Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Lunedì 17 ottobre 2016 ore 21.00
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beppe.roncari
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Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#1 » lunedì 17 ottobre 2016, 22:31

Fino all'ultimo respiro
di Beppe Roncari

– Non posso guardare, Mat’!
– È inutile chiudere gli occhi, Gio’. Ormai sono in trappola.
Le telecamere glielo avevano mostrato in anteprima: il piccolo canarino giallo aveva smesso di cantare, si era immobilizzato sul trespolo ed era caduto stecchito nella gabbietta.
I minatori, invece, non se n’erano accorti, il rumore dei trapani copriva l’assenza del canto del loro salvavita.
Gio’ e Mat, dalla loro posizione privilegiata, non avevano purtroppo alcun modo di avvertirli. Non c’erano vie di comunicazione fra loro e i minatori. Si trovavano relegati nel ruolo di spettatori passivi della tragedia che si dipanava davanti ai loro occhi.
– Aspetta… Tom se n’è accorto!
Saltando da una telecamera a un’altra, Gio’ e Mat’ videro il vecchio capomastro aprire lo sportello della gabbia e prendere in mano il canarino, per poi guardare dritto sulla telecamera, verso di loro, con un’espressione di compita preghiera negli occhi.
Dopo un attimo, il vecchio Tom capì che nessuno gli avrebbe risposto e corse ad azionare la leva rossa del sistema di emergenza.
Istantaneamente, i trapani si bloccarono, e la galleria si riempì degli echi della sirena di evacuazione, che schiaffeggiava lampi di luce rossa sui volti dei minatori.
Il vecchio Tom mostrò il canarino e indicò la gabbia del montacarichi: una sezione di pietra era crollata sulla porta, bloccando la loro fonte di ossigeno e l’unica via di fuga.
Spostando due compagni da un quintale ciascuno come se fossero fuscelli, si fece avanti un omaccione con braccia larghe come tronchi. Gio’ battè la mano sulla coscia di Mat’: – È Mac! Se qualcuno può farcela è lui.
Mac afferrò la porta divelta del montacarichi, usandola come leva per sollevare la frana. I muscoli gli si gonfiarono per lo sforzo sovraumano. Riuscì a smuoverla. I compagni gli diedero man forte. Il sudore imperlava le loro fronti, ma il carburante che alimentava i loro sforzi si stava esaurendo, sostituito dal gas.
– Sanno che non possono usare i trapani… la minima scintilla ormai… e BUM!
– Mat’, sei un genio! – esclamò Gio’. – Ora no, ma quando l’ossigeno diminuirà…
– Poco ossigeno… niente esplosione.
– Esatto! E allora potrebbero azionare i trapani.
– Sì, ma chi glielo dirà? Dall’apertura che hanno fatto ci passerebbe al massimo…
– … un cane!
Ma certo, Rex!
Rex infatti riuscì a penetrare nello spazio angusto, con un sensore per l’ossigeno sul collare. Il vecchio Tom capì cosa dovevano fare. Aspettare. E sperare. Ci sarebbe stata una sola occasione. Azionare il martello pneumatico troppo presto e… BUM! Troppo tardi e sarebbero morti soffocati.
Mat’ afferrò la mano di Gio’.
Mac, ormai senza fiato, puntò il martello pneumatico sulla frana. Guardò il vecchio Tom, che gli fece cenno di sì con la testa e…
Erano salvi!

Mat’ e Gio’ saltarono letteralmente sulle poltrone.
– YU-HUU! – urlarono.
– SHHHH! È tutto il film che parlate! – replicò un tizio in sala.

Dissolvenza in nero. Titoli di coda.
Ancora una volta, il sogno e la magia del cinema l’hanno avuta vinta sulle tenebre della realtà.
Ultima modifica di beppe.roncari il lunedì 17 ottobre 2016, 23:16, modificato 6 volte in totale.



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antico
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#2 » lunedì 17 ottobre 2016, 22:36

Beppe, bentornato!!! Erano mesi che non ti si vedeva!
Parametri tutti ok, buona Atzori Edition!

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Polly Russell
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#3 » martedì 18 ottobre 2016, 17:57

Fino all'ultimo respiro di Beppe Roncari
Il mostro che alberga in me ha ululato per tre quarti del racconto. Il cane che spunta dal nulla, l'omone supermuscoloso che sposta una frana e lancia ciccioni, la frana di cui nessuno si era accorto fino a momento giusto, il vecchio saggio che sa sempre cosa fare. Avrei potuto mordere. Poi... Avevi ragione te. In un action movie son tutte cose permesse! ;) questo a una prima lettura. A una seconda, esce l'inganno.
Non puoi dirmi che Gio e Mat non potevano comunicare con i minatori. Che erano in ana posizione privilegiata dalla quale le comunicazioni erano interdette. Devo essere io a credere che siano due addetti alla sorveglianza, non me lo devi servire in questo modo o crei un inganno al lettore.

Bella l'immagine del vecchio che guarda in camera, doppiamente bella, ripensandoci dopo aver letto il finale.
Il canarino invece, film o no, non torna.
Un canarino non canta al buio. Non è il suono che avvisa i minatori, semplicemente lo guardano di continuo. Ti dirò, potevi usare direttamente Rex, facendone uno yorkshire, razza usata nelle miniere per il suo scarso olfatto. Sentiva la fuga di gas solo quando era molto vicina.
Un lavoro gradevole, da rivedere nella parte iniziale, per scongiurare l'inganno al lettore.
Polly

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Andrea Partiti
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#4 » martedì 18 ottobre 2016, 18:10

Ci sono delle incongruenze nella storia del film, il canarino che dovrebbero ascoltare (se lavorano coi martelli pneumatici non sarebbe un gran sistema d'allarme), questa frana da sollevare a mano e che blocca completamente l'aria, tranne poi lasciare spazio per far entrare un cane.
Capisco il voler un po' prendere per i fondelli la credibilità dei film d'azione, ma così è esagerato!
Far credere che i due protagonisti siano in una qualche sala di sorveglianza video non funziona completamente, perché fino alla rivelazione ho passato il tempo a pensare "perché sorvegliare i minatori? Perché se non possono neppure comunicare?", manca quel filo di credibilità a cui appigliarmi per poter cadere nel tuo inganno.
"Era tutto un film" è sì diverso da "era tutto un sogno", ma non così diverso da soddisfarmi, in questo caso.

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erika.adale
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#5 » giovedì 20 ottobre 2016, 0:30

Ciao Beppe,
il tuo racconto ha scene d'azioni incalzanti e divertenti, sia sul piano dei minatori che di quello degli spettatori. Non ci si annoia, insomma. La scarsa verosimiglianza di alcuni eventi è giustificata dal fatto che si tratta d'un film d'azione, di quelli in cui ogni artificio è possibile per salvare i protagonisti. Però, a proposito della costruzione, devo ammettere che mi sono sentita un po' imbrogliata. Perché davvero tu presenti i due spettatori come fossero dei sorveglianti, non solo attraverso la reticenza sui particolari ( che sarebbe comunque un trucco ormai fin troppo utilizzato nei racconti brevi in cui si pretende a tutti costi il colpo di scena finale), ma anche con degli interventi finalizzati a confondere il lettore. "dalla loro posizione privilegiata, non avevano purtroppo alcun modo di avvertirli. Non c’erano vie di comunicazione fra loro e i minatori. Si trovavano relegati nel ruolo di spettatori passivi della tragedia che si dipanava davanti ai loro occhi." Tutto un giro di parole per creare un'ambiguità che non trovo neanche del tutto funzionale al racconto. Perché il senso ultimo (il sogno cinematografico che illumina le tenebre della realtà) passerebbe comunque anche senza la "trappola" al lettore, anzi forse arriverebbe in modo anche più diretto e poetico.

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beppe.roncari
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#6 » sabato 22 ottobre 2016, 9:43

Ciao a tutti!
Penso sinceramente di aver evitato l'inganno al lettore, mettendo dei chiari indizi del fatto che Gio' e Mat' sono al cinema, fin dall'inizio. Ovviamente indizi nascosti quel tanto da essere una semina, proprio in frasi come "relegati nel ruolo di spettatori passivi". Non dico mai che siano gli addetti al sistema di videosorveglianza della miniera, la loro visione passa da una telecamera a un'altra (non da un monitor a un altro) eccetera.
Il cane che compare all'improvviso è Deus ex machina del film (per me è anche una piccola citazione della sceneggiatura di The Majestic, con Jim Carrey, dove il produttore costringe lo sceneggiatore a inserire un cane che salva i minatori andando a suonare una campana... e lo sceneggiatore basito deve dire: "Beh, mi pare... sconvolgente...".
Volevo scrivere un racconto divertente e incentrato soprattutto sul sogno del cinema che cambia la realtà, è esagerato, fuori dalle righe, a volte strano nei suoi meccanismi produttivi.
Grazie comunque per le critiche costruttive, se vi va, provate a rileggere il racconto alla luce di queste note. ^___^

viviana.tenga
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#7 » lunedì 24 ottobre 2016, 13:59

Ciao Beppe,
Mi dispiace, ma un po' di imbroglio l'ho percepito anch'io. E' vero, rileggendo non hai mai davvero detto che i due siano dei sorveglianti e tutte le frasi hanno senso anche nell'ottica del cinema, però alcune sono davvero ingannevoli e innaturali per il contesto reale (quello del cinema) in cui andrebbero lette.
Sono sostanzialmente d'accordo con Erika anche sul fatto che la rivelazione finale non è tutto sommato necessaria, il racconto funzionerebbe bene anche mettendo in chiaro la situazione fin dall'inizio (cosa che accentuerebbe anche la caratterizzazione dei due protagonisti, che una volta scoperto l'inganno è particolarmente riuscita).
Per il resto non ho molto da dire, lo stile è buono e il racconto si legge bene, la trama è quella di un film dentro il racconto, quindi le varie falle sono giustificate.

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erika.adale
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#8 » lunedì 24 ottobre 2016, 18:38

Ho provato a rileggere il racconto nell'ottica che suggeriscono le tue spiegazioni ma, probabilmente per colpa mia, continuo a fare fatica a interpretare correttamente la scena. Forse a trarmi in inganno è il termine "telecamere" che fa pensare alla diretta (quelle a cui fai riferimento sono inquadrature, anche perché nel cinema è previsto un montaggio che potrebbe non escludere che l'intero film venga girato con un solo apparecchio), oppure l'osservazione sulla impossibilità di comunicare con i personaggi, che in quest'ottica mi parrebbe superflua quanto sottolineare che non si può mettere in allerta la vittima di un assassinio durante la lettura di un giallo. Attendo con interesse le sensazioni di altri lettori.

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giancarmine trotta
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#9 » martedì 25 ottobre 2016, 15:56

L'incongruenza del canarino salvavita coperto dai rumori standard dei minatori mi ha spiazzato. Così come il ruolo dei due nel dialogo iniziale. Nei film d'azione si è visto di tutto e quindi non ho nulla da sottolineare per il resto della storia.
Bella la scena del vecchio Tom (anche lui come noi non andrà mai in pensione!) che guarda in camera e invece non mi sono piaciuti i nomi Mat-Gio-Mac (ma capisco il problema del 3000 caratteri).
Uno dei punti di forza di questo racconto è il finale. Perché è positivo e con il tema proposto non era per nulla facile voltare e terminare con l'esultanza dei protagonisti.

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maria rosaria
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#10 » martedì 25 ottobre 2016, 16:20

Ciao Beppe.
Confesso che anch’io all’inizio avevo pensato a Mat’ e Gio’ come due operai in superficie che controllano la situazione dei minatori attraverso delle telecamere. I due hanno perso i contatti sonori con i minatori e si ritrovano ad essere tristi spettatori della tragedia. Questo è stato, perdona la battuta, il film che mi sono fatta io. Poi il finale mi ha risvegliato. ;)
Mi ha sorpreso anche il fatto che un cane possa passare attraverso un masso che di fatto ostacola il passaggio dell’ossigeno: deve essere un cane molto piccolo, ho pensato.
Nel complesso un racconto gradevole ma che forse richiede qualche revisione.
Maria Rosaria

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beppe.roncari
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#11 » martedì 25 ottobre 2016, 19:48

Ciao a tutti e grazie per i commenti!
Solo una nota sul "film" nel film, per me non è un film d'azione, ma più un film nostalgico sui minatori e strappalacrime, come una versione di "Com'era verde la mia vallata" di Richard Llewellyn (film di John Ford del 1941) o de "Le chiavi del Regno" di Kronim (film di John M. Stahl del 1944)... Ciao! ;-)

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willy
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#12 » martedì 25 ottobre 2016, 23:28

Ciao Beppe,
racconto incalzante, bel ritmo e molta suspance. Quello che non mi ha convinta del tutto sono i ruoli (e i nomi...) dei due spettatori.
Io l'ho capito solo alla fine che erano spettatori, anche perché ci sono frasi che li pongono come guardiani esterni alla miniera:

Saltando da una telecamera a un’altra, Gio’ e Mat’ videro il vecchio capomastro aprire lo sportello della gabbia e prendere in mano il canarino,

Abbiamo nella testa delle immagini che non sempre sono facili da mostrare, il punto di vista del lettore è diverso dal nostro quando scriviamo. Sarà una cosa ovvia, ma è quella permette a chi legge di calarsi completamente nella scena. Non volermene per la schiettezza...

Veronica Cani
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#13 » mercoledì 26 ottobre 2016, 19:27

Ciao, Beppe! Aspetti positivi del tuo racconto: è davvero bello il modo in cui è narrato, mi ha tenuta con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, ha un ritmo veloce e scorrevole e un’atmosfera claustrofobica che mantiene viva la suspence. Anche il finale è stato un’ottima sorpresa. Però c’è una pecca, a mio modo di vedere: l’aderenza alla tematica mi risulta chiara, nelle tue intenzioni, solo dopo aver letto l’ultima frase, che funge un po’ da morale della fiaba. Senza la frase finale avrei più difficoltà. A parte questo, una buona prova.

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Linda De Santi
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#14 » giovedì 27 ottobre 2016, 19:34

Ciao Beppe!
Bello stile e bel ritmo, mi è piaciuto soprattutto come hai descritto le scene d’azione.
Anch’io all’inizio ho avuto l’impressione che gli eventi nella miniera fossero esagerati, ma alla fine, come già altri hanno notato, in un film tutto è concesso. Trovo anche che l’idea di far “ascoltare” al lettore le battute dei due spettatori come se fossero dei personaggi del film sia molto carina.
Mi lascia un po’ perplessa la reazione dei protagonisti alla fine: mi è difficile immaginare una persona (sobria) che urla “yu-huuu!” al termine di una scena di tensione :)
A parte questo, il racconto si legge con piacere.
Alla prossima!

Zebratigrata
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#15 » giovedì 27 ottobre 2016, 21:07

Fatico un po’ a vedere il tema, ma ho trovato il racconto molto carino. Fino all’ultimo mi hai ingannato e ho pensato che Mat’ e Gio’ fossero in qualche sala controllo guasta. Quando è arrivato Rex ho iniziato ad avere dei dubbi sul racconto, ma col finale-cinema ci sta anche quello. L’unico dettaglio poco credibile è che apparentemente i minatori intenti a lavorare e non si sono accorti del pezzo di roccia franato davanti al montacarichi.

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antico
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Re: Fino all'ultimo respiro - di Beppe Roncari

Messaggio#16 » martedì 1 novembre 2016, 11:56

Il racconto si legge bene, si nota la mano di un autore esperto. Credo che dovresti ridurre l'incidenza di certa semina che può depistare troppo il lettore, potrebbe aiutarti a equilibrare il tutto. Devo evidenziare un inserimento a forza del tema nel finale che mi ha un poco indisposto, ma questo non vuol dire che il tema, alla fine, ci sia. Mmmh... In questi casi penso sempre che la migliore cura sarebbe quella di enfatizzare ancora di più l'irreale, quindi aumentare la carica eccessiva del tutto per evidenziare ancora di più le intenzioni dell'autore, anche perché credo che un lettore casuale potrebbe non coglierne, in questa forma attuale, lo spirito e quindi cassarlo. Pollice ni che vorrebbe puntare verso l'alto, credo meriti revisionarlo.

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