Semplice fortuna

L'edizione si è svolta su due serate, lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2016, ognuna con un differente tema, e si potrà decidere quando partecipare. Ma non solo! Chi vorrà, potrà scrivere entrambe le serate e comunicare al termine della seconda il racconto con cui vorrà effettivamente concorrere (il secondo verrà spostato in automatico nel Laboratorio). Occhio che in mancanza di tale comunicazione verrà considerato valido per la partecipazione il secondo racconto scritto.
Giuseppe Patti
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Semplice fortuna

Messaggio#1 » mercoledì 21 dicembre 2016, 0:36

Era notte, circa l'una, la strada deserta, neanche un soffio di vento, la luna illuminava quanto più poteva le strade della città con l'aiuto dei lampioni, e lui era a casa, davanti alla finestra. Guardava al di fuori, quasi nella speranza di vedere qualcosa di interessante, qualcosa per far scorrere velocemente il tempo. L'indomani non avrebbe dovuto lavorare, e non aveva per niente sonno, troppi pensieri attanagliavano la sua piccola mente e lui, di solito, ci si immergeva anche troppo e molte volte lo tenevano sveglio tutta la notte. E guardava quella strada illuminata dalla sua finestra.
Passarono trenta minuti, e non osò spostare lo sguardo altrove. Ci credeva anche un po' troppo, o almeno ci sperava. E non appena si arrese e provò ad alzarsi dal divano, si addormentò tutto d'un tratto, davanti a quella finestra.
Si svegliò nel primo pomeriggio, stranamente la luce del sole non gli dette fastidio, si alzò dalla poltrona e prese il cellulare. Un messaggio da leggere. Lo aprì e vi trovò scritto che era stato licenziato, e che a giorni presso il suo domicilio sarebbe arrivata la comunicazione ufficiale. Lanciò un urlo di rabbia. Qualcuno citofonò alla porta, andò ad aprire e trovò davanti a sé il nulla. Chiuse la porta, non ci pensò più a quello che sarebbe potuto essere anche uno scherzo di qualche bambino, ed andò in bagno. Una bella doccia calda era quello che gli serviva, e una volta finito uscì per la città. Arrivò al parco, si sedette su una panchina, e con gli auricolari alle orecchie si accese una sigaretta. Amava quel parco, sempre tranquillo, sempre verde, sempre lo stesso, e quando la sigaretta ebbe fine vide davanti a sé un uomo che gli puntava un coltellino contro. Non ebbe tantissima paura, non aveva paura di morire piuttosto di non vivere, ma fu comunque derubato. E la giornata ancora non era finita.
Tornò a casa, e davanti la porta di casa sua vide una bella donna, lì, ferma, guardare a destra e a sinistra. Si avvicinò a lei, e le parlò:
«Come posso aiutarla?»
«Sa chi ci abita qui?»
«Io, perché?»
«Allora qualcuno ha rubato in casa sua. I poliziotti dovrebbero arrivare a minuti, li ho chiamati io.»
La spostò con la mano, ed aprì la porta: c'erano solo i mobili e quella poltrona, il resto perso per sempre. Entrò, si posizionò al centro della stanza e rimase immobile, quasi assente. Poi si voltò verso quella donna, e non la vide più. Era andata via. Alzò lo sguardo al soffitto, rise, ed uscì nuovamente. Prelevò tutto quello che aveva nel suo conto bancario, tremiladuecentoventisette euro, e andò al casinò della città. Volle tentare la sorte. Cambiò tutti i soldi in fiches, e giocò alla roulette. Puntò tutto sul nero, e mentre il croupier lanciava la pallina, lui chiuse gli occhi. Li riaprì dopo che non sentiva più lo scorrere della pallina, ed essa si era fermata sullo zero. Scoppiò a ridere, uscì dal casinò e si sdraiò nell'erba del parco di fronte. “Ho perso tutto. Forse è il karma, o dio, o il fato. Me lo merito, troppe le mie menzogne, troppa la mia felicità a discapito di altri. Ora potrò capire come ci si sente a stare dall'altra parte del manico. Ora vivrò.”



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antico
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#2 » mercoledì 21 dicembre 2016, 0:39

Ciao Giuseppe e benvenuto a Minuti Contati! Occhio che sei leggermente sopra al limite di caratteri, nulla di grave, ma se entro l'una non abbassi a massimo 3000 avrai un piccolo malus (niente che ti comprometta la gara, comunque). Buona Morozzi Edition!

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Angela
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#3 » venerdì 23 dicembre 2016, 13:56

Intanto ben arrivato a Minuti Contati, Giuseppe. Il tuo racconto ha un grosso pregio ed è quello di essere "visibile" cioè di regalare immagini vivide. Non è una cosa scontata né semplice, per quanto ci si sforzi di dare al lettore una panoramica sufficiente per illustrare le singole scene, a volte non basta.
Nel tuo racconto invece, soprattutto nella parte inziale, sembra proprio di vederlo il protagonista davanti alla finestra che guarda in strada in una notte che stenta ad essere illuminata dalla luna e dai lampioni. Narri la quotidianità in cui tutti possono riconoscersi fino al materializzarsi delle diverse sfortune che colgono il protagonista senza travolgerlo.
In definitiva credo che sia proprio questo che mi è piaciuto di più: non ci troviamo davanti a un soggetto passivo che maledice la sfortuna, piuttosto ritroviamo un gamer come mi piace chiamarli, cioè una persona che non subisce l'ironia della sorte ma ne è addirittura complice, protagonista. Idea innovativa che fa riflettere, soprattutto chi è vittimista di natura. Il messaggio finale è un monito ad accettare la vita come viene trasformando la sfortuna in opportunità. Una critica: dio minuscolo proprio sotto Natale... :P
Buona Morozzi edition!
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

Giuseppe Patti
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#4 » venerdì 23 dicembre 2016, 14:27

Grazie per il tuo giudizio e purtroppo sono ateo ed è più forte di me: non riesco a scrivere "dio" con la "d" grande... mi viene difficile farlo

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Angela
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#5 » venerdì 23 dicembre 2016, 15:00

Lo sai che lo avevo intuito? :) Comunque non è la prima volta che lo trovo in minuscolo, per esempio lo è sempre quando si riferisce a una divinità pagana.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andrea Partiti
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#6 » sabato 24 dicembre 2016, 14:57

Ciao, benvenuto!

Penso che tu abbia patito molto il formato tema+limite di caratteri+limite di tempo, ma è normale ai primi tentativi!

Ho letto un paio di volte il tuo racconto e per quanto il tema ci sia, preso di petto con un appello alla vera fortuna, la forma ha tanti problemi e si sente il bisogno di ripulire e snellire il racconto. Le frasi si attorcigliano e confondono, potrebbero essere molto più semplici e d'impatto. La linea temporale è forse troppo piatta, una sorta di cronaca senza salti temporali. A volte è un bene espandere un momento importante e sintetizzare o addirittura saltare quel che pensi sia superfluo per il tuo messaggio o per quel che vuoi far succedere.
Il lungo paragrafo introspettivo iniziale è estremamente pesante da leggere e quando finalmente la storia si mette in moto, è un susseguirsi quasi monotono di disgrazie, non motivate, che sembrano non scalfire neppure il tuo protagonista. Non c'è un cambiamento apprezzabile e l'indurimento che sembra essere al cuore delle sue reazioni non ce lo spieghi mai davvero. Il narratore ce lo presenti come quasi interno al protagonista a inizio racconto e poi diventa molto più distaccato.

Come salverei il racconto?
Tagliando tutto il primo paragrafo e iniziando dal licenziamento per poi creare un crescendo di malessere e sventure che porti il protagonista alla sua scelta drastica. Senza un crescendo o una motivazione per l'appiattimento non credo possa funzionare davvero la struttura che hai scelto.
Mantenendo la narrazione a una distanza costante dal protagonista. Se sei nella sua testa, restaci. Se sei sulla sua spalle e osservi, va bene lo stesso, purché sia costante.
Sintetizzando e rendendo più incisive le tue descrizioni. Ci riesci discretamente a fine racconto, sospetto perché ti sei schiantato con il limite dei caratteri, e ha fatto bene allo stile.

Giuseppe Patti
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#7 » sabato 24 dicembre 2016, 16:18

Ciao,
grazie per i tuoi suggerimenti, la prossima volta cercherò di metterli in atto per quanto mi sarà possibile. Purtroppo avevo iniziato tardi a scrivere il racconto, e scrivevo senza pensare, senza fare attenzione a ciò che stava accadendo al mio racconto. La prossima volta andrà meglio.

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maria rosaria
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#8 » lunedì 26 dicembre 2016, 17:38

Ciao Giuseppe.
La tua storia mi ha lasciato alla fine con un interrogativo di fondo: chi è questo personaggio che vive la propria felicità a discapito di altri? Questo interrogativo è secondo me il nodo centrale della tua storia. Se avessi dato degli indizi, supponiamo un ricco imprenditore cinico e che sfrutta i suoi dipendenti (ma allora non regge il fatto che sia stato licenziato), allora forse avrei compreso meglio il finale.
Invece la tua storia fila via molto raccontata (succede questo, poi succede quest’altro…) senza dare una pennellata della psicologia e delle caratteristiche del tuo personaggio.
Credo che l’idea di fondo sia buona e che se lavori sulla caratterizzazione di quest’uomo ne può uscire una bella storia.
Sono poi senz’altro d’accordo con Andrea: il paragrafo iniziale è un po’ pesante e lungo. Potresti snellirlo e arricchire il seguito.
Alla prossima.
:-)
Maria Rosaria

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giancarmine trotta
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#9 » martedì 27 dicembre 2016, 14:31

Ciao Giuseppe,
posso aggiungere poco a quanto riportato da Andrea e Maria Rosaria.
Per esempio, oltre alla lunghezza dell'incipit, che toglie caratteri con riflessi negativi nello sviluppo, ho notato la frase "stranamente la luce del sole non gli dette fastidio" che è messa lì e non ha un seguito. Oppure scrivere la somma per esteso, così precisa, senza un perché, un appiglio, non aggiunge nulla al racconto e non aiuta il lettore.
Questi particolari, necessari per migliorare il gusto del racconto, se scritti devono avere una loro logica narrativa, devono essere pezzi di un puzzle.
In ultimo, una bella nota positiva: il tema è stato cercato puntando in alto, senza restare nel banale. Lavorandoci sono certo che proporrai racconti sempre più piacevoli.
Ala prossima,
Giancarmine

Giuseppe Patti
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#10 » mercoledì 28 dicembre 2016, 11:41

Grazie delle annotazioni, ne farò tesoro e spero che la prossima volta possa andarmi meglio. Sicuramente la prossima volta non scriverò così, senza pensare; o almeno ci proverò.

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Polly Russell
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#11 » giovedì 29 dicembre 2016, 20:46

Purtroppo il tempo tiranno, nel mio caso intendo e mi ritrovo aui a due ore dalla fine dei termini a dover commentare ancora tre racconti. Ahimè il tuo avrebbe bisogno di un po' di editing, nel senso che co sono diversi errori e larecchie i genuità, ma, se vuoi, in settimana te lo faccio. :)
Detto questo è in tema, linare preciso. Fino a due righe dalla fine. Perchè era felice a discapito degli altri? Soprattutto se, come dici all'inizio aveva una mente piccola. La sfiga lo avvolge, ma dov'era la fortuna di prima?
Polly

diego.ducoli
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#12 » giovedì 29 dicembre 2016, 22:47

Ciao Andrea
La forma usata non la trovo congeniale per un racconto.
Succedono un sacco di cose in questo racconto ma non si capisce il perché di molti eventi. Perché sta alla finestra?
Perché viene licenziato?
Il tutto è troppo descrittivo, non si empatizza col protagonista, lo si vedere passare ma non escono le emozioni.

Giuseppe Patti
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#13 » giovedì 29 dicembre 2016, 23:00

Scusate, ho scritto il racconto a due ore dalla fine, e scrivevo tutto quello che pensavo senza chiedermi se avesse un senso e senza ri-leggerlo. Neanche io saprei rispondere alle vostre domande. La prossima volta andrà meglio.

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antico
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Re: Semplice fortuna

Messaggio#14 » martedì 3 gennaio 2017, 20:42

Molto interessante. Vero, il racconto è parecchio problematico, ma sento una voce che si sta definendo, dietro, e sono curioso di vederti alla prova nei prossimi mesi. Questa volta sei stato travolto dal tempo e dalla limitatezza dei caratteri, in più non hai potuto rileggere, quindi in pratica trattasi di abbozzo e sì, la questione licenziamento stride con la tua definizione del personaggio, e gli aventi accaduno uno dopo l'altro in modo forse troppo raccontato e altri piccoli problemi. Pollice ni al pelo pelo, ci vediamo il prossimo mese.

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