Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Appuntamento nell'Arena fissato per lunedì 21 gennaio dalle 21.00 all'una con il tema di Elisa Emiliani!
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antico
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Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 22 gennaio 2019, 1:50

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BENVENUTI ALLA EMILIANI EDITION, LA NONA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 124° ALL TIME!

Questo è il gruppo GODZILLA della EMILIANI EDITION con ELISA EMILIANI nella veste di Guest Star.

Gli autori del gruppo GODZILLA dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo TSUNAMI.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo SMOG.


Questo è un gruppo da SEI racconti e saranno i primi DUE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da ELISA EMILIANI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso. In questa edizione, inoltre, il migliore terzo classificato tra i tre gruppi, a mia preferenza, otterrà la pubblicazione diretta sul sito e la settima posizione finale nell'Edizione.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo GODZILLA:

Tornando a casa, di Stefano Pastor, ore 23.05, 3314 caratteri
Incubi sepolti, di Andrea Partiti, ore 00.04, 3333 caratteri
La fontana, di Alexandra Fischer, ore 21.26, 1777 caratteri
SANCTA AUREA PLUVIA, MUNDATRIX PECCATORUM, di Eugene Fitzherbert, ore 00.58, 3307 caratteri
Ombre nere, di Gualtiero Bianchi, ore 00.58, 2740 caratteri
L’isola, di Gabriele Cavallini, ore 23.35, 3306 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 31 GENNAIO per commentare i racconti del gruppo TSUNAMI. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 01 FEBBRAIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i SEI racconti del TSUNAMI e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete DICIASSETTE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo TSUNAMI.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA EMILIANI EDITION A TUTTI!



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raffaele.palumbo
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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 24 gennaio 2019, 19:34

1. Tornando a casa, di Stefano Pastor
2. Incubi sepolti, di Andrea Partiti
3. Sancta Aurea Pluvia, Mundatrix Peccatorum, di Eugene Fitzherbert
4. L’isola, di Gabriele Cavallini
5. La fontana, di Alexandra Fischer
6. Ombre nere, di Gualtiero Bianchi


Tornando a casa

Sì, Stefano, un buon lavoro, che si distacca nettamente dagli altri. Un po’ replicanti, un po’ badanti, questi figli sostitutivi sono una bella idea. E, come i replicanti, hanno ahimè una vita corta. La scrittura è discreta, anche se toglierei un po’ di aggettivi e di “chiesi confuso” o “mormorai”. I dialoghi sono credibili, il titolo è migliorabile. Forse devia leggermente dal tema: la cosa terribile non accade oggi, ma sta accadendo e accadrà – però questi son sofismi.


Incubi sepolti

Sì e no, Andrea. Di Stephen King ce n’è uno e basta, di Lovecraft pure. L’idea non mi pare fantastica, giusto un po’ scolastica. La scrittura è fluida, senza fuochi artificiali ma senza cadute. C’è fin troppa gente in 3333 battute, e alla fine l’unico che rimane in testa è il prete. Io l’avrei scritta in prima persona, facendo capire meglio cos’è questo richiamo verso la carne nelle tombe. Comunque un lavoro più che degno.


Sancta Aurea Pluviam, Mondatrix Peccatorum

Eugene, non mi piace forzare in questo modo i generi, frullare Tarantino con il latinorum, i tossici di provincia con i demoni. Si capisce poco della meccanica degli avvenimenti, e forse ci sarebbero voluti molti più caratteri per dare peso a una storia che è comunque salvabile e soprattutto sviluppabile. Alcune cose carine come “Ennio o Elio”.


L’isola

Il tuo racconto mi ricorda un vecchio episodio di Ai confini della realtà, Gabriele, quello del tipo fissato con i libri. L’idea non è particolarmente originale, la scrittura è barcollante, e ci sono diversi errori di ortografia. Non si capisce perché un’isola, che dà addirittura il titolo al racconto: una città, un paese non sarebbero andati bene? Nel complesso un lavoro che non lascia traccia, né in positivo né in negativo.


La fontana

Alexandra, direi di no. La storia mi pare un po’ gratuita, un po’ trovata a forza. E troppo breve il racconto per avere un minimo di respiro, troppo poco spiegati dei passaggi. Inoltre cose che c’entrano poco: ben 3 righe riservate ai palazzi barocchi servono davvero? La scrittura ha momenti deboli: “La curiosità mi diede la sfrontatezza necessaria per scendere in strada” mi pare davvero eccessivo, per dirne una.


Ombre nere

Molto imbarazzo a giudicare un lavoro di questo genere. Perché sappiamo che non si deve essere influenzati dal contenuto politico, dal contesto storico; ma dalla scrittura, dall’idea, dall’intreccio, ecc. Eppure non riesco a non condannare all’inferno chi intinge la sua penna nel razzismo più bieco, anzi lo considero necessario. Ultimo posto, proprio perché non c’è niente dopo.

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Wladimiro Borchi
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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » venerdì 25 gennaio 2019, 9:25

TORNANDO A CASA
Ciao Stefano,
racconto molto interessante, che ti prende e trascina dall'inizio alla fine.
L'idea delle copie che si sostituiscono ai figli "scomparsi" è geniale e molto romantica.
Da un punto di vista tecnico non ho davvero nulla da eccepire, se non per una fastidiosa assonanza: «Era uno sconosciuto, però mi conosceva». Immagino che sia voluta, ma mi ha provocato una punta di fastidio e te la segnalo. All'inizio ci sono tre "sparendo" in tre righe. Non deve essere facile, visto il tema, ma forse potresti provare a farne fuori qualcuno.
La chiusa non è male. Ma il fatto che il protagonista decida di partire è scontato. Potevi osare di più, forse...
Nel complesso un buon racconto: avvincente, ben scritto e su un'ottima tematica.
A rileggerci presto.
Wladimiro

INCUBI SEPOLTI
Racconto divertente e delirante.
Lo stile snello e veloce è stato in grado di strapparmi più di un sorriso e una sonora risata sulla frase del sacerdote: “Io rispondo dei morti della chiesa, quelli selvatici sono cosa sua”.
Sono molto lento a comprendere i significati nascosti e, probabilmente, il tuo scritto intende comunicare qualcosa su "veglia", "sonno" e "morte", che a una prima lettura mi sta sfuggendo. Ma mi è rimasto tra le labbra il sapore della curiosità irrisolta e un'insolita cupezza, dopo una lettura che era iniziata leggera e sopra le righe.
Immagino che tu abbia raggiunto uno scopo grandioso: divertire, appassionare e lasciare spiazzato il lettore.
Giudizio, nella mia pochezza, molto positivo.
Grazie mille del tuo racconto.
Wladimiro

LA FONTANA
Ciao Alexandra,
Auguri per il matrimonio e, preparati, non sarà tutto latte e miele... Ma alla fine si sopravvive a tutto!
Vengo rapido al racconto.
Non mi è dispiaciuto. L'idea del "guardiano" della fontana che la difende non è male, condivido però con Megagenius la sensazione di incompiutezza.
I refusi e le ripetizioni ti sono già stati evidenziati, denotano, unitamente alla chiusa davvero troppo repentina una frettolosità nello scrivere e rileggere che, almeno a mio parere, ha penalizzato una bella idea.
A rileggerci presto.
Wladimiro

SANCTA AUREA PLUVIAM, MONDATRIX PECCATORUM
Ottimo!
E' evidentemente la "delirio edition"!
Sono morto e risorto un paio di volte durante la lettura.
Il racconto è PULP, osceno, folle, inaudito, volgare e bellissimo!
Quello che più mi è piaciuto è lo stile veloce, snello e frizzante.
Le battute all'interno, nonostante il ritmo concitato, spezzano in modo gradevole e sanno divertire.
Proprio in virtù del ritmo serrato e delle descrizioni che prediligono lo splatter al pathos, si riesce a non entrare in empatia con la piccola vittima (che deve pisciare nel buco), per cui anche quando il poveretto diventa un "gavettone di carne, sangue e piscio", a noi lettori non importa un beneamato cazzo, perché volgiamo solo sapere se funzionerà.
In poche battute sei riuscito a farmi entrare in una situazione estrema e farmela vivere con la distanza dei protagonisti strafatti.
Penso che sia la cosa Tua più riuscita che ho letto.
"In quella, Spike urlò" penso sia un refuso.
Per il resto complimenti!
Davvero!
Wladimiro

OMBRE NERE
Anche io, come Ettore, sono molto sensibile sulla questione.
Ma voglio intendere la storia nel modo più consono alla mia sensibilità.
Da una parte c'è un Matteo Perdini (quindi stiamo parodiando Salvini è evidente!).
Il fatto che il buon Perdini voglia diffondere il proprio convincimento su quei mostri che altri chiamano "migranti", resta in linea con la parodia di chi vuol veder mostri dove non ci sono. Per cui ancora una volta questo elemento virerebbe verso una parodia del "Capitano" e delle sue insulse convinzioni pseudopolitiche e razziste.
La cosa che mi ributta fuori strada sono i "piedi marcescenti", allora sono mostri davvero?
Tenterò di non farmi fuorviare da preconcetti politico-sociali e quindi non decido aprioristicamente che il racconto non mi piace perché, forse, può essere letto come una ballata razzista. Le mie valutazioni saranno esclusivamente tecniche.
Il primo limite è proprio quello sopra evidenziato: non è chiaro se si sta parodiando il ministro dell'interno o se gli si sta tendendo una mano. Sul punto, forse, è mancato il coraggio o in una direzione o nell'altra.
Il secondo limite è ravvisabile prevalentemente nella prima parte: troppo racconto e poche immagini. L'unica parte avvincente e suggestiva è nelle ultime mille battute.
Avresti dovuto mostrare e non raccontare. Mi spiego meglio, tra tutte le informazioni che ci hai dato nella prima parte del racconto avresti dovuto scegliere quelle effettivamente rilevanti e ricostruirle come "cose" che apparivano agli occhi di chi legge in immagini evocative.
Non so se parlo "potabile" è il famoso e mai troppo ripetuto: "Show don't tell!".
Non mi pare ci siano evidenti refusi.
Per me è un lavoro che può crescere in una direzione o nell'altra, ma c'è ancora un po' da sistemare qua e là.
A rileggerci presto
Wladimiro

L'ISOLA
Ciao Gabriele,
storia lineare, scritta con immagini gradevoli e suggestive.
Tecnicamente non ho sulla da eccepire.
La storia è interessante e si lascia leggere, ma ti lascia una sgradevole sensazione di "irrisolto".
Da lettore avrei voluto almeno una spiegazione del perché tutti scompaiono a parte il protagonista, ad esempio.
La reazione del predetto alla improvvisa solitudine non mi ha convinto.
Non ha le reazioni presumibili: la ricerca del proprio amico, domande nella testa su quello che sia avvenuto, l'ansia di sapere se i suoi cari, a casa, l'abbiano scampata come lui...
Si limita a prenderne atto e va a disperarsi nel suo letto.
Sembra quasi che Davide sappia già tutto, ma non ce lo comunica.
Insomma, racconto carino, ma penalizzato da un senso di irrisolto.
A rileggerci presto.
Wladimiro

VENENDO ALLA CLASSIFICA
Ahimè c'è un racconto che mi ha catturato davvero più di tutti e, purtroppo, è proprio quello del mio rivale a vita Eugene... Mi turo il naso e procedo...
1 - SANCTA AUREA PLUVIAM, MONDATRIX PECCATORUM
2 - INCUBI SEPOLTI
3 - TORNANDO A CASA
4 - LA FONTANA
5 - L'ISOLA
6 - OMBRE NERE
IMBUTO!!!

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megagenius
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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 25 gennaio 2019, 23:24

Bravi gli autori: hanno arricchito il girone di vari stili e idee tutte interessanti. Però i primi tre posti sono stati, per me, incontestabili ma difficilissimi da definire. Alla fine ho dovuto decidere.
Ecco la classifica.

1. SANCTA AUREA PLUVIA, MUNDATRIX PECCATORUM di Eugene Fitzherbert
2. Incubi sepolti di Andrea Partiti
3. Tornando a casa di Stefano Pastor
4. La fontana di Alexandra Fischer
5. L'isola di Gabriele Cavallini
6. Ombre nere di Gualtiero Bianchi


Commenti -----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Tornando a casa di Stefano Pastor

Ormai le mie critiche sui tuoi racconti riguardano esclusivamente problematiche relative alla trama o alla storia. Sul comparto tecnico nulla da eccepire, rischio di ripetere sempre le stesse cose. Lo stile è limpido, ben ritmato, pulito, sorvegliato, preciso. Stop.
L'idea di fondo è molto molto interessante e, a tratti, originale: in una cittadina che si spopola perché i giovani sono costretti ad andarsene per cercare fortuna o per studiare altrove, i genitori restano soli e vivono il disagio della separazione dai figli. Accade un prodigio che determina una sostituzione dei figli originali con delle copie che hanno la funzione di portare un po' di consolazione, fors'anche colmare il vuoto affettivo. Mi è piaciuta molto questa sfaccettatura, l'ho vissuta in prima persona con mia madre quando mi trasferii a Padova per studio e poi quando mi sposai. Ma evidentemente, sembri dire, per quanto la vita si possa sbattere per lenire la sofferenza, la malinconia, il dolore, la lontananza, nulla potrà eguagliare l'affetto di una persona cara che è vicina quotidianamente. In questo nucleo essenziale, il racconto è vincente.
Per fare le pulci alla trama, pur riconoscendo che, come al solito i caratteri sono sempre pochi, mi sarebbe piaciuto anche un accenno fugace al meccanismo della sostituzione e del perché del prodigio. Così com'è, il racconto mi è parso sospeso tra troppi sottintesi, lasciando al lettore il dover immaginare e ricavarsi a fatica tutto il resto della storia. Ma forse sono troppo pignolo.
Per me valutazione più che positiva!!!

Incubi sepolti di Andrea Partiti

Il racconto mi è piaciuto. Ho apprezzato la mano ispirata con la quale l'hai scritto. Grande ritmo con una flusso narrativo che avrebbe dovuto debordare a causa dei tanti personaggi tirati in ballo, eppure l'impalcatura ha retto benissimo. Ho seguito la trama con crescente curiosità e ansia nel sapere di più del fenomeno delle apparizioni e sparizioni e con il legame tra i "paesani" e le bare. Le interpretazioni sul finale potrebbero essere le più diverse, potrebbero vertere sul lato oscuro che ognuno di noi ha dentro e che prima o poi emerge per reclamare ciò che è suo, oppure è semplicemente una grande metafora della vita che, storto o dritto, ha come finale un'unica soluzione, ossia la morte.
Non mi è dispiaciuta questa chiusura criptica anche se può essere, paradossalmente, il punto debole di tutto il racconto. Un paio di frasi in più avrebbero chiarito il passaggio finale rendendo la storia clamorosamente efficace. Peccato.
Il mio giudizio (che non verte sullo stile e sulla pulizia del testo, su cui ho quasi nulla da dire), è nettamente positivo!

La fontana di Alexandra Fischer

Dunque: ho avuto la sensazione che il racconto sia stato scritto frettolosamente, giusto per poter postare e proporre un testo aderente al tema. Intendiamoci, pur con la sua amara brevità, la storia tutto sommato sta in piedi ed è alquanto suggestiva: ho avuto la sensazione di trovarmi a vivere il disorientamento di un avvenimento "spaventoso" per il piccolo borgo (un paesello?) e me lo sono immaginato collocato in un passato più o meno lontano. In questo, sei stata brava a dipingere con poche pennellate lo scenario.
Un po' meno mi è piaciuto l'impianto generale della trama. Interessante la scansione degli eventi e ben costruita, almeno fino alle battute finali quando, inspiegabilmente, il meccanismo s'inceppa. Mi spiego: c'è questo pozzo che contiene in sé una qualche carica maligna e c'è questo accanimento nel rimuoverlo. Poi entra in scena la vecchia megera (?!?!?!?!) che parla di "qualcosa" che ha liberato e che è fuggita. Qui purtroppo tutto si tronca bruscamente e lascia davvero con l'amaro in bocca e con mille domande che inficiano l'effetto complessivo del racconto. Per esempio: cosa c'era nel pozzo? E' un mostro? Una belva imprigionata da secoli? E la vicina cos'è? Una strega? Una concubina del demonio? O cos'altro? Troppi sottintesi delegati al lettore. Ci sono rimasto un po' così.
Se non hai potuto proseguire per ragioni di tempo, allora amen, il discorso si conclude qua. Altrimenti, non sarebbe stata male una manciata di righe in più per completare (e arricchire) lo scenario.
Immagino sempre per la fretta, tu abbia effettuato solo una o due riletture. Lo dico perché ci sono imprecisioni, ad esempio le iniziali tra i "caporali" scritte in minuscolo o la ripetizione di "fuori" nella frase: "Allora balzai fuori e guardai fuori dalla finestra."
Per il resto, ho trovato un paio di passaggi nel testo scritti davvero molto bene.
Valutazione complessiva: ni.

SANCTA AUREA PLUVIA, MUNDATRIX PECCATORUM di Eugene Fitzherbert

Me la sono goduta alla grande!!! Una storia da fuori di testa (come piacciono a me) in cui hai amalgamato di tutto, da Tarantino a Lansdale, passando per Laymon et similia. Battute fulminanti, sequenze pulp da "sangue e merda", piscio e interiora a fiumi e addirittura un infanticidio splatter livello "A serbian film"...
A me non ha dato fastidio il registro che hai voluto dare al tema, anzi! Sei riuscito a catapultare subito il lettore in una vicenda dinamica, folle, lisergica, accelerata.
Ho amato alcune invenzioni stilistiche e narrative: "Elio o Ennio", "Cervello liquefatto", "gavettone di carne", e poi il finale, davvero paradossale!
Se proprio devo rimproverarti qualcosa è l'eccessiva velocità della trama che ha reso alcuni passaggi confusi e fastidiosi, sicuramente da revisionare.
Per il resto, ottimo racconto, da considerare per il podio.

Ombre nere di Gualtiero Bianchi

Lungi da me entrare nel merito di un ipotetico discorso "parodia" o valutazione politica, inizio dicendo che questo racconto mi ha lasciato molto interdetto. Mi esprimo soprattutto sull'aspetto tecnico. Qui, in buona sostanza, c'è un vero problema di fondo che è la mancanza di una struttura narrativa uniforme. La trama comincia con una lunga spiegazione, a partire da un incipit pesante, noioso e castrante per il prosieguo della lettura. Arrivato a metà mi dilettavo nel misurare il mio livello di noia. E questo non va bene. Manca un vero protagonista, un personaggio a cui il lettore si lega subito, immedesimandosi. Tale personaggio arriva solo nella seconda metà del racconto, e questo disorienta alquanto. E' come se il racconto cominciasse in quel punto!
Non è che ci siano veri rilievi da fare sullo stile e sulla pulizia del testo. In verità il testo è, come posso dire?, un po' "ingessato" con periodi lunghi e pesanti (soprattutto all'inizio) che, per fortuna, si alleggeriscono verso il finale. Ho avuto come l'impressione che sei partito contratto, con qualche timore di non sapere dove andare a parare, poi hai trovato la via giusta per concludere la trama e ti sei rilassato.
Il tema dell'edizione sembra centrato, ma lo è attraverso una trama non proprio chiara nei suoi contorni, soprattutto nelle conclusioni. E qualcuno prima di me ha espresso delle legittime perplessità, soprattutto su un argomento molto spinoso e attualissimo qual è quello dei migranti... Mi auguro che non si tratti di ciò che qualcuno ha adombrato...
Nel complesso una prova insufficiente, migliorabile, anche perché qua e là nel testo si intravede qualche elemento salvabile, ad esempio la presenza di "mostri" che generano paura e diffidenza, e il modo con cui i cittadini affrontano questa minaccia.

L’isola di Gabriele Cavallini

Sicuramente apprezzabile il tentativo di costruire l'"istantanea" di una situazione devastante, sotto tutti i punti di vista, quasi una catastrofe di cui non si sa nulla ma che ti si abbatte addosso senza vere motivazioni. A volte la vita è così: capitano disgrazie e non sai perché.
Ho seguito il flusso della trama con curiosità per capire dove volessi andare a parare e quando ho capito che si parlava di un vecchio tema fantastico come "l'ultimo uomo sulla terra", mi sono detto: "Bene, adesso l'autore mi regalerà un piccolo brivido di stupore, magari con un'ultima frase rivelatrice a effetto su ciò che è accaduto...", ma, ahimé, così non è stato. Peccato. Poi ho letto le tue precisazioni ai commenti di altri utenti e mi è dispiaciuto non aver potuto ottenere maggiori elementi per avere un quadro completo della storia.
Purtroppo mi permetto anche di dire che lo svolgimento è un po' noioso, soprattutto nella parte centrale; avresti potuto sfoltire alcuni periodi lunghi e pesanti per fare posto a una maggiore introspezione, magari rivelandoci per via diretta i pensieri di Davide, o qualche altra info relativa alla trama.
Da un punto di vista tecnico, non molto da rilevare se non qualche imprecisione del tipo: "E?!". (Il punto non va bene), oppure "A fumare vieni?" chiese, biascicando (invece di "disse"); o ancora l'eliminazione delle "d" eufoniche che tu usi in quantità.
Valutazione finale: così così.

Alla prossima!

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lordmax
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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » sabato 26 gennaio 2019, 1:46

Dopo molti mesi di assenza riesco a partecipare al contest e mi trovo davanti un tema per nulla banale. Mi è piaciuto molto vedere come ognuno di noi ha colto e interpretato il tema in modo così diverso e lontano.
Tutti i racconti hanno colto il tema e lo hanno interpreto a mio parere in modo corretto.

Passo quindi subito alla parte difficile del contest, decidere chi andrà sul podio e chi no.

Classifica
1 - Incubi sepolti, di Andrea Partiti
2 - Tornando a casa, di Stefano Pastor
3 - La fontana, di Alexandra Fischer
4 - SANCTA AUREA PLUVIA, MUNDATRIX PECCATORUM, di Eugene Fitzherbert
5 - Ombre nere, di Gualtiero Bianchi
6 - L’isola, di Gabriele Cavallini


Incubi sepolti, di Andrea Partiti
Quasi un horror lovecraftiano, bellissima idea, all'inizio mi sono aspettato i soliti vampiri invece hai saputo giocare con gli stereotipi ottimamente.
Lo stile rapido e immediato con i riferimenti a nomi e professioni tipici della provincia funziona molto bene, fin da subito rende quella sensazione di familiarità fondamentale per agganciare il lettore.
Ottima prova e bellissima idea


Tornando a casa, di Stefano Pastor
Idea interessante, spiazzante anche. Il racconto parte da una sorta di mistero che accusa il protagonista e si trasforma in un racconto sulla malinconia.
Peccato per il poco spazio perché trovo improbabile che qualcuno possa accettare una situazione del genere solo parlando al telefono e in così poco tempo.
Dal punto di vista tecnico c'è poco da dire, stile asciutto e diretto, dialoghi ben strutturati, ritmo corretto che tiene l'attenzione.


La fontana, di Alexandra Fischer
Idea meravigliosa, mi chiedo quanti sia in grado di cogliere il riferimento alla gargolla come sentinella per impedire il passaggio del male.
Un racconto veramente brevissimo che aggancia subito la curiosità del lettore. La scelta del tempo verbale è un vero azzardo, buona su un pezzo breve, più lungo sarebbe stato pesante.
ho colto, credo, un buon tentativo di creare un crescendo di azione anche se ci sono un paio di tentennamenti... ben facili da risolvere in fase di editing.
L'ultimo paragrafo mi ha lasciato perplesso, non ho capito se volevi dare un indizio per le mosse future o se volevi dare degli elementi di comprensione in più.
Nel complesso un bel pezzo.


SANCTA AUREA PLUVIA, MUNDATRIX PECCATORUM, di Eugene Fitzherbert
Molto PULP come storia. Ottima l'idea della pioggia santa, veramente ottima.
Il racconto è molto veloce, tiene il ritmo e rende bene. Alcuni passaggi però sono eccessivamente veloci, si perdono dei pezzi. Ho dovuto fermarmi per capire quando è comparso il prete... che sembra nella stessa scena di quando staccano la targa mentre avviene molto dopo, quando è ricomparso Spyke che di primo acchito sembra un refuso.
Nel complesso un bel pezzo delirante e grottesco che mescola un sacco di generi. Mi piacerebbe leggere la versione 'integrale'


Ombre nere, di Gualtiero Bianchi
Un grande applauso al coraggio. Affronti un tema molto molto difficile e spero con la consapevolezza che qualcuno potrebbe valutare quallo piuttosto del racconto.
Da questo punto di vista ritengo anche il tema perfettamente centrato.
Mi è piaciuto il crescendo di tensione reso anche con le frasi che diventano più sciolte e alcune scelte tipo "garzeno libera" che ammorbidiscono la lettura.
E proprio sul punto della lettura ti faccio qualche appunto.
Hai scelto un punto di vista molto preciso ma ho avuto l'impressio che alla partenza tu fossi piuttosto indeciso su come impostare il racconto. Non è proprio un infodump ma quasi quello che ci imponi nella prima parte del racconto. Sarebbe stato molto più interessante leggere il punto di vista del protagonista attraverso il meccanismo delle show don't tell quindi magari con pensieri personali e aneddoti del passato o qualcosa del genere.
In sostanza, un applauso al coraggio, meno alla struttura e realizzazione del racconto.
Mi piacerebbe rileggerlo dopo una tua revisione in ottica show don't tell.


L’isola, di Gabriele Cavallini
Idea interessante che si riallaccia a molti vecchi film e telefilm del passato, l'improvvisa scoparsa di tutti quanti senza alcun motivo.
Non mi convince molto la reazione del protagonista che ubriaco si limita ad andare a casa. In genere un ubriaco ha percezioni e reazioni molto più estreme di una persona razionale, ma è una tua scelta è ne prendo atto.
Meno convincente ancora è la reazione del protagonista il giorno dopo. Perché si limita a stare a guardare? Perché non cerca di contattare qualcuno? Di cercare un indizio, una risposta? Forse lo spazio tiranno ti ha limitato troppo, sarebbe interessante vedere come potrebbe svilupparsi senza limiti di spazio.
Dal punto di vista del tema direi che è centrato in pieno.
Dal punto di vista più tecnico trovo la prima metà molto lenta e eccessivamente carica di dettagli che non hanno alcuna utilità o scopo nel racconto. Due volte il protagonista esce dal locale. lavandini, scale, corrimano, tutti dettagli che appesantiscono il racconto senza portare un contributo narrativo utile, i lettori sanno perfettamente come è fatto un bagno e come è fatta una discoteca, se la descrivi minuziosamente mi aspetto che tutti questi dettagli siano fondamentali nel racconto.
Il suggerimento che mi sento di darti è di eliminare la maggior parte di questi dettagli, alleggerire molto la narrazione e presentarci le reazioni del protagonista alla situazione, magari il giorno dopo

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Il Calmo
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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 28 gennaio 2019, 0:24

CLASSIFICA:

1 - SANCTA AUREA PLUVIA MONDATRIX PECCATORUM
2 – INCUBI SEPOLTI
3 – TORNANDO A CASA
4 – L’ISOLA
5 – OMBRE NERE
6 - LA FONTANA


Di seguito i commenti sparsi:



L’ISOLA

Tema certamente centrato e scrittura pulita e chiara, pregio notevole nei racconti breve. Interessante anche l’idea e l’ambientazione che è ben resa.
Il problema secondo me è che il tutto risulta troppo raccontato e alla fine è tutto molto piatto, quasi asettico.
Anche il finale (volutamente surreale), secondo me non ha un sufficiente impatto e la storia rimane sospesa, quasi incompiuta.
Manca quella sensazione di sorpresa che uno si sarebbe aspettato a seguito di un evento così singolare e devastante.
Anche il titolo non l’ho molto capito. L’isola, l’essere isolati, nessun uomo è un’isola..non so..non ce l’ho ritrovato leggendolo.

OMBRE NERE

Il racconto mi convince poco.
Apprezzo il tema trattato e sicuramente il contest è centrato però la realizzazione mi lascia dubbioso.
Ci sono troppe spiegazioni nella parte iniziale e manca sicuramente una empatia con un protagonista di cui sappiamo poco o nulla.
È tutto molto raccontato e di fatto succede poco e quel poco accade troppo velocemente per poterlo gustare secondo me.
Ripeto, il tema è coraggioso e interessante il punto di vista descritto, i piedi marcescenti danno l’idea del disgusto ed è ben reso, però si poteva fare qualcosa di diverso secondo me, dargli più ritmo e portare il lettore subito nel cuore della scena.


SANCTA AUREA PLUVIA MONDATRIX PECCATORUM

Concordo con molti commenti precedenti.
All’inizio non ero entrato nel mood della situazione, anzi ero un po’ infastidito dai rimandi a trainspotting, poi ho cambiato idea e mi sono stra - goduto il racconto pulp e surreale.
Tema centrato, stile fluido e semplice, insomma un lavoro pienamente riuscito. Molto bene.

LA FONTANA

Mi dispiace perché ho letto altre cose tue che mi sono piaciute molto di più ma questa proprio non l’ho capita.
Ho dovuto rileggerla anche più volte ma non ho trovato appigli.
Non è chiaro quello che succede e il soprannaturale è talmente criptico da rimanere incomprensibile.
Il tema non riesco a trovarlo in questo modo.
Concordo con chi ha detto che potevi sviluppare di più.
Anche lo stile è risultato molto raccontato, forse troppo.
Ad maiora!!


INCUBI SEPOLTI

Stile pulito e fluido, cosa apprezzabilissima.
Poco raccontato e molta azione, altra nota di merito.
La coralità del racconto a me è piaciuta e l’atmosfera del paesino emerge. Forse nel finale si perde un pochino di ritmo, non so, è una mia impressione, ma mi è piaciuta di più la prima parte.
Ad ogni modo il tema è centrato e il lavoro funziona.


TORNANDO A CASA

Nessuna critica sullo stile e sul tema.
Dialoghi ben scritti e scorrevoli, degni di una penna abile ed esperta.
Notevole anche il colpo di scena del dialogo con sé stesso più giovane a metà del racconto che spiazza e mi ha fatto rileggere subito da capo per vedere se mi ero perso qualcosa.
Detto questo però stavolta il racconto non mi ha coinvolto particolarmente. Difficile anche dire perché, però la tematica di questi doppioni mi ha lasciato interdetto.
Non si capisce se è una proiezione della coscienza o se vuole essere una cosa “reale” ma il motivo di fondo dell’abbandono dei genitori l’ho trovato comunque un po’ debole secondo me.

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Re: Gruppo GODZILLA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 6 febbraio 2019, 18:21

Scusandomi per il ritardo, ecco a voi la mia classifica per il vostro gruppo.

1) Incubi sepolti, di Andrea Partiti
Racconto più che buono, ma con un problema nel finale che non mi ha permesso di apprezzarlo in pieno. Il fatto è che il passaggio che conduce alla decisione degli abitanti di Valbassa di entrare nelle bare mi sembra un pelo semplicistico, quasi forzato. Certo, come finale è estremamente forte e ti rimane in testa, ma non posso non storcere un po' la bocca sul come ci arrivi. Pollice tendente all'alto per me.
2) SANCTA AUREA PLUVIAM, MONDATRIX PECCATORUM
Ho faticato parecchio in tutta la parte iniziale, non riuscivo a entrare il sintonia e sono stato costretto a rileggere l'intro più volte. Poi il racconto salpa verso le sue corde di follia e nell'istante stesso che ti avvinghia non ti molla più fino al finale. Certo è che la meccanica alla sua base rimane esterna e si rischia di rimanere a leggere una sequenza action estremamente trash. Pollice tendente all'alto, per me, ma non in modo così brillante.
3) Tornando a casa, di Stefano Pastor
Idea molto interessante, da sviluppare senz'altro perché tematica di assoluta rilevanza. Detto questo, mi sembra che il dialogo si prolunghi troppo in tal modo divenendo poco incisivo. Certo, per come hai strutturato il racconto non vedo come potesse essere sviluppato diversamente, ma resta il fatto che in tal modo perde di mordente tendendo ad allontanare il lettore attraverso uno spiegone che, come sai, può sempre risultare fastidioso. Pollice ni tendente all'alto per me.
4) Ombre nere, di Gualtiero Bianchi
Un plauso alla decisione di raccontare questa tematica, ma una tiratina d'orecchie per quanto riguarda il tuo intento (poi dichiarato) di volere confondere le idee sulle tue idee. C'è satira e allora va esplicitata chiaramente, pena portare il lettore (com'è successo qui) a non sapere cosa pensare di ciò che sta leggendo. Detto questo, come hai sottolineato si trattava di un esercizio e allora non ho diritto di dirti quanto sopra. Come giudizio direi un pollice ni tendente verso l'alto.
5) L’isola, di Gabriele Cavallini
Sono un po' incerto, ma solo perché è la prima volta che ti leggo: tutte le tue scelte mi sembrano frutto di una strategia ben precisa, ma certi passaggi risultano eccessivamente lenti e raccontati. Sostanzialmente mi hai ben accompagnato in questa situazione surreale da apocalissi dell'assenza. Certo è che poi manca un certo rilancio, un dare un senso più allargato al racconto, una maggiore contestualizzazione (perché proprio un'isola? Non era sufficiente una città?). Ti attendo con curiosità alle prossime prove per poterti inquadrare meglio. Per me un pollice ni più sul positivo che sul negativo.
6) La fontana, di Alexandra Fischer
Un po' troppo frettoloso il tutto, Alexandra. Bella l'idea alla base, ma poi non capita molto se non che comprendiamo che una fontana assassina si stia facendo largo per le strade di una città, liberata da una vecchia che non si capisce da dove arrivi e perché l'abbia fatto. Per me un pollice ni, da rivedere.

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