Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Tutti pronti per lunedì 16 gennaio 2017 dalle 21.00 all'una con un tema del mitico Emanuele Manco!
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giancarmine trotta
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Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#1 » martedì 17 gennaio 2017, 0:33

Amir corse a piedi scalzi tra la polvere, stringendo la sua piccola preda, mentre dal villaggio già si levavano i canti che avrebbero accompagnato il sole, nel rispetto del suo riposo.
Il vecchio Nassor sorrise vedendolo arrivare. La carne sarebbe bastata a sfamare Amir e le sue due sorelle anche quella sera.
La luna, quando il fuoco divenne cenere, impallidì il volto del vecchio, già segnato dagli oscuri presagi delle notti precedenti.

Gli uomini erano disposti in fila.
Mr. Taylor guardò più volte la merce, soffermandosi a toccare e a chiedere informazioni.
“Questo”.
Guardò in bocca al ragazzo e strinse le sue braccia rigide, legate a pesanti catene.
“500 dollari. E' giovane, è sano, è adatto alle terre della Virginia”. Il mercante strappò le misere vesti del giovane per mostrare il busto e sorrise avidamente di fronte ai pettorali scolpiti.
Mr. Taylor lo guardò negli occhi, pronunciando una sola parola: “Jack”.

Lo schiocco della frusta risuonò in tutto il campo di cotone. I più anziani mossero il capo, ma senza parlare e continuando a raccogliere le capsule.
“Attento Jack! Hai pestato una pianta!”
Il ragazzo tentò di restare in piedi, ma una seconda frustata lo colpì in pieno, lacerando la carne e la sua voglia di non ubbidire. Cercò di alzarsi, e mentre il dolore si faceva lancinante, Mr. Taylor scese dal cavallo e lo colpì alla spalla con un calcio secco. Il ragazzo sentiva lo stivale spingere sulla sua tempia e la sua bocca mangiare la terra. Pianse, e capì che per vivere doveva ubbidire e rassegnarsi ad essere chiamato Jack.

La sera, mentre i segni delle violenze non gli permettevano di riposare, cantò a bassa voce il saluto del sole. E si promise che un giorno sarebbe tornato a casa.
Passarono giorni, settimane, mesi. Jack diventò il servo migliore di Mr. Taylor. A lui spettava il compito di aiutare i nuovi arrivati, di lavare e sellare i cavalli, perfino di accompagnare il padrone in città.
Poi un giorno scomparve e Mr. Taylor lo cercò col fucile in pugno e con lui tutti i proprietari terrieri della zona.
Molto lontano, il vecchio Nassor, ormai pronto alla morte, vide la luna tornare a brillare sul villaggio e si lascò andare, felice che il suo Amir fosse libero. Per poco, o per sempre.

“E poi nonno?”
“E poi Amir riuscì a tornare a casa”.
“Come? Con una zattera? Non mi prendere in giro”.
“No, credimi. Amir tornò a casa. E anche tu tornerai un giorno. Costruirai una casa vera e vivrai con i tuoi figli”.
I passi di una persona bloccarono l'uomo, che si protese verso la luce per chiedergli di acquistare un accendino. Il passante non rispose e lui guardò suo nipote sorridendo.
“Tu sei come Amir, tu hai il cuore di un leone”.
Il bimbo, orgoglioso, abbracciò il nonno con tutta la sua forza.

Milano era colma di luci, colori, suoni. I ragazzi bevevano e parlavano di lavoro, di sesso, di vita e di sogni da realizzare. Non potevano sapere che a pochi metri da loro, nascosti nell'angolo di una via, un vecchio raccontava ad un bambino la storia tragica della sua gente.



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antico
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#2 » martedì 17 gennaio 2017, 0:36

Ola Giancarmine! Tutto ok con i parametri, buona Emanuele Manco Edition anche a te!!!

alexandra.fischer
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#3 » martedì 17 gennaio 2017, 20:09

IL SALUTO DEL SOLE di Giancarmine Trotta Il punto cieco della tua storia è la via nascosta nella quale un anziano venditore di accendini racconta al nipote la storia di Amir, divenuto lo schiavo Jack nella piantagione di cotone di Mr. Taylor. Anche nella vita di Amir c’è stato un nonno, Nassor, che ha sofferto per il destino del nipote, fino a quando ha visto splendere la luna (prima offuscata dalla schiavitù di Amir e poi di nuovo brillante quando il giovane riesce a fuggire dalla piantagione). Storia di speranza, che affronta il tema della schiavitù. Il venditore di accendini usa la storia come messaggio di speranza per il nipote (anche lui, come Amir, avrà un futuro, con una casa e una famiglia). Unico neo: non aver mostrato il destino di Amir (dove si è rifugiato?). E poi il titolo: più che del saluto del sole, si tratta del saluto della luna.

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Laura Cazzari
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#4 » mercoledì 18 gennaio 2017, 8:13

Ciao Giancarmine,

Mi è piaciuto lo sfasamento temporale, l’alternanza tra passato e presente e le tematiche che hai scelto di trattare. Argomenti importanti e sempre attuali che non sempre si trova il coraggio di raccontare. Bella l’idea che, in qualsiasi posto ci si trovi, la propria storia non deve andare perduta. Ho fatto solo un po’ di confusione e ho avuto difficoltà a seguirti quando si passa dall’Amir del passato a quello del presente.
Laura Cazzari

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Rionero
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#5 » mercoledì 18 gennaio 2017, 14:52

Ciao Giancarmine,

complimenti per la scelta dell'argomento e per l'interpretazione originale del tema, chiara anche se non lo avessi esplicitato con l'ultimo paragrafo (che nella descrizione di Milano poteva semplicemente essere utilizzato per introdurre quello precedente, che secondo me nella formulazione attuale soffre un attimo lo stacco netto dalla storia precedente).
Buona la gestione della storia di Amir fin all'inizio, nel suo quoditiano di cacciatore e soprattutto il far concludere la sua storia nel racconto diretto del nonno!

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#6 » mercoledì 18 gennaio 2017, 16:42

Ciao a tutti e grazie per i commenti.
Alexandra: il dubbio sulla fine della storia di Amir è svelato dal racconto del nonno al bambino, nell'angolo buio di Milano: ho voluto che andasse così per dare forza a tutto il racconto, come ha scritto nel commento successivo Rionero.
Sul titolo: Amir canta la canzone che ogni giorno al tramonto sentiva cantare, e mi è sembrato il titolo migliore. Ma è questione di gusti!
Laura: Grazie anche a te per le belle parole sulla storia e per la classifica!
Rionero: Mi fa piacere che la costruzione della storia ti sia piaciuta e concordo sulla possibilità di cambiare/alternare le frasi finali. Tanto che durante la rilettura ero in dubbio se unire o meno gli ultimi due periodi. Grazie e alla prossima!

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angelo.frascella
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#7 » mercoledì 18 gennaio 2017, 22:48

Ciao, Giancarmine.

Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Buona interpretazione del tema, in cui i punti ciechi sono quelli nascosti fra le luci della nostra città, ma anche quelli della storia e dei soprusi verso determinate popolazioni che continuano a ripetersi anche oggi.
Giusto qualche appunto stilistico:
- ci sono un paio di “d” eufoniche davanti a vocale diversi “ad un” “ad essere”: ricordati che sono il Male! (esagerazioni a parte, all’inizio mi sembrava strano, ma la prosa moderna le rifiuta e lo fa a ragion veduta).
- impallidire è intransitivo: quindi la Luna non può impallidire il volto del vecchio
- c’è un passaggio in cui, pur rimanendo uguale il soggetto, lo chiami in due modi diversi: “Il mercante strappò le misere vesti del giovane per mostrare il busto e sorrise avidamente di fronte ai pettorali scolpiti. Mr. Taylor lo guardò negli occhi, pronunciando una sola parola: “Jack”. Questo mi ha un attimo mandato in confusione facendomi credere che parlassi di due persone diverse. Meglio togliere Mr. Taylor all’inizio della seconda frase e legarla alla prima, magari con un “Poi”.

A rileggerci,
Angelo

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#8 » giovedì 19 gennaio 2017, 17:13

Caro Angelo,
avevo notato, nelle edizioni precedenti, certe tue note impeccabili ai racconti proposti. E anche quelle riguardanti il mio sono così!
Cercherò di non usa quella "d" eufonica (scolpita nella mia mente), promesso!
Ciò premesso, sono felice che il racconto ti sia piaciuto, così come il messaggio in esso contenuto e l'interpretazione.
A rileggerci con piacere.

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Vastatio
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#9 » sabato 21 gennaio 2017, 8:59

Ciao,
un bel racconto che ha perso un po' di potenza per alcune imperfezioni che, limate, lo farebbero brillare.
Intanto ottima la struttura a flash sulla vita di Amir, ci starebbe bene un piccolo accenno alla sua cattura per rendere meno "brusco" il salto al secondo blocco (per quanto i "cattivi presagi" aiutino).
I passaggi di tell/show/show/tell/show/tell un po' mi hanno destabilizzato, avrei preferito un'alternanza più "armoniosa".
La scelta del titolo non mi è piaciuta, intanto ti obbliga a spiegare cosa sia il "saluto del sole", ma poi, non è che sia così centrale nel racconto, anzi, lo è più la Luna (che si contrappone al Sole nell'immaginario comune).
La frase finale è orrenda. La trovo una paraculata per giustificare l'aderenza al tema (Milano, New York, Singapore... cosa cambia?) peraltro inutile visto che il blocco precedente già ti sistema per buona parte di esso.
In ogni caso il tema ha tanti di quei vincoli il tema che non so quali siano interpretabili e quali vincolanti.

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marco.roncaccia
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#10 » sabato 21 gennaio 2017, 20:09

Ciao Giancarmine. Complimenti per come hai declinato il tema. In maniera molto originale. Quello che normalmente non apprezzo in un racconto breve, o brevissimo, salvo eccezioni, è la divisione in blocchi con salti spazio temporali e con cambi di punti di vista. La giudico una struttura eccessivamente complessa per il numero di caratteri a disposizione. Il lettore (o meglio il lettore che è in me) non fa in tempo ad ambientarsi in Africa, che si ritrova in Virginia e poi a Milano. Quest’ultima location, poi, che dovrebbe essere centrale, rispetto al tema la liquidi con un “Milano era colma di luci, colori, suoni.” Un peccato, a mio avviso.
A rileggerci!

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Angela
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#11 » domenica 22 gennaio 2017, 22:11

Pur non avendo partecipato, sono venuta a leggere i miei autori preferiti :)
Complimenti per la scelta del tema e anche per essere riuscito ad accostare la schiavitù del secolo scorso alle nuove schiavitù che rilegano lo straniero e il diverso ai margini. Alcuni passaggi sono notevoli, come ad esempio la frustata che lacera la carne e la voglia di ubbidire, il ragazzo che canta il saluto del sole e la luna che torna a brillare sul villaggio. Un grosso in bocca al lupo, Giancarmine!
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#12 » lunedì 23 gennaio 2017, 8:39

Roberto, Marco e Angela: grazie per i commenti e i complimenti all'originalità del racconto.
Il titolo e il finale potevano essere gestiti meglio. Sul titolo: mi sembrava una scelta opportuna la canzone che salutava il sole. Probabilmente intitolando il racconto "Amir" non avrei avuto osservazioni!
Sul finale: Roberto non è una paraculata, magari le somiglia! A parte le battute, pensavo di non essere dentro al tema e ho specificato la città, tutto qui. E infatti, nel commento successivo, a Marco sembra poco l'accenno alla città italiana (considerando gli altri Continenti interessati).
Angela ti ringrazio tanto: leggere e commentare il mio racconto senza essere obbligata è per me un grande onore.
A rileggerci tutti presto!

Aristide Capuzzo
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#13 » martedì 24 gennaio 2017, 14:34

Ciao Giancarmine,
Un racconto amaro che però non mi ha coinvolto nella lettura. Ho sentito molto distacco tra i personaggi e me forse per via della velocità con cui hai deciso di raccontare una vita simile. Avrei preferito leggere anche solo una parte della vita di Amir, così da approfondire quella e lasciare il dubbio su come sia andata a finire. Sarebbe stata più d'impatto (per me) e mi avrebbe fatto immaginare che domani il vecchio avrebbe raccontato un'altro pezzo della vita di Amir. Per esempio prima Amir è l'ultimo degli schiavi e poi improvvisamente diventa il miglior servo di Mr. Taylor? Devo sapere come è successo, non mi basta sapere che è andata così. Chiudere con due righe su Milano non serviva anzi, la percepisco come una frase decontestualizzata dal resto. Era sufficiente il tentativo di vendita dell'accendino per svelare un punto cieco. Per quanto sia scritto correttamente e in modo scorrevole, lo reputo un racconto da revisionare in modo abbastanza profondo.

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#14 » martedì 24 gennaio 2017, 17:01

Ciao Aristide,
posso risponderti riguardo al punto in cui Amir diventa il miglior servo di Mr Taylor: le frustate gli fanno capire di dover cambiare per salvarsi da una morte certa. Gli schiavi venivano privati anche del loro nome e Amir deve cedere, sottomettersi in toto. Sul fatto che avresti voluto uno sviluppo completamente diverso posso aggiungere poco. Questo racconto è nato così, a flash spazio-temporali, con i pregi e i difetti conseguenti.
Non concordo, quindi, per una revisione profonda, perché dovrei snaturarlo, scrivere un'altra cosa. Ti ringrazio per aver evidenziato la scrittura scorrevole e corretta.
A rileggerci presto,
Giancarmine.

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willy
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#15 » mercoledì 25 gennaio 2017, 0:08

Ciao Giancarmine,
racconto molto incisivo, il tuo. Bello il modo in cui hai saputo fondere passato e presente, anche un po' triste, se vogliamo, perché se di anni ne sono passati tanti, la situazione non è poi cambiata così tanto. Forse è questo che volevi far emergere dalla tua storia, o sono io che ho recepito il messaggio in questo modo.
Un angolo buio che lascia filtrare un filo di speranza. Bel messaggio. Per quanto riguarda la forma ho visto che ti hanno già fatto notare alcune piccolezze. Per me tema centrato e un buon lavoro.

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#16 » mercoledì 25 gennaio 2017, 16:01

Ciao Vilma,
era proprio quello che volevo far emergere: un popolo nell'angolo buio della storia.
Con lo sguardo di un bimbo pieno di fiducia nel futuro.
Grazie per il commento,
Giancarmine.

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jimjams
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#17 » mercoledì 25 gennaio 2017, 23:04

La compressione necessaria a contenere la storia in 3000 caratteri ha fatto qualche danno, mi pare, ma il risultato è comunque comprensibile. Percepisco alcune cose come leggermente forzate, ma apprezzo l'intento. Il tema lo vedo un po' tirato, ma comunque presente. Fossi in te lo amplierei questo racconto, aggiustando un po' anche le forzature, potrebbe trovare posto in qualche concorso se lavorato bene.

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antico
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#18 » giovedì 26 gennaio 2017, 21:27

Racconto più che buono che, però, credo sia ancora migliorabile. Penso che una narrazione più consona al racconto gli si adatterebbe meglio. Cerco di spiegarmi: il passaggio tra il primo e il secondo paragrafo non è adatto a una narrazione orale, come quella del nonno al nipote. Una volta svelato il finale, il tutto stride un poco. Andrebbe rivisto e t'invito a passare dal laboratorio. Per me, comunque, pollice tendente all'alto. Un'ultima cosa: titolo bruttino...

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giancarmine trotta
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Re: Il saluto del sole di Giancarmine Trotta

Messaggio#19 » venerdì 27 gennaio 2017, 8:32

Grazie Antico.
Sul titolo: ho talmente tanta cenere sul capo che mi si sono ingrigiti i capelli!
Alla prossima!

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