Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

L'edizione si è svolta su due serate, lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2016, ognuna con un differente tema, e si potrà decidere quando partecipare. Ma non solo! Chi vorrà, potrà scrivere entrambe le serate e comunicare al termine della seconda il racconto con cui vorrà effettivamente concorrere (il secondo verrà spostato in automatico nel Laboratorio). Occhio che in mancanza di tale comunicazione verrà considerato valido per la partecipazione il secondo racconto scritto.
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jimjams
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Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » martedì 20 dicembre 2016, 0:47

Bruno stava pulendo il bancone quando l’uomo entrò nel bar. A quell'ora il locale era quasi vuoto: il solito gruppo di vegliardi occupava l’angolo più buio, il sagrestano leggeva il Corriere, Tina la sciorna piluccava il suo aperitivo. Lo squadrò con occhio clinico mentre faceva i pochi passi che lo separavano dal bancone. Indossava jeans consunti stretti in vita da una cintura borchiata, un chiodo di pelle nera copriva una maglietta con un motivo a chiazze, dal collo slabbrato, sopra un parka blu nuovo di zecca che lo aveva protetto dalla fitta pioggia di quel pomeriggio di settembre.
– Un caffè bello forte.
Teneva la testa bassa e non si era tolto il cappuccio, ma aveva un’aria familiare. Bruno preparò il caffè sbirciando nello specchio, quindi lo servì.
L’uomo bevve e nel mentre il barista poté osservarlo bene in viso, alla luce piena delle lampade.
Questo io lo conosco – pensò, senza tuttavia riuscire a dargli un nome.
Devo andare a questo indirizzo, potrebbe indicarmi la strada? – chiese l’uomo porgendo un biglietto.
– Vicolo de’ pazzi, è proprio qui dietro, se gira intorno all'isolato ci arriva.
– Grazie mille, ci vedremo spesso, ho preso una casa in affitto per qualche tempo – ringraziò l’uomo, con un bel sorriso sul volto.
Bruno, allora, realizzò chi aveva di fronte.
– Paolo Rattanzi! – urlò puntando il dito. Il sorriso dell’uomo virò in una smorfia.
– Il Rattaolo? – gli fece eco Tina, uscita dallo stato letargico.
– Non è mica il Rattanzi – commentò il sagrestano indicando il giornale – quello è in Argentina in cerca di ispirazione. Sarà un sosia.
– Beppe, ma è lui, non lo vedi? – insistette Bruno.
L’uomo scosse la testa.
– No, gli somiglio tanto, ma non sono io…
La Tina si avvicinò fino a sfiorarlo, scrutandolo, poi emise il suo verdetto.
– Non è lui, c’ha un piccolo neo qui – toccò la guancia, disgustata – Paolo invece c’ha la pelle perfetta – aggiunse melensa.
– Cavolo, però ci somiglia tanto.
L’uomo annuì.
– Non sa quanti guai mi procura questa somiglianza. Ragazze che mi tormentano dovunque vada per darmela, padri che al contrario vorrebbero darmele…
– Però non è male passare per Rattazzi qualche volta.
– Scherza? È un assedio, amici che chiedono soldi, soubrette che vogliono raccomandazioni, non vi dico i musicisti… un incubo. Non posso andare da nessuna parte che mi scambiano per lui.
Bruno rimase qualche secondo perplesso, cercò di immaginare cosa potesse essere la vita di uno che sembrava un divo, ma non lo era. Provò infine un misto di comprensione e pietà.
– Facciamo così – disse allora – stia qui, Beppe va a chiamare le pie donne, così lei spiega loro la storia e in meno di un’ora tutto il paese saprà che non è Rattazzi.
L’uomo lo guardò dubbioso.
– Magari all’inizio ci sarà un po’ di curiosità, ma poi la lasceranno in pace.
Così fecero. Poi lo accompagnarono alla sua casetta in vicolo de’ Pazzi.
Due ore dopo, già a letto, Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo, si disse che diventare il proprio sosia era una gran cosa.
Avrebbe dovuto farlo più spesso.



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antico
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » martedì 20 dicembre 2016, 0:51

Ciao Mario! Tutto ok con i caratteri e il tempo, buona Morozzi Edition anche a te!!!

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ceranu
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » giovedì 22 dicembre 2016, 18:27

Ciao Mario, ben trovato.
Sarà che abbiamo interpretato in maniera simile il tema, ma era chiaro da subito che quello fosse il vero Rattazzi, ma il tuo non è un racconto che necessita di colpo di scena, hai puntato più sull'ironia del testo e la cosa mi è arrivata.
Mi piace il bar di periferia (o paese) in cui hai ambientato il racconto, l'ho trovato ottimamente tratteggiato, così come i vari protagonisti che risultano vividi nonostante siano molti e in pochissimo spazio.
Nel complesso è una lettura gradevole. Bravo.

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Rionero
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » venerdì 23 dicembre 2016, 9:23

Ciao Mario,

Sono quasi abbonato ai tuoi racconti e noto che riesci sempre a dare una svolta ulteriore nelle ultime frasi: io non mi aspettavo la sorpresa del sosia di se stesso, quindi ho molto apprezzato!
Oltre a questo il racconto gira bene, bella l'ambientazione di periferia, ben (velocemente) tratteggiati tutti i personaggi e mi è piaciuto in particolare la soluzione da provincia del problema della celebrità con le pettegole come strumento al servizio del singolo.

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Angela
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » lunedì 26 dicembre 2016, 12:36

Paolo Rattazzi in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Racconto scritto in modo fresco e divertente, con il finale che non ti aspetti. Mi è piaciuta in particolare l'ambientazione classica di un bar senza troppe pretese, almeno a me è arrivata questa immagine e personaggi genuini, ruspanti. Dialoghi ben gestiti, tema centrato, qualche macchietta che regala un sorriso, insomma una buona prova. Questo è l'ultimo racconto del tuo gruppo che leggo, sei capitato in un girone di ferro e il podio è già deciso, ma spero comunque di darti una buona posizione. Bravo.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andreacrux
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » lunedì 26 dicembre 2016, 22:11

Ciao Mario,
complimenti per il tuo racconto! Operazione ben riuscita.
Non si capisce esattamente chi è Paolo Rattanzi (verosimilmente un cantante?) ma nell'economia del racconto probabilmente conta poco. Il tema è centrato ed è geniale l'idea di farsi sosia per evitare di essere riconosciuto per strada, grazie all'aiuto imprevisto dei frequentatori del bar. Come già ti han detto è interessante poi la descrizione degli avventori, molto cinematografica, inizialmente immersi nei loro pensieri e successivamente pronti ad attorniare il sospetto personaggio famoso nel sentirne il nome.
Bravo

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leonardo.marconi
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » martedì 27 dicembre 2016, 11:29

ciao Mario, un racconto piacevole senza pretese di chissà che tipo. Ambientazione da bar dello sport con tanto di gentile partecipazione delle comari di paese. Ed inoltre bella la trovata del sosia di se stesso!!! Per il resto il racconto non mi ha entusiasmato (ho trovato personalmente i personaggi già visti e stravisti tra racconti e film girati nei paesetti di provincia) ma credo che il tema che sia completamente centrato. Nella sua economicità un'ottima prova, devo comunque farti i miei complimenti. D'altronde, vedo sempre più che in così poche battute è necessario mantenere il fuoco in situazioni semplici e delimitate, mentre io prediligo trame più da action movie che, naturalmente, cozzano con la necessaria sintesi imposta. Bravo ancora!

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Vastatio
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » martedì 27 dicembre 2016, 22:52

Ciao,
un piccolo spaccato senza grosse pretese. Si legge bene e si arriva in fondo sapendo già che lui è quello vero.
Non ho grandi appunti da farti se non quello che forse avresti potuto calcare un po' la mano nei dialoghi per renderli un po' più "pungenti", certo, così sono più che veri, ma non c'è mordente.
Tema OK

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antico
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Re: Paolo Rattazzi, in arte Rattaolo di Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » lunedì 2 gennaio 2017, 21:25

Un racconto molto godibile. Semplice, chiaro, diretto. Il tema è affrontato con originalità, i personaggi ben delineati. Solo, non si capisce che sia un rattaolo... E occhio che non è una battuta: è il titolo del racconto, crea curiosità, ci si predispone per qualcosa che non arriva perché la storia, semplicemente, va in un'altra direzione. Occhio anche alle prime righe, ho faticato a entrare in sintonia con il testo, c'è qualcosa che ingrippa la lettura. Pollice tendente all'alto per me.

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