Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

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Rionero
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Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#1 » venerdì 24 giugno 2016, 1:19

Il Fujiyama vegliava da lontano sulla costa giapponese. Nulla faceva intuire che nei giorni precedenti era stato testimone impassibile del più violento bombardamento che Edo avesse mai subito, né il cielo sereno in cui si stagliava, né le sue pendici placidamente innevate.

Rimaneva solo il silenzio, uno squarcio profondo in una dozzina di case, i tetti blu infranti e le pareti di legno violate. Le insigne dello Shogun Tokugawa erano l’altro elemento inusuale nella quotidianità del porto: identificavano un drappello di uomini che presidiava la banchina in attesa del ritorno del loro Signore. Lo shogun si era allontanato su una piccola barca, ora legata a una delle quattro Navi Nere, le Kuro Fune, ancorate all'imboccatura della baia di Edo.

Sul ponte di coperta della più grande di esse, la Mississippi, il Commodoro Matthew Perry nell’Alta Uniforme dell’esercito degli Stati Uniti sedeva in un basso tavolo in stile giapponese sorseggiando tè, mentre il traduttore, un meticcio di nome Arago, nato sulle rotte tra Olanda e Giappone, spiegava allo Shogun i termini commerciali che avrebbero dovuto accettare per porre fine a quell’inconveniente.

L’incarico di convincere il Giappone a commerciare con gli Stati Uniti era stato consegnato a Perry direttamente dal Presidente Fillmore. La promozione alla carica di Commodoro era stata la sua definitiva condanna all’Ubris, che lo aveva spinto ad organizzare sul ponte della nave quella farsa di cerimonia del tè e che adesso gli impediva di sopportare l’ennesimo, lungo scambio di battute tra traduttore e attendenti dello Shogun.
“Cosa sta dicendo, che significa Namazu?” chiese Perry alzando il tono della voce tanto da spaventare il giovane Arago.
“…la chiamano Pesce Nero…pescegatto o qualcosa del genere…è una parola che non conosco,” continuò il traduttore dopo aver parlato con gli uomini dello Shogun, “…è un mostro, sì! Dice che lei è…il portatore di terremoti! Namazu, così la chiamano!”
“Interessante come il sapore di questo tè al risciacquo di palle,” disse specchiandosi nella tazza di porcellana che gli restituì un volto più paffuto di quello che ricordasse, labbra deformate dalle linee del caldo liquido e i baffi allungati come in una caricatura, “voglio sapere che dicono della proposta. Ricordagli che sono la voce del Presidente Fillmore.” Concluse alzando il tono di voce.
“Mi…mi dispiace ma continuano a parlare di Namazu. Dicono che in Giappone sono abituati a convivere con i mostri e che sanno che ognuno, anche il più terribile, ha in sé creazione e distruzione. Dicono che le due cose coincidono…no convivono…sì dice che lei è parte di Namazu e Namazu sente di far parte di lei…che lo sente nell’anima ed è attratto” Arago si interruppe e si rivolse con lo sguardo preoccupato allo Shogun, che con un movimento delle palpebre confermò le parole dei suoi attendenti, “dicono che questo lo distruggerà.”
“Io parlo di commercio e questi selvaggi mi rispondono con le superstizioni. Credono di spaventarmi con vaghe maledizioni, o che non li sgozzerei personalmente solo perché stiamo sorseggiando un civilissimo tè se oseranno ancora sprecare il mio tempo? Pensano forse che quella” gridò indicando la bandiera degli Stati Uniti che sventolava sull’albero maestro, “sia la bandiera inglese?”. Il fumo nero dei motori a carbone della nave annerì il vessillo e fece calare un’ombra sul tavolo. Nella sua tazza, un attimo prima di infrangerla con rabbia sul parapetto, Perry vide baffi lunghissimi, mille denti piegati in un sorriso beffardo e occhi tondi e diabolici.

Nessun convenevole riaccompagnò lo Shogun e i suoi uomini sulla loro barca. Niente annunciò il cannoneggiamento che iniziò a piovergli addosso quando furono quasi approdati. E assolutamente nulla fece comprendere se furono i colpi delle Navi Nere a scatenare il terremoto e il conseguente maremoto che le travolse distruggendole insieme alla città di Edo o se piuttosto il Commodoro Perry diede ordine di aprire il fuoco quando vide sollevarsi la lingua di terra e fango sotto la città.

E solo il Fujiyama può sapere se è vera la leggenda secondo cui è stato il mostro Namazu a difendere il Giappone dall’occidente, chiedendo in cambio della salvezza del Giappone e del suo Imperatore solo la città di Edo, sulle cui macerie sarà fondata Tokyo.



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angelo.frascella
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#2 » venerdì 24 giugno 2016, 17:13

Ciao Claudio.

Secondo racconto che leggo e ho di nuovo l'impressione di un approccio un po' troppo "distaccato".
Nel senso: abbiamo un mostro che crea terremoti, ma l'aspetto più spettacolare e "mostruoso" viene risolto in poche righe, mentre c'è una lunga premessa che introduce il confronto fra Matthew Perry (e proposito, il nome l'hai scelto per citare l'attore o è un caso?) e il giapponese.
Mi è piaciuta invece la parte centrale della cerimonia del te e il modo in cui delinei la personalità dell'americano.

In bocca al mostro ;)

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Andrea Partiti
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#3 » venerdì 24 giugno 2016, 18:10

Ero curioso di leggere il tuo racconto perché ci è "toccato" (abbiamo scelto, ma insomma...) il Giappone, ed ero curioso di osservare la concorrenza diretta!

Mi piace molto l'idea di abbinare il commodoro Perry (@Angelo era un commodoro reale in missione per conto degli Stati Uniti, la quasi omonimia è casuale!) al mostro che produce terremoti, visto che dei terremoti, anche se di ordine sociale, li ha causati veramente in Giappone. Ti invidio l'idea, se avessi pensato a Perry avrei provato a sfruttarlo anche io!
Dopo una prima lettura veloce dei racconti, penso tu sia stato tra i più coerenti e naturali nell'inserire sia il mostro che il tema.

A livello di coerenza storica, trovo difficile immaginare uno shogun di metà '800 che accetti anche solo di dialogare con uno straniero, non parliamo di raggiungerlo addirittura sulla sua nave. Lo shogun si chiude nel suo castello e il gaijin lo raggiunge se vuole trattare.
Dovrei controllare, ma credo che Perry abbia lasciato definitivamente il Giappone senza mai incontrare lo shogun e anzi, senza mai _sapere_ che esisteva uno shogun ed era con lui che doveva trattare e non con i vari messi imperiali, più di rappresenzanza che altro.
Sono dettagli comunque, la sospensione dell'incredulità fa miracoli, e non credo sia una richiesta ragionevole nelle 4 ore di tempo fare tutte le ricerche necessarie se non si è già pratici di un periodo e luogo specifico!

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angelo.frascella
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#4 » venerdì 24 giugno 2016, 23:38

Andrea Partiti ha scritto:@Angelo era un commodoro reale in missione per conto degli Stati Uniti, la quasi omonimia è casuale!


Grazie, Andrea. Ammetto la mia ignoranza: non avevo mai sentito parlare di questo personaggio storico!

valter_carignano
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#5 » sabato 25 giugno 2016, 12:37

ciao
come detto nel mio commento al mio racconto (mi commento da solo, sarà il caldo....) io in fretta scrivo peggio del solito e ho difficoltà ad avere idee 'della misura giusta'. Quindi complimenti invece a te, che hai confezionato una scena della lunghezza giusta, e con discreti riferimenti storici (nel senso di 'con discrezione', non nel senso di 'così così').
Il personaggio di Perry viene fuori, secondo me, molto bene. Tocco di classe il riferimento non molto lusinghiero al the verde, che di nuovo rende molto bene le idee 'multiculturali' e davvero aperte del commodoro. Ho trovato buona anche l'apparizione del mostro in quello stesso the, quasi una nemesi.
Noto un inizio da narratore onnisciente e distaccato. Ma non è una critica, credo sia esattamente quello che volevi e quindi obiettivo centrato.

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Angela
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#6 » domenica 26 giugno 2016, 14:30

Ci tenevo a leggere il tuo racconto, visto che anche tu hai scelto un mostriciattolo marino :) Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente conquistata dallo stile che ho trovato molto buono e superiore alla media. Ci sono alcuni pezzi davvero piacevoli, in particolare quelli del tè dove ritroviamo i dialoghi, il tema è centrato e in più ci restituisce anche una panoramica dei personaggi con descrizioni minuziose.
Penso che tu abbia fatto davvero un buon lavoro, ho letto almeno cinque o sei racconti e fino ad ora nessuna delusione, per cui sarà anche difficile collocarvi, perché meritate tutti un posto al sole in classifica.
Passiamo alle critiche che sono una parte importante, perché le sviolinate da sole non servono all'autore, non lo aiutano a migliorare.
Dopo un ottimo incipit, ritroviamo il periodo che ti cito in corsivo. Sono spiegazioni dovute, ma ho trovato la forma troppo carica, soprattutto l'ultima parte. Penso che una bella sforbiciata renderebbe il periodo più snello e decisamente migliorato.
"L’incarico di convincere il Giappone a commerciare con gli Stati Uniti era stato consegnato a Perry direttamente dal Presidente Fillmore. La promozione alla carica di Commodoro era stata la sua definitiva condanna all’Ubris, che lo aveva spinto ad organizzare sul ponte della nave quella farsa di cerimonia del tè e che adesso gli impediva di sopportare l’ennesimo, lungo scambio di battute tra traduttore e attendenti dello Shogun".


In conclusione un lavoro curato, ben scritto, tema centrato. Ottimo lavoro.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

Evandro
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#7 » lunedì 27 giugno 2016, 14:57

Ciao Claudio, complimenti: vedo che ti intendi molto della cultura giapponese. E hai sapientemente mescolato fatti storici con il fantastico; le vicende di storia alternativa a me piacciono. Il tema è stato elegantemente soddisfatto e la parte centrale del racconto è gustoso (non come il the al risciacquo di palle). Tuttavia ho dovuto rileggere più volte certi passaggi; non so se per mia mancanza o per l'intreccio non ben esplicato. Per esempio: non ho capito se Edo è stata cannoneggiata prima e dopo l'incontro tra Perry e lo Shogun. C'è poi qualche refuso qua e là, ma rimediabile in fase di revisione.

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Rionero
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#8 » lunedì 27 giugno 2016, 15:22

Grazie per i commenti e scusate il ritardo nella risposta (e grazie per i complimenti e per le critiche tutte costruttive)

@valter andrea ti ha già risposto su Matthew Perry, che è in effetti un personaggio realmente esistito, così come esistevano le Navi Vere a minacciare quel porto e come c'è stato un terremoto che ha distrutto Edo...anche se non proprio in quei giorni^^

@angelo esatto era voluto e penso che con il preambolo/conclusione che allarga la visuale al fujiama non potevo essere più esplicito in questa dichiarazione di intenti (oltre a permettermi di citare un cartone animato:D). In che senso secondo te è troppo distaccatp l'approccio?

@Angela sai che quello è il periodo a cui ho messo più mano e che mi ha lasciato in dubbio fino all'ultimo insieme alla frase iniziale? Manca forse qualcosa nel ritmo, anche se mi piace molto come si conclude introducendo direttamente all'interno del dialogo. Tu come la modificheresti?

@Andrea a noi: ho letto il tuo racconto e capisco che ho solo da imparare sul Giappone da te! Grazie per l'appunto, in effetti non sono un grande esperto di storia giapponese, anche se mi piace la storia non sono completamente dentro alla cultura giapponese.
Proprio per non incappare in errori del genere o stereotipi ho provato a spostare l'ambientazione in campo neutro e su personaggi occidentali. Sullo Shogun ho effettivamente letto male, Perry ha incontrato e fatto firmare i documenti con cui ha aperto il Giappone al commercio agli intendenti dello Shogun e non a lui in persona. Non mi sono proprio fatto venire lo scrupolo sulla questione.
D'altra parte Perry neanche ha bombardato Edo, è bastata la presenza delle sue navi per provocare tutti quei sconvolgimenti in Giappone...chissà cosa sarebbe successo se si fosse comportato diversamente? La mia ucronia in effetti inizia proprio con il bombardamento che non c'è mai stato:D

@evandro grazie! mmmm non avendo fatto salti temporali non pensavo ci potessere essere problemi d questo tipo: bombardamento prima e dopo (anche perché prima dico che c'è solo qualche danno, poi città completamente distrutta...).

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Angela
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#9 » lunedì 27 giugno 2016, 21:32

Rionero ha scritto:@Angela sai che quello è il periodo a cui ho messo più mano e che mi ha lasciato in dubbio fino all'ultimo insieme alla frase iniziale? Manca forse qualcosa nel ritmo, anche se mi piace molto come si conclude introducendo direttamente all'interno del dialogo. Tu come la modificheresti?


Vediamo... questa era la frase "incriminata".

"L’incarico di convincere il Giappone a commerciare con gli Stati Uniti era stato consegnato a Perry direttamente dal Presidente Fillmore. La promozione alla carica di Commodoro era stata la sua definitiva condanna all’Ubris, che lo aveva spinto ad organizzare sul ponte della nave quella farsa di cerimonia del tè e che adesso gli impediva di sopportare l’ennesimo, lungo scambio di battute tra traduttore e attendenti dello Shogun"
.

Proposta di modifica:

"Il Presidente Fillmore gli aveva affidato l’incarico di convincere il Giappone a commerciare con gli Stati Uniti, e la conseguente promozione alla carica di Comodoro, era stata la sua definitiva condanna all’Ubris.
La cerimonia del tè sul ponte della nave, era stata organizzata ad arte per evitare di sopportare l’ennesimo, lungo scambio di battute tra traduttore e attendenti dello Shogun".


(a dire il vero non mi convince neanche questa frase, mi sembra ancora artificiosa.)
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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maria rosaria
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#10 » martedì 28 giugno 2016, 16:16

Ciao Claudio.
Racconto ben scritto, con un buon ritmo che tuttavia mi ha lasciato un po’ perplessa perché non sono riuscita a comprenderlo in pieno. Ma forse è solo colpa mia e delle mie scarse conoscenze storiche.
Il tema mi sembra centrato non perfettamente, anche se credo di averlo colto nel riflesso che il protagonista vede riflesso nel te’ che sta sorseggiando.
Un appunto tecnico: quando scrivi
“Nessun convenevole riaccompagnò lo Shogun e i suoi uomini sulla loro barca. Niente annunciò il cannoneggiamento che iniziò a piovergli addosso quando furono quasi approdati. E assolutamente nulla fece comprendere se furono i colpi delle Navi Nere a scatenare il terremoto e il conseguente maremoto che le travolse distruggendole insieme alla città di Edo o se piuttosto il Commodoro Perry diede ordine di aprire il fuoco quando vide sollevarsi la lingua di terra e fango sotto la città.”
non mi piace molto il susseguirsi di tre frasi consecutive con una negazione iniziale e ho trovato troppo lunga l'ultima frase, o perlomeno io ho incespicato nella lettura. L’avrei scritta in altro modo, ad esempio:
“Nessun convenevole riaccompagnò lo Shogun e i suoi uomini sulla loro barca. Anche Niente annunciò il cannoneggiamento che iniziò a piovergli addosso quando furono quasi approdati non fu preannunciato. E assolutamentenulla fece comprendere se a distruggere la città di Edo furono i colpi delle Navi Nere o piuttosto l’ordine che il Commodoro Perry diede di aprire il fuoco quando vide sollevarsi la lingua di terra e fango sotto la città.”
A presto
Maria Rosaria

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AmbraStancampiano
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#11 » mercoledì 29 giugno 2016, 16:20

Ciao Claudio,
il tuo racconto mi è piaciuto molto, è scritto con un buono stile, scorrevole ma particolareggiato al punto giusto.
Il personaggio del Commodoro è forte, ben caratterizzato, estremamente americano eppure tratteggiato con una certa delicatezza giapponese. Ho anche deciso di adottare la locuzione "Interessante come un Tè al risciacquo di palle" nei momenti scurrili della mia vita privata ;)
Mi piace molto l'interpretazione del tema, col mostro che ha l'anima in comune col Commodoro. All'inizio ho creduto che Namazu fosse un modo di intendere dei giapponesi per riferirsi al precedente bombardamento, e l'idea mi era piaciuta tantissimo; il riflesso del mostro nel tè è stato un vero tocco di classe narrativo.
Tuttavia, ci sono un paio di cose che secondo me intaccano l'ottima resa generale:
- concordo con Evandro nella perplessità riguardo al bombardamento: anch'io per un po' mi sono chiesta se mi stessi presentando prima l'ultima scena e poi la sequenza di fatti che aveva portato alla scomparsa di Edo. La specificazione finale riguardo la città prima in rovina e poi totalmente distrutta arriva un po' troppo tardi.
- Se la città è stata bombardata prima che lo Shogun salga sulla nave, perché lui si trova lì? Mi sembra molto strano che una carica così alta possa accettare una simile situazione di pericolo, in cui praticamente si consegna in ostaggio al nemico.
- Per lo stesso motivo, non sarebbe molto più semplice se il Commodoro tenesse in ostaggio lo Shogun a quel punto, invece di bombardarlo mentre va via? Di sicuro avrebbe un'ottima arma per ottenere quello che vuole. E come fa lo Shogun a salvarsi da un bombardamento e poi da un terremoto a bordo di una piccola barchetta?
Ti segnalo anche due frasi che mi hanno un po' messa in difficoltà:
Rionero ha scritto:La promozione alla carica di Commodoro era stata la sua definitiva condanna all’Ubris, che lo aveva spinto ad organizzare sul ponte della nave quella farsa di cerimonia del tè e che adesso gli impediva di sopportare l’ennesimo, lungo scambio di battute tra traduttore e attendenti dello Shogun.

Leggendo gli altri commenti noto che un po' tutti ti hanno segnalato questo periodo, che effettivamente è davvero difficile da afferrare alla prima lettura. A differenza di altri, non credo che un giro di parole tanto complicato aiuti a entrare nel vivo del dialogo, anzi rallenta davvero un sacco la lettura. Ho passato manciate di secondi a interrogarmi su cosa volesse dire che quella farsa di cerimonia del tè gli impediva di sopportare ecc. ecc., nel frattempo gli interlocutori si parlavano e metà del racconto era andata sotto i miei occhi mentre continuavo a tornare su quel punto.
“Mi…mi dispiace ma continuano a parlare di Namazu. Dicono che in Giappone sono abituati a convivere con i mostri e che sanno che ognuno, anche il più terribile, ha in sé creazione e distruzione. Dicono che le due cose coincidono…no convivono…sì dice che lei è parte di Namazu e Namazu sente di far parte di lei…che lo sente nell’anima ed è attratto” Arago si interruppe e si rivolse con lo sguardo preoccupato allo Shogun, che con un movimento delle palpebre confermò le parole dei suoi attendenti, “dicono che questo lo distruggerà.”

Credo che qui si tratti di un semplice refuso, probabilmente intendevi scrivere "questo LA distruggerà"; purtroppo è un refuso infelicissimo, che crea confusione tra il Commodoro, il Giappone e il mostro.

Si tratta comunque di una buona prova, molto apprezzabile e ben scritta :)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Linda De Santi
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#12 » mercoledì 29 giugno 2016, 17:54

Ciao Rionero,
bel racconto, mi è piaciuto molto. Credo che anche senza conoscere bene il particolare periodo storico in cui è ambientata la vicenda, la storia è lo stesso molto godibile.
Credo siano ben inseriti sia il mostro che il tema. Il commodoro è un personaggio fantastico.
Non mi piace granché la chiusura didascalica, personalmente avrei cercato di mantenere lo stesso tono del racconto fino alla fine, ma non è una svista grave. Nel complesso, un bel lavoro secondo me.

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erika.adale
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#13 » mercoledì 29 giugno 2016, 22:31

Non ho ancora deciso se questo sia il racconto che ho preferito in assoluto, di certo è quello che mi ha interessato di più e mi ha spinto a fare qualche ricerca. Sono andata a leggere qualcosa su Perry, ho cercato delle immagini di Namazu...e, in effetti, c'è un ritratto giapponese del commodoro in cui le fattezze dell'americano sono quasi... pescegattesche. Concordo con chi osserva che alcune frasi del racconto siano lunghe e poco immediate e richiedano una concentrazione forse eccessiva per un racconto così breve. Eppure il fascino di questa storia è notevole ed è tale da far superare qualche pesantezza formale. Il tema dello specchio dell'anima è reso in modo suggestivo, assolutamente non banale.
Occhio alla seconda frase: " Nulla faceva intuire (...) era stato testimone impassibile (...)" non sarebbe meglio: " fosse stato testimone impassibile"?

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Rionero
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#14 » giovedì 30 giugno 2016, 10:44

Grazie per i lunghi commenti di cui farò tesoro nella revisione (soprattutto per i maledetti typo che io dopo mezzanotte faccio sempre sempre :().

Quella frase centrale mi sembra la principale questione da aggiustare e se dovessi riscriverla ora farei una cosa del genere risolvendo anche l'altro problema che non pensavo proprio ci fosse sulla comprensione dei due bombardamenti:

"L’incarico di convincere il Giappone a commerciare con gli Stati Uniti era stato consegnato a Perry direttamente dal Presidente Fillmore. E il Commodoro, ormai in preda all'Ubris, aveva organizzato sul ponte della nave quella farsa di cerimonia del tè, costringendo a parteciparvi lo Shogun e i suoi attendendi sotto il ricatto di nuovi bombardamenti".

@ambra la mia idea è di uno Shogun costretto a partecipare dopo la prova di muscoli del primo cannoneggiamento, mentre sul motivo del suo rilascio...si tratta di un accordo commerciale quello che vuole stipulare Perry, quindi non si tratta di rapire e radere al suolo (ci pensa il terremoto a farlo questo), ma solo mostrare i muscoli e spaventare...ma in ogni caso direi che sarebbe più nel suo personaggio giocare al sadico cannoneggiando la barchetta che rapire^^

Alexia
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#15 » venerdì 1 luglio 2016, 0:13

La prima riga mi ha conquistata… i personaggi sono di spessore, nulla è lasciato al caso. La storia regge, si sente l’energia… ma hai lasciato all’ultimo piccolo paragrafo il compito di raccontarci cosa è successo, come fosse un trafiletto di giornale… avrei voluto leggerlo, vederlo con i miei occhi.
Comunque mi è piaciuto, complimenti!

valter_carignano
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#16 » venerdì 1 luglio 2016, 12:09

ciao
non ero io che chiedevo dell'omonimia con l'attore, era Angelo :-)
Personalmente, mi piacciono sempre le vicende che mescolano Storia e fantasia.

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Peter7413
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Re: Il portatore di terremoti - di Claudio Tamburrino

Messaggio#17 » venerdì 1 luglio 2016, 22:59

Scritto bene, ben strutturato, lettura più che godibile. Occhio che però mi sembra manchi un po' di contestualizzazione storica, nel senso che io, da perfetto ignorante della storia del Giappone (e neppure di quando fu presidente Fillmore), pensavo inizialmente ci si trovasse nell'immediato dopoguerra... Poi, letti i commenti, è partita la ricerca google ;)
Un buon racconto senz'altro.

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