L'incontro

L'edizione si è svolta su due serate, lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2016, ognuna con un differente tema, e si potrà decidere quando partecipare. Ma non solo! Chi vorrà, potrà scrivere entrambe le serate e comunicare al termine della seconda il racconto con cui vorrà effettivamente concorrere (il secondo verrà spostato in automatico nel Laboratorio). Occhio che in mancanza di tale comunicazione verrà considerato valido per la partecipazione il secondo racconto scritto.
diego.ducoli
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L'incontro

Messaggio#1 » mercoledì 21 dicembre 2016, 0:39

Gino camminava più veloce che poteva, il suo bastone picchettava l'asfalto per supportare il ginocchio malandato. Schivò un cumulo di immondizia e svoltò nella via di casa. I palazzi riempirono la visuale, nonostante vi abitasse da una vita, il senso di oppressione che gli trasmettevano quei giganti di cemento non passava.
Stava percorrendo gli ultimi metri che lo separavano dal cancello del suo condominio.
“Gino! Sei tu?! Da quanto tempo” lo chiamo una voce.
Gino si voltò, la voce gli sembrava famigliare ma l'uomo pelato che aveva di fronte non gli diceva nulla.
“Dai Gino, non ti ricordi? Beh di anni ne sono passati. Prova a mettermi dei lunghi capelli biondi e una chitarra.”
“Mario?” balbettò incerto “come sei invecchiato.”
“Guarda che non sei un fiorellino manco te. Quanti ne sono passati Trenta?” chiese il pelato.
Gino sorrise.
“Forse anche qualcuno in più. Era il 78 se non ricordo male.”
“Che estate! La nostra prima vacanza da soli. Il mare, il sole, io suonavo la chitarra e tu che pensavi solo alle ragazze. Di una mi ricordo anche il nome: Lidia. Chissà che fine ha fatto?”
“L'ho sposata” rispose Gino.
“Beh complimenti in ritardo, era una bella ragazza.”
“Hai detto bene. Era.”
“Le cose non sono andate molto bene, o sbaglio?”
“Non che fossero iniziate bene, mi chiamò dopo l'estate dicendomi che era incinta.”
“E che il figlio era tuo. Una storia abbastanza banale” concluse Mario.
“Già. Scusa devo andare. Sono uscito a comprargli le sigarette, se le finisce diventa una belva.”
“Ma dai, non puoi scaricarmi cosi dopo tutto questo tempo. Ti offro un Campari e ci facciamo due chiacchere.”
“Mario ti ringrazio, ma mi renderebbe la giornata infernale. Da quando ha portato a vivere con noi la madre è anche peggiorata.”
“La madre?”
“Si. La madre di Lidia. Ha novant'anni ma tiene tutti a bacchetta” rispose Gino.
“Vedi un motivo in più per farci un goccio.”
“No, e poi sono astemio, l'odore di vino mi nausea, entrambe hanno un piccolo problema con l'alcool, anche adesso mi sento addosso l'odoraccio di quel vino da quattro soldi che si bevono.”
“Gino mi spiace. Non sò che dire.”
“Nulla. Non preoccuparti ci sono abituato. Sai una volta stavano per dare fuoco alla casa. Si erano addormentate con la sigaretta accesa e la moquette aveva preso fuoco. Per fortuna sono rientrato prima.”
Mario sollevò lo sguardo verso il grigio palazzone.
“Gino ma abiti al terzo piano?”
“Si, come fai a saperlo.”
“Esce del fumo dalla finestra. Forse dovresti...”
“Gia, mi hai convinto. Andiamo a berci sto Campari, ogni tanto si deve trasgredire.”
“Ma...”
“Niente ma. Ti ricordi il nostro motto?”
“Viva la fi..”
“No quell'altro. Occhio non vede, cuore non duole. Ecco, non preoccuparti.”
“Se lo dici tu” balbettò Mario.
“Fidati. Sono stato fortunato ad incontrarti e chi sono io per oppormi al destino?! Andiamo,
offro io.”



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antico
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Re: L'incontro

Messaggio#2 » mercoledì 21 dicembre 2016, 0:47

Ciao Diego! Prima il live e ora l'edizione regolare, sei instancabile! :) Tutto a posto con i parametri, buona Morozzi Edition!

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Rionero
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Re: L'incontro

Messaggio#3 » giovedì 22 dicembre 2016, 17:58

Ciao Diego,

Il tuo racconto si basa tutto sul dialogo e su un finale comico: questo arriva con il giusto ritmo ed effetto, il dialogo invece trovo che non funzioni sempre.
Pian piano riesci a raggiungere un ottimo ritmo che - appunto - ha il degno finale nella svolta finale, mentre in particolare all'inizio mi sembra stenti a carburare, forse perché giocahi fin troppo sui cliché e quindi ci si metto un po' ad avvicinarsi ai personaggi: se quindi posso darti un consiglio lavorerei su quelle prime battute rendendole più incisive!
Per il resto, non stando neanche a sottolineare qualche typo di cui ti sarai già accorto, il racconto nel suo genere funziona!

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ceranu
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Re: L'incontro

Messaggio#4 » giovedì 22 dicembre 2016, 19:47

Ciao Diego, racconto assurdo, con un finale assurdo che lo rende piacevole. Perché c'è bisogno di un finale simile per far apprezzare il racconto che fino a quel momento resta nel limbo. Il protagonista che viene fermato da un tizio che ha frequentato solo un'estate trentotto anni prima è abbastanza assurdo, ma in un racconto simile non si può cercare la coerenza.
Ci sono dei refusi e continui a usare il dado da cento per mettere le virgole, ma nel complesso il racconto si legge tutto d'un fiato.
Occhio a questo passaggio:
“Beh complimenti in ritardo, era una bella ragazza.”
“Hai detto bene. Era.”
“Le cose non sono andate molto bene, o sbaglio?”
“Non che fossero iniziate bene, mi chiamò dopo l'estate dicendomi che era incinta.”
“E che il figlio era tuo. Una storia abbastanza banale” concluse Mario.
“Già. Scusa devo andare. Sono uscito a comprargli le sigarette, se le finisce diventa una belva.”

Sono dovuto tornare indietro per capire che l' "Era" era rivolto alla bellezza, io ho pensato che fosse morta.
Un buon racconto che raggiunge il suo scopo.
Ciao

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Angela
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Re: L'incontro

Messaggio#5 » domenica 25 dicembre 2016, 14:03

L'incontro di Diego Ducoli.

La prima parte è chiara, due amici si incontrano dopo tanto tempo e si fanno delle confidenze: a quanto pare il matrimonio con la bella Lidia non era proprio rosa e fiori... Poi le cose precipitano e c'è quel filo di fumo dalla finestra e la scelta di lasciare che le cose facciano il loro corso. Devo dire che la trama non è tra le mie preferite del vostro gruppo anche se è in tema, forse perché non ho simpatizzato con i protagonisti. Ho trovato qualche incertezza nella forma; te ne cito alcune.

“Gino! Sei tu?! Da quanto tempo” lo chiamo una voce. (Lo chiamò una voce non mi piace come espressione. Potrei proporti "Si sentì apostrofare" oppure introduci l'esclamazione e poi spieghi a chi appartiene la voce).

Gino mi spiace. Non sò che dire.” (perché l'accento sulla "o"?)
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andreacrux
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Re: L'incontro

Messaggio#6 » martedì 27 dicembre 2016, 0:15

Ciao Diego,
l'incontro casuale di Gino con un amico che non vede da tanto tempo dovrebbe essere quell'improvviso rovescio della fortuna che serve al protagonista della tua storia per disfarsi di moglie e suocera. In realtà a quel punto lui decide volontariamente di lasciare che le cose vadano in quel modo, non intervenendo; dice di essere fortunato ad aver incontrato l'amico ma in realtà all'inizio aveva rifiutato l'invito a bere. Questo mi lascia, in effetti, qualche dubbio sul rispetto del tema nella tua storia.
I dialoghi, infine, filano bene ma forse non riescono a dare velocità al racconto.
Alla prossima!

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Vastatio
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Re: L'incontro

Messaggio#7 » martedì 27 dicembre 2016, 22:50

Ciao,
una barzelletta di 3000 caratteri, perché tale considero il racconto, e quindi si può sorvolare su alcuni elementi come il "riconoscersi" dopo 30 anni e i classici problemi di concordanza (comprarLE le sigarette) per fugaci o assenti riletture.
Il finale non è certo inaspettato, allunghi un po' il brodo e quindi risulta un po' telefonato, ma se lo scopo è solo far sorridere a denti stretti ci sta tutto.
Tema Ok.

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leonardo.marconi
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Re: L'incontro

Messaggio#8 » giovedì 29 dicembre 2016, 17:01

Ciao Diego, un racconto davvero divertente! Inizia un po'incespicando, poi sale con un bel climax di battute e alla fine fa sorridere! Certo, qua e là qualche refuso e il problema già segnalato da Ceranu non aiutano. Ma in fondo credo che te abbia colpito in pieno il tema: il protagonista è sostanzialmente un buono, sfigato per via di una fregatura presa trent'anni prima, e la sua piccola vendetta riparte da un aperitivo: si darebbe umano, troppo umano...per rimanere in tono scherzoso! E Mario con le sue allusioni a ricordi molto lontani non mi sembra poi così poco credibile, anzi: può succedere, può succedere...ma di far la fine di "Io mammeta e tu" come nel film, NON LO AUGURO A NESSUNO!! Complimenti e a rileggerti presto!

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antico
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Re: L'incontro

Messaggio#9 » lunedì 2 gennaio 2017, 21:54

Il racconto parte da una forzatura: un incontro casuale a un'ora serale casuale proprio nel giorno della tragedia... Bah... Un po' troppo, soprattutto perché si rimane tutto il tempo ad aspettare il colpo di scena perché davvero non è possibile che il tipo sia comparso così all'improvviso... E non arriva nulla. In più, i due protagonisti non sono caratterizzati, sembrano uguali, non hanno tic o modi di fare personali, un po' piatti e si empatizza poco. Detto questo, il tema è presente, ma il pollice rimane ni, mi spiace...

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