Abete rosso, di Carolina Pelosi

La Sesta Era si apre nel segno di Federico Guerri! Appuntamento per lunedì 19 marzo dalle 21.00 all'una!
Carolina P.
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Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#1 » lunedì 19 marzo 2018, 23:11

Abete rosso
di Carolina Pelosi

Il giorno del funerale di mio fratello la primavera era iniziata da poco. Ci stava il sole e io non riuscivo a piangere, avevo le mani sudate e mi facevano prurito, continuavo a passarmele sulle cosce, contro i pantaloni. A un certo punto avevano iniziato a bruciarmi.
Carlo stava chiuso dentro una bara di 180 centimetri, chiara, di un colore che tendeva al miele, segnata da venature dritte e profonde. Era di legno d’abete rosso. C’ero anche io quando mamma andò a sceglierla, quel legno è uno dei più resistenti tra tutti i legni della galassia, a lei andava bene per questo.
Pochi giorni prima che morisse, Carlo non parlava quasi mai. Passava il tempo dentro la sua camera da letto, al buio, con le imposte chiuse, la porta chiusa, gli occhi chiusi. Un paio di volte ero andato a bussare, avevo provato ad aprire piano la porta ma appena il più piccolo fascio di luce squarciava la stanza, lui grugniva e mi chiedeva di chiudere. Non usciva neanche per mangiare, soltanto per andare al cesso. E la maggior parte delle volte ci andava per vomitare.
Una volta in bagno ci stavo io, quando lui arrivò mi vide seduto sulla tazza, aveva gli occhi pieni di lacrime, due macchie scure che si allungavano sulle guance e la canottiera chiazzata appiccicata alla pelle, come se fosse appena uscito dalla doccia e avesse dimenticato di spogliarsi. Mi vomitò sulle scarpe. Io non dissi niente, lui neanche. Se ne tornò in camera, tremando.
Il giorno del funerale di mio fratello c’erano poche persone. Quando muore qualcuno che non ha neanche trent’anni, i funerali sono pieni di gente giovane che si chiede perché adesso, perché così presto. Invece al funerale di Carlo a piangerlo non c’era neanche uno dei suoi amici.
Era rimasto da solo, aveva allontanato tutti quando la sua vita gli era sfuggita di mano. Le ultime settimane usciva di casa solo per andare con mamma agli incontri, il martedì e il venerdì. Dopo il primo mese avrebbe ricevuto la prima spilletta premio, per aver intrapreso bene il suo percorso. Avrebbe dovuto aiutarlo a guarire. E mamma era fiduciosa.
E invece non stava guarendo, non dormiva più, la notte lo sentivo lamentarsi e scalciare, ma non avevo il coraggio di andare da lui per aiutarlo. Era talmente triste, che aveva reso triste anche me. Senza rimedio. E io la speranza non ce l’ho mai avuta veramente.
L’ultima sera l’avevo visto schizzare fuori dalla sua camera e uscire di casa, senza mettere neanche una giacca addosso. Non ero riuscito a chiedergli niente, a fermarlo, ma avrei dovuto. Avrei dovuto perché il cestino coi soldi che mamma tiene in cucina era vuoto e avevo capito dov’è che stava andando così veloce. Mi veniva da piangere e da vomitare, ero da solo e riuscivo solo a ripetermi che ero un coglione.
Quella fu l’ultima volta che lo vidi.
Il giorno del funerale di mio fratello mamma teneva un nastro rosso attaccato alla giacca e anche uno legato tra i capelli. Pure gli altri ce l’avevano e prima di uscire ne aveva dato uno anche a me, ma l’avevo messo nella tasca dei pantaloni, nascosto.
Non volevo salutare Carlo ricordandogli gli errori che aveva fatto.



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antico
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#2 » lunedì 19 marzo 2018, 23:21

Carolina! Che piacere ritrovarti! Caratteri e tempo ok, divertiti in questa Guerri Edition!

Carolina P.
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 1:33

Grazie!!! Sono sempre contenta di tornare a scrivere con voi :)

alexandra.fischer
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 20:14

ABETE ROSSO di Carolina Pelosi Il nastro rosso compare fra i capelli della madre di Carlo e anche appuntato alla giacca, come anche gli altri partecipanti al funerale dello sfortunato giovane, sconfitto da una dipendenza troppo forte. La storia, narrata dal punto di vista del fratello, è molto parlata nel linguaggio. Non si tratta di imperfezioni tecniche dello scrittore (in questo caso della scrittrice), ma di un’efficace costruzione del modo di parlare di un ragazzo come tanti, distrutto dalla tragedia familiare eppure deciso a tenere chiusa dentro la sua sofferenza (vedi nastro rosso nascosto in tasca).

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angelo.frascella
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#5 » martedì 20 marzo 2018, 23:12

Accidenti, Carolina, un racconto difficile da leggere per quanto è vero e doloroso. Molto belli anche i dettagli (come il vomito sulle scarpe del fratellino e il suo andar via come niente fosse e l'aver allontanato tutti gli amici).
Mi ha davvero commosso e il finale è perfetto, toccante e significativo. Ho apprezzato anche la ricerca stilistica per rendere la voce di un bambino. Difficile aggiungere altro

Carolina P.
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#6 » giovedì 22 marzo 2018, 16:30

Ciao Angelo e ciao Alexandra!
vi ringrazio molto per i vostri commenti, mi riempiono il cuore soprattutto in questo periodo che ho preso un po' le distanze dalla scrittura per paura, sfiducia, insicurezza. Ma mi manca e sono felice di leggere che da qualche parte le mie parole arrivano ancora. Grazie!!!

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DandElion
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#7 » giovedì 22 marzo 2018, 23:16

Veramente un gran bel racconto. Vero, sentito, esatto e molto crudo.
Il lessico spezzato contribuisce a dare forma all'atmosfera del dolore sordo di chi sa che avrebbe potuto fare un tentativo e non l'ha fatto. Mi piace molto la descrizione dei luoghi e della successione degli eventi, fino all'epilogo ovvio, ma non banale.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Il Calmo
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#8 » sabato 24 marzo 2018, 18:47

non è un racconto che dovevo votare ma l'ho letto lo stesso e devo dire che per ora è tra i miei preferiti di quelli che sto leggendo random. brava. mi è piaciuto perchè è semplice e immediato e di una tristezza palpabile senza però sfociare nel patetico o nello scontato. bel racconto

Daniel Travis
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#9 » domenica 25 marzo 2018, 9:46

Tematico, pulito, diretto.
Lo stile è il fiore all'occhiello del pezzo, invidiabile. In così pochi caratteri la struttura drammatica non offre le "scorciatoie" di altri generi, e renderla efficace è una sfida doppia.
Superata.
Mi scuso se ho poco da dire rispetto ad altri racconti, ma fatti i complimenti, andare a fare le pulci a difetti specifici è molto complicato, perché è complicato trovarne di rilevanti.
Complimenti, e a presto.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Canadria
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#10 » domenica 25 marzo 2018, 16:36

Ciao e complimenti!
Ho poco da aggiungere rispetto a quanto hanno già detto gli altri. E’ un racconto duro e crudo, la scrittura è descrittiva e prende voce da un personaggio inerme, che resta fermo ai bordi della scena non perché non voglia agire ma perché non sa che cosa fare. La scrittura descrive il personaggio, il personaggio interpreta in se stesso la scrittura. Funziona molto bene! Drammatica la scena del funerale con poche persone presenti e il paragone con altre morti giovani.
Molto bello il finale. Brava!

Rick
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#11 » martedì 27 marzo 2018, 10:20

Non conoscevo il significato del nastro rosso in quel senso, grazie! Una scrittura coinvolgente, lenta, sofferta come il contenuto. Come il fratello vivo che non riesce a piangere e ha pietà per il fratello morto, sei riuscita a infondere una misericordia per la condizione del defunto che va oltre le azioni e le scelte che si compiono in vita. Quel silenzio quando il vomito gli bagna le scarpe è un po’ il silenzio che permea tutto il racconto, nonostante le deliziose parole. Brava!

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Gimmi
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#12 » martedì 27 marzo 2018, 10:29

Ciao Carolina :)

Racconto interessante e scritto bene. Magari giusto lutilizzo di alcune parole potrebbe essere più forte o precise.

L'ho letto con piacere, però - come altri - mi lascia quell'insoddisfazione finale dato da un non effettivo scopo. Se non ho capito male è vinto dalle droghe. Ma raccontare una cosa al passato per una morte così (passami il termine), scontata non è forte abbastanza.
Immaginati di farlo al presente!
Con i giorni che passano, lui che non esce, che urla alla vista della luce, che vomita sulle scarpe, l'angoscia del fratello che non può o vuole far niente e alla fine è lì che lo chiama. Ma non risponde.
Certo il nastro rosso non c'entrerebbe ma io sono per lo "'sticazzi il tema se il racconto è fiero" xD

Finito.
Ciao ^^

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SalvatoreStefanelli
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#13 » martedì 27 marzo 2018, 14:53

Il nastro rosso dell'attinenza al tema lo vedo appena centrato, ma il racconto è molto molto bello. Brava.

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diego.martelli
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Re: Abete rosso, di Carolina Pelosi

Messaggio#14 » mercoledì 28 marzo 2018, 6:15

Abete rosso, di Carolina Pelosi, ore 23.11, 3097 caratteri

Triste storia sulla dipendenza da droghe, o così l'ho intesa; Sebbene pienamente giustificati dall'io narrante, sono rimasto spiazzato dal ritmo, dalla punteggiatura e dal registro, tanto da rendendomi ostica la comprensione della prima lettura; a riletture successive, compreso meglio l'intento, ho maggiormente apprezzato il quadro della vicenda e il punto di vista dell'io narrante.

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