Occhi di gatta

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maria rosaria
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Occhi di gatta

Messaggio#1 » giovedì 23 giugno 2016, 23:30

OCCHI DI GATTA di M.R. Del Ciello

Il caldo si era abbattuto pesante e invadente sulla città.
Serena quella notte non riusciva a prendere sonno. Si alzò per bere un bicchiere d’acqua ma un peso la inchiodò sul letto. Si sentì stanca. Forse era veramente malata, come diceva la mamma. Tutti quei capelli che perdeva, ogni giorno, e ora quella stanchezza. Sì, doveva essere malata.
Non riuscì a terminare quel pensiero che il freddo di una lama disegnò un percorso sul suo collo. Prima lieve, poi più profondo.
Non ebbe il tempo di gridare che già la sua gola era aperta sulla morte. E la lama infierì subito dopo sui suoi occhi verdi.

— L’abbiamo trovato commissa’ — l’agente De Rossi entrò trionfante in commissariato trascinando un tizio che opponeva resistenza.
Il commissario si asciugò il sudore della fronte con un fazzolettino di carta e maledì il caldo torrido che quella mattina aveva invaso la capitale.
— Fallo entrare nella saletta degli interrogatori. Adesso arrivo. — Trangugiò una coca gelata e li raggiunse nella saletta.
— Allora muso giallo che ci facevi in casa della vittima?
— Mio nome Kam, no muso giallo — replicò il giapponese.
— Ah facciamo i pignoli? Allora diciamo che se non parli subito ti sbatto dentro.
— Io non so nulla.
— C’è un testimone. Ti ha visto uscire dalla casa della vittima questa mattina.
— Io lavoro in quella casa.
— Lavoravi.
— La signora Serena era buona con me, io facevo pulizie e lei sempre contenta. Perché io uccidere lei?
— Questo me lo devi dire tu.

— Commisario, abbiamo trovato questi in casa di Kam — De Rossi poggiò una busta sulla scrivania.
— Che roba è? — chiese il commissario.
— Capelli.
— Capelli?!

Salvatore era steso sul suo divano quando suonarono alla porta. Si trascinò a fatica e aprì.
— Salve, commissario. Avete trovato l’assassino?
— Abbiamo un sospettato ma ci sono delle cose che vorrei chiarire con lei.
— Entrate pure.
Si sedettero e Salvatore offrì un caffè freddo.
— Secondo lei perché gli occhi? Perché sfigurarli? — domandò il commissario.
— Non lo so — la voce di Salvatore ebbe un tremito. Aveva amato Serena e pensarla morta era troppo doloroso. — Forse qualcuno invidioso, Serena aveva degli occhi bellissimi. E quando si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima, ecco, mai definizione fu più azzeccata. Serena aveva un animo bellissimo.
Il commissario si guardò intorno. Quadri, tele, disegni, la casa di un artista. Ora solo e disperato.

— Adesso mi spieghi cosa ci facevano questi a casa tua… — chiese il commissario a Kam, indicando la busta piena di capelli.
— Io conservare capelli della signora, per ricordo…
— Stai mentendo, smettila.
— Io volevo salvarla.
— Adesso cominciamo a farneticare, muso giallo? Salvarla da cosa?
— Da uomo cattivo. Kitsune. Sa cos’è una kitsune commisario?
Il commissario lo guardò con occhi di brace. Ancora poco e avrebbe peso completamente la pazienza. Ma Kam continuò. — Kitsune è un mutaforme, demone che si traveste da uomo per ingannare donne. E io taglio capelli per salvare donne.
— Benissimo, muso giallo, a te più che la galera ti serve il manicomio. De Rossi! — urlò il commissario.

Salvatore era stanco. Ma non era il caldo. Si avvicinò alla finestra aperta e annusò l’aria. L’odore dei suoi simili lo stava chiamando. Serena non aveva acconsentito a posare e lui non era mai riuscito a fermare sulla tela il colore e la forma dei suoi occhi, occhi di gatta. Non era riuscito ad avere la sua anima. E se non poteva essere sua, non avrebbe dovuto essere di nessun altro.

Con un balzo felino Salvatore saltò dalla finestra e il suo corpo prese la forma elegante di un gatto, il pelo della coda svolazzante nell’aria. Nell’afa ammorbante della capitale.


Maria Rosaria

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angelo.frascella
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#2 » sabato 25 giugno 2016, 1:15

Un buon miscuglio fra giallo e fantastico, gradevole e piacevole.

L'unico difetto è il passaggio veloce fra le varie scene, dovuto alla scarsezza di caratteri che rende un po' difficile capire la linea temporale esatta del racconto (mi spiego meglio: il commissario interroga Kam, riceve i capelli da De Rossi, parla con Salvatore e poi di nuovo con Kam commutando troppo velocemente tra le varie scene... manca insomma lo stacco e la contestualizzazione dei vari momenti)

valter_carignano
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#3 » sabato 25 giugno 2016, 11:27

ciao
come detto nel mio commento al mio racconto (mi commento da solo, sarà il caldo....) io in fretta scrivo peggio del solito e ho difficoltà ad avere idee 'della misura giusta'. Difetti che personalmente tu non abbia affatto.
Il racconto è coinvolgente, i personaggi sono bene caratterizzati (negli ovvi limiti dello spazio), la storia mi sembra perfettamente comprensibile. Sono dovuto tornare indietro di qualche riga per capire chi fosse Salvatore, ma credo sia un problema mio.
Invece, non ho capito il motivo della caratterizzazione di Serena. Ha il cancro, giusto? Se sì, non mi sembra aggiunga nulla alla storia; se no, di nuovo problema mio e fai conto che non abbia detto niente.
In tutti i casi, secondo me è molto buono.

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Andrea Partiti
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#4 » sabato 25 giugno 2016, 11:58

Ciao!

Il tuo racconto è molto spigliato e piacevole da leggere, il senso di frenesia delle scene, che quasi si accavallano, mi piace. Lo vedo come un modo per rendere la confusione e la fretta dell'indagine per un omicidio, da chiudere al più presto consegnando un colpevole al mondo.

Il dettaglio dei capelli penso andrebbe spiegato un po' meglio. Il dubbio di essere malata, ma i capelli si perdono per le cure più che per la malattia in sé. Kam che le "prende" i capelli per proteggerla... non è chiaro il collegamento logico tra i capelli e la protezione. Per renderla meno desiderabile agli occhi del mostro?

Per la reinterpretazione del mostro, non capisco benissimo come tu abbia reinterpretato il kami-kiri. Attacca le donne ma non è un mutaforme. Non è neppure un kitsune quello che usi, perché in quel caso sarebbe una volpe-donna, non un gatto, ed è tipicamente benevolo.
Non capisco perché far spiegare esplicitamente a Kam cosa sia un kitsune se potrebbe spiegare direttamente cos'è un kama-kiri, come "funziona" nel tuo racconto, e risolvere il problema!

Il mostro non c'è, ma il tema sì, grazie al ruolo di artista della tua vittima e del significato simbolico degli occhi connessi alla sua arte. E' un modo delicato di inserirlo, ma abbastanza simbolico da essere portante nella storia.

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maria rosaria
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#5 » sabato 25 giugno 2016, 15:38

Ciao e grazie dei commenti.
Devo chiedere scusa perché mi sa che stavolta ho fatto veramente un casino.
Il mio mostro era il kamakiri, un demone che taglia i capelli alle donne spesso, non sempre, per proteggerle dai mutaforme, o kitsune, che ho scelto di interpretare nella forma di gatto e non di volpe.
Credo di aver fatto un casino perché non ho spiegato per niente il kamakiri e infatti i dubbi (legittimi) che vi siete fatti sono sul perché la donna perda i capelli. Li perde perché il kamakiri di notte taglia le ciocche di capelli alle sue prescelte.
In realtà quando mi sono documentata sul mostro mi sono fatta prendere la mano dal rapporto che spesso lega tale mostro ai mutaforme, poi ho deciso di trasporre tutto in chiave un po' noir e ho perfezionato il pasticcio...

Mi rendo conto che non si capisca un granché del mio mostro...
Maria Rosaria

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Andrea Partiti
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#6 » sabato 25 giugno 2016, 16:12

Allora torna tutto, non conoscevo il dettaglio dei capelli tagliati, grazie.

Purtroppo l'ottica del mostro mi aveva portato a pensare che fosse quello cattivo, non quello che proteggeva!

(Capisco bene la frenesia da documentazione, uno legge un sacco di pagine, storie, articoli e restano tante idee sparse in un calderone ribollente da cui attingere... è sempre complicato rimettere tutto insieme in modo che sia trasparente per chi legge senza lo stesso background!)

Alexia
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#7 » lunedì 27 giugno 2016, 22:09

Secondo me se lo trasformi in una novella diventa bellissimo. Ottima l’idea, peccato il poco spazio per svilupparla e creare il giusto pathos. Inoltre scrivere un racconto thriller/noir è davvero difficile perché devi contestualizzare e non correre. I cambi di scena sono troppo repentini per riuscire a creare la giusta atmosfera. In ogni caso l’idea mi piace un sacco e non è affatto necessario che spieghi che creature sono... basta accompagnare il lettore nella tua dimensione.

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maria rosaria
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#8 » martedì 28 giugno 2016, 17:25

Grazie Alexia.
Sì, i cambi di scena veloci forse non sono il massimo...
Quando avrò il tempo magari lo riscrivo per bene.
:-)
Maria Rosaria

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AmbraStancampiano
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#9 » martedì 28 giugno 2016, 21:19

Ciao Maria Rosaria,
hai avuto davvero un'ottima idea, e ne hai tirato fuori un buon thriller noir con l'unico difetto della carenza di caratteri, che ti porta a quella frenesia che ti è già stata segnalata.
Devo dire che il mostro che hai scelto è interessantissimo, e ancora più interessante è l'accezione in cui lo hai usato all'interno della tua narrazione; anche io ho provato a rendere un mostro più empatico che pericoloso, con risultati secondo me ben più scarsi dei tuoi :)
Anche secondo me la presentazione non è chiarissima, non si capisce bene la questione dei capelli e della preoccupazione di Serena; stessa cosa per Salvatore, che arriva un po' troppo improvvisamente e spiazza il lettore. Poca cosa, comunque. Brava, gran prova :)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Angela
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#10 » mercoledì 29 giugno 2016, 14:52

Racconto interessante, anche perché hai dato un'interpretazione personale del mostro. Inizialmente non avevo capito che voleva proteggerla, difatti mi mancava qualche elemento per dare un giudizio. Poi ho letto gli altri commenti e la tua spiegazione ed è stato tutto chiaro. Penso che il pregio di questo racconto sia proprio il ruolo che hai dato al mostro e anche il genere scelto che a me piace molto (thriller/noir).
Per contro ci sono alcuni difetti: cambi di scena troppo repentini, poca chiarezza sul Kamakiri e l'entrata di Salvatore che spiazza il lettore.
Buoni i dialoghi, le descrizioni e il finale tra i migliori della tornata.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Rionero
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#11 » mercoledì 29 giugno 2016, 15:20

Ciao,

giallo potenzialmente molto interessante ma che compresso in così pochi caratteri non permette di esprimere il suo potenziale: troppi cambi di scena e forse anche troppi personaggi...il tutto finisce per rendere confuso anche il tuo stile molto vivace.

Il doppio mostro buono/cattivo senza spiegazione di quello "principale" è un difetto che vedo ti hanno già segnalato. Secondo me avrebbe funzionato meglio se il ruolo del cattivo fosse stato affidato ad un uomo invece che ad un mostro...avresti avuto anche la doppia lettura mostri-buoni/umani-cattivi!
Detto questo grazie per la lettura^^

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Linda De Santi
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#12 » mercoledì 29 giugno 2016, 18:04

Ciao Maria Rosaria!
Intanto ti faccio i complimenti per aver scelto il genere giallo, svilupparne uno nei pochi caratteri messi a disposizione da MC è una cosa che mi ha sempre spaventato a morte.
Detto ciò, trovo anch'io che i cambi di scena siano un po' bruschi, ma d'altronde non credo si potesse fare diversamente e tutto sommato si riesce a seguire bene la vicenda.
Mi è sembrata strana questa frase: " Aveva amato Serena e pensarla morta era troppo doloroso". Considerando che Salvatore è il colpevole, sembra un pensiero un po' troppo sincero.
Ad ogni modo, il tuo racconto mi è piaciuto molto. A rileggerci!

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maria rosaria
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#13 » mercoledì 29 giugno 2016, 19:26

Grazie dei commenti.
Fa piacere sapere che, nonostante tutto, il racconto vi sia piaciuto.
Vi abbraccio tutte/tutti.
:-)
Maria Rosaria

Evandro
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#14 » venerdì 1 luglio 2016, 16:00

Ciao Maria Rosaria, l'incipit: “Il caldo si era abbattuto...” stona un pochino: non è una tempesta. Un giapponese che fa le pulizie come un filippino è inverosimile. Le persone catturate sono sempre custodite da due agenti. Ho visto un paio di refusi. I difetti terminano qui. Il tuo giallo è “accelerato” ma bello: fino alla fine non avrei puntato su Salvatore. Tema centrato, direi: gli occhi di lei sono specchio dell'anima del mostro. La tua personale interpretazione del doppio mostro non disturba il racconto, secondo me; bisognerà vedere che giudizio ne darà la Guest.

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Peter7413
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#15 » venerdì 1 luglio 2016, 18:42

In una eventuale revisione devi assolutamente chiarire questa intestina "battaglia tra mostri" perché una volta letto il tuo commento ho potuto apprezzare DECISAMENTE di più la concatenazione di eventi che narri. Forse, ti dirò, il tema non è caratterizzante il racconto, se non in parte, ma non è un grosso problema. Molto buona la struttura con frequenti cambi di setting che però non sono pesanti o difficili da accettare, ho apprezzato parecchio. Un buon racconto senz'altro.

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erika.adale
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#16 » venerdì 1 luglio 2016, 20:57

Un giallo in pochi caratteri: bisogna avere la tecnica e amare il rischio, complimenti. Il risultato sarebbe davvero godibile, se si avessero delle competenze di folclore giapponese...che io non ho. Quindi, quando ho letto la tua spiegazione mi è spiaciuto, perché se avessi capito da sola le relazioni fra mostri mi sarei davvero entusiasmata. Entriamo così in un classico dilemma scrittorio: è necessario dare le spiegazioni al lettore sugli argomenti che mediamente ignora o produrre racconti solo per gli "eletti" che colgono al volo? Io sono pop e voto per la prima soluzione. Ma, forse, per riuscire a costruire un giallo/horror completo con un folclore poco noto ci vuole qualche battuta e qualche minuto in più. Secondo me dovresti prenderteli per sistemare questa storia, in una forma più ampia diventerebbe davvero interessante.
P.S Ma basta con questi gatti cattivi! I gatti sono esseri celestiali, non lo sapete? ( ;-), scusate, sono una tragica gattara!)

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maria rosaria
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Re: Occhi di gatta

Messaggio#17 » sabato 2 luglio 2016, 15:45

@Evandro: grazie delle annotazioni che mi hai fatto. Ne terrò sicuramente conto in una eventuale riscrittura.

@Maurizio: grazie anche a te, terrò conto anche del tuo commento.

@Erika: hai perfettamente ragione. Ho osato un po' troppo. Ad onor del vero però questo mio racconto più che un giallo (non c'è un'indagine e il colpevole non viene smascherato) si avvicina al noir. Resta il fatto, come ho detto fin dall'inizio, che ho fatto un casino. Mi sono fatta trascinare dalla storia che avevo in testa perdendo di vista 1) il mostro che avevo scelto, del quale non ho dato nessun elemento per rappresentarlo bene, e 2) soffermandomi invece su un'altra creatura magica senza peraltro connotare bene neanche questa. Sono d'accordo con te quando dici che il lettore deve essere informato. E io non l'ho fatto, un po' perchè le conoscenze del folclore giapponese non sono il mio forte, un po' perché ero tutta presa a "scrivere" delle immagini, che stavano nella mia mente, senza riuscire a trasmettere la storia.
Ultima cosa: anche io sono una gattara (il mio Romeo può confermare...). Nel mio racconto la kitsune è un mutaforme: normalmente una volpe che si tramuta in uomo. Anche qui mi sono voluta un po' allontanare dal canone e ho fatto divenire il mutaforme un gatto che si trasforma in uomo. Mi piaceva di più un uomo-gatto innamorato che non un uomo-volpe. Insomma, l'ho detto, un gran casino :D Grazie del commento!
Maria Rosaria

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