Dono di drago - Andrea Partiti

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Andrea Partiti
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Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#1 » sabato 10 settembre 2016, 15:25

— Signor Drago?
— MMH.
— Signor Drago, è sveglio?
— MMMMH!
— Signor Drago, sono Yarrow, il podestà di Villaggio Sgomento. Non mi divori, la prego. So che ha mangiato da poco e io sono tutto nervi.
— Non ti divorerò. Che cosa ti rende così temerario, podestà Yarrow?
— Il villaggio mi ha mandato volontario a…
— Combattermi? UCCIDERMI?!
— Parlarle! Solo parlarle, nobile Drago!
— Nessuno vuole mai parlarmi.
— Io sì. Il villaggio sta morendo, una peste è arrivata dal mare, uccide bambini e animali. I campi inaridiscono e i greggi si assottigliano…
— Quindi?
— Abbiamo riflettuto a lungo. Se noi moriamo, anche lei soffrirà la fame, glorioso Sauro. La selvaggina della valle è scarsa. Vengo a chiederle, il più rispettosamente possibile, di limitare i suoi pasti fino al rientrare dell’emergenza.
— Sono BEN consapevole di cosa mi leghi a voi umani. Ho accettato questa situazione. Più volte di quanto immaginiate ho distrutto briganti venuti a depredare Villaggio Sgomento, ho seccato un fiume riottoso, ho volato minaccioso affinché eserciti lontani deviassero dal loro percorso.
— Oh… ammetto che a parte le sue giustissime razzie, non abbiamo problemi di sorta…
— E ora vorreste SMETTERE di nutrirmi?
— Se fosse possibile…
— Altrimenti?
— Il villaggio dovrà andarsene o lottare contro di lei. Morendo.
— Non amo essere minacciato Yarrow. Ascoltami: stacca uno dei corni rossi dal mio dorso. È cavo. Riempilo d’acqua e dalla da bere a malati e sani. Poi DISTRUGGILO. Avrete lunghe vite, così i vostri figli e ogni nuova generazione. Immortali, ma non invulnerabili, bada. Sarete molti, moltissimi. Conducete enormi greggi e uno riservatelo a me solo. E non disturbate più il mio sonno. Ti sembra un equo accordo, podestà?
— Sì, signor Drago.


— Signor Drago?
— MMH.
— Signor Drago, è sveglio?
— MMMMH! Chi sei?
— Stookey, molti anni fa avete parlato al mio avo, Yarrow. A lui donaste il leggendario Corno di Lunga Vita.
— E mi promise che non sarei stato disturbato.
— Le siamo grati per il suo dono, per sempre grati, ma dobbiamo chiederle di riprenderlo, di annullarlo.
— Non si rifiutano i doni.
— Siamo tanti, troppi, a Villaggio Sgomento. Gli enormi greggi non bastano più. Divorano ogni pascolo, ogni foglia, la valle è un deserto. La Lunga Vita è una piaga quanto la peste.
— Troppi, dici?
— Impossibili da contare. La rada del Gregge Sacrificale è l’unica verde e non occupata da case o allevamenti.
— Bene, Stookey. Ti sono grato per avermi avvisato. Sono secoli che covo le mie uova, le curo. Avevo un grande cruccio, perché solo la carne e il sangue degli uomini nutre i piccoli draghi, permette loro di crescere, di volare, di alimentare il fuoco nei loro ventri. Col mio piccolo villaggio, non potevo certo sostentarli.
— Io…
— ACCETTO la tua richiesta come accettai quella del tuo avo! Mi riprenderò le vostre lunghe vite. Le riprenderà la mia covata. Il villaggio è maturo, pronto per la raccolta!



Niko G
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#2 » martedì 13 settembre 2016, 17:59

Di questo racconto mi è piaciuto il mischiare la riflessione sulla "condanna" che l'immortalità porterebbe al genere umano insieme ad una sfumatura noire che intravedo nel finale ed il tema del drago...il drago da', il drago toglie! Mi ha anche rievocato la favola greca antica dai tempi del liceo.
Non so scrivere, ma ho bisogno di farlo.

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Jacopo Berti
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#3 » martedì 13 settembre 2016, 18:50

Ciao Andrea,
piacere di leggerti anche stavolta. Del tuo racconto mi piace in primo luogo il genere. Ovvero, non è semplicemente un racconto fantasy anche se c'è il drago, è piuttosto una specie di storia sapienziale, mitologica, un racconto che potrebbe appartenere a qualche cultura antica. Una vicenda tragica e paradossale, in cui il drago non è solo drago in concreto, ma anche il veicolo per una riflessione sulle sorti dell'umanità vista come mezzo altrui - il Drago - e non come fine.
Quello che invece mi piace di meno è il solo dialogo. In altri tuoi racconti gli scambi di battute reggono dall'inizio alla fine, qui invece mi sono sembrati troppo tirati per le lunghe, per quanto non nego che cose da dire ce ne siano. Avrei accorciato e scritto 2-3 righe di narrazione come incipit e come apertura dopo lo stacco temporale.
Un buon racconto comunque, ma poteva essere meglio. Se questo racconto fosse perfetto o quasi, sarebbe decisamente il migliore, ma ci sono altri che hanno sì osato di meno ma mi sembrano perfetti o quasi.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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Simone Cassia
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#4 » martedì 13 settembre 2016, 22:59

Ciao Andrea,
visti i miei standard, i racconti solamente conversativi, per me, sono e rimarranno un mistero, ma il tuo si lascia leggere con piacere e l’idea che il drago coltivi il villaggio in vista della schiusa delle uova la trovo veramente vincente. Solo il finale mi lascia perplesso. Trovo lo “spiegone” del drago, a differenza di quello in cui esplica le modalità di utilizzo del corno, un po’ superfluo e appesantisce non poco nel punto in cui il racconto dovrebbe acquisire maggiore forza. Personalmente avrei chiuso la conversazione con una frase più sibillina del drago e avrei affidato la schiusa delle uova a qualche riga di narrazione.
In ogni caso una bella prova!

Canadria
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#5 » mercoledì 14 settembre 2016, 16:59

Ciao! Questo racconto mi ha colpito perché sembra quasi un copione teatrale. Non faccio fatica ad immaginare una scenetta ben rappresentata su un palco. Ho trovato anche particolarmente azzeccato l'uso delle maiuscole nelle prime risposte del drago ("MMH.", "MMMMH!") perché mi pare che rendano bene il tono solenne e la voce profonda delle sue risposte. Tuttavia, devo dire che non capisco appieno le maiuscole sparse durante il dialogo (mi riferisco prevalentemente a: "Sono BEN consapevole", "Poi DISTRUGGILO","ACCETTO la tua richiesta") in quanto mi pare che forzino un po' troppo lo scorrere lineare del discorso. Per tutto il racconto ho immaginato un dragone elegante, austero, dal tono fermo e deciso, che non avesse necessità di alzare la voce; per questo motivo, probabilmente, le parole evidenziate dal maiuscolo mi sono sembrate superflue.
Complimenti comunque per la scrittura e per l'idea che trovo molto attuale.

valter_carignano
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#6 » giovedì 15 settembre 2016, 22:49

Ciao
bel racconto, in cui a mio parere il velo del fantasy è funzionale alla creazione di una parabola, un momento sapienziale (cito Timetrapoler, condivido in pieno).
Trovo i dialoghi perfettamente adeguati, se si parte dal presupposto che sia una narrazione riguardante il tempo mitico fondante la comunità, e narrato per rinsaldarne i legami. Forse sono andato oltre quello che volevi dire tu, ma mi ha fatto pensare a certi momenti del teatro greco. Chissà se a torto o ragione :-)

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AmbraStancampiano
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#7 » venerdì 16 settembre 2016, 19:19

Ciao Andrea,
anch'io vedo molto del teatro greco e della favola sapienziale nel tuo racconto.
Sei un vero professionista dei dialoghi, e basta leggere questo tuo pezzo per evincerlo. Personalmente, trovo tutto molto ben calibrato e narrato con un buon ritmo, salvo la battuta finale del drago che - in effetti - è un po' "infodumposa" e meno efficace di quanto potrebbe.
Un altro piccolo appunto riguarda quel "DISTRUGGETELO" con cui concludi la prima parte del racconto; rischia di trarre un po' in confusione, mi aspettavo quasi che il corno non venisse distrutto e che gli umani fossero in fin dei conti colpevoli del loro infausto destino (cosa che raffiorzerebbe anche il senso della parabola, forse, ammesso che ci vediamo lo stesso messaggio), mentre così l'avvertimento sembra buttato lì e un po' fuori luogo senza un seguito.
Comunque grandissima prova!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Andrea Partiti
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#8 » sabato 17 settembre 2016, 0:36

Il DISTRUGGETELO ce l'ho aggiunto alla fine mentre stavo per staccare dal pc perché ho pensato "Però io protesterei leggendo il racconto, se il corno restasse in giro, in sospeso. Sai quante liti e guerre e problemi nascerebbero da un corno che rende immortali? Forse è meglio se anziché rendere immortale chi beve, estende l'effetto anche ai suoi discendenti e lo distruggono subito." (Yay pianificazione... ma altrimenti saltava tutta la caratterizzazione da drago ingannatore che concede solo per poter togliere.)
Per questo è un po' appiccicato lì ^^

Le parole maiuscole è il drago che usa un tono più roboante e intimidatorio, mi sembrava un modo simpatico per farlo. Nella mia mente è tutto recitato in maniera molto enfatica con un vocione da drago che fa tremare tutta la scena e la vocina degli umani piccola piccola e intimidita :D

Fabiana Donato
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#9 » sabato 17 settembre 2016, 15:55

Ciao Andrea! Per prima cosa ci tengo a dirti che al di là di cosa possa sembrare, mitologia o meno, il tuo racconto mi è piaciuto un sacco. Perché sei riuscito ad ottenere un'importante riflessione su una tematica che, a mio parere, è molto complessa da trattare. Ho apprezzato soprattutto la frase finale, l'ho trovata ingegnosa. Sinceramente, non ho nulla da obiettare, credo che sia un racconto ben riuscito, una vera commistione tra fantasy e attualità a mio parere, forse l'uomo non ha ancora ben compreso come si gestisca la vita e questo lo vediamo ogni giorno. Alla prossima :)

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antico
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Re: Dono di drago - Andrea Partiti

Messaggio#10 » mercoledì 21 settembre 2016, 18:01

Bello, mi è piaciuto. Non perfetto, in certi punti diventi troppo verboso e qui la forza sta nell'estrema essenzialità delle linee di dialogo, ma c'è tutto e mi sembra che tu abbia raggiunto gli obiettivi che ti eri prefissato. Bella parabola, permette al lettore non solo di leggersi una storia interessante, ma, se vuole, anche di farsi una riflessione. Pollice tendente all'alto per me.

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