La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

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Sondaggio concluso il mercoledì 31 agosto 2016, 23:21

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valter_carignano
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La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#1 » lunedì 8 agosto 2016, 15:35

– Dove vai? – La voce della donna echeggia attraverso il colonnato di marmo.
– Ehm… pensavo di uscire. Insomma… – mormora lui, con la mano già sulla porta. – Cioè, anzi, è che il cane dovrebbe uscire e allora…
– Cosa? Di nuovo? – grida lei. – Ma guarda che non è possibile! Quell’animale non fa altro che mangiare e cag… – si blocca di colpo. Dopo qualche istante si affaccia dal portico, calma come l’occhio di un ciclone. Dietro di lei una giovane ancella con un vassoio pieno di creme e ombretti. – Espellere escrementi. Mangiare ed espellere escrementi. Ecco. Alla sua età, poi. Dovrebbe contenersi, no?
– Ma è un cane, per Zeus!
– Bravo! Bestemmia, anche. – Un rapido segno di scongiuro, poi sceglie una crema per capelli e si aggiusta due riccioli in modo da incorniciare perfettamente il volto. L’ancella le porge uno specchio. – Tanto sei abituato a litigare con gli dei, no? Mi farai diventare vecchia per le preoccupazioni… – Guarda lo specchio alla ricerca di fantomatiche rughe che increspino il volto liscio come porcellana. Lui si avvicina.
– Ma Penny, cara… –
– E NON MI CHIAMARE COSI’! – Gli occhi verdi lo fulminano, la voce è acutissima, lo specchio s’incrina. Le coppe di alabastro sottili come foglie d’edera, regalate da Minosse tanti anni prima, vibrano pericolosamente nelle loro teche ma anche questa volta resistono. – Vai, vai, tu e quella bestia. Ché tanto qui devo fare tutto io. E quando rientrate USATE LE PATTINE! – Si volta verso le cameriere che stanno pulendo il salone: – Tu. Vieni qui.
– Sì, signora. – La cameriera stringe le labbra, lo sguardo smarrito.
– Ti sembra questo il modo di spolverare? Guarda questo braciere. Cosa credi, che ti paghiamo per dormire? E non alzare gli occhi al cielo! Ti ho visto, cosa credi?
Lui esce. Si lascia guidare dal cane, che nonostante gli anni ha mantenuto il passo agile e la curiosità ingenua che aveva da cucciolo: annusa ogni cespuglio, abbaia ai gabbiani, scodinzola a tutti quelli che incontra. Poco dopo, arrivano all’osteria che dà sul mare.
– Oh, Odisseo. Com’è oggi? – chiede Priante, da dietro il bancone.
– Mah. Penelope si è svegliata più storta del solito. Meno male che ho la scusa di uscire con lui – Accarezza Argo, che scodinzola felice. – Ce l’hai un osso?
– Come, non ce l’ho? Ecco qua: il solito per te e il solito per questo bel cagnone. – Serve una coppa al suo antico capitano e lancia un osso al cane. Argo abbaia e lo prende al volo. – Fuori c’è il ragazzo. Ti aspetta.
– Vado. A dopo.
Esce sulla terrazza. I colori del tramonto sul golfo gli bloccano il respiro. Li ha visti mille volte, ha navigato mari che nessun uomo ha mai nemmeno sognato, e ogni sera il cuore gli si stringe. Come quando si incontra un amico, o si vede la donna che si ama: un piacere che si rinnova ogni volta, mai scontato anche se sempre presente. Sospira.
Argo smette di rosicchiare e gli si avvicina, lo guarda con gli occhi limpidi e guaisce appena. Odisseo scaccia la tristezza, ma l’ombra non lascia il suo volto.
– Possiamo finire un altro giorno, se vuoi.
Alle sue spalle è arrivato il ‘ragazzo’, come lo chiama Priante. Odisseo scuote la testa, ormai ha capito che anche se Omero è cieco in qualche modo vede meglio di molti altri.
– No, no. Passa subito – Si siede, beve un sorso. – Allora, tiriamo le somme?
Omero spiega le pergamene sulle quali ha preso gli appunti e passa veloce le dita sui caratteri incisi: – Sì, credo che abbiamo finito. La guerra di Troia, Poseidone, Eolo, Scilla e Cariddi, il tuo ritorno, tutto bene. Solo che non è tanto… epico, ecco. Lo aggiusterò un po’ – Riarrotola la pergamena e la ripone in una bisaccia. – Voglio dire, ci sono delle belle battaglie, e secondo me la storia di voi nascosti dentro un cavallo di legno e dei troiani scemi che ci credono, si sballano di vino e via di seguito sarà una di quelle che prende davvero il pubblico, anche fuori del mercato locale. Vedrai che mi traducono, magari facciamo anche una seconda edizione. Ho già fatto girare qualche anticipazione e l’accoglienza è ottima. – Priante porta formaggio, olive, pane e acqua fresca. – Però nella storia manca la morale.
– In che senso? – chiede Odisseo.
– Cioè, tu ci metti un mucchio di anni a tornare a casa, no? E noi diremo che è a causa di Poseidone adirato per la presa per i fondelli del cavallo di cui sopra, e questo ci sta. Lo sanno tutti, gli dei si arrabbiano spesso, poi sono immortali quindi gli dura di più… tutta roba che la gente non solo se la beve ma ci prova anche gusto. Ma in fondo qui a Itaca ci torni per caso.
– Beh, insomma, non è che non ci volessi proprio tornare…
– Sì, ma in visita e per accompagnare quei tuoi compagni che invece ci tenevano. Non per restare. E questo non lo posso scrivere, altrimenti fai una figuraccia. Sembri un puttaniere.
Odisseo abbassa lo sguardo. – Cosa vuoi… in fondo io mi ero imbarcato in questa storia di Troia un po’ per amicizia e un po’ per andare via di casa. Sai, vincere una moglie facendo una gara di corsa non è proprio quello che si definisce un fidanzamento.
– Ah. Questa non la sapevo. Aspetta che mi prendo due appunti.
– Sì, perché suo padre era il re di Sparta, no? E all’epoca si usava indire queste gare per maritare le figlie. A pensarci adesso sembra una cretinata, eppure non era mica l’unico caso… fatto sta che vinco: corsa, giavellotto, qualche altra gara che non ricordo, non ce n’era per nessuno. E mi sposo. Sono sempre il pronipote di Ermes, volevo ben vedere che mi rifiutassero.
Beve un altro sorso e taglia un pezzo di formaggio di capra.
– Penny era bellissima. Lo è ancora, veramente, e io pure mi difendevo. La coppia del secolo! Peccato che ci siamo resi conto quasi subito che non eravamo proprio fatti l’uno per l’altro. Ma di divorzio non se ne parlava, di guerre ne sono scoppiate anche per molto meno, lo sai anche tu. E allora ognuno a poco a poco s’è fatto la sua vita, senza arrivare a odiarci e con i normali litigi che hanno persone opposte che devono abitare insieme. Quando sono partito, beh, quel giorno eravamo contenti tutti e due.
Il suo sguardo si perde nei ricordi. Ci mette un po’, a rimettersi a fuoco su Omero. – Poi, quando sono tornato, sul momento è sembrato a tutti e due che potevamo riprovarci: ognuno aveva avuto le sue storie, eravamo più maturi, lei era sempre bella e io non posso morire, per cui...
– Sì, la famosa profezia di Tiresia.
– Il vecchiaccio maledetto. Ma provi lui a vivere sapendo che ‘finché sarai vicino al mare, non potrai morire’! E’ ovvio che ci rimani, no? E a un certo punto ti viene una noia, ma una tale noia di tutto che sali a cavallo deciso a galoppare fino alle montagne dell’Indo, ad andare dove la parola ’mare’ non ha significato, e finalmente tirare le cuoia in pace – Scuote la testa. – Ma non ci riesci. Togliersi la vita da soli è una cosa di un momento, una follia, una cosa che se ci pensi sul serio non la puoi fare. E ritorni, con un male dentro che ti avvelena anche le cose belle.
Intanto, le cicale hanno lasciato il posto ai grilli. L’osteria si è svuotata e Priante siede accanto a loro. Odisseo chiude un istante gli occhi e continua.
– Anche se la cosa ha i suoi aspetti positivi. Mi pare di aver capito che in qualche modo a chi è legato a me tocchi la mia stessa sorte: tipo Penny, che sembra una ragazzina e che non è invecchiata anche se ero lontano. E tu, Priante. E poi questo bel musetto! – Argo comincia a scodinzolare sotto il tavolo, fa spuntare la testa. – Chi è il mio musetto? Eh? Chi è il mio musetto? Lo vuoi un pezzo di pane? Eh? Lo vuoi? – Argo prende il pane al volo e comincia a sgranocchiarlo.
– E invece… – interviene Omero.
– E invece niente. Penny e io siamo come cane e gatto, non c’è niente da fare. E siamo ingabbiati, perché girano delle storie secondo cui lei passasse le giornate a tessere una specie di arazzo, che nessuno la potesse domandare in sposa finché non fosse terminato, e che di notte lo disfasse, perché voleva morire piuttosto che essermi infedele. Lei, che non sa nemmeno infilare un ago! Comunque, se ora ci lasciamo facciamo la figura del maschilista io, e della cretina lei. Ma se becco chi ha messo in giro ‘sta cretinata dell’arazzo gli spacco la faccia, com’è vero Zeus!
Omero strabuzza gli occhi, quasi si strozza con un oliva e involontariamente porta la mano a proteggersi il naso, ma Odisseo non se ne accorge. Il suo sguardo è di nuovo lontano. Argo mugola e appoggia la testa sulle sue ginocchia.
– Pensare che stavo così bene, da Calipso – Gli occhi gli s’illuminano, la sua stirpe divina torna a mostrarsi. – E mi sembra che me l’ero pure meritato, no? La conquista di Troia, le sirene, Scilla e Cariddi, i Lestrigoni, e soprattutto tenere a bada quei deficienti dell’equipaggio che appena mi distraevo ne combinavano una, tipo fare alla griglia le mucche di Helios. Pensa te che roba! – Un lacrimone gli scende e cade sul muso di Argo. – Calipso… due anime gemelle, eravamo.
Omero si schiarisce la voce.
– Ehm… io forse posso aiutarti. – Odisseo e Argo lo guardano. – Quel fatto della morale di cui ti parlavo, no? In questo caso è l’eroe indomito che dopo mille peripezie torna dalla sua amata consorte, la quale per parte sua strenuamente ha resistito a lusinghe e minacce, e finalmente…
– Strenuamente ha resistito! – interrompe Odisseo. – Ma se casa sua era un porto di mare! E non che la condanni, faceva bene, non dico di no. Però…
Omero si schiarisce la voce: – Appunto. Ma queste cose rendono i personaggi antipatici. Lo scrittore deve, come dire, aggiustare la realtà.
– Non ho capito.
– Voglio dire che cambierò un po’ la tua storia. E magari aggiungo il fatto dell’arazzo… ehm… – Odisseo scrolla le spalle. – E poi parlo con Penny, voglio dire Penelope, e troviamo il modo che tu te ne vada, lei faccia la sua vita e nessuno si senta offeso. Niente guerre e niente divinità vendicative. Eh? Che ne dici?
Argo drizza le orecchie e scodinzola a più non posso.
– Tu puoi fare questo? – chiede, incredulo.
– Beh, ci posso provare. Ti va?
Odisseo non può rispondere, il magone gli chiude la gola. Ma Argo abbaia per entrambi.

– Cosa? Vuoi partire DI NUOVO? – Questa volta, le coppe regalate da Minosse vanno in mille pezzi.
Odisseo sapeva che Penny avrebbe reagito così, era sempre stata impulsiva e allora, mentre lei riprende fiato, pronuncia in fretta le parole che si è preparato: – Noi non ci sopportiamo. Omero mette a posto tutto. Saremo liberi.
Penelope rimane con la bocca aperta, pronta a un’altro sovracuto. La richiude. – Omero? – chiede.
– Sì, lo sai com’è bravo, no? Farà circolare la voce che sono morto, che gli dei mi hanno chiamato ai Campi Elisi per glorificarmi, che sono partito perché era il mio tragico destino, che io e te abbiamo abbiamo avuto altri due figli e vissuto insieme gli ultimi anni della nostra vita. Felici.
– Tutto insieme?
– Sì, è questo il colpo di genio. Così nessuno saprà mai ciò che è successo davvero.
– Mmh… – Penelope è ancora dubbiosa, ma comincia a capire. – E i tuoi parenti? Sai che se ci si mettono sono peggio dei bambini, quelli.
– Ho parlato col prozio. Dice che a tutta la storia di Troia Poseidone non ci pensa più, e presenterà lui questa nuova partenza in modo che nessuno si offenda. È il loro messaggero, in diplomazia non lo batte nessuno.
Penelope si morde appena il labbro inferiore e arriccia un poco il naso.
– E come si chiamerebbero, questi due figli?
– Ehm, non so, non me l’ha detto…
– Poliporte. E Arcesilao. Sono dei bei nomi – Il suo sguardo si addolcisce, guarda il consorte come non faceva da tempo. – Ti va bene? – sussurra.
È bellissima, pensa Odisseo. Sa che saranno sempre l’uno nel cuore dell’altro, anche se proprio non possono riuscire a vivere insieme. – Sono dei bellissimi nomi – risponde.

E così, due lune dopo, Priante si prepara a issare le vele di una piccola nave. La buona Teti in persona l’ha benedetta, in modo che non possa mai affondare.
Penelope e Odisseo arrivano al molo tenendosi per mano.
Si abbracciano. Argo scodinzola e abbaia, Penelope si china per accarezzarlo. Il cane mugola, le lecca la faccia, ma lei non si scosta. Una piccola lacrima brilla nei suoi occhi di smeraldo, così come in quelli bruni di Odisseo.
– Fai buon viaggio, e se ripassi da qui, beh, ti vedrò sempre con piacere. – Sorride. – Purché non ti fermi a lungo.
Anche Odisseo sorride: – Lo farò. Sii felice.
Si mollano gli ormeggi. La prua della nave e il naso di Argo puntano diritti le Colonne d’Ercole, verso mari sconosciuti e nuove terre.
E verso l’isola di Calipso.
Come l’avrebbe accolto? Erano davvero le anime gemelle che lui credeva, o lei l’aveva già dimenticato?
Chissà. Ma era di nuovo sul mare, col suo cane e il suo amico più caro. Ed era di nuovo vivo. Per sempre.
Ultima modifica di valter_carignano il domenica 28 agosto 2016, 18:01, modificato 2 volte in totale.



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ceranu
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#2 » mercoledì 10 agosto 2016, 14:59

Ciao Valter. Il racconto incontra il mio gusto, mi piace ed è scritto bene. Da questo punto di vista non ho nulla da dirti. Però ho due dubbi. L'ambientazione resta nebulosa, io mi sono rassegnato al fatto che fossimo nell'antica Grecia e che ci fossero dei meccanismi economici simili ai nostri. Però ci starebbe anche il contrario. Potresti provare a chiarire la cosa.
Il finale delude, avrei preferito un raggiro di Omero, che truffa Odisseo e ne prende il posto e si tiene i diritti d'autore. Insomma, il finale melodrammatico lo trovo in contrasto con lo svolgimento brioso.
Resta il fatto che la tua antica Grecia mi piace: CHIEDO LA GRAZIA.

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ceranu
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#3 » mercoledì 10 agosto 2016, 15:00

Perfetto, ho letto ora la tua premessa. Ora so che era la tua intenzione, eppure resta la sensazione di un finale non all'altezza del racconto.

valter_carignano
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#4 » mercoledì 10 agosto 2016, 15:20

Grazie Ceranu
Era mia intenzione, il cambio di tono conclusivo, ma anche il mio dubbio principale. Quindi grazie del feedback, vedo cosa ne dicono gli altri e intanto in tutti i casi penso a un'altro finale.

alexandra.fischer
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#5 » giovedì 11 agosto 2016, 18:45

Il racconto procede a doppio registro: il comico si alterna al pathos, ma l'insieme si armonizza bene. Odisseo è un uomo provato dalla lunga esistenza alla quale lo condanna la profezia di Tiresia e deve vivere con Penelope (Penny) in versione Xantippe, direi. Meno male che gli tiene compagnia Argo (mi è piaciuto lo spazio che gli dai; mi toglie il senso di perdita provato leggendo la sorte di quello omerico: ti annuso, ti riconosco, scodinzolo e muoio di gioia). Omero è il ghost-writer delle avventure di Odisseo (eroe divo? Ohibò. E il particolare dell'arazzo era troppo bello per essere vero?). Io trovo che sia normale un velo di malinconia nel finale (oltretutto, non sa ancora bene come reagirà Calipso rivedendolo).

Chiedo la grazia.

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Peter7413
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#6 » lunedì 22 agosto 2016, 14:41

Racconto che si legge volentieri, non ha grossi cali, ma neppure dei picchi. Finale strano, molto sottotono, quasi dimesso. Credo che potrebbe essere una buona idea quella di tagliarlo proprio e chiudere con la promessa e il ritorno a casa del triste Odisseo (triste, ma con una nuova speranza). Per il resto, nulla da segnalare se non un "allora... allora" che cercherei di risolvere.
La mia intenzione è di chiedere la grazia, ma attendo ancora la tua risposta.

Fernando Nappo
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#7 » lunedì 22 agosto 2016, 15:29

Ciao Valter,
il racconto mi piace, è divertente. Mi piace l'idea che l'epopea sia scritta da Odisseo e non da Omero che in questa realtà si limita a fare da editor. È sufficientemente 'sacrilega' da risultare molto divertente.
Ma, come altri, ho trovato il finale un po' moscio. Credo, ma potrei sbagliare, sia legato alle aspettative che crei facendo dire a Omero che può trovare un modo per far sì che le strade di Ulisse e Penelope si separino senza traumi, ma poi non lo spieghi e nemmeno lo accenni (o se lo hai fatto io non l'ho capito) e ci mostri semplicemente Ulisse che se ne va da Itaca, di nuovo per mare.
Il racconto mi piace, anch'io sono propenso a chiedere la grazia, ma come Maurizio aspetto prima di sentirti al riguardo.

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Vastatio
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#8 » martedì 23 agosto 2016, 15:19

Ciao,

premesso che non ho letto gli altri tuoi racconti del "filone" mi piaci e mi dispiaci. Mi piace il tuo (ormai usuale) prendere personaggi "altrui" e rielaborarne le vicende (qui romanzare un romanzo già romanzato a quanto pare) per rimescolarne le carte.
Non mi piace però la tua Grecia Antica. E', per farla semplice, "appiccicata" alla storia, i tuoi personaggi sono un po' troppo moderni. Non vedo l'antica grecia, vedo degli attori sul palco che "giocano" all'antica Grecia davanti a un pubblico moderno.
Se questo è il tuo intento, visto anche cosa fai, è ben centrato per quanto il risultato non ti faccia saltare dalla sedia per la sorpresa.
Anche l'espediente di Omero che infiocchetta il racconto non aiuta: se lo leggi come "scrittore", beh, è quello che facciamo sempre; se invece me lo immagino come "pubblico", non mi sorprendi lo stesso più di tanto, ormai siamo sommersi dalla manipolazione delle notizie.
Bella però la tua "coppia del secolo", come l'hai rimescolata. Lavorerei più su Ulisse, lo farei uscire di casa "irritato", arrabbiato perché non capisce come le storie siano travisate e ingigantite (dopo tutto nell'antica grecia l'effetto telefono senza fili doveva essere parecchio distorcente, anche senza Omero attivo, che potrebbe anzi essere l'editor che tira le fila e seleziona/perfeziona solo le migliori). Più che cane e gatto sono cane "bastonato" e gatto "mestruato". Se mi mostri un Ulisse così passivo e depresso devi però "mostrarmi" anche come le sue "imprese" non siano tutto sto gran ché in realtà. Altrimenti il personaggio stride un po'.

valter_carignano
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#9 » martedì 23 agosto 2016, 17:49

Grazie a tutti. Ora ci lavoro un pochino e vediamo cosa succede.

valter_carignano
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#10 » domenica 28 agosto 2016, 18:02

riciao a tutti e rigrazie per i commenti
ecco la nuova versione del racconto. Ho aggiunto qualche frase nella prima parte, per far sì che Odisseo mantenesse - almeno nel ricordo, visto che ora è depresso - le caratteristiche di guerriero che gli sono proprie (vastatio). Ho anche aggiunto che è il pronipote di Ermes, cosa mitologicamente reale e che avrà un senso in relazione alla scena nuova inserita dopo il dialogo con Omero.
Questa scena approfondisce la 'verità mitologica' con nuovi dettagli, ma (spero) ha anche la funzione di preparare il finale. Che rimane un poco crepuscolare, ma che ora mi sembra espresso meglio. (ceranu, peter, fernando).
Per il resto, il mood generale non cambia (alexandra).
Ancora una cosa: vastatio, è vero, in questo racconto non viene fuori chissaché, della Grecia Antica, in altri magari un po' di più, ma l'idea generale è più un presentare/reinterpretare quelle storie in altra chiave (spero moderatamente divertente) che non rievocare l'ambientazione storica.
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#11 » domenica 28 agosto 2016, 18:17

@valter, considerando che l'intento non è quello di rievocare LA grecia antica e che adesso Odisseo mi pare più equilibrato. Mi piace anche parecchio la nuova scena da "coppia" che, alla fine, si comprende e accetta per quello che è.

AGGRAZIATO.

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Linda De Santi
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#12 » domenica 28 agosto 2016, 20:02

Ciao Valter, ho letto la versione rivista e mi è piaciuta. Mi ha ricordato un po' "Il canto di Penelope" della Atwood, ma più divertente! In ogni caso, questa tua serie di racconti ambientati nella Grecia Antica mi piace molto! ;)

CHIEDO LA GRAZIA

Fernando Nappo
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#13 » lunedì 29 agosto 2016, 10:12

Ciao Valter,
anche a me questa nuova versione piace di più. Mi sembra più equilibrata, con un Odisse meglio definito nella sua tristezza e nel suo desiderio di andrasene, con i problemi della coppia meglio descritti e un finale che mi pare più chiaro di prima.

CHIEDO LA GRAZIA.

valter_carignano
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#14 » mercoledì 31 agosto 2016, 20:24

allora grazie a tutti e forte delle ben cinque richieste di grazia

SFIDO SPARTACO

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Spartaco
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Re: La Coppia del Secolo - Ex Novo (9998)

Messaggio#15 » mercoledì 31 agosto 2016, 22:00

Sfida accettata. Arrivo!

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