Mani di fata

Lunedì 17 ottobre 2016 ore 21.00
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Flavia Imperi
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Mani di fata

Messaggio#1 » lunedì 17 ottobre 2016, 23:07

Licia si fissava le mani, incantata dai milioni di dettagli: le infinite diramazioni di linee della pelle e il blu delle vene, come fiumi sotterranei, pieni di segreti.
«Ancora biscotti, cara?» sentì dire dietro di sé.
«Cosa?»
Si girò di scatto, nascondendo le mani sotto il tavolo. Zia Moretta impugnava la teiera di porcellana sfoggiando un grande sorriso. Sorrideva sempre lei, anche quando Licia aveva impiccato tutte le bambole al lampadario di cristallo. Le aveva detto “non si fa” con voce mielosa, poi le aveva tirate giù placida e calma.
«No, sono piena. Penso che andrò a riposarmi.»
«Così presto?»
«È che non mi sento bene… » mugolò.
La zia le servì una tazzina dall’olezzo di rose «Bene, ma prima bevi, che ti fa bene.»
Licia ingurgitò il tè e si defilò nella sua stanza. Era rosa, come tutta la casa, e piena di maledetti fiori. Di nascosto, Licia era riuscita a salvare qualche ragno e a creare una piccola zona franca dietro il comodino, dove almeno loro potevano vivere in pace. Si infilò sotto le coperte e salutò un ragno, che salì sul letto e ricambiò il saluto.

Quando riaprì gli occhi, era nelle tenebre più assolute. Il cuore le iniziò a battere forte in petto, provocandole un dolore acuto. Non era mai stata molto in salute in realtà. Mano a mano che la vista di abituava, un paesaggio spoglio e desolato si delineva appena, fin quando una magnifica luna piena sbucò fra le nubi, inondando tutto di luce argentea. A quel punto il ragno le sgattaiolò fuori dalla manica e si trasformò in un lugubre individuo, avvolto in un mantello color carbone.
«Tranquilla, è solo un sogno. Presto finirà tutto» sibilò lui con una voce rauca, sfoderando una lama.
Le stava per balzare addosso, quando qualcosa saltò addosso al mostro.
«Zia Moretta!»
La donna lottò contro il mostro.
«Scappa!» urlò la zia, per la prima volta senza sorridere.
Licia fuggì fra sterpaglie e rovi, quando una fitta al cuore la fece accasciare a terra.
«Muori, maledetta!» sentì gridare l’uomo, e poi un rantolo orrendo.
«Zia!»
Con la mano stretta sulla camicetta, Licia si trascinò verso un cespuglio, Sentì l’uomo fiutare l’aria. L’ultima cosa che vide fu una lama affondarle nel petto.

Licia guardò incredula l’uomo che stringeva il cuore di lei e sorrideva mostrando i canini.
«Ma… cosa… » si tastò lo squarcio al centro del petto. «Sto sognando?»
L’uomo si avvicinò e si inchinò.
«Lo hai fatto finora, principessa. Adesso sei a casa, finalmente» rispose.
Licia si guardò intorno. La nebbia si diradava, rivelando un magnifico castello nero, come quello che disegnava da bambina.
«Ma come posso essere viva? E zia… »
«Quella lurida fata ti rapì molti anni fa. Ti abbiamo cercata ovunque, ma ti aveva messo questo» alzò la lama, mostrando il cuore infilzato.
«Con questo la fata ti teneva lontano dal tuo mondo, Principessa. Ma adesso sei qui!»
Licia si alzò in piedi: ogni dolore era sparito. Si guardò le mani, candide come la neve. E per la prima volta in vita sua, sorrise.
Ultima modifica di Flavia Imperi il lunedì 17 ottobre 2016, 23:31, modificato 2 volte in totale.


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antico
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Re: Mani di fata

Messaggio#2 » lunedì 17 ottobre 2016, 23:10

Ma bentornata Flavia!!! Che bello rivederti tra noi!
Tutto ok con caratteri e tempo, have fun con la Atzori Edition!

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Polly Russell
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Re: Mani di fata

Messaggio#3 » martedì 18 ottobre 2016, 17:59

Flavia Imperi "mani di fata"
Ciao Flavia! Allora, che l'orrore fossero tutti quei fiori e quel rosa, tipo Dolores Umbridge era abbastanza evidente! E meno male il ragno.
Scherzi a parte, "olezzo di rose" e "maledetti fiori", ci dicono troppo. Va bene il filtro del personaggio, ma così sembra quasi in prima persona. :) Va bene, anzi è molto buono l'accento che poni sulla teiera, sui colori, sui profumi. Sono sufficienti a farci capire il contesto infiocchettato, e le bambole appese, il suo senso di ribellione. Non serve altro.

Trovo il pezzo troppo raccontato, non c'è azione. Capisco il limite dei caratteri, ma purtroppo questo è, e ci dobbiamo fare i conti. :)
La trasformazione del ragno a "lugubre individuo" sarebbe carino vederla. Almeno un accenno. Anche la lotta tra lui e la zia, si risolve tutto in un paio di battute.
"Con la mano stretta sulla camicetta" potrebbe essere di tutto. Anche averne una di scorta in mano, per assurdo. Ok, nel periodo precedente hai detto della fitta al cuore, (al petto mi suona meglio) ma non regge lo stesso.
"L'ultima cosa che vide fu la lama affondarle nel petto"
Non è vero, perché subito dopo lo vede stringere il proprio cuore in mano.
Al castello nero che disegnava da bambina non hai mai accennato, eppure di particolari ce ne hai dati. Bambole appese, posticino segreto per ragni. Potevi accennare anche quello o mi vien fuori dal nulla.

Insomma, l'idea c'è. Il bene e il male sono concetti relativi e tutto può essere il contrario di tutto, ma, secondo me, andrebbe rivisto in diversi punti
Polly

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Flavia Imperi
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Re: Mani di fata

Messaggio#4 » martedì 18 ottobre 2016, 20:02

Grazie Polly, in questa edizione ho sofferto parecchio il limite dei caratteri. Ho dovuto tagliare un bel po' di pezzi, e come sempre qualcosa va perduto. Rispetto invece all'azione, ho voluto rendere il punto di vista della protagonista in maniera più intima, rendere l'idea di una quotidianità che le va stretta. E ribaltare un po' le cose.
Buon contest!
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Andrea Partiti
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Re: Mani di fata

Messaggio#5 » martedì 18 ottobre 2016, 23:42

Ciao!

Mi piace l'inversione di cliché che hai usato nel racconto. Il tentativo di rapire un personaggio malvagio per allevarlo tra fiori bontà e zucchero per redimerlo. Pessima idea, ma che ne sa una fata? I cattivi sono molto più abili nel prendere un personaggio positivo e spezzarlo per renderlo simile a loro.

Sicuramente serve una revisione abbastanza netta, perché ora ci sono davvero troppi indizi nella prima parte del racconto. La fascinazione per il sangue (le vene), le bambole impiccate, l'apparente intolleranza per la zia, i ragni. Serve sfoltire questa serie di elementi, o almeno renderli più ambigui, per l'equilibrio del racconto.
Lo stesso la scena d'azione, l'aggressione, che ha una dinamica confusa. Forse meno dettagli ma più precisi, permettendo a me-lettore di riempire gli spazi bianchi, trasmetterebbero lo stesso messaggio in maniera più semplice.

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erika.adale
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Re: Mani di fata

Messaggio#6 » mercoledì 19 ottobre 2016, 17:51

Ciao Flavia,
idea molto intrigante, la tua. E, nel mio caso (sono una lettrice abbastanza tonta, vista la prontezza degli altri a ipotizzare il prosieguo), non ho intuito da subito come sarebbe andata a finire. All'inizio Licia mi sembrava solo una teen ager abbastanza "filodark" ammorbata da una di quelle ziette tutte "Think pink"...le une e le altre non esistono solo nei racconti fantasy. Ho cominciato a mettermi all'erta solo sul ragno che saluta.
La seconda parte mi ha fatto sorridere per il gradito ribaltamento dei ruoli, anche se condivido con altri commentatori la sensazione che la scena d'azione sia un po' confusa. Quando Licia sente una fitta e la frase "Muori maledetta", per un attimo ho pensato si rivolgesse a lei. E prima, quando dici "qualcosa balzò addosso..." espliciterei subito che si tratta della zia, perché a quel punto mi aspettavo un'altra creatura misteriosa ( lo fai una riga dopo, ma il lettore ha avuto il tempo di farsi una serie di pippe mentali). La frase "La donna lottò con il mostro" non mi piace, è informativa su un fatto scontato, visto che gli è saltato addosso. Magari mostrerei "come" sta lottando.
Tutto questo al netto di un racconto che ho apprezzato per tema e descrizioni.

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Flavia Imperi
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Re: Mani di fata

Messaggio#7 » mercoledì 19 ottobre 2016, 20:17

@Andrea i buoni sono i cattivi più subdoli di tutti! :D Ho una zia così, "pucciosa" e terrificante allo stesso tempo (ma non dirò mai chi sia). Grazie per i suggerimenti davvero utili, buon contest!


@Erika io sono una lettrice simile a te, quindi sono contenta che tu abbia vissuto la storia esattamente come volevo renderla (adolescente e zia pucciosa), grazie di esistere! La sfida è fare in modo che quello che penso raggiunga tutti, e la strada è lunga e piena di sfide.
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viviana.tenga
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Re: Mani di fata

Messaggio#8 » domenica 23 ottobre 2016, 21:54

Ciao Flavia,
E' vero che il fatto che ci sia qualcosa che non va dietro a tutto quel rosa si capisce subito, ma a me personalmente non ha dato fastidio (il colpo di scena non è obbligatorio e comunque trovo che anche così incuriosisci molto il lettore). In generale, ho apprezzato l'idea del racconto e i dettagli con cui hai descritto prima la casa della "zia Moretta" e poi il mondo tenebroso nelle seconda parte.
Secondo me, inizio e fine funzionano molto bene; non mi ha invece convinto la scena d'azione nella parte centrale: prima la ripetizione "balzare adosso/saltò addosso", poi "La donna lottò contro il mostro", che è davvero poco efficace, cerca di dire tutto senza dire niente. Capisco il limite di caratteri, ma avrebbe funzionato dare un dettaglio isolato sulla lotta ("tirò una gomitata", o qualsiasi altra cosa, giusto per avere in testa un'immagine).

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Flavia Imperi
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Re: Mani di fata

Messaggio#9 » lunedì 24 ottobre 2016, 11:00

Grazie Viviana, le scene di azione sono il mio punto debole. D'ora in poi mi ci dedicherò con più cura! :)
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giancarmine trotta
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Re: Mani di fata

Messaggio#10 » martedì 25 ottobre 2016, 15:49

Ciao Flavia,
secondo me i punti di forza di questo racconto sono il ribaltamento dei ruoli e le descrizioni dell'ambiente e di alcuni comportamenti della protagonista.
Concordo con chi ha scritto che ci sono troppe informazioni nella prima parte, che ci sussurrano la continuazione e tolgono quindi l'effetto sorpresa. Sul finale ho dei dubbi, ma è probabilmente un mio problema: se Licia è libera, dopo il suo sogno ("Sto sognando?" "Lo hai fatto finora"), è come se il tema non fosse stato centrato appieno, perché la tenebra è nel sogno e non oltre.
Ma su questo vorrei sapere la tua opinione.

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maria rosaria
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Re: Mani di fata

Messaggio#11 » martedì 25 ottobre 2016, 15:58

Ciao Flavia.
Una favola dark che non mi è dispiaciuta affatto. Anche l’azione centrale non mi ha disorientato, sono riuscita a seguirla e con loro i personaggi coinvolti. Un po’ di confusione l’ho fatta invece alla fine con il cuore: lei sente una fitta, il mostro/salvatore le estrae il cuore e glielo mostra. Ammetto, ma forse per mia distrazione, che all’inizio avevo pensato che il suo cuore fosse stato infilzato dalla zia, invece rileggendolo un paio di volte ho capito che lo strano incantesimo di cui la protagonista è vittima è quella di avere un cuore. Giusto?
Complessivamente un racconto gradevole.
Maria Rosaria

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Flavia Imperi
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Re: Mani di fata

Messaggio#12 » martedì 25 ottobre 2016, 19:16

Ciao Giancarmine! Come hai detto giustamente all'inizio (e sono felice che tu lo abbia colto), ho ribaltato i temi, quindi nel racconto il sogno è negativo, un mondo "illusorio" dove la protagonista è, senza saperlo, intrappolata; mente la tenebra finale è il positivo ritorno al suo mondo ctonio e oscuro. Spero che ora sia più chiaro, comunque grazie del commento!

Ciao Maria Rosa! Esatto, in qualche modo la "zia" (vera antagonista) l'aveva rapita da piccola e portata in un mondo a cui lei non apparteneva, dandole un cuore non suo, il vero fulcro dell'incantesimo che la teneva in pugno.
Strappandole il cuore, l'uomo (che era il padre, ma ho dovuto tagliare la parte che lo riguardava per fare economia) l'ha liberata e restituita al suo mondo.
Nella prima parte volevo giocare sull'ambiguità delle fasi adolescenziali e farla passare semplicemente per una ragazza, sperando rimanesse fino alla fine il dubbio sulla sua identità, dietro cui si cela la Regina delle Tenebre in persona.
Grazie e buon contest!
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willy
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Re: Mani di fata

Messaggio#13 » martedì 25 ottobre 2016, 23:43

Ciao Flavia,
il tuo racconto mi è piaciuto. Ti dico subito che anche io ho pensato a una ragazzina un po' schizzata che subiva le dolcinerie della zia tutta tè e pasticcini.

Di nascosto, Licia era riuscita a salvare qualche ragno e a creare una piccola zona franca dietro il comodino

Bella questa frase che in poco ha chiarito lo stato d'animo della protagonista. In alcune altre situazioni, invece, c'è incertezza e chi legge la percepisce. Però ho gradito il ribaltamento e si è "sentita" la felicità di Licia privata del cuore. Alla prossima!

Veronica Cani
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Re: Mani di fata

Messaggio#14 » mercoledì 26 ottobre 2016, 19:35

Ciao, Flavia! Ti confesso che all’inizio pensavo che il colpo di scena della tua bella fiaba dark sarebbe stata la rivelazione di una natura malvagia di questa zia estremamente stucchevole, ma devo dire che la tua soluzione è molto più originale. Anche il tema della gara è rispettato. Non ho appunti da farti sullo stile, molto scorrevole. Complimenti!

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Linda De Santi
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Re: Mani di fata

Messaggio#15 » giovedì 27 ottobre 2016, 19:28

Ciao Flavia!
Bella questo racconto che ribalta i cliché. Per quanto mi riguarda non trovo sia un difetto che all’inizio si intuisca che la protagonista sotto sotto ha un’anima oscura, anzi, all’inizio mi ha fatto pensare a personaggi come Mercoledì Addams e Lydia Deetz di Beetlejuice.
Anche lo sviluppo è ben gestito, riesci a dare il giusto spazio a tutte e tre le scene e a manovrare bene i vari personaggi.
L’unico dubbio che mi è rimasto sono i disegni del castello oscuro, che sembrano un elemento che il lettore, giunto alla fine, dovrebbe conoscere, ma che invece nel testo non compare.
Per il resto, un’ottima prova.

Zebratigrata
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Re: Mani di fata

Messaggio#16 » giovedì 27 ottobre 2016, 21:08

Bella l’inversione per cui la fata diventa cattiva perché impedisce alla protagonista di vivere nel suo mondo. Il difficile qui era non svelare il trucco troppo presto e ci sei riuscita, durante la battaglia la zia è passata da ‘fastidiosa’ a ‘buona’ per poi tornare indietro nel finale. Il racconto è scritto bene e riesci a creare in pochi dettagli l’atmosfera della casa rosa ‘da zia’, ripescando lo stereotipo che abbiamo un po’ tutti sepolto da qualche parte nei ricordi.

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antico
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Re: Mani di fata

Messaggio#17 » domenica 30 ottobre 2016, 14:19

Un racconto decisamente promettente anche se allo stato attuale necessità, a mio avviso, di una revisione tesa alla sua ottimizzazione. L'intuizione che lei sia una principessa malvagia è ottima, ma arriva poco incisiva al lettore, forse potevi giocarti meglio il dialogo con la fata. Dalla parte centrale in poi è tutto molto velocizzato, affrettato, raccontato. Per stare nei tremila avresti dovuto utilizzare uno stile più asciutto, strategicamente parlando hai fatto un errore, insomma. Il castello nero arriva dal nulla, ma fai intuire che per lei sia importante senza averlo prima seminato... Insomma, come già detto, manca l'ottimizzazione, ma non credo che tu farai fatica a farla e abbandonando l'idea di farlo stare in un tremila otterrai il massimo raddoppiando i caratteri. Il tema c'è, ma non presentandoci al meglio la principessa (delle tenebre) noi che lo conosciamo (il tema) ci arriviamo per deduzione e questo non è un punto propriamente a favore. Direi un pollice ni che punta secco verso l'alto, servono interventi, ma il grosso del lavoro già è fatto.

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