Non sono stata io Arona Edition

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alexandra.fischer
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Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#1 » giovedì 1 novembre 2018, 9:28

NON SONO STATA IO di Alexandra Fischer

«Non sono stata io» ripeté la donna, scostandosi il ciuffo color argento.
La commissaria Daniela Morato si soffermò per un attimo sul tavolo con la statua di Giano bifronte: il primo profilo era quello di un giovane avvenente, il secondo di un vecchio laido.
Faceva il paio con il soggetto del quadro appeso nell’ingresso: un piatto di frutta con accanto un teschio e un pugnale.
Non era l’unico dettaglio inquietante della faccenda: i vicini le avevano telefonato dopo aver assistito a una colluttazione in terrazza della donna con il marito: lo avevano visto accasciarsi per non rialzarsi più, mentre lei era rientrata in casa.
Tutti concordavano sul fatto che l’omicida fosse sui venticinque anni.
La commissaria aggrottò la fronte e squadrò la donna.
Tutte le testimonianze concordano su una giovane alta e slanciata, che ti somiglia molto. Una parente? Di sicuro una complice. Per arrivare a lei, devo farti confessare. A costo di farti crollare con un bluff.
Allora rialzò lo sguardo sulla sospettata: «L’avverto, signora Stolz. Ci sono forti indizi contro di lei. Tutti l’hanno vista mentre colpiva la vittima e tornava in casa lasciandola inerte.»
Con sua grande sorpresa la sentì rispondere con noncuranza: «Sì? Avrà notato che nel soggiorno c’è uno specchio.»
La commissaria sospirò e alzò gli occhi al soffitto.
Ci siamo: persino una signora distinta come questa recita la parte della matta come un qualunque assassino per farsi ridurre la pena; beh, non è la prima e non sarà l’ultima. Sentiamo cos’ha da dire.
La Stolz congiunse le mani: «Mi dispiace per Ariedo. Gli ho sempre detto di lasciarlo coperto. Venga, glielo mostro.»
La Morato la seguì impassibile e si limitò a una breve occhiata alla forma rettangolare coperta da un drappo damascato color oro antico.
La signora qui presente mi crede cretina: non vedo pericoli in uno specchio a figura intera; lo avrà coperto solo per fare scena.
«Lo ha comperato lei?» le domandò gelida.
«Me lo sono ritrovato in eredità. Vede, avrei dovuto custodirlo meglio.»
Lo sguardo della donna si volse di nuovo allo specchio coperto dal drappo.
Un paio di sedie rovesciate e una vetrinetta di ninnoli in frantumi confermavano la lotta fra la vittima e… l’assassina?
La commissaria si torse le mani, maledicendo la decisione della settimana prima di smettere di fumare: «Adesso non vorrà mica dirmi che esiste la maledizione dello specchio stregato?»
«No» le rispose calma la Stolz «ma quella del Doppio sì. Vede, lui mi lasciò quando eravamo giovani. E giurai davanti allo specchio che me l’avrebbe pagata. Due settimane fa ci ritrovammo e… da allora vissi con la paura di quelle parole.»
«E la statuina?» le domandò sempre più scettica la commissaria.
«Un regalo di corteggiamento di Ariedo. Diceva di essere affascinato dalla mia doppia personalità. Poi, come ha visto all’ingresso, ha omaggiato la mia passione per il rinascimento.»
Sorrise: «Penso che si veda anche nel salotto.»
La Morato annuì: quei mobili pieni di fauni e manticore la facevano pensare a una sala dei Borgia.
«Mio marito, oltre a essere un collezionista d’arte, amava le scienze occulte, ma, a differenza di me era un dilettante.»
Si scostò la manica dell’abito blu notte, mettendo in evidenza la profonda cicatrice sul polso sinistro.
«Io invece l’ho sempre studiata in modo approfondito: sapeva che è possibile fare amicizia con il proprio Doppio stringendo il Patto di Sangue? Certo, poi occorre tenere coperto lo specchio affinché agisca solo quando è il momento. Un po’ come mettere la sicura a una pistola.»
La Morato sbarrò gli occhi e si mise le mani capelli, ormai certa di trovarsi davanti a un caso da manicomio criminale.
Vedendola in quello stato, la Stolz si portò la mano alla fronte: «Povera cara. Capisco il suo turbamento. Vorrà vedere chi è stato. Non avrei mai voluto che succedesse. Ecco cos’ha portato il dono di Ariedo. E la sua leggerezza nei riguardi delle eredità di famiglia.»
Le fece strada verso la terrazza e fu lì che li vide: in cucina una versione più giovane della Stolz, con indosso un abito rosa senza maniche macchiato di sangue, al centro del torace, dal quale spuntava il manico di un pugnale.
Notò la cicatrice sul polso destro.
Si chinò sul cadavere di Ariedo Spiri, ne vide il volto contratto in uno spasmo che gli aveva lasciato scoperti i denti ed esaminò il collo.
La ferita è superficiale… ci sono, il pugnale era avvelenato.
La Stolz la distolse dall’analisi: «È successo quando ho aperto la portafinestra. Lei mi ha vista e… credo si sia spaventata. Se mi dà retta, non faccia mai patti con il suo riflesso allo specchio.»

La Morato perse di colpo tutta la propria sicurezza.
Ci mancava anche questa. Non posso incriminarla: esiste il reato di uso del proprio Doppio come sicario? E se sì, con quale pena?

Ultima modifica di alexandra.fischer il mercoledì 8 aprile 2020, 20:36, modificato 11 volte in totale.



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Paola B.
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#2 » lunedì 5 novembre 2018, 10:02

Ciao Alexandra,
ho trovato il tuo racconto molto carino e ben strutturato. Mi è piaciuta anche l’idea su cui si svolge il racconto (per un certo verso mi ha ricordato alcune scene di Profondo Rosso). Secondo me c’è da lavorare sull’organizzazione delle frasi.
1 La commissaria si soffermò per un attimo sull’anello al dito indice destro della donna della mano destra

2 un cammeo raffigurante la Gorgone e distolse lo sguardo a disagio, quasi la creatura mitologica avesse posseduto il potere di pietrificarla
Riscriverei: un cammeo raffigurante la Gorgone. Distolse lo sguardo a disagio, come se, la creatura mitologica potesse pietrificarla davvero.

3 i vicini le avevano telefonato dopo aver assistito a una colluttazione in terrazza fra la coppia di dirimpettai (hai già messo vicini quindi non importa dirimpettai).

4 Non mi sembra di stare vedendo chissà quale prodigio da salone di bellezza: qualcuno dei testimoni deve aver bevuto troppo. Meglio torchiarla, però Non li metterei i pensieri della commissaria, farei vedere le sue intenzioni descrivendo immagini, tipo: Lo sguardo della Commissaria non era molto convinto. Osservò la donna, non combaciava molto con la descrizioni dei testimoni.

5 Allora rialzò lo sguardo sull’interrogata: - L’avverto, signora Stolz. Ci sono forti indizi contro di lei. Tutti l’hanno vista mentre colpiva la vittima e tornava in casa lasciandola inerte.
- Allora avrà notato che nel soggiorno c’è uno specchio.

(Attenta alle ripetizioni).

Che c’entra? Mi sembra la solita scusa per prendere tempo prima di confessare. (Toglilo e fallo vedere in un altro modo: un sospiro della Commissaria, per esempio)

6 Dietro lei, un uomo in fuga ti è sfuggito il di (dietro di lei)

7 Un paio di sedie rovesciate e un paio di ninnoli in frantumi confermavano la lotta fra la vittima e…l’assassina? Non importa specificare, si capisce.

8 Due settimane fa ci ritrovammo e…da allora vissi con la paura di quelle parole. Ritrovammo e, (qui metterei un gesto preoccupato della donna che mostri il suo dispiacere)

9 Se mi dà retta Mi dia retta


10 Tutti i pensieri della Commissaria toglili.

Sono dei suggerimenti, niente di più. Non ti ho ancora ringraziata per il tuo commento a Gina che ho gradito molto.
Ciao alla prossima.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#3 » giovedì 8 novembre 2018, 21:32

Ciao Paola, grazie del commento. Terrò conto delle tue indicazioni per migliorare il racconto e ci lavorerò su al più presto. Sei stata gentilissima! Paragonarmi addirittura al grande Dario Argento.

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megagenius
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#4 » martedì 13 novembre 2018, 19:12

Ciao Alexandra!!
Innanzitutto grazie per la richiesta di grazia per il mio racconto.
Passo a (ri)commentare il tuo.
A questa seconda lettura, molte cose mi sono risultate assai più chiare. Anche la fluidità della narrazione è migliore, frutto sicuramente di altre riletture, di varie correzioni e, soprattutto, della maggiore lunghezza. Adesso il racconto è più efficace e soprattutto suscita un fascino più inquietante, lasciando un senso di angoscia che fa piacere.
L'impianto generale, a questo punto, lo lascerei così. Mi permetto, però, di suggerirti ancora qualche piccolo intervento tecnico, proprio per sbozzare ulteriormente il testo. E mi fa piacere che tu abbia colto e applicato un paio di suggerimenti che ti ho fatto durante la Arona Edition.

1) A mio modesto parere, il nome della commissaria va utilizzato subito, per consentire al lettore di fare la conoscenza con la protagonista. Mi è capitato infatti che scorrendo le righe io abbia letto "la Morato" e mi sono chiesto: e chi è? Invece, io di solito faccio così, e, nel tuo caso, farei così: "Daniela Morato, commissaria del distretto di Tarquinia (un nome a caso), si soffermò per un attimo sull'anello al dito [...]".
2) Occhio ai puntini sospensivi! Subito dopo ci va uno spazio.
3) E' una pignoleria ma io farei questa correzione: "Diceva di essere attratto e spaventato da me allo stesso tempo: si sentiva pietrificato dai miei occhi come dallo sguardo di Medusa. Ma la Medusa aveva anche serpenti al posto dei capelli." - La ripetizione non mi sembra scandalosa. Però potresti lasciare anche così. A un occhio esperto sembra quasi che tu abbia avuto timore di ripetere il termine "Medusa".
4) "[...] in cucina una versione più giovane della Stolz, accanto alla quale c’era ancora l’anello con il quale si era inoculata il veleno dopo aver ucciso l’uomo e sulla terrazza il noto collezionista di incunaboli Ariedo Spiri." - Brutta ripetizione. Puoi usare, nella seconda sezione, "con cui" e risolvi.
5) Non vedo il motivo di staccare l'ultima frase. Il racconto dev'essere un unico flusso di testo. Così interrompi la tensione. Però in questa "nuova" versione, la frase finale ha un ottimo effetto.

Per il resto null'altro da rilevare: narrazione pulita, ben condotta.
Se fai qualche altro intervento, a una terza e quarta lettura, penso che sarà pronto per la Vetrina.

Buon lavoro!!!
Emiliano.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#5 » giovedì 15 novembre 2018, 21:20

Ciao Emiliano, grazie. Mi metterò presto al lavoro per sistemare i particolari che mi hai segnalato.

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Marco Travaglini
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#6 » martedì 1 gennaio 2019, 20:47

Ciao Alexandra,
immagino tu abbia effettuato le modifiche perché trovo il tuo racconto molto scorrevole. Di questo racconto adoro i nomi e l'atmosfera evocata e credo che gran parte dei buchi della versione originale sia stata ben sistemata.
Le uniche cose che ancora non mi convincono del tutto sono queste:

- la fotografia: cosa vuoi far vedere? perché in effetti ho la stessa reazione della Morato, trovo un po' strano che in una situazione del genere una persona si metta a scattare una foto. Forse la cosa è superflua e la puoi tagliare.

- "Diceva di essere attratto e spaventato da me allo stesso tempo: si sentiva pietrificato dai miei occhi come dallo sguardo di Medusa. Ma la Medusa aveva anche serpenti al posto dei capelli"
Io taglierei la parte "Ma la Medusa aveva anche serpenti al posto dei capelli". Immagino che vuoi dare una connotazione "velenosa" al personaggio, ma anche lo sguardo di Medusa non è che sia positiva, anzi.

- "La Morato rimase interdetta chiedendosi quale pena fosse prevista per chi usava il proprio Doppio come sicario e, soprattutto, se esisteva come reato."
Forse è meglio "se esistesse come reato"? Ma potrei sbagliarmi, non sono esperto di verbi. Come mai "Doppio" con la maiuscola?

In generale il racconto per me sarebbe già buono anche così per la pubblicazione

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#7 » lunedì 21 gennaio 2019, 21:01

Ciao Marco, grazie del commento. Mi metterò presto al lavoro sul racconto seguendo le tue indicazioni.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#8 » martedì 22 gennaio 2019, 20:19

Ecco il racconto modificato in base all'ultimo commento ricevuto. Sono disposta a rimetterci mano qualora rimanessero parti da rivedere.

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Morto di seta
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#9 » mercoledì 19 giugno 2019, 21:09

alexandra.fischer ha scritto:NON SONO STATA IO di Alexandra Fischer

Distolse lo sguardo a disagio, come se, la creatura mitologica potesse pietrificarla davvero.


Un problemuccio di virgole, secondo me. Meglio così: distolse lo sguardo, a disagio, come se la creatura mitologica potesse pietrificarla davvero.



La Stolz si tolse l’anello e gliele mostrò il meccanismo


Le mostrò.

A parte questi piccoli refusi, l'idea di base è molto bella e degna di una mente fervida e ingegnosa. Eliminerei la parte riguardante l'anello, che risulta un po' confusa e secondo me non aggiunge nulla a una storia fantasy che reggerebbe benissimo soltanto con il proposito di vendetta attuato dall'alter ego della donna. Per giustificare l'esistenza di questo alter ego potresti, magari, dire che la donna, da giovane, aveva pronunciato davanti allo specchio un giuramento di vendetta così accorato da generare appunto un'altra se stessa, vendicativa, che continua a vivere sotto lo specchio coperto. Poi, non so, una volta compiuta la vendetta, l'alter ego potrebbe appunto uccidersi per pentimento o ritornarsene nello specchio e far ricadere la colpa sulla donna, ora in età matura.
In ogni caso credo che ci voglia davvero pochissimo per migliorare questo bel racconto.
Ciao.

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Sirimedho
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#10 » sabato 22 giugno 2019, 14:46

Buonasera Alexandra,

ho letto il tuo racconto e mi è piaciuto molto. Sono rimasto un po' interdetto della freddezza della moglie, ma in fondo è una freddezza che può arrivare dall'aver visto la conclusione di qualcosa di molto temuto in un grande lasso di tempo.

Non mi convincono invece i pensieri della detective, che mi sembrano un artifizio per far capire meglio la situazione. In particolare, riscriverei completamente questo scambio:

alexandra.fischer ha scritto:«Adesso non vorrà mica dirmi che esiste la maledizione dello specchio stregato?»
La Morato arrivò ad aspettarsi la comparsa di qualche grimorio per evocare i demoni e le venne il voltastomaco.
«No» le rispose calma la Stolz «ma quella del Doppelgänger sì.»


Dal mio personale punto di vista (che vale quel vale, naturalmente), introdurre termini come grimorio, demoni etc. mi allontana di colpo dal racconto. Aver citato esplicitamente il termine "doppelgänger" mi sembra troppo intellettuale e poco consono al tipo di conversazione che si sta svolgendo e, probabilmente, è un effetto del tema di quell'edizione di MC.

Vale anche la pena di riguardare la punteggiatura. Ad es. qui: "Io pensavo scherzasse, in merito, invece, guardi qui" credo che la forma corretta sia "Io pensavo scherzasse, in merito. Invece, guardi qui" (e toglierei "in merito" che mi sembra troppo formale).

Detto questo, credo che sia molto vicino a poter essere posto in vetrina.

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Luca Nesler
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#11 » domenica 23 giugno 2019, 0:26

Ciao Alexandra. Ho notato che sui refusi e la virgola ti è già stato detto tutto. Concordo con quanto scritto da Morto di seta.
In più aggiungerei due righe di descrizione ambientale all'inizio, perché io credevo fossero in centrale, invece la Morato sta intervenendo sul luogo del delitto. Potresti approfittare per dare all'ambiente un'aura dark che non stonerebbe col personaggio della moglie.
Per il resto è un racconto interessante e un'idea degna della vetrina!

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#12 » domenica 21 luglio 2019, 16:19

Ciao Morto di Seta, grazie del commento. Terrò conto delle tue osservazioni per rendere più scorrevole il racconto sì, magari con una versione della storia dove a farla da padrone è lo specchio coperto dal drappo. Sono contenta che ti sia piaciuta.

Ciao Sirimedho, aggiusterò il dialogo e la punteggiatura come da tue indicazioni. Grazie per averla trovata valida nel complesso.
Ciao Luca, aggiungerò qualche descrizione dark all'alloggio come da tua indicazione, grazie per le lodi alla storia nel suo complesso.

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romina.braggion
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#13 » martedì 7 gennaio 2020, 21:46

Ciao Alexandra,
mi rendo conto che hai lavorato molto sul tuo racconto e si comprende perfettamente il tuo sforzo, leggendo anche tutte le altre segnalazioni. Trovo che non vi siano particolari esigenze ulteriori di revisione. Evidenzio solo "«Un giuramento come quello richiede sangue.»", non comprendo cosa ci sia ma non mi quadra molto.
Comunque si tratta di poco più che una sensazione molto personale e quindi CHIEDO LA GRAZIA.
A presto.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#14 » mercoledì 8 gennaio 2020, 18:37

Ciao Romina, grazie. Correggo solo l'ultima frase che mi hai segnalato. In effetti, è troppo oscura.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#15 » mercoledì 8 gennaio 2020, 18:42

Fatto, ora resta solo da vedere se così sarà più comprensibile al Lettore.

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romina.braggion
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#16 » giovedì 9 gennaio 2020, 20:12

Ciao Alexandra. Meglio di così non si può! Grazia, grazia!

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#17 » sabato 18 gennaio 2020, 18:57

Ciao Romina, sei doppiamente gentile.

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roberto.masini
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#18 » domenica 22 marzo 2020, 14:30

Ciao, Alexandra.
La tua storia mi ha fatto venire in mente un episodio attribuito al presidente Lincoln il quale avrebbe detto alla moglie di aver visto due sue facce allo specchio, subito dopo essere stato eletto presidente, una delle quali era mortalmente pallida. La moglie avrebbe ritenuto che ciò significasse che sarebbe stato eletto per un secondo mandato, ma non sarebbe vissuto fino alla fine.
Ottima quindi la tua storia noir del gemello malvagio allo specchio. Leggo questo racconto nel LABORATORIO con un certo ritardo, dopo che molti ti hanno suggerito le variazioni da apportare. Mi sono ricordato che eri nel mio stesso gruppo (JEKYL e HIDE) e quindi sono andato a leggermi la versione originale. Anche per me questa versione è migliore nella forma perché la sostanza era già apprezzabile. Lì per lì mi sembrava che il riferimento alla medusa fosse una bella ciliegina sulla torta ma devo dire che invece Giano è riferimento superbe come direbbero i francesi. Non posso far altro che accodarmi alle altre valutazioni e perciò chiedere la GRAZIA!

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#19 » martedì 24 marzo 2020, 10:40

Ciao, Roberto, grazie dell'apprezzamento. Anche dell'impegno per esserti andato a rileggere la versione originale del racconto.

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Davide Di Tullio
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#20 » mercoledì 1 aprile 2020, 13:24

Ciao Alexandra

mi piace il tema del doppio. é ricorrente nella letteratura, diciamo un evergreen, ma sempre attuale. Ho peró inserito alcuni accorgimenti che a mio avvioso potresti adottare per rendere piú coerente e leggibile il racconto. In rosso ho messe quello che potresti eliminare o rivedere, in blu le mie aggiunte, in verde i miei commenti. Come sempre, valuta tu quale delle mie indicazioni siano nelle tue corde e possono migliorare il racconto


«Non sono stata io» ripeté la donna, scostandosi il ciuffo color argento.
La commissaria Daniela Morato del distretto di Tarquinia si soffermò per un attimo sul tavolo con la statua di Giano bifronte: il primo profilo era quello di un giovane avvenente, il secondo di un vecchio laido.
Faceva il paio con il quadro appeso nell’ingresso, un’incisione raffigurante una natura morta rinascimentale con un piatto di frutta (questa frase mi risulta di difficile lettura. Il dettaglio "rinascimentale" dá qualche informazione importante al racconto? se ritieni di si, lacialo; altrimenti lo leverei. Anche il dettaglio del piatto forse e superfluo. Potresti lasciarlo rielaborando la frase in modo che sia piú leggibile) sul quale era posato un pugnale con accanto un teschio.
Non era l’unico dettaglio inquietante della faccenda: i vicini le avevano telefonato dopo aver assistito a una colluttazione in terrazza fra la coppia.Suona un po strano. forse meglio qualcosa di piú palese tipo "con il marito". Qui l´informazione non arriva immediata. Non é chiaro a quale coppia si riferisca altrimenti
L’uomo si era accasciato per non rialzarsi più e la donna era tornata in casa.
L’unica nota stonata era la descrizione dell’omicida: tutti concordavano sul fatto che sembrasse molto più giovane.Qui lasci intendere che su quanto hai detto in precedenza invece c´é chiarezza, ma leggendo l´incipit non mi pare che il commissario sappia bene come siano andate le cose. é un intro da narratore onniscente che crea un po di confusione. io lo leverei
Lo sguardo della commissaria non era molto convinto Forse suona piú immediato dire che la commisaria non era convinta o mostrare (descrivendolo) lo sguardo. il mix delle due suona un po strano. Osservò la donna, non combaciava con la descrizione dei testimoni, concordi sul fatto che fosse ringiovanita di colpoCome fanno a sapere che sia ringiovanita di colpo? é una deduzione strana, Forse meglio sarebbe stato dire che le somigliava molto, ma sembrava essere molto piú giovane, o qualcosa del genere.
Allora rialzò lo sguardo sull’interrogataSuona un po strano, forse meglio la sospettata: «L’avverto, signora Stolz. Ci sono forti indizi contro di lei. Tutti l’hanno vista mentre colpiva la vittima e tornava in casa lasciandola inerte.»
«Dunque avrà notato che nel soggiorno c’è uno specchio.»
La commissaria sospirò e alzò gli occhi al soffitto, esasperata da quella che riteneva una scusa fantasiosa per ritardare la confessioneSe la protagonista ha raccontato un scusa, quando l´avrebbe detta? non si capisce. Io rielaborerei la frase o inserirei qualche riferimento ad una dichiarazione passata.
La Stolz riabbassò le maniNon ho letto che le stava alzando: «Mi dispiace per Ariedo. Gli ho sempre detto di lasciarlo coperto.»
La Morato esaminò lo specchio con estrema attenzione La frase di per se non ha nulla di anomalo, tuttavia risulta incoerente con la commissaria che minimizza la dichiarazione della sospettata alzando gli occhi al cielo (un buon motivo per rivedere il passaggio precedente e lasciari questo).
«Lo ha comperato lei?» le domandò gelida.
«Me lo sono ritrovato in eredità. Vede, avrei dovuto custodirlo meglio.»
Lo sguardo della donna si volse allo specchio, di nuovo coperto dal drappo.
Un paio di sedie rovesciate e un paioripezione di ninnoli in frantumi confermavano la lotta fra la vittima e… l’assassina?
La commissaria si torse le mani, maledicendo la decisione della settimana prima di smettere di fumare: «Adesso non vorrà mica dirmi che esiste la maledizione dello specchio stregato?»
«No» le rispose calma la Stolz «ma quella del Doppio sì. Vede, io venni lasciata da lui Meglio un espressione attiva: Lui mi lascióquando eravamo giovani. E giurai davanti allo specchio che me l’avrebbe pagata. Due settimane fa ci ritrovammo e… da allora vissi con la paura di quelle parole.»
«E la statuina?» le domandò sempre più scettica la commissaria.
«Un regalo di corteggiamento di Ariedo. Diceva di essere affascinato dalla mia doppia personalità. Poi, come ha visto all’ingresso, ha omaggiato la mia passione per il rinascimento.»
Sorrise: «Penso che si veda anche nel salotto.»
La Morato annuì.
Questi mobili pieni di fauni e manticore mi fanno pensare a una sala dei Borgia.chi sta parlando?
«Mio marito, oltre a essere un collezionista d’arte, amava le scienze occulte, ma, a differenza di me era un dilettante.»
Si scostò la manica dell’abito blu notte, mettendo in evidenza la profonda cicatrice sul polso sinistro.
«Io invece l’ho sempre studiata in modo approfondito: sa che è possibile fare amicizia con il proprio Doppio stringendo il Patto di Sangue? Certo, poi occorre tenere coperto lo specchio affinché agisca solo quando è il momento. Un po’ come mettere la sicura a una pistola.»
La Morato sobbalzò sulla sediaNon era chiaro fosse seduta.
Sei da manicomio criminale.chi parla qui? é un pensiero della commissaria? in questo caso forse andrebbe messo il corsivo
Vedendola in quello stato, la Stolz si coprì gli occhi: «Già, ma vorrà vedere chi è stato. Non avrei mai voluto che succedesse. Ecco cos’ha portato il dono di Ariedo. E la sua leggerezza nei riguardi delle eredità di famiglia.»
Le fece strada verso la terrazza e fu lì che li vide: in cucina una versione più giovane della Stolz, con indosso un abito rosa senza maniche macchiato dal sangue causato dal pugnale che si era piantata nel cuoreLa frase risulta un po farraginosta. Il sangue non puó essere causato da un pugnale, ma al massimo é la macchia di sangue che é dovuto ad una pugnalata. La frase é al passivo e questo ne riduce la leggibilitá.
Notò la cicatrice sul polso destro.
Si chinò sul cadavere di Ariedo Spiri, ne vide il volto contratto in un rictusmi sembra un termine un po troppo tecnico, non arriva immediato, tanto che ho dovuto cercarlo sul vocabolario :-) troverei qualcosa di piú digeribile ed esaminò il collo.
La ferita è superficiale… ci sono, il pugnale era avvelenato.
La Stolz la distolse dall’analisi: «È successo quando ho aperto la portafinestra. Lei mi ha vista e… credo si sia spaventata. Se mi dà retta, non faccia mai patti con il suo riflesso allo specchio.»

La Morato rimase interdetta Termine un troppo concettuale. io descriverei piuttosto il volto dell´indecisione. Non riesco infatti ad amminaginare un volto "interdetto"chiedendosi quale pena fosse prevista per chi usava il proprio Doppio come sicario e, soprattutto, se esistesse come reato.
Ultima modifica di alexandra.fischer il mercoledì 8 gennaio 2020, 18:40, modificato 7 volte in totale.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#21 » mercoledì 1 aprile 2020, 18:59

Ciao Davide, grazie del suggerimento. Rimetterò mano al racconto tenendo conto dei tuoi preziosissimi suggerimenti.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#22 » giovedì 2 aprile 2020, 8:26

Ora posterò il racconto rivisto in base ai suggerimenti ricevuti.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#23 » giovedì 2 aprile 2020, 8:47

Fatto. Sono disposta a lavorarci ancora su nel caso rimanessero parti da sistemare.

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Davide Di Tullio
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#24 » lunedì 6 aprile 2020, 13:56

Ciao Alexandra

decisamento molto meglio! rileggendolo ora appaiono ancora alcuni elementi di ambiguitá che potresti gestire:

"Tutti concordavano sul fatto che l’omicida sembrasse molto più giovane"

Qui dai per scontato che si capisca che l´omicida sia la moglie. Ma ad un lettore ignaro non é cosi evidente, cosi quel "sembrasse molto più giovane" resta ambiguo. rispetto a chi é piu giovane?

"mattoide", troveri un termine piú carino, mi sembra stridi parecchio con il racconto (credo sia sufficiente matta)

"La signora qui presente mi crede cretina: non vedo pericoli in uno specchio a figura intera; lo avrà coperto solo per fare scena."
potresti usare il corsivo. Credo ci siano altri pensieri della commissaria nel testo. per tutti quelli utilizzerei il corsivo onde evitare ambiguitá

macchiato di sangue, al centro del torace - qui ho messo una virgola per migliorare la leggibilitá

Penso che con questo ci sia tutto :-)

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#25 » martedì 7 aprile 2020, 18:00

Ciao Davide, seguirò subito le tue indicazioni per migliorare il racconto. Grazie infinite per avermi (ri)letta.

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Davide Di Tullio
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#26 » mercoledì 8 aprile 2020, 8:40

Ciao, puoi ancora mettere in corsivo "La ferita è superficiale… ci sono, il pugnale era avvelenato."
per il resto direi che CHIEDO LA GRAZIA

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#27 » mercoledì 8 aprile 2020, 20:32

Grazie, Davide. Lo farò subito.

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#28 » mercoledì 8 aprile 2020, 20:43

RICHIEDO L'AMMISSIONE ALLA VETRINA.

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Il Dottore
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#29 » martedì 28 aprile 2020, 10:19

Ciao, Alexandra!

Ti faccio sapere
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#30 » martedì 28 aprile 2020, 19:42

Ciao, Dottore, grazie. Fai con comodo.

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Il Dottore
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#31 » lunedì 7 settembre 2020, 16:01

Ciao, Alexandra.
Scusa il ritardo: ti passo anche questo racconto in Vetrina!
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

alexandra.fischer
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Re: Non sono stata io Arona Edition

Messaggio#32 » giovedì 17 settembre 2020, 20:08

Ciao, Dottore, non devi scusarti di nulla. Grazie per avermi passato anche questo racconto in Vetrina.

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