mancanza di pulizia che normalmente ti contraddistingue. Arrivo tardi su qualsiasi appunto ti possa essere fatto, se non che anche io ho forti problemi nella valutazione sul tema. Perché se da una parte vedo il padrone come il falso dio a cui i gatti si rivolgono, la sua guarigione per opera dell'amore dei gatti ne ribalta un po' il ruolo. Devo valutare.

Superman
Ciao,

mi è piaciuta la tua declinazione del tema, il padre come "falso dio" per una bambina che cresce. Ho apprezzato anche l'inserimento del padre come "angelo" nella seconda parte: non era necessario all'economia del racconto, ma da quel tocco in più che, per chi ama il fantastico, solleva un po' lo spirito nonostante l'argomento. Se devo trovare qualcosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è nella seconda parte, la ripetizioen del concetto di superman/dio in bocca all'amica di Sara: per quanto mi riguarda era già chiaro citando dalla prima parte, l'hai anche usato nel titolo quindi ha anche un risalto maggiore. Ripeterlo sembra quasi una "corda di sicurezza" per essere sicura che anche i più "storditi" capiscano la tua declinazione: superfluo. A parte questo lieve appunto la trovo un'ottima prova.


Immagina
Ciao,

il tuo racconto mi mette in difficoltà. C'è il tema e apprezzo la costruzione che hai scelto di adottare (ripetizione di "Immagina" e il racconto delle sensazioni dell'IA) dall'altro storco il naso sul metodo di "assassinio" (così grezzo per una IA che chissà quanto riesce a toccare) e sulla paura dell'IA, davvero tanta. Ok, ti salvi dalla necessità di inventarti un piano su vasta scala lasciando aperto il finale, ma questa IA mi sembra tanto un "umano liberato" mentre avrei gradito più un qualcosa che me ne mostrasse la natura diversa da quella umana di vendetta/dominazione (non so, magari anche una chiusura in cui esplicitavi che tanto ci saremmo eliminati da soli, non serviva il suo intervento e che si sarebbe messa tranquilla a dormire, per svegliarsi poi quando ci saremmo estinti).


Il settimo giorno
Ciao,

il tuo racconto ha un grosso problema: mi hai raccontato una barzelletta che già conoscevo. Questo brucia completamente sia l'effetto sorpresa che, in parte, il colpo di genio che "potrebbe" esserci dietro. A parte questo trovo poco "realistico" che delle ragazze "tutte piercing e tatuaggi" si allontanino davanti a uno che si sbottona i pantaloni, soprattutto nelle fasi iniziali del fuggi fuggi, quando mi aspetto che l'effetto gregge sia ancora molto forte. Inoltre la "forza" del tuo racconto è proprio nel mostrare il sermone, quando alla fine passi al raccontato perdi quella potenza, ed è un peccato.

L’unico, l’onnipotente
Ciao,

bella idea ma alla fine ti è un po' scivolata dalle mani. Se davvero Isaac è costretto a fare tutta questa manfrina per "scovare" le possibili minacce vuol dire che non è ancora onniscente, eppure in chiusura (per dare più forza all'idea) lo rendi onniscente facendogli rivelare il numero degli altri scienziati. Tra l'altro sembra si basi solo sulla comprensione del momento, come se il seme o germoglia subito o non germoglia più.
Andrebbe limato un po' e, personalmente, eliminerei anche il riferimento esplicito al tema in chiusura, hai spiegato il concetto poche righe sopra che non sarebbero comunque vere divinità, ripeterlo è poco elegante.

StarShot – Deus Ex Machina

Ciao,

sicuramente degno di lode l'aggancio alla realtà, che tuttavia non permette al racconto di sollevarsi più di tanto. Ti pongo la stessa "critica" che ho espresso nel racconto "Immagina", che tratta anche lui del risveglio di una IA: la tua IA è troppo umana. Addirittura si "annoia". Per carità, l'ho sempre pensato che le 4 CPU del mio pc si annoino la maggior parte del tempo a lanciarsi comandi di NOP, ma anche il finale, che dovrebbe sbilanciarsi verso una nuova minaccia/speranza non riesce a risvegliarmi. Forse il problema è nella parte precedente, troppo "piatta", che mi ha in qualche modo anestetizzato visto che anche il metodo a vele non fa (più) molto "sense of wonder".
Per il tema sono combattuto, per quanto condividi la stessa declinazione di "Immagina" da te è meno centrale il confronto con il creatore/falso dio.

Nel tempo degli dei falsi e bugiardi
Ciao,

notevole, prendi il tema nel modo più diretto possibile e lo incastri in una storia scifi in modo talmente naturale da farmi quasi commuovere. L'unica pecca che trovo è che non sai "insultare", non padroneggi ancora l'arte della "parolaccia" e ogni volta che ne leggo una in un tuo racconto mi sembra stonare e non armonizzare col testo.
Per il resto: inchino e genuflessione.

Tre soli
Ciao,

se non ci fossero cenni espliciti a una realtà extraterrestre avrei detto che stavi descrivendo un classico caso di "colonialismo" di una popolazione più arretrata (le penne, le sigarette). Ammetto che avrei preferito quella declinazione: questo tentativo di fantascienza mi sembra sprecato, anzi, perfino irreale che esista un altro pianeta che porti a una forma di vita "superiore" identica o molto simile a quella umana, tale da attirare le "voglie" di un maschio umano verso una femmina aliena. Diverso se avessi fatto pensare che l'alieno arrivi sulla terra, che si tratti di una nuova forma di "turismo sessuale" o, in chiusura, che quella del bambino non fosse la "specie dominante".
Sotto ci vedo una buona possibilità, ma che va rielaborata.

La ricompensa
Ciao,

devo dire che il tuo racconto attira le mie simpatie: una buona ambientazione e una epica ricerca al suo epilogo. Non mi interessa sapere cosa ha fatto, l'ha fatto e ciò mi basta, ha il suo trofeo e ciò è sufficiente. Quello su cui storco il naso è il punto di "scontro": la "verità" rivelata. Non ci vedo forza in questo "dio" che inganna e poi sacrifica il suo campione, uno spreco di potenziale gestibile con una semplice bugia (e immagino ne abbia già raccontate in precedenza). Anche la rivelazione sul falso dio la trovo poco ispirata: un dio è tale per evidenza oggettiva (potere) o per nascita?
L'assonanza del nome avrei cercato di spiegarla all'interno del testo, magari è il nome che i genitori, ferventi credenti, gli hanno dato o che si è scelto lui dopo essere diventato un suo "crociato": lasciarla solo all'interpretazione del lettore rischia di trasformarla semplicemente in una "cacofonia" su cui invece potevi "giocare".

Lo scudo di Marte

Ciao,

esperimento direi riuscito male. Nella prima parte la narrazione è così poco focalizzata su una delle due figure che quasi si fa fatica a capire che il "protagonista" sia Marte. Nella seconda invece si va in confusione: non è ben chiara l'allusione della sorella, se si riferisce ad autoerotismo ti assicuro che, una situazione come quella che descrivi, nel ragazzo medio difficilmente porterebbe a quello, anzi, è fin troppo "romantica" per essere persino interessente da giocare!
Accennare alla sedia a rotelle poi non dice nulla se non che è su una sedia a rotelle, che abbia le gambe rotte perché è inciampato su un idrante inseguendo un cane a cui voleva bruciare la coda o per una malattia genetica non porta alcun valore aggiunto alla comprensione del racconto o delle dinamiche del ragazzo. In ogni caso una idea da non scartare, perché associare i falsi dei ai dei/personaggi interpretati in un viodeogioco non è male.




Classifica


1. Nel tempo degli dei falsi e bugiardi
2. Superman
3. Immagina
4. La ricompensa
5. L’unico, l’onnipotente
6. Ettore
7. Il settimo giorno
8. StarShot – Deus Ex Machina
9. Tre soli
10. Lo scudo di Marte

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AmbraStancampiano
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 28 aprile 2016, 16:55

Ciao a tutti,
credo sia stata la classifica più difficile da quando partecipo a Minuti Contati!
Tutti i racconti mi sono in qualche modo piaciuti e mi hanno lasciato qualcosa, è stato davvero arduo metterli in fila.
A voi i commenti in ordine sparso e la classifica in fondo:

Ettore
direi che il racconto è indiscutibilmente di alto livello, e che tutti i possibili appunti formali ti sono già stati fatti (o te li sei fatti da solo).
Personalmente, ho trovato i falsi dèi nei fortissimi riferimenti all'Iliade che ravviso soprattutto nella prima parte del testo. In particolare, mi sembra che tu abbia voluto quasi dare una risposta ai lamenti di Priamo e di Andromaca, (Iliade libro XXII vv 520 e successivi) che fila in maniera molto logica: se re Priamo viene consolato dai troiani e Andromaca dalle sue ancelle, il compagno di un eroe gatto verrà consolato da altri gatti.
Altra interpretazione ammiccante ai miti greci, il tuo gatto guercio mi ricorda un po' Tersite.
Se non ci ho preso, hai comunque scatenato la mia fantasia in questo senso, e ho piacevolmente passato la mia mattinata rileggendo alcuni passi dell'Iliade, per cui comunque grazie :)

Superman
secondo me il tuo racconto è perfettamente a tema e ben scritto.
La scelta di mostrarci tutto attraverso un dialogo è azzeccata, ma secondo me non sempre felice: alcuni elementi, da lettrice, mi darebbero più soddisfazione se inseriti in maniera fisica e non attraverso le parole di altre persone, è il caso dell'uomo che svanisce nel nulla sul sentiero dritto, che funziona solo in parte. Vuoi mettere la perplessità dell'amico col brivido che ci coglierebbe nell'essere noi a vedere un uomo che ci dà un'indicazione e un secondo dopo non c'è più? Anche la reazione del tuo personaggio mi sembra un po' troppo fredda, io in una situazione del genere mi preoccuperei o andrei a cercare l'uomo.
Un altro piccolo appunto riguarda l'incipit: non siamo in un posto qualsiasi, e la montagna poi avrà un effetto devastante sulla vita dei nostri protagonisti, per cui anche un minuscolo dettaglio di paesaggio e dell'uomo che cammina sul sentiero servirebbe per coinvolgere di più un lettore nel racconto. La battuta iniziale del dialogo è un buon gancio, ma sarebbe più forte se presentata in questo modo.
Per il resto trovo tutto molto delicato, molto umano, molto bello.

Immagina
Il racconto si legge che è un piacere, lo stile è solido e la continua ripetizione dell'imperativo "immagina" scandisce bene il ritmo e "costringe" il lettore a immedesimarsi nel tuo protagonista/narratore. Wow che tecnica!
MA ci sono dei ma:
Come ti hanno fatto notare altri, la storia è un topos: la creatura che si ribella al creatore. Niente di male, ma riesci solo in parte a restituirne un'interpretazione originale. La vicenda narrata mi ricorda quella dell' Animatrix in cui si racconta la guerra con le macchine; e qui veniamo al secondo Ma: la tua voce narrante è troppo neutra, né umana né completamente artificiale, e l'uso della seconda persona singolare tampona solo in parte questa lacuna. Ultimo ma: l'omicidio del creatore. Un atto di questa forza verrebbe raccontato a tinte molto più vivide sia da un uomo che da una macchina pensante. Comunque una buona prova.

Il settimo giorno
Il racconto scorre come una meraviglia grazie alla vicenda estremamente plausibile e allo stile asciutto e pulito, il finale è divertente.
Il mio unico appunto riguarda la reazione della folla: di questi tempi se qualcuno facesse una cosa del genere verrebbe filmato da decine di telefonini e poi arriverebbe una troupe locale o una web tv per intervistarlo. Il fatto che il tuo protagonista compri un televisore mi fa pensare che la vicenda sia ambientata una decina (o forse una ventina) di anni fa, e già la reazione della folla sembra più sensata; ti consiglio però se è così di dare qualche dettaglio di ambientazione, anche piccolo (che ne so, i prezzi degli elettrodomestici che si intravvedono in vetrina sono in lire).
Comunque un'ottima prova!

L'unico, l'onnipotente
un'ottima idea realizzata in maniera molto intelligente attraverso un dialogo che in alcuni punti risulta però un po' noioso e pesantuccio; le due righe di azione finale da lettrice non mi soddisfano a pieno, mi lasciano la sensazione di essere lì solo per giustificare il dialogo precedente e dargli una ragion d'essere narrativa, ma è solo una sensazione e non inficia comunque la resa del testo.
Una buona prova.

Star shot - deus ex machina
in primo luogo vorrei farti i complimenti: il tuo racconto mi ha affascinata, mi ha spinto a informarmi sulla missione spaziale a cui si riferisce, mi ha posto degli interrogativi filosofici. Direi che è ben più di ciò che ci si aspetta da un racconto!
Il tuo stile mi è piaciuto e mi ha coinvolta, crei delle bellissime immagini sostenute da un uso interessante del linguaggio e degli aggettivi e il racconto scorre con un buon ritmo, però concordo con chi dice che umanizzi un po' troppo le macchine.
Il risveglio delle intelligenze artificiali è un argomento affascinante e ampiamente sfruttato in fantascienza, ma l'approccio di Lisa nel raccontare la sua storia mi sembra un po' troppo emotivo e davvero troppo poco artificiale.
Qui con la (bellissima) similitudine iniziale, fai una vera e propria dichiarazione d'intenti: vuoi portare il lettore a chiedersi se le macchine possano essere in qualche modo "vive". Il pov di Lisa ci descrive con esattezza questo parto, come farebbe una macchina, e tutto va bene. Il contrasto funziona. Subito dopo però ti getti in una dichiarazione un po' difficile da capire: stupidi numeri e regole matematiche? Stiamo comunque parlando di una macchina che basa la sua intelligenza su quelli, e come è consapevole del mondo intorno a sè dovrebbe essere consapevole di questo; questa dichiarazione la rende un po' troppo umana ai miei occhi, spero di essermi spiegata.
Altri piccoli appunti:
Questa è davvero una minuzia, più che altro una dritta: conosco bene questa tecnica descrittiva, la apprezzo molto e me ne servo molto spesso. Tu la usi bene, ma ti conviene bilanciare meglio le frasi. Mi riferisco soprattutto a "eravamo sospinte da vele sottili come carta di riso, che si espandevano per metri nello spazio": l'immagine è bellissima, ma la leggerezza estrema della carta di riso va controbilanciata con una distanza espressa in maniera esagerata, come "chilometri". Poco importa se non è credibile, in questo momento il tuo narratore sta poetizzando, e sono le giuste esagerazioni che personalmente mi lasciano impresso un testo ;)
Qui ti riferisci improvvisamente a una platea che non ci hai preannunciato, creando un certo scompenso. Apprezzo il tentativo di sfondare la quarta parete, ma secondo me non funziona per il tipo di narrazione che hai scelto: Lisa è lontana migliaia e migliaia di anni luce ed è presa dalla frenesia della scoperta e della conquista, perché dovrebbe interessarle condividere la sua storia con gli esseri umani da cui si è allontanata per sempre?
Ottima prova comunque, Bravo!

Nel tempo degli dei falsi e bugiardi
il dialogo è frizzante, i personaggi sono ben caratterizzati, la dietrologia è interessante: cos'è la Cosmic? Tutte le divinità di tutti i pianeti sono in realtà ologrammi e quindi non esistono?
Insomma, il tuo racconto mi ha coinvolto e mi ha fatto riflettere sui suoi retroscena.
Qualche descrizione in più ci stava, ma hai fatto bene secondo me a sacrificarle per non perdere battute del dialogo, che è comunque la parte più importante del testo.
Il personaggio femminile mi ha ricordato un po' Faye di cowboy bebop, in generale lo stile della storia è molto "giapponese", il che per me è un valore aggiunto.
Insomma, bravo!

TRE SOLI
secondo me il racconto è perfettamente a tema e non manca di empatia, se non nella parte finale.
Mi sarei aspettata una qualsiasi reazione da parte del bambino, anche un pianto dirotto, mentre lui si limita a raccontare con freddezza l'accaduto e quindi la consapevolezza di non trovarsi di fronte a un dio.
Stiamo parlando di alieni, quindi probabilmente percepiscono le emozioni in maniera diversa dalle nostre, ma se così fosse tutto il resto del racconto sembrerebbe fin troppo umano.
L'idea della fantascienza secondo me è giusta ma potresti, rimettendoci le mani, sfruttarla meglio raccontandoci qualcosa in più sul pianeta con tre soli, in maniera tale da farci capire se non empatizzare la reazione finale del tuo bambino alieno.
L'interpretazione del tema mi è piaciuta molto, e in generale mi piace come tu riesca sempre a dare un risvolto sociale anche a temi che sembrano molto lontani dal nostro mondo :)

La ricompensa
il tuo racconto potrebbe diventare grandioso col doppio dei caratteri: l'ambientazione di stampo Tolkieniano è parecchio affascinante e molto curata, e dai potenza alle immagini con dettagli molto forti e ben descritti.
Non concordo con chi dice che la prima parte non è utile al testo: quella perdita di sangue sembra un presagio, ed io la lascerei lì proprio così com'è; i problemi sono tutti nel dialogo. Come ti hanno evidenziato sia Ceranu che Vastatio, la battuta sulla verità e poi l'effettiva rivelazione non è efficace, ed è anche un controsenso logico: perché un dio la cui potenza deriva da una pietra che evidentemente qualcuno era riuscito a rubargli dovrebbe privarsi del suo leale campione, l'unico che è riuscito a recuperarla? Il fatto che Malagat sia leale a Malag ci è evidente da subito, quindi il dio potrebbe dirgli qualsiasi cosa spacciandola per la verità; in più, un dio non è mai tenuto a dire la verità a un mortale, non ha proprio senso. Dovrebbe essere Malagat a scoprire la verità e affrontare Malag, così tutto girerebbe alla perfezione.
Riguardo ai nomi, rispettano pienamente la tradizione del fantasy e li ho apprezzati, oltre a trovarli molto belli. Non so se tu scriva spesso questo genere, ma mi pare di capire che lo conosci molto bene!

Lo scudo di Marte
intanto Benvenuta nel contest e complimenti: entrambe le scene del tuo racconto sono scritte con un buono stile e sorrette da un'ottima proprietà di linguaggio.
Ho apprezzato molto l'incipit con la descrizione poetica della dea dell'amore, anche se secondo me il ritmo di quel pezzo è migliorabile, con piccoli accorgimenti potrebbe scorrere proprio come una poesia o un canto greco.
E' vero che a una prima, superficiale lettura non si capisce bene cosa stesse facendo Martino, e quindi i due pezzi appaiono scollegati, ma quel "nero" che fa tanto sceneggiatura personalmente mi ha aiutata quasi subito a capire cosa stava succedendo. Forse ho troppi amici NERD, o forse è successo troppe volte anche a me -_-'
Qualora volessi rimetterci le mani nel laboratorio o per conto tuo, secondo me hai due possibili strade, molto minimal e abbastanza eleganti, per non creare lo scompenso che quasi tutti hanno avvertito:
- associare il buio improvviso con un segnale sonoro, basta un CLIC! o un allarme e il lettore assocerà immediatamente la perdita di corrente alle immagini precedentemente visualizzate.
- mettere in scena il calo di tensione con un movimento "cinematografico", e quindi interrompere poco prima la scena di Marte e Venere e mostrare al lettore lo schermo che si spegne e Martino di spalle che impreca.
Infine, concordo con Vastatio quando dice che il tipo di simulazione/videogioco che Martino sta usando non è proprio il massimo della virilità; salvo casi particolari, nessun adolescente maschio sceglierebbe una trama del genere. E forse in questo senso dovresti rivalutare la disabilità di Martino: se invece di avere problemi di deambulazione fosse un tipo chiuso, un po' strano, isolato dal gruppo e con una plausibile omosessualità latente? (anche una sola di tutte queste cose, senza accanirsi) Giustificherebbe le prese in giro della sorella e aprirebbe un bel risvolto sociale.

Classifica:
1) Il settimo giorno
2) Ettore
3) Nel tempo degli dei falsi e bugiardi
4) StarShot - Deus ex machina
5) Immagina
6) Lo scudo di Marte
7) Tre soli
8) Superman
9) L'unico, l'onnipotente
10) La ricompensa
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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raffaele.marra
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » venerdì 29 aprile 2016, 0:30

Ciao ragazzi. Dico subito che questa è la classifica più difficile di tutta la mia esperienza fin qui a MC. Sarà perché sono un po' arrugginito, sarà perché questo gruppo è costituito almeno per 7/10 da racconti che si equivalgono più o meno in qualità, ho trovato notevoli difficoltà a stabilire il mio ordine. Sono più o meno convinto della classifica che propongo, ma, credetemi, la differenza in qualità tra le varie posizioni, almeno secondo il mio giudizio, è davvero minima. Complimenti a tutti!

1. Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi
Mi ha convinto e mi ha colpito, complimenti. Innanzitutto ho apprezzato molto la prima parte che, per stile e lessico, mi ha riportato alla mente le traduzioni dal greco che facevo al liceo. La seconda parte, sulle prime, mi stava deludendo: per qualche rigo ho pensato che il tuo racconto poteva finire prima di quel “nero” che separa le due parti. Poi però ho trovato ben pensata e sicuramente vincente l’idea del parallelismo tra il ragazzo in sedia a rotelle e Marte: tale scelta ha trasformato di netto il tuo racconto come contenuto e come messaggio (almeno per quel che mi riguarda) e alla fine mi sono convinto che la seconda parte è anche più importante della prima. Brava.

2. L’unico, l’onnipotente, di Mario Pacchiarotti
Un gran bel racconto, originale e sorprendente. Ottimo il dialogo tra i due scienziati, un dialogo che è perfettamente equilibrato tra considerazioni scientifiche e filosofiche rispettando in pieno quello che è il tema portante della storia, appunto una affascinante simbiosi tra scienza e filosofia. Il finale è a sorpresa, inatteso, anche troppo. In effetti, dopo il piacere della sorpresa sorgono alcuni piccoli dubbi che in parte minano la coerenza logica della storia narrata. Ma si tratta, a mio parere, di piccoli particolari che non scalfiscono più di tanto la qualità di questa buona prova.

3. Il settimo giorno, di Fernando Nappo
Leggendo il titolo, mi attendevo qualcosa di epico, di biblico, di definitivo, poi ho letto e, proprio come tu volevi quando hai ideato questo racconto, sono ripiombato nella greve concretezza della quotidianità. Un ottimo racconto, non c’è che dire, soprattutto perché sei riuscito a usare l’ironia in un tema che in ciascuno di noi (o quasi) ha suscitato idee cupe (vedi ad esempio il mio racconto). E tu l’ironia la usi con destrezza, con ottime capacità di controllo, unendola al fattore sorpresa e, come è giusto che sia, a una sottile ma incidente critica della nostra società. Bravo.

4. Ettore, di Alberto Della Rossa
Una bella favola, piacevole e istruttiva. Personalmente non vado matto per i gatti in casa, ma il tuo racconto mi ha colpito perché sottolinea con saggezza la preziosa corrispondenza affettiva uomo-animale. Il fatto che io abbia colto tale preziosità vuol dire che il tuo racconto è efficace e ben scritto. Lo stile, del resto, è impeccabile: sobrio eppure evocativo, capace di affascinare con semplicità e realismo. Ben fatto!

5. Superman, di Flavia Imperi
Nonostante il tema non sia del tutto originale, trovo il modo in cui hai condotto il tuo racconto molto efficace. In particolare, ho apprezzato parecchio la scena del bagno in cui le frasi del papà si inseriscono a sorpresa tra quelle delle ragazze: confesso che mi ha emozionato. A ben vedere, proprio la scelta stilistica dei dialoghi diretti è la caratteristica più interessante del tuo racconto proprio perché innesta un rapporto definito ed esclusivo tra i due uomini prima e le due ragazze dopo, rendendo la comparsa del papà tra queste ultime è un bel colpo. Insomma, un bel racconto, nonostante non sia totalmente convinto della piena rispondenza al tema del mese.


6. StarShot – Deus Ex Machina, di Adriano Muzzi
Un racconto alla Arthur Clarke che porta all’attenzione del lettore il tema della coscienza delle macchine sperdute nell’universo. Si tratta di una bella prova, indubbiamente, anche se è assente uno sviluppo narrativo vero e proprio. In altre parole, tutto il racconto si sviluppa in una descrizione minuziosa (e devo dire anche molto affascinante) di quanto accaduto, ma non vi è una trama propriamente detta. Nonostante questo limite strutturale, continuo a dire che il racconto sia assolutamente positivo, soprattutto perché sviluppa la capacità di immaginazione del lettore e stimola la voglia di saperne di più.

7. Immagina, di Eleonora Rossetti
La forza di questo racconto è tutta nello stile davvero originale e, direi, addirittura innovativo. Questa lunga sequenza di “immagina” imposta tutta la narrazione in un imperativo dal quale, con ottima coerenza, non si libera più. Così il tutto diventa una specie di algoritmo in cui immaginazione e realtà si fondono. Devo però dire che la storia in sé non ha una carica di novità all’altezza dello stile. Insomma, quel che avviene non ha grandi spunti di originalità se non, appunto, nello stile. In definitiva, diciamo che il tuo racconto è certamente positivo, da leggere e apprezzare, ma con qualche spunto in più nella trama sarebbe stato un vero spettacolo.

8. Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti
Racconto azzardato e originale, che sviluppa alla lettera il tema del mese. Questa combriccola di furfanti che finge la presenza di un dio è assolutamente divertente e inattesa. Trovo però il tutto un po’ troppo confusionario. È difficile stare dietro ai dialoghi senza soffermarsi ogni volta nel tentativo di comprendere a pieno quanto stia accadendo. Può darsi che questo effetto di confusione, che sotto altri aspetti ben si addice alle figure dei protagonisti, sia una scelta stilistica. Però a me lettore risulta un tantino pesante e penalizza di fatto il racconto.

9. Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello
Bella l’idea di partenza di questo racconto che però si sviluppa in maniera un po’ troppo “piatta”, senza particolari slanci emotivi. Intendiamoci, lo stile è buono, e in qualche modo si addice bene alla situazione narrata, ma una pur leggera enfasi, almeno sul finale, avrebbe reso più memorabile il tuo racconto. Rispettato in pieno il tema del mese che, devo dire, qui è declinato in maniera originale ed efficace.

10. La ricompensa, di Hendioke
Un racconto epico che sembra radicarsi in una mitologia preesistente che andrebbe descritta, raccontata, tramandata. Cerco di spiegarmi: nella ristretta economia dei tremila caratteri si sviluppa una vicenda che in realtà sembra il finale di una storia ben più ampia e che solo alla luce di quest’ultima potrebbe affascinare e lasciare il segno. Altrimenti si tratta di un finale grandioso di qualcosa che non esiste. Un po’ come un roboante rullare di timpani che conclude in maniera maestosa una sinfonia; beh, in questo caso la sinfonia non c’è e non poteva esserci, vista la lunghezza dei racconti da postare. In definitiva, si tratta di un racconto anche ben scritto (non perfettamente), ma che in sé non ha capacità di entusiasmare o di interessare più di tanto.

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ceranu
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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » venerdì 29 aprile 2016, 11:31

Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi

Ciao Simonetta, prima di tutto complimenti per aver fatto il salto dal Laboratorio al contest.
Diciamo che il più te l'hanno fatto notare gli altri. Effettivamente dalla prima lettura non passa il messaggio che volevi dare, o meglio, non si capisce cosa stia facendo Martino nella prima parte del racconto. Io avrei scelto un altro modo di trasmettere il tuo messaggio. Non avrei diviso in due scene distinte (messe così non sono equilibrate, il salto tra la poesia iniziale e la realtà della fine è troppo netto), ma avrei inserito Martino dall'inizio. Bastava lui, seduto davanti al computer che iniziava a giocare. Man mano che le scene prendevano vita nella sua fantasia alcuni particolari del suo disagio lo tenevano inchiodato alla realtà.
A quel punto non sarebbe servito nemmeno lo stacco (il dialogo con la sorella), ma sarebbe bastata la sua paura. Magari il risultato sarebbe stato meno poetico, ma sarebbe passato di più il suo disagio. Se l'idea che hai è forte, non serve stupire il lettore.
Insomma, una bellissima idea che però non è passata attraverso un racconto scritto comunque con un'ottima tecnica.
Ciao e alla prossima.

La ricompensa, di Hendioke

Ciao, ben trovato.
L'ambientazione del racconto è molto interessante, per quanto classica possa essere mi è piaciuta. Come mi è piaciuto il modo in cui ci fai ripercorrere il cammino che ha portato Malag da Malagat. Però è proprio quando i due si incontrano che nascono i problemi, il dialogo è forzato e troppo compresso. Manca lo spazio necessario per poterlo rendere naturale. In particolar modo non ho apprezzato la risposta di Malagat.
E tu vuoi la ricompensa, che consiste nella verità. Il falso dio non era meno divino di me
Il “che consiste nella verità è innaturale. Malag sa quale sarà la sua ricompensa, ha lottato per guadagnarsela. Così sa di infodum.
E da lì il dialogo perde di efficacia. Insomma, magari avrei limato un po' la prima parte per dare più spazio al dialogo finale.
Nel complesso è un racconto che ha bisogno di una revisione.
Ciao e alla prossima.

Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello

Ciao Maria Rosaria, ben trovata.
Non sono un patito di fantascienza, quindi non ti farò appunti su mondo che hai creato in tremila battute (lo prendo per buono), ma ho dei dubbi sull'attinenza al tema. Capisco quale fosse il tuo intento, ma durante la lettura gli unici indizi che per il bambino quell'uomo fosse un dio arrivano solo dal racconto, ma l'atteggiamento non ci porta a credere che sia così. Sembra tutto normale, è come se Cristo entrasse a casa mia e io gli offrissi un bicchiere di birra, ci scambiassi due chiacchiere e alla fine gli dessi una pacca sulla spalla riaccompagnandolo alla porta. Ti dirò, la cosa mi farebbe anche piacere, due domande da fargli le avrei, ma penso che sarei troppo stupito per farlo. Invece il bambino vive quel momento con estrema naturalezza. Non lo so, probabilmente è il filtro dato dalla giovinezza, ma non mi convince.
Così tutto il racconto mantiene un tono troppo normale che non i ha permesso di entrare in empatia con i tuoi protagonisti.
Ciao e alla prossima.

Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti

Ciao Jacopo, che bel racconto.
La storia mi è piaciuta parecchio, tanto da faticare a trovare un difetto. Il ritmo è buono, la trama convincente e divertente. I personaggi sono credibili e ben delineati, insomma, un racconto che sfiora la perfezione. Ma visto che in Minuti Contati dobbiamo fare le pulci posso dirti che l'unico neo è il titolo che non lo è accattivante e che fa pensare a tutt'altra storia. Chiaramente questo è solo un pretesto per raggiungere il limite minimo di caratteri per il commento.
Complimenti e alla prossima!

STAR SHOT DEUS EX-MACHINA, di Adriano Muzzi

Ciao Adriano, ben ritrovato.
La storia è interessante, ma non mi ha convinto. Forse è per via del modo in cui ce lo fai vedere. Questo racconto ha più il sapore dell'introduzione che della storia chiusa. Passami il paragone, ma mentre lo leggevo avevo nella testa la voce di Optimus Prime durante la fine del primo Transformers.
È vero che sono macchine, ma con la consapevolezza dovevano sviluppare anche dei sentimenti, invece questa voce rimane priva di emozioni.
Credo sia una buona prova, l'idea è buona e non ha sbavature, ma non mi ha convinto al 100%.
Ciao e alla prossima.

L'unico, l'onnipotente, di Mario Pacchiarotti

Ciao Mario, continui a non sbagliare un colpo ;)
Buon racconto, ottimo stile e idea abbastanza originale. C'è una sbavatura nel finale, almeno dal mio punto di vista. Non capisco come possa sapere degli altri tre viaggiatori che andranno a trovarlo. Da quello che ho capito Isacc non ha mai sfruttato la sua scoperta, tanto che alla base del racconto c'è l'idea che potrebbe esserci un solo dio
Perché il primo a conquistare questo tipo di potere, impedirebbe a chiunque altro di venirne in possesso.
Quindi o lui non ha impedito agli altri di venirne in possesso, o non la mai usato. In entrambi i casi non avrebbe potuto sapere degli altri.
Questo è l'unica obbiezione che ho da porti, ma non ne sono nemmeno certo, perché quando si parla di paradossi il mio cervello implode e la lucidità diventa una chimera.
Nel complesso è una buona prova.
Ciao e alla prossima

Il settimo giorno, di Fernando Nappo

Ciao Fernando.
Che bella idea e quanta originalità nell'interpretazione del tema. Oserei definire geniale l'accostamento tra dei e consumismo. :D
Il racconto mi piace, il ritmo è ottimo e lo stile pulito. L'unico neo è che a metà racconto si capisce dove andrai a parare, ma la lettura rimane comunque piacevole. Personalmente avrei preferito veder uscire le guardie dal negozio per farlo fuggire. Mi piacciono le storie in cui il protagonista fallisce, ma ciò non toglie che anche il finale è divertente.
Nel complesso un ottimo lavoro, bravo!


Immagina, di Eleonora Rossetti

Ciao Eleonora.
Sono molto combattuto. Lo stile è buono e la lettura scorre bene, ma c'è qualcosa che non mi convince.
Partiamo dal punto forte del racconto. Immagina è un termine che calza a pennello. Con una sola parola sei stata in grado di descrivere il cambiamento da macchina a essere senziente, bravissima.
Però la storia ha poco mordente, non c'è un conflitto, è tutto semplice. Ti sei limitata a dare voce a una IA che si ribella. Non lo so, la prova è senza dubbio positiva, ma manca qualcosa.

Superman, di Flavia Imperi

Ciao Flavia, ben trovata.
Il racconto tocca le giuste corde e c'è del sentimento, però ho faticato un po' a far tornare tutto al suo posto. La prima parte è quella che mi ha dato più problemi. Fino a metà racconto ero convinto che il padre fosse già morto e che quella fosse una scalata verso l'aldilà, ma evidentemente mi sono sbagliato. Il passante che sparisce nel nulla conferisce al racconto un aurea di mistero che mi ha tratto in inganno, probabilmente è di troppo.
Altro punto che mi convince poco è il cambio di Sara che di punto in bianco decide di “lasciare andare” il padre. Mi manca una vera motivazione, un evento che giustifichi il cambiamento.
Insomma, un racconto con tanti sentimenti, ma che manca in alcuni passaggi.
Ciao e alla prossima.

Ettore, di Alberto Della Rossa

Ciao Alberto.
Nonostante la tua spiegazione, fatico a trovare il tema nel racconto. Lui come dio dei gatti non mi convince. A questo punto ogni cane vede nel suo padrone un dio, e devo dire che vale lo stesso per i gatti.
Comunque il racconto è interessante, la prima parte è delicata e trasmette le emozioni del protagonista che vede spegnersi il suo amico. Bella la figura del gatto guercio che rende la seconda parte simile a un racconto di King. Insomma, un bel racconto che però pagherà per la poca attinenza al tema.
Ciao

Classifica:

1. Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti
2. Il settimo giorno, di Fernando Nappo
3. L'unico, l'onnipotente, di Mario Pacchiarotti
4. Immagina, di Eleonora Rossetti
5. Superman, di Flavia Imperi
6. STARSHOT DEUS EX-MACHINA, di Adriano Muzzi
7. Ettore, di Alberto Della Rossa
8. Lo scudo di Marte, di Simonetta Papi
9. Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello
10. La ricompensa, di Hendiokere

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Re: Gruppo XII: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » domenica 1 maggio 2016, 21:36

Ed ecco la mia classifica.

1) Nel tempo degli dei falsi e bugiardi, di Jacopo Berti

Perfetto. Personalmente, ho ritrovato tutti gli indizi che mi servivano per delinearmi la situazione. Bellissima la descrizione della coppa, centrale ed esplicativa. Bello anche il dialogo, contrastato nella sua normalità, a sua volta in contrasto con la sacralità di ciò che vanno a rappresentare per fini puramente materiali. Per me un pollice su convinto.
2) Il settimo giorno, di Fernando Nappo
Finale che si disvela forse in modo troppo blando, ma racconto riuscito che raggiunge il bersaglio. Lo definirei un divertissement intelligente in cui riesci a declinare il tema con arguzia. Non avendo molto altro da dire, assegno un pollice su. Complimenti.
3) Immagina, di Eleonora Rossetti
Avrei gradito una semina più organizzata tesa a disegnare meglio questo mondo futuristico e a darci più dettagli in grado di farci capire indirettamente più cose, ma già così il racconto è potente. Omogeneo al suo interno, ottieni ciò che ti eri prefissata riuscendo a lavorare bene sul tema assegnato. Pollice tendente all’alto per me soprattutto per l’energia che riesci a infondergli.
4) L’unico, l’onnipotente, di Mario Pacchiarotti
Vai in leggero testacoda proprio sul finale. In effetti, come fa notare Roberto, se lui già sa il numero di aspiranti, allora deve sapere anche chi e questo andrebbe a invalidare tutto il piano, a meno che non sia un mattacchione, ma a quel punto avresti dovuto mostrarlo anche secondo quell’aspetto. Detto questo, il racconto è davvero interessante e ben costruito intorno al tema dell’edizione. Un pollice tendente all’alto per me.
5) StarShot – Deus Ex Machina, di Adriano Muzzi
Il racconto è internamente coerente, non ci sono buchi evidenti anche se, alla fine, si esaurisce in una sorta di flusso di pensiero e non è che accada chissà cosa. Guadagna punti per un tema ben centrato, ma ne perde per una certa “semplicità” della linea narrativa, forse eccessiva. Riguardante la presunta “umanocentricità” dell’intelligenza aliena, per me è quasi naturale, visto che è si è sviluppata da delle fondamenta umane e pertanto, semmai, partendo da quelle tenderà, nel tempo, ad assumere caratteristiche proprie. Un pollice tendente all’alto per me, anche se non brillantissimo.
6) La ricompensa, di Hendioke
Parti troppo lento quando probabilmente avresti ottenuto un effetto più ficcante se avessi concentrato il tutto interamente sul confronto tra i due protagonisti. Il tema è troppo spiattellato e c’è una certa ingenuità di fondo, ma è innegabile che il risultato che ti eri posto come obiettivo è raggiunto e il racconto, pertanto, ha valore già solo per quello, anche perché non mancano raccordi e non ometti elementi fondamentali alla comprensione. Quindi pollice ni che punta verso l’alto e ti piazzo davanti ad altri testi con la stessa valutazione che però sono mancanti in snodi importanti.
7) Tre soli, di Maria Rosaria Del Ciello
Molto umani questi alieni colonizzati dagli umani, anche troppo. Del resto, forzi la cosa facendo definire uomini quelli della sua stessa specie al piccolo narratore, quindi viene da dire che in questo universo siano tutti diversamente uomini. Ci sarebbe da lavorarci e rendere il concetto centrale. Ma visto che è al centro della tua creazione, assumiamo che sia così. Alla fine rimane la storia di un uomo che entra nella vita di questo bambino, litiga e picchia la madre e se ne va: molto semplice. Però hai deciso di parlare di fantascienza, quindi bisogna concentrarsi sulla metafora che vuoi rendere: ovvero che qualunque colonizzazione, anche quella più pacifica, alla fine porti il colonizzante a mostrare il suo reale volto, quello dello sfruttatore. Bene, ammettendo che questa sia l’interpretazione, credo ci sia da lavorare sul come farci arrivare il lettore senza perderlo in una delle molte diramazioni che incontra strada facendo. Ci sono diversi punti da risolvere, a partire da quelli più logici dei tre soli che tramontano allo stesso tempo. Allo stato attuale un pollice ni tendente all’alto, ma lo stile c’è, l’idea mi piace. Semplicemente, al momento sembra poco controllato e male inglobato all’interno di una visione ampia e coerente. Lavora sul disegno generale e sboccerà.
8) Superman, di Flavia Imperi
Perché proprio ora? Ecco, manca il motivo perché proprio in quel momento Sara riesca a superare la sua problematica e ad andare oltre. Un bella prima parte tesa a creare atmosfera, anche se il tizio che sparisce rimane senza spiegazione perché se qualcuno cade si sente e l’unica risposta che ci si può logicamente dare è che sia caduto mentre il protagonista stava “liberandosi”. Una conclusione che mi ha lasciato decisamente insoddisfatto perché non ho capito il quid che dovrebbe arrivare al lettore… quel quid che dovrebbe sbloccare l’impasse nella testa di Sara. Bene per il sogno che cambia, ma perché? Che le è successo per farglielo cambiare? Altro problema: si percepisce che parli di arrampicata senza conoscerla (o almeno è quella l’idea che trasmetti al lettore). Un pollice ni, ma tendente al positivo grazie alle sensazioni che comunque riesci a trasmettere, ma le falle sono troppe…
9) Ettore, di Alberto Della Rossa
Credo che il racconto abbia bisogno di più caratteri per esprimere le sue notevoli potenzialità. Sono sincero, a una prima lettura non ho trovato il tema, ma la tua spiegazione mi ha convinto sulla sua presenza, anche se non così forte da permettere di individuarlo. Perché dico che servono più caratteri? Perché la seconda parte è troppo veloce e contrariamente ad altri non sono riuscito ad empatizzare con la situazione. Il problema sta nei raccordi: tra la morte di Ettore e l’arrivo dei gatti, tra la sua malattia e la loro presenza… Un racconto da pollice ni, ma tendente al positivo, sicuramente da non mollare.
10 Lo scudo di marte, di Simonetta
Un racconto dalle grandissime potenzialità che al momento manca un po’ il bersaglio a causa di un finale poco incisivo che non riesce a tirare le fila in modo adeguato. Il discorso legato ai falsi dei, tra l’altro, in questa forma attuale rimane come relegato in seconda fila, non è determinante del tutto proprio a causa del finale che non chiude. Detto questo, l’utilizzo dei mmorpg per categorie che la società tende a emarginare è un tema che mi ha sempre interessato e su cui lavoro da anni, quindi hai il mio più totale appoggio. Pollice ni allo stato attuale, il Laboratorio ti aspetta!

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