Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

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antico
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Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 aprile 2016, 2:39

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Questo è il gruppo ARENA della ALL STARS EDITION con Augusto Chiarle, Aislinn, Marco Cardone, Luca Tarenzi e Lorenzo Marone nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo ARENA dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo XII.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo NERO.

I primi QUATTRO racconti di questo raggruppamento avranno diritto alla pubblicazione immediata sul sito ed entreranno tra i finalisti che verranno valutati direttamente dalle guest star. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale.

Per la composizione dei gruppi abbiamo deciso di continuare con il criterio sperimentato già da qualche edizione andando, a giro, a disporre per primi tutti gli autori partecipanti in base ai punti Rank di Era e poi completando i raggruppamenti con i restanti autori in base all'orario di consegna.

E ora vediamo i racconti ammessi a ARENA:

Pellegrino disperato, di Francesco Nucera, ore 00.24, 2959 caratteri
Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano, ore 00.31, 2996 caratteri
L’idolo, di Angelo Frascella, ore 00.12, 2983 caratteri
Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra, ore 00.35, 3000 caratteri
Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli, ore 23.40, 2983 caratteri
Il trono verde, di Riccardo Rossi, ore 22.44, 2997 caratteri 2985 caratteri
La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga, ore 00.16, 2993 caratteri
La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer, ore 21.47, 2662 caratteri
C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino, ore 00.35, 2972 caratteri
La missione di un medico, di Francesco Bellia, ore 01.28, 3500 caratteri MALUS 35 PUNTI

Avete tempo fino alle 23.59 di venerdì 29 aprile per commentare i racconti del gruppo XII. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che sarò fiscale e non accetterò classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradisco essere avvertito, sapete come trovarmi. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete UNDICI giorni per commentare e classificare i DIECI racconti del GRUPPO XII e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTINOVE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, UNDICI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti.
– 6 punti malus per chi commenta la metà dei racconti + 1
– 13 punti malus per chi non commenta i racconti o arriva a commentarne meno della metà + 1
Cominciate a utilizzare il contatore del forum per calcolare i caratteri. Selezionate l'area desiderata e fate calcolare.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel GRUPPO XII.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ALL STARS EDITION A TUTTI!













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Angela
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 19 aprile 2016, 22:52

Come al solito le prime posizioni sono chiare, belle idee, gestite con cura e mestiere. Ci sono diversi racconti validi anche tra quelli in fondo alla classifica, molti penalizzati per la carenza di caratteri. Sappiate che vi ho letti con piacere, come sempre.

1) Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
Racconto molto curato, scritto con uno stile raffinato ed elegante che ti è congeniale. Molto bello l'incipit e la caratterizzazione dei personaggi attraverso i dettagli. Ottima l'ambientazione e le descrizioni precise che colpiscono l'immaginazione (mille lingue di fuoco che inghiottivano case). Forse la parte che mi è piaciuta meno è quella che precede il finale, dal tunnell buio in poi, ma solo perché ti sono mancati i caratteri necessari per ampliarla. Bello il riferimento alla bambola e anche il titolo, secondo me uno dei migliori di questa tornata. Pollice alzato anche per il tuo racconto. Brava.

Giusto due appunti:

Sarà domani mattina; stasera...
(mattina e sera separati solo da un punto e virgola non funzionano benissimo)

mio pensiero/mia bambola
(troppi aggettivi possessivi).

2) Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
Ho letto il tuo racconto per primo, perché mi è sempre piaciuto il tuo stile e sapevo di trovarmi davanti a un bel racconto, uno di quelli che non restano in superficie, ma lasciano una traccia, un segno. Non è questo forse l'obiettivo di chi scrive?
L'incipit è perfetto, una riga e hai centrato il personaggio principale dandoci parecchie informazioni. La trama inizialmente è nebulosa, mi fa pensare ai profughi e al loro cammino tra stenti e pericoli al di là delle recinzioni che qualcuno ha costruito. Impossibile indovinare il finale, tra le tante ipotesi che avevo fatto, nessuna si è rivelata quella giusta. Ho molto apprezzato che tu abbia "steso un velo pietoso" sulla scena del sacrificio, perché sarebbe stato troppo penoso. Un'altra ottima prova di scrittura perfettamente in tema.
Pollice alzato. Bravo.

3) C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino
Il tuo è un tiro mancino a una romanista DOC! Hai costruito un bel racconto sfruttando il difficile addio dell'idolo della Roma (un Capitano, c'è solo un Capitano!) e lo hai fatto con destrezza senza scendere in facili pietismi e senza cercare consensi. Hai imbastito un testo coerente che raffigura Totti in un ipotetico futuro, piegato alla logica dei partiti, imbalsamato nel suo ruolo guida.
Molti belli i riferimenti specifici che restituiscono veridicità al personaggio (il famoso pollice in bocca, la curva Sud, i cori) e il finale che ho particolarmente apprezzato. Bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e uscire di scena con stile. Messaggio colto e accolto. Pollice in su anche per il tuo bel racconto, scritto senza pecche e denso di significati. Tema centrato.

4) L’idolo, di Angelo Frascella
Una bella idea e una trama originale per un racconto che ha centrato il tema. Forse l'unica parte che secondo me non funziona, è la reazione della ragazza quando capisce che il suo idolo potrebbe non essere morto. Secondo me non l'hai resa al meglio perché l'ho trovata troppo repentina. Anche se non finale chiarisci che quella è la fine che riservano ad alcuni personaggi per i loro scopi, al lettore questo messaggio arriva solo dopo.
Il messaggio è chiaro: la logica del potere e del profitto viene prima di tutto. Mi sembra una buona prova, supportata anche dalla realtà. Pollice tendente all'alto.

5) Il trono verde, di Riccardo Rossi
La prima parte del racconto, lo ammetto, non mi aveva coinvolta. Un testo ben scritto, ma avevo l'impressione che non mi avrebbe riservato sorprese e mi ero preparata a leggere un racconto se non prevedibile, senza risvolti particolari. Invece il finale è godibile, anzi, è sicuramente il pezzo forte e centra il tema al 100%. Mi sembra una buona prova che denota belle idee ben gestite.

6) La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
Bentrovata, Alexandra. Molto bello l'incipit, riesco quasi a immaginare le torri che emergono a stento dalla tempesta di sabbia. Un viaggio della fede alla ricerca del favore degli dei. Mi è piaciuta anche la raffigurazione delle statue che hanno elementi in comune con gli esseri umani. Ci sono solo due cose che a mio avviso andrebbero riviste: i periodi troppo brevi e il finale frettoloso. Come sempre c'è il problema della distruzione dei caratteri, sei stata minuziosa nelle descrizioni e poi hai dovuto accelerare. Il tema è centrato e il testo mi piace. La considero una buona prova. A rileggerti.

7) La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
Ciao Viviana, anche tu, come molti altri a MC, hai fatto grossi miglioramenti e il tuo stile mi sembra molto buono. Il testo è chiarissimo e il tema è centrato, però la scelta di usare il genere epistolare, secondo me ha appesantito la spiegazione. Sei stata molto dettagliata in ogni punto, il lettore però, diventa quasi un fruitore superfluo perché nella narrazione non ci sono contraccolpi, è tutto scorrevole e lineare. Bella la chiusura, un messaggio umanitario importante così come lo è lo scopo della missiva. Anche questo testo in fase di valutazione e classifiche dovrà essere rivisto, per il momento è un "ni" solo per il motivo di cui sopra.

8) Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
Racconto molto apprezzabile per una buona metà, con descrizioni ottime (in particolare la scena del salto) così come la caratterizzazione dei personaggi. Dall'aria condizionata in poi comincia a perdere colpi, la narrazione perde la verve iniziale e diventa quasi una telecronica. Anche se il tema è centrato, il racconto seppure scorrevole, non è incisivo. Neppure la frase finale tragi-comica aiuta al decollo. Uno stile molto buono che ha cercato di tirare fuori il meglio da un'idea significativa, senza riuscirci appieno.

9) Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
Un racconto strano, originale e strano. Non prendere il termine "strano" come un rimprovero, perché significa che hai molta fantasia e sei capace di sfornare cose non usuali. Ammetto che il meccanismo del secchio, che è il nocciolo del testo, mi ha confusa parecchio, ma ho apprezzato il clima surreale di cui il testo è permeato.
La prima parte è quella che mi è piaciuta di più e mi ha incuriosita, ma dalla ruota dentata in poi, l'interesse è diminuito. Forse ho sbagliato come lettrice a cercare un senso o mi sono persa dietro a qualche ragionamento che non c'azzeccava con il tuo racconto. Da rileggere in fase di valutazioni e classifica finale, per il momento è un "ni".

10) La missione di un medico, di Francesco Bellia
Testo interessante, come lo sono tutti quelli che parlano di medici (almeno per me). Sicuramente il tuo racconto ha il pregio di incuriosire il lettore che intuisce qualcosa, ma non ha elementi a sufficienza per capire il risvolto finale. In questo hai fatto un buon lavoro e i dialoghi li ho trovati credibili. I problemi di questo testo a mio avviso riguardano la forma (ho preso qualche appunto che ti ho evidenziato) e il finale, che ha una struttura più debole rispetto al resto della narrazione. Tema centrato ma un buon potenziale che non hai sfruttato. A rileggerti.

Lo sa che già prima di laurearmi in medicina avevo già fatto le mie due prime pubblicazioni?
- Sì, già all’epoca

Attenzione alle ripetizioni, in pochissimi caratteri ne ritroviamo diverse.

- Ipocrisie. Non si da qualcosa per non ottenere nulla in cambio.
Qui ci sono due negazioni: non/nulla. Struttererei la frase diversamente: "Non si da qualcosa senza ottenere nulla in cambio".

le sofferenze che avevo loro risparmiato
invertirei: che avevo risparmiato loro.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andrea Partiti
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » mercoledì 20 aprile 2016, 17:44

Questa volta ho avuto più difficoltà del solito a stilare la classifica, complica forse il tema che era facilmente declinabile in moltissime forme, impedendomi di fare una prima scrematura.
Questo mese ha prodotto degli ottimi racconti, complimenti a tutti!
(Commenti in ordine canonico, classifica al fondo.)

Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
► Mostra testo

Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
► Mostra testo

L’idolo, di Angelo Frascella
► Mostra testo

Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
► Mostra testo

Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
► Mostra testo

Il trono verde, di Riccardo Rossi
► Mostra testo

La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
► Mostra testo

La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
► Mostra testo

C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino
► Mostra testo

La missione di un medico, di Francesco Bellia
► Mostra testo




1. Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
2. Il trono verde, di Riccardo Rossi
3. Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
4. L’idolo, di Angelo Frascella
5. La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
6. Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
7. La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
8. Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
9. C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino
10. La missione di un medico, di Francesco Bellia

Zebratigrata
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » domenica 24 aprile 2016, 20:08

CLASSIFICA:
1) IL TRONO VERDE
2) IL MONDO SENZA MOLLY
3) LA GENTE AVEVA BISOGNO DI CREDERE
4) C’È SOLO UN CAPITANO
5) COME NASCONO I RICCHIONI
6) LA MISSIONE DI UN MEDICO
7) SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
8) L’IDOLO
9) PELLEGRINO DISPERATO
10) LA RISATA FRA LE SABBIE

COMMENTI:

LA MISSIONE DI UN MEDICO
Ciao Francesco,
L’idea mi piace molto: una figura che si associa in genere all’altruismo come quella di un medico che scopre il suo lato narcisista ed egotista portandolo all’estremo.
Ci sono però alcuni inghippi nella lettura: diversi refusi (accenti e apostrofi sbagliato, spazi mancanti, ecc.), alcune frasi strutturate in maniera poco naturale (es. molti fanno il medico, soprattutto in un dialogo è formale e con registro elevato come quello che ci proponi è più credibile molti diventano medici, scelgono di diventare medici, studiano medicina, intraprendono questo percorso professionale...), sfiori l’infodump perché il personaggio secondario sembra essere solo una scusa per il monologo.
Avrei costruito di più il personaggio del dottor Shulze: perché è lì, perché intervista l’assassino, ecc.
*
LA RISATA FRA LE SABBIE
Ciao Alexandra,
l’idea di questi quattro ‘fanatici’ che imitano i loro dei fino a considerarsi dei loro stessi mi piace.
La lettura del racconto però è purtroppo poco scorrevole. Ci sono diversi ‘inghippi’, ad esempio ‘quart’ultima’ al posto di ‘quarta’ o ‘quarta e ultima’, ‘la eco’ molto innaturale (l’elisione qui è facoltativa ma in questo caso è davvero usata quasi esclusivamente la versione elisa), alla fine non si capisce perché non attaccano la guida ma uno di loro e non si capisce chi attaccano e perché. Diverse frasi sono poi strutturate in maniera più complicata del necessario, per es. ‘se ne erano fidati’ > ‘si erano fidati di lei’, ‘chiamandolo con il nome della razza alla quale lui apparteneva’ > ‘col nome della sua razza’/’col nome della razza a cui apparteneva’. Il testo è comprensibile, ma la folla di pronomi generata da questo tipo di strutture non giova alla scorrevolezza del testo.
*
IL TRONO VERDE
Ciao Daniel,
complimenti, un’idea davvero bella e ben realizzata!
Riesci a tratteggiare in pochi caratteri praticamente tutto il percorso di vita del nostro uomo medio senza risultare assolutamente pesante, e anche se un po’ si capisce dove va a parare il finale, alla fine ci sorprendiamo insieme a lui.
Se proprio devo trovare qualcosa di potenzialmente migliorabile potrebbe essere la struttura di alcune frasi. Ci sono molti incisi lunghi che a volte separano soggetto e verbo o nome e attributo. L’esempio principale:
“Quella sera, finalmente, si era liberato del manto verde da accolito e, seduto nella Postura del Rettile al centro del tempio/tavernetta di Ka'mani sotto gli occhi dell'intero Culto, con una facilità impressionante si era staccato dal suo corpo.”
L’impressione è che tu sia sul filo del rasoio: leggendo aspetto il verbo e forse mi gusto meno tutto ciò che mi dici nel mezzo. Se la frase fosse anche solo poco più lunga, con questa struttura perderesti il lettore. Però è anche vero che così dai un tono particolare e un senso di attesa enfatizzando molto il distacco: in conclusione, un equilibrio sottile su cui lavorare.
*
SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
Ciao Raffaele,
il tuo racconto è ben scritto, ma un po’ anticlimatico.
La prima parte mi piace molto, si capisce che si tratta di persone povere e disperate che inseguono qualche miraggio ma è abbastanza ambiguo da non farci capire subito di cosa si tratta: migranti, poveri alla periferia di una città, civili bombardati, vittime di qualche disastro naturale...
Unico neo qualche espressione troppo affettata che stona anche in una descrizione così particolare (‘striscia il suo cammino’, ‘allarga il labbro’, ...), ma credo sia questione di gusti.
Il finale che segue questo inizio evocativo invece non è soddisfacente: il fatto che loro stessi cerchino questa droga che dà l’illusione di essere Dio e l’atteggiamento ‘da Dio’ del soldato creano una sorta di ridondanza del tema che diluisce l’effetto, la morte della ragazza non ha un chiaro scopo e risulta di disturbo (se lo scopo è rimarcare la disillusione, credo il contesto sia più che sufficiente), e non è chiaro che pillole siano e perché i soldati le danno via. Le vendono? Con cosa vengono pagati in tal caso?
*
IL MONDO SENZA MOLLY
Ciao Ambra,
la lettura del tuo racconto scorre senza inciampi e crei un’ambientazione molto evocativa e vivida. Non cadi nell’infodump, la storia nella storia che ci racconti non è affatto noiosa da leggere. È strano come anche se il linguaggio della nostra narratrice è adulto riesci a mantenere in esso una traccia di infanzia. Forse l’infanzia che dovrebbe lasciare andare per entrare a far parte della Nuova Umanità. Credo che l’impressione derivi dai dettagli che metti a fuoco nella prima parte della narrazione: il visino, le manine, e l’appropriatissimo nome Cosetta.
Avrei però voluto sapere l’esito della prova. Possiamo immaginare che preferisca morire che distruggere la sua bambola, ma in qualche modo lasciando il finale implicito e comunque aperto il racconto manca di qualcosa, come se tu avessi creato un’ambientazione appunto, ma non avessi portato a termine la storia che contiene. In alcuni casi funziona benissimo, ma stavolta mi spiace un po’ :-).
Anche l’interpretazione del tema mi è piaciuta molto!
*
PELLEGRINO DISPERATO
Ciao ceranu,
c’è qualche scelta lessicale che mi suona infelice (‘inforcare’ il capellino, ‘impattò il pavimento’, ‘tagliandosi in più parti’ che mi fa pensare più a Goemon che a una persona ferita in più punti del corpo), ma nel complesso il tuo racconto si legge bene.
Anche l’interpretazione del tema mi è chiara e non mi dispiace.
La storia però, anche considerando che l’ambientazione è comunque surreale, mi lascia qualche perplessità: aspettiamo fino alla fine di capire cosa c’è di tanto importante, vitale, fondamentale da convincere Raul a soffrire così (Salvarsi da una minaccia? Vincere un gioco a premi?), prima della fine del racconto capiamo che si tratta di un prodotto Apple ma il finale ci lascia poi delusi perché non viene completamente svelato quello che vogliamo davvero sapere. Come lettrice non mi trovo a tifare per il protagonista ed empatizzare con lui (forse era questa la tua intenzione) ma a voler capire la struttura di questo gioco perverso, che non mi viene spiegata.
Può darsi che la mancanza di empatia sia dovuta in parte al fatto che ci mostri Raul all’inizio del percorso e alla fine: lo vediamo dall’esterno, secondo me perché non viviamo insieme a lui la comparsa della stanchezza e il progressivo aumento della sofferenza. Un paio di tappe in più nel raccontare il ‘pellegrinaggio’ avrebbero aiutato.
*
L’IDOLO
Ciao Angelo,
il tuo testo si legge bene ma confesso di aver sentito subito il bisogno di una rilettura per assicurarmi di aver messo tutti i tasselli al posto giusto. E le cose continuano a non quadrarmi anche dopo diverse riletture.
L’idea del finto omicidio per catturare l’interesse del pubblico non è male, ma la risposta che dai alla vera domanda che si pone il lettore “perché non ucciderlo davvero?” non mi soddisfa. È un attore, probabilmente di kolossal hollywoodiani se è così famoso. Mi sembra davvero dispendioso e rischioso tenerlo vivo, fargli una plastica e cercare di sfruttarlo ancora piuttosto che prendere un attorucolo nuovo di pacca e pagargli qualche corso di recitazione decente. Il marketing fa il resto, più economico più sicuro.
Le varie citazioni di fantascienza che inserisci confondono un po’. Non fraintendermi, adoro le citazioni, e con queste ci vado a nozze, ma viene spontaneo cercare qualcosa di più della comparsata, magari una chiave di lettura in Valis, che però non si trova: al massimo vuoi strizzare l’occhio agli illuminati perché nella tua storia i complottisti hanno ragione. Anche la scelta di Tesla mi sembra azzardata: per capire bisogna sapere che nella sua storia si può vedere un germe delle teorie complottiste e credo che il lettore medio non la veda così. Insomma, capisco il desiderio di inserirsi con ironia in un discorso testuale e di cultura pop più ampio, ma credo avresti raggiunto un effetto migliore riducendo questi ‘camei’ non troppo utili che distraggono un po’ dalla storia in sé.
*
COME NASCONO I RICCHIONI
Ciao Vastatio,
il tuo racconto non è male, come sempre riesci a descrivere bene la situazione assurda e diverse volte strappi un sorriso, o un ghigno. Nessun problema nella scorrevolezza del testo o nell’interpretazione del tema.
Però per qualche motivo sembra che manchi qualcosa. L’amico che spiega come vanno le cose forse toglie al racconto gran parte delle potenzialità, e ti costringe a spiegare in un dialogo non troppo entusiasmante quella il meccanismo della ruota. Sarebbe stato più divertente esplorare e cercare di capire insieme al protagonista solo nella stanza insieme alla ruota. Insomma, secondo me questo Dario è troppo un deus ex machina che arriva a spiegarci tutto. Che, per carità, in un certo senso è anche appropriato :-D
*
LA GENTE AVEVA BISOGNO DI CREDERE
Ciao Viviana,
molto bello il modo in cui decidi di raccontare la tua idea, un post su un social in cui tenta di ‘uccidere Dio’ rivelando le meccaniche e gli scopi più che umani nascosti dietro al culto su cui si basa la società in cui vive. La tua idea mi ha ricordato un racconto letto di recente online che è stato ‘pubblicato’ come post su facebook, intitolato ‘Julie Rubicon’. Penso che potresti trovarlo interessante.
Onestamente secondo me potresti ottenere un effetto ancora più incisivo portando questa idea all’estremo, eliminando l’intro narrativa e strutturando il racconto come uno stralcio di una bacheca di facebook, magari col post seguito da qualche commento sulla foto.
*
C’È SOLO UN CAPITANO
Ciao Rionero,
interessante l’idea di un Totti ormai anziano che però è rimasto un simbolo e cerca di sfruttare la sua posizione per iniziare una rivoluzione, o qualcosa di simile. Non so se sia voluta l’ironia del fatto che Totti spera che i suoi fan diano peso alla sua opinione, alla sua scelta, seguendolo ciecamente come prima seguivano e compiacevano il Tutto di Tutti, per nessuna ragione apparente se non quella che da giovane era bravo al pallone (che non è una qualità così rilevante sul piano politico/intellettuale :-D). Come riflessione sulle masse che passano da un idolo all’altro in una serie di finte rivoluzioni mi piace molto, e ho apprezzato il gioco di parole su Totti/Tutto che per quanto semplice mi sembra funzioni in questo contesto.

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invernomuto
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » lunedì 25 aprile 2016, 6:13

Anche questa volta è stato davvero difficile stilare la classifica, sebbene abbia dato le prime posizioni con abbastanza sicurezza, mi sono ritrovato in seria difficoltà nel dare un ordine alla parte mediobassa della classifica, spero non me ne voglia chi purtroppo è capitato in fondo, tutti i racconti erano davvero belli e meritevoli.

Classifica generale:

1. Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
2. C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino
3. Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
4. Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
5. L’idolo, di Angelo Frascella
6. Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
7. Il trono verde, di Riccardo Rossi
8. La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
9. La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
10. La missione di un medico, di Francesco Bellia

Commenti ai racconti:
Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
Ho letto con piacere il racconto, che è filato liscio come l'olio sino al punto finale a riconferma del tuo stile pulito e diretto.
La Via Crucis del tuo (è proprio il caso di dirlo) povero cristo non può non ispirare simpatia e richiamare alla mente le disumane file a cui si sottopongono i "fedeli" di fronte agli Apple store nei giorni precedenti al lancio di un nuovo prodotto.
La tua visione del tema funziona e mi piace, l'unica "mancanza" -che però in realtà è più una scelta stilistica- è una mancanza di epica.
Quando Raul alza la testa e vede l'insegna con la mela mi aspetto di sentire in lui un moto di fervore religioso, un costantiniano "in hoc signo vinces", invece qualcosa di importante come il simbolo del signore viene liquidato da un punto fermo.
Inoltre hai deciso di non sbilanciarti e, a fronte di una situazione basata sull'assurdo come una promozione basata sulla sofferenza, decidi di mantenere i piedi stranamente ancorati al suolo; mi sarebbe piaciuta una dualità commessi/legionari romani, cosa che avrebbe inoltre giustificato il loro sadismo nei confronti del poveraccio.
In definitiva una buona prova, perfettibile ma piacevole.

Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
Il tuo stile riesce sempre a colpirmi in positivo.
L'incipit è potente e tira il lettore dentro la pagina prendendolo per la manica, le descrizioni sono evocative e grandiose come tuo solito.
Il setting della storia funziona, e l'ordine dei Religiosi ha abbastanza personalità da far venire voglia di leggere qualcosa di più riguardo il nuovo mondo che desiderano costruire.
In realtà, forse, l'unico problema che ho con il tuo racconto è proprio il suo respiro così ampio. Hai messo davvero tanta carne al fuoco, tanto da farlo somigliare più al prologo di una storia più ampia che a un racconto contenuto nel suo scarno conto caratteri.
Ottimo stile, buono svolgimento. Una bella prova.

L’idolo, di Angelo Frascella
Un bel racconto che fa leva sulle teorie del complotto per mostrarci una visuale alternativa, quella della "sala macchine" dei manipolatori.
Mi è piaciuta la scelta di mostrare uno dei marionettisti impegnato a fare da "untore" anche con la propria figlia, nella vita di tutti i giorni.
La seconda parte, per esigenze di conto-caratteri, accelera forse un pochino troppo rendendo difficile mantenere il senso di continuità tra il Randy "domestico" e il Randy degli illuminati.
È una buona prova, ma effettivamente lontana dalle tue trovate migliori. A rileggerci!

Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
Hai scritto uno dei racconti che più mi hanno colpito in quest'edizione.
Ottime scelte stilistiche, che comunicano efficacemente l'atmosfera del setting in cui hai ambientato la storia come anche il tono di "sacralità" del mondo al di là delle reti.
Molto buona anche la tua interpretazione del tema, la dualità opposta tra la giovane e il falso dio resa chiara sin dalle loro descrizioni trova il culmine negli inumani "tre quarti d'ora di divinità" dell'uomo.
L'unica cosa che mi ha fatto perdere per qualche istante il filo del racconto è la scelta di far titubare l'uomo nel dare l'ordine, una scelta comprensibile ma che intacca leggermente l'immagine da distaccato sociopatico che emerge nel resto della storia.
Ottima prova, complimenti!

Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
Ogni volta che leggo un tuo racconto finisco a ridere o grattarmi la testa.
È un buon segno, significa che sei in grado di creare mondi così originali e fuori standard da colpirmi ogni volta da un angolo diverso e inaspettato.
Mi piace praticamente tutto, dalla normalità con cui interagiscono i tuoi personaggi calati in un mondo così surreale alla scelta di rappresentare un aldilà (ma soprattutto la formazione del carattere e delle preferenze religiose) così alieno rispetto a qualsiasi cosa possa suggerire il buonsenso.
Un po' più difficile, in effetti, giudicare l'aderenza al tema proposto. Un po' perché Dario e Valerio sono assimilabili a degli dei, ma non sono falsi, mentre i falsi dei (risultanti dall'alterazione dell'acqua) sono nominati appena.
Resta comunque un'ottima prova, complimenti.

Il trono verde, di Riccardo Rossi
l tuo racconto va decisamente in crescendo, una partenza lenta che mi ha quasi scoraggiato, poi un'accelerazione notevole fino a un finale che funziona perfettamente.
Hai un buono stile, diretto e scorrevole, che risulta molto funzionale alla storia, ottima la caratterizzazione della setta.
Il tema è certamente presente e ben integrato nella storia Una buona prova, a rileggerci!

La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
Il tuo racconto ha grosse similitudini con una teoria del complotto realmente esistente, quella del "Blue Beam Project", che prevede che gli illuminati/scienziati/poteri forti utilizzeranno gli ologrammi e la scienza più avanzata per simulare la seconda venuta di Cristo/invasione aliena/apocalisse in modo da controllare l'umanità.
È sicuramente una scelta interessante e funziona molto bene come base di un racconto su questo tema.
Quello che meno mi convince nella tua storia è lo stacco tra la parte iniziale e la continuazione, avrei preferito che lasciassi da parte la "cintura di sicurezza" dell'introduzione in terza persona per farci immergere direttamente in una lettera da un altro tempo.
Si tratta comunque di una prova valida, anche se con un po' di coraggio in più sarebbe potuta essere ancora migliore! A rileggerci!

La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
Tra tutti i tuoi racconti che ho avuto modo di leggere finora, questo è sicuramente uno di quelli più "ispirati".
Mi piace l'idea alla base del racconto, mi piace come hai costruito lo scenario ostile e sabbioso in cui hai calato i quattro pellegrini e anche la dualità tra i quattro viandanti e le quattro statue.
Effettivamente però lo svolgimento non scorre sempre come dovrebbe e il finale avrebbe giovato davvero tanto di qualche attenzione in più, la follia dei quattro purtroppo non ha l'enfasi che meriterebbe.
In definitiva, comunque, l'ho trovato davvero un buon racconto, bella prova!

C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino
Splendida prova, la tua scelta di utilizzare la prima persona permette al racconto di prende pieghe quasi da epica cavalleresca, con un antieroe ormai decaduto che gode di un ultimo canto del cigno, un'eroica rivalsa.
Niente da ridire anche sull'aderenza al tema né sull'ambientazione, la scelta di un personaggio tanto riconoscibile aiuta a dare sostanza al mondo che hai deciso di creare.
Un'ottima prova, complimenti!

La missione di un medico, di Francesco Bellia
Mi piace l'idea alla base del tuo racconto, il delirio di onnipotenza che porta un personaggio positivo dalla parte opposta della barricata. 
Nella tua storia, però, si notano alcuni piccoli tentennamenti stilistici.
Lasciando in disparte gli elementi puramente tecnici che ti sono già stati fatti notare, quello che più mi è saltato all'occhio è la poca naturalità con cui si svolgono i dialoghi.
Il momento in cui l'artificiosità diventa più evidente, secondo me, è quello in cui Shulze chiede informazioni riguardo il leggendario epiteto di Guzmann:
-Ho sentito dire che la chiamavano “il dio che riporta in vita i morti”
- Sì (sorridendo). Mi hanno affibbiato anche questo nome, perché più di una volta ho guarito casi che sembravano impossibili…

Penso che nessuno andrebbe a spiegare il motivo di un titolo tanto vanaglorioso, la spiegazione di Guzmann sembra più rivolta al lettore che a Shulze.
Insomma, è una buona idea di base inficiata da piccoli disguidi stilistici; imparerai presto a limarli via se avrai la pazienza di partecipare ancora a Minuti Contati, ti assicuro che è una palestra efficacissima.
Spero di rileggerti presto, ciao!

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Linda De Santi
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 25 aprile 2016, 14:20

Ciao e complimenti a tutti per i racconti. Di seguito, i commenti in ordine sparso e poi la classifica.
Buon proseguimento a tutti, e che gli dei (quelli veri) siano con voi!

________________________________________________________________________

Pellegrino disperato di Francesco Nucera


Ciao Francesco! :) L’unico appunto che posso farti per questo racconto è che mettere il vero nome dei brand che si intende satireggiare è una cosa da non fare (meglio mettere qualcosa d’inequivocabile ma mai il nome vero, ad esempio scrivere “il melafonino” anziché “l’iPhone”).
Per il resto, ho trovato il tuo racconto molto piacevole e ben gestito, con un finale che, oltre a sottolineare l’aderenza ben riuscita al tema, è anche il perfetto coronamento della vicenda.
Personalmente l’ho letto con piacere e trovo che sia un racconto sviluppato molto bene.
A rileggerci!

Il mondo senza Molly di Ambra Stancampiano

Ciao Ambra!
Un bel racconto, con molte buone idee e un bello stile, e anche il tema è centrato.
Come altri hanno già notato, il finale purtroppo non ha lo spazio che avrebbe meritato: dopo una parte iniziale così ricca i due paragrafi conclusivi soffrono un po’, ma d’altronde il limite di 3.000 caratteri è tiranno e tutto sommato credo che tu, anche in quelle poche righe finali, sia riuscita a gestire bene il tutto.
Nel complesso una prova molto buona, brava.

L’idolo di Angelo Frascella


Ciao Angelo,
una prova molto buona, con uno svolgimento accattivante e una caratterizzazione del personaggio principale notevole: Randy è veramente cattivissimo!
Quello che non mi convince del tuo racconto è come sia possibile cancellare la vita precedente di una persona famosissima semplicemente cambiandole i connotati. Specialmente se la persona non è consenziente, potrebbe cercare di scappare e rivendicare ciò che è suo di diritto, o farsi fare un esame del DNA per dimostrare la sua vera identità. In effetti sembrerebbe più sensato che fosse stato ucciso davvero, o che Randy, a coronamento della sua malvagità, gli rivelasse la verità per poi cancellargli la memoria o farlo fuori (magari su questo puoi darmi ragguagli, può darsi che mi sia sfuggito qualcosa :)).
In ogni caso lo trovo un buon racconto, che si legge tutto d’un fiato. A rileggerci!

Sia fatta la tua volontà di Raffaele Marra

Ciao Raffaele!
Ci sono alcuni punti del tuo racconto che mi risultano oscuri.
La ragazza viene sacrificata perché fa uno sorriso di scherno? E perché la sua vita viene definita inutile?
Inoltre, le pillole rosse vengono date ai derelitti, ma se sono dei poveri senza casa, come fanno a avere tremila euro per pagarle (e soprattutto, poi diventano tutti Dio? :))?
Insomma, il racconto ha uno stile molto buono e ritrae una scena molto evocativa, ma la trama mi confonde un po’. Naturalmente può darsi che sia io che non ho capito niente, sono sicura che saprai darmi ragguagli :)
A rileggerci!


Come nascono i ricchioni di Roberto Romanelli


Ciao Roberto!
Bella l’idea della ruota. Da un lato mi piace molto il modo in cui racconti la perfetta casualità con cui alcuni elementi si mescolano e caratterizzano gli individui, dall’altro il meccanismo mi sembra fondato su una logica troppo semplicistica. Avrei forse tagliato un po’ la prima parte per raccontare come poi, nella vita, ciascun individuo asseconda o si oppone alla quantità di pistacchi o di noci che costituiscono la sua sfera mistica, magari con grande disappunto di Dario che non si spiega perché la gente si ostini a fare questa fatica quando potrebbe semplicemente rassegnarsi ed essere com’è.
Comunque, come al solito i tuoi racconti mi sorprendono per la loro originalità e per questo ti devo fare i complimenti.
A rileggerci!

Il trono verde di Daniel Travis

Ciao Daniel! Un’idea semplice e ben realizzata. All’inizio non capivo dove volesse andare a parare il racconto e temevo che il finale avrebbe riservato l’ennesima sorpresa del dio-che-non-è-come-lo-si-credeva. Che poi è così davvero, ma l’idea che hai trovato mi piace moltissimo!
Una buonissima prova, complimenti.

La gente aveva bisogno di credere di Viviana Tenga

Ciao Viviana! Mi piace molto l’idea del post di denuncia sui social e il modo in cui fai emergere la connotazione di questo mondo futuro, retto da un culto crudele.
L'unica parte perfettibile per me è la forma: eviterei l’effetto “muro di testo” e la renderei più simile a quella dei post sui social, con un numero maggiore di a capo, puntini di sospensione, paragrafi separati, frasi staccate e, a volersi sbilanciare, anche qualche hashtag.
Credo anche che, con poco lavoro, potresti trasformare il racconto in modo che sia un unico, lungo post.
In ogni caso, trovo che sia una buona prova. A rileggerci!

La risata fra le sabbie di Alexandra Fischer


Ciao Alexandra!
I tuoi racconti mi mettono sempre un po’ in difficoltà: da un lato mi piacciono moltissimo le tue descrizioni, molto belle ed evocative (cosa che, a causa del limite di caratteri, è una rarità qui su MC), dall’altro, proprio le descrizioni tolgono spazio alla narrazione.
Come hanno notato anche altri gladiatori, però, trovo che questo sia uno dei tuoi racconti meglio riusciti: anche se il finale avrebbe meritato più spazio, credo che tu sia riuscita a gestire bene tutta la vicenda. Anche il tema è centrato e sviluppata in maniera originale.
Nel complesso è una buona prova, brava.

C’è un solo capitano di Rionero

Ciao Rionero!
Un breve spaccato su una società distopica vista con gli occhi di un personaggio che è/è stato un idolo delle masse.
Del tuo racconto mi è piaciuto il fatto che riesce a far emergere i tratti di una società futuristica attraverso una partita di pallone, senza fare ricorso a spiegazioni né infodump: un'impresa non facile che a te è riuscita bene.
Per contro, mi ha lasciato perplessa il fatto che il protagonista sia Totti: personalmente non avrei messo un personaggio contemporaneo in una società futura, e, più che un anziano, l’avrei fatto essere un cyborg oppure il risultato di un qualche esperimento allunga-vita a cui il regime l’ha sottoposto per fargli continuare a “infiammare” le masse. Ma naturalmente sono gusti personali :)

A rileggerci!

[b]La missione di un medico di Francesco Bellia[/b]

Ciao Francesco!
È la prima volta che leggo qualcosa di tuo qui su Minuti Contati. Il tuo racconto mi è piaciuto: l’idea è semplice ma ben sviluppata, i dialoghi suonano realistici e mi piace anche come hai gestito la vicenda, con la rivelazione della vera identità dei personaggi che arriva solo alla fine.
Ci sono diversi accenti sbagliati, probabilmente dovuti al poco tempo a disposizione, ma nel complesso è un buon racconto che ho letto con piacere.
A rileggerci!


1. Pellegrino disperato di Francesco Nucera
2. Il trono verde di Daniel Travis
3. Il mondo senza Molly di Ambra Stancampiano
4. L’idolo di Angelo Frascella
5. La gente aveva bisogno di credere di Viviana Tenga
6. La risata fra le sabbie di Alexandra Fischer
7. La missione di un medico di Francesco Bellia
8. Come nascono i ricchioni di Roberto Romanelli
9. Sia fatta la tua volontà di Raffaele Marra
10. C’è un solo capitano di Rionero

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marco.roncaccia
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » giovedì 28 aprile 2016, 16:26

1. Come nascono i ricchioni di Roberto Romanelli

Ciao Roberto,
veramente un racconto del cazzo. La ruota della fortuna che in Italia ha prodotto Renzi non è certo un tema su cui scherzare. In ogni caso, purtroppo, sei stato aderente al tema e anche, mi dispiace dirlo, originale. Con vero rammarico mi vedo costretto (salvo sorprese che spero avvengano nella lettura dei prossimi racconti) ad assegnarti un posto alto in classifica. P.S. per il titolo potevi comunque fare di meglio

2. Pellegrino disperato di Francesco Nucera

Ciao Francesco, come in tue prove precedenti, quando ti focalizzi su critica/satira dell’epoca attuale riesci a dare il meglio di te. Il tema ci sta. Il racconto è divertente e ben strutturato. La via Crucis di Raul è divertente e angosciante al tempo stesso (la bacchetta nel costato è fortissima). Curerei un po’ il lessico. Lo zaino ha gli spallacci, non le spalline. Inoltre non si capisce cosa c’è nello zaino? Se è solo zavorra per rendere più difficoltoso il cammino dovresti esplicitarlo. Comunque una buona prova.


3. Sia fatta la tua volontà di Raffaele Marra

Ciao Raffaele,
a mio avviso hai avuto un buono spunto, una buona scelta di linguaggio (anche se certe scelte le trovo un po’ sopra le righe tipo “Respira un sibilo rauco di acido” o “Striscia il suo cammino”). La voce narrante vicino alla donna è più convincente di quella dell’uomo. La risoluzione finale però non mi convince del tutto. Non la trovo particolarmente originale e, per me sacrifica l’atmosfera che hai creato a una sorpresa che non è realmente tale.

4. Il mondo senza Molly di Ambra Stancampiano
Ciao Ambra,
anche nel tuo racconto (come in quello di Francesco Nucera) i falsi dei sono gli oggetti materiali. Ci può stare. Quello che trovo poco caratterizzato è il nuovo ordine, quello che ha preso il posto della civiltà. Per certi versi fa pensare all’ISIS per visione assolutista e per metodi coercitivi che utilizza ma non ne sappiamo molto di più. La scelta della tua protagonista (che per ironia della sorte si chiama Cosetta) l’ho trovata poco credibile. Mi sembra che, nonostante siano passati degli anni, il personaggio non si discosti molto da quando era bambina, per questo la scelta di morire per non distruggere la bambola mi risulta poco credibile.

5. Il Trono Verde di Daniel Travis
Ciao Daniel,
ho trovato l’idea alla base del tuo racconto buona anche se la realizzazione non mi convince del tutto. L’incipit è un po’ lento e il dover descrivere due sette esoteriche e i rituali di una delle due distoglie il lettore dalle vicende di Ernesto Mariani e rende il coinvolgimento meno efficace. Una prova discreta a mio avviso.
P.S Nel gruppo il tuo racconto è attribuito a Riccardo Rossi.


6. L’idolo, di Angelo Frascella,

Ciao Angelo,
ho trovato il tuo racconto non particolarmente originale. Una sorta di complotto per cui si creano le condizioni e si fa propaganda alle teorie del complotto. La divisione in due parti, e la divisione della prima in telecronaca e vita reale rendono la lettura un po’ troppo spezzettata. Tutti i personaggi vanno nella direzione di far scoprire questo al lettore. Poco Pathos, poco movimento.
Insomma non la migliore delle tue prove, a mio avviso.

7. Un capitano c’è solo un capitano.
Ciao rionero,
devo dire che il personaggio reale che utilizzi mi sta particolarmente sulle scatole e non solo per questioni di fede calcistica ma per l’idea di Roma che porta con se. Averlo utilizzato come protagonista non porta niente al tuo racconto, anzi gli toglie parecchio. Il racconto di per se sarebbe anche passabile (non particolarmente originale in verità: Fuga per la vittoria , hunger Games e tante altre cose) … ma il “cappetano” che addirittura si fa simbolo della ribellione politica a un sistema autoritario fa salire la mia incredulità a quote stratosferiche.

8. La risata fra le sabbie di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
il tuo racconto comincia bene, aggancia il lettore in maniera ottimale e descrive la situazione di viaggio dei protagonisti con frasi breve e precise. Poi, a un certo punto, premi sull’acceleratore e dilapidi nella fretta quello che avevi sapientemente costruito. Che dire? Bene fino a un certo punto, molto male il finale.


9. La gente aveva bisogno di credere di Viviana Tenga
Ciao Viviana,
il tuo racconto, seppur centrando il tema, si risolve per lo più nel comunicato che Daniel posterà nei social network per dire al mondo intero che Dio, al posto del leggendario Re, è nudo. Il comunicato ci fa una cronistoria di alcuni avvenimenti pseudo storici ma, a mio avviso, manca di coinvolgere il lettore, perché è, appunto, un comunicato. Ho apprezzato di più altri tuoi lavori.

10. La missione di un medico - Francesco Bellia
Ciao Francesco,
secondo me hai avuto una splendida idea. Peccato che la resa non sia altrettanto brillante. Non mi convince la forma del dialogo che hai deciso di dare al tuo racconto e trovo che l’incipit sia debole, tanto che sembra di leggere una intervista a Bertolaso. Il domanda e risposta tra psichiatra e paziente che ci racconta la storia non rende quanto la storia mostrata nel momento in cui si svolge.

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beppe.roncari
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » giovedì 28 aprile 2016, 19:21

CLASSIFICA
(metto sempre un “titolo scherzoso” che mi serve per memorizzare i contenuti dei racconti al volo quando faccio la classifica finale, senza offese, eh! ^^)

1. Pellegrino disperato, di Francesco Nucera, “Mele amare”
2. C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino, “Il cucchiaio di Occam”
3. Il trono verde, di Riccardo Rossi, “Un trono per due”
4. L’idolo, di Angelo Frascella, “Elvis 2.0 – Il Re-boot”
5. La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga, “La gente aveva bisogno d’infodump
6. Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano, “Mollami”
7. Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli, “Saranno ricchioni”
8. La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer, “Suideicidio”
9. Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra, “Dacci oggi la nostra pillola quotidiana”
10. La missione di un medico, di Francesco Bellia, “Pazzione medica”


COMMENTI
(in ordine sparso)

10. La missione di un medico, di Francesco Bellia, “Pazzione medica”
Testo interessante, ma non declinato in maniera ottimale, a mio parere. Se l’arco di trasformazione che vuoi dare al medico passa da salvatore di vite a killer-dio-spietato devi mettere molti più passaggi, altrimenti è semplicemente pretestuoso e fatto per suscitare una sorpresa non efficace, perché non preparata.
Ricorrere alla “follia” come spiegazione delle azioni profonde del protagonista è (quasi) sempre una pessima idea.
A metà del racconto pensavo che il medico usasse poteri magici stile voodoo per riportare in vita i morti, letteralmente, e quella sarebbe stata una declinazione “preparata” e buona per un colpo di scena finale. Per dire.
Altra nota: avrei messo i tempi verbali al presente e non al passato remoto.
Attento a un uso degli spazi e dei trattini non sempre corretto (attaccati alla fine della riga di dialogo, dove non andavano messi). Ripetizione di “già … già” nella prima frase del medico.
Ciao, alla prossima!


2. C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino, “Il cucchiaio di Occam”
Futuro plausibile, non molto lontano. Questo è quello che tu descrivi in un racconto che ha degli echi potenti, come durante la partecipazione e vittoria di Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino sotto uno sguardo impotente e schifato di Hitler, che deve alzarsi e andarsene.
Lo sport (quello vero, di passione, non di maneggi “politici”) che umilia la politica. La vittoria di un moderno Davide contro il Golia del potere.
Bravo, bel racconto!


8. La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer, “Suideicidio”
Ciao Alexandra, ben ritrovata!
Come sempre belle le tue descrizioni, anche se in molti casi, come questo, rischiano di appesantire il racconto. La minuziosa disanima sulle capigliature dei quattro personaggi è inutile e anche dannosa in un racconto breve, e per di più ti affezioni a perifrasi come questa:
Il giovane dalle trecce l’accusò subito

È uno spreco chiamare il personaggio per esteso "il giovane dalle trecce" e non aggiunge niente né al ritmo, né alla caratterizzazione del personaggio, né alla trama. È un rivolo inutile, in un quadro sarebbe una sbavatura fuori dalla cornice da asciugare. Non va.
Altri appesantimenti che rendono difficile la lettura sono di questo genere:
chiamandolo con il nome della razza alla quale lui apparteneva

Troppo lungo, o si capisce che lo chiama con il nome della razza, oppure, se serve una lunga precisazione, non va bene, bisogna rivedere a monte, per esempio una frase nell'incipit risolverebbe tutto: "Erano giorni che i quattro Chatwin erano in viaggio..." non puoi far emergere nomi e dati di background approfittando di una riga di dialogo verso la fine, è un errore tecnico.
Ti dico queste cose perché apprezzo il tuo modo di scrivere e la tua ispirazione, e vorrei esserti d'aiuto a migliorare. Quindi devo essere spietato.
La trama non si capisce. Credevano di essere dei loro stessi? Di esserlo diventato? Non si capisce.
Semplifica le descrizioni e le allusioni con marchingegni retorici e tecnici, alleggerisci la narrazione, sistema invece la trama e la chiarezza per il lettore, due cose sulle quali non devono esserci dubbi.
Ciao, alla prossima!


5. La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga, “La gente aveva bisogno d’infodump
Ciao Viviana, ben ritrovata!
Un deciso miglioramento di stile per te, un racconto interessante, uno dei pochi casi in cui si può usare lecitamente l’infodump, una finta confessione.
Alcune scelte mi lasciano più tiepido, per esempio, hai scelto di aprire una cornice, i due periodi iniziali in tondo, e non di chiuderla. Ci sarebbe voluto almeno un altro periodo, magari come contraltare ironico, alla fine. Così invece il racconto risulta nella peggiore delle ipotesi monco, nella migliore “sospeso”. Pensa a quanta forza maggiore avrebbe avuto con una frase di chiusa dopo la confessione in corsivo: “Il ministro Ezechius venne giustiziato tre giorni dopo. Il culto lo fece passare per un mitomane. Fu l’occasione di una nuova epurazione.” O qualcosa di simile. Molto meglio, no?
Il quadro che “descrivi” e non “mostri” mi piace. Hai scelto il “tell don’t show”, ma pazienza. Sempre meno potenza al racconto, però. Pensaci.
Intendo dire che mi piace la situazione del tuo racconto, mi sarebbe piaciuta di più (molto di più) se me l’avessi “mostrata”, invece che descritta.
Una prova non male. Ciao!


3. Il trono verde, di Riccardo Rossi, “Un trono per due”
Ciao Daniel, ben ritrovato!
Bella l’idea del racconto e bella la conclusione. La prima parte è piuttosto pesante, invece, perché tutta narrata e non mostrata, avresti potuto comunicare al lettore le stesse informazioni con azioni e dialoghi, per esempio un dialogo fra Ernesto Mariani e Ka’mani, che sarebbe anche servito a creare il set-up per il pay-off finale della loro relazione invertita.
Sul tema. A voler ben vedere, il tuo forse è un “vero dio creduto falso” piuttosto che un falso dio, infatti Ernesto entra in comunione con lui e lo diventa.
L’incipit lo salverei, l’infodump viene dopo la prima riga vuota.
Easter egg? Non lo vedo, sorry…
Prova carina, alla prossima!


7. Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli, “Saranno ricchioni”
Ciao Roberto, ben ritrovato!
Del tuo racconto mi è piaciuta la frase “te l’ho detto, qua ci si annoia” e qualche altra.
A mio parere, sei drammaticamente fuori tema. Non ci sono falsi dei, semmai veri dei, per quanto opinabili e annoiati. Volevi scrivere di altro, mi pare, non del tema.
A prescindere dal tema, non è chiaro lo scopo del racconto. Chi muore a volte rinasce sulla ruota della vita, a volte viene mandato a fare un altro lavoro, tipo gettare cose a caso nei secchi per influenzare le rinascite? Io ho capito questo.
Un saluto, ciao!


9. Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra, “Dacci oggi la nostra pillola quotidiana”
Ciao Raffaele, ben ritrovato!
Per capire il tuo racconto ho dovuto leggere le tue spiegazioni. Da come scrivi sembrava che le pillole rosse distribuite alla fine fossero quelle che davano il potere di diventare “dio per tre quarti d’ora”. Una attualizzazione sagace dei “quindici minuti di celebrità” promessi da Andy Warhol nella nostra società dell’immagine?
Non ho capito la smorfia della ragazza, che dovrebbe essere quella che porta il punto di vista nella prima parte del racconto. Sembra che capisca tutto prima? Ma non ne ha motivo. Come ha fatto?
Una prova così così, per troppi dubbi e imprecisioni, anche se scritta bene come stile. Ciao!


6. Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano, “Mollami”
Ciao Ambra, ben ritrovata!
L’idea del racconto è carina, ma la protagonista non mi pare sufficientemente caratterizzata. Tu ci “dici” che è tanto legata a Molly e che ricorda meglio il volto della sua bambola più di quello di sua madre… ma non sappiamo perché. E poi sembra che la vita sottoterra con i Religiosi non l’abbia cambiata per niente.
È troppo consapevole, perfetta, non toccata da nulla, pura. Mi pare più retorica, che buona costruzione narrativa.
Una prova media, ciao!


1. Pellegrino disperato, di Francesco Nucera, “Mele amare”
Bello il tuo racconto, Francesco! E anche molto realistico. Le file disperate per le promozioni, tipo per il Black Friday sono già all'ordine del giorno.
Il parallelismo con la via crucis di Cristo e "se sei figlio di Apple ce la puoi fare" sono ottimi a mio parere. Lo stile c'è. Il tema anche.
Ottima prova!


4. L’idolo, di Angelo Frascella, “Elvis 2.0 – Il Re-boot”
Ciao Angelo!
Ho dovuto rileggere il racconto un paio di volte e leggere anche i commenti per chiarirmi bene in testa che cosa sia successo nella vicenda, senz'altro per i "tagli" obbligati di passaggi a cui accenni.
Non ti sembra molto ma molto irrealistico che uno degli autori del complotto faccia balenare nella figlia l'idea che... sia tutto un complotto? Non è proprio un genio dei servizi segreti, ecco.
Il tema c'è così così. I finti dei sarebbero i "miti metropolitani"? Più miti che dei, direi. Gli attori qui non hanno mai preteso di essere finti dei. Semmai veri idoli.
Ciao, alla prossima!

PS
Attenzione! Virgola fra soggetto e verbo:
Un rumore di chiavi nella toppa, impedì a Randy di risponderle.

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leonardo.marconi
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » venerdì 29 aprile 2016, 17:52

1. C’è solo un capitano, di Claudio Tamburrino

Ciao Marco, il tuo racconto m'è piaciuto moltissimo!! La delicatezza con cui tratti il personaggio (te lo dice un genoano quindi più che neutrale in merito) ed il profilo consapevole e forte assieme cozza in maniera ben riuscita col populismo del capo di tutti e della curva in visibilio. I sogni e le paure, l'immagine pubblica e la fragilità nascosta lasciano il segno. Più che un racconto, quasi una provocazione. Con un finale davvero da arena. É difficile scrivere e parlare di calcio senza essere ridicoli: in fondo abbiamo sempre a che fare con 22 milionari che danno i calci ad un pallone. Con i loro capelli e tatuaggi da zarri di provincia. Ma te sei riuscito dove in pochi arrivano: dare quel senso di humanitas e giustizia che solo in alcuni pezzi di Eduardo Galeano nel suo Splendori e miserie del gioco del calcio ho saputo cogliere ed apprezzare. Spero di rileggerti presto, ciao!

2. Il trono verde, di Riccardo Rossi

Ciao Daniel, come già detto degli altri, il finale è il pezzo forte del racconto. Davvero inaspettato. L'attesa e il crescendo invadono l'intero racconto, anche se a volte al prezzo di incisi troppi lunghi. Certo è difficile trovare un altro modo per mantenere la tensione ed incrementare la suspense. Ma a parte questo il personaggio principale,come del resto l'antieroe del sacerdote/truffatore, sono ben calibrati e delineano dei profili adatti al racconto breve. Formidabile il finale nell'uso lampante dell'hic et nunc ! complimenti!!!

3. La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga

Originale ed avvincente! L'idea di trasmutare il racconto in una epistola è interessante. E farlo diventare un post sui "social" geniale, reale e tremendamente attuale. Forse, se fosse stata estremizzzata la forma "social" del racconto, il risultato sarebbe stato disorientante quanto magnetico e graffiante. Credo che con le opportune correzioni e una riduzione della prima parte possa diventare uno dei migliori racconti che ho letto in questa edizione. Il messaggio umanitario finale chiude il cerchio perfetto della lettura e lascia quel senso di denuncia sociale che non può che alimentare la buona impressione avuta dal racconto!

4. Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano

Davvero un bel racconto con il suo risvolto inquietante. Sembrerebbe lapalissiano il riferimento alle tecnocrazia spinta del nostro mondo (ma forse è solo una mia considerazione). E che quella tecnocrazia postmoderna e postapocalittica si nasconde sotto le spoglie di una società puramente ierocratica ha qualcosa d'inquietante e di geniale assieme. Peccato il finale che poteva essere meglio gestito con toni più forti e vivi ma mi sento davvero di congratularmi con l'autore!!!!

5. L’idolo, di Angelo Frascella

Ciao Angelo! Un racconto ben congegnato e godibile! L'ipocrisia del potere qui sembra addirittura scavalcare il tema centrale: non solo falsi dei, ma pure "cornuti e mazzulati"! Vittime della macchina dello star system. E chissà se non dai toni profetici come le furono le canzoni prodotte in automatico già dai tempi di 1984 di Orwell. Più che falsi miti, qui sembra di star di fronte a delle pedine e a qualcosa molto più grande di loro (ed è quel che viviamo ogni giorno). Solo una cosa: all'inizio della seconda parte...perchè si parla di diritti(tv?)? Per il resto, ben scritto, fluido e piacevole!

6. La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer

Ciao Alexandra!! Come ha già detto qualcuno, non posso che farti i complimenti per le descrizioni: molto evocative e a tratti adamantine. Si riesce facilmente ad immaginare il piccolo gruppo in viaggio verso la "città sacra". Il crescendo tiene incollati allo schermo. Forse, per contro, si può biasimare lo stile non sempre scorrevole e il finale un po' frettoloso ma necessario al limite dei 3000 caratteri. Magari un pelo di descrizione in meno avrebbe lasciato più spazio al finale. Ma credo che sistemando qua e là il racconto ne possa venir fuori qualcosa di davvero interessante. Ancora complimenti per la capacità evocativa ed estatica del racconto: affascinante.

7. La missione di un medico, di Francesco Bellia

Ciao Francesco! Credo che a parte qualche refuso e alcuni periodi un po' contorti (nel dialogo) il tema sia stato pienamente centrato. Il delirio egotista e narcisista del medico è esasperato e tocca una dimensione più che credibile ed insidiosa. La solitudine del professionista (che ha bisogno di essere amato ma non lo sarà mai a sufficienza in quanto mantiene troppo le distanze) è un modo verosimile per avvicinarsi all'idea più malsana del divino: colui che può dare la vita come la morte. Questa unione di eros e thanatos oggi è continuamente vivificata dalla tecnica. E la medicina usa in maniera massiccia le scoperte e le innovazioni tecnologiche. E in realtà credo che la tecnica possa solamente funzionare e basta (e quando non funziona è un gran casino). In sostanza la tecnica non dà un senso alla vita e non ha senso. Presa a sè è pura deriva nichilista. E perciò anche distruzione. A presto!!!

8. Pellegrino disperato, di Francesco Nucera

Ciao Francesco! Leggendoti si sente un bel climax: il ritmo sale progressivamente e l'idea di concentrare feticismo della merce e sofferenza é ottimo: c é effettivamente qualcosa di masochistico (o sadomasochistico) nella venerazione dell aura degli oggetti. Tanto da assurgere alla dimensione del sacro. E della messa in scena, del carnevale di un povero pellegrino. Ma a parte qualche sfasatura di punteggiatura(che é commesso anch'io) non ho capito bene il finale. Potresti spiegarlo in altro modo? Ciao e a presto!

9. Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli

L'idea della ruota (o del mulino delle nascite che sia) inizialmente m'era sembrata un po' stucchevole ma davvero originale e interessante. L'allegoria della meccanica del potere, la biopolitica trasmutata nell'evidenza delle macchine: un'attitudine al gusto premoderno che ben s'addiceva alla violenza della coercizione del potere attuale. Credo però che non sia stata ben approfondita e, restando un po' nebulosa, perda di incisività. Ma lo stile è piacevole, simpatico, scorrevole e soprattutto sbottonato. In questo devo farti i complimenti Roberto: finalmente un racconto che non strizza l'occhio al classico stile distopico e grigio di tanti racconti sci-fi. L'accostamento al tema è forse di più difficile interpretazione ma resta il fatto che mi ha divertito e questa è la cosa più importante. Spero di rileggerti, ciao!!!

10. Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra

Ciao Raffaele!! Il tema è perfettamente centrato ed il racconto è piacevole. La miseria della folla si esplica nell'onanismo dei tre quarti d'ora di potere dati a qualcuno di loro. Mi è piaciuto molto l'ossimoro degli "angeli armati": son contrasti che lasciano il segno! La figura del "Dio dell'ultima ora" forse poteva essere leggermente più risaltata ed inoltre l'accorgimento della pillola rossa maggiormente calibrato nella costellazione simbolica del racconto (dandone magari un senso anagogico o dal carattere sacro, come una sorta di ostia 2.0). Ma per il resto, davvero un bel racconto, ti faccio i miei complimenti!

diego.ducoli
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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » venerdì 29 aprile 2016, 23:30

Ultimo come sempre, scusate se non posto i commenti singolarmente ma se volete delucidazione basta chiedere.

Il mondo senza Molly – Ambra Stancampiano

Ciao Ambra
L'idea è molto buona ma in poche battute non rende molto, la prima parte chiarisce molto bene il contesto ma lascia poco spazio a Cosetta e rischia di sembrare un po' infodump.
La seconda potrebbe diventare veramente interessante se si facesse luce su gli anni passati passati nei tunnel: Casa succede? Quali sono le pratiche della setta? E molti altri interrogativi che potrebbero trovare risposta in un racconto molto più lungo.

L'idolo – Angelo Frascella

Ciao Angelo
Ho trovato il racconto un po' compresso.
La prima parte introduci il personaggio di Noemi ma non ha un vero scopo nel pezzo, se non far balenare l'idea del complotto e la cattiveria di Randy.
Nella seconda lascia spazio a molte domande, sopratutto non capisco perché la morte di un attore sia cosi importante ai fini del controllo “mondiale”, ma forse è un problema mio perché certi eventi non mi colpiscono molto.

Come nascono i ricchioni – Roberto Romanelli

Ciao Roberto
Il racconto mi è piaciuto, resta offuscato come la nebbia che respira il protagonista, e ciò non è male.
Le immagini escono bene, anche la situazione dal lavoro noioso, e fidati, lo dice uno che per un periodo ha collaudato ruote.
L'unica pecca del racconto è che è un immagine statica, fondamentalmente non succede nulla, credo che sia una scelta voluta per dare l'idea di inedia ma, uno sprazzo in più non mi sarebbe dispiaciuto.

Il trono verde – Daniel Travis

Ciao Riccardo ops Daniel
Il racconto mi è piaciuto, troppo raccontata. Sicuramente è una scelta per inserire un gran numero di informazioni in pochi caratteri e, devo ammetterlo, solitamente non apprezzo molto questa modalità anche se l'hai gestita bene.
Il finale solleva molto il tutto, veramente bello.
Forse trasformarlo in un racconto “lungo” potrebbe dargli qualcosa in più.
Resta comunque una prova positiva.

C'è solo un capitano – Claudio Tamburino

Ciao Claudio
Devo ammetterlo, adoro i racconti di riscatto e sacrificio.
La tua distopia funziona molto bene, anzi potrebbe essere quasi plausibile.
Ma c'è un particolare che mi ha fatto storcere il naso, ed è la scelta del protagonista.
Non mi intendo di calcio e nel mio immaginario Totti non mi sembra il tipo da simili elucubrazioni, anzi lo vedrei bene ad approfittarsi del sistema e esserne favorevole.
È come se nel “Signore degli anelli” Gandalf fosse sostituito con Topo Gigio, la storia funzionerebbe, ma sembrerebbe fuori posto (ok, forse il paragone è eccessivo).
Comunque ottima prova.

Pellegrino disperato – Francesco Nucera
Ciao Francesco
Storia simpatica e attuale, poteva essere più efficace se al posto del mac usavi del pollo fritto.
Una critica sociale sulla divinizzazione di certi marchi e sulle condizioni, al limite dell'assurdo, nelle quali le persone si cacciano.
Per il resto c'è poco da dire, il racconto funziona e il tema è ben declinato.
Ottima prova.

Sia fatta la tua volontà – Raffaele Marra

Ciao Raffaele
Devo ammettere che senza leggere le tue spiegazioni il racconto mi aveva lasciato un po' perplesso.
La prima parte mi è piaciuta, la sofferenza di quei dannati è evidente. La seconda mi sembra un po affrettata, non riesce a far luce su alcuni punti. Io credevo che fossero attori e la pillola finale mi ha lasciato un po stranito.
L'idea è buona ma gli servirebbe più spazio, anche perchè ne verrebbe fuori una bella distopia.
Il tema è centrato.

La gente aveva bisogno di credere – Viviana tenga

Ciao Viviana
Un racconto tutto raccontato.
Ammetto che non amo molto questa modalità, toglie forza al racconto. Ho letto che questa è una scelta voluta, ma i testi su social dovrebbero essere molto più “ facili”.
L'idea non è male ma la preferirei “vedere” la storia di Daniel oppure descritta come un vero post.
Un pezzo da rivedere.

La risata fra le sabbie – Alexandra Fisher

Ciao Alexandra
Devo ammettere che questa volta il brano non mi è piaciuto.
Le descrizioni dei paesaggi sono molto belle, ma quel blocco per descrivere i protagonisti non mi è piaciuto, utilizzi un sacco di battute per questo scopo che avrei dedicato per “la storia”.
Il finale è veramente troppo frettoloso, dovresti cercare di equilibrare meglio gli elementi sopratutto in racconti cosi brevi.

La missione di un medico – Francesco Bellia

Ciao Francesco
L'idea di base non è male, usare i dialoghi per creare un racconto è sempre una buona idea, rendono il tutto molto più fluido. Ti consiglio di snellire un po' i dialoghi e renderli un po più “intriganti”.
La difficoltà principale è stata entrare in sintonia col personaggio, il tutto mi è sembrato un po' freddo ma probabilmente era proprio questa l'intenzione.
Con qualche accorgimento ne potrebbe venire fuori un buon pezzo.

Classifica:

1)Pellegrino disperato
2)Come nascono i ricchioni
3)Il trono verde
4)C'è solo un capitano
5)La missione di medico
6)Il mondo senza Molly
7)La gente aveva bisogno di credere
8)L'idolo
9)Sia fatta la tua volontà
10)La risata fra le sabbie

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Re: Gruppo ARENA: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » martedì 3 maggio 2016, 18:52

Eccovi la mia classifica.

1) C’è solo un Capitano, di Claudio Tamburrino
Un racconto molto particolare che per me ha una marcia in più proprio per la sua attualità. Ci sono alcuni refusi fastidiosi e di sicuro non è perfetto, ma il riuscire a prendere spunto dalla quotidianità per trarne testi in grado di riflettere sul presente è un qualcosa di prezioso. Per me pollice tendente all’alto e un invito a dargli una ripulita affinché si presenti in ottima forma in vetrina.
2) Il mondo senza Molly, di Ambra Stancampiano
Un racconto breve decisamente articolato: descrivi la fine di un mondo e la nascita di quello successivo attraverso una protagonista che, a conti fatti, ne è un raccordo e che, nel caso specifico, decide di non voler far parte del nuovo futuro lasciandosi avvinghiare da ciò che fu. Bello. Trovo poco realistica la presenza della bambola del finale, per un motivo prettamente pragmatico: un oggetto tra miliardi non è banale da trovare, a meno che in qualche modo Mammì non gliel’avesse sottratto da bambina, cosa impossibile non conoscendo lei ancora la direzione verso cui sarebbe andato il nuovo mondo. Ecco, questa cosa, a mio avviso, va sistemata. Pollice tendente all’alto per me.
3) Come nascono i ricchioni, di Roberto Romanelli
Un racconto, che sembra uscito direttamente da “Specchio nello specchio” di Ende , che trova il suo difetto principale, importante, proprio nel tentativo di razionalizzazione del procedimento di creazione del carattere. Mi spiego: è chiaro che anche nello spiegarne la genesi evidenzi la sua caoticità, ma ti avrei voluto più folle e meno “normale” proprio nello spiegone. Detto questo, il racconto ha un’anima chiara e mi piace. Pollice tendente all’alto, ma lavorandoci può diventare davvero una piccola perla.
4) Sia fatta la tua volontà, di Raffaele Marra
Prima parte molto buona, seconda un po’ meno. Non mi sarei allontanato così tanto dalla ragazza da non sottolineare con più chiarezza che si trattava proprio della protagonista di poche righe prima, mi hai costretto a una seconda rilettura solo per cercare indizi che chiarissero ogni dubbio (che comunque non ho trovato). Inoltre, avrei dato più spazio alla seconda parte cercando di evidenziare in modo più netto la natura da “parco giochi per ricchi” di questo “ghetto”. Detto questo, il senso mi è arrivato alla prima lettura, quindi bene. Pollice tendente all’alto per me, proverei a sistemare l’equilibrio tra le due parti.
5) Il trono verde, di Riccardo Rossi
Buon racconto, ma l’ho sentito “distante”. Forse il prologo è davvero troppo lungo e il vero cuore del tutto arriva troppo tardi non permettendoti di sviluppare adeguatamente i due personaggi principali. Ci sta, anche perché questa struttura è frutto di una tua scelta strategica ben precisa e ne comprendo anche i motivi, solo che non mi sembra adeguatamente proficua. Per me, comunque, pollice tendente all’alto.
6) Pellegrino disperato, di Francesco Nucera
C’è qualcosa che non funziona. Bella l’idea, ma il meccanismo fatica a ingranare. Personalmente ho pensato che il protagonista fosse un bambino (a causa delle spalline dello zaino) e che ci trovassimo in un futuro distopico in cui i centri commerciali fossero assunti al rango di sacri. Forse se tu avessi contestualizzato già in partenza focalizzando l’attenzione su un regolamento (senza specificarlo), una gara, e chiarendo meglio l’età del protagonista avresti potuto indirizzare meglio il lettore senza dargli spazio per perdersi, cosa che a me è successa e alla grande. Pollice ni che tende verso il positivo perché l’idea è decisamente buona, ma va assolutamente chiarito in alcuni suoi punti focali.
7) L’idolo, di Angelo Frascella
Condivido il pensiero di Marco: non la migliore delle tue prove. Sei troppo diretto nell’esplicitare la tesi del racconto, quasi ingenuo nel raccontarcelo. Il che non è da te, di solito molto più sottile e attento. Non mi piace la divisione in due parti, la prima sembra totalmente accessoria e ti toglie spazio per la seconda costringendoti a esplicitare in modo eccessivamente diretto. Penso che imperniare il tutto su un confronto tra Branko e Randy avrebbe avuto l’effetto sia di aumentare il contrasto che di permetterti di giocare di più sull’incertezza della situazione. Un pollice ni per me, questa volta.
8) La missione di un medico, di Francesco Bellia
Idea non male, ma ho la sensazione che siano sbagliati i rapporti tra le parti, nel senso che lo spazio che lasci al “mostro” è troppo ristretto, quanto meno considerata la scarsa semina che hai lasciato fino a quel punto. Qualcosa già stride, in fase di lettura, vero, ma avresti potuto fare molto di più per cominciare a far germogliare il dubbio nel lettore già ben prima rispetto alla conclusione. Non ritengo che sia da riscrivere, ma da riorganizzare internamente. Pollice ni per il momento, il laboratorio ti aspetta.
9) La gente aveva bisogno di credere, di Viviana Tenga
Mmh… Sai che mi sembra un unico infodump? Magari mi sbaglio, ma in questa edizione ho “mazziato” molto ogni dove m’è sembrato che il racconto fosse forzatamente indirizzato e qui è proprio così, in primis per la sua natura di lettera in cui non è che racconti una storia, ma esponi una spiegazione e un insegnamento. Per me, questa volta, pollice ni.
10) La risata fra le sabbie, di Alexandra Fischer
Bellissimo il contesto, molto evocativa tutta la presentazione, poi t’incarti sulla chiusura. Non ho capito perché siano impazziti e cosa può essere successo. Magari allungando e utilizzando più caratteri puoi rendere il tutto più chiaro. Occhio a diversi refusi che rallentano tantissimo la lettura (abitatori che invece è abitanti e quart’ultimo quando è solo il quarto). Pollice ni, lavoraci nel laboratorio e convocami per una nuova lettura.

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