Metallo

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valter_carignano
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Metallo

Messaggio#1 » martedì 31 gennaio 2017, 23:58

Ottobre 1918, fronte occidentale
– Soldato, fermo!
I suoi stivali affondano, il fango lo risucchia giù. Giù, sempre più in basso, nell’inferno oscuro in cui vogliono trascinarlo le mani e le voci e gli ordini rabbiosi, gridati a sovrastare lo stridio delle armi.
Lui scalcia, lotta, ringhia ed ecco, è fuori, respira. La polvere gli riempie il petto, le granate aizzano la terra che cerca di ghermirlo, soffocarlo, impedirgli di raggiungere la Voce di Luce. Ma lui non può essere fermato, corre, scavalca il filo spinato, irride alle pallottole che gli ronzano intorno, maligne. Sa che dalla trincea lo guardano, si chiedono perché non cada, qualcuno forse scommette sui passi che ancora riuscirà a fare. Non gli importa, sono anni che attende la chiamata, rispondere è il suo destino.
Attimi senza tempo ed è oltre il terrapieno, fuori tiro. Si piega, appoggia le mani sulle ginocchia, riprende fiato. Il respiro gli si mozza quando di nuovo la sente.
– Sono qui – dice lui, mettendosi sull’attenti.
E lei parla.

Marzo 2080
Dintorni di Onsông, Korea del Nord

Gli ultimi uomini liberi aspettavano la morte.
– Ma quando arrivano? Le macchine dovrebbero essere puntuali – Kim Son Zu sputò a terra.
– Hai fretta di morire? – chiese Chernenko, accendosi un’altra sigaretta col mozzicone di quella che aveva fra le labbra.
– Eccoli – disse Kang He, posando il telecannochiale elettronico.
All’orizzonte, il sole del mattino si rifletteva su una distesa di metallo in movimento. Avanzavano lente, senza fretta. La fretta è un’emozione, e loro ne erano immuni. O così dicevano loro stesse.
Ma allora perché cominciare quella guerra, se non provavano odio e brama di potere? Kim Son Zu non capiva, la mente delle macchine era aliena, perfino per lei era inconcepibile quella mescolanza di logica e mente collettiva, per lei che era nata e vissuta nell’unico posto al mondo in cui le parole ‘cultura condivisa’ e ‘uniformità di pensiero’ potevano ancora avere un senso. Un’isola sopravvissuta al tempo, ai mutamenti delle ideologie, miracolosamente in bilico fra minacce di guerra e alleanze, fino a che era divenuta insignificante per tutti tranne che per qualche politico in cerca di facile consenso. Lei era l’ultima Kim, discendente dell’amato leader, fondatore della patria, l’ultimo anello di una collana durata ……. Come il suo antenato, era in prima linea contro gli invasori. Guardò l’orologio.
– È ora – disse. E subito si udì un rombo lontano, sempre più forte, e in un istante centinaia di missili superarono l’esercito degli uomini per tuffarsi sulle macchine.
Chernenko smise di respirare, tossì. – Ecco perché avevi fretta – sogghignò.
– È un lascito degli antenati? Bene, molto appropriato – Il vecchio cinese s’inchinò appena alla donna coreana. – Pensavamo che non ne esistessero più, che fossero stati usati tutti. La possibilità della lotta rende dolce il morire, come uomini invece che scarafaggi. A nome del mio popolo ti ringrazio, Kim Son Zu.

Novembre 1912, Vienna
– Uff, che tormenta! Sarei stato volentieri a casa, oggi.
Il guardiasala si libera del cappotto bagnato e si avvicina alla stufa, accanto al collega.
– Infatti io me ne sto qui al caldo, caro il mio Hans, anche il mio turno sarebbe finito. Speriamo che molli, prima di sera. Intanto, tutti sono entrati a ripararsi e c’è pienone.
– Ehi, ma chi è quello? – chiese Hans, accennando a un giovane mal vestito, immobile in piedi davanti a una teca.
– È qui da un po’, è arrivato fradicio. È un poveraccio, ogni tanto l’ho visto coi suoi acquarelli esposti a terra, sul marciapiede qui sotto. Robetta. Saranno almeno dieci minuti che fissa la Lancia di Longino.
– Contento lui… ‘sto pezzo di ferro inutile. – Ridacchiano.
Lui non li sente. La sua mente è piena della Voce di Luce. L’ha sentita non appena è entrato nella sala. Gli parla attraverso la Lancia, gli svela il futuro, il suo destino. Lui non capisce tutto, vede guerre, carri pieni di cadaveri, folle sconfinate che inneggiano al suo nome e alla grande Germania, giorni radiosi e puri.
Se lui sarà forte. Se lui non cederà.
– Sono qui – dice lui, mettendosi sull’attenti.

Marzo 2080
Dintorni di Onsông, Korea del Nord

I missili ipersonici colpirono i loro bersagli. Le macchine non tentarono di sfuggire. Troppe, troppo vicine, troppo lente. Innumerevoli esplosero e trascinarono nel loro destino quelle vicine. I detriti bloccarono i cingoli di altre, rendendole incapaci di ogni movimento. Lo spostamento d’aria rovesciò le più piccole, lasciandole inutili ad agitare le zampe metalliche.
Ecco il problema di chi sa di avere tempo senza fine, pensò Son Zu. Ti rende troppo sicuro.
– Bel lavoro, compagna – scherzò Chernenko. – Non se l’aspettavano.
– Abbiamo resistito per secoli, nessuno ci ha mai piegato a lungo. Non ce ne andremo senza lasciare il segno.
– Abbiamo speranza?
– Non credo.
– Neanche con loro?
Dalla collina si levarono un migliaio di soldati, planando con grandi ali variopinte. Son Zu sentì il ronzio dei piccoli propulsori elettrici.
– No – disse. – Ma anche loro devono avere la loro parte di onore, oggi.
Erano gli ultimi giapponesi, uomini e donne, qualche ragazzino. Ora come falene si gettavano sull’orda di metallo, ancora rallentata dall’attacco a sorpresa. Volavano leggiadri, danzavano per schivare i colpi e si facevano esplodere, trascinando nella loro morte ognuno una macchina. L’ultimo di loro lanciò un grido che echeggiò a lungo nei cuori dei soldati ancora schierati in attesa.
In pochi minuti, il numero dell’orda era diminuito di quasi duemila unità. Due terzi.
Ma erano ancora troppi. E ripresero ad avanzare.


Gennaio 1943, Berlino
– Cancelliere, i russi avanzano. Noi ci siamo ritirati qui, qui e qui – Le dita del generale spostano rapide le pedine sulla grande mappa tattica. – Von Mainstein è certo di poter riprendere l’iniziativa. Francia, Corsica e Italia sono sicure, però di quei pagliacci dei fascisti non mi fido. Gli italiani sono gente senza onore.
Lui guarda la mappa, ma il pensiero è altrove. La voce non gli parla, non ne percepisce la presenza nemmeno quando è di fronte alla Lancia, nel bunker segreto. Cosa deve fare? È solo un uomo.
Ha riunito i migliori scienziati, costringendo con la forza quelli che non erano favorevoli alla causa. Le loro scoperte erano notevoli, un’altra prova della superiorità assoluta del popolo tedesco, ma ancora non si riesce a generare il Metallo, quello che la Voce di Luce gli ha mostrato nel 1918. Solo con il Metallo potranno avere la vittoria.
Si alza e se ne va. È un uomo solo.

Marzo 2080
Dintorni di Onsông, Korea del Nord

– Pronti?
– Da sempre, piccola. – Chernenko le sfiorò la guancia, Son Zu non si ritrasse e lo fissò negli occhi. Era tardi, per tutto. Ma non per un ultimo sogno.
Mano nella mano, raggiunsero Kang He alla testa di ciò che rimaneva dei tre eserciti. Poco più di tremila uomini e donne, pochi mezzi, armi che a stento potevano penetrare il Metallo. Ma nessuno esitò, quando Kang He chiuse il pugno.

30 aprile 1945, Berlino
Ha fallito. La Voce di Luce lo ha abbandonato. La sua intera esistenza è stata inutile.
Avvicina la canna della pistola alla testa, l’indice si contrae sul grilletto. Ma lei appare, gli parla ancora una volta. Lacrime di commozione e gioia scorrono sulle sue guance, mentre la Voce gli mostra il futuro. Capisce che non era tempo di scoprire il Metallo, non era quello il suo compito, aveva frainteso. Lui doveva dare inizio agli eventi, fare in modo che venissero create le più devastanti armi mai concepite, che le parole crudeltà e sterminio assumessero nuovi e più tremendi significati. E vede altre guerre, altre stragi, e ne è orgoglioso perché sa che senza di lui non sarebbero mai esistite.
E infine vede la scoperta del Metallo, ride alla stupidità degli uomini che non capiscono di aver infine liberato un essere a suo modo senziente, che da millenni attendendeva il proprio momento. Demone, angelo, divinità o creatura, lui non sa dire. E vede l’orda delle macchine di Metallo, mentre sta per abbattersi sull’ultimo esercito degli uomini.
Capisce. Ma è tardi. L’indice termina il suo movimento e la testa di Adolf Hitler va in pezzi.

Marzo 2080
Dintorni di Onsông, Korea del Nord

Il Metallo ha vinto. Non è rimasto nessuno.
Il Metallo è solo.



Fernando Nappo
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Re: Metallo

Messaggio#2 » sabato 4 febbraio 2017, 11:23

Ciao Valter,
leggendo il racconto, avevo immaginato che stessi puntando a descrivere la genesi di Hitler, mentre al contrario la tua intenzione, come si capisce bene nel finale, era quella di descrivere la nascita del metallo, dalla sua provenienza, alla strada che percorre per svilupparsi (e di cui Hitler è solamente parte del percorso), sino alla sua vittoria sul genere umano.
Il racconto mi è piaciuto, anche se l'alternanza di così tante date - vista anche la mia scarsa capacità di mantenere a lungo l'attenzione - me lo ha fatto percepire come un pochino ostico da seguire, benché i riferimenti storici siano precisi e chiari.
La critica sociale mi sembra più sottotraccia, rispetto a Evangelisti, che al riguardo è abbastanza esplicito, nonostante la storia di Hitler sia nota.
Per il resto, lascio la parola definitiva ai modertori.

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Vastatio
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Re: Metallo

Messaggio#3 » domenica 5 febbraio 2017, 15:06

Ciao,
come anticipato non sono studiato, quindi mi limiterò a giudicare su quello che "ricordo" delle tematiche di Evangelisti saltando a piè pari l'aderenza allo stile.
Tanta roba. I salti temporali sono droga per me e riesci a utilizzarli sapientemente come ricordo li usi Evangelisti: eventi ed azioni apparentemente disgiunte che, solo alla fine, trovano una logica.
Il problema è che sei costretto a spiegarlo platealmente, 10000 caratteri non sarebbero stati sufficienti anche se avessi voluto sacrificare qualche "flash". Avresti potuto lasciare solo i flash, senza imboccare il lettore. Probabilmente la tua è la scelta giusta, ma, mi conosci ormai, non può piacermi.
Notevole l'idea di usare Hitler, porti il lettore nel suo stesso "dubbio", che sia LUI il protagonista nascosto, mentre in realtà è solo uno dei tasselli.
Non mi è piaciuto invece il riferimento alla Lancia di Longino: è vero che Hitler era famoso per le sue fissazioni mistiche, ma inserisci un "altro" elemento che, secondo me, non riesci a valorizzare (come invece sei riuscito a fare con la figura di Hitler).
Poi alla fine muoiono tutti. Libidine!

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angelo.frascella
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Re: Metallo

Messaggio#4 » domenica 5 febbraio 2017, 17:13

Ciao Valter.

Bel racconto e ben sviluppato. L’unico problemino che ci vedo è l’eccessiva compressione, vista la quantità di salti temporali che costringono molte scene in uno spazio contenuto (e devo dire, che, nonostante questo il racconto si legge bene). Secondo me hai materiale per un bel racconto lungo (o forse anche per un romanzo).
L’uso dei salti temporali, del misto di realismo storico e fantasia e la mancanza di speranza si rifanno molto bene a modello originale. Manca invece l’elemento disturbante.

A rileggerci,
Angelo

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maria rosaria
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Re: Metallo

Messaggio#5 » domenica 5 febbraio 2017, 17:17

Ciao Valter.
Hai scritto un racconto complesso e ricco di elementi in cui però è facile perdersi.
Confesso che l'ho dovuto leggere più volte non tanto per comprendere il nucleo centrale della storia (che credo sia la storia di come il Metallo riesce a dominare il mondo), quanto per ricollegare i vari eventi, in momenti storici diversi, che tu hai alternato nella scrittura. I diecimila caratteri, inoltre, a mio avviso costringono ambientazioni diverse che se pur ben rese, risultano un po' compresse.
Ho apprezzato comunque molto l'idea e anche l'utilizzo di Hitler.
Quindi:
Punto di forza: idea e personaggio
Punto debole: troppi elementi differenti inseriti in poco spazio
Come lo miglioreresti: forse (ma di questo non sono certissima, ho ancora dubbi) ridurrei i riferimenti temporali al 2080 a due. Uno all'inizio e uno finale, con Kim Son Zu e la sua resa al Metallo. Al loro interno dipanerei la vicenda legata a Hitler.
Alla prossima
Maria Rosaria

valter_carignano
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Re: Metallo

Messaggio#6 » lunedì 6 febbraio 2017, 21:42

Ringraziamento collettivo a Fernando, Maria Rosaria, Roberto e Angelo.
Devo dire che sono molto ma molto soddisfatto del gradimento, per un racconto che - come detto su fb - ho pensato molto ma che poi mi sono dovuto arrangiare a scrivere all'ultimo. O non scrivere affatto, ma già London l'ho paccato e non volevo essere recidivo.
Già il fatto che non l'abbiate stroncato è un successone!
Capisco Maria Rosaria e Fernando, tanta roba in poco spazio (e nella mia testa ce n'era ancora di più, è abbastanza vuota e di spazio disponibile ne avanza), tanta che potrebbe disorientare.
Concordo con Angelo, chissà che non lo sviluppi, in un'altra vita in cui avrò più tempo?
Roberto, sapevo di prenderti all'amo coi salti temporali :-) Cmq hai ragione, ho dovuto spiegare, o almeno ho ritenuto di dover spiegare, e questo può essere fastidioso.
Grazie ancora a tutti.
P.S.: io sono stato molte volte in Korea del Nord per lavoro, ci tornerò a settembre. E secondo me - lungi dal parlare di politica, per carità - se c'è qualcuno che può resistere fino all'ultimo sono proprio loro :-)

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Peter7413
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Re: Metallo

Messaggio#7 » mercoledì 15 febbraio 2017, 18:41

Racconto molto bello con un unico neo, a mio avviso. Senza conoscere quel particolare episodio della giovinezza della vita di Hitler si fatica a collocare tutta l'intro, sembra quasi un corpo avulso dal contesto. Detto questo, me lo sono goduto anche se, contestualizzandolo a quanto ci è stato detto di leggere di Evangelisti, non ho percepito tutto quel marcio di sottofondo che mi sembrava forte nei racconti dell'antologia. I tuoi personaggi sono tutti puliti, eroici pur se di fronte al loro capolinea. Direi che è un concept, il tuo, da riprendere e sviluppare assolutamente.

valter_carignano
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Re: Metallo

Messaggio#8 » mercoledì 15 febbraio 2017, 19:06

ciao
sì sì, alcune cose si capiscono poco, hai ragione tu e quelli che hanno commentato prima. Ma contento che cmq tu e altri l'abbiate in ogni caso apprezzato.
Il 'marcio'... spunto interessante. Già mi sta venendo qualche idea... basta: da questa cosa devo assolutamente far nascere almeno una novel, se non un romanzo. Grazie a tutti per gli spunti.

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giuseppe.gangemi
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Re: Metallo

Messaggio#9 » mercoledì 15 febbraio 2017, 19:13

Ciao Walter,
hai scritto un racconto molto buono e in poco tempo.
Lo prenderò come modello per riscrivere il mio, specialmente per il modo in cui inserisci e alterni i vari periodi storici.
Stavo infatti pensando di inserire nel mio racconto degli eventi ambientati negli anni ’70 e riguardanti il Voyager e il Golden Voyager Record.
I tuoi personaggi storici sono ben inseriti (Hitler e la futura discendente della dinastia nord koreana) e ti prenderò come spunto per inserire Carl Sagan nel mio racconto.
Ho pochi appunti a farti:
- la lancia di Longino nel tuo racconto è di troppo (può avere un senso solo se anche lei ha dei legami con il tuo metallo);
- nel tuo racconto manca a mio avviso l’elemento portante di metallo urlante: il tribalismo (anzi fai combattere russi, cinesi, giapponesi e nord koreani insieme, questo è necessario per la tua storia, ma qualche diatriba “tribale” anche di fronte al nemico comune ci starebbe bene).
A rileggerci.

valter_carignano
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Re: Metallo

Messaggio#10 » mercoledì 15 febbraio 2017, 20:56

ciao
grazie dell'apprezzamento. La lancia di longino in realtà è un tramite del Metallo, ma è una delle cose che sono rmaste nella penna (o nella tastiera), quindi il tuo appunto è giusto.
Sul tribalismo non ci avevo pensato, in molti racconti di Metallo Urlante io non l'ho notato, andrò a rivederlo in quest'ottica. Volendo, nel mio racconto, potrebbe essere umani contro Metallo...

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Lo Smilodonte
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Re: Metallo

Messaggio#11 » venerdì 24 febbraio 2017, 19:15

Ottimo lavoro, soprattutto a livello narrativo. L'idea è eccellente, e sei riuscito a inserire anche le intrusioni del narratore delle quali lo stesso Evangelisti fa uso più volte. Anche a livello sintattico mi pare che tu sia riuscito nell'intento, ma - come per altri - il problema è nella ferocia del racconto. Manca. C'è troppa poesia (bellissima l'immagine delle falene ma non mi rivolta lo stomaco come dovrebbe) e troppo poco orrore. Marcio non se ne vede, e non può essere sostituito completamente dalla (seppur ottima) distopia. Per quanto riguarda la compressione non te ne faccio una colpa, in 10k hai fatto il possibile, anche se con alcune scelte diverse avresti potuto rinforzare l'elemento morboso (grande assente).

valter_carignano
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Re: Metallo

Messaggio#12 » venerdì 24 febbraio 2017, 23:08

Gongolo per i complimenti e ringrazio per le critiche!

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lordmax
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Re: Metallo

Messaggio#13 » domenica 26 febbraio 2017, 0:25

Eccellente racconto.
Mi è piaciuto molto il modo in cui hai gestito i salti e gli spostamenti, perfettamente in tema con lo stile di Evangelisti.
Il finale con ribaltamento dove invece della genesi di Hitler lo presenti come l'artefice della genesi del metallo è ottimo e permette di gustarsi appieno il racconto.
Direi che non ho trovato difetti rilevanti nella struttura ne nello stile che è molto aderente a quello di Evangelisti.
Unico difetto nell'azione di mimesi, caso anche per altri, ho sentito la mancanza del lasciarsi andare alla parte veramente cruda e rivoltante della situazione.

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