Sosia...ma non troppo

L'edizione si è svolta su due serate, lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2016, ognuna con un differente tema, e si potrà decidere quando partecipare. Ma non solo! Chi vorrà, potrà scrivere entrambe le serate e comunicare al termine della seconda il racconto con cui vorrà effettivamente concorrere (il secondo verrà spostato in automatico nel Laboratorio). Occhio che in mancanza di tale comunicazione verrà considerato valido per la partecipazione il secondo racconto scritto.
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Andreacrux
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Sosia...ma non troppo

Messaggio#1 » martedì 20 dicembre 2016, 1:06

"Cavolo, che io sia dannato, ma sei uguale a questo tizio qui!" - disse Hank, dopo aver colpito il bancone con il fondo del boccale di birra. "Guarda qui!"
OGGI DIRK FENAROLI AVREBBE COMPIUTO TRENTACINQUE ANNI
Così ricordava in un trafiletto il Pittsburgh Herald nella pagina dedicata alle celebrità, tra quella degli annunci (per lo più offerte di ripetizioni di matematica e massaggi a domicilio) e la sezione dedicata allo sport.
Il cantante dei Black Vampires è scomparso ormai da sette anni- continuava l'articolo- un caso ancora avvolto nel mistero.
"Mah, se vuoi il mio parere credo che la somiglianza tra te e le mie chiappe sia di molto superiore", disse Ted senza nemmeno sollevare la testa piegata in avanti, sentendo subito dopo il suo amico andarsene via sbuffando.
Solo qualche ora più tardi, guardando la foto sul giornale sgualcito, in un raro momento di lucidità, Ted si rese conto che il suo amico in fondo aveva ragione.
Eccome.
Era incredibile quanto quel Dirk gli assomigliasse, in più anche lui a casa aveva un vestito tutto rosso con delle paillettes, proprio come quello che il cantante indossava in una delle ultime foto scattate prima della scomparsa.
In realtà non sapeva che ci facesse lì, sapeva solo che quello era il suo posto ormai da qualche anno. E decise di continuare a bere.
Qualche settimana dopo in televisione iniziarono a pubblicizzare un programma in onda sul secondo canale, "LA FORTUNA DI ESSERE SOSIA". Al vincitore sarebbero andati 500000 dollari, un bel gruzzoletto in un periodo di crisi nera come quello.
"Ted perchè non ci vai travestito come quel tizio, Dirk o come diavolo si chiamava lui?. Potremmo...potresti metterti in proprio con tutti quei soldi, volevo dire. Che ne pensi?" - disse Hank, sbattendo ancora una volta il bicchiere come quando gli veniva un'idea.
Dopo aver trattato di nuovo male l'amico, in realtà l'idea iniziò a farsi strada in Ted. Quella somma gli avrebbe fatto davvero comodo.
Così prese a studiare il personaggio, in pochi giorni imparò tutto di lui, molto più facilmente di quanto credesse.
La chitarra impolverata che aveva in casa venne riportata in vita e le canzoni dei Vampiri scivolavano via dalle sue corde che era una bellezza.
Tutti in quegli anni l'avevano sentito biascicare ubriaco canzoni da osteria, nessuno adesso riusciva a credere alla trasformazione di quell'uomo che, qualche giorno prima della serata in tv, provava la parte di Dirk Fenaroli nel solito locale.
La sera del programma fu un successo.
La sua voce rauca fece sobbalzare i vecchi fan increduli, le paillettes rosse accecarono gli spettatori, perfino quelli seduti sul divano di casa.
L'ultima nota vibrata nell'aria.
Poi una pausa che sembrava infinita.
Il cuore che non si ferma più, i ricordi riaffiorati tutto d'un colpo dopo la lunga amnesia.
"E addesso rock!" alla fine disse, sentendosi rinato.
Nella casa da cui Dirk mancava da sette anni, il vecchio labrador Salem iniziò ad abbaiare scondinzolando verso il televisore.



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antico
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#2 » martedì 20 dicembre 2016, 1:11

Ciao Andrea! Sei un pelo fuori tempi, ti spetta il malus minimo. A posto i caratteri, buona Morozzi Edition!

Hitherto
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#3 » venerdì 23 dicembre 2016, 15:55

Ciao Andrea,
credo che il tuo modo di scrivere trasmetta delle immagini molto precise. Mi è piaciuta soprattutto l'immagine finale del cane, quasi commovente mentre assiste alla "resurrezione" del suo padrone. Capisco che il "come" e il "perché" dell'amnesia del personaggio non siano i temi centrali della storia, ma credo che questo possa lasciare il lettore un po' insoddisfatto. Quando, nella parte centrale del racconto, il protagonista vede il costume di scena e "In realtà non sapeva che ci facesse lì" mi sembra che si riveli troppo presto la verità al lettore. Avrei preferito un maggiore approfondimento su questi "come" e "perché", ma mi rendo conto che sia i minuti che i caratteri erano contati.
A me le d eufoniche piacciono!

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Andreacrux
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#4 » sabato 24 dicembre 2016, 16:17

Ciao Hitherto!
Grazie per il bel commento e la buona posizione che mi hai assegnato in classifica e che ho già sbirciato!
Si mi rendevo conto mentre scrivevo che già dalla metà del racconto il finale poteva essere facilmente previsto ma mi stuzzicava l'idea di far "vedere" al protagonista la sua somiglianza con il suo se stesso prima dell'amnesia anche attraverso oggetti quotidiani e, perché no, il vestito di scena...anche se mi rendo conto che potrebbe essere vista un po' come una forzatura.
Per quanto riguarda i "perché" e i "come" purtroppo ancora non riesco a mettere tutto quello che vorrei dentro i limiti temporo-spaziali del format, ma spero che già dalla prossima vada meglio.
A presto e Buon Natale

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angelo.frascella
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#5 » lunedì 26 dicembre 2016, 23:12

Ciao, Andrea.

Un racconto con un’idea carina, che funziona abbastanza bene, se non fosse che per non mi convince completamente dal punto di vista della costruzione della situazione: un cantante molto famoso è scomparso a causa di un’amnesia e ritrova la memoria grazie a un concorso in cui deve concorrere come sosia. Se Ted nel racconto fosse un barbone perso in mezzo a tanti signor nessuno che un furbacchione crede di poter sfruttare ai fini di vincere il concorso, potrebbe funzionare. Così invece Ted si è ricreato una vita, ha degli amici, una casa e questi amici conoscono il cantante scomparso. Possibile che ritrovandosi di fronte un uomo senza memoria fisicamente identico a un cantante scomparso, fino ad allora non fosse venuto in mente a nessuno che lui FOSSE quel cantante? Narrativamente non mi torna. Per il resto il racconto scorre bene ed è scritto con il ritmo giusto. Non sono d’accordo con Hilberto sul fatto che l’accenno alla sua confusione mentale andrebbe tolto: in tal modo il finale piomberebbe dal nulla in modo non credibile.

A rileggerci.
Angelo

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Andreacrux
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#6 » lunedì 26 dicembre 2016, 23:30

Ciao Angelo,
ho letto con attenzione il tuo commento sempre preciso e attento, così come altre volte in passato.
Sono contento che l'idea di fondo sia piaciuta.
Sul fatto che narrativamente non stia in piedi, beh mi rendo conto che possa sembrare un po' improbabile. Mentre lo scrivevo però non ho mai avuto questa percezione perché era ben chiara in me l'idea che si trattasse di qualcosa che avviene ad un cantante famoso abbastanza da avere un suo seguito e le citazioni sui giornali ma, probabilmente, non famosissimo a livello internazionale e che potrebbe facilmente perdersi in una anonima periferia americana (da qui l'ambientazione a stelle e strisce).
Altra cosa che mi fa molto piacere è il giudizio sul ritmo del racconto, in passato le mie storie spesso peccavano in questo. Grazie ancora dei commenti e a rileggerci.

ClaudiaEnrica
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#7 » martedì 27 dicembre 2016, 14:34

Ciao Andrea,
Hai centrato il tema con un’idea davvero originale, mi è piaciuta molto. Stile scorrevole, piacevole da leggere che tiene l’attenzione mediamente alta (forse qualche descrizione di troppo non utile ai fini del racconto poteva essere evitata, ad esempio quella sugli annunci all’inizio). In realtà però non avevo colto subito che era proprio lui, che Dirk era il sosia di se stesso. Ho dovuto rileggerlo quindi credo che l’unica nota negativa sia che avresti dovuto dare qualche indizio in più e quindi arricchire il finale per aiutare il lettore, a spese magari di qualche parola in meno nella parte centrale. L’immagine del cane che scodinzola e lo riconosce è tenerissima.
Nel complesso bravo, alla prossima!

Fernando Nappo
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#8 » martedì 27 dicembre 2016, 14:41

Ciao Andrea,
mi sembra che il tuo racconto affronti in maniera abbastanza originale il tema, mettendo bene in evidenzia sia la fortuna (che è quella di incappare un uno spettacolo a tema) sia la somiglianza, visto che il tuo protagonista è inconsapevole - almeno fino alla fine - sosia di se stesso.
Al contrario di Angelo, questa frase mi ha fatto inciampare durante la lettura, non ne capivo bene il senso:
In realtà non sapeva che ci facesse lì, sapeva solo che quello era il suo posto ormai da qualche anno.
Complice, forse, l'acapo, pur avendola riletta più volte, l'ho sempre attribuita al tuo personaggio, come se egli stesso stesse facendo delle considerazioni su se stesso e non sul suo abito rosso. Grazie a questo la svolta finale a me è arrivata un po' più inaspettata.
Però, mi tocca evidenziare il problema legato alla credibilità: Ted non si rende conto di avere un vuoto di memoria di diversi anni? Come e di che cosa vive? Ha un lavoro? E come se l'è procurato senza che nessuno sospettasse che potesse essere il cantante scomparso? Non ha il numero di previdenza sociale, che negli USA è quasi come il nostro codice fiscale? Ecco, riguardo a queste cose, credo che il tuo racconto mostri un poco il fianco.

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Andreacrux
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#9 » martedì 27 dicembre 2016, 16:20

Ciao Fernando!
Leggendo i vostri commenti in effetti mi rendo conto di una serie di punti deboli che ha la storia. Mi piaceva l'idea dell'amnesia di un personaggio famoso che ritorna se stesso pensando inizialmente di essere solo un suo sosia. Però nello scrivere la storia mi sono fatto poche domande su cosa precedesse il racconto, infatti non si parla dell'amnesia e della sua vita precedente l'articolo di giornale, come se vivesse ormai da anni in una sorta di limbo che ha nel bar il suo ambiente principale. Probabilmente il limite dei caratteri mi ha condizionato e avrei dovuto evitare qualche descrizione inutile (come quella degli annunci suggerita da Claudia) in favore di qualche notizia in più sul protagonista.
Grazie a tutti per i consigli

Giuseppe Patti
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#10 » mercoledì 28 dicembre 2016, 12:54

Ciao Andrea,
bellissima l'idea di fondo, lui il sosia di se stesso. Certo, strano che nessuno l'abbia riconosciuto, ma ammetto che anch'io probabilmente non l'avrei fatto, ma solo perché non sono bravo nel trovare somiglianze tra due visi e perché non ho memoria nel ricordarmeli. Alla scena finale, del cane che scodinzola, mi ero quasi commosso. Forse ti sei fatto condizionare troppo dal limite dei caratteri, peccato solo per questo.

Canadria
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#11 » mercoledì 28 dicembre 2016, 13:26

Ciao, Andrea!
Idea originale, dolcissima e ben riuscita l’immagine del cane che lo riconosce scodinzolando, alla fine. Anch’io, come poi tu stesso hai confermato, ho immaginato che il cantante scomparso fosse uno non troppo conosciuto e per questo non mi sono posta le stesse domande di Fernando. Devo dire che ho pensato, ad un certo punto, che fosse strano che il sosia di un cantante poco conosciuto venisse invitato ad un programma televisivo ma poi mi sono detta: mica vince! E’ semplicemente un suo personale momento di gloria e quindi ci sta. Concordo, invece, con Fernando sulla difficile attribuzione di questa frase:
“In realtà non sapeva che ci facesse lì, sapeva solo che quello era il suo posto ormai da qualche anno."

Credo che, scritta in maniera diversa e più chiara, potrebbe giovare di più al racconto. Non mi sono piaciuti molto i dialoghi, troppo “americani”, secondo me, in un racconto dal tono più “periferico” che Hollywoodiano (scusa la pessima spiegazione ma proprio non riesco a dirlo meglio) e neppure il titolo, a dirla tutta, ma non saprei motivare quest'ultima affermazione, perciò prendila come viene: de gustibus.
Premio l’originalità dell’idea e l’immagine finale che lascia proprio lo zucchero in bocca.
Alla prossima!

Canadria
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#12 » mercoledì 28 dicembre 2016, 13:51

Dimenticavo un'ultima cosa e cioè un consiglio che qualcuno ha dato a me all'inizio della mia esperienza su minuticontati (qualche mese fa): a volte la suddivisione in piccoli paragrafi agevola e snellisce la lettura. Ciao di nuovo!:)

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alessandra.corra
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#13 » mercoledì 28 dicembre 2016, 14:27

Ciao Andrea,

l'idea che sta alla base del racconto mi è piaciuta, ma forse era troppo pretenziosa per gestirla in un racconto breve. Proprio perché, per mancanza di spazio, non hai potuto descrivere di più sul tuo protagonista. Ci sono troppi buchi vuoti. Possibile che il protagonista non si sia mai posto delle domande sulla sua amnesia? Poi, quando si perde la memoria di solito avviene in un incidente o per qualche fatto importante. Nessun medico l'ha visto? Dove si trovava quando ha persona la memoria? Come faceva ad avere il vestito di quando ancora si esibiva come cantante senza ricordarsi nulla? Come ha fatto a ricostruirsi una vita? Il tuo racconto però ha del buon potenziale, quindi dovresti riprenderlo per riempire i vuoti nel passato del tuo cantante e far emergere così una bella e avvincente storia.
Alla prossima!

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invernomuto
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#14 » giovedì 29 dicembre 2016, 1:18

Ciao Andrea, mi è davvero difficile commentare il tuo racconto: L'idea di base e lo stile naturale e fluido della scrittura mi piacciono, mentre l'intreccio soffre di quei "salti" che ti hanno fatto notare gli altri. Nel caso dovessi passare dal Laboratorio, spero di poter rileggere la tua storia con un po' di "spazio" extra in cui svilupparla a pieno, magari proiettando un po' di luce su tutti i punti che ora risultano un po' oscuri. Punti bonus per il finale che, magari per puro caso, ricorda il riconoscimento di Ulisse dal parte del fedele Argo.

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marco.roncaccia
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#15 » giovedì 29 dicembre 2016, 11:27

Ciao Andrea,
ho trovato il tuo racconto convincente, l’interpretazione del tema non è originalissima ma ci sta, i dialoghi sono ben gestiti e il finale, con il cane che scodinzola e abbaia, divertente anche se ti obbliga ad assumere un POV onnisciente che non è per niente giustificato. Che Ted e DIRK siano la stessa persona è chiaro da subito, questo ci toglie la soripresa finale ma aiuta a empatizzare con la presa di coscienza del protagonista.

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antico
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Re: Sosia...ma non troppo

Messaggio#16 » mercoledì 4 gennaio 2017, 13:35

Sì, se tu avessi messo più contesto il racconto ne avrebbe giovato e non poco. E sì, è percepibile che tu non ti sei proprio posto la questione in fase di lettura perché altrimenti non si spiegherebbe una tale mancanza in un racconto così ben condotto e controllato, anche ben narrato. E ancora sì, il finale è intuibile, ma chi se ne frega visto che la lettura è godibile e il fulcro non sta nel tenere celato l’epilogo. Pollice ni (per la mancanza di un contesto che dia polpa al passato e a come quest’uomo sia arrivato a trovarsi in una situazione simile) che però punta verso l’alto (perché si legge bene ed è godibile).

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