L'eco degli applausi

Lunedì 17 ottobre 2016 ore 21.00
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Andreacrux
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L'eco degli applausi

Messaggio#1 » martedì 18 ottobre 2016, 0:50

Una piroetta ruotando a destra, una dall'altro lato.
Tra pollice e indice Andrea stringeva il gambo di un papavero diventato all'improvviso ballerina.
Gliel'aveva insegnato sua nonna Maria, tanti anni prima, sotto la grande pianta di carrubo. I petali ripiegati su se stesso ed ecco che quel fiore rosso vivo diventava una famosissima ballerina di flamenco con la sua gonna sfavillante.
Tutto cominciò da lì.
"E per la giornata della creatività, ecco a voi Andrea Zucchelli e il suo spettacolo di marionette".
Il successo a scuola fu sorprendente. Penne e astucci prendevano vita tra le mani del "Zuc" e diventavano Gagarin e la Loren, il professore Rotella che ballava con la direttrice.
Ad ogni recita natalizia il suo spettacolo divenne l'attrazione principale.
Una volta lo registrarono e lo mandarono in onda qualche settimana dopo su una tv locale. Il caso volle che un importante produttore televisivo guardò la trasmissione, e una settimana dopo Andrea si ritrovò con i suoi genitori negli studi della RAI a Roma.
E così dalle scenette improvvisate in piedi sulla cattedra, con Ronchi a far da palo fuori dall'aula, a quelle sotto i riflettori della "prima serata" il passo fu breve.
Il suo sogno finalmente si avverava, il piccolo Andrea era diventato grande e famoso attraverso i suoi personaggi. Mossi da fili invisibili facevano divertire chiunque, di qualsiasi età.
In giro per l'Italia i teatri registravano il tutto esaurito. Anche un pupazzo famoso come Topo Gigio volle essere "diretto" una volta da lui.
Anno dopo anno la sua fama cresceva. I titoli dei giornali si lanciavano in paragoni azzardati con grandi registi passati e presenti, cosa importava se gli attori da lui diretti non erano di carne e ossa?
Ma poi accadde qualcosa, già verso la fine degli anni '70. Qualcuno iniziò a dire che le marionette avevano stufato e che quegli spettacoli non erano degni di palcoscenici così importanti.
Quando poi il fantoccio di Dartagnan importunò una delle ballerine del teatro (o così almeno dissero in televisione), Andrea fu estromesso da ogni programmazione successiva.
Fu così che cadde in depressione.
Per prima cosa licenziò tutti.
Anche Marylin finì nel cassonetto dei rifiuti.
Dietro le quinte di un teatro di marionette sentì il suo sogno infrangersi in mille pezzi. A cosa era valso tutto ciò? Dando la vita a tutti quei pupazzi ne aveva tolta un po' dalle sue mani, per ogni sorriso impresso ad ognuno dei suoi personaggi una ruga era comparsa sul suo viso. Adesso loro non sorridevano più, ma le rughe rimanevano.
Nel buio del suo garage, il primo teatro in cui la sua compagnia si esibì, gli sembro di sentire un'eco lontana di applausi e jingle musicali.
Poi aprì gli occhi.
Buio.
Lo sgocciolare incostante del lavandino.
Pensò di farla finita, per sempre. Come Romeo che tante volte aveva portato in scena.
Poi arrivò Irene, la sua nipotina. Sfavillante la gonna ed in mano un papavero.
"Siooo, mi fai ballerina?"
Una lacrima scese attraverso una ruga di Andrea e atterrò su un nuovo sorriso.
Ultima modifica di Andreacrux il martedì 18 ottobre 2016, 1:00, modificato 1 volta in totale.



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antico
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#2 » martedì 18 ottobre 2016, 0:53

Ciao Andrea! Caratteri ok e pure il tempo, have fun in questa Atzori Edition!

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ceranu
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#3 » martedì 18 ottobre 2016, 19:00

Ciao Andrea, bentrovato.
Storia toccante nelle sue intenzioni, ma nell'esecuzione lo è meno di quanto avrebbe potuto essere. Nel riassumere una vita intera in 3000 battute mi hai allontanato dal protagonista. Non me lo hai fatto vivere, ma ti sei limitato a raccontare ascesa e caduta (tra l'altro la seconda parte troppo repentina). Io avrei preferito spendere queste 3000 battute nell'ultima scena con lui che carezza i suoi ricordi, ma è solo un mio gusto personale.
Il racconto fila bene, non ha grossi difetti.
Una buona lettura.

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Andreacrux
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#4 » mercoledì 19 ottobre 2016, 7:35

Ciao Ceranu!
Grazie per il commento! Purtroppo la sintesi non è mai stato il mio dono e mettere tutto dentro a volte mi viene difficile, ma mi rendo conto che bisognerebbe perdere meno tempo sulle descrizioni ridondanti che bruciano caratteri e forse parlare più dei sentimenti del protagonista! Grazie, terrò a mente i tuoi consigli, intanto mi fa piacere che le intenzioni ti siano piaciute!

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Callagan
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#5 » giovedì 20 ottobre 2016, 16:40

Ciao, Andrea. Come Francesco, anche io penso che se parti per riassumere in due righe l'intera vita del personaggio hai già perso in partenza. Da un lato perché sei costretto a raccontare tutto e a mostrarci nulla, cosa che ha come risultato la mia indifferenza da lettore nei confronti del protagonista, del quale non condivido esperienze, non condivido emozioni, non condivido nulla. Devi considerare che in un racconto devi prendere un determinato momento della vita del protagonista che sia rappresentativo di tutta la sua esistenza, un condensato di emozioni, immagini, parole che in poche righe ci permettono di entrare e vedere il suo mondo. Pensa, in questo contesto, scrittore e lettore come artefici della stessa storia. Quello che lo scrittore non dice, il lettore lo completa. La lettura, d'altro canto, non deve essere un'attività passiva.

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Jacopo Berti
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#6 » sabato 22 ottobre 2016, 10:19

Ciao Andrea,
mi ricollego anch'io ai commenti precedenti e quello di Callagan è così preciso che non posso che riportarlo:
Devi considerare che in un racconto devi prendere un determinato momento della vita del protagonista che sia rappresentativo di tutta la sua esistenza, un condensato di emozioni, immagini, parole che in poche righe ci permettono di entrare e vedere il suo mondo.

Insomma, il tuo racconto è un riassunto e non si situa in un momento preciso, in cui magari il protagonista rivive il suo passato in forma di flashback o semplice ricordo. Se avessi iniziato con l'immagine (ancora priva di connotati e interpretazioni) della bambina che porge il papavero al protagonista già il tuo "riassunto", da iniziare col secondo paragrafo, sarebbe stato giustificato. Poi comunque nella forma non sarebbe andato bene, perché manca una focalizzazione, ma sarebbe stato qualcosa.
Così è freddo e impersonale e quel poco di colore che riesco a vedere viene dalle marionette che sono qualcosa che suscita empatia e struggimento di per sé.
Non mi hai convinto, perché le intenzioni ci sono, ma il racconto no.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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Adry666
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#7 » domenica 23 ottobre 2016, 11:12

Ciao Andrea,

il tema è centrato.

Il tuo racconto è scritto bene, ma dopo qualche riga diventa una biografia che non riesce più scrollarsi di dosso la pura cronaca. E’ un peccato perché la storia ci sarebbe. Io proverei a riscriverla partendo dal finale e aprendo dei flashback sui momenti più significativi. Il tutto legato dal filo rosso del papavero: incipit, flashback, finale.
Spero di rileggerti e rileggerlo in forma più completa

Ciao
Adriano

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AmbraStancampiano
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#8 » lunedì 24 ottobre 2016, 17:29

Ciao Andrea,
la delicatezza della tua storia mi ha toccato e coinvolto, ma anch'io sono dell'opinione che il modello biografia/cronaca non sia vincente in uno spazio così limitato.
Ti faccio comunque i complimenti, io non sarei mai riuscita a riassumere una vita così piena in 3.000 battute. Trovo che i migliori consigli possibili ti siano già stati dati, per ciò che mi riguarda mi auguro di leggere molto presto una versione 2.0 del tuo racconto! :)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Vastatio
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#9 » martedì 25 ottobre 2016, 14:40

Ciao,
premesso che ho sempre odiato burattini e marionette, il racconto è una lunga biografia che non riesci a risollevare con il momento sentimento in chiusura. Concentrarsi su due, tre eventi al massimo avrebbe avuto più effetto, anche perché, riuscendo a far "amare" il protagonista (no, mi spiace, con me non ci saresti counque riuscito per via delle marionette), il lettore avrebbe aggiunto le parti non dette.
L'elenco di nomi/personaggi portati in scena durante la vita è sostanzialmente inutile se non c'è un collegamento significativo: a questo punto meglio mostrare una scena di "Romeo" all'inizio per poi richiamarla alla fine.
tema ok.

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beppe.roncari
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#10 » martedì 25 ottobre 2016, 19:33

Ciao Andrea, bentrovato.
Storia lirica e delicata sul povero marionettista abbandonato ma ancora amato dalla nipotina. La conclusione arriva senza una adeguata preparazione, avresti dovuto, a mio parere, impostare la cosiddetta "cornice" per presentare la nipotina fin dall'inizio e poi farla così interagire alla fine. È il metodo di tantissime storie di successo, soprattutto del tipo presentato da te, prendi, che ne so, Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno, per dire.
Se il tuo è un racconto (narrata e non mostrato) deve avere un contesto e uno spettatore privilegiato, la nipotina. E devi introdurla fin dall'inizio. Per forza.
Altrimenti la storia è debole. Ciao!

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Flavia Imperi
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#11 » martedì 25 ottobre 2016, 19:44

Ciao Andrea,
trovo anche io il tuo racconto molto tenero, soprattutto con il finale, purtroppo una vita in 3000 caratteri soffre un po' do claustrofobia. Mi ha impressionato (in senso positivo) l'uso di queste piccole scene, come far danzare un papavero a testa in giù, che da quotidiane e normali diventano magiche grazie a un vissuto che trapela, e che tocca il cuore a chi ha ricordi simili. Purtroppo non arriva tutta l'emozione che sarebbe potuta arrivare, che spesso è il motivo per cui siamo qui a commentarci a vicenda. Ti consiglierei anche io di far narrare la storia dal protagonista alla nipotina, che magari proprio nell'incipit si stava per togliere la vita e viene interrotto dall'entrata a sorpresa della piccola.
Stavolta non avrai forse un posto altissimo nella mia classifica, perché a questo racconto manca qualcosa, però non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo racconto. Si vede che hai qualcosa da dire, e per uno scrittore questo è fondamentale.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

Fernando Nappo
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#12 » martedì 25 ottobre 2016, 21:56

Ciao Andrea,
ho poco da aggiungere ai commenti di chi mi ha preceduto: il tuo racconto è una biografia condensata, la sinossi di un racconto lungo. Lo scorso mese ho fatto esattamente la stessa cosa: ho seguito un personaggio dall'infanzia all'età adulta in tremila caratteri. Ho fatto anch'io un riassunto. Ora, grazie anche ai suggerimenti ricevuti, sto cercando di buttare giù un racconto lungo tenendo quanto di buono c'era e cercando di sviluppare un intreccio che possa dare interesse alla storia. Magari ne esce qualcosa.
Credo tu possa fare lo stesso, se la tua idea ti piace, perché comunque è buona, c'è il sogno e c'è anche la tenebra, e sicuramente il tema è ben presente. Ma, tema a parte, credo proprio meriti un maggiore sviluppo. Magari potresti prendere in considerazione l'idea di partecipare a uno dei prossimi laboratori.

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angelo.frascella
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#13 » martedì 25 ottobre 2016, 22:08

Ciao, Andrea.

Idea della storia buona, ma probabilmente più adatta a un racconto lungo. Non si può raccontare un'intera vita in tremila caratteri (o meglio è molto difficile farlo): la drammaticità ne soffre e l'empatia col protagonista viene a mancare.
La scena iniziale è molto buona: la piroetta, il gambo fra le dita, lui con la nonna sotto il carrubo e poi quel fiore rosso. Poi tutto si diluisce purtroppo.
Prova a ripartire da quell'inizio e a tenere viva quell'emozione per tutto il racconto.

A rileggerci
Angelo

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alessandra.corra
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#14 » giovedì 27 ottobre 2016, 13:54

Ciao Andrea,

la trama della storia è molto delicata, commovente e tenera. Però, come ti hanno detto anche gli altri, sembra il riassunto di un romanzo. Tutta una vita condensata in poche righe non riesce a dare emozione e risulta un pò piatta per chi la legge. E' sicuramente un buon incipit, che incuriosisce, e verrebbe voglia di leggere altro, sapere più elementi. Ma non è quello che ci si aspetta da un racconto breve. Callagan ha epresso bene come deve essere costruito un racconto breve per incuriosire ed essere valido. So che non è cosa facile, perché anche io faccio molta fatica a trovare un momento della vita di un personaggio che possa condensare bene la sua vita. Ma è un esercizio utilissimo per chi ama scrivere!
Alla prossima.

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antico
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Re: L'eco degli applausi

Messaggio#15 » mercoledì 2 novembre 2016, 18:38

Un'immagine finale davvero molto bella che però è preceduta da una preparazione piuttosto fredda e soprattutta divisa per punti. Fece quello, poi quello, poi quell'altro e papapa... Racconti la sua vita, ma non ci trasmetti il suo sogno e la sua anima. E il tema... Non lo trovo. Il tuo è un messaggio di speranza, non di tenebra, che rimane solo un passaggio prima della rivelazione della vita che continua, imperterrita, poetica, meravigliosa. T'invito a riprenderlo proprio partendo dall'immagine finale e dal bellissimo consiglio di Puddu: mostraci una sola scena che valga per tutte, mostraci QUELLA scena. Pollice ni per il momento.

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