COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Lunedì 17 ottobre 2016 ore 21.00
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raffaele.marra
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COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#1 » lunedì 17 ottobre 2016, 23:23

Copri-fuoco

La prima volta che la vide fu di notte. Era inverno, e quell’anno era difficile riuscire a non tremare. Adam si avvicinava di rado alla finestra, e mai con la luce del sole. Troppo rischioso, lo sapeva bene. Ma il desiderio di guardare al di là della sua grigia stanza a volte lo spingeva a quella piccola follia.
Quella notte lo sguardo impaurito non salì subito al cielo nero. Indugiò per qualche istante sulla finestra difronte, al di là della strada.
Ella era lì, nella casa, lontana dai vetri. La vide per un solo istante, splendida e paziente. Il suo sorriso frugale fu immortalato in un attimo eterno, sottolineato da un lampo nel cielo. O forse da una bomba non troppo lontana.
Erano mesi che non vedeva una donna. Mesi che non vedeva un essere umano disposto a sorridere in quel modo. Adam restò a fissare il buio in attesa di una nuova luce, sapendo con certezza che ella era lì, dall’altra parte della strada, a guardare. Quella notte, per la prima volta, rimpianse che i lampi fossero finiti presto.

La cosa più difficile durante il giorno era pensare ad altro. Dalla strada, sei piani più in basso, saliva a volte il cigolio di lunghi convogli accompagnati da un vociare incomprensibile ed ostile. Altre volte il silenzio del suo nascondiglio veniva violato dal fragore della marcia di centinaia di soldati muti e sconosciuti. Ed ecco che il pensiero lo invadeva e una mano invisibile gli stritolava lo stomaco fino a farlo schizzare in gola a soffocarlo.
Ma in quei giorni imparò a sognare la donna della finestra difronte, il sorriso calmo, gli occhi rassicuranti. La vide altre volte, sempre di notte, sempre per pochi istanti di bagliore lontano.
Egli vedeva lei. Ella vedeva lui.

Quando scese le scale, le gambe cigolavano quasi quanto i convogli del giorno, il cuore ripeteva accelerati i boati della notte. Raggiunse il portone ormai divelto, scavalcò le macerie e uscì. Non ci doveva essere ronda, non più. Nessuno poteva immaginare che qualcuno continuasse imperterrito a rifugiarsi come un topo in quella che un tempo era stata una gloriosa città.
Attraversò la strada, quindi superò il portone difronte, aperto come per tutte le altre case. Salì le scale e quando capì di essere davanti alla porta della donna si passò una mano tra i pochi capelli facendosi coraggio.
Entrò.
La luce di una piccola torcia lo aiutò a percorrere il corridoio fino alla stanza. Spinse lentamente la porta chiedendo permesso, nella speranza che non urlasse.
Ella non urlò.
La stanza vuota accettò la fioca luce e il respiro rotto con fredda indifferenza. Adam si girò intorno, sperando che il fascio giallognolo della torcia non lo tradisse. Poi la vide.
Sorrideva come al solito, nella medesima posizione in cui l’aveva vista le altre volte.
Adam socchiuse gli occhi confuso. La donna raffigurata nel quadro, ovviamente, non reagì in alcun modo.
Eppure, proprio mentre dalla scala salivano i passi e le urla del nemico, Adam ebbe la sensazione che la donna dipinta, in qualche modo, stesse per piangere.



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antico
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#2 » lunedì 17 ottobre 2016, 23:25

Ciao Raffaele! Tutto ok con i parametri, buon divertimento in questa Atzori Edition!

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Callagan
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#3 » mercoledì 19 ottobre 2016, 15:23

Ciao, Raffaele. Il tuo racconto mi è piaciuto anche se, a parer mio, devi apportare alcune correzioni. Innanzitutto la ripetizione di "ella" è davvero ridondante, stona, mentre un semplice "lei" renderebbe più chiara e pulita la prosa e sarebbe in maggiore sintonia con la stessa. Quando scrivi "Nessuno poteva immaginare che qualcuno continuasse imperterrito a rifugiarsi come un topo in quella che un tempo era stata una gloriosa città." stai ingannando il lettore, dal momento che evidentemente qualcuno se lo immaginava. Trovo inoltre inverosimile che il protagonista non fosse uscito altre volte, la notte, per strada per procacciarsi da che vivere. Inverosimile è anche il fatto che sia stato ingannato da un quadro, dal momento che non dà segni di instabilità psichica (giustificati dalla fame, ad esempio, ma questo non traspare dalle tue righe). Sarebbe stato più verosimile qualcosa come un manichino mosso dal vento, tanto per far un esempio.
Per il resto, comunque e come già detto, la storia mi piace.

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raffaele.marra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#4 » mercoledì 19 ottobre 2016, 17:08

Ciao Callagan, e grazie per il commento. Accetto le tue osservazioni, anche se non sono d'accordo sul fatto che scrivendo "Nessuno poteva immaginare che qualcuno continuasse imperterrito a rifugiarsi come un topo in quella che un tempo era stata una gloriosa città." io stia ingannando il lettore. IN realtà si tratta di una convinzione del protagonista: tutta la storia è vissuta nella sua soggettiva che, in questo caso, risente di un punto di vista parziale e troppo ottimista. A presto.

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ceranu
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#5 » mercoledì 19 ottobre 2016, 23:39

Ciao Raffaele, bentrovato.
Partiamo dal presupposto che il racconto è scritto benissimo. Lo stile è coerente con l'ambientazione e questa non è una cosa da poco. La storia di per se è classica, l'uomo incarcerato che osserva la donna nella finestra difronte. Mi lascia perplesso il fatto che la donna fosse solo un quadro, anche se la vedeva solo grazie al bagliore del lampo la vedo dura riuscire a confondersi, ma potresti avere ragione tu.
Il racconto scorre bene, non ha il guizzo ma non è indispensabile.
Nel complesso è un racconto buono, ma che passa senza lasciare il segno.
Ciao e alla prossima.

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Jacopo Berti
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#6 » giovedì 20 ottobre 2016, 19:19

Ciao Raffaele,
trovo che il racconto sia scritto bene, fatta eccezione per la ripetizione davvero importuna di "ella", come ti hanno già fatto notare. L'idea c'è, ma nutro anch'io qualche dubbio sulla verisimiglianza della situazione. Non mi dispiace l'idea che in quell'istante in cui il quadro viene illuminato non riconosca che si tratta di un quadro. Piuttosto trovo strano che non si stupisca di vederla sempre nella stessa posizione ed espressione, sera dopo sera. Se, come era la giusta tua intenzione, il protagonista è propenso ad essere ingannato, avresti dovuto dare qualche indizio in più. Noi crediamo fino alla fine che sia una persona ragionevole.

Mi convince solo in parte. Complessivamente trovo sia una prova discreta.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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Callagan
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#7 » giovedì 20 ottobre 2016, 20:25

raffaele.marra ha scritto:Ciao Callagan, e grazie per il commento. Accetto le tue osservazioni, anche se non sono d'accordo sul fatto che scrivendo "Nessuno poteva immaginare che qualcuno continuasse imperterrito a rifugiarsi come un topo in quella che un tempo era stata una gloriosa città." io stia ingannando il lettore. IN realtà si tratta di una convinzione del protagonista: tutta la storia è vissuta nella sua soggettiva che, in questo caso, risente di un punto di vista parziale e troppo ottimista. A presto.

Ehmm, ma la voce narrante è una terza persona onniscente, e in quella frase non c'è nessun riferimento al fatto che sia un pensiero del protagonista. Per questo motivo ti ho mosso un'osservazione simile...

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Adry666
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#8 » venerdì 21 ottobre 2016, 17:39

Ciao Raffaele,

tema centrato.

Storia scritta molto bene, scorre fluida fino all’epilogo.
Il tema è carino, anche se non originale ma ho avuto dei problemi con la “verosimiglianza”.
Mi spiego meglio: non mi sembra possibile che dopo ripetute osservazioni, anche se fatte da lontano e in condizione di luce disagevole, tu non ti accorga della fissità dell’espressione / posizione della figura. Difficile…

Nel complesso discreta prova

Ciao
Adriano

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raffaele.marra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#9 » venerdì 21 ottobre 2016, 17:45

Adry, è il "sogno" di una persona in condizioni estreme.

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beppe.roncari
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#10 » venerdì 21 ottobre 2016, 19:59

Ciao Raffaele, ben ritrovato.
Racconto nel complesso ben scritto, tema rispettato. Condivido i commenti degli altri lettori sulla verosimiglianza della situazione, per cui non mi soffermo su questo.
A costo di essere pedante ti segnalo che "di fronte" si scrive staccato mentre "coprifuoco" è un'unica parola. A ben vedere, poi, nel racconto non c'è alcun coprifuoco, in quanto esso si applica solo quando un'autorità lo impone, e non in una città abbandonata e solo attraversata da militari nemici.
Un saluto!

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raffaele.marra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#11 » sabato 22 ottobre 2016, 13:28

beppe.roncari ha scritto:Ciao Raffaele, ben ritrovato.
Racconto nel complesso ben scritto, tema rispettato. Condivido i commenti degli altri lettori sulla verosimiglianza della situazione, per cui non mi soffermo su questo.
A costo di essere pedante ti segnalo che "di fronte" si scrive staccato mentre "coprifuoco" è un'unica parola. A ben vedere, poi, nel racconto non c'è alcun coprifuoco, in quanto esso si applica solo quando un'autorità lo impone, e non in una città abbandonata e solo attraversata da militari nemici.
Un saluto!

Ciao Beppe e grazie per il commento. Per quanto riguarda "di fronte", so bene che la forma più diffusa è quella staccata, ma "difronte" è comunque corretto. Poi, per quanto riguarda "coprifuoco", so bene che la parola è unica, ma in questo caso volevo giocare sul doppio senso: "copri fuoco" riferito al fuoco del desiderio, del sentimento, della passione che deve essere coperto per non farsi scoprire dal nemico. Mi rendo conto comunque che non è un gran bel titolo. Alla prossima

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beppe.roncari
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#12 » sabato 22 ottobre 2016, 15:54

Grazie per le risposte, Raffaele. :-)

Fernando Nappo
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#13 » domenica 23 ottobre 2016, 16:07

Ciao Raffaele,
il racconto centra senza dubbio il tema, sogno e tenebra sono ben distinti ed evidenti. È ben scritto, scorrevole e si legge senza intoppi. Purtroppo devo sottolineare di aver avuto anch'io qualche dubbio riguardo alla credibilità di alcune situazioni, sia perché il protagonista pare stare rinchiuso per un periodo molto lungo in un luogo di fortuna, senza mai provare a uscire in cerca di cibo o altro, sia perché, pur alla sola luce di pochi lampi notturni, trovo difficile confondere un quadro con una donna reale.

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raffaele.marra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#14 » domenica 23 ottobre 2016, 23:46

Ok, ragazzi, vedo che insistete sul concetto della verosimiglianza. Devo dire che anch'io, a voler essere pignolo, ammetto che c'è qualche aspetto del racconto che è un po' "forzato", davvero improbabile e, quindi, un po' inverosimile. Ma si tratta pur sempre di un racconto di fantasia. Insomma, i temi sono altri: la solitudine, il desiderio di normalità, la pericolosità di un'illusione e la facilità con cui un essere umano in una situazione altamente inconsueta cada vittima degli inganni favoriti dalla sua stessa mente ormai provata. Ovviamente la mia lettura è totalmente di parte, ma io vedo assolutamente marginali i dettagli relativi alla verosimiglianza dell'illusione data dal quadro visto in qualche flash notturno (visto da un uomo che, appunto, è in uno stato di stress e di desiderio tali da renderlo più o meno affetto da una sorta di crisi di astinenza) o alla verosimiglianza della lunga permanenza nel suo rifugio (quest'ultimo aspetto, lo ammetto, è stato fortemente influenzato dalla lettura e dalla visione de "il pianista"). Insomma, che qualche elemento della storia venga affidato alla capacità (e volontà) del lettore di accettare uno sprazzo di fantasia magari un tantino aleatorio e forse fisicamente inspiegabile (anche se con qualche stucchevole dimostrazione di fisica, ottica e psicologia magari riusciremmo pure a dimostrarlo) non credo sia un grosso problema. Altrimenti come spiegare i supereroi, gli angeli, i vampiri, gli zombi, le castagne pensanti, i patti col diavolo e tutto il resto che rende bella la maggior parte dei racconti che leggiamo ogni mese?

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Flavia Imperi
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#15 » martedì 25 ottobre 2016, 11:46

Ciao Raffaele!
Coraggio, non ti far travolgere dai commenti, lo so che le storie sono le nostre creature e credimi, è difficile per tutti gettarle in pasto nell'arena ^^ a volte io ci rimango malissimo per delle critiche e mi ci vuole un po' per riprendermi... però poi, quando torno a scrivere, mi rendo conto che magari proprio quella critica lì è quella che mi ha aiutata di più e che ha prodotto un cambiamento in me. (Non tutte, eh, a volte ci sono anche critiche inutili o sbagliate).

Per quanto riguarda il fattore realismo, non sono molto d'accordo: se ci fai caso, i più bei racconti fantastici, al di là del "patto col lettore" per quanto riguarda l'elemento fantastico di per sè, sono estremamente realistici per tutto quello che riguarda la normalità: dolore, sensazioni, ambientazioni ordinarie, etc. etc. Harry Potter va ogni anno ad Hogwards in un castello-scuola di maghi, è vero, però parte dalla Stazione Ferroviaria di King's Cross di Londra. Questo aiuta il lettore a entrare nella storia e immedesimarsi, e quando arriva il fantasma, arriva in un quadro tanto coerente, che lo accettiamo, perché siamo già stati catturati dalla storia. Ma se il vaso è sul soffitto senza nessun motivo, o tutte le persone in Germania si chiamano Gianfransuà, storciamo il naso e il libro lo abbandoniamo.

Condivido anche io alcune delle critiche che ti hanno fatto gli altri, soprattutto sul finale, con quel quadro immobile. Mi sono chiesta "e non se n'è accorto?" arricciando il naso. Tuttavia sei riuscito anche a creare un'atmosfera molto intensa, alla Poe, che mi ha dato un brivido. Il tema è rispettato, l'ambientazione interessante e lo stile non è male. Occhio ai tempi verbali, in "Ma in quei giorni imparò a sognare la donna della finestra difronte..." a mio avviso ci andrebbe "aveva imparato", perché racconti qualcosa che è successa prima del momento narrato.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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Vastatio
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#16 » martedì 25 ottobre 2016, 14:34

Ciao,
col senno delle tue spiegazioni credo che il problema di fondo del tuo racconto, scritto come sempre senza sbavature, sia il focus che hai concentrato più sull'ambiente che sul protagonista. I maledetti 3000 caratteri ci costringono a delle scelte e la tua non è stata ottimale. Personalmente non ho colto l'instabilità del personaggio, anche, e soprattutto, in situazioni di stress derivanti dalla necessità di nascondersi da un nemico, credo che l'astinenza sessuale passi in secondo piano. Avrei preferito vedere, nel poco spazio che avevi a disposizione, qualcosa che giustificasse questo stress: i problemi per recuperare cibo, doversi continuamente spostare (e magari cercare sempre un luogo da cui poter vedere quelal finestra, o trovarne altri in cui la finestra si vedeva meno e allora lui avrebbe intravisto solo "pezzi" del quadro, a giustificare maggiormente l'equivoco).
Tema ok.

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angelo.frascella
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#17 » martedì 25 ottobre 2016, 22:00

Ciao Raffaele,

racconto piacevole su cui non ho grosse note a parte l'uso cacofonico di "ella" pronome ormai vetusto (e io eviterei anche di usare "egli". Poi la frase "egli vedeva lui e ella vedeva lei" suona davvero male in uno scritto moderno) e il fatto che lui non si stupisca a vedere l'immagine sempre nella stessa posizione (magari potresti far sì che lui la intraveda solo una volta all'inizio e poi ne sia ossessionato). Mi ha stupito invece scoprire che "difronte" che stavo per segnalarti come errore è un modo corretto alternativo a "di fronte" (comunque, continuo a preferire quest'ultimo)
PS in un commento dici che la voce è onnisciente in terza persona. Mi spiace ma non sono d'accordo: hai seguito passo passo il protagonista e noi vediamo quello che vede lui (e questo, aggiungo, è l'unico modo per narrare una simile storia senza anticipare la sorpresa). Secondo me la tua è una narrazione in terza persona con punto di vista limitato soggettivo.

A rileggerci
Angelo

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raffaele.marra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#18 » martedì 25 ottobre 2016, 23:59

angelo.frascella ha scritto:
in un commento dici che la voce è onnisciente in terza persona. Mi spiace ma non sono d'accordo: hai seguito passo passo il protagonista e noi vediamo quello che vede lui (e questo, aggiungo, è l'unico modo per narrare una simile storia senza anticipare la sorpresa). Secondo me la tua è una narrazione in terza persona con punto di vista limitato soggettivo.

A rileggerci
Angelo


Ciao Angelo e grazie per il commento. A onor del vero, se rileggi bene i commenti qui sopra, io dico esattamente quello che dici tu. La mia narrazione è soggettiva, non può essere onnisciente. Qualcun altro aveva avanzato questa ipotesi e io ho chiarito. E tutto ciò, come dici, per preparare la sorpresa finale.
A proposito di sorprese finali...
Ammetto che tra le cose che ho imparato qui su Minuti Contati c'è qualcosa che ho imparato direttamente dalle tue critiche. Lo giuro. Io adoro le storie a sorpresa, quelle in cui per tre quarti del racconto inganni il lettore e poi gli butti addosso la verità sconvolgente e gli dimostri che lo hai "preso in giro" quasi per tutto il racconto (breve, per fortuna). E' quello che ho imparato leggendo autori come Jeffery Deaver (adoro il suo motto "nulla è come sembra"). Tu mi hai fatto più volte notare come una storia debba avere qualità al di là del finale a sorpresa, anzi bisogna imparare a costruire un'ambientazione credibile e una storia avvincente che sia in grado di reggersi in piedi anche senza il colpo di scena sconvolgente. E, credimi, quando penso ad un mio nuovo racconto, che avrà più o meno sempre una sorpresa finale, mi chiedo ogni volta se risponde al "canone frascella". E' successo anche con questo racconto, che ho variato più volte nel mio immaginario per renderlo così.

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angelo.frascella
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#19 » mercoledì 26 ottobre 2016, 8:46

Ciao Raffaele.

Scusa per l'equivoco sul PoV. Non so perché ma avevo confuso il commento di Callagan col tuo. In ogni caso il mio era un commento sui commenti e quindi non aveva nulla a che fare con la valutazione del racconto.

raffaele.marra ha scritto:A proposito di sorprese finali...
Ammetto che tra le cose che ho imparato qui su Minuti Contati c'è qualcosa che ho imparato direttamente dalle tue critiche. Lo giuro. Io adoro le storie a sorpresa, quelle in cui per tre quarti del racconto inganni il lettore e poi gli butti addosso la verità sconvolgente e gli dimostri che lo hai "preso in giro" quasi per tutto il racconto (breve, per fortuna). E' quello che ho imparato leggendo autori come Jeffery Deaver (adoro il suo motto "nulla è come sembra"). Tu mi hai fatto più volte notare come una storia debba avere qualità al di là del finale a sorpresa, anzi bisogna imparare a costruire un'ambientazione credibile e una storia avvincente che sia in grado di reggersi in piedi anche senza il colpo di scena sconvolgente. E, credimi, quando penso ad un mio nuovo racconto, che avrà più o meno sempre una sorpresa finale, mi chiedo ogni volta se risponde al "canone frascella". E' successo anche con questo racconto, che ho variato più volte nel mio immaginario per renderlo così.


Grazie. Mi fai arrossire. Ammetto che è un po' una mia fissa quella dei racconti col finale a sorpresa, quando la sorpresa non funziona perché è messa lì di punto in bianco sperando di far fare "ooooh" al lettore, senza essere intrinseci alla storia.
Se vuoi citare, comunque, una fonte più autorevole di me, io ricordo sempre il "niente trucchi da quattro soldi" di Carver: lui racconta di come un suo alunno di un corso di scrittura creativa avesse scritto un racconto in cui, solo nel finale, diceva che il protagonista era zoppo, il che lo fece arrabbiare molto.
"Non bisogna mai tacere un dettaglio importante per la storia" dice lui.
Io non la vedo in maniera così estrema, altrimenti dovremmo dimenticare racconti meravigliosi come "la sentinella" o film come "i soliti sospetti" e cancellare l'intero genere del giallo.
Però, visto che la tentazione del twist sconvolgente finale è sempre forte in racconti come quelli di MC, mi sono fatto l'idea, dopo aver letto decine di racconti in cui sembrava che il protagonista fosse un uomo e veniva fuori, alla fine. che era un animale (per fortuna da un po' di tempo a questa parte non se ne leggono più) che una storia non si può reggere solo sul finale a sorpresa (anche perché il lettore smaliziato spesso lo becca prima).Da cui il "canone frascella" :D :D

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alessandra.corra
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#20 » mercoledì 26 ottobre 2016, 20:34

Ciao Raffaele,

mi è piaciuto molto il tuo racconto. Oltre a essere ben scritto, tocca tematiche molto profonde, per nulla scontate. Per alcuni aspetti mi ha ricordato il bellissimo film : il pianista - di Polanski. Anche nel film il protagonista era costretto a rimanere chiuso in una stanza, per nascondersi dai nazisti, nella più alienante solitudine.
Ma tornando al tuo racconto, ciò che ho apprezzato di più è proprio ciò che si legge tra le righe; ovvero, l'emarginazione dell'uomo.
Ho letto gli altri commenti, in apparenza può sembrare in effetti poco credibile che lui possa scambiare un disegno per una donna vera. Eppure, proprio la chiusa, in cui affermi che il protagonista (nonostante abbia visto che la donna non era altro che una figura dipinta) intravede nell'espressione della donna dolore per l'arrivo dei nemici, mi fa capire che l'uomo per l'isolamento subito si era attaccato in modo morboso a quell'unica speranza che aveva. Un''allucinazione, che per una persona normale potrebbe sembrare ingenua, ma che per chi vive l'orrore e le tenebre del quotidiano da te descritto è più che plausibile. Bravo.

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AmbraStancampiano
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#21 » giovedì 27 ottobre 2016, 21:35

Ciao Raffaele,
mi dispiace davvero essere in ritardo coi commenti, perché effettivamente ho ben poco da dire che possa risultare utile.
Il tuo racconto mi piace molto, e anche se in parte concordo con l'appunto sulla verosimiglianza (sarebbe bastato inserire un manichino o una statua al posto di un quadro) trovo che sia del tutto perdonabile rispetto all'ambientazione ben costruita e alla tua scrittura, come sempre evocativa e ben misurata.
Il tema c'è, e mi è piaciuta moltissimo la tua interpretazione.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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antico
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Re: COPRI-FUOCO di Raffaele Marra

Messaggio#22 » mercoledì 2 novembre 2016, 17:06

Racconto che mi è piaciuto davvero tanto. Non ho avuto problemi con la verosimiglianza, la condizione in cui si trova il protagonista è estrema e questo porta ad appigliarsi al sogno. Se proprio devo puntare il dito verso un difetto: il finale. L'avrei lasciato lì, solo, sperduto, con la compagnia del quadro e di nemici ormai immaginare, andati, spariti... Tu però decidi di chiuderlo così e mi sta bene lo stesso, anche se si perde un pizzico di poesia, a mio avviso. Tema perfettamente centrato. Per me questo è un pollice su, c'è magia nell'immagine di lui che osserva il quadro da lontano credendolo una possibile compagna.

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