Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

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antico
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Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 aprile 2016, 2:24

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Questo è il gruppo NERO della ALL STARS EDITION con Augusto Chiarle, Aislinn, Marco Cardone, Luca Tarenzi e Lorenzo Marone nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo NERO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo ARENA.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo XII.

I primi QUATTRO racconti di questo raggruppamento avranno diritto alla pubblicazione immediata sul sito ed entreranno tra i finalisti che verranno valutati direttamente dalle guest star. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale.

Per la composizione dei gruppi abbiamo deciso di continuare con il criterio sperimentato già da qualche edizione andando, a giro, a disporre per primi tutti gli autori partecipanti in base ai punti Rank di Era e poi completando i raggruppamenti con i restanti autori in base all'orario di consegna.

E ora vediamo i racconti ammessi a NERO:

Oh my Darwin, di Marco Roncaccia, ore 22.26, 2956 caratteri
Diversamente Dei, di Beppe Roncari, ore 00.58, 2994 caratteri
È proprio un nulla, di Andrea Partiti, ore 23.38, 2981 caratteri
Le ferie, di Diego Ducoli, ore 00.38, 2387 caratteri
Scarto di consonante, di Sara Tirabassi, ore 00.59, 2998 caratteri
Il divino Alameh, di Angela Catalini, ore 22.20, 2977 caratteri
La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda, ore 23.07, 2999 caratteri
Il dio delle chiavi, di Linda De Santi, ore 23.29, 2961 caratteri
Compagni di merenda, di Leonardo Marconi, ore 01.00, 2976 caratteri
Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli, ore 01.16, 2832 caratteri MALUS 5 PUNTI

Avete tempo fino alle 23.59 di venerdì 29 aprile per commentare i racconti del gruppo ARENA. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete UNDICI giorni per commentare e classificare i DIECI racconti del GRUPPO ARENA e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTINOVE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, UNDICI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti.
– 6 punti malus per chi commenta la metà dei racconti + 1
– 13 punti malus per chi non commenta i racconti o arriva a commentarne meno della metà + 1
Cominciate a utilizzare il contatore del forum per calcolare i caratteri. Selezionate l'area desiderata e fate calcolare.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel GRUPPO ARENA.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ALL STARS EDITION A TUTTI!













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Jacopo Berti
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 19 aprile 2016, 22:34

Ecco i miei commenti e la mia classifica. Dal mio punto di vista è stata un'edizione migliore rispetto alle precedenti: complimenti a tutti e a tutte!

Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
Piacere di leggerti, Marco!
L'idea è molto interessante, e parlare di geni (casualità, evoluzione) e memi, attira subito la mia attenzione. (Ho un blog che si chiama 'il meme egoista' con riferimento alla letteratura) La proposta di riferirsi a Dio come meme/elemento culturale tramandato invasivamente mi piace (e mi ricorda le stesse basi che mi hanno fatto venire in mente il mio racconto per questa edizione).
Lo stile funziona abbastanza, ma segnalo che le voci dei due personaggi le ho trovate molto simili e non mi è venuto naturale a una prima lettura attribuire le frasi alla 'divinità' giusta: leggerlo a due voci ovviamente risolverebbe il problema. Un altro aspetto che ho apprezzato di meno sono i giochi di parole iniziali: certo, alcuni li attribuisci al personaggio, ma questo non mi basta ad accettare il fatto che siano poco frizzanti, che non (mi) facciano sorridere.
Complessivamente un racconto buono, secondo me.

Diversamente Dei, di Beppe Roncari
Ciao Beppe, piacere di leggerti!
Il racconto ha un ottimo inizio sia dal punto di vista della forma che del contenuto: si fa leggere bene e tutto d'un fiato e non presenta quasi nessuna asprezza, anzi, ci sono delle buone trovate. Il finale però è un po' sottotono: sarebbe stato più appropriato 10 anni fa, oggi il discorso veline/calciatori mi pare già stanco e trito.
Una prova complessivamente discreta, secondo me.

È proprio un nulla, di Andrea Partiti
Ciao Andrea, piacere di leggerti!
Bravissimo! Hai scritto un inno alla creatività dello scrittore, convincente tanto sul piano narrativo quanto su quello metanarrativo. Postmodernismo a tutta forza! si direbbe che hai letto o ripreso, di recente, per il Camaleonte, il 'Viaggiatore' di Calvino ;) L'autore che evoca, il lettore completa, il personaggio che finisce nell'abisso, come il 'siamo solo ombre' Shakespeariano. E il tuo Dio non è onnipotente perché mutilato nel tempo e nello spazio di questo contest, e alla fine della permanenza nel tuo piccolo mondo possibile, l'orrore del mondo. L'infermiera che sta per portarmi per pranzo una minestra che dovrò mangiare fredda...
Dal punto di vista dello stile, avresti potuto fare di più credo, ma la valutazione complessiva è molto buona!

Le ferie, di Diego Ducoli
Ciao Diego, piacere di leggerti!
Ho apprezzato molto il tuo racconto: suscita curiosità per il contenuto e per certi aspetti dello stile. Mi sono sorpreso ad apprezzare, ad esempio, la testa che sbuca come quella di un pupazzo in scatola.
Il riferimento a Chtulhu - peccato però che tu l'abbia scritto male - ha quel tanto d'ironia che non si sa se prendere sul serio il protagonista: si considera davvero un cultista del Dormiente o è un furbetto che sfrutta la politically correctness dei diritti delle minoranze per andare a fare un viaggetto?
Mi apsettavo un finale più incisivo, ma complessivamente è un racconto a mio avviso più che buono!

Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
È sempre un piacere leggerti, Sara.
Sono sempre colpito dal tuo stile impeccabile e dalle tue tematiche, con riferimenti che di solito riesco a cogliere. Il demonietto Titivillus è tra questi: è uno degli aneddoti che vengono citati all'inizio dei corsi di filologia romanza :P Il racconto mi ha divertito, ma non so se ne ho capito tutto il meccanismo. Leggo del refuso causato dal diavoletto tra pesche e pesce, noto che alla fine il monaco è diventato papa Innocenzo e che in quanto papa porta l'anello piscatorio. Il legame è solo simbolico o c'è uno 'scarto di consonante' relativo al suo diventare papa? Anche del tema sui falsi dèi ho trovato poco riscontro, e ancora non so se ci sia qualcosa che mi sono perso o se in effetti tutto ciò che ci hai messo è lo scambio di battute alla fine, un po' slegato dal resto.
Racconto buono complessivamente.

Il divino Alameh, di Angela Catalini
Ciao Angela, piacere di rileggerti!
Ci avrei scommesso che con questo tema avresti tirato fuori un personaggio comico realistico di questo tipo ;)
Il racconto si legge volentieri, ma non lo trovo né abbastanza ironico per sorriderne (ricordo il 'miracolo' di qualche edizione fa), né toccante come il tuo precedente (la mafia, il cane). Mancano anche quelle tue descrizioni di 'cultura materiale' che danno spessore alla tua prosa. C'è invece dell''infodump' marcato. Insomma stavolta, una prova che mi lascia poco e non mi convince.

La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
Ciao Manuel, piacere di leggerti!
Beh, 'piacere' è una parola grossa: questa tua evangelizzazione, questo tuo sermone chimico è un pugno allo stomaco. Funziona abbastanza bene, ma in certi punti lo trovo ripetitivo, e questo fa trasparire la scrittura, il che rovina un po' la sensazione di flusso continuo e invasamento. Secondo me: una buona idea, una realizzazione discreta.

Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
Piacere di leggerti, Linda!
Computer/Dio: la fantascienza vive di citazioni e qui si colgono 'l'Ultima domanda' di Asimov e 'La risposta' di Brown. Ma nel tuo lavoro non c'è affatto dell'epico, e questo, da un lato, è una buona idea, originale; dall'altro questo connubio di quotidiano e didascalico stona un po', perché come linguaggio e stile non riesci ad accedere a quel genere raro e bellissimo che è la 'favola fantascientifica' alla Lem (Cyberiade, Fiabe per robot). Quando dico 'didascalico' parlo delle considerazioni sugli esseri umani che metti in focalizzazione sul 'dio delle chiavi': non sono né abbastanza leggere né abbastanza fuori dal tempo per evitare del tutto l'effetto 'predica'. Spero di essermi spiegato.
Per il resto, l'ho apprezzato e complessivamente è un racconto buono secondo me.

Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
Ciao Leonardo, benvenuto! (o ben tornato, magari torni dopo lungo tempo, non so)
Un racconto abbastanza godibile e potenzialmente buono, ma con diversi difetti o imprecisioni. Lo stile, anche quando cerchi di renderlo colloquiale, tradisce l''infodump': ovvero, quei 'guardalo quello' 'e quello lì, invece...' non sono strumenti sufficienti, secondo me, ad evitare che il lettore riconosca in quello scambio di battute, il narratore che vuole dare informazioni sul mondo da lui progettato. Meglio sarebbe, a questo punto, un narratore esterno.
In secondo luogo, mancano i paragrafi, ovvero gli 'a capo'. La 'massa di testo' non è una buona scelta, secondo me, salvo che per lo stile 'flusso di coscienza'.
La ripetizione di 'nucleo' quasi in incipit, dà più fastidio di quanto si possa credere.
Infine, il tema: i tuoi dei mi sembrano pacchiani, faciloni, compagni di merende appunto (buon titolo, comunque!) ma non li vedo 'falsi'.
Complessivamente, direi che è una prova solo in parte riuscita (se sei nuovo: non prendere il commento sul personale eh!)

Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
Benvenuta, Francesca, piacere di leggerti!
Di quel che hai scritto apprezzo molto la forma e lo stile. I pensieri in corsivo svolgono un'ottima funzione di 'a parte', mantenendo una buona alternanza col dialogo e la narrazione vera e propria. Il contenuto non manca, ovvero il quadro è bello, ma non c'è un 'racconto' vero e proprio; è un 'tranche de vie' sì, i racconti possono esserlo, ma i limiti sembrano fatti con l'accetta. Ad esempio, alla fine, non si giunge a molto.
Complessivamente la reputo una prova discreta.

1) È proprio un nulla, di Andrea Partiti
2) Le ferie, di Diego Ducoli
3) Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
4) Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
5) Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
6) Diversamente Dei, di Beppe Roncari
7) La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
8) Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
9) Il divino Alameh, di Angela Catalini
10) Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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eleonora.rossetti
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » venerdì 22 aprile 2016, 10:36

Tocca a me stilare la classifica, e come sempre, è difficile. Ma tocca!

1) La parabola dei derelitti
2) E' proprio un nulla
3) Diversamente Dei
4) Oh my Darwin
5) Il dio delle chiavi
6) Afrodite, XXI secolo a.C
7) Scarto di consonante
8) Il divino Alameh
9) Le ferie
10) Compagni di merenda

Commenti in ordine sparso:


Scarto di consonante
Ciao Sara,
sono un poco combattuta. Da un lato il racconto è scritto bene, molto bene, il dialogo tra Villi e il demonietto fila che è un piacere, e la scena è ben rappresentata. Dall'altro, la seconda parte - che intuisco sia nel futuro e l'amanuense sia diventato papa Innocenzo - non l'ho compresa appieno. Mi spiego: alla fine il demonietto cancella Innocenzo, ma perché? Mi sfugge questo dettaglio (magari per mancata arguzia mia, ci mancherebbe). Sull'aderenza al tema, c'è, o almeno, io l'ho inteso sul fatto che Innocenzo dubiti dell'esistenza di Dio quando è il demonio che lo "cancella" e non lui.
In sostanza: prova buona seppur con qualche piccolo angolo buio. Alla prossima!

Il dio delle chiavi
Ciao Linda,
sarà una congiunzione astrale ma è la terza volta che posto il commento.. e non lo vedo postato! Non so che diavolo è successo XD me ne sono accorta quando stavo stilando la classifica.
Il racconto fila bene, con questo motore di ricerca che prende coscienza di sé e si crede (erroneamente) un Dio che, cercando di porre limite all'assurdità della conoscenza umana - chiavi di ricerca sempre più assurde - l'alimenta involontariamente.
Sarà per deformazione professionale, ma già dalle prime righe avevo intuito di cosa parlassi quindi non ho avuto un enorme "effetto sorpresa" sull'identità del Dio.
Se proprio devo trovare una pecca, è quando attribuisci sentimenti umani, come tristezza e spossatezza. Ho sempre inteso la coscienza come la summa di tutta l'esperienza, quindi, se le chiavi cercate son sempre quelle, o sfociano sempre più nel ridicolo (per noi lettori) non dovrebbe essere triste del fatto che continuino a chiederle. E' una sorta di "invasione dell'umano giudizio", se così posso esprimermi. Avrei forse dato una piega (meno prevedibile forse) più umoristica del tipo che più chiedono e più cose assurde il Dio avrebbe tirato fuori, o avrebbe fatto associazioni bizzarre tra un tema e l'altro (quante volte cerchiamo un'immagine di un preciso concetto, ma digitando il termine ci appare tutt'altro?). E' solo un suggerimento, dimmi ovviamente che ne pensi!
Alla prossima!

Oh my Darwin
Ciao Marco!
Mi metti sempre in difficoltà tra lo stile del racconto e la resa del tema XD
Mi spiego: lo stile è il tuo, tagliente, con un battibecco che ha dei bei botta e risposta - l'interpretazione dei buchi neri è forte :) - e in cui non ho avuto particolari problemi a distinguere la voce narrante. Forse un poco forzatina la dissertazione sul meme, ma nel complesso il racconto si legge bene, e colpisce.
Dall'altro canto è il tema, appunto. Non che non ci sia, ma ho avuto difficoltà ad afferrarlo - dato che è condensato nel finale - e dopo un'ulteriore rilettura che mi si è impastoiata con qualche particolare che spargi nella storia. Mentre leggevo mi immaginavo questi due Oh My nel "settore demiurghi" e quindi avevo inteso che i due fossero "paritari" come entità. Mentre invece nel finale mi rimischi le carte dicendo che Oh My God in realtà è soltanto un prodotto della cultura umana e non un Dio autentico, almeno così l'ho interpretato (correggimi se sbaglio!).
Ribadisco, funziona, forse è stato proprio il dettaglio del "settore demiurghi" che mi ha confuso.
Buon contest!

Diversamente Dei
Ciao Beppe!
I tuoi racconti sono sempre uno spasso e il tuo stile si sposa perfettamente con il tono che dai alla storia :)
Il tema è centrato in pieno, su questo niente da dire. E anche il buon Zeus non ce la racconta giusta, altro che Bisogni Divini Speciali, visto come s'intrallazza con le dive del cinema XD o mi sbaglio?
Unico appunto (altrimenti l'Antico mi bastona): la frase di Zeus - che tu spieghi come la consapevolezza che gli Dei esistono in base ai bisogni degli uomini - può essere corretta, ma in tal caso avrei fatto qualche dettaglio, del tipo che tutti gli altri Dei menzionati dovrebbero avere i poteri che gli uomini gli danno. Es. Chtulhu avrei che so, accennato che quando è arrivato ha fatto un casino e si è fregato la piscina, o cose così, mentre invece li rendi un poco "passivi" rispetto ai padroni di casa. Capisco comunque che forse è una sfumatura che nel poco tempo a disposizione può essere stata trascurata ;)
Buona prova comunque!

E' proprio un nulla
Ciao Andrea,
dialogo botta e risposta come nel tuo stile, ormai ti riconoscerei ovunque ;)
Racconto molto azzeccato sullo scrittore che è Dio e come tale crea ogni cosa, è che è un Dio "vero" solo per i personaggi delle proprie storie (avevo usato lo stesso concetto per un altro racconto di un'altra edizione). In effetti ho storto un poco il naso quando dici "posso solo aggiungere alla scena" perché in questo caso stiamo parlando proprio di scrittura come "atto fisico e concatenazione di frasi e descrizioni" (mentre invece io se dovessi intendere un Dio-scrittore, penserei al fatto che, se reputa qualcosa di inutile o stonata nella sua storia, seleziona e usa il tasto Canc XD ) ma è veramente un dettaglio infinitesimale.
Concordo con Sissi, anche io avrei tagliato l'ultima frase, lasciando al lettore la possibilità di completare il tutto (come nella storia già spieghi).
A rileggerci!

Le ferie
Ciao Diego,
sono un po' indecisa, lo ammetto. Da un lato l'idea che l'impiegato usi una scusa come quella dell'adorazione di Chtulhu per spillare le ferie al capo non è male. E' il finale che mi guasta un po' tutto. Il culto di Chtulhu è certo nell'immaginario collettivo ma non una religione ufficialmente riconosciuta, quindi che senso ha tirare in ballo il ricatto sul rispetto delle minoranze religiose? Se avessi detto una cosa al mio capo, a prescindere da quanto sia comprensivo o meno, nella migliore delle ipotesi mi avrebbe riso in faccia, nella peggiore cacciato via a pedate dall'ufficio se non dall'azienda.
Se lo interpretiamo come una vera religione, tuttavia, la "falsità" del dio crolla.
Una prova discreta, perché non ho trovato intoppi di stile, che scorre fluido nella sua semplicità; troppo debole, a mio avviso, il finale.
Alla prossima!

Il divino Alameh
Ciao Angela!
Il racconto centra il tema, con questo Santone che viene venerato come un dio solo grazie agli allucinogeni che spaccia, ma che invece è fragile - se non peggio - come tutti gli umani.
Trovo però meno efficace la resa della tua idea. Anzitutto avrei sacrificato la descrizione della giornalista o che la conversazione sarebbe stata registrata a favore di qualche aneddoto sul Santone che, tra l'altro, viene rivelato in un infodump iniziale e mi guasta quindi tutto il resto. Sarebbe stato più efficace, secondo me, far sì che ogni dettaglio fosse trasparito durante il dialogo. Del tipo, che mentre lui diceva qualche dettaglio (ovviamente fasullo) sull'aver "resuscitato" un Dio, pensava a come realmente erano andate le cose e che le droghe, in quel caso, non l'avrebbero aiutato ad affrontare l'intervento. Avrei fatto scorrere l'intervista e i ricordi (o le considerazioni) su due binari paralleli. Non so se mi sono spiegata, riassumendo avrei preferito meno "stacco" tra l'intervista (che ha poco spazio, alla fin fine della storia) e i fatti visti dalla voce narrante.
Se non dovessi qualificarti (ti auguro di farlo, ovviamente!) prova a rivederlo nel Lab sotto questa chiave, perché l'idea (specie la scena di lui che se la fa sotto per l'intervento, accompagnato dalla mamma è magnifica) non era affatto male.
A rileggerci!

La parabola dei derelitti
Ciao Manuel,
questo è stato l'unico racconto che ho sbirciato la sera stessa del contest, dopo aver postato il mio, e mi è rimasto impresso da allora.
Bello. Non riesco davvero ad esprimermi diversamente. In questa omelia rivolta al tossicodipendente, per il quale non conta nient'altro che la droga, vedo ogni scena, che trasuda la disperazione e l'illusione che tramite l'eroina (credo sia quella che si inietti) possa davvero raggiungere il Paradiso, per poi ripiombare nello squallore della realtà.
Hai espresso perfettamente lo straniamento, e l'ineluttabilità della situazione di chi è entrato in un tunnel che, spesso e purtroppo, non ha uscita se non nella morte.
Non trovo nulla da appuntarti, personalmente finora è il migliore racconto che ho letto.
Bravo!

Compagni di merenda
Ciao Leonardo,
... argh! Mi mettono sempre in difficoltà i wall of text, anche perché i nomi dei tuoi protagonisti sono accennati solo nei dialoghi - che in questa maniera appaiono un poco artificiosi, mentre invece avrei intercalato qualche frase che descriva le conversazioni.
Il titolo è azzeccato, trovo però meno l'aderenza al tema. Da come li descrivi, questi Dei sono del tutto autentici. Dove sono i falsi?
Nota positiva è comunque l'originalità dell'idea: me lo sono immaginato proprio questo "bar divino della domenica" dove gli Dei si riuniscono prima di dare vita a una nuova era dell'uomo.
Buon contest!

Afrodite, XXI secolo d.C.
Ciao Francesca,
il tuo falso Dio (o Dea in questo caso) è l'idolo che Benny venera e invidia come modello di vita, vero per lei e falso per la protagonista. Quindi tema centrato in pieno.
La resa è buona, personalmente non avrei usato il corsivo se non in parti che mostrano pensieri autentici. Es. l'avrei levato in "Avete presente quando vi parlano di qualcosa di poco piacevole..." eccetera. Essendo il racconto narrato in prima persona, avrebbe funzionato lo stesso e in questo caso stai descrivendo e non pensando effettivamente.
Occhio ai punti alla fine del dialogo, che non ci vogliono quando si continua la frase (es. "Belli quelli.", disse Benny ). Ma qui sto davvero facendo il pelo nell'uovo.
Piccolo dubbio: ne parli come fosse un'amica (è in camera sua) ma dici che sua mamma non la conosce, par strano. O no?
Nel complesso una prova riuscita, anche se avrei reso un finale un poco più incisivo della protagonista che semplicemente fugge in bagno, il che a mio parere non dà una "chiusa" efficace. Un suggerimento sarebbe stato una battuta della protagonista che mette a tacere l'oca facendole vedere quanto è oca, appunto. Ma è solo un suggerimento.
Buon contest!
Uccidi scrivendo.

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Sissi Kardec
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 22 aprile 2016, 12:27

Classifica:

1) La parabola dei derelitti
2) OH MY DARWIN
3) Afrodite, XXI secolo a.C
4) E' proprio un nulla
5) Il divino Alameh
6) Le ferie
7) Diversamente dei
8) Scarto di consonante
9) Il dio delle chiavi
10) Compagni di merenda


Commenti in ordine di classifica:

1) La parabola dei derelitti
A me questo racconto piace in maniera particolare, perché oltre ad apprezzare l'idea di interpretazione del tema, apprezzo davvero molto lo stile con cui è stato svolto. C'è qualcosa di lento, maestosamente incombente, epico quasi, nel ritmo che riesci ad infondere.
Le ripetizioni stesse che ti sono state fatte notare, secondo me, accentuano invece in maniera funzionale la 'ritualità' dell'azione, il che è perfettamente in linea con la sacralità, per quanto falsa perchè cattiva ed illusoria, del processo di iniezione infuso dalla fonte di dipendenza al dipendente.
Complimenti, per me assolutamente al podio nel tuo gruppo. Bravissimo.

2) OH MY DARWIN
Ciao Marco,
complimenti, per me questo è uno scritto ottimo. Per quanto mi riguarda non ho avuto difficoltà a sentire queste due entità sospese nel nulla del settore demiurghi, lo stile è talmente diretto da sospendere sin da subito il dialogo in un 'nessun luogo' tipicamente 'divino'.
Ho apprezzato molto lo stile asciutto, l'idea chiara, il finale che chiude perfettamente il cerchio.
Ad essere onesta, l'ho letto subito la sera del contest ma molto tardi e forse ero troppo stanca; quando mi sono ritrovata a rileggerlo prima del giudizio, l'ho compreso perfettamente e l'ho apprezzato in maniera particolare (sono convinta che i racconti brevi, come i film, possano risentire molto del nostro stato d'animo o fisico quando vengono letti).
Se devo dirti cosa avrei fatto diversamente - ma proprio per andare sul sottile - si tratta proprio della punteggiatura dell'ultima frase. Avrei messo un punto prima del Tu, così, come una pausa comica teatrale che enfatizza la battuta finale. Ma sono sciocchezze.
Ancora bravo, senza dubbi nella top tre nel tuo gruppo.

3) Afrodite, XXI secolo a.C
Ciao Francesca,
ottima prova, per quanto mi riguarda assolutamente riuscita e, onestamente, tra le migliori del girone. La prima digressione in corsivo con i pensieri della protagonista mi ha subito fatto 'sentire' la storia e la scena.
Trovo perfettamente centrato il tema, molto ben distinti e definiti i caratteri delle due ragazze, creativo lo svolgimento e ben scritto.

4) E' proprio un nulla
Ciao Andrea,
niente tu hai uno stile che a me piace da matti, non posso farci nulla :) Trovo questo racconto molto creativo, ben strutturato, ben scritto e centrato sul tema indicato.Se proprio devo fare un appunto, avrei reso ancora più incisivo il finale, semplicemente togliendo l'ultima frase. In questo modo, quell'immaginazione del lettore che hai scatenato - la mia ha visto tutto ciò che doveva vedere - e che è il campo di forza del "dio" conserva il respiro di immaginare cosa stia vedendo. Invece la frase dello scrittore risulta quasi autoreferenziale, tende a forzare le cose...
In ogni caso complimenti ancora, ottimo scritto.

5) Il divino Alameh
Ciao Angela, ben ritrovata.
A me questo racconto è piaciuto davvero davvero molto; diretto, spassoso, scorrevole, di grande resa. Alcune descrizioni sono esilaranti, l'atmosfera grottesca è immediata e la digressione sulla scena dell'intervento è grandiosa.
Non vedo grandi difetti, posso solo indicarti che, secondo me, avresti potuto spendere anche meno caratteri sulla giornalista, tra macchina e modo di sedere, a favore di un aneddoto in più sul grande santone...In questo senso, volendo, il tema non è perfettamente centrato perchè non stiamo proprio parlando di un dio neanche per i suoi stessi 'seguaci'...ma in ogni caso il racconto ha molti pregi come detto. Brava, complimenti.

6) Le ferie
Ciao Diego,
complimenti, a me personalmente il tuo racconto è piaciuto molto.
Onestamente, l'unico difetto che ci trovo è l'attinenza al tema; se Chtulhu è davvero un dio per Rossi, allora non capisco bene di che falsi dei stiamo parlando. Se invece Rossi sta prendendo per il culo il capo - e a questo punto avresti potuto spingere di più sul finale, con un bel riferimento ai sacrifici umani richiesti dal dio ;) - allora avresti potuto farlo meglio intendere. A parte questo, il racconto come detto è scritto bene, godibile, con un buono stile, una buona scorrevolezza e una bella nitidezza di immagini.
Bravo.

7) Diversamente dei
Ciao Beppe,
questo racconto è uno spasso. Mi ha divertita davvero molto.
Sarò sincera a me la questione veline e calciatori non da noia (ok avresti potuto metterci blogger, modelle o giudici di talent show), anzi...è vero, soprattutto le veline non è che siano mai state considerate proprio delle dee, però hanno avuto i loro anni d'oro e Zeus, vecchio saggio, spiega alla figlia proprio che ogni tempo umano ha i suoi 'idoli', se non déi.
Ci sono altri aspetti, direi alcuni dettagli nei dialoghi, che piuttosto trovo più di disturbo, alcune precisazioni che trovo rallentino il ritmo della narrazione e quindi della visione della scena: per esempio quando parla Marylin, o quando Atena puntualizza di nuovo che il padre continua a spassarsela con le dive del cinema.
Per il resto, racconto ben scritto, tema assolutamente centrato.
Una prova più che buona secondo me!

8) Scarto di consonante
Ciao Sara,
ho letto con grande interesse questo racconto. Particolare, molto creativo, raffinato e sottile. Ben scritto, anche. Una buona prova secondo me, seppure anche io come Jacopo mi sia un po' bloccata sul meccanismo del furto della consonante acca. Per quanto riguarda il tema è indubbiamente rispettato, se devo fare un appunto forse lo lo trovo un po' troppo ermetico; per mio gusto preferisco storie immediatamente comprensibili a tutti i lettori, che non necessitino cioè di un particolare background del lettore per poterne avere la chiave di lettura. Opinione del tutto personale.
In ogni caso una prova davvero buona, hai uno stie invidiabile ;)

9) Il dio delle chiavi
Ciao Linda, ben trovata :)
Il racconto è scritto bene, impostato bene, ha un buono stile ed è anche molto simpatico a tratti.
C'è qualcosa che però non mi convince pienamente; credo di non trovare particolarmente centrato il tema, nel senso che, in fondo, se gli uomini si affidano così tanto alla rete e dietro scopriamo esserci un'intelligenza superiore che fa sì di governarla a dovere, perché si tratterebbe di un falso dio? Per esempio, avrei trovato molto più adatto fargli fare un errore, fargli sbagliare macroscopicamente una chiave, così da affossare la sua autostima di divinità in qualche modo.
Ci sono, inoltre, alcuni passaggi che secondo me fanno zoppicare un po' il testo, come la frase sulla spossatezza del dio, forse di troppo e non tanto adatta ad una divinità, o anche la precisione numerica delle richieste.
L'idea mi piace, intesi, però lo svolgimento non mi convince molto.

10) Compagni di merenda
Ciao Leonardo,
memore di quello che hai spiegato, ho riletto il racconto una seconda volta riformattandolo su word per come tu lo avevi impostato, quindi mandando a capo tutti i dialoghi ed eliminando il 'flusso di parole" oltre che di coscienza...
Ti dirò, mi è cambiato di poco il giudizio, formattato a dovere è più godibile e simpatico, però faccio fatica anche io a vedere dei 'falsi'...Le loro proprietà sono definite dai credenti, del resto, quindi loro sono dei a prescindere, anzi tu facendoli dialogare tutti insieme mi confermi che esistono proprio tutti, invece che essere falsi. Capisco il tuo intento, di farne delle 'false' personalità, dedite solo a prendersi gioco gli uni degli altri e dell'uomo stesso che hanno creato, però la cosa non mi arriva. Sinceramente, in questo contesto capisco poco anche la figura del diavolo (stranamente unica quando le divinità sono un certo numero e quindi le loro contrapposizioni demoniache dovrebbero essere altrettante).
Per il resto, è scritto bene e anche ben visualizzabile. Mi piace anche che tu non abbia dato un 'luogo' alla scena, me li immagino sospesi nell'etere...
Riassumendo, direi che il racconto funziona abbastanza bene a sé stante, però non del tutto in questo contest.

Fernando Nappo
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » venerdì 22 aprile 2016, 14:42

1) La parabola dei derelitti - Manuel Piredda
Ciao Manuel,
tema centrato pienamente, direi. Interessante la scelta della seconda persona, di solito piuttosto difficile da maneggiare, ma che in questo caso trovo perfetta. Un racconto decisamente coraggioso, sia per il tema che per il tono, che potrebbe anche dar fastidio a qualcuno. Forse limabile in qualche punto, ma fra quelli letti finora lo trovo il più originale, quello che ha più probabilità di restarmi in mente sul lungo periodo.

2) Le ferie - Diego Ducoli
Ciao Diego,
racconto molto divertente, scritto con stile leggero e brioso. Credo anch'io che il Rossi stia sfruttando la situazione aziendale per farsi quattro mesi di ferie pagate (e d'altro canto se così non fosse il tema non sarebbe centrato). Un po' debole il finale, come ti ha già fatto notare chi mi ha preceduto, ma comunque un racconto godibile.

3) Diversamente dei - Beppe Roncari
Ciao Beppe,
racconto molto divertente, che centra il tema, visto che tutti gli dei di cui parli sarebbero falsi perché solo emanazioni degli umani pensieri, come spieghi in questo passaggio (forse un po' troppo ai limiti dell'infodump):
— Per dio, Pallade! Sei peggio di Era! Quante volte ti devo spiegare che noi dèi siamo un’espressione di quello che gli uomini e le donne pensano, credono e sperano?

Trovo anch'io che qualche passaggio si potrebbe limare, come quello relativo a Marylin che mi pare rallenti un po' il ritmo.
Il finale a base di veline e calciatori, invece, mi pare adeguato. Forse non così a sorpresa, ma molto godibile.

4) Scarto di consonante - Sara Tirabassi
Ciao Sara,
bello stile, complimenti. Il tuo racconto si legge molto bene, è scorrevole, ma, sicuramente per una mia mancanza, fatico a capire il meccanismo che sta dietro la sparizione della acca. È chiaro che nel libro che Villibaldo sta scrivendo la cesta di pesche diventa una cesta di pesci, però mi sfugge il legame con la fase seguente, con Villbaldo/Innocenzo. Anche l'aderenza al tema non mi sembra perfetta, ma forse sta nel dubbio di Innocenzo che si chiede se lui esiste davvero.

5) È proprio un nulla - Andrea Partiti
Ciao Andrea,
l'idea dello scrittore come dio del suo mondo mi pare adeguata al tema, pur non essendo una novità. Anche in molti corsi di scrittura - e diversi libri di scruittura creativa - se ne fa cenno.
Lo svolgimento basato solo sul dialogo è buono ed è sempre chiaro chi stia parlando. Concordo con Flavia sul passaggio da lei citato. Anch'io trovo strano che lo scrittore, in quanto padrone assoluto del mondo da luiinventato, non possa modificarlo. Se il motivo c'è, io non sono riuscito a trovarlo.
Racconto ben scritto, che però non mi soddisfa del tutto. Non escludo sia per la mia incapacità di ravvisare le citazioni e/o il sottotesto che invece altri hanno colto.

6) Oh my Darwin - Marco Roncaccia
Ciao Marco,
devo essere sincero: ho riletto più volte il tuo racconto senza riuscire a venirne a capo, e credo che non ci sarei mai riuscito senza la tua spiegazione. Ora mi è un po' più chiaro, e posso dire che il tema mi pare centrato. Trovo comunque che in alcuni punti sia piuttosto difficile seguire i personaggi e capire quale dei due stia parlando.
Anche il finale senza la spiegazione per me sarebbe rimasto piuttosto fumoso.
Bello il #GrossoBotto, mi piace il dialogo brioso, una tua specialità, ma questo particolare racconto non riesco ad apprezzarlo del tutto.

7) Afrodite, XXI secolo d.C. - Francesca Venturelli
Ciao Francesca,
del tuo racconto m'è piaciuta molto la caratterizzazione dell'amica facilona e che spesso fa affermazioni contraddittorie, e la struttura generale con un bell'alternarsi di racconto, pensiero e dialogo, il tutto ben leggibile e scorrevole. È vero che il racconto di per sé rappresenta solo uno spaccato di vita, ma centra il tema e a me sta bene anche così.

8) Il divino Alameh - Angela Catalini
Ciao Angela,
il tema mi pare centrato dato che il santone è visto dai seguaci come fosse un dio.
Il racconto è godibile, scorrevole e raggiunge il suo apice nella descrizione della fragilità del santone durante l'intervento. Peccato non vedere più di questo personaggio che, forse, è il più interessante fra quelli messi in campo. Un racconto discreto, che però, non mi soddisfa del tutto.

9) Il dio delle chiavi - Linda De Santi
Ciao Linda,
sarà per deformazione professionale, ma ho capito praticamente alle prime battute che stavi parlando della presa di coscienza di un motore di ricerca, risentito per la scarsa capacità degli umani di sfruttare le sue notevoli capacità. L'idea della macchina/robot/IA che prende coscienza di sé in fantascienza è stata più volte sfruttata, e questo indebolisce un po' l'idea di base del racconto.
Il tema mi pare centrato, io lettore so che Google non è un dio e non lo diventerebbe neppure se prendesse davvero coscienza di sé, ma proprio per questo trovo un po' strana la convinzione contraria del narratore, così certo di avere a che fare con una divinità da affermare:
Era un dio giovane (non aveva neanche vent’anni), eppure era già stanco.


10) Compagni di merenda - Leonardo Marconi
Ciao Leonardo,
oserei dire che hai preso il tema di petto, facendo una lunga elencazione di varie divinità. L'idea è potenzialmente buona, pur se non originalissima, ma proprio lo svolgimento fa pensare - a mio avviso, s'intende - più a un tentativo di rispettare forzatamente il tema che non al tentativo di costruire una storia. Tra l'altro, coma ti hanno già fatto notare, il racconto parla di dei reali, e lo sono a tal punto che si rendono contono della necessità - l'idea parte dal diavolo - di dover ricreare una nuova schiera di seguaci.

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maria rosaria
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » venerdì 22 aprile 2016, 20:04

Ciao a tutti.
Dico, innanzitutto, che i racconti di questo "girone" sono tutti molto belli. Qualcuno mi ha colpito di più, qualcuno di meno, ma in ogni caso faccio i complimenti a tutti, anche a quelli che, per necessità di classifica, sono in coda alla lista.
Di seguito riporto i commenti e alla fine la "classifica".

OH MY DARWIN
Racconto veramente godibile, intelligente e ben scritto. Mi sono divertita molto a leggere questo battibecco tra il My God e il My Darwin.
Non ho trovato faticosa la lettura dello scambio di battute tra i due. A mio avviso si capiva bene chi dicesse cosa.
Anche il finale l'ho trovato particolarmente originale, anche se confesso che a una prima lettura non mi è arrivato immediatamente.
Un limite che posso riscontrare nella storia è la poca visualizzazione dei personaggi e dell'ambientazione. Mi spiego meglio: il racconto alla fine mi ha lasciato più che altro il senso dei dialoghi senza lasciarmi nessuna immagine di ciò che accadeva. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Nel complesso un racconto buono e divertente.

DIVERSAMENTE DEI
L'Olimpo in subbuglio per l'arrivo di nuove divinità mi ha fatto sorridere.
La scrittura è pulita e lo stile simpatico. Non ho particolari appunti da fare: anche le Veline e i Calciatori secondo me ci stanno, se pur scontate come false divinità in arrivo.
Unico dubbio: tu fai dire a Zeus "O sveliamo a tutti la verità, cioè che non esistiamo né noi né loro", però scrivi anche "Atena gli porge lo scudo, Zeus ci passa sopra una mano e subito la superficie diventa lucida come uno specchio per mostrargli il futuro".
Allora mi sorge spontanea la domanda: che Zeus e Atena siano i "veri dei" e tutti gli altri quelli falsi? ;)

E’ PROPRIO UN NULLA
Complimenti! Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo.
Ho apprezzato molto l'idea, il modo in cui l'hai svolta e lo stile che hai usato.
Un'idea apparentemente semplice e lineare, quella dello scrittore come creatore che si sente un dio e perciò viene psicanalizzato. Fino a concludere che forse, chissà, magari era proprio un dio.
Bello, anche se la tematica non è particolarmente originale ma tu l'hai saputa sviluppare benissimo.
Proprio per voler trovare qualcosa da ridire (ma solo perchè in questa edizione mi sono imposta come compito quello di essere un po' più critica e severa nelle mie letture) è nella frase in cui scrivi:
— Osservi la parete dietro di me. Al centro c’è una porta e alla sua destra il poster di un convegno di psicologia clinica.
Be', io ho immaginato un letto d'ospedale con la testata appoggiata alla parete. Mi sarebbe suonato meglio se avessi scritto: "Osservi la parete di fronte. [...]". Ma è solo una sottigliezza e un mio gusto.
Complimenti ancora. Ottima storia.

LE FERIE
Ho trovato il tuo racconto estremamente simpatico e l'ironia che trasuda mi è piaciuta molto.
Si tratta evidentemente di dei falsi, utilizzati per estorcere quattro mesi di ferie (a proposito, voglio provarci anche io e vedere l'effetto che fa ;) ). Il tutto in un'ambientazione quasi "fantozziana" con una sorta di ribaltamento dei ruoli.
Mi è piaciuto, e anche se il finale è poco credibile secondo me chiude bene il cerchio di questo racconto ai limiti del surreale.

SCARTO DI CONSONANTE
Il racconto è scritto molto bene e la narrazione procede senza intoppi.
Ho dovuto però rileggere il racconto più volte innanzitutto per comprendere il legame tra le due parti. Nel brano finale mi sembra di capire che il diavoletto non si limiterà a rubare/cancellare una lettera ma cancellerà proprio Villi/Innocenzo. Però non capisco il perché...
Inoltre anche l'attinenza al tema non sono riuscita a trovarla.
C'è sicuramente qualcosa che mi sfugge per qualche mio limite di conoscenza degli argomenti che tratti.

IL DIVINO ALAMEH
Molto divertente il tuo racconto, soprattutto nella parte finale ma anche nel modo in cui descrivi e caratterizzi i personaggi.
Forse tutta la parte in cui descrivi la vita del Santone sarebbe stata più efficace se avessi utilizzato l'intervista (quindi i dialoghi) anziché la spiegazione.
Gli avverbi in -mente che ti ho evidenziato avresti potuto sostituirli con altre formule tipo "da un po'", "forse" e cose simili:
"Se non avessi superato abbondantemente i sessanta, probabilmente una frase del genere mi avrebbe galvanizzato non poco, ma nella mia carriera sono abituato ai complimenti e alle celebrazioni e ho maturato una corteccia troppo spessa per compiacermene.[...]
- So che è molto impegnato e non le ruberò tutto il pomeriggio - dice Amanda evidentemente"
Comunque un racconto simpatico.
Brava.

LA PARABOLA DEI DERELITTI
Il tuo racconto mi ha colpito molto. Parabola è senz'altro un titolo azzeccato per questa storia che ha il sapore di un omelia, per rimanere in linea con il tono che hai usato.
Mi è piaciuto la scelta di narrare in seconda persona, una scelta coraggiosa che a me piace molto.
L'aderenza al tema è a mio avviso rispettata al cento per cento.
Bravo.

IL DIO DELLE CHIAVI
La parte finale del tuo racconto mi ha strappato un sorriso. Quante volte la rete "va giù" e io mi sento persa? Succede e il tuo racconto offre un'interpretazione del tema molto interessante.
Devo ammettere che questo finale che ribalta una situazione fantastica in una di vita quotidiana non mi è sembrata particolarmente originale.
Il racconto è scritto comunque molto bene e merita un giudizio più che buono.

COMPAGNI DI MERENDA
L'idea di un nutrito gruppetto di dèi che chiacchierano tra loro sulla fine dell'umanità e che si criticano a vicenda è molto carina e originale.
Certo, come ti hanno già fatto notare, la formattazione dei dialoghi non aiuta molto la lettura.
Non è male neanche il finale in cui il diavolo, stuzzicato a dovere, chiede di creare un nuovo Sole per ricominciare a giocare.
Quello che mi lascia perplessa è: perché queste divinità sono fasulle? Non trovo, cioè, nella vicenda l'elemento che mi fa capire come tutti quelli citati siano "falsi dei".
Alla prossima.

AFRODITE XXI SECOLO D.C.
La tua Benny è un personaggio molto ben caratterizzato. La classica oca che dice tutto e il contrario di tutto, che fa di tutto per piacere ma poi si lamenta che nessuno la guarda, insomma una mezza cretinetta.
Me la sono immaginata quasi davanti mentre faceva la bolla con la gomma da masticare e si arrotolava i capelli con le dita. Forte.
Quello che è meno chiaro è la voce narrante. Mi sono chiesta chi è, perché si trova in quel momento a parlare con Benny, allora ho pensato a una convivente, una che divide l'abitazione con questa Benny. Però non mi ha soddisfatto del tutto. Potresti lavorare di più su questo personaggio, le motivazioni di questo dialogo tra loro e ne verrebbe una storiella divertente con un suo significato.
Per quanto riguarda il tema, invece, non ho riscontrato una grande attinenza. L'ho cercato nel fatto che Afrodite è il nome di una blogger e sono loro le "divinità" per alcune persone nella nostra società: se è così mi piace l'idea ma lasciarla appena accennata alla fine del racconto non mi convince molto.
Comunque, brava. Alla prossima.

Classifica:
1) E’ PROPRIO UN NULLA
2) LA PARABOLA DEI DERELITTI
3) LE FERIE
4) IL DIO DELLE CHIAVI
5) DIVERSAMENTE DEI
6) OH MY DARWIN
7) IL DIVINO ALAMEH
8) SCARTO DI CONSONANTE
9) COMPAGNI DI MERENDA
10) AFRODITE XXI SECOLO D.C.
Maria Rosaria

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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » domenica 24 aprile 2016, 18:34

Ciao a tutti,

come al solito grandi difficoltà: tutti i racconti sono di altissima qualità, la stesura della classifica
diventa quasi un esercizio randomico...

Comunque, la mia classifica è:

1. È proprio un nulla, di Andrea Partiti
2. Le ferie, di Diego Ducoli
3. Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
4. Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
5. La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda,
6. Il divino Alameh, di Angela Catalini,
7. Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
8. Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
9. Diversamente Dei, di Beppe Roncari,
10. Oh my Darwin, di Marco Roncaccia,

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Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
Ciao Marco,
ben trovato. Tema centrato, anche se forse ci sono più Dei veri che falsi :-)))
Il racconto è scritto bene, corre fluido, ma forse non è all'altezza di tuoi altri lavori. Il dialogo ogni tanto diventa difficoltoso da seguire, non tutte le battute sono riuscitissime. Avrei evitato l'infodump sui meme per sfruttare di più i caratteri per il finale.
Comunque nel complesso prova discreta.

Ciao
Adriano

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Diversamente Dei, di Beppe Roncari
Ciao Beppe,
tema centrato, oggi di falsi dei ne abbiamo a bizzeffe!
Il tuo racconto è spiritoso e fa sorridere in molti punti (“Divino”! bellissimo), il ritmo è buono e non mi pare ci siano imprecisioni da segnalarti.
Tuttavia anche io ho trovato il finale un po’ sottotono, fuori luogo, e sinceramente non ho capito da dove si evinca la “retrodatazione” a dieci anni fa; forse dovevi farlo capire elencando qualche nome di giocatore famoso di quel periodo.
Ciao
A presto
Adriano
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È proprio un nulla, di Andrea Partiti
Ciao Andrea,
tema centrato.
L’incipit mi ha ricordato la parte iniziale di Matrix, quando Neo viene interrogato dagli agenti che gli fanno sparire la bocca. La parte successiva dove il matto / scrittore crea architetture di contorno forse è anche un po’ “Inception” )
Il dialogo scorre bene ed è il giusto ironico.
Come ti hanno fatto già notare ci sono delle incongruenze logiche, ma un racconto così breve, e comunque di genere ironico, ci possono stare.
Complimenti, ottima prova!
Ciao
Adriano
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Le ferie, di Diego Ducoli
Ciao Diego,
non so se il tema sia centrato, ma diciamo di sì.
Il tuo racconto ha un ritmo fluido e fa sorridere in parecchi punti. CI sono alcune imperfezioni di punteggiatura nei dialoghi che comunque non pregiudicano il risultato finale.
Il problema (l’unico secondo me) del tuo racconto è la cedibilità di quanto succede nel finale: suona stonata la reazione del capo, che come minimo avrebbe dovuto minacciarlo con una lettera di richiamo. Non so, l’avrei fatto finire diversamente, magari con il licenziamento, comunque l’ultima frase pronunciata dal protagonista sarebbe andata bene: “Non ne dubiti, e che Chtulu possa illuminarla.”
Ciao
Adriano

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Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
Ciao Sara,
tema centrato? Boh, non l’ho capito, ma sicuramente è un mio problema.
L’incipit è potente, molto brava a usare un lessico molto particolare. Grande stile, complimenti!
Tuttavia l’ho dovuto rileggere più volte per cercare di capire il legame tra la prima e la seconda parte. E ancora non mi è proprio chiarissimo…
Una nota: nei dialoghi non userei la parantesi: – Potresti, ascoltare (così... per caso, se capitasse) che si dice in confessionale il sabato pomeriggio.
Fa rileggere e rompe il ritmo.

Ciao
Adriano
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Il divino Alameh, di Angela Catalini
Ciao Angela,
ben ritrovata! Tema centrato, purtroppo di questi “falsi dei” ne abbiamo anche troppi in giro...
Il tuo racconto è scritto bene, ritmo buono, si fa leggere. La parte iniziale mi ha ricordato la vicenda di Vanna Marchi e il tizio brasiliano (e tutti i loro imbrogli!).
A parte le cose che ti hanno fatto già notare io ti darò un giudizio più di “pancia”:
hai scritto una storia simpatica che però non ha picchi di ironia o di drammacità, si fa leggere, come ti dicevo, ma non entusiasma. E’ come se mancasse qualcosa per renderla più “appetibile”.
A presto
Ciao
Adriano
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La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda,
Ciao Manuel,
tema centrato, tossicamente ))
La prima parte è notevole: scritta bene in seconda persona, gran ritmo, forte quanto basta per colpire e incollare al video. Bravo, complimenti!
La seconda parte invece diventa un po’ più scontata e ripetitiva; se ne avrai tempo, cerca di lavorarci per rendere tutto perfetto.
Il tema è difficile, non originale, ma trattato in modo originale grazie al tuo stile.
Ciao
Adriano
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Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
Ciao Linda,
tema centrato, o forse no: Google ormai è diventato il nostro oracolo, e forse anche un dio )
IL tuo racconto è scritto bene, il ritmo è fluido. Come ti hanno già detto non è originale ma l’importante che lo sia la sua declinazione. C’è un evidente “gap” di tono tra la prima parte e l’ultima, ma in racconti così corti in cui si è costretti a tagliare ci sta.
Buona prova la tua, brava.
Ciao
Adriano

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Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
Ciao Leonardo,
tema centrato, non sembrano dei credibili quelli da te narrati ;-)))
Occhio alle ripetizioni: “…La contrazione del nucleo per via del nuovo stato e il successivo riscaldamento del nucleo avevano portato ad un’espansione dei gas…”
nucleo-nucleo, suona malino.
E poi: “…Ma la natura stava da molto tempo facendo il suo decorso!...” Non era la natura fa il suo corso? Boh, forse mi confondo io.
In effetti, come fatto già notare, la formattazione dei dialoghi è un disastro peggiore della distruzione della Terra! ))
A parte tutto ciò, il racconto è scritto bene ed è piuttosto originale.
Bravo
Ciao
Adriano
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Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli,
Ciao Francesca,
tema centrato, qui e altrove Afrodite è una falsa dea.
A parte qualche sbavatura, e qualche refuso (ad es: “…Pronto? Hai appena detto che nessuno di guarderebbe e che hai una scarsa autostima…” c’è un DI al posto di TI, il tuo racconto è simpatico, mi ha fatto sorridere, i dialoghi scorrono bene e la parte in corsivo dei pensieri della protagonista non mi dispiacciono.
Complimenti, bella prova.
Ciao
Adriano

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jimjams
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » lunedì 25 aprile 2016, 1:47

In ritardo ma non troppo tardi, ecco i miei commenti e la classifica.
I primi cinque/sei erano davvero tutti lì, anche se non ho avuto dubbi sul primo.
Ma insomma eccola qui:

1) È proprio un nulla, di Andrea Partiti
Purtroppo devo scrivere un certo numero di caratteri per commentare il racconto, altrimenti mi sarebbe bastato dire la parola fantastico.
L'idea è davvero simpatica e anche se magari altri mille autori potrebbero aver usato qualcosa del genere (ma su due piedi non me ne viene in mente un esempio), rimane il fatto che l'hai sviluppata benissimo. Ho sbirciato qui sopra (di solito evito di leggere i commenti altrui prima di esprimere il mio, ma questo ultimo lo vedo mentre scrivo) e noto come il mondo sia bello per la varietà delle chiavi di lettura che ogni persona che legge assegna al testo. Nel mio caso la frase ""posso solo aggiungere alla scena"", è stata quella che mi ha conquistato. Perché l'autore è un Dio quando scrive, ma l'inchiostro versato è versato e la scena è data, una volta descritta, tuttavia ogni cosa non detta, non descritta, non ancora accaduta, è ancora totalmente alla mercé dell'autore, del Dio di questo racconto. In ogni caso, per me questo racconto è particolarmente ben riuscito. Vedremo più avanti se ce ne sono di questo livello.

2) Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
Lo stile del racconto è perfetto e così l'equilibrio della storia. Anche l'idea del demone che induce in tentazione lo scrivano e poi lo porta a diventare Papa è interessante.
Ci sono alcune cose però che non ho afferrato o non sono ben bilanciate. La prima è la domanda di Villi: ""Lui esiste?"". Nella mia mente di ateo Diavolo e Dio sono sullo stesso piano, se non esiste Dio, tanto meno esiste il Diavolo. L'altra è la citazione biblica. Credo sia da associare alle ricchezze che il povero Villi ha finito per adorare al posto del suo Dio e quindi al suo prossimo destino. Leggendo il racconto però rimane l'impressione di non aver colto qualche messaggio di secondo livello. Credo che non ce ne siano, come ho detto, se non quello sul vitello d'oro che ho citato, ma forse hai abituato troppo chi ti legge a cercare livelli sottostanti al principale :-)

3) La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
Bella prova. Apprezzo l'uso della seconda persona, un particolare originale ma non forzato, in questo caso.
Una storia senza storia, una melanconica, ironica nenia alla morte. Difficile dire a chi sia rivolto, ma leggerlo mi ha fatto un certo effetto.
Anni fa nella stazione della metro vicino casa mia c'era una scritta: ""La droga uccide lentamente"". Con un'altra vernice qualcuno aveva aggiunto: ""Sti cazzi, mica c'ho fretta"".
Ecco, questo racconto ha la stessa ironia nera di quella risposta. Non fa ridere l'una e non fa ridere l'altro, ma sono entrambi in qualche modo veri.
Così come drogarsi è in qualche modo un'andare incontro alla morte in maniera spesso consapevole, almeno inconsciamente, così la droga diventa una sorta di divinità, misericordiosa se vogliamo, in quel suo modo crudele. Bene insomma, racconto originale che funziona e colpisce.

4) Il divino Alameh, di Angela Catalini
Devo dire che non avevo capito dove stavi mirando e alla fine sono rimasto piacevolmente sorpreso e divertito.
Qualche cosa nello stile non mi convince del tutto, magari potevi dedicare meno spazio alla descrizione della giornalista, poco utile tutto sommato ai fini del racconto, e mettere almeno una domanda PRIMA della sorpresa che aumentasse ancora di più il contrasto tra le aspettative della giornalista, l'immagine pubblica del santone e la triste normalità di un uomo malato. Che so, magari la giornalista che introduceva la storia del santone a beneficio della telecamera (o del registratore).
Comunque racconto divertente e ben congegnato.

5) Le ferie, di Diego Ducoli
Idea molto simpatica e che, devo ammetterlo, mi è saltato tante volte in testa di applicare in varie situazioni, ogni volta che sono stato costretto a rispettare qualche procedura o rito religioso cui non mi sentivo di appartenere. Anche lo svolgimento non è male e strappa un sorriso lasciandoci con il dubbio se si tratti di un vero credente o un furbacchione (ma penso che tutti propendiamo per la seconda). Il finale in questo caso non fa botti, è la naturale conclusione dell'episodio. Insomma non mal tutto, ma è difficile conquistare la cima.

6) Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
Racconto gradevole e ironico quanto basta, anche se mi era chiaro subito dove andassimo a parare, forse perché su certe cose la penso, temo, come l'autore.
Diciamo che di questo racconto non posso dir male, perché arei potuto benissimo averlo scritto io. Qualcosa del genere comunque. Alcune battute mi hanno acceso il sorriso, lo ammetto. Ecco, se dovessi trovare il punto debole, magari avrei fatto parlare di più Dio, amplificando il suo essere così miseramente pieno di ""doti"" umane, e rendendolo così ancora più caratterizzato, lasciando a Oh My Darwin un ruolo più irriverente, un po' caotico.

7) Diversamente Dei, di Beppe Roncari
Divertente anche questo racconto, che ha un paio di parenti nobili, se non di più, ma cito almeno American Gods di Gaiman, una parentela niente male.
La mia scarsa memoria non mi avrebbe consentito di attingere in maniera così ampia al pantheon mitologico, ma non mi sembra ci siano errori. Alcune chicche le ho apprezzate, come la presenza della Diva Marilyn tra le braccia di Giove (che è risaputo non essere in grado di tenerle lontane dalle gonne femminili, quelle braccia).
Non mi convince troppo la scelta di giocatori e veline come nuovi dei, forse si potevano trovare alternative più caustiche, magari a forma di mela, ma è l'unico punto che vedo migliorabile di questo impianto. Per il resto, tutto buono, limature a parte, sempre possibili in queste situazioni di tempo e spazio limitato.

8) Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
Mano mano che leggevo il racconto dalla mia mente è scomparso Eddie Murphy (e il suo dio a tempo con le preghiere da esaudire) ed è comparso il buon google.
Insomma prometteva molto bene, e non è andato male, ma forse mi aspettavo un lancio in avanti, ai google futuri, diciamo.
Anche così la storia non è male, nonostante il finale per me non completamente convincente.
Tema rispettato? Ora controllo su google.

9) Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
Qualche imprecisione e ripetizione dovuta immagino alla fretta, così come l'impaginazione pesante, a muro di testo.
Tralasciando questi dettagli, l'idea di base del racconto è valida, ma nello spirito di minuti contati devo dirti che potevi svilupparla in modo migliore.
Una volta finite le votazioni potresti provare a rivedere i dialoghi in chiave più ironica. C'è una buona idea che è quella del "e ora che facciamo" e potresti svilupparla fin dall'inizio, facendo battibeccare i vari "dei", con uno che propone di creare un nuovo mondo in un modo e quello in quell'altro. Ma puoi anche semplicemente migliorare il dialogo già impostato rendendolo più pulito. Insomma nel complesso l'idea c'è e ci puoi lavorare sopra.

10) Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
Dal punto di vista stilistico ci sono alcune particolarità che non mi convincono troppo. Va bene il pensiero in corsivo che accompagna le frasi, ma il primo blocco di pensiero che contiene anche una frase virgolettata è secondo me un po' pesante e forse non davvero necessario. Per rendere lo stesso effetto bastava un commento "pensato" più breve e secco. Il dialogo poi mi ha confuso. Quando fai dire "Sai ho un'autostima molto bassa", questa frase viene dopo un'altra frase che io attribuisco sempre alla ragazza del perizoma (chiamiamola così). Quindi, sia per il tempo che per il contenuto, mi è venuto naturale attribuirla alla narratrice. Un paio di battute dopo ho capito il mio errore e sono dovuto tornare indietro a rileggere. Non so se è capitato solo a me.
L'idea di base invece può andare bene con il tema. Una volta sbrogliato l'equivoco di lettura il dialogo ha un suo senso e descrive bene il personaggio perizomato, anche se continuo a pensare che la frase sull'autostima non gli calzi molto bene. Il tutto ha un sapore young-adult e potrebbe benissimo essere un episodio in un libro di questo genere.

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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 26 aprile 2016, 12:15

Ciao a tutti!

E' stata dura questa edizione, perché il livello dei racconti mi sembra salito, e chi pecca magari in tecnica, eccelle in stile o originalità. Ho dovuto creare un sistema di punti e valutare tecnica, stile, originalità, aderenza al tema, coerenza interna e capacità di emozionare per poter stilare una classifica, ed è stato comunque difficile.

Ecco la classifica:

1. Diversamente Dei, di Beppe Roncari
2. La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
3. Il divino Alameh, di Angela Catalini
4. Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
5. È proprio un nulla, di Andrea Partiti
6. Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
7. Le ferie, di Diego Ducoli
8. Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
9. Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
10. Compagni di merenda, di Leonardo Marconi

Ecco i commenti:

Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
Ciao Marco!
Trovo questo tuo racconto piuttosto difficile da collocare in classifica.
Da un lato mi è piaciuto molto il ritmo del dialogo e una serie di trovate, come il #GrossoBotto™ e il buchi neri come organi sessuali dell'universo, senza dubbio brillanti.
Dall'altro lato, c'è meno attenzione alla forma (in primis le virgole), poca chiarezza rispetto all'identità dai due personaggi (un dio è chiaramente quello "classico" del cattolicesimo, ma l'altro? o sono due versioni di uno stesso dio?) e rispetto al tema (In che modo sono falsi? Nell'utilizzo del meme?), e poi un finale non di immediata comprensione.
Un'idea molto buona, a tratti geniale, espressa in una forma però migliorabile.

Diversamente Dei, di Beppe Roncari
Ciao Beppe,
mi è piaciuto molto il modo in cui hai caratterizzato Zeus, l'inizio in media res e il finale. La narrazione è divertente e scorrevole, dimostri una capacità di scrittura notevole. Geniale la storia dei "Bisogni Divini Speciali".
Ho storto un po' il naso anche io sulla frase "O sveliamo a tutti la verità, cioè che non esistiamo né noi né loro"... sebbene in una narrazione dal tono comico possa esserci spazio per l'assurdo e lo sfondamento della quarta parete, non ho apprezzato durante la lettura che Zeus dica di se stesso che non esiste, non suona molto bene.
Per quanto riguarda l'attualità, invece, non credo che si debba stare necessariamente sul pezzo, la narrativa non ha questi limiti, e quindi ho trovato godibile l'idea di calciatori e veline che invadono l'Olimpo.
Un ottimo racconto, ironico e leggero.

È proprio un nulla, di Andrea Partiti
Ciao Andrea,
racconto interessante: lo scrittore come dio del suo mondo. Ho apprezzato molto la parte relativa agli orrori, davvero profonda e intrigante. Ottimo l'inizio, che cattura subito e fa entrare nel vivo della storia. Il finale, descritto solo con il dialogo, invece perde un po'. Serviva quantomeno un urlo, una pausa; manca a mio avviso un elemento che intramezzi l'ultima frase del dottore e il commento del protagonista.
Abbastanza buono il ritmo del dialogo, sempre chiaro chi stia parlando.
Quello che non mi ha convinto è questo passaggio:
"— Perché, se il mondo cambia a tuo piacimento, sei immobilizzato in questo luogo spiacevole?
— Non cambio il mondo, posso solo aggiungere alla scena."
Qui forse rischiamo di passare al campo della filosofia, ma... perché il protagonista, ovvero l'autore, non può cambiare il mondo e solo aggiungere scene? E' un ottimo espediente narrativo, per carità, però non lo trovo logico. Immagino non ci fosse spazio per far comprendere le ragioni di questo, e il racconto è comunque molto buono, tuttavia questo "gap" mi lascia un po' insoddisfatta come lettrice.

Le ferie, di Diego Ducoli
Ciao Diego,
il tuo racconto mi ha strappato un sorriso, un estratto di "paraculaggine" pura. Carina l'idea che il protagonista usi Chtulhu come scusa per godere di lunghe ferie. Forse la pecca della storia è nella credibilità del finale: probabilmente il protagonista verrebbe licenziato in tronco; non credo che il culto di Chthulu sia in qualche modo riconosciuto (mentre è notizia di questi giorni che il Pastafarianesimo si sta facendo valere sotto il fronte legale!).
D'altro canto la sospensione dell'incredulità ci viene in aiuto, in particolare per i racconti ironici come questo.

Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
Ciao Sara!
Adoro il modo in cui rendi l'atmosfera delle tue storie, impreziosendo le tue storie di elementi evocativi, come la nodosità della radice di ippocastano, il mallo di noce che tinge di scuro, e così via. Mi sembra di capire che sia una tua caratteristica come scrittrice e la trovo di altissimo livello. D'altro canto questa storia risulta un po' sovraccarica di elementi, dai possessivi agli aggettivi, gli avverbi in -mente e altri elementi che, a livello tecnico, rallentano la lettura, rendendola un po' "barocca" se mi passi il termine.
Inoltre mi aggiungo purtroppo alla schiera di chi non ha compreso il finale della storia. Forse mi manca una qualche conoscenza di un fatto storico e cui ti riferisci, non so, tuttavia non ho potuto godere appieno di un racconto che, con qualche ritocco, sarebbe stato di sicuro in alto nella mia classifica. Il dialogo finale mi è particolarmente ostico, purtroppo.
Trovo che tu abbia davvero talento e le idee non ti mancano, se ti posso dare un suggerimento, dovresti provare a metterti un po' di più dalla parte del lettore (che non sa nulla, come Jon Snow :D) e rendere più limpidi alcuni passaggi.
Buon contest!

Il divino Alameh, di Angela Catalini
Ciao Angela!
L'idea della storia è molto carina, e mi piace il modo in cui l'hai organizzata a livello di narrazione, tramite il punto di vista del medico, intervistato sul "miracolo", che poi altro non era che un imbarazzante intervento all'ano.
(PS traspare fra le righe il fatto che tu abbia assistito a una scena simile, sai? E' narrata molto bene, e l'esperienza e la conoscenza di una situazione rendono sempre in narrativa! Ho provato compassione per quel poverino...)
Insomma, BELLO, un racconto da sghignazzo, dissacrante al punto giusto e trovo che centri il tema in pieno con questo povero falso dio.
Brava anche per aver messo la motivazione della scelta finale del medico (di omettere le scene pietose e slavare la faccia al Divino) all'inizio.
Alcune frasi che secondo me non rendono bene:
"arriva con la sua utilitaria"
"Mi avvolge con il profumo"
In questo passaggio:
- Lei è uno dei pochi che ha incontrato il divino Alameh da solo. Che effetto le ha fatto?
Si pente subito di questa domanda e la sostituisce con un’altra più consona.
Qui manca una qualche reazione del medico. "Spieghi" che la giornalista cambia domanda, senza che si capisca il perché mentre potevi farlo accadere tramite una reazione del medico, oppure una frase interrotta es. "Ehm, no, lasci perdere, iniziamo da qui... "
E' vero che scrivendo in prima persona al presente, usando il PDV del medico, la narrazione dei retroscena suona meno come un infodump, tuttavia è sempre meglio trovare il modo di far arrivare il lettore alla comprensione dei retroscena tramite eventi, elementi narrativi, personaggi, dialoghi, in modo da far vivere la storia, purtroppo è forse la cosa più difficile da fare, il sottile confine fra il far capire cosa succede e lo spiegare, il far accadere, l'emozionare.
A mio avviso il racconto è un' ottima prova, anche se necessita ancora qualche miglioria per raggiungere il top.
Buon contest e continua così!
PS prova a usare questo tratto "—" invece di questo "-"

La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
Ciao Manuel,
che dire, penso tu abbia dato il meglio di te in questo racconto. Azzardata, la narrazione tramite un lungo monologo in seconda persona, ma funziona. Riesci a veicolare contenuti emozionali profondi, raccontare la storia di chi cade nella trappola dell'eroina, tratteggiando in modo evocativo, nella narrazione, scene e sentimenti di un mondo che si preferisce non guardare, come in questo passaggio molto bello:
"E ti ritroverai a galleggiare lontano dalle strade, lontano dal freddo, lontano dalla gente per bene mentre naufraghi tra le onde calde del mio mare."
Direi che hai preso la famosa frase "La religione è l'oppio dei popoli" e l'hai messa in forma narrativa.
Le ripetizioni e la parlata dai toni biblici è funzionale al contesto e potentemente antifrastico.
Unica pecca del racconto, quando esci da questo punti di vista unico con piccole autocritiche, ovvero quando rincari la dose (ops, gioco di parole non intenzionale): in alcuni passaggi il narratore stesso denuncia la falsità del suo rimedio (cosa che in un'omelia non accadrebbe).
es. "butta un occhio sui disperati che aspettano" - qui era meglio "sui tuoi fratelli".
es " al caldo del mio sole artificiale" - "artificiale" stona un po'.

Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
Ciao Linda!
Racconto molto carino. Idea non originalissima, ma simpatica e davvero attuale (purtroppo).
Mi piace il modo in cui denunci l'idiozia di massa e l'amarezza per l'utilizzo becero di uno strumento che potenzialmente potrebbe veicolare l'umanità verso un futuro migliore, invece è impantanato nell'ignoranza.
Si capisce un po' troppo presto che il dio è un motore di ricerca, con piccoli accorgimenti avresti potuto prolungare il dubbio del lettore, per esempio usando un altro nome invece di "Rete", che nell'immaginario è assodato come termine per internet. Invece l'immagine che dai nell'incipit del "dio" alla scrivania è un po' un inganno al lettore.
Ci sta, per me, che lo chiami "dio", perché la narrazione è dal suo punto di vista e lui crede di esserlo. Bella la storia delle chiavi (di ricerca!) e delle toppe, c'è il potenziale per un racconto anche più lungo secondo me.
Carino il dialogo finale, che chiude il racconto in modo simpatico, anche se l'ho trovato un tantino forzato. Il tema è abbastanza centrato a mio avviso. Una buona prova in sostanza.

Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
Ciao Leonardo e benvenuto!
Mi unisco al coro che grida "formattazioneee", perché anche l'occhio vuole la sua parte, ed essendo i dialoghi segnati dal trattino, così è difficile seguire la narrazione.
Detto questo, il racconto è simpatico, dal tono ironico, tendente al sardonico, tuttavia non mi è piaciuta moltissimo la gestione dei dialoghi. Sì, fanno un po' "bar della domenica", però non mi hanno convinta fino in fondo, rimangono scherni superficiali, seppure alcune parti siano godibili (come la storia di Gesù scuro).
Forse se ti concentravi su questi il racconto assumeva un'altro spessore, magari aggiungendo qualche accenno di descrizione anche "fisica" di questi dei in tumulto, reazioni, gesti, occhiate e silenzi, rendendolo più realistico, invece di usare tanti caratteri all'inizio per la fine della terra, che per l'economia del racconto bastava accennare.
Bella comunque la sfrontatezza che trapela e la frecciatina agli atei, della serie "non la scampa nessuno"!
Piccola precisione da orientalista: Confucio non era fissato con la guerra, forse ti confondi con Sun Tzu. ;)
Buon contest!

Afrodite, XXI secolo a.C, di Francesca Venturelli
Ciao Francesca e benvenuta!
Racconto fresco, un po' adolescenziale, molto femminile. Tratteggi molto bene la figura di Benny, un po' meno bene la protagonista, con cui forse sei troppo immedesimata.
Mi ha piazzata all'inizio lo sfondamento della quarta parete:
"Avete presente quando vi parlano di qualcosa di poco piacevole... "
che sebbene possa essere parte dello stile, in un racconto breve come questo fa troppo uscire dal Punto di Vista. Potresti rendere la stessa sensazione in un altro modo, tramite un comportamento della protagonista, un gesto, una frase pungente diretta all'altra.
Non mi è poi chiara l'ambientazione, credevo fossero commesse o coinquiline, poi spunta fuori la storia della "figlia malata" e ho pensato fossero in ospedale.
Riguardo i dialoghi, il consiglio è quello di distinguere il più possibile la parlata, così che il lettore possa distinguere al meglio i personaggi e seguire senza intoppi il dialogo, senza perdersi.
Nel complesso un racconto piacevole e simpatico, ma un po' acerbo. Direi che sei nel posto giusto per migliorare la tecnica!

Buon contest a tutti!
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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Hendioke
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » venerdì 29 aprile 2016, 15:58

Miei commenti e classifica :)

1) OH MY DARWIN DI MARCO RONCACCIA

Secondo racconto tuo che leggo e secondo che apprezzo, sei di sicuro fra i miei preferiti per stile e idee :D
E l'idea alla base di questo racconto è proprio buona, tirare in ballo i meme per creare una situazione in cui il dio biblico è la semplice creazione di una divinità altra e più seria e analitica nel suo compito è molto originale, almeno dal mio punto di vista.
Qualche incertezza qui e lì nello stile come, ad esempio, nella frase "Io invece ho fatto un culo come un secchio affinché si sviluppasse la vita!" ma anche sotto questo aspetto ho apprezzato molto la tua opera, il dialogo fra i due è spasso, ognuno ha la propria verve e personalità che si differenziano bene nonostante il poco spazio e l'idea di usare gli ashtag e i trademark è geniale, come tutto il discorso dei diritti e dei brand. Bravo ;)

2) Il dio delle chiavi di Linda De Santi

Ge-nia-le! L'idea mi ha ricordato tantissimo un video che gira su youtube "If Google was a guy" che presenta una versione umanizzata, e giustamente frustrata, di Google e ho apprezzato tantissimo un upgrade a livello divino di questa idea. Ho apprezzato anche molto le trovate con cui ne hai reso la fisionomia (la molteplicità di cervelli e mani) e il modo di operare (le chiavi di ricerca che diventano chiavi fisiche da inserire nelle serrature). Lo svolgimento migliore del tema fino ad adesso, secondo me :D

3) La parabola dei derelitti - Manuel Piredda

Racconto che colpisce dritto allo stomaco e, per questo, molto riuscito. La scelta di rendere il tema attraverso la similitudine fra dio e la droga, fra la ricerca della prossima dose e il percorso spirituale non sarà l'apice dell'originalità ma, diamine, c'entra il punto e lo centra forte! Anche lo stile, indispensabile che sia evocativo e trascinante per il successo di un racconto così, è ottimo. Prova eccellente :D

4) È proprio un nulla - Andrea Partiti

Un'edizione in cui van forti i dialoghi, e questo è decisamente ottimo. Più che la realizzazione in sé e per sé è la costruzione progressiva della scena che mi ha colpito, con la pazzia (o i poteri) del malato che si crede Dio (o di Dio) che accresce ad ogni dettaglio descritto o immaginato (o creato?). Secondo me hai sfruttato benissimo il tema dell'edizione: ottima idea :)

5) DIVERSAMENTE DEI, di Beppe Roncari

Bello e divertente. La scrittura è chiara, asciutta, asservita alla narrazione stringata di quanto accade e pure riesci a prenderti il tempo per inserire un paio di chicche (ho molto apprezzato la reazione fisica di Zeus al comparire della figlia :D). Il dialogo fra i due protagonisti prende e il finale si inserisce bene tanto nel ritmo comico del racconto quanto nello sviluppo della trama e dello scenario di dei veri-ma-falsi che hai ben delineato. Mi piace assai ;)

6) Scarto di consonante di Zebratigrata

Lo stile è eccellente e niente di meno. Il tema l'ho trovato poco presente in quanto, alla fin fine, abbiamo un prete che diventa Papa con l'aiuto del diavolo e alla domanda finale di Innocenzo il demonietto(? suppongo sia ancora lui) gli risponde che è solo uno fra i tanti.
Se dovessi trarne un tema direi che è quello della molteplicità degli dei, non dei falsi dei :D
Ma detto questo resta un ottimo racconto scritto estremamente bene e con un bel po' di finezze e ricercatezze nascoste qui e lì che non guastano mai ^^

7) Le ferie di Diego Ducoli

Decisamente divertente. Alla fine son quasi certo che il protagonista sia un inenarrabile paraculo, però l'idea che possa invece dire la verità e l'ombra del sospetto che al ritorno dai suoi tre mesi di vacanza per davvero di sveglierà Chtulu aggiunge quella nota inquieta, al motivetto allegro che è questo racconto, che gli fa fare il salto di qualità. Bravo ;)

8) Il divino Alameh di Angela

Hai creato in pochi caratteri un ottimo personaggio. Anche se stiamo con lui molto poco questo dottore mi sembra adesso di conoscerlo a sufficienza per affezionarmici (e ho apprezzato il final ein cui cerca le parole giuste per descrivere l'intervento senza ridicolizzare il Santone. Bello lo stile, con dettagli qui e lì che si sarebbero potuti tagliare via per dare più compattezza al tutto ma che aiutano a rendere lo stile comico realistico (come lo ha definito con molta efficacia un altro dei commentatori). Brava :D

9) Compagni di merenda di Leonardo Marconi

Racconto molto giocato sulle chiacchiere confuse degli dei il che, come qualcuno ha fatto notare, potrebbe passare per infodump. Potrebbe. Secondo me non lo è per niente e, anzi, l'idea delle divinità che si ritrovano "al bar" a commentare la fine del mondo oltre a giustificare questa scelta la rende anche godibile laddove forse lo stile, con diverse premesse, si sarebbe rivelato confuso. Mi è piaciuto :)

10) Afrodite, XXI secolo d.C. - Francesca Venturelli

Ho apprezzato i pensieri della protagonista e la vacuità dell'altra ragazza ma finisce un po' qui perché per il resto l'ho trovato confuso (ho dovuto rileggerlo due volte per riuscire ad assegnare ogni battuta al personaggio giusto) e trovo che il tema vi compaia proprio col lumicino. Insomma, idea curiosa ed esecuzione riuscita a metà. Comunque piacevole da leggere ;)
La Morte è l'ultima schiava che dà un senso al nostro vivere

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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » venerdì 29 aprile 2016, 20:04

Scusate ragazzi, non riesco a commentare. I punteggi li do comunque, spero possano servirvi. Se desiderate sapere il perché o il percome scrivetemi pure in pvt, vi risponderò volentieri.

scusatemi ancora.

1) Partiti È proprio un nulla
2) Piredda La parabola dei derelitti
3) Tirabassi Scarto di consonante
4) De Santi Il dio delle chiavi
5) Ducoli Le ferie
6) Catalini Il divino Alameh
7) Roncari DIVERSAMENTE DEI
8) Marconi Compagni di merenda
9) Venturelli Afrodite, XXI secolo d.C
10) Roncaccia OH MY DARWIN

solo una parola: Andrea, ho trovato il tuo racconto molto molto bello. Non sfigurerebbe in una raccolta di racconti surreali.

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antico
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Re: Gruppo NERO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » lunedì 2 maggio 2016, 18:59

Ecco la mia classifica.

1) Oh my Darwin, di Marco Roncaccia
Geniale. Un racconto cui più cerco di trovare difetti e più mi rendo conto di quanto in verità essi siano riconducibili a una spiegazione nel dualismo tra i due protagonisti. Caratterizzazione splendida, arguzia a più livelli, un pugno nello stomaco a chiunque si adagi sui propri “allori”. Pollice su, senza dubbio alcuno.
2) E’ proprio un nulla, di Andrea Partiti
Ineccepibile. Esecuzione perfetta per un racconto geniale. Ottima gestione del dialogo. Tema interpretato ottimamente. Poco altro da dire, pollice su, senza dubbio.
3) Le ferie, di Diego Ducoli
Racconto molto divertente e brillante. Anche qui, non vedo grossi difetti: dialogo brillante, critica sociale, tema preso bene. Pollice su, bravo.
4) Il dio delle chiavi, di Linda De Santi
Un racconto delizioso. Non gli assegno il pollice su completo solo per una certa artificiosità nel presentarne la tesi: la fai “spiegare” al dio e penso che sarebbe molto più potente se esposta in modo meno diretto. Davvero, provaci perché questo racconto in vetrina ci starebbe benissimo.
5) Diversamente déi, di Beppe Roncari
Racconto interessante e intelligente, il cui problema sta però in una tesi forse troppo spiattellata. Il plot è abbastanza semplice: un dialogo tra padre e figlia in cui lei chiede a lui di lottare per preservare i propri privilegi. Peccato che la risposta sia l’unica possibile, per come è strutturato il contesto, e che il tutto si esplichi in una spiegazione senza contrasto. Pollice tendente all’alto nonostante tutto perché si fa leggere che è un piacere. Resta il fatto che il background che suggerisci può avere infinite declinazioni per la sua notevole ricchezza.
6) La parabola dei derelitti, di Manuel Piredda
Molto buono davvero, anche se una certa stanchezza che ho percepito a metà lettura mi fa pensare che tu debba ancora intervenire per renderlo “a prova di bomba”. L’idea è davvero intrigante, anche la tua interpretazione. Direi un pollice tendente all’alto.
7) Compagni di merenda, di Leonardo Marconi
Ho compreso il motivo per cui hai scelto una simile formattazione, ma credo comunque che lasciare qualche spazio o usare qualche a capo avrebbe aiutato la lettura. Va bene il voler creare la sensazione di concitato, di mucchio anarchico, ma devi trovare un diverso equilibrio. Detto questo, l’idea alla base è simpatica e arriva bene al lettore, senza incertezze. Per me un pollice ni che guarda in su, prova a lavorarci come ti ho suggerito e vediamo che succede.
8) Il divino Alameh, di Angela Catalini
Qualcosa mi stride nel dialogo tra la giornalista e il protagonista, alcuni passaggi mi sembrano quasi ridondanti o poco utili per delineare i caratteri. La giornalista, in particolare, non “viene fuori”, mentre sull’anziano medico avresti potuto lavorare di più e meglio. Il tutto è funzionale al finale comico che, però, arriva poco potente o non abbastanza da giustificare la lunga preparazione (resa lunga proprio dal lavoro poco efficace fatto sui protagonisti). Il tema c’è, ovviamente. Un pollice ni che tende verso l’alto perché comunque il racconto si legge bene, non credo che tu possa scrivere qualcosa che non si legga piacevolmente.
9) Scarto di consonante, di Sara Tirabassi
Ottima la prima parte, ben scritta e altrettanto bene organizzata. Ti perdi nella seconda non riuscendo a fare arrivare al lettore l’idea. Ho l’impressione che il testo abbia subito grossi tagli rispetto a una versione più lunga, altrimenti non mi spiego il disequilibrio tra le parti. Credo che sarà interessantissimo vederlo nel laboratorio con un giusto numero di caratteri. Al momento mi fermo a un pollice ni.

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