Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

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chiara.rufino
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Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

Messaggio#1 » mercoledì 2 novembre 2016, 14:10

C’era una volta, in una città qua di fianco, no aspetta, scansati che sto stretta, un giovane di nome Clementino. Era l’ultimo di cinque fratelli e ognuno di loro aveva un potere speciale: Prisma, la maggiore, rallegrava le giornate degli altri spargendo arcobaleni nel cielo; Argento invece dipingeva i fiori uno a uno durante l’ultima notte d’inverno, armato solo di acquerelli e santa pazienza. I gemelli di mezzo, Trinità e Riflesso, erano incaricati di svegliare o addormentare le persone; solo Clementino era triste del suo potere e non lo manifestava mai.

“Quante storie, sai persino truccarti meglio di me!”, gli faceva notare tutte le mattine Prisma, che non riusciva ad abbinare un singolo colore a un altro. A Clementino scocciava ammettere che bastava un movimento per diventare il suo alterego travestito, truccato meglio di Sailor Moon. Era quasi riuscito anche a farsi ingaggiare in uno dei programmi televisivi più in voga per agghindare le star ma finiva sempre che quello pronto per la trasmissione era lui.
La voce nel paese intanto s’era sparsa e Clementino non riusciva neanche a comprare il pane senza essere soggetto di scherno o ammirazione fulgida.

Il giorno del suo venticinquesimo compleanno, esasperato dall’ennesima sveglia con mascherata involontaria, dovuta ai suoi movimenti nel sonno, fece armi e bagagli e decise di andarsene.
“Ma non per sempre, troverò un dottore e mi farò curare ve lo prometto.”
La madre, udite quelle parole, scoppiò a piangere, ribadendo che lei l’aveva sempre voluto così, tant’è che l’aveva immerso per anni in vasche di fondotinta waterproof. Clementino la abbracciò seccato e, caricata la valigia in macchina, si fece accompagnare proprio da lei verso la stazione.
La strada era gremita di gente e si marciava a passo d’uomo, in attesa di segnali da un pigro vigile che, in cima al suo piolo, sventolava la paletta come la foto di un fidanzato. Chiesto cosa stesse accadendo, il funzionario sbadigliò.
“C’è un gay pride che occupa la strada, a breve riapriremo il passaggio”.
Clementino si girò verso sua madre che sembrava galvanizzata da quella cosa, stringendosi le mani in una morsa per l’ansia.

“Clemmy, lo so che te ne stai andando per migliorare la tua vita ma non pensi che dovresti darti una seconda possibilità? Guarda che lavori bizzarri fanno i tuoi fratelli!”
Inchiodò la macchina e lo spinse fuori, tornandosene a casa con la retromarcia inserita.
Alzata la testa al cielo, Clementino decise di dar retta alla madre e trasformarsi.

“Potere del mascara unleashed, vieni a me!”
Notato il bagliore di luce e il prodigio, il carro principale del gay pride si fermò e, caricato Clementino, decisero di assumerlo come truccatore per le tournée di una cover band degli Scissor Sisters. Quarant’anni dopo, Clementino si ritirò e lanciò una sua linea di makeup.


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chiara.rufino
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Re: Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition)

Messaggio#2 » mercoledì 2 novembre 2016, 14:11

Visto che la Lazzarin è stata un'edizione molto sofferta, vorrei dei pareri su come migliorare il racconto. Grazie:).
404 Patience Not Found

alexandra.fischer
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Re: Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

Messaggio#3 » sabato 5 novembre 2016, 20:57

Il racconto scorre decisamente bene in molte parti. I poteri dei fratelli citati per primi si distinguono in modo accattivante: Prisma che sparge arcobaleni nel cielo, Argento che dipinge i fiori uno a uno nell’ultima notte d’inverno. Per arrivare a Clementino, in grado di assumere un aspetto degno di Sailor Moon (in questo aiutato fin dall’infanzia dai bagni nel mascara waterproof preparatigli dalla madre) e la cui caratteristica, prima bizzarra e seccante (visto che rubava la scena alle star televisive che doveva limitarsi a truccare) diventa un trampolino di lancio per la carriera come truccatore per il gruppo che esegue le cover dei Scissor Sisters fino alla pensione dorata come proprietario del marchio di una linea cosmetica.


Bello il paragone paletta vigile scossa come la foto di un fidanzato per introdurre la parata del gay pride.


Attenta a: alterego. Si scrive alter ego.

Aggiusterei l’incipit così: c’era una volta, in una città qua di fianco…no, aspetta…scansati che sto stretta…un giovane di nome Clementino. Così si separa meglio il narrato dai movimenti della donna che sta raccontando la storia al suo/alla sua interlocutore/interlocutrice.

Sistemerei anche i poteri di Trinità e Riflesso: uno potrebbe svegliare le persone e l’altro addormentarle o viceversa. E li calibrerei in base ai loro nomi. Sveglia ripetuta tre volte con l’immagine del quadrante di un orologio che si ingrandisce tre volte.
Riflesso invece, farebbe addormentare gli insonni facendoli camminare in una galleria di specchi dove sono riflessi interi greggi di pecore che passano da una porta all’altra. Questo è solo un mio parere.

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maria rosaria
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Re: Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

Messaggio#4 » lunedì 14 novembre 2016, 11:24

Ciao Chiara.
Non avevo letto il tuo racconto durante la Lazzarin edition e devo dire che mi è piaciuto.
Forse quello che un po' lo penalizza è la brevità: intendo che mi sarebbe piaciuto sapere di più di Clementino e della sua insoddisfazione. Certo, si capisce la vicenda, però forse se la arricchisci con qualche aneddoto di vita o indugiando un po' di più sui sentimenti del protagonista si riuscirebbe a empatizzare un po' di più con lui.
Altra annotazione: inizi con il "C'era una volta" ma non si capisce chi racconta e qual è il pubblico di riferimento. Anche qui, immagino, ci fosse il problema del limite dei caratteri.
Insomma, devi solo ampliarlo un po'. ;-)
Titolo perfetto!
A presto.
Maria Rosaria

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ceranu
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Re: Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

Messaggio#5 » venerdì 18 novembre 2016, 17:12

Ciao Chiara, racconto gradevole e idea molto bella. Mi piace il tono scanzonato e trovo azzeccata tutta la prima parte. Ho dei dubbi sulla seconda, da quando decide di partire diventa tutto troppo rapido. Dai più respiro al racconto, svincolati dalle 3000 battute e secondo me diventerà molto bello. Il mio suggerimento è quello di farlo partire per poi tornare un decennio dopo sotto falso nome, già affermato. A quel punto avrebbe la rivalsa sul paese.
Una nota "tecnica" quando c'è l'invasione del narratore, metti il parlato in corsivo, penso sia più azzeccato e già che ci sei potresti mettere altre frasi. E perché no, magari far finire il racconto con il narratore nel salone di Clementino.

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Adry666
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Re: Mascara e vecchi rossetti (Lazzarin Edition) [2814]

Messaggio#6 » venerdì 18 novembre 2016, 17:54

Ciao Chiara,

complimenti, racconto interessante e divertente. Il ritmo è buono ma nella parte finale sei andata troppo di fretta (IMHO), cercherei di ampliare la parte centrale e la chiusura in modo i equilibrare il tutto.

Alcune piccole notazioni:

INCIPIT: Tu scrivi:"C’era una volta, in una città qua di fianco, no aspetta, scansati che sto stretta, un giovane di nome Clementino. Era l’ultimo di cinque fratelli e ognuno di loro aveva un potere speciale: "

Io non metterei: "no aspetta, scansati che sto stretta", confonde e mi costringe a rileggere per capire; e poi di seguito non usi più questo "stile".

Nell'ultima parte farei a meno di termini in inglese:

“Potere del mascara unleashed, vieni a me!”
Notato il bagliore di luce e il prodigio, il carro principale del gay pride si fermò e, caricato Clementino, decisero di assumerlo come truccatore per le tournée di una cover band degli Scissor Sisters. Quarant’anni dopo, Clementino si ritirò e lanciò una sua linea di makeup.

Nel complesso buna idea che può diventare un ottimo racconto se ampliato nella parte finale.
Aspetto per rileggerti prima di chiedere la grazia

A presto
Adriano

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