Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Appuntamento a Torino il 17 dicembre 2016 alle 10.30 presso Vaporosamente!
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giuseppe.gangemi
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Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#1 » sabato 17 dicembre 2016, 17:47

Il gallo cantò e Abasi aprì gli occhi.
Era circondato.
Sua madre e tutta la sua famiglia erano lì, all’interno della capanna, da almeno mezz’ora.
Lo tirarono giù dall’amaca e iniziarono a vestirlo. Un semplice gonnellino di paglia.
Poi lo scortarono fino allo gnu e ve lo legarono sopra.
“Trovati un dannato lavoro, hai finito di mangiare a sbaffo”, urlò la madre.
I fratellini di Abasi con dei bastoni colpirono lo gnu e il bovino si mise a correre.
L’urlante ultratrentenne senza lavoro scomparve inghiottito dalla foresta nera in groppa al possente animale.

Quando Abasi giunse nel luogo del colloquio grondava sangue.
Il piazzale davanti alla capanna dell’ufficio collocamento era piena di damerini agghindati con favolosi monili e i gonnellini della domenica.
“Devo ottenere quel posto di lavoro, così zittirò mia madre”, disse Abasi stringendo il curriculum scritto su foglie verdi.

Abasi era l’ultimo della fila e dovette aspettare ore sotto il sole, ma alla fine giunse il suo turno.
L’ultimo intervistato e colui che gli avrebbe fatto il terzo grado uscirono dalla capanna.
I due si salutarono affettuosamente.
Abasi temette di esser già senza possibilità.
Il suo sfidante si allontanò tutto pimpante, mentre l’esaminatore si diresse verso il pozzo del villaggio per dissetarsi.
Abasi rimase alcuni secondi pietrificato poi parlò: “Mi scusi anche io dovrei sostenere il colloquio”.
L’esaminatore si girò e fissò Abasi con aria annoiata. “Sì, devo ancora sentire lei, si accomodi nella capanna, io sarò da lei tra cinque minuti”.
Abasi entrò e si sedette su una stuoia, dove aspettò per alcuni lunghissimi minuti.
Alla fine l’esaminatore entrò e Abasi gli consegnò il curriculum.
“Allora, lei sa per quale offerta di lavoro si è candidato?”
“Si ho letto l’annuncio e vorrei essere uno sciamano”.
L’esaminatore osservò la foglia verde davanti: “lei non ha nessuno dei requisiti necessari per questo lavoro”.
“Io penso di essere all’altezza del compito, mi lasci provare, mi dia un’opportunità!”
“Risposta sbagliatissima, io non posso lasciarla provare, ho bisogno di una persona formata. Non posso farle leggere le viscere degli animali!”
“Mi dia una possibilità, la mia famiglia è stufa di vedermi tutto il giorno sdraiato sull’amaca”.
L’esaminatore sogghignò: “vedo che lei è messo male, non studia e non lavora” continuò a sghignazzare. “In molti nella penisola italica sono nella sua stessa condizione.” Rise per alcuni minuti diventando rosso in faccia. Si stava quasi dimenticando della presenza di Abasi, ma alla fine tornò in sé. “Senta, lei mi è simpatico e trovo la sua situazione disperata molto simpatica. Le verrò incontro. Per il lavoro di sciamano non è idoneo. Se vuole però ne ho uno più adatto a lei in America. È un posto ben retribuito. Accetta? Mi deve rispondere subito, cercano urgentemente personale.”
“Accetto”
“Lei è assunto”
I due si strinsero la mano.

Abasi sorrideva felice sulla nave negriera. Era indipendente e sua madre non gli avrebbe più rotto le noci di cocco.



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ceranu
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#2 » lunedì 19 dicembre 2016, 12:05

Ciao Giuseppe, l'idea di base è buona e potenzialmente divertente, ma ci sono un paio di cose che non mi convincono.
Il tema è sfiorato, c'è lo schiavo, ma il divertimento un po' meno.
La "foresta nera" mi ha creato seri problemi. Mi ha disorientato, pensavo di essere in Germania. Poi invece è chiaro che siamo in Africa.
Forse ci sono un po' troppi a capo, spezzati la lettura.
Il richiamo all'Italia l'ho trovato un po'forzato, non era indispensabile e suona banale.
Nel complesso è un racconto con un buon potenziale.

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Vastatio
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#3 » venerdì 23 dicembre 2016, 12:22

Ciao,
c'è un po' di tutto in questo racconto che vira al demenziale/surreale. Forse un po' troppo, si fa fatica a dargli una collocazione mentre si viene sballottati tra i vari non-sense.
Non riesco a collocarlo in un luogo e tempo preciso, visto il gran misto che crei. Però, se spengo la mia parte razionale allora è godibile. Sta a te decidere se lo scopo è raggiunto o meno, se vuoi, cioé, avere un lettore che prenda passivamente ciò che gli proponi e poi se lo dimentichi girata la pagina.
Il finale è perfettamente allineato al resto del racconto. Non devi farti domande, se te le fai cominciano i problemi.
Per quanto riguarda il tema, non vedo il lato divertimento.

viviana.tenga
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#4 » lunedì 26 dicembre 2016, 13:13

Ciao Giuseppe,
Il racconto è secondo me riuscito: vuole essere un non-sense e lo è, diverte il lettore con leggerezza, non c'è una logica perché non ci deve essere.
Sono un po' incerta su come giudicare l'attinenza al tema: dal mio punto di vista, potrebbe esserci in un senso metaletterario (il racconto diverte attraverso la storia di uno schiavo). In generale, questo tipo di scelte mi fanno un po' storcere il naso; in questo contesto, la guest star ha enunciato il tema scherzando (?) sul fatto che l'imperativo era rivolto a noi, quindi forse ci può stare.

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Peter7413
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#5 » lunedì 26 dicembre 2016, 16:31

Il racconto è godibile e anche divertente, pur mancando di un livello di lettura più profonda, che non dovrebbe mancare in lavori di questo tipo. Atemporale, critichi l'Italia, poi ci ritroviamo con un'America schiavista. E' come se fosse una bolla che tutto contiene, e mi piace. Però, appunto, manca ancora qualcosina, anche se come forma ormai ci sei, decisamente migliorata rispetto a un po' di tempo fa, bravo. Il problema, semmai, è il tema. Hai inserito lo schiavo, ma manca il DIVERTIMI. Ecco, però lo byepasso perché ci stava anche l'interpretazione che le guest stessero dando degli schiavi agli scrittori e l'imperativo DIVERTIMI fosse diretto proprio a loro. Direi un buon lavoro e, soprattutto, una tua "voce" distintiva che va facendosi sempre più definita, mese dopo mese.

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alberto.dellarossa
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#6 » martedì 27 dicembre 2016, 15:42

Ciao Peppino. Il racconto non è niente male, però ho storto il naso al riferimento italico e americano. Non perché non ci stia - ci sta eccome - ma perché l'ho trovato forse scontato e lesivo per l'attenzione del lettore. Mi piace la trasposizione di meccaniche conosciute in un contesto non sense, ho solo trovato superfluo citare america e italia, dal momento che strappano un po' dell'ironia e riportano il lettore a contesti troppo vicini. Inoltre, il tema è un po' labile e faccio fatica a vederlo anche io che di solito me ne fotto allegramente e propongo interpretazioni quanto meno metafisiche. In qualsiasi caso davvero niente male, con qualche aggiustamento potrebbe essere proprio un bel raccontino non-sense. P.S. la trovata finale delle noci di cocco è geniale, dovresti spingere di più su cose simili. P.P.S. Il tutto mi ricorda un po' Stranalandia di Benni

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lordmax
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#7 » martedì 27 dicembre 2016, 21:07

Surreale, decisamente surreale fin dal "trovati un lavoro..."
Se si accetta questo aspetto il racconto è godibile, forse un poco fine a se stesso ma godibile (cosa che ho fatto anch'io in questo contest quindi la considero una giusta scelta ^__^)
Ho trovato il riferimento all'Italia un po' forzato, forse addirittura inutile visto che gli altri riferimenti sono tutti ad un periodo storico precedente quello attuale.
Mi è piaciuta l'idea dell'ufficio di collocamento per stregoni ma non ho trovato la parte del divertimento, a meno che tu intenda il divertimento del responsabile del collocamento nell'assumere come schiavo il povero candidato ma, anche qui, sarebbe molto forzata.

diego.ducoli
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Re: Ma in America no, no, no. - Giuseppe Gangemi

Messaggio#8 » martedì 27 dicembre 2016, 22:40

Ciao Giuseppe
Un buon racconto Non-sense, non ci si deve fare troppe domande ma accettarlo cosi com'è.
Ammetto però di aver fatto un pelo fatica a capire il contesto, ad un certo punto credevo fossimo in Italia. Quella battuta la toglierei non serve al pezzo ed è anche un pò scontata.
Il tema del contest non riesco a vederlo.

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