I baffi

L'edizione si è svolta su due serate, lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2016, ognuna con un differente tema, e si potrà decidere quando partecipare. Ma non solo! Chi vorrà, potrà scrivere entrambe le serate e comunicare al termine della seconda il racconto con cui vorrà effettivamente concorrere (il secondo verrà spostato in automatico nel Laboratorio). Occhio che in mancanza di tale comunicazione verrà considerato valido per la partecipazione il secondo racconto scritto.
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Rionero
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I baffi

Messaggio#1 » martedì 20 dicembre 2016, 0:34

Aldjabel passava ore davanti allo specchio a curarsi i baffi.
D’altra parte, come diceva sempre suo padre, la vita è una questione di millimetri per chirurghi, cecchini e barbieri.

Se avesse tagliato un pelo in più avrebbe avuto il labbro superiore sconvenientemente scoperto e con esso la cicatrice, piccola ma affatto insignificante, che si era procurato da giovane rispondendo male alle guardie del Nursultan; tagliando un pelo in meno avrebbe invece lasciato coperti i denti appena sbiancati per splendere nelle riprese della TV1.

Oltre ad essere tempo consacrato alla perfezione, quello era anche il momento che preferiva delle giornate all’interno del Palazzo Nursultan, passate circondato da guardie e alti funzionari: rispetto ai giorni impolverati nelle strade di Iskana non poteva certo lamentarsi della sua nuova vita, ma aveva anche bisogno di quel momento di pura intimità.

Lasciava così i soldati fuori, apriva il cassetto del mobile in stile europeo su cui poggiava l’enorme lavandino di marmo, disponeva le forbici per rifinitura da baffi sulla destra e il pettinino sulla sinistra e si legava l’asciugamano al collo dopo averne odorato il profumo di pulito: una vera rarità fuori da quel palazzo, dove le bombe NATO avevano impolverato tutto e distrutto le condutture, rendendo l’acqua una rarità. Nonostante ciò, non aveva sensi di colpa a farla scorrere abbondante e bollente dai rubinetti d’oro, fino ad ammorbidire con i vapori generati l’asciugamano da passarsi sulle guance dopo la rasatura e poi ancora, fino ad appannare anche lo specchio e il vetro della finestra alle sue spalle: quello era il segnale che doveva uscire e tornare ad essere il volto del Kazanistan. Ma fino a quando poteva ancora vedere riflesse nello specchio la sua pelle olivastra e le sue guance abbondanti, quel momento restava soltanto suo: il Paese avrebbe potuto fare a meno di lui. Inshallah.

Con le guardie era come se lasciasse fuori dalla porta anche il suo ruolo, il sosia di Nursultan Nazer, che non aveva mai visto dal vivo perché non avrebbero mai potuto stare contemporaneamente nella stessa stanza, ma che sentiva ormai come un fratello: non sapeva se era il padre del popolo kasasto come lo chiamava la propaganda, o se era un dittatore integralista che aveva condotto il Paese indietro di 30 anni come diceva la NATO, ma sapeva che aveva bisogno di lui. E viceversa, anche perché senza Nursultan Nazer sarebbe ancora un povero disperato costretto a tagliare i baffi degli altri in una città senz’acqua.

Il vapore aveva ormai riempito la stanza e appannato i vetri, il suo segnale.
Prima di uscire e tornare alla sua routine di privilegiato, Aldjabel aprì le finestre per far uscire il calore accumulato e con la luce rossa del tramonto che si allungava placido su Iskana, entrò la pallottola che trapassò la fronte del terzo sosia di Nursultan Nazer.



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antico
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Re: I baffi

Messaggio#2 » martedì 20 dicembre 2016, 0:38

Ciao Claudio! Dopo averci visto duellare nella Live ti prudevano le mani, vero? :) Bene bene, caratteri e tempo ok, buon divertimento in questa Morozzi Edition!

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Rionero
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Re: I baffi

Messaggio#3 » martedì 20 dicembre 2016, 10:06

Assolutamente!:)
Colgo l'occasione per dire che Kazanistan non è un typo, ma una citazione: https://muse.jhu.edu/article/505781

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angelo.frascella
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Re: I baffi

Messaggio#4 » giovedì 22 dicembre 2016, 23:07

Ciao, Claudio.

Devo dirti la verità, un racconto così, basato su un singolo gesto e su un dettaglio credo non riuscirei mai a scriverlo e, tantomeno, a renderlo interessante. Tu invece lo fai molto bene: tanto di cappello. Attraverso dettagli colmi di significato fai passare molto di una piccola vita trascorsa come sosia di un dittatore e della sua insignificante morte (almeno agli occhi del mondo) di cui nessuno saprà mai nulla, visto che nessuno conosceva per davvero il sosia come persona. Bello, fra gli altri, il particolare della cicatrice che dice tanto senza il bisogno di raccontare molto.

A rileggerci,
Angelo

Hitherto
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Re: I baffi

Messaggio#5 » venerdì 23 dicembre 2016, 14:22

Ciao Claudio, in questo racconto ho apprezzato davvero moltissimo sia il tema che lo stile. Mentre leggevo ciò che hai scritto, le immagini fiorivano come arabeschi ed è stato un vero piacere per la mia mente. Il tema è centrato e mi è piaciuto il modo in cui hai soppesato le parti descrittive con le parti narrative. Atmosfera orientale evocata in modo magico e per certi versi inusuale. Complimenti!
A me le d eufoniche piacciono!

Canadria
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Re: I baffi

Messaggio#6 » lunedì 26 dicembre 2016, 16:00

Ciao, Claudio!
Che dire? Bellissimo. Mi è piaciuto moltissimo tutto: l’idea, i nomi, le parole, i gesti. Posso fare altro che complimenti. Anche l’immagine conclusiva è molto bella, la pallottola che entra insieme alla luce rossa del tramonto. Hai disegnato immagini dolci e movimenti lenti e caldi, rituali da cui traspariva la storia del personaggio senza necessità di doverne parlare troppo. Molto bravo! Complimenti!

ClaudiaEnrica
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Re: I baffi

Messaggio#7 » martedì 27 dicembre 2016, 13:30

Ciao Claudio,
Descrizioni stupende, minuziose e chiare. Scenario affascinante quanto inquietante. Da un dettaglio una storia, con un finale che si figura nella mia mente come un’immagine perfettamente vivida ed in movimento. Il tuo stile l’ho trovato molto fluido e piacevole da leggere. Mi sei piaciuto molto!

Giuseppe Patti
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Re: I baffi

Messaggio#8 » martedì 27 dicembre 2016, 14:32

Ciao,
racconto fenomenale. Come già è stato detto, il tutto basato su una semplice azione senza annoiare o appesantire troppo il lettore. Il finale è perfetto, come forse anche tutto il racconto. Nulla da aggiungere o togliere, mi ha lasciato senza parole. E mi è sembrato di capire che il tuo personaggio, in fondo, volesse morire, ma magari non so leggere e mi immagino troppe cose.

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alessandra.corra
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Re: I baffi

Messaggio#9 » martedì 27 dicembre 2016, 14:51

Ciao Claudio,

racconto molto particolare che si basa tutto su un singolo avvenimento, su un singolo personaggio, omettendo dialoghi e azioni. La descrizione è molto buona, poichè riesci a far emergere delle immagini vive e nitide, che non appesantiscono la lettura. Anche la declinazione del tema mi sembra appropriata. Un buon racconto che legge con piacere.

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marco.roncaccia
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Re: I baffi

Messaggio#10 » martedì 27 dicembre 2016, 16:05

Ciao Claudio, il tuo sosia di dittatore kazako non mi convince del tutto. Non trovo qui l’incisività e il ritmo del Kurt Cobain della scorsa edizione. L’interpretazione del tema non è delle più originali (da Chaplin a Sacha Baron Cohen) anche se l’idea della cura dei baffi come momento in cui riscattare un passato di povertà è buona ed è il momento più alto del tuo racconto. Il finale non sorprende, anzi lo si aspetta, praticamente da quasi subito, immagino che il colpo di scena finale non fosse nelle tue intenzioni il che non è per forza un difetto, almeno per come la vedo io. Però, ecco, è come se all’appello mancasse qualcosa, forse un movimento o un particolare che non ti aspetti.

Fernando Nappo
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Re: I baffi

Messaggio#11 » martedì 27 dicembre 2016, 16:07

Ciao Claudio,
gran bel racconto, molto ben scritto. Una lettura estremamente fluida, piacevole, di grande atmosfera. Ho un solo dubbio riguardo al tema, che se ben ricordo aveva a che fare con la fortuna d'essere sosia. È vero che il tuo protagonista, grazie alla sua somiglianza, ha la fortuna di vivere una vita da sovrano, ma è pur vero che questa stessa gli costa la vita. A parte questo, bello, e con un finale che è una fucilata (in tutti i sensi).
Complimenti.

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Rionero
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Re: I baffi

Messaggio#12 » mercoledì 28 dicembre 2016, 16:22

Grazie a tutti per i bei commenti sono davvero contento che vi sia così piaciuto!

@marco

marco.roncaccia ha scritto:Non trovo qui l’incisività e il ritmo del Kurt Cobain della scorsa edizione.

Il finale non sorprende, anzi lo si aspetta, praticamente da quasi subito, immagino che il colpo di scena finale non fosse nelle tue intenzioni il che non è per forza un difetto
Però, ecco, è come se all’appello mancasse qualcosa, forse un movimento o un particolare che non ti aspetti


Il ritmo nel bene è nel male è una scelta, volutamente rallentato, idem per il finale: è uno stacco netto ma anticipato implicitamente nel primo paragrafo, nella mia idea la frase del padre sui mestieri che necessitano di precisione aveva la funzione della pistola di cechow =D

@Fernando, si sa la fortuna è mutevole ;)

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marco.roncaccia
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Re: I baffi

Messaggio#13 » mercoledì 28 dicembre 2016, 19:49

Grazie per le delucidazioni

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invernomuto
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Re: I baffi

Messaggio#14 » giovedì 29 dicembre 2016, 1:27

La cristallizzazione di un breve, ma significativo, momento della vita di un sosia.
Dimostri di avere una grande dimestichezza con lo stile descrittivo e concentrato che trasforma quei pochi attimi in un racconto evocativo e curato. Ricorda i paesaggi racchiusi in una sfera di vetro, piccoli ma pieni di dettagli (e in questo caso anche un proiettile con un nome sopra, il nome sbagliato).
Ottima prova, complimenti!

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antico
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Re: I baffi

Messaggio#15 » mercoledì 4 gennaio 2017, 13:33

Ben controllato, anche originale, un’ottima prova davvero. No assegno pollice su perché ritengo che qua e là ci sia bisogno di ripulire (soprattutto nel finale, nonostante prima indichi il nome e poi il fatto che sia un sosia di, per come hai messo la frase mi suona come una ripetizione). Pollice quasi su e prima posizione rispetto a RELIQUIE perché là il problema riscontrato è, a mio avviso, più grave.

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