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Richieste di Grazia

Sondaggio concluso il domenica 9 ottobre 2016, 20:23

Merita la grazia
1
100%
Il racconto andrebbe revisionato
0
Nessun voto
 
Voti totali: 1

Canadria
Messaggi: 232

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Messaggio#1 » venerdì 9 settembre 2016, 15:27

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Ultima modifica di Canadria il mercoledì 19 ottobre 2016, 19:53, modificato 1 volta in totale.



alexandra.fischer
Messaggi: 1760

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#2 » venerdì 9 settembre 2016, 21:01

Il tema della malattia mentale è reso in modo intenso. I personaggi sono Giulio e Marco, fratelli entrambi affetti da bipolarismo. Si staglia l’ombra del suicidio in vite cupe, segnate dai farmaci e dal ricovero in ospedale in totale solitudine (conseguenza o causa della loro condizione?). L’atmosfera dell’ottobre 2015 è resa in modo cupo, nel giorno di pioggia in cui Giulio si rende conto della fine del fratello. Il riferimento alla città gelida del nord fa pensare a una vita precedente fatta di libertà e viaggi. I punti da migliorare del racconto, sono, secondo me: caratterizzare meglio i personaggi e ciò che li circonda, magari con qualche ricordo del viaggio nella città del nord. Io metterei qualche fotografia di amici, forse anche di un paio di ragazze. L’atmosfera alienante delle scatole dei farmaci e del buio che scende, è resa perfettamente

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Spartaco
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Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#3 » venerdì 9 settembre 2016, 21:55

Ciao Canadria, benvenuta su Minuti Contati.
Ti invito, se non l'hai già fatto e se hai un profilo facebook, a iscriverti al gruppo di Minuti Contati, così da rimanere aggiornata su ogni singolo evento.
Buon Laboratorio!

Canadria
Messaggi: 232

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#4 » sabato 10 settembre 2016, 0:14

alexandra.fischer ha scritto:Il tema della malattia mentale è reso in modo intenso. I personaggi sono Giulio e Marco, fratelli entrambi affetti da bipolarismo. Si staglia l’ombra del suicidio in vite cupe, segnate dai farmaci e dal ricovero in ospedale in totale solitudine (conseguenza o causa della loro condizione?). L’atmosfera dell’ottobre 2015 è resa in modo cupo, nel giorno di pioggia in cui Giulio si rende conto della fine del fratello. Il riferimento alla città gelida del nord fa pensare a una vita precedente fatta di libertà e viaggi. I punti da migliorare del racconto, sono, secondo me: caratterizzare meglio i personaggi e ciò che li circonda, magari con qualche ricordo del viaggio nella città del nord. Io metterei qualche fotografia di amici, forse anche di un paio di ragazze. L’atmosfera alienante delle scatole dei farmaci e del buio che scende, è resa perfettamente


Grazie per il tuo contributo, Alexandra. Proverò a sviluppare le tue idee in una versione più ampia del testo cercando di arricchire la storia con particolari riguardanti anche il passato dei due ragazzi, anche se credo che dovrò dilungarmi un po' oltre i limiti imposti dal laboratorio. Ti ringrazio per il bel commento che mi aiuta a rendermi conto anche della percezione altrui di ciò che scrivo.

Spartaco ha scritto:Ciao Canadria, benvenuta su Minuti Contati.
Ti invito, se non l'hai già fatto e se hai un profilo facebook, a iscriverti al gruppo di Minuti Contati, così da rimanere aggiornata su ogni singolo evento.
Buon Laboratorio!


Ciao, Spartaco! Avevo già provveduto, ma grazie per la dritta!

Niko G
Messaggi: 138

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#5 » sabato 17 settembre 2016, 19:02

Ciao Canadria,
Bellissimo racconto!
Cosa mi è piaciuto:
Intenso, un pugno nello stomaco, immerge il lettore negli abissi di dolore e nell'impotenza che riempiono la vita delle persone affette da questo tipo di problema, accompagnandolo per mano lungo la disturbante via verso il suicidio. Dello stile adoro i tratti vigorosi e decisi e frasi come "Marco rispose al bacio freddo del vetro d’Ottobre poggiandoci una mano. Lo accarezzò ma voleva schiaffeggiarlo. "

Cosa non mi è piaciuto:
Secondo me è troppo "condensato" e risulta difficile da cogliere in ogni sua sfumatura in una singola lettura. Ma questo è anche il suo punto di forza, quindi ben venga :)

Come lo migliorerei:
Potrebbe giovare da una piccola "espansione" in caratteri e dalla "diluizione" del dolore del personaggio e delle parti più disturbanti mettendoci dei piccoli intermezzi rievocativi atti a tratteggiare un po' la lunga via che ha visto insieme i due fratelli, probabilmente anche qualche momento felice per dare un po' di "contrappasso" dando ancora più incisività e valore al momento finale. Ma in ogni caso sarebbe un lavoro delicato, e sarebbe ragionevole anche lasciarlo così. :)
Non so scrivere, ma ho bisogno di farlo.

Niko G
Messaggi: 138

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#6 » martedì 20 settembre 2016, 18:02

Ciao ancora Canadria,
scusa ma ho capito solo adesso che devo esprimermi sul "merita la grazia" o meno. Merita la grazia già così com'è! Ma se ci metti qualche ricordo gioioso, ben integrato con il resto del racconto, stenderai anche Spartaco! :D
Non so scrivere, ma ho bisogno di farlo.

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Peter7413
Messaggi: 478

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#7 » lunedì 26 settembre 2016, 12:11

"Marco dondolò in avanti fino a battere la testa contro il vetro. Ci si appoggiò per consumare gli ultimi pensieri accaldati. Fuori pioveva. A due centimetri dai suoi occhi, il vetro appannato disegnava un perfetto ritratto dell’ottobre 2015 (la specifica dell'anno si rivela poi inutile, quindi eviterei per fermarmi a un "di quell'ottobre").
Guardò dritto davanti a sé eppure non vide il riflesso di se stesso, né il giardino al di fuori. Vide gocce di pioggia appannata e svuotò la mente, d’un tratto, vomitando pensieri gorgoglianti di acido amaro e muchi impastati.
Giulio gli aveva detto che quella non era più vita per lui.
Respirò forte e vomitò ancora, in piedi, attaccato alla finestra.
Gli aveva consegnato una borsa piena di scatole intatte, gli aveva confessato che non sarebbe tornato.
Marco rispose al bacio freddo del vetro d’Ottobre poggiandoci una mano. Lo accarezzò ma voleva schiaffeggiarlo.
Non gli credette. Giulio gli aveva teso una borsa piena di scatole ed un polso graffiato. Ancora una volta, magnificamente, si stagliava nella stanza il suo bipolarismo.
Sentiva le gambe tremare e quasi cedere. Gli venne in mente il freddo di fine estate dell’Europa del nord. Sentì che gli pungeva il naso e lo respirò con forza: un antiemetico vigoroso ma passeggero. Anche lo stomaco si contorceva. Giulio se n’era andato per l’ennesima volta, ancora una volta coi polsi graffiati, ancora una volta troppo stanco per restare. Ancora una volta gli aveva detto che non era vita per lui. Bruciava il vetro sulla fronte, i pensieri biliosi non avevano inizio né fine, crollava ogni senso logico, si sgretolava la corteccia, sentiva solchi profondi e vuoti d’aria, e bile e muchi, impasto immondo di pensieri amari ovunque intorno a sé. Calcolò quanto tempo fosse ragionevole aspettare prima di impazzire, si chiese come avrebbe reagito un anno e mezzo prima. Contò senza un limite, si perse nei numeri, ricontò lo stesso tempo più e più volte, perse il conto e contò dall’inizio quel tempo sempre immobile e zitto, nella stanza ferma dentro il tempo grigio (qui la parola tempo è ripetuta tre volte, ho il sospetto che sia una scelta ben precisa, ma appesantisce e non mi sembra funzionare. Stesso discorso per CONTO'/CONTO che ritorna anche nel periodo successivo). Contò e sentiva lacrime e sangue scivolargli sulla faccia, boccheggiava contro Ottobre freddo che forte si spingeva addosso a quel vetro. Sentì gocciolare sale dal soffitto, bruciava forte e si graffiò le guance, perché bruciasse di più.
Giulio non era più tornato. Stavolta davvero aveva deciso che non era più vita per lui. I farmaci intatti (lo metterei tra virgole, INTATTI) erano tutti ancora nella borsa.
Marco contò il tempo e i pochi anni di suo fratello e le scatole chiuse e ancora il tempo, i secondi infiniti, i passi sino alla porta, contò i graffi, i pensieri biliosi, e stavolta vomitò davvero, direttamente dallo stomaco. Divenne buio e divenne giorno e poi buio ancora, la pelle raggrinziva, la mente vomitava, il sale gocciolava e lui non smetteva di graffiarsi le guance.
Nessuno lo rivide più da quando nessuno vide più Giulio.
Nessuno sospettò che non fossero guariti."


Un racconto magnetico, hai uno stile forte e si sente. Concordo con Nicola sul fatto che, forse, una lunghezza maggiore potrebbe giovargli. Al momento mi sono rimasti molti dubbi, a partire da quel riflesso di se stesso che non vede che mi porta a pensare che il protagonista, in verità, non sia altro che il disturbo mentale che Giulio ha lasciato o ha cercato di lasciare. Poi però specifiche che è il fratello e a quel punto mi viene a mancare un contesto più allargato, maggiori elementi di background. Le varie ripetizioni, poi, sono volute, ma in alcuni casi non filano e te li ho sottolineati. Al momento preferirei vederlo ancora in una forma diversa, attendo per la grazia perché sulla Vetrina il racconto ti andrà a rappresentare e l'impressione, a meno di una tua risposta che possa fare luce sui miei dubbi, è che possa ancora migliorare e di molto. Se hai intenzione di cambiarlo ancora prima della fine del mese fammi un fischio, altrimenti considera che un racconto può essere postato nel Laboratorio in più sessioni :)

Canadria
Messaggi: 232

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#8 » lunedì 26 settembre 2016, 16:31

Grazie per i consigli ad entrambi!
Le ripetizioni, effettivamente, sono volute.
Cercherò di inserire qualche notizia in più sui due personaggi. In generale, lo rivisiterò ed eventualmente lo ripubblicherò in uno dei laboratori dei prossimi mesi.

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Re: [Ex novo] - Guarigione (2819)

Messaggio#9 » martedì 27 settembre 2016, 7:56

Ciao Canadria,
ho seguito un po' l'evoluzione dei commenti al tuo racconto (e non ho postato il mio, mea culpa) e vedo che hai deciso di rimuginarci su ancora un po' e rielaborarlo. Credo sia una buona scelta. Anche a mio avviso il racconto è forte, fondato su una storia insolita che merita maggiore respiro. Rileggerò più che volentieri la nuova versione quando la vorrai proporre, e questa volta commenterò con maggiore solerzia.
A rilleggerci (spero presto).

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