Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Tutti pronti per lunedì 16 gennaio 2017 dalle 21.00 all'una con un tema del mitico Emanuele Manco!
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Andreacrux
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Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#1 » martedì 17 gennaio 2017, 0:57

"Al centro della città di Brescia tra Via Da Vinci e Via Pellico, costeggiando il breve tratto scoperto del fiume Garza, si ergono una serie di villette storiche, ciascuna unica nel suo genere.
Una di queste un po' più delle altre.
Ci passo sempre da quella strada e non ho mai notato niente, una strada normale, larga e con la pista ciclabile.
Ma quel pomeriggio di ottobre, mentre mi trovavo in sella alla mia bici con pensieri confusi e musica in testa, è successa una cosa incredibile.
Per la prima volta mi sono girato a guardare quell'ultima casa, abbandonata ma maestosa nella sua decadenza.
Un grande giardino si apriva di lato, con legna umida accatastata e una fontana arida d'acqua.
La casa era in vendita e chissà da quanto visto l'annuncio immobiliare ingiallito.
Una sola finestra spalancata, buio pesto dentro.
Nel momento esatto in cui passavo di fronte a quella finestra-occhio nero, ho sentito un pianto.
Stridulo.
Disperato.
Un pianto di bambino.
Uaaaaahhhh.
È durato un attimo. Il tempo esatto per farmi credere di averlo solo immaginato, ma anche quello sufficiente ad impressionare la pellicola che ogni giorno da allora la mia mente proietta.
Nessun altro segno di vita nella villa.
Per un po' mi ci sono tenuto lontano, prendevo un'altra strada al mattino.
Perchè?
Perchè era più veloce, meno traffico quindi meno smog nelle mattine d'inverno che nemmeno piove e tutto sto PM10 nei polmoni...la verità è che me la facevo addosso.
Da tempo poi, sempre lo stesso incubo.
Mi trovo di fronte alla casa. Il campo visivo si concentra su quell'occhio nero che si avvicina sempre più e in un attimo sono dentro. Una veste bianca che svolazza, corre ma non la vedo se non con la coda dell'occhio. Sento l'aria che sposta attorno a me, ma appena mi volto riesco ad intravederne solo un angolo, poi scompare. E lamenti che si avvicinano e si allontanano, in un inseguimento di ombre.
L'altro giorno ho preso coraggio e ci sono ripassato davanti.
Uaaaaahhhh.
La finestra era murata! Con una muratura vecchia e crepata.
Mi sembra di impazzire. Ho forse immaginato tutto?
Così oggi pomeriggio ho deciso di affrontare questi incubi.
Con questo piccolo registratore documenterò tutto.
Ho appena scavalcato la staccionata. I piedi sprofondano nella terra umida, nessuna impronta umana su questa distesa di ortiche.
Salgo quattro gradini e sono nella loggetta d'ingresso.
La porta è socchiusa, ragnatele per sigillo. Le sto scostando.
Per fortuna ho la torcia, qui dentro è tutto buio...e che fetore. Da alcune piccole fessure nella parete filtra la luce fioca della strada. Al centro del salone una scala a chiocciola in pietra. Che freddo.
E che scemo, qui non c'è proprio un cavolo.
Ma vedo qualcosa lì in fondo che si muove, sarà un gatto.
Sì, un gatto bianco.
Vieni micio!
Bzzzzz Oh no le batterie!
Mi avvicino ma...adesso sembra Bzzzzz una veste...da bambino.
Oh Signore!!!
Bzzzzz Uaaaahhh Bzzzz Uahhhhhh Bzzzzzzzzzzzzz
Click



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antico
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#2 » martedì 17 gennaio 2017, 1:02

Ciao Andrea! Tutto ok con caratteri e tempo, buona Emanuele Manco Edition anche a te!

joshua
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#3 » giovedì 19 gennaio 2017, 20:18

Il racconto è divertente e si legge con piacere. Mi è piaciuto il finale che con tutte quelle interiezioni rende il tutto molto suggestivo! Evita le descrizioni un po’ troppo da libro tipo “costeggiando il breve tratto ..si ergono, una strada larga e con la pista ciclabile, fontana arida”. Lasciati andare al racconto come hai fatto alla fine!Bella anche l’idea di andare a capo spesso. Bravo comunque!

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giancarmine trotta
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#4 » sabato 21 gennaio 2017, 10:21

Ciao Andrea,
ho letto due volte il tuo racconto (la cosa bella è che si lascia leggere tutto d'un fiato) perché non mi tornavano delle informazioni. Soprattutto riguardo al finale. Probabilmente mi sfugge qualcosa, perché ho capito che questo ragazzo, di cui sappiamo poco altro, entra in questa casa con molta paura e un registratore (strana la legna umida e la fontana arida d'acqua!). Di notte sognava una veste bianca e aveva molta paura.
Entra e vede un gatto bianco, poi lo chiama (Vieni micio).
A questo punto mi sono perso: "Oh no le batterie!" e penso che il registratore sia out.
Si avvicina e il gatto gli pare una veste da bambino. E il click finale.
Ho inteso che la veste gli fece tornare in mente i suoi incubi provocandogli tanta paura.
Sicuramente il tema è centrato, fin troppo visto che sono in un mezzo punto cieco anch'io!

viviana.tenga
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#5 » sabato 21 gennaio 2017, 11:47

Ciao Andrea,
Credo che il tuo racconto abbia discreti margini di miglioramento nella prima parte, quella che dovrebbe servire a costruire la tensione per la seconda. La descrizione iniziale è lenta e impersonale, e questo ti fa perdere una chance di caratterizzare un po' di più il protagonista; per quanto riguarda lo spavento davanti alla "cosa incredibile", non sono riuscita a entrare in empatia. Ha sentito un pianto di bambino da una casa abbandonata, ok... perché non limitarsi a pensare che ci sia accampata dentro una famiglia di senzatetto, o chiamare la polizia perché si sospetta che stia succedendo qualcosa di brutto? Non dico che non possano esserci delle ragioni (anche irrazionali) valide, ma il fatto che il tuo protagonista neanche provi a darsi una spiegazione logica rende più difficile essere partecipi della tensione.
Un'altra ipotesi che ho fatto è che il tuo protagonista sia un tizio non del tutto a posto con la testa e molto facilmente impressionabile, ma non ci sono veri indizi nemmeno in questo senso.
Tutto questo è un peccato, perché la seconda parte è molto ben scritta e d'impatto, solo che è un po' una costruzione a cui mancano le fondamenta.
Nel complesso, un racconto che ha del potenziale, ma da risistemare.

Fernando Nappo
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#6 » domenica 22 gennaio 2017, 14:22

Ciao Andrea,
il tema è senza dubbio centrato, e il racconto scorre piuttosto bene. Però, l'impressione è che la prima parte si prenda fin troppo spazio, mentre la seconda è un po' prevedibile nel suo sviluppo che fa venire in mente certi film horror nei quali il protagonista si tuffa a capofitto in esplorazioni fin troppo chiaramente pericolose. Poi, zac!, salta la luce, e giù urla, gorgoglii, voci d'oltretomba. Oltretutto, oggi come oggi credo che più nessuno, se non un mezzo matusa come me, penserebbe di documentare una simile esplorazione con un registratore, ma caso mai farebbe un video col telefonino, una action cam, o cose simili. Sempre che il tuo racconto sia ambientato al giorno d'oggi, ma non ho trovato riferimenti a tempi meno recenti.

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AmbraStancampiano
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#7 » lunedì 23 gennaio 2017, 13:48

Ciao Andrea,
ho trovato il tuo racconto interessante, anche se sembra fagliare nel ritmo.
La prima parte non è male, e anche se in alcuni casi non condivido la punteggiatura, l'effetto delle frasi spezzate a metà e un po' cantilenanti (con tutti quegli a capo) mi ha colpita. Subito dopo parti col racconto di questo sogno, che però secondo me crea un po' di confusione perché non è introdotto a dovere.
Alla fine, lo stratagemma del registratore: bello, fa molto "The blair witch project" ma un po' tutto il racconto sembra una citazione urbana del film. Ti segnalo solo l'ingenuità del dichiarare "Oh no, sta finendo la batteria!", che trasforma la battuta in una didascalia un po' legnosa.
Secondo me nessuna di queste tre parti ha davvero qualcosa che non vada, ma insieme sono disomogenee e sembrano un po' slegate. Forse anche solo separarle con dei righi bianchi sarebbe bastato.
Il punto cieco è un punto cieco classico, la villa abbandonata e infestata.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

mezzomatto
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#8 » lunedì 23 gennaio 2017, 23:17

Un richiamo dietro gli stipiti
Un racconto un po’ slegato, probabilmente penalizzato dal limite dei caratteri. Non mi sembra che le prime due parti creino molta tensione. Il pianto di un bambino proveniente da un edificio dismesso al massimo fa pensare a una occupazione abusiva. Più misterioso e intrigante sarebbe il far apparire la finestra/occhio cieco una volta aperta e una murata. Allora sì che lì si nasconde qualcosa! La prima visita è un po’ troppo toccata e fuga. Motivare meglio le ragioni della fuga. La seconda sfiora il ridicolo con l’esaurimento delle batterie. Poi cosa è successo? Non ne è più uscito? Stilisticamente il racconto presenta pregi e difetti. L’alternanza di frasi lunghe e frtasi brevi funziona. A mio parere però non è assolutamente necessario andare a capo ad ogni punto fermo. E’ un vezzo che sta dilagando, ma non capisco cosa aggiunga alla narrazione. Qualche parola non prorpio congrua: “fontana arida d’acqua” (meglio senza acqua), “affrontare questi incubi” (non è ancora diventato un incubo, è solo una curiosità). Qualche frase fatta: “impressionare la pellicola che ogni giorno da allora la mia mente poroietta”, e anche incongrua, perché la pellicola che si proietta è già stata impressionata. “tutto sto PM10 nei polmoni” “E che scemo, qui non c’è proprio un cavolo”.

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alessandra.corra
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#9 » mercoledì 25 gennaio 2017, 10:47

Ciao Andrea,

secondo me all'inizio sei partito bene, infatti il racconto mi ha subito incuriosita, dandomi lo stimolo giusto per continuare piacevolmente la lettura. Mi sono subito chiesta di chi fosse il pianto del bambino, quale strana storia si celasse nella casa. L'atmosfera era intrigante e interessante. Poi, però qualcosa è sfuggito alla mia percezione. La fine mi ha un pò spiazzata, il registratore si è scaricato, ma poi che cosa è in effetti successo? Mi ha dato quasi l'impressione che non sapessi come chiudere e tu abbia trovato la soluzione più facile da gestire (cosa che a me è anche già successo in alcune occasioni, per esempio), forse però non è così...
Alla prossima.

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Polly Russell
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#10 » mercoledì 25 gennaio 2017, 11:25

L'idea è carina, anche se parecchio abusata, la realizzazione un po' meno. La prima parte è troppo accademica. Le case che si ergono, tanto per dirne una. La seconda potrebbe essere migliore se no fosse che: non hai aperto il discorso diretto, e lo avrei preferito, tanto per distinguere il narrato dall'accadimento successivo. Non vedo perché un registratore, quando sarebbe bastato un cellulare. Capisco che è meno suggestivo, allora ambientali negli anni 80.
Altra cosa che non amo è leggere il grido. Lo hai scritto che aveva sentito gridare, a cosa serviva il "uaaaahh"?
Polly

alexandra.fischer
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Re: Un richiamo da dietro gli stipiti - Andrea Crucitti

Messaggio#11 » venerdì 27 gennaio 2017, 18:55

Il punto cieco della tua storia è la finestra di una casa abbandonata.
L’ambientazione è bresciana, nel tratto fra due vie (fra da via Da Vinci e via Pellico, in un punto costeggiato dal fiume Garza), zona di villette storiche uniche nel loro genere. Quella che spaventa tanto il protagonista ha la finestra spalancata dalla quale si ode il pianto di un bambino (neonato). Mi è piaciuto il coraggio di questo giovane, che ha avuto il coraggio di tornare lì, vedendo la finestra murata ed entrando nella casa ugualmente con il registratore. Ho capito che la finestra buia era fantasma, proprio come il piccolo rimasto nella stanza. Il giardino spoglio, la fontana d’acqua vuota, e l’ambientazione ottobrina, danno un ulteriore carattere gotico alla tua storia. Molto efficaci i rumori del registratore, con l’inquietante rumore di spegnimento finale (che inquieta, perché spegnere, a batterie esaurite? Presumo che il tasto sia toccato dalle dita morte del protagonista, morto di paura davanti alla veste da bambino…ecco perché nessuno si è mai tenuto la casa, malgrado i tentativi di venderla provati dal cartello ingiallito).

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