Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

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Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » domenica 5 giugno 2016, 17:31

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Questo è il gruppo SEGRETI della LIVE EDITION di Rozzano con Livio Gambarini nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo SEGRETI dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo RIVELAZIONI.

I primi QUATTRO racconti di questo raggruppamento avranno diritto alla pubblicazione immediata sul sito ed entreranno tra i finalisti che verranno valutati direttamente da LIVIO GAMBARINI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale.

Per la composizione dei gruppi mi sono attenuto all'orario di consegna secondo il seguente metodo: primo a consegnare nel primo gruppo, secondo a consegnare nel secondo gruppo, terzo a consegnare nel terzo gruppo e così via.

E ora vediamo i racconti ammessi a SEGRETI:

Luna, di Flavia Imperi, ore 12.43, 4156 caratteri
1901 Odissea nello Spazio, di Evandro Straccini, ore 14.48, 6876 caratteri
Merletti di rugiada, di Andrea Partiti, ore 16.35, 5748 caratteri
Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino, ore 16.43, 4154 caratteri
Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo, ore 16.51, 5958 caratteri
I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano, ore 16.53, 6994 caratteri
Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret, di Walter Maggi, ore 16.58, 6821 caratteri
Tecniche segrete, di Erika Adale, ore 17.11, 4680 caratteri Malus 4 punti per ritardata consegna

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 16 giugno per commentare e classificare i racconti del gruppo RIVELAZIONI. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale del raggruppamento.

NB: avete più di dieci giorni per commentare e classificare gli OTTO racconti del GRUPPO RIVELAZIONI e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare i racconti del vostro gruppo. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti con almeno il minimo dei caratteri
– 8 punti malus per chi commenta tutti i racconti non rispecchiando (anche solo in un singolo caso) il limite dei caratteri
– SQUALIFICA per chi non commenta tutti i racconti


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel GRUPPO RIVELAZIONI.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA LIVE EDITION DI ROZZANO A TUTTI!



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Vastatio
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » domenica 12 giugno 2016, 16:14

Luna

Ciao,
devo ammettere che, in generale, non mi piace l'umanizzazione di cose e/o animali nel momento in cui il processo è così "totale". Nel senso che, per quanto dietro ci sia l'influenza di una dea, trovo il comportamento, le intenzioni e lo stesso flusso di pensieri troppo "umano": non vedo l'animale, ma un uomo (scusa, una madre) infilato in contenitore felino.
Una madre fin troppo aulica "cucirvi all'esistenza col mio calore e il mio sangue"... Bello, mi piace, ma non tra i denti di una gatta per quanto umanizzata.
La tua "dea" dona forza e una comprensione, a mio avviso, fuori luogo che snatura quella che sarebbe stata una prova diversa se vista con l'istinto e sprazzi di ragione.
Non ci sono problemi di comprensione ma il tema è solo sfiorato, in quanto io ci veda più una madre che dei segreti.


1901 Odissea nello Spazio
Ciao,
una favola steampunk che si porta dietro tutti i pro e i contro del genere. Tutto il narrato soffre di una ingenuità di fondo sempre più difficile da accettare andando avanti.
Non basta creare "sense of wonder" se poi, chi ci si muove dentro, ha le capacità cognitive di un bambino delle elementari. E' una favola, ok, ma il presidente e gli scienziati, dopo aver costruito una nave spaziale in due anni, non possono presentarsi al cospetto delle divinità senza aver nemmeno affrontato la seconda delle richieste "scoprire il segreto" del terraforming (che poi, se hanno ricoperto tutto il suolo con le città, un po' ne sanno di manipolazione dell'ambiente): stai stuprando la mia sospensione dell'incredulità.
Il climax finale è imbarazzante "chiedi e ti sarà dato"... davvero? E' questo il segreto per rendere fecondi altri pianeti? Questi "soffocano" il loro mondo e le madri dell'universo arrivano per dargliene un altro senza nemmeno uno spunto di ravvedimento, un piano sulla diminuizione dei combustibili fossili, nuove elezioni per il presidente incompetente?
Qualche problema sulla fluidodinamica dei presidenti: l'aeromobile è su, le ruote sono più su, com'è che il presidente, una volta chiamato dal capitano (sorvolando su eventuali problemi di iterazione di chi si trova in uan bolla atemporale e il mondo esterno, ma diamo per assodato che sia un non-problema), "scende" a parlare con le dee... dove sta sto presidente, ancora più su?
Occhio all'uso dei paroloni, io non ho problemi a capirli, ma rallenti la lettura a chi non è avvezzo a quella terminologia e crei confusione; interessante poi come, nel vuoto atemporale, ci sia qualcuno che "non perde tempo".
Il tema, al netto dell'imbarazzo di cui sopra, c'è per quanto gli stessi protagonisti se ne freghino altamente.


Merletti di rugiada

Ciao,
la prendi lunga, tanto lunga, per arrivare a una conclusione con poca sostanza. Mi piace però come ci arrivi, per quanto sembra sia più un modo per far gustare al lettore lo stile, o un esercizio per lo stesso, piuttosto che il contenuto. Avrei preferito che ci fosse qualche riferimento esplicito ad incidenti avvenuti quando, magari, il "controllo" delle madri non è stato tempestivo, perché, ti posso assicurare, che difficilmente basta un urlo a fermare un bambino da quello che ha in testa. Tanto più che la tua panchina ha comunque un'aura di "antipatia" sopra, ce la mostri su una mamma, ma non su un bambino.
La duna è brulla, ma ha un albero maestoso al centro: deciditi.
Il tema c'è, la realizzazione particolare anche, l'idea che dovrebbe suscitare stupore però poco valorizzata.


Con l’acqua nelle orecchie

Ciao,
partiamo col dire che il titolo è ottimo. Continuiamo col dire che l'inizio mi mette in difficoltà: una madre (medico) che scappa col figlio, deduco, parecchio prematuro. Mi aspetterei che, in queste condizioni, il bimbo sia in incubatrice e/o comunque in terapia intensiva. Invece la nostra protagonista "salta la finestra e scappa" (diamo per scontato che le sue condizioni fisiche le consentano anche questo) come se niente fosse.
Il resto della storia è poco più di un "riempispazio", per le grandi rivelazioni finali: il figlio ancora vivo in un acquario artificiale e la sua identità nel mondo "coperta" da dei figuranti. E il grande bluff, con tutto quello che comporta, sta in piedi... Scusa, ma per me è un po' eccessivo. Magari se avessi tolto la parte dei figuranti, concentrando tutte le risorse nel progetto "acquario" avrei retto, ma così è troppo.
L'idea in sé però mi piace e, ripeto, il titolo, associato alla scena finale, è potente. Ridimensionerei il progetto.
Tema più che centrato.


Greta e i suoi gretini

Ciao,
una bella storia, toccante senza scadere nel melenso. Il grosso problema però è il tema: così leggero e soffuso che, in pratica, non c'è. Più che il "segreto della madre" ci vedo le "motivazione del padre" o "il desiderio del figlio". Non accenni nemmeno a quanto sia stato "duro" per il figlio scoprire l'identità del padre o dove lavorasse. Tutto è a cose fatte, il figlio ha anche accettato al cosa serenamente, non ha al miniam sorpresa. Non c'è un biglietto lasciato al cappezzale dalla madre per indirizzarlo e liberarsi del "peso" di quel segreto che non sapeva accettare.
Ed è in fin dei conti un peccato, perché la storia, i dialoghi e l'idea mi piacciono.
Un appunto: rubino è la pietra, rossa, non il "taglio". "Una pietra gialla sfaccettata come un rubino" non ha senso.


I più amati, i più buoni

Ciao,
mi piace come hai saputo dipingere lo sfondo dove si svolge la vicenda. Vicenda che in sé è anche interessante ma su cui non trovo tu abbia sviluppato bene il tema. C'è il segreto, ci sono i bambini e c'è la "madre" (putativa), ma non c'è tanto di più. La parte realmente interessante sarebbe stata, a mio avviso, capire cosa ha spinto la mente di Rosa a "deviare" in questo modo (accenni alla morte del figlio, ma rimane lì). Perché alla fine è una cannibale, ma mi mancano i dati per fornire un giudizio morale e riuscire così a inquadrarla. Lo fa perché è semplicemente sbroccata? lo fa perché è povera e in tempo di guerra deve sopravvivere(ma la guerra arriva dopo)? Lo fa per sfamare gli altri bambini (anche a costo di sacrificarne uno ogni tanto)?
Non sono una persona che vuole capire necessariamente tutto, posso darmi le risposte da solo, ma trovo che nel tuo racconto, di risposte alle domande che veramente mi interessano, me ne devo dare tante e, considerando anche il numero di caratteri più grasso rispetto al solito (poco importa che a me non siano bastati comunque) potevi permetterti di dettagliare qualcosa in più.
E' coerente col PDV che decidi di adottare, ma, non riuscire a mettere a fuoco la protagonista, in qualche modo, mi disturba. Non è un brutto racconto, ma nemmeno mi appaga.

Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret

Ciao,
apprezzo, e non poco, il modo in cui hai deciso di declinare il tema. Per quanto tu abbia sprecato un'occasione perdendo tempo e slavando (il tema) in una fin troppo lunga parte iniziale senza, peraltro, battute che sappiano di nuovo (ma questo può essere voluto per caratterizzare i personaggi).
Non hai, a mio avviso, sfruttato a dovere la tua idea di confraternita: l'acronimo poteva aveva due significati distinti (uno pubblico e uno privato), la confraternita poteva accettare solo ragazze madri/orfane o che ne so (anche se tu hai voluto giocare in terra straniera e con solo l'assonanza del tema), lo stesso john poteva appartenere a una confraterita rivale (magari lo è, ma non lo dici),
Il fatto che lei sia un M.A.D.R.Y. salta fuori così, dal cilindro. Che sia venuto fuori nelle ore precedenti di conversazione (a cui non abbiamo assistito) è chiaro per come fai uscire "naturlamente" l'accenno dalla ragazza, ma, almeno per me, non era affatto chiaro che fossimo in un "contesto" all'americana (o forse meglio inglese, vista la passione per il the) con sorellanze e fratellanze (e no il titolo non mi ha assolutamente aiutato). Quindi a metà racconto mi accorgo che ho sbagliato ambientazione. Pace, mi riallineo, ma ti consiglierei di fare qualche accenno in fase di modifica.
Sono un po' perplesso sulle tempistiche nel finale: lei beve (diciamo un piccolo sorso), lui DOPO QUALCHE MINUTO, beve a sua volta. In tutto questo tempo, da logorooico che era, diventa una tomba, non chiede nulla, non fa lo sborone. Zero. E se ne sta ad assorvare uan con del liquido in bocca (che proprio comodissimo e naturale non sembri).
Questione regole: che bella confraternita, dove uno dei metodi per entrare è far fuori una tua collega, ci sarà la fila! Soprattutto, sempre che sia vero, anche avere la camera in coppie deve essere molto rilassante (tra l'altro io mi sono fatto l'idea che siano entrambe due "iniziate", ora che lei diventerà effettiva la sua compagan vorrà farle il contropelo... ma probabilmente altre regole e segreti...)!
Ultimo appunto: un aiutino sul perché John le cacci, ok vuole i segreti, ma perché? E' di un'altra confraternita che vuole scoprire i segreti? un giornalista (cit The Skulls), un fissato e basta?


Tecniche segrete

Ciao,
il racconto che mi è piaciuto di più del gruppo, magari non originalissimo come escamotage, ma senza grandi lacune a livello di coerenza. Quello che ho apprezzato di più è forse la contrapposizione tra il desiderio materno, normalmente visto come positivo, che spinge una donna a rivolgersi anche al diavolo. Bella anche la demenza senile, forse un "anticipo" del pagamento.
Sarei andato in sollucchero se, in chiusura, il dottore si fosse seduto sardonico e, sorridendo, avesse interrotto l'abbraccio con un "Le deformità dell'utero sono una patologia ereditaria... vogliamo parlare del suo caso?".



Classifica

1. Tecniche segrete
2. I più amati, i più buoni
3. Merletti di rugiada
4. Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret
5. Con l’acqua nelle orecchie
6. Greta e i suoi gretini
7. 1901 Odissea nello Spazio
8. Luna

Annamaria
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » domenica 12 giugno 2016, 23:26

Luna
Ciao Luna :)
Mi piace molto il linguaggio “poetico” del tuo racconto.
Il racconto è molto ben scritto a mio parere, con uno stile che lo rende simile ad una poesia. Trasmetti delle immagini molto forti e profonde, attraverso il modo e i termini che utilizzi, molto sofferte. Non sono però sicura che il tema sia centrato, riguarda certo una madre, ma il suo “segreto” mi sembra al quanto forzato e non un reale segreto. Immagino poi la possibilità che tra i suoi cuccioli possa esserci una femmina, che diventerà poi madre e quindi comprenderà appieno i sacrifici di questa figura; non è da escludere visto che non viene specificato siano tutti maschi. In generale non credo che il naturale sacrificio di una madre sia un segreto.
Inoltre non mi è chiara la parte della "dea", del perché quella donna venga descritta così.

1901 Odissea nello Spazio
Ciao Evandro,
premetto che il "fantascientifico" non rientra nei miei generi preferiti.
Trovo che il racconto sia molto "disordinato" e la causa penso sia il poco spazio a disposizione. Hai scelto una storia che sarebbe stata perfetta per un libro o un anime (non so se conosci il genere, ma immagino di si). Mi immagino tutte le tribolazioni della razza umana, riflessioni sul tema della vita, per poi arrivare alla conclusione che la gratitudine è alla base del concetto di vita stessa, fantastico! Però in questo poco spazio la tua favola si perde e le viene tolta importanza. Sembra tutto davvero troppo frettoloso, è un peccato.
Detto questo, apprezzo molto il messaggio che hai voluto mandare con questa storia.

Merletti di rugiada
Ciao Andrea,
apprezzo molto la descrizione fatta del parco, bella, piena di particolari, rende perfettamente l'idea dell'ambiente in cui ci troviamo.
Il tuo racconto centra il tema alla perfezione, ma solo verso la fine e per giunta senza dare una vera e propria spiegazione. Mi ha molto intrigato il finale, sarebbe stato interessante sapere il seguito, il segreto dietro quell'altalena, perché un segreto delle madri c'è effettivamente, ma non ci viene spiegato. Penso ti saresti dovuto concentrare molto più sulla storia che sulla descrizione dell'ambiente, per quanto ribadisca sia molto ben scritta!

Con l’acqua nelle orecchie
Ciao Chiara,
Mi piace molto il tuo stile di scrittura, è fluido e chiaro, ma ho problemi con la storia stessa. Non riesco a capire i "come" e "perché" della storia, mi lascia destabilizzata e piena di curiosità. Le problematiche di questo bambino, chi è realmente questa donna per aver ideato un "acquario" che tiene in vita un essere umano, com'è possibile che trovi così tanti sosia (visto che lascia intendere ce ne siano stati altri) e perché mai necessita di avere dei sosia; sono tutte cose che non mi risultano chiare all'interno del racconto.

Greta e i suoi gretini
Ciao Fernando,
Comincio dicendo che apprezzo tantissimo tu abbia parlato di un uomo etero che lavora facendo la Drag Queen, è insolito e me ne compiaccio.
Detto questo, non credo che esista però un reale segreto in questo racconto, di certo c'è stato, si capisce, ma noi entriamo nella storia quando il segreto è già stato svelato. La scrittura è fluida, i dialoghi sono azzeccati e divertenti. Il tuo racconto, tra quelli che ho letto, è quello che "vive" ed è credibile fine a se stesso, non necessita di essere ampliato o che venga spiegato qualcosa, è molto ben scritto.

I più amati, i più buoni
Ciao Ambra,
Il tuo racconto è, a parer mio, tra i più completi. Scritto bene e in modo chiaro, la lettura è scorrevole. Ha una struttura solida, segue un filo logico dall'inizio alla fine.
Il racconto è chiaro e non necessita di spiegazioni. Una storia interessante, la cui unica pecca è che il motivo per cui mamma Rosa compie i suoi atti di cannibalismo non è spiegato. Sarebbe stato molto interessante e avrebbe reso il racconto di maggior spessore analizzare la psiche della mamma.

Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret
Ciao Magwal,
Il racconto è interessante, sin da subito ti incuriosisce. La lettura però è poco scorrevole per quanto mi riguarda, ho faticato a seguire delle parti e anche i dialoghi in alcuni punti. Benché sia interessante e coinvolgente credo che il tema sia presente in modo troppo superficiale. Alla fine della lettura restano davvero troppe domande, sulla confraternita e su chi sia quel ragazzo. Almeno un leggero accenno rispetto alla confraternita doveva esserci, perché in questo modo del tema resta solo l'acronimo.

Tecniche segrete
Ciao Erika,
Il tuo racconto è scritto bene, la descrizione del quadro mi è piaciuta particolarmente. Hai gestito molto bene i dialoghi, cosa a mio parere non facile.
La storia mi sembra però incompleta. Il tema è sicuramente centrato, ma non viene data nessuna spiegazione, resta la curiosità su ogni fronte, anche su una sottigliezza come il fatto che l'età del dottore nella realtà e nel racconto della madre non combacino. Il racconto è d'effetto, la scena del bacio finale è molto intensa, ma resta comunque troppo superficiale, a mio parere ovvio.


Classifica
1) Greta e i suoi gretini
2) Luna
3) Merletti di rugiada
4) 1901 odissea nello spazio
5) I più amati, i più buoni
6) Tecniche segrete
7) Con l'acqua nelle orecchie
8) Mi Alfa Delta Ro Ypsilon's secret

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beppe.roncari
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » mercoledì 15 giugno 2016, 19:13

CLASSIFICA
(Aggiungo sempre un titolo scherzoso, senza offesa!)

1. I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano, “Mamma, ho perso il tegamino!”
2. Luna, di Flavia Imperi, “MiagoLand”
3. Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo, “Il segreto del mammo”
4. Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino, “Segreto in salmì”
5. Tecniche segrete, di Erika Adale, “Cinquanta sfumature di maternità”
6. Merletti di rugiada, di Andrea Partiti, “Rugiada e vecchi sberleffi”
7. Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret, di Walter Maggi, “I segreti delle MADRY”
8. 1901 Odissea nello Spazio, di Evandro Straccini, “Parabole Spaziali”


COMMENTI
(In ordine sparso.)

Tecniche segrete, di Erika Adale, “Cinquanta sfumature di maternità”

Ciao Erika, ben trovata.
Il racconto è carino e ben scritto, a parte la frase su cui hai fatto autocritica anche tu, “si aprì … si aprì” al posto di “girò”.
Ho l’impressione che manchi leggermente consecuzione logica alla trama. La figlia che porta la madre dal dottore sembra sapere già tutto alla fine, sembra già conoscere il segreto della madre e non meravigliarsene per niente, come si evince dalla frase:
“Smettila mamma, lo so che sei tu. Non riesci a spaventarmi come fai con le badanti.”

Quindi sapeva già tutto e voleva al massimo una conferma di essere nata per opera del demonio?
“Ma per noi Dio non è bastato, vero mamma?”

Sono scelte che non condivido e che indeboliscono molto i presupposti della trama, non c’è rivelazione per il personaggio, quindi per chi fa tutta la scena? Per il lettore? Ma il personaggio non sa che c’è il lettore, lo sa solo lo scrittore, quindi il gioco non funziona.
Alla prossima, ciao!


Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret, di Walter Maggi, “I segreti delle MADRY”

Ciao Walter, ben trovato.
L’idea è carina, ma la declinazione molto molto poco chiara. Ti perdi in dialoghi prolissi che non portano avanti la trama e in battute che nel contesto dei rapporti fra i due protagonisti hanno, a mio parere, poco senso, mentre ti serviva tempo e spazio per sviluppare la trama.
La rivalità fra confraternite non ha nessuna semina nella prima metà del racconto, per cui il lettore si perde senza sapere cosa aspettarsi e tu non puoi “raccogliere” nessuna semina sul finale.
Il meccanismo dell’eliminazione di John da parte di Johanna sembra abbastanza forzato, come il fatto che lei sia riuscita così a lungo a tenere in bocca il tè avvelenato senza berlo.
Tema: i segreti delle madri sono i segreti delle “M-A-D-R-Y”? Mi spiace, temo che sia piuttosto fuori tema, anche perché in inglese l’acronimo non avrebbe alcun senso così com’è.
Mi spiace, quindi, ma nel complesso la tua storia mi lascia confuso e insoddisfatto.
Altre note.
- Grazie
- Di nulla, io sono John, ma tutti mi chiamano Jo

Ci vuole il punto alla fine di queste due battute e di tutte le altre battute di dialogo. E qualche volta non lo metti neanche in altre occasioni fuori dai dialoghi.
“Urla quando vede la vede ancora bloccata.” Ripetizione “vede la vede”.


I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano, “Mamma, ho perso il tegamino!”

Divertente e divertito racconto di cannibalismo in un simpatico clima di omertà isolano a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.
Purtroppo, a mio parere, si capisce fin troppo presto che in realtà Mamma Rosa è una cannibale e quindi non c’è rivelazione finale né c’è tensione da thriller per la sorte della voce narrante dal momento che evidentemente è sopravvissuta per narrare la vicenda.
Un tantino incoerente il modus operandi di Mamma Rosa per quanto riguarda i tedeschi, in quanto non sono bambini.
Un po’ stiracchiato il fatto che la gente del paese abbia tollerato la presenza e l’attività della cannibale: sarebbe bastata la diceria per scatenare una caccia alla strega, no? Ben maggiore l’orrore della paura, quando si tratta di bambini, tanto più che Mamma Rosa sembra gentile e non far paura a una mosca, quindi perché qualcuno non l’ha messa al rogo? Mancano i presupposti di paura nella gente del paese, che così pare immotivatamente connivente con lei.
Mi aspettavo un colpo di scena in cui venisse accusata ingiustamente di essere cannibale e solo alla fine si scoprisse la verità, una storia alla “Lupa” di Verga, mutatis mutandis, ma così non è.
Buono lo stile di scrittura e le frasi di ambientazione. Alla prossima, ciao! :-)


Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo, “Il segreto del mammo”

Ciao Fernando, ben trovato!
Racconto carino, ben scritto dal punto di vista stilistico e con un’idea originale, ma gravi problemi di punto di vista e di focus.
L’aderenza al tema poi, purtroppo, è appena sfiorata. Il segreto non è della madre, ma del padre, per quanto si voglia forzare la cosa è così. Avresti dovuto/potuto mettere in scena i
“comportamenti assurdi di mamma [che] non sono la conseguenza della fuga di mio padre, ma la causa.”

Questo avrebbe permesso di vedere se e quali segreti mantenesse la madre.
Visto che il figlio è la voce narrante non so perché empatizzi con il padre nonostante tutto e quanto gli costi offrirsi di far parte del suo gruppo: ancora una volta, focalizzare sulla madre e sui problemi con lei avrebbe potuto aiutare il lettore a capire meglio le motivazioni e le scelte di Andrea e di “Greta”. Così sono solo “dette” e non “mostrate”. E quindi non emozionano. Mi posso emozionare scrivendomi un film mentale tutto mio sulla cosa, invece era compito tuo come autore.
Ocio al refuso “applausai” per “applausi”.
Ciao, alla prossima!


Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino, “Segreto in salmì”

Ciao Chiara, ben ritrovata!
Buona l’immagine del ragazzo immerso nella vasca amniotica da grande, molto potente.
Il resto del racconto mi lascia molto perplesso. La parte dei figuranti mi pare assurda non perché sia difficile trovarli ma perché non ne vedo lo scopo. Il ragazzo mica sta studiando dentro la vasca, no? Quindi che gli giova se dei sosia al posto suo prendono dei bei voti? E quanti sosia si può trovare per farlo? E stanno al gioco? Come? Perché?
Mi spiace, la mia sospensione di incredulità non parte per niente. Complicato troppo complicato, nell’accezione in cui Nietzsche diceva “umano troppo umano”.
Attenta che “remissione” mi pare un termine troppo difficile, anche se usato da un medico, per un più semplice “convalescenza”.
Alla prossima!


Merletti di rugiada, di Andrea Partiti, “Rugiada e vecchi sberleffi”
Ciao Andrea,
Scusa, ma del tuo racconto non ho capito praticamente niente. Ci ho provato e l’ho riletto varie volte, ho letto anche i commenti. E niente. Mi ci sono incastrato e non avevo la minima idea di cosa scriverti come commenti.
Qual è il problema del racconto? Che manca una soluzione al “segreto” delle madri? Che non c’è alcun segreto? Che le descrizioni sono troppo lunghe? Che c’è poca “ciccia”? Tutte queste cose insieme, ma soprattutto la voce narrante. Chi è? Che cosa c’entra? Perché racconta? Non sopporto in particolare le frasi come “vi chiederete sicuramente perché…” No, come lettore, se non mi hai interessato, non me lo chiedo. È uno “show don’t tell” alla seconda. È un “tell tell”. Non credo che possa portare lontano la storia né l’attenzione del lettore.
Il finale lascia insoddisfatti.
Sorry, a questo giro non mi hai convinto per niente.


1901 Odissea nello Spazio, di Evandro Straccini, “Parabole Spaziali”

Ciao Evandro,
L’idea suggerita dal titolo mi piaceva, un’odissea nello spazio ambientata nel passato, fantascienza e steampunk. Ottimo.
La realizzazione mi lascia invece molto insoddisfatto.
In primo luogo fai quasi esclusivamente ricorso a “dirci” le cose senza farcele “vedere”, quello che in inglese si chiama “show don’t tell”.
In secondo luogo la storia è lacunosa, disordinata, imprecisa.
Il problema a mio parere: si tratta di una “parabola” a tema, non di un racconto. Le parabole devono essere brevi ed essenziali. La tua vicenda si riassume in una vecchia storia per bambini che fa così (a me l’hanno raccontata a catechismo):
Un papà vede il figlio che tenta di spostare una pietra pesantissima per lui. Non ce la fa. Gli dice: “Hai provato con tutte le tue forze?” Il bimbo risponde stizzito: “Certo che sì!” E il papà: “No, non mi hai chiesto aiuto.”

Qualsiasi forma più lunga di questa per evidenziare il concetto, come il tuo racconto/parabola, finisce per annoiare il lettore.
E poi, qual è il segreto delle madri? “Chiedi e ti sarà dato”? Uhm… un po’ forzato, sembra che tu abbia messo Sette Dee e non un dio qualsiasi solo per far rientrare il racconto nel tema del contest. Ma non c’è un “segreto”, c’è solo un “insegnamento”.
Alla prossima!

PS - un piano non può essere "geodetico" nel senso che intendi tu, "piano geodetico" indica la rappresentazione sul piano della sfera (terrestre).


Luna, di Flavia Imperi, “MiagoLand”

Ciao Flavia, ben ritrovata!
Ti confesso che ho dovuto leggere due volte il racconto per capirlo, forse la prima volta ero distratto.
Se ho ben capito una mamma gatta che non sa cacciare si appella alla “Dea Madre” che è gatta e donna e madre e viene esaudita, ritornando in vita e forte e in grado di cacciare per i suoi cuccioli.
È un’immagine molto bella e poetica, e riesco anche a capire come si ricollega al tema. È “il segreto di ogni madre”, una forza incredibile, come quella della Terra stessa, che fa fare cose incredibili e straordinarie per i propri cuccioli. In tal senso penso che il tema sia centrato.
Ci sono però un po’ di problemi, di punto di vista, per esempio, con un flusso di coscienza molto umano e poco felino. Immagino poi che abbia avuto solo cuccioli maschi, perché altrimenti per le femmine non avrebbe senso la frase “Non lo saprete cos’è una madre.”
Ma se anche così fosse, è auspicabile e credibile, invece, che i cuccioli in futuro si rendano conto di cosa è capace una madre, la loro o un’altra madre. Forse avresti dovuto dire: “Non saprete mai quanto vi amavo e come avrei dato tutto per voi.” Qualcosa di più “specifico” e dedicato ai “suoi” cuccioli, e non al concetto di madre in generale.
Appena videro la pancia gonfiarsi, mi misero in una gabbia [i]e liberato lontano[/ i]

Attenta, qui forse volevi dire “e mi liberarono lontano”.
Una prova carina. Alla prossima! :-)

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Linda De Santi
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » giovedì 16 giugno 2016, 10:30

Eccomi anch'io con la classifica.
Considerando che è stato un contest live, in cui tutti abbiamo scritto al di fuori del nostro "ambiente" e siamo stati un po' distratti dalla voglia di conoscersi e di chiacchierare, posso dire che i racconti che ho letto sono tutti di qualità ottima. Fare le classifiche di Minuti Contati diventa sempre più difficile, ma ogni volta mi lascia con la voglia di leggere altri racconti, degli autori che già conosco e di quelli che ho appena conosciuto.
Buon contest a tutti! :)

I commenti in ordine sparso:

Luna di Flavia Imperi

Ciao Flavia!
La mia anima da gattara è rimasta molto toccata da questo tuo racconto :)
Lo stile è lirico e pulito, molto piacevole e godibile. Bella anche la dea, personificazione (secondo la mia personale interpretazione) di una forza primordiale nascosta nell'anima delle creature viventi.
L’unico neo è che questo flusso di coscienza sembra più di un umano che di una gatta. Da un animale mi aspetterei una sensibilità spiccata agli odori, al tatto, al modo di muoversi delle altre creature viventi, mentre qui la percezione della realtà passa attraverso filtri tipicamente umani. Ad esempio, mi sembra strano che la protagonista si faccia abbindolare da un sorriso: il concetto di sorriso per i gatti non dovrebbe essere lo stesso che per gli umani (almeno, le mie gatte sembrano pensarla così :D).
Poco credibile anche il fatto che una gatta un po' debilitata riesca a uccidere un ragazzo (anche se, sempre per la mia anima di gattara, l'ho trovato liberatorio).
A parte queste cose, il racconto è molto buono.
A presto!


1901 Odissea nello Spazio

Ciao Evandro, bentrovato!
Una storia dal sapore classico, con un’impostazione fiabesca che non mi dispiace, se non fosse per alcuni elementi che a mio giudizio risultano un po' di disturbo.
Ad esempio, non mi convince l’eccessiva semplicità con cui gli abitanti del pianeta accettano la sfida lanciata dalle Madri dell’Universo: anche se non dici esplicitamente che si tratta del pianeta Terra, alcuni elementi come la sovrappopolazione e l’eccessiva industrializzazione fanno associare gli abitanti del pianeta ai terrestri, e questi ultimi non brillano esattamente per la loro coesione. È strano vedere che, di fronte a questa sfida, tutti dimenticano i problemi dell’umanità e si mettono a costruire l’astronave per andare su un nuovo mondo. In una situazione del genere, mi immagino i paesi più sviluppati tentare di soppiantare le nazioni più deboli per andare per primi sul pianeta da colonizzare, per poi mettere sull’astronave non presidenti e scienziati, ma derelitti e carcerati a rischiare la pelle in quest’impresa che li proietterà nell’ignoto.
Sarebbe stato bello scoprire che la chiave per ricevere in dono un nuovo mondo non è quella di chiederlo, ma la capacità di andare oltre i problemi che hanno causato il logoramento del primo mondo, ottenuta però a caro prezzo (magari decenni di studi sulla risoluzione dell’indovinello mentre le risorse si esauriscono anche per i paesi “benestanti”).
Insomma, pur con l’attenuante di essere una favola, a mio giudizio manca un po’ del mordente necessario per avvincere davvero il lettore.
Spero di esserti stata utile in qualche modo. A rileggerci! :)

Merletti di rugiada di Andrea Partiti

Ciao Andrea!
Mi piace molto lo stile con cui hai scritto questo racconto. Trovo particolarmente ben riuscite frasi come “anziché con una fila di seggiolini pronti a lanciarsi per aria in una gara senza vincitori”, che con poco descrivono perfettamente situazioni note (chi da piccolo non ha mai fatto a gara a arrivare più in alto sull’altalena, senza riuscirci ma divertendosi un sacco?).
A mio parere è proprio nello stile e nella descrizione del microcosmo rappresentato dai Giardini che risiedono i due maggiori punti di forza di questo racconto. Anche perché hai dedicato più spazio alla descrizione del parco che allo svolgimento della trama, ma in sé non ritengo sia un problema.
Piuttosto, mi sembra strano che questo “segreto” resti tale e non diventi di pubblico dominio tra i bambini, che in genere adorano questo tipo di storie. Un posto che provoca un senso di disagio e in cui succedono fatti strani dovrebbe essere il luogo più gettonato del parco.
In ogni caso, una prova molto buona secondo me.
A presto! :)

Con l’acqua nelle orecchie di Chiara Rufino

Ciao Chiara! Concordo con i commenti sul titolo, davvero potente e azzeccato :)
L’idea del tuo racconto in sé è molto bella e centra in pieno il tema. Secondo me la storia ha solo bisogno di essere alleggerita di alcuni elementi di troppo e in alcuni casi fuorvianti; ad esempio il marito, che non si capisce che fine faccia, o il figlio che risponde “Avanti!” (come fa, se è sott’acqua?). Inoltre definirei un po’ meglio il discorso sui sosia, rendendo più chiaro il fatto che la protagonista li ricerca, li ingaggia e usa anche il trucco per renderli più simili a suo figlio.
Si tratta comunque di piccole sbavature dovute alla fretta e al poco spazio a disposizione (e anche un po’ al fatto che quel giorno eravamo tutti distratti :D), risolvibili con un editing leggero.
Nel complesso, una prova davvero buona. A presto!

Greta e i suoi gretini di Fernando Nappo

Ciao Fernando! Un racconto molto bello e delicato, con dialoghi ben scritti e realistici.
Ti dirò, la prima parte funziona così bene che secondo me anche da sola sarebbe un bellissimo racconto breve.
Purtroppo devo concordare sul fatto che il tema del contest è appena accennato, una sola frase in cui viene rivelato che è stata la madre a causare l’allontanamento del padre è un po’ poco per essere considerato realmente un "segreto della madre".
Qualche posizione in meno in classifica per il tema poco presente, ma resta un ottimo lavoro. A presto!

Ambra Stancampiano

Ciao Ambra! Tra tutti i racconti che ho letto in quest’edizione, il tuo è di sicuro uno dei più complessi e coinvolgenti. Sono piuttosto impressionata dal risultato che hai ottenuto malgrado la distrazione generale e il poco tempo a disposizione (visto che ne abbiamo perso parecchio al bar!).
Mi ha lasciato un poco perplessa l’episodio in cui si scopre della morte del figlio. Perché mamma Rosa appare disperata, se è lei ad averlo sbranato? La cosa sembrerebbe suggerire che compie i suoi atti di cannibalismo in preda a dei raptus, ma gli episodi di cannibalismo che accadono in seguito sembrano essere compiuti in maniera estremamente lucida (tanto che produce dei manicaretti con le persone che uccide).
Inoltre credo di non aver capito questa frase: “Nessuno sa cosa successe veramente, ma conoscendo il carattere materno e riservato di Mamma Rosa e considerando che pochi giorni dopo Micuzzo il cacciatore venne giù dalle montagne col cadavere di un lupo magro magro che faceva più pena che paura, a tutti sembrò palese che alla povera Mamma Rosa fossero capitate due disgrazie in un sol colpo”.
Qui il lupo sembra essere “scagionato”, eppure il paese solidarizza lo stesso con Mamma Rosa. Mi è sembrato un po’ strano :)
Per il resto, racconto davvero godibile.

My Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret di Magwal

Ciao Magwal, bentrovato!
La scelta di partire dalla situazione che avevi intorno quando hai scritto il racconto è buona, così come l’idea che hai avuto per declinare il tema del contest. Il problema è che la prendi davvero lunga per arrivare a una conclusione che non soddisfa appieno.
Lo stile del racconto mi piace (chiudendo gli occhi sull’assenza di punti alla fine dei dialoghi che mi urta un po'), è indubbio che te la cavi bene con i dialoghi, ma il tutto andrebbe un po’ limato e risistemato in modo che il lettore arrivi alla fine del racconto con un senso di attesa, piuttosto che estenuato dai troppi botta e risposta.
Insomma, un racconto che ha un ottimo potenziale, ma che a mio giudizio non ha ancora raggiunto la sua forma migliore.
Spero di esserti stata utile. A rileggerci! :)

Tecniche Segrete di Erika Adale

Ciao Erika!
Racconto ben scritto e tema centrato.
Inizialmente mi ha lasciato un po' incerta il finale: la protagonista scopre di essere figlia del demonio e invece di rimanere inorridita guarda ammirata la madre?
Il fatto che già sospetti di non essere nata con tecniche comuni forse non basta a spiegare la sua reazione finale, ma alla fine può anche darsi che alla protagonista -semplicemente- non importi niente di essere figlia del demonio. Dopotutto ha condotto la sua vita normalmente fino a quel momento, il modo in cui è nata non l'ha influenzata, quindi non ha motivo di preoccuparsi. Non so se è così davvero, ma è l'unica spiegazione convincente che trovo per il finale :)
In conclusione, lo trovo uno sviluppo molto interessante del tema. A presto!

La classifica:

1. I più amati, i più buoni
2. Tecniche segrete di Erika Adale
3. Con l’acqua nelle orecchie di Chiara Rufino
4. Greta e i suoi gretini di Fernando Nappo
5. Merletti di rugiada di Andrea Partiti
6. Luna di Flavia Imperi
7. 1901 odissea nello spazio di Evandro Straccini
8. My Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret di Magwal

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Gimmi
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » giovedì 16 giugno 2016, 22:36

1. Tecniche segrete, di Erika Adaleale
2. My Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret, di Magwa Adale
3. Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo
4. Luna, di Flavia Imperi
5. Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino
6. I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano
7. 1901 odissea nello spazio, di Evandro Straccini
8. Merletti di rugiada, di Andrea Partiti


1.Tecniche segrete
di Erika Adaleale

Ciao Erika.
Questo è l'ultimo racconto che commento e se fosse per la scrittura, la situazione, i dialoghi e i personaggi vinceresti su due piedi.
Però cacchiaccio non ho capito. Mi ha sviato il fatto che il Professore dica "Dio ha la preghiera", perché altrimenti avrei pensato che fosse lui e sarebbe stato figo! O lo è davvero? O è Gesù?
Dai cavolo, non si fa così però!
A parte a delle sottigliezze che non vado a puntualizzare e il finale che mi ha un po' smarronato.. boh.. non ho nulla da dire se non "bello" :D

Mi leggo gli altri commenti e vedo se c'è dell'altro.
Aaaaaaaah, mavvaffanbruco era il Diavolo! Meeeenghia come ho fatto a non pensarci?! Per ogni racconto scoprivo prima del tempo quale fosse il segreto e questo che era il più lampante non l'ho visto. Ahahah.. sono un demente xD
Sono d'accordo con Vastatio. Se avessi fatto una battuta finale sul fatto che lui fosse il Diavolo avresti fatto jackpot. Stranamente non molto con Beppe. Si forse quella parte in cui Fiammetta accusa la madre potrebbe essere meglio gestita, ma non mi ha urtato particolarmente.


2. My Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret
di Magwa Adale

Allora, nelle ultime due ore e mezza di tempo non ho problemi a dire che questo è il primo racconto veramente coinvolgente che ho letto (oltre a quello di Beppe, ma lì avevo sbagliato girone). Ci sono delle scene. Si vedono delle cose. Nulla è spiegato. Ottimo!
Mi piace anche il fatto che sia veloce e dinamico, anche se è un giudizio personale. Forse, in alcuni punti anche troppo (dinamico). Non nascondo che ho faticato a seguire in certi punti chi parlava di cosa. Forse un leggero respiro avrebbe aiutato. Specie nella parte in cui lui si svela e avrei preferito vedere nel dettaglio azioni e reazioni piuttosto che le parti prima, in cui preparava il tè (io lo scrivo così tè). Mi è parso di capire che volessi dare una particolare attenzione alla preparazione del tè, ma non ho trovato motivi validi per farlo.
Divertente come hai estorto il tema dato (di cui io non ho mai dato importanza nei commenti). Divertente anche il fatto che hai utilizzato la situazione in cui ci siamo trovati durante la sfida. Ci avevo pensato anche io, ma non mi era venuto in mente nulla. Peccato che anche questo non influisce sul giudizio ^^

I tre punti interrogativi nel dialogo così secondo me sono un po' poco eleganti. Perché non ha nemmeno un riscontro comico e fare le cose del tipo '?!?' sono un po'... baaaah. Capito, no? :D

Non ho capito questa parte:
" - Di nulla, io sono John, ma tutti mi chiamano Jo
Tira la borsa verso di se’, ma lui non accenna a mollare la presa. Sospira ancora.
- Jo, cioè Joanna."
Si chiama Jhon o Joanna?

" - Thè? Me?
Abbassa lo sguardo, sorride, è la prima volta in quella giornata assurda."
No. Per piacere no xD
Ci sta che faccia le battute idiote, ma che lei sorrida quando fino a un'attimo fa era scazzata no.

Non ho capito il finale. Dice grazie John, ma lo dice lei? Non si chiama lui John?

Bom, per me puoi vincere.
Ora mi leggo i commenti e vediamo se c'è gente d'accordo con me :)

Aaaaah! Lei risponde che si chiama Jo, ovvero Joanna. In pratica hai voluto fare un gioco di dialogo. Capisco...
Ma no xD
La confusione è dietro l'angolo date che dovevo ancora ambientarmi in ciò che stava succedendo. Dagli due nomi diversi! E poi perché usi i nomi solo nei dialoghi e per denominarli dici 'Lei' e 'Lui'?

Ecco sì, sono d'accordo con Beppe e Vastasio. Penso che tutte quelle cose però io non le abbia notate perché non ne so una ceppa e quindi me le sono allegramente ingollate senza pensarci.


3. Greta e i suoi gretini
di Fernando Nappo

Situazione accattivante. Scrittura veloce e comprensibile. Un po' troppi a capo.

Forse il più grande dubbio che ho è: ma se il padre se n'è andato quando Andrea era piccolo può avere il ragazzo una simile reazione? Mi è parso un po' troppo pacato. Io penso sarei stato sormontato dai dubbi e dalle incertezze. Oppure poteva manifestare una particolare sicurezza, ma che non è emersa. (E lo schiaffo prima dell'abbraccio è un po' cliché).

Il finale non si addice proprio a un racconto così breve. Non c'è conflitto, di conseguenza non c'è un tentativo di risistemare la situazione e, a sua volta, causa la mancanza di una domanda drammatica. Se Andrea fosse farcito di dubbi noi ci domanderemo con lui: "Accetterà il padre di rivederlo?", per esempio. La pacatezza con cui si svolgono i suoi pensieri fa intuire che per Andre è già tutto risolto.
E comunque la frase finale non è d'effetto.

Forte però il fatto che non sveli il nome del gruppo che si intuisce però nel titolo. E' un completamento del cerchio che ho fatto nella mia testolina e mi è piaciuto ^^

Non so quanta esperienza hai nello scrivere racconti, ma fai attenzione ai trattini dei dialoghi che sono tosti ed è facile creare confusione. Io andrei sul sicuro con le virgolette alte o basse.

Mi pare basta. Mi leggo i commenti degli altri, now..
Ah già! Come dice Fernando la cosa del rubino mi ha fatto sorridere. La soluzione potrebbe essere: "...come un topazio (giallo)". Non mi preoccuperei del fatto di dover specificare che è una pietra lavorata. Non penso che ci sia nell'immaginario collettivo l'idea di una pietra grezza su un qualunque vestito ^^

Come sempre, d'accordo con Beppe. Anche se, a mio avviso, il tuo racconto è più "mostrato" degli altri, è sempre meglio far vedere emozioni e sentimenti attraverso i gesti e non solo dicendo "mi sembra un po' meno sicuro".


4. Luna
di Flavia Imperi

Nulla si può dire sulla tua scrittura. Belle le immagini e le similitudini. Situazioni evocative e aggettivi azzeccati. L'ho letto con piacere :)

Per quanto riguarda la struttura narrativa non capisco se è un'idea diffusa o cosa quella di mettere il protagonista narrante che spiega e spiega e spiega. Ne avrò letti almeno cinque così!
Capisco che inizia che è morta ed è questa coscienza che narra e quindi deve spiegare. Ma non era meglio far vedere tutte quelle cose che hai raccontato? Far sentire il tradimento della famiglia mostrando il momento in cui vene scaricata nel vicolo? La suspense di quando arriva il ragazzo che li maltratta? O il calore di LEI nell'accudirla e farci tirare un sospiro di sollievo.. interrotto di nuovo dall'arrivo della merda con gli amichetti?
A mio avviso (per quello che ho letto fino a ora) se avessi fatto così penso che avresti meritato di vincere. Facevi un bel flashbackkone (o un flashforward) e boom! Siamo con lei.

Penso sia una cosa di gusto personale, ma la storia di Vita e Morte, Vento e Terra, la dea, mi ha lasciato un po' così. Era tutto molto reale e vero. Questa misticità mi ha un po' lasciato perplesso.

Adesso mi leggo gli altri commenti e vediamo se ci scappa dell'altro ^^

Ah già! Ma perché non sapranno mai cosa significa essere una madre? Perché sono maschi? Mi è parso un po' forzato e dà l'idea di essere così per far centrare il tema.

Capisco quello che vogliono dire gli altri riguardo l'umanizzazione. Personalmente non mi ha scocciato. Ho capito fosse una scelta. Certo, è molto più accattivante far vedere un gatto che pensa da gatto. Però alla fine non avresti probabilmente restituito tutto il tuo tocco leggiadro.


5. Con l’acqua nelle orecchie
di Chiara Rufino

Parto dai contro:
Sono rimasto molto confuso. Io mi autoproclamo per primo lettore non attento (specie ora che sono agitato), quindi capisco che potrei essermi saltato qualche passaggio. Però l'impressione che ho avuto è che hai scelto una storia che non poteva essere sviluppata in così pochi caratteri. Ho sentito la necessità di respiro. Non ho avuto il tempo di ambientarmi nella prima situazione che già cambiava drasticamente qualcosa. Non ho capito se la docente fosse a casa sua o la la stanza dietro la libreria stava nella scuola. Non ho capito l'importanza del fatto che lei fosse una ginecologa (lo è una ginecologa, vero?). Non ho capito nemmeno la questione del sosia... e via dicendo. Probabilmente ci sono altre cose che non ho capito, ma non sono ancora consapevole di non averle capite ^^
Anche la clessidra? Cosa c'entra? (Te lo chiedo per curiosità). Ripeto: non tolgo il fatto che sia io a esser scemo.

Invece nel particolare ho trovato che di tanto in tanto ci fosse una spieghina di troppo, come il fatto che la clessidra indicasse il tempo di vita di Mattia o come la docente si sentisse a suo agio, quando si intuisce già dal fatto che si scofani i biscotti. (Si dice "scofani"? Me lo da errore, ma io l'ho sempre detto. Sarà uno slang genovese)

Pro:
La storia mi ha lasciato piacevolmente colpito. Al di là del fatto che era compressa, non mi aspettavo un colpo di scena simile. Avrei voluto vedere come andava avanti e scoprire di più (questo non è propriamente un pro, ma nemmeno un contro ^^).
Purtroppo è l'unica cosa che mi è piaciuta e mi dispiace aver scritto molto di più per i contro. Per questo scrivo due righe in più a caso, cosicché a colpo d'occhio sembri che abbia scritto più pro xD

Bene, detto ciò mi leggo gli altri e ti dico..

...

Sì, diciamo che mi vedo d'accordo con tutto. Rientra più o meno nel discorso "troppo poco spazio". Io sono dell'idea che tutto possa essere fatto, purché spiegato in modo sensato e verosimile. Quindi magari ci stanno i cloni, l'acquario, le stanze segrete e i pirati (i pirati stanno bene ovunque), però quando hai finito di scriverlo lo pubblichi come romanzo! Non so se mi sono spiegato.
L'unico problema ora è che, dopo aver letto gli altri, mi sento troppo buono. Dici che dovrei essere più duro? O ti va bene il commento così?
Personalmente il titolo non mi ha fatto impazzire. Diciamo neutro.
E per finire: ma se avevi in mente un acquario, perché non hai puntato di più su questo? Metterlo dall'inizio? Giocare sul fatto che la sua vita è in una specie di boccia e... boh
Perché la domanda che mi faccio è: cosa voleva dire con questa storia?
Forse pensandoci c'è solo una bozza di una trama lunga e non un significato?


6. I più amati, i più buoni
di Ambra Stancampiano

Ti chiedo subito una curiosità. Si usa dire "andava famosa"? Io non l'ho mai sentito ne letto, ma non vorrei sbagliarmi. Ma questa è una sciuochezzuola :)

A parer mio il più grande problema è il tempo e il narratore. Questa persona sconosciuta racconta di una cosa successa nel passato e poi va ancora più indietro nel tempo, no? Però non capisco.. perché lo fai?
Ho diversi dubbi. Usi un narratore che nella storia è esistente. Anzi, è fondamentale per far si che si capisca che cucinava le persone. Quindi perché non mettere nulla al presente? Non farmi vedere alla fine questa persona che.. boh.. sta per essere cucinato da lei.. o che racconta alla polizia l'accaduto. Una voce narrante così è un peccato non usarla. Non so. Non mi funziona. Mi dispiace molto non riuscire a non spiegarmi meglio. Dovrei parlarne a voce

Perché dici all'inizio che è famosa per i manicaretti (che secondo la mia ignoranza in fatto di cucina è un tipo di pasta, no?) quando poi fa solo carne? Poteva essere l'arrosto? :)

Mi sono un po' perso quando spiega che gli è morto il figlio mangiato dal lupo e il marito se ne è andato. Il lupo ritrovato era magro, no? Quindi intendo che non sia stato lui. Ma allora è stato il marito? O lei? E se è stata lei, perché le "grida struggenti"?

Il personaggio di mamma Rosa non è ovviamente il più originale (basti pensare a una strega qualsiasi delle fiabe, come tu stessa suggerisci nel racconto), però ha sempre una sua forza. Mi sarebbe più piaciuto se non ci fosse stato l'accenno del suo passato e del figlio morto. Perché se io non so nulla di questo personaggio e mi dici che cucina persone io me ne sto e penso, chissà per quale motivo. Ma se mi dai un flash così forte del suo passato allora mi viene da unire le due cose e non riesco a spiegarmi il perché una madre che perde un figlio cominci questo macabro passatempo.
O forse mi son perso qualcosa? ^^

Infine volevo chiederti perché hai scelto la seconda guerra mondiale. Non mi è sembrato che servisse questo dato storico per far funzionare il racconto, no? Certo, nessuno ti obbliga a non metterla, però se la inserisci nella narrazione io, lettore mediocre, mi aspetto che prima o dopo arrivino i soldati a dare uno svolta al racconto.

Mi leggo gli altri commenti :)

Eh sì. Mi vedo d'accordo con Erika. Volevo fartelo presente anche io. L'ultimo paragrafo avrebbe più forza se non ribadisse il concetto, ma... ma... boh. Dovrebbe esserci un guizzo finale che si sente poco. Forse sarebbe utile toglierlo e rinforzare quello precedente? Non, so.

Mi sembra di capire che ci sia un po' di confusione riguardante il cannibalismo. E il fatto che tu non lo spieghi nemmeno nei commenti (a parte la questione del figlio mangiato) non aiuta xD
Credo che tu in quanto autrice lo debba sapere a priori, che tu lo scriva o meno. Anche se è ovvio che se li sia mangiati. Vabbé..

Alla luce di queste cose tornerei sulla madre che si strazia per la perdita del figlio. E' ancora meno chiaro di prima xD

A parte questo, secondo la mia inutile opinione, acquisterebbe forza se fosse raccontato da una terza onnisciente o, meglio ancora una prima al presente. Vedere il bambino che gironzola e scoprire che poi...
Anche io come Beppe avevo intuito presto che fosse cannibale, ma rimane sempre vago il fatto che si sia mangiato suo figlio. Capisco che volevi lasciare quell'informazione vaga perché fossero pettegolezzi. Ma alla fine, come dice Vastasio, qualcosa che lo chiarisce secondo me dev'esserci. Non per correttezza, ma perché rende più fiero il racconto scoprirlo e far dire al lettore "Woooooooo!" :D

Capisco anche che tu voglia lasciare nel vago il fatto che sia realmente una cannibale, ma qui entriamo in un altro tema. La narrativa dovrebbe ammaliare chi legge. Un finale aperto o pochi chiaro lascia un senso di insoddisfazione, che purtroppo è quello che provo al momento.


7. 1901 odissea nello spazio
di Evandro Straccini

Contro:
Partiamo appunto dal titolo. Se devo essere brutale: no. No no e poi no. Generalmente io non mi soffermo sui titoli (per quanto importanti) perché boh. Però il tuo no. Richiamare alla memoria un titolo così celebre mi suggerisce due cose: o è una parodia o è una trasposizione della storia in un altro tempo. Ma dato che non mi pare la prima e nemmeno la seconda (e nemmeno un odissea, a dirla tutta) un titolo così a mio parere ti può solo danneggiare. Illudi il lettore.

"Capì che le misteriose ruote dentate creavano passaggi per altre dimensioni". Mmmm... Che conoscenze aveva per capire una cosa del genere? Apparentemente nessuna. Se l'aveva per esperienze passate è meglio scriverla. Mi ha interrotto la sospensione dell'incredulità.

"...di bianco vestite". Eviterei queste cose altisonanti se non le usi per tutto il racconto (che capisco volesse avere quel registro lì, ma secondo me questo è troppo), specie per un racconto fantascientifico, dove (di solito) chi legge vuole la storia e l'ambientazione. Non la scrittura.
(Quest'ultimo era un parere più che una critica).

Il finale mi pare debole. Il segreto è che se 'chiedi ti sarà dato'? Non.. non... gneeee.. Un po' semplice. Eri di fretta? Te hai scritto diversi libri del genere, giusto? Mi ha proprio dato l'idea di essere uno spunto per un libro più che un racconto. Ma per necessità di spazio hai dovuto fare dei (grossi) tagli.

Il dialogo finale tra i componenti della nave era un po' scialbo. Piuttosto io lo eliminerei. Non dice nulla di utile.

Infine ti do un personal consiglio spinto dall'ignoranza di chi non ti conosce: scrivi solo fantascienza? Non ti va di spingerti su altro? Provare a sperimentare qualcosa che sia un po' diverso?
Te lo dico perché giusto pochi giorni, fa leggendo un libro sulla scrittura di Vincenzo Cerami, viene espresso proprio il concetto che per migliorare bisogna osare. Altrimenti ci fossilizziamo su una cosa ed è brutto! ^^

Pro:
Alcune fotografie mi sono piaciute molto... anche se non ho capito come cacchio fossero messe 'ste lame rotanti xD

La scrittura è godibile per certi versi, anche se è scattosa dove ci sono ripetizioni a manetta. Ma si risolve in revisione come sicuramente saprai meglio di me :)

Leggo gli altri commenti.
Ahahah! Vastasio! E' bello sapere che qualcun'altro va al sodo. Sono d'accordo con lui sulla questione dell'ingenuità. L'ho percepita, ma non sapevo come spiegarla.


8. Merletti di rugiada
di Andrea Partiti

C'erano i fantasmi? Se si... non si è capito :D

Facciamo una cosa veloce.
La scrittura è leggera e fa simpatia. A parte uno o due periodi un po' lunghi si va avanti facilmente. O almeno fino al secondo paragrafo dove mi sono affaticato non poco a leggerlo. Il tuo racconto è una descrizione di un luogo che parte con una panoramica e va nel dettaglio di punti che non interessano. Non c'è racconto perché non c'è trauma. Non c'è una situazione di disequilibrio da rimettere a posto.
Io ti consiglierei di mettere questo mistero quasi subito e poi inventarti qualcosina. Della serie: le madri lo sanno che lì c'è morto quel bambino (ipotizzo) e che chi va lì si rompe qualcosa, cosicché noi conosciamo la situazione e quando un giorno Anna (continuo a ipotizzare) decide di andarci ci fa l'effetto 'mostro dietro la porta' e ci ritroviamo a urlare al monitor "No, non andare lì! Torna indietro!"... o qualcosa di simile :D

Invece dove dice: "Vi domanderete..." ecc. Quelle righe lì proprio non le ho capite. Sono confuse. Cioè, ho capito il senso, ma non mi tornavano com'erano scritte.

Stranamente direi che non ho altro da aggiungere. Forse perché appunto non è un racconto narrativo in quanto non succeda nulla. Potrebbe essere l'incipit di un libro, ma anche in questo caso io cercherei di acchiappare quanto prima il lettore con il mistero.

Bene, leggiamoci anche gli altri commenti.
Mannaggia. Hai fatto arrabbiare Beppe xD
Ma mi trovo molto nel suo commento.
Quindi bom, hai capito, il pregio e il difetto del tuo racconto in sostanza è quello che ti è stato super-ripetuto.

Zebratigrata
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » giovedì 16 giugno 2016, 23:03

COMMENTI

Ciao Flavia,
che racconto triste! Chiunque abbia un gatto non può restare indifferente direi! La forma non è male, una sorta di lettera mentale della madre ai cuccioli sopravvissuti. Il pezzo in cui però la madre si allontana e viene ‘illuminata’ dalla Luna, o da una forza misteriosa di cui non si capisce chiaramente l’origine e che per giunta parla, non mi convince moltissimo e secondo me spezza un po’ il filo del racconto. Avrei trovato più credibile che trovasse la forza di attaccare gli umani spinta dal desiderio di difendere i cuccioli, senza bisogno dell’intervento esterno, che non aggiunge nulla alla narrazione né al pathos della storia, a mio parere e anzi abbatte molto l'intensità e la potenza del racconto.
*
Ciao Evandro,
complessivamente devo ammettere che il tuo racconto mi dà molto l’idea di una bozza più che di un racconto completo, ci sono diverse cose che non mi convincono. Mi concentro su quello che secondo me è il problema principale a livello narrativo: hai elaborato un passato, o forse un mondo alternativo, con una sua mitologia che fa da ossatura alla trama, e questo prometteva bene; mancano però, a mio avviso, dei veri personaggi: ci racconti gli eventi dal punto di vista degli umani che vedono apparire le ruote nel cielo, ma non ci dai una persona specifica con cui empatizzare. Può essere anche quella una strategia. Inizialmente ho pensato che questo stile, questo elencare eventi in successione, volesse dare l’idea del testo sacro, come se stessimo leggendo una Bibbia o un Corano del tuo mondo, e che per questo motivo non ti soffermassi sui personaggi. Anche il fatto che tu metta in risoluzione una citazione biblica mi ha fatto leggere il racconto in quest’ottica. Questo livello di lettura però salta quando cerchi di mostrarci lo spaesamento degli scienziati ‘dall’interno’.
A livello di trama, la soluzione mi sembra un po’ sottotono rispetto alle aspettative che generi con le grandi ruote dentate iniziali.
Un ultimo dettaglio: al posto di ‘terraforming’ ti proporrei di usare ‘terraformazione’. So che è questione di preferenze, ma sono un po’ fissata sul fatto di non usare parole straniere quando ne esistono di italiane in tutto e per tutto equivalenti, non mi sembra utile.
*
Ciao Andrea,
il tuo racconto mi è piaciuto molto, soprattutto perché crea davvero l’atmosfera dei ‘giardinetti’. Mi piace la scelta di un linguaggio particolare e di un narratore esplicito. Forse l’unica cosa che mi ha disturbato è il fatto che nella parte iniziale fai pensare al lettore che gli verrà descritto tutto il giardino, mentre poco dopo inizi a parlare dei bambini. Forse è successo solo a me, ma dall’introduzione mi aspettavo che a un certo punto avresti abbandonato i bambini per parlare del resto del giardino. Solo a metà racconto inoltrata ho smesso di aspettare che passassi oltre e mi sono convinta che il tema del racconto era il pezzo di giardino per i bambini. Forse una descrizione globale del giardino a inizio racconto, una panoramica sulle varie zone che chiude su quella dei bambini sarebbe stata utile per non creare questo falso senso di aspettativa iniziale.
Favoloso il dettaglio delle merendine schiacciate, protagoniste indimenticabili di ogni infanzia dagli anni ’70 in poi.
*
Ciao Chiara,
l’idea del tuo racconto mi piace molto, questa madre che alleva da sola il figlio in una vasca pur di non arrendersi alla sua morte, sfiorando l’ossessione, è un personaggio molto forte, meriterebbe di essere usata anche in un testo più lungo.
Quello che mi convince di meno invece è perché vuole convincere il mondo che suo figlio è normale. Avrebbe un certo senso se fosse convinta che a un certo punto il figlio sarà in grado di vivere una vita normale e volesse garantirgli un futuro, un diploma, ecc. D’altra parte perché non informare il mondo che suo figlio è malato e deve stare in una vasca? Non avrebbe maggiore assistenza in questo modo? Inoltre sembra essere quasi certa che morirà, e anche se spera di poterlo salvare da come lo descrive si direbbe che abbia sempre vissuto in acqua: non me lo immagino in grado di adattarsi all’ambiente esterno.
*
Ciao Fernando,
un bel racconto, mi piace come riesci a farci vivere la situazione dal punto di vista del figlio e mi piace anche come hai costruito i dialoghi, senza scadere troppo nel ‘melenso’. Non ho appunti particolari da farti; la trama è abbastanza telefonata fin dalla prima riga, ma il valore del tuo racconto sta secondo me nel fatto che sa essere un quadretto, uno spaccato su una determinata situazione per mostrare un punto di vista su di essa. Forse il personaggio del figlio non è ben caratterizzato come quello del padre/madre, ma in fondo ha senso perché è il personaggio in cui siamo chiamati a calarci come lettori.
Complimenti!
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Ciao Ambra,
splendido racconto! E ti è rimasto qualche tocco calviniano nello stile, dopo il primo capitolo del Camaleonte! O almeno, mi pare. Premetto che già dalla descrizione del pranzo il finale è telefonato, e siamo già tutti a pensare a Soylent green, però il fatto che non arrivi mai a esplicitarlo e il modo vivido che hai di narrare gli eventi e descrivere Mamma Rosa rende la lettura comunque molto piacevole.
Una cosa non chiara è che fine fa la dozzina di bambini dopo la faccenda del figlio sbranato (dai lupi, o da chi per loro...). Sembra che improvvisamente spariscano. È comunque l’unico neo che vedo.
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Ciao magwal,
ho apprezzato il fatto che tu abbia tratto ispirazione dalla reale situazione della biblioteca in cui ci trovavamo (mi è sembrato di rivedere studenti dallo sguardo vacuo che migravano a passo di zombie verso i tavolini liberi...). La scena iniziale è ben descritta e la lettura è scorrevole fino alla comparsa del coltello: da quel punto il dialogo diventa un po’ pesante perché il lettore non capisce immediatamente la situazione e a mio parere aspetti troppo tempo prima di dargli un indizio o dargli modo di capire cosa stia succedendo.
Anche una volta scoperta la motivazione finale, devo ammettere che è un po’ deludente (a meno che mi sia persa qualcosa), forse anche perché usi il termine congrega e congregazione per tradurre la ‘sorority’ americana. Trovare la parola giusta per tradurlo è un problema non da poco: ‘sorellanza’, ‘consorellanza’ e ‘sororità’ credo siano le tre opzioni più gettonate. Congrega e congregazione purtroppo mi fanno pensare a gruppi a base religiosa, oppure alle streghe (certo, può essere un’associazione mentale soltanto mia); da qui forse la mia delusione per il finale: pensavo ci fosse dietro qualcosa di più mistico o magico, ma il finale mi ha lasciato a bocca asciutta.
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Ciao Erika,
la lettura del racconto è scorrevole però ci sono alcuni punti della trama che non mi convincono appieno.
Per esempio mi sembra strano questo accanimento della figlia nel voler sapere come è nata... verrebbe da chiedersi perché non ci ha pensato prima.
Il finale poi, rimane molto ambiguo, ma non credo ci siano abbastanza elementi da far fare al lettore una serie di ipotesi valide e ‘godersi’ questa ambiguità. L’unica opzione che mi è venuta in mente è che il ‘professore’ sia in realtà il diavolo. C’è il riferimento al serpente, ma un altro indizio in chiusura avrebbe aiutato a rendere l’ipotesi più credibile.
Ho apprezzato molto però i personaggi della madre e della figlia, la descrizione delle dinamiche tra di loro. Hai reso la situazione in maniera davvero ‘viva’.

CLASSIFICA
1. I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano
2. Merletti di rugiada, di Andrea Partiti
3. Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo
4. Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino
5. Tecniche segrete, di Erika Adale
6. Mi Alfa Delta Ro Ypsilon’s secret, di Walter Maggi
7. 1901 Odissea nello Spazio, di Evandro Straccini
8. Luna, di Flavia Imperi

diego.ducoli
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » giovedì 16 giugno 2016, 23:44

Luna di Flavia Imperi

Ciao Flavia
Il racconto è ben scritto, hai mestiere. Ma questo lo sai.
Il racconto è poetico, a tratti struggente, ma che sia rapportato ad un gatto non mi fa impazzire.
Gli animali hanno una loro razionalità ma è diversa da quella umana.
La figura mistica della dea-gatto-madre rimane un po' troppo misteriosa anche se nel contesto del racconto non sta poi cosi male.
Un buon racconto ma non molto nelle mie corde.

1901 odissea nello spazio di Evandro Straccini

Ciao Evandro.
Ammetto di non aver mai letto nulla di steampunk, quindi potrei avere alcune lacune.
Secondo me hai messo troppa carne al fuoco. Usare mondi fantastici con poche battute a disposizione è molto rischioso ( a parer mio) infatti hai dovuto “raccontare” molte cose invece di farcele vivere. Il tutto risulta molto lineare, forse troppo. Non c'è conflitto, ne dramma. Compaiono le dee o presunte tali,e tutti sereni obbediscono. Non so, non mi par logico.
L'immagine delle ruote dentate è molto carina, mi ha rimandato al film di kiashian, ma non ne capisco lo scopo ne la logica che ci sta dietro.
Da rivedere con più tempo e caratteri.

Merletti di rugiada di Andrea Partiti

Ciao Andrea
Non ho molto da dire sul tuo pezzo. Ben scritta e belle descrizioni. Manca la storia.
La collinetta con l'altalena può essere uno spunto ma deve succedere qualcosa, qualsiasi cosa.
Il mistero di quell'altalena rimane tale, puoi spiegare almeno che è successo perché tutti evitano quel posto, altrimenti rimane un bella prova di scrittura.
Ammetto che la chiusa è molto bella, ma vorrei qualcosa di più.

Con l'acqua nelle orecchie di Chiara Ruffino

Ciao Chiara
Alla fine hai scritto del tuo bambino nell'acquario, hai scelto una strada difficile e benchè la storia viri alla fantascienza deve essere supportata da un minimo di credibilità.
In poche parole ci sono molte cose che stridono.
L'ostetrica gli mette in mano il “bambino” morto se ho capito bene, lei dopo qualche tempo fugge col corpo, ma in quel tempo è già andato tutto a farsi benedire (nel senso che non ci puo essere più alcuna attività ne celebrale ne cardiaca). Inoltre dovrebbe avere gia pronto tutto a casa acquario cordone e alimentazione. Più altri strumenti per mantenere in vita il bimbo.
Un ostetrica non dovrebbe neanche avere le conoscenze per costruirsi un apparecchio del genere.
Sicuramente quella del ragazzo a mollo è una bella immagine ma la storia andrebbe costriuta meglio, e in solo settemila battute non credo sia possibile.

Grata e i suoi gretini

Ciao Fernando
Ammetto che il tuo racconto mi ha fatto venire in mente una canzone milanese dello Svampa.
La storia va bene, non ci sono buchi di trama, forse l'unica cosa su cui potresti lavorare è la reazione del figlio. Giusto per dare un po' più di brio al racconto.
L'aderenza al tema è un po stiracchiata ma per me sei dentro.
Un buona prova.

I più amati, i più buoni di Ambra Stancampiano

Ciao Ambra
Il tuo racconto ha il sapore delle storie che ci raccontavamo davanti al fuoco in colonia.
Non sono un amante del “tell” ma in questo caso non mi ha disturbato.
La storia mi sembra coerente, l'ambientazione post bellica veramente azzeccata.
Per me la follia della donna è iniziata con la morte del figlio, forse lo ha mangiato o forse no, ma questo sta all'immaginazione del lettore.
Un ottimo racconto.


Mi Alfa Delta Ro Ypsilon's secret di Walter Maggi

Ciao Walter
Hai scelto una declinazione del tema sicuramente originale seppur un po' debole.
Se fosse, che so, la congrega delle ragazze madri o qualcosa del genere il tutto sarebbe stato più centrato.
Il testo scorre abbastanza bene, alleggerirei un po' i dialoghi che alla lunga tendono a diventare un po' pesanti ma nulla di che.
Quello che per me è un problema sono il motivo per il quale si muove John e il perchè questa congrega è cosi misteriosa. Forse sembrano punti da poco ma non mi fanno apprezzare a pieno il racconto.

Tecniche segrete di Erika Adale

Ciao Erika
Il tuo racconto mi è piaciuto molto, i dialoghi sono ben gestiti e il finale funziona anche se l'ingresso del diavolo è una trovata stra abusata, anche se l'hai gestito molto bene.
Per qualche strano motivo mi hai richiamato alla mente il Faust.
Niente da dire se avesse avuto un guizzo in più sarebbe stato perfetto.
Un ottimo pezzo.


Classifica:

1)I più amati, i più buoni
2)Tecniche segrete
3)Greta e i suoi gretini
4)Luna
5)merletti di rugiada
6)Mi Alfa Delta Ro Ypsilon's secret
7)1901 odissea nello spazio
8)Con l'acqua nelle orecchie

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antico
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Re: Gruppo SEGRETI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » sabato 18 giugno 2016, 21:39

Eccomi!
Domani in serata saprete i quattro finalisti. Questa volta non pubblicherò nessuna classifica finale di raggruppamento, ma mi limiterò a creare una news in cui comunicherò i finalisti di entrambi i gruppi. La classifica finale di Livio Gambarini, quella sì, verrà invece pubblicata per intero e ricordo che ai primi sette verranno assegnati anche punti per LO SCRITTORE DELL'ESTATE.

1) Greta e i suoi gretini, di Fernando Nappo
Bello. Un tono pacato, un conflitto implicito e legato al passato e arriva alla sua risoluzione nel corso del racconto lasciandosi “slacciare” durante la lettura, fluido. Il tema c’è ed è inserito in modo assolutamente elegante: una madre che ha tenuta nascosta al figlio la verità mostrando solo ed esclusivamente la sua. Grandioso il titolo. Forse andrebbe ancora rifinito qua e là, ma già così per me è un pollice su.
2) I più amati, i più buoni, di Ambra Stancampiano
Racconto molto buono. Da un punto di vista logico ho dubbi solo riguardo a come la protagonista è riuscita a sistemare la Cascina… Insomma, se il piatto principale erano i tedeschi qualcuno avrebbe dovuto accorgersi di qualcosa che non funzionava. Detto questo, che può anche rimanere nel limbo illuminato dalla follia di lei, il resto funziona anche se qua e là si sente la necessità di qualcosa di più (probabilmente dettata da qualche taglio di troppo). Il tema lo vedo bene inserito. Un racconto, per me, da pollice quasi del tutto su.
3) Tecniche segrete, di Erika Adale
Racconto ben scritto (a parte il passaggio da te segnalato, ma sui cui in un contesto quale MC, se non diventa regola, si può chiudere, una tantum, un occhio) e intrigante. Certo, è anche molto classico con il solito diavolo “salva desiderio” e acchiappa anima, ma qui è mediato dal sentimento di amore materno e basta questo per dargli un alone di particolarità. Non concordo con Beppe sul fatto che lei sappia già tutto prima e prova ne è il fatto che lei stessa si stupisce dell’aspetto giovane del dottore, ma semmai ci arriva, avendo già tutti gli indizi, nel corso del dialogo. Il tema c’è, ovviamente. Una prova da pollice quasi su.
4) Mi Alfa Delta Ro Yipsilon’s secrets, di Walter Maggi
Prima cosa: benvenuto a Minuti Contati! Passiamo al racconto. Apprezzabile l’utilizzo dell’acronimo per inserire il tema, anche se normalmente tendo a preferirgli un approccio più standard. Buono il dialogo, lo gestisci bene e laddove sembrerebbe girare meno bene percepisco tagli effettuati per stare dentro il limite dei caratteri, cosa che, essendo al tuo primo mc, è più che comprensibile. Buono anche il finale con la doppia rivelazione. Mi ha divertito molto il tuo spunto iniziale, cosa che però posso apprezzare solo io (la ragazza seduta al tuo posto che si è dovuta spostare). Concludendo, una prova ordinata, ben gestita, un racconto da pollice tendente verso l’alto per me.
5) Con l’acqua nelle orecchie, di Chiara Rufino
Ho letto i commenti e non starò a ripetere concetti già espressi. Mi limito a sottolineare che ha ragione Dimitri: potevi tranquillamente concentrarti su lui nell’acquario senza tutto quanto precede focalizzandoti sul suo rapporto con la madre (eh sì, l’ho capito che parlava tramite pc).
Per il resto, ci sono tante cose qui e temo tu abbia pagato dazio per non aver potuto da subito lavorare con il notebook. Forse con più tempo avresti potuto rifinire di più il tutto ed eliminare qualche spigolo troppo appuntito. Ti dirò: ho apprezzato molto la ricchezza dell’idea, motivo per cui ti metto davanti ad altri cui ho assegnato lo stesso “pollice”, per la precisione il ni. Da riprendere assolutamente e aggiustare. Magari non sarà un lavoro facile e devi focalizzare meglio e con maggiore esattezza il come lo vuoi raccontare, ma DEVI farlo.
6) Luna, di Flavia Imperi
Ho molti dubbi riguardo alla figura della Dea: arriva come deus ex machina, poco spiegata, e giusto con la funzione di rilanciare il racconto verso il finale e introdurre il tema. Quindi, in buona sostanza, l’impressione è di macchinosità. Detto questo, un plauso va fatto per la denuncia: scrivere deve servire anche a sollevare questioni, puntare il dito, sollecitare la sensibilità e un racconto come questo lo fa. Certo, poi la chiusa è essenziale e dev’essere chiara e fuori da ogni dubbio proprio perché il racconto stesso deve essere indirizzato a tutti, ma tutti tutti, e se il messaggio finale va a sbilanciare la sua semplicità allora ne riduce anche l’impatto. Poco fastidio mi ha invece procurato l’umanizzazione, anche se credo che, in caso il racconto non riesca ad ottenere l’accesso diretto alla vetrina, faresti più che bene a cercare di disumanizzarla un minimo, ma giusto poco, per concentrarti di più sui sensi più utilizzati dai gatti. Pollice ni, al momento.
7) Merletti di rugiada, di Andrea Partiti
Inizio chiedendoti scusa. Perché? Perché ritengo che qui tu abbia fatto un errore strategico e abbia perso il bilanciamento. Pertanto, nonostante il tuo solito stile maturo, preciso e sicuro, devo penalizzarti in classifica. Introduci l’elemento narrativo troppo tardi, viene a mancare totalmente la sensazione di conflitto e, sarò sincero, mi sarei fermato a metà lettura (ma comprendo che è un mio limite, anche se devi immedesimarti in un lettore e, beh, tanti in un racconto breve tendono a staccarsi se arrivati a metà perdurano descrizioni senza alcuna semina forte di quanto li attende nel finale). In più, la conclusione non mi sembra esaustiva, ma appena sfiorata. Bene che rimanga un mistero, ma ho percepito la mancanza di qualcosa di più. Sono perplesso per quanto riguarda il giudizio finale, mi hai messo in crisi… Non un pollice giù (è scritto troppo bene e si vede che sai quello che stai facendo e semmai, come già ribadito, qui l’errore è a livello strategico), diciamo un ni con un invito, in caso vada in vetrina, a determinarlo un pelo di più.
8) 1901 Odissea nello Spazio, di Evandro Straccini
Prima cosa: benvenuto a Minuti Contati! Seconda cosa: si vede che non sei abituato con la forma del racconto. Ma non è un male, anzi, provandoci e riprovandoci non potrai che aggiungere una skill importante al tuo bagaglio di scrittore. C’è molto tell qui, troppo. E manca il contrasto e di conseguenza la tensione narrativa. In più, cadi in ripetizioni eccessive (la parola “mondo” l’hai usata troppe volte) e ogni tanto ti lasci andare ad alcune espressioni poco efficaci (l’utilizzo di “dopo” è da eliminare vita natural durante). E aggiungo: inserisci degli elementi senza fornire adeguato supporto (uno su tutti: perché proprio sette dee? Quando si va così nello specifico si presuppone una scelta precisa da parte dell’autore, quel numero deve avere una spiegazione, insomma).
Detto questo, l’estro creativo è notevole e riempi la testa del lettore di tante belle immagini colorate, bello. Ho apprezzato anche l’impostazione un po’ eterea che hai voluto dare, quasi da fiaba (anche se poi cadi nel difetto che ti ho sottolineato più sopra, di quasi totale mancanza di contrasto). Arguto il richiamo diretto al deus ex machina. Al momento il mio giudizio si attesta su un pollice ni, media tra l’immaginifico da te ricreato e le problematiche che il testo manifesta.
La forma racconto è diversa dalla forma romanzo, ma persevera perché attraverso la comprensione delle dinamiche di controllo sul breve non potrai che ricavarne vantaggi anche per tutto il resto della tua produzione.

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