La Luna Nera - Roberto Romanelli

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Vastatio
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La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#1 » martedì 31 gennaio 2017, 23:19

Off Topic
Doverosa premessa. Non sono studiato. Non ho riletto Metalo Urlante e non volevo partecipare al Camaleonte. Questa storia mi si è infilata in testa ieri e non si voleva schiodare. Mi "sembrava" fosse adatta ai temi di Evangelisti che ho letto anni fa. Magari ricordo male. Pace.
PS: non ho nemmeno riletto il racconto, è pure una "prima stesura".



Credevamo che il peggio fosse finito dopo le bombe, la violenza e la paura. Credevamo che le nubi che oscurarono i cieli per anni fossero la giusta punizione. Quando alla fine il grigio si aprì e rivedemmo il sole i bambini cominciarono a ridere. Fu il sorgere della luna a farli piangere.


- Fermati, è pericoloso.
Chiara si fermò dopo un paio di passi. Era stanca e l’ordine ci aveva messo un po’ ad essere elaborato. Si guardò intorno, in cerca della fonte del pericolo, ma quello che vedeva erano solo i vecchi binari della ferrovia e una distesa brulla in cui cespugli di aghi duri come ferro bucavano il terreno.
Un gorgoglio dietro di lei e un ombra la superò latrando. Pochi secondi e l’odore della sua scia le colpì le narici. Fissò il punto dove l’animale si era fermato. Non abbastanza lontano da nascondere l’orrore di quella bestia che una volta era stata un cane. Il suo cane.
Le zampe posteriori erano ridotte a due moncherini al ginocchio, mentre i muscoli di quelle anteriori erano ipertrofici, ricoperti da spesse vene pulsanti. Prese a scavare il terreno vicino ai binari, gettando dietro di sé pietre e schegge di legno. Alla fine infilò il muso sotto al metallo e strappò via un insetto chitinoso grosso metà di lui. Affondò i denti mutati nella corazza e prese a masticare incurante delle chele che gli frustavano il collo, gli occhi e le orecchie.
Chiara fissava attonita quell’orrore, quasi non si accorse del tocco della bambina che le afferrava un lembo della camicia.
Si girò di scatto e scacciò la piccola mano da sé. Un gorgoglio e tornò a rifugiarsi dietro a Valerio che guardava oltre di lei, verso il punto dove il cane stava finendo il suo lavoro.
- Dove mi stai portando? - chiese esausta accarezzando la pancia di cinque mesi - sono stanca.
Valerio portò lo sguardo su di lei. Gli occhi di cui un tempo si era innamorata la guardavano con la stessa intensità data allo spettacolo poco distante. Un evento come tanti.
- Al centro. Partorirai lì nostro figlio.
- Non è tuo figlio. - Chiara esplose - Non dello scempio che sei diventato. Verranno a cercarmi e ti ammazzeranno. .
- No, non lo faranno. - Valerio le parlava senza fretta - O ci avrebbero raggiunto almeno due ore fa.
Chiara strinse i pugni, fissando l’agglomerato di case attorno alla stazione dietro di loro, sempre più piccolo. Aveva ragione.
- Sei stata abbandonata. Questa è la considerazione che hanno per te. Abbraccia anche tu la Luna Nera.
- E diventare come voi? Mai!
- Non capisci. Il mondo è cambiato, devi cambiare con lui. Non c’è più posto per il vecchio paradigma.
- Sei un mostro! - Il fetore la colpì di nuovo. Il cane era tornato e masticava ancora la corazza del suo trofeo di caccia. Alzò il muso deforme verso di lei, un occhio era tumefatto, ma l’altro la fissava attraverso la pupilla dilatata e la sclera giallastra. Aprì la bocca e lasciò cadere la carcassa ai suoi piedi.
Chiara rivide il suo fedele amico, che aveva condiviso con lei e Valerio gli anni precedenti. Fece per muovere la mano verso di lui. Le mandibole scattarono e di fermarono a pochi centimetri dalle dita.
- Un mostro dici? E tu cosa stavi facendo, volevi accarezzare il vecchio Tobia forse? Se io sono un mostro tu sei una sciocca. Questo mondo ha bisogno di mostri che possano sopravvivere, non di sciocchi senza mani.
Chiara si girò a riprese a camminare.

- Non ce la faccio più. Sto per svenire dalla fame. Ti prego, fammi almeno riposare.
Valerio osservò i dintorni. L’unica differenza era il villaggio di partenza, ormai scomparso alla vista.
- Va bene, fermiamoci qui. Riprenderemo domani.
Chiara si girò a fissarlo. - Come fermiamoci qui? - allargò le braccia esausta - Non c’è nulla qui, tranne questi maledetti binari. Moriremo di freddo durante la notte!
Valerio era piombato in casa loro all’alba. Non era più rientrato dal giro di esplorazione due settimane prima. Le sembrava di aver passato ogni istante a piangere e tormentarsi. Quando l’aveva rivisto gli era apparso come un angelo. Un angelo che la aveva trascinata via con la forza.
Non aveva avuto il tempo di prendere niente. Valerio aveva con sé una borraccia d’acqua e gliel’aveva offerta. Lui non aveva bevuto né mangiato.
- La Luna Nera protegge i suoi figli. Non hai nulla da temere.
- Io non sono figlia di nessuna Luna, Bianca o Nera che sia.
- Oggi ti bagnerai di Lei. Non ho scelto un giorno a caso per tornare, stanotte sarà luna piena.
Valerio si sedette per terra, la bambina ne seguì i gesti come un’ombra. Tobia si avvicinò a lei e cominciò a spingere il muso fra i vestiti sporchi.
- Non è ancora tempo - Valerio diede allontanò con una sberla il cane deforme dalla bambina, che si strinse al braccio dell’uomo gorgogliando.
- Perché… - Chiara deglutì - Perché non parla?
Valerio riportò lo sguardo su di lei.
- Cosa credi di sapere sulla Luna Nera?
Chiara pensò a tutte le voci che circolavano nei villaggi. Adoratori del Demonio. Negromanti. Assassini. Rapivano e stupravano le donne per nutrirsi dei neonati. Offrivano sacrifici umani alla Luna Nera.
Voci. Nessuno era mai tornato indietro. Quella era l’unica certezza.
Valerio interpretò il suo silenzio.
- Niente. Così come non ne sapevo niente io. - Il padre di Laila - accarezzò la testa della bambina che rispose socchiudendo gli occhi ranicchiandosi più vicina - mi ha trovato in fin di vita la notte in cui mi allontanai dalla solita pista.
Lo stomaco di Chiara si contrasse.
- Lui è uno degli stregoni della Luna. Valutò, a ragione, che l’unico modo per salvarmi era quello di accogliermi nella loro famiglia. Mi fece bagnare nella Luna Nera. Non era piena e io non ero preparato. Cercò di spiegarmi cosa fare, ma ero debole e non capii tutto. Quando la Luna Nera ti accoglie ti libera dalle catene dell’uomo. Paura, rabbia, dolore, invidia, ansia… Tutto quello che limita l’uomo si specchia nel nero infinito della Luna.
Valerio chiamò a sé Tobia con un cenno del capo. Il cane si avvicinò artigliando il terreno e sbavando.
- E lo riflette.
- Cosa… - Chiara non capiva.
- Tutta la mia rabbia, la violenza, l’invidia… Tutto ciò che era male in me è stato riversato in Tobia.
Chiara fissò il suo vecchio cane, che aveva accompagnato come sempre Valerio durante l’esplorazione.
- Non c’era stato tempo per prepararlo. E questo è il risultato. Ha sofferto più di quanto avrebbe dovuto.
Chiara chiuse gli occhi cercando di non pensare a quali forze potevano aver trasformato il suo cane in un mostro.
- A quel punto il rito sarebbe dovuto terminare, ma le condizioni non erano ideali. La Luna Nera ha continuato a riflettere il mio ego. E Laila era la più vicina.
Valerio allontanò Tobia che aveva ripreso a frugare nei vestiti di Laila.
- In lei credo si siano riflessi il mio amore, la paura, l’istinto a proteggere gli altri. Lei era più forte e più preparata di Tobia, ma anche per lei ci sono state conseguenze.
Se non fosse stata seduta Chiara sarebbe crollata a terra. Le gambe molli.
- E tu vuoi fare questo a me? Vuoi che io faccia questo ad altri? Sei pazzo oltre che un mostro!
Valerio si protese in avanti e le prese le mani tremanti. Chiara le sentì fredde ed estranee.
- Non hai capito. Non ero pronto. Non è così che funziona di solito. Leila era già stata liberata prima, non aveva subito alcun danno. Con te e il bambino sarà tutto perfetto.
Chiara si strappò dalla presa di lui e cercò di indietreggiare, trascinandosi all’indietro. Le gambe e la stanchezza la tradirono. Cadde battendo la testa.
Tutto divenne nero.

La luna del nuovo mondo è nera, ma le stelle rischiarano ancora la notte. Valerio aveva acceso un fuoco per riscaldarla. Chiara si sollevò sui gomiti, la testa dolorante. Passò la mano per massaggiarsi e subito la ritrasse quando toccò un grosso livido pulsante.
Nessuna traccia di Valerio, della bambina o di Tobia. Posò le mani sulla pancia trattenedo a forza le lacrime. Forse poteva scappare. Se solo il dolore alla testa non continuasse a tormentarla.
Un rumore si fece largo attraverso le fitte. Una specie di risucchio. Chiara cercò con lo sguardo la fonte del rumore.
Tra le ombre proietatte dal fuoco e il chiarore del cielo stellato le sembrò di vedere una massa poco lontano. Verso casa. Si avvicinò piano cercando di fare meno rumore possibile.
Vide.
Laila era sdraiata a terra, le vesti aperte. Valerio e Tobia erano chini su di lei che succhiavano da due dei sei seni che sporgevano dal suo petto.
Il suo stomaco si contrasse e vomitò. Quando si era svegliata non aveva fame. Ricordava benissimo i crampi della fame quando si erano fermati prima del tramonto.
Vomitò di nuovo.

- Questo bambino sarà benedetto dalla Luna Nera. Nascerà libero!
Valerio le sosteneva il capo mentre Laila e suo padre aiutavano suo figlio a venire al mondo.
Era luna piena.



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angelo.frascella
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#2 » venerdì 3 febbraio 2017, 23:53

Ciao Roberto.

Leggendo il titolo mi viene da immaginarti vestita da zingara che tiri fuori “la luna nera” (mi dispiace, ma immaginarti come Brendon, mi risulta ancora più difficile :)
Scherzi a parte, gran bel racconto che ruota attorno a due immagini forti: quella iniziale della trinità formata da uomo (Superio?), bambina (Ego?) e cane (Es?) in cui si è diviso Valerio e quella finale molto forte (un pugno nello stomaco). Nello spazio fra le due crei il mistero e lo sciogli solo parzialmente (come al tuo solito) perché rimane oscuro un punto: se questo è l’effetto della procedura eseguita bene, cosa accade quando il rito è eseguito con tutti i crismi?.
Rimane un piccolo dubbio logico: perché un rito che ha lo scopo di liberare l’uomo dai suoi sentimenti è in grado di salvare la vita di un uomo morente?
Non ti segnalo i refusi, che non possono essere assenti visto la scrittura dell’ultimo minuto, ma non ti sarà difficile individuarli rileggendo il racconto.
Per quello che riguarda l’aderenza all’autore, direi che ci siamo, sia nei contenuti e nelle atmosfere, che nello stile.

A rileggerci,
Angelo

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Vastatio
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#3 » sabato 4 febbraio 2017, 14:57

Ciao,
per la questione zingara hai tutto il mio supporto morale. Ogni volta che leggo il titolo (scelto come ultima cosa) ci aggiungo mentalmente un "tatatataaaa".
Hai ragione, ovviamente, non do un chiarimento sul rito eseguito ad hoc perché né Valerio, né Chiara lo sanno. Nella mia idea (fumosa già di suo perché non ho avuto io stesso tempo di studiarla) non è mai stato eseguito un rito perfetto, sarebbe dovuto esserlo quello del bambino. Il primo figlio perfetto della Luna Nera, che nasce già libero "separandosi" nelle sue componenti (inizialmente avevo preso spunto dal super-io, io, es, ma avrei dovuto infilare riferimenti espliciti, deformarne la teoria... no tempo e , temo, no caratteri... quindi ho ammorbidito un po'). Non lo dico ma almeno non dico nemmeno che il "perfetto" è il nascituro. Meno più meno fa più?
Per il dubbio logico ci sta. Ho lasciato un accenno a una parte che poi non ho scritto perché la storia si è evoluta diversamente mentre andavo avanti.
"La Luna Nera protegge i suoi figli. Non hai nulla da temere."
Questo avrebbe dovuto avere un "seguito" che, speravo, contribuisse a far capire che il "supporto" delle mutazioni del rito hanno anche un fine fisico. Nei raggi della Luna Laila avrebbe dovuto "sprigionare calore" (quello che Chiara teme prima è morire di freddo) essendo Laila l'elemento della triade che si preoccupaca del sostentamento/protezione. Poi Chiara è svenuta e ho preferito mettere un fuoco per provare a concentrarmi sul momento della "cena". Quindi capisco che, messa come è uscito, rimanga aperto il tuo dubbio.
Apprezzo la glissata sui refusi: l'ho scritto saltando pausa pranzo (i primi 2500 caratteri) e finito dopo le 21.30... davvero non ho riletto nulla (già tanto che sia comprensibile)

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maria rosaria
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#4 » domenica 5 febbraio 2017, 16:52

Ciao Roberto.
Ti faccio innanzitutto i complimenti perché, se ho ben capito, hai scritto il racconto in pochissimo tempo. Io in genere ci metto una vita e i risultati non sono nemmeno granché... :)
Ma torniamo al tuo racconto.
L'atmosfera c'è tutta. C'è il disturbante, la paura, il disgusto, tutta roba che fa molto Evangelisti.
Si legge anche bene, è ben scritto, al netto di qualche refuso che ci sta, visto il breve tempo in cui l'hai scritto e la non rilettura.
Quello che non mi quadra è il concetto alla base della storia: tu fai dire a Valerio che grazie alla Luna Nera tutto ciò che era di male in lui era stato riversato nel cane Tobia. E fin qui mi è sembrato ok.
Poi però leggo che nella piccola Leila (o Laila) sempre per opera dell'influsso della Luna Nera si era riversato amore, paura, voglia di proteggere il prossimo, che non mi sembrano emozioni "negative".
Allora mi sono chiesta: a che scopo adorare la Luna Nera? Per svuotarsi di tutte le emozioni? E diventare cosa?
In realtà Chiara sembra rifiutare questa scelta e ciò nel caso del cane è comprensibile. Meno comprensibile è il rifiuto di riversare le nostre emozioni "buone" in qualcun altro.
Ecco, forse questa cosa andava spiegata un po' meglio, almeno a me che sono un po' tonta.
In sintesi:
Punto forte: ambientazione e atmosfera creata
Punto debole: meccanismo con cui opera la Luna Nera
Come lo migliorerei: definendo meglio cosa diventano le persone dopo essersi bagnati nella Luna Nera

Alla prossima :-)
Maria Rosaria

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Vastatio
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#5 » domenica 5 febbraio 2017, 17:52

Maria grazie, ma è un miracolo che si capisca e che abbia lasciato così "pochi" buchi.
Capisco il tuo dubbio, in effetti non dico da nessuna parte esplicitamente "perché" adorare la luna nera. La luna nera è il modo per sopravvivere nel nuovo mondo (almeno per i suoi seguaci). Lo scopo sarebbe quello di diventare "uno e trino" ognuno al top nella propria "funzione". Rabbia/violenza/libidine ecc concentrate per affrontare i pericoli, tutte le altre emozioni in un altor involucro, e una mente "logica" e libera da interferenze ad analizzare il tutto. In questo loro identificano la "libertà".
Non ho avuto il tempo di svilupparla "dentro di me" quindi un sacco di interazioni (e incasinamenti) che già adesso farei non ho avuto nemmeno il tempo di pensarle: il mio scopo era chiudere il racconto in tempo, senza incasinarmi troppo.
PS: Laila, sarebbe Laila, ma ogni volta scrivevo Leila (e niente, con l'imprinting non si può vincere) e poi tornavo a correggere... non tutto...

Fernando Nappo
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#6 » mercoledì 8 febbraio 2017, 8:12

Ciao Roberto,
niente male il tuo racconto, in particolare se si considera che si tratta di una prima stesura senza nemmeno una minima revisione o rilettura, buttata giù in una giornata. Io in un giorno non riesco nemmeno a trovare il titolo per un racconto.
A parte questo, non mi dispiace nemmeno in ottica contest: l'atmosfera è decisamente dura, opprimente, e mi sembra abbastanza adeguato anche lo stile di srittura. Ma, visto anche il disastro che ho combinato col mio racconto, forse non sono il più indicato a dare indicazioni di stile, almeno riguardo a Evangelisti.
La storia manca solamente, a mio avviso, di un po' di chiarezza riguardo agli effetti del rito e alla religione, per così dire, della Luna Nera, perché non mi è chiarissimo quali siano i reali vantaggi di diventarne un adepto. Ma, a parte che non escludo di non esserci arrivato perché poco ricettivo, mi pare un racconto godibile.

valter_carignano
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#7 » martedì 14 febbraio 2017, 13:59

ciao
non ti segnalo le piccole imprecisioni, tipo maiuscole o virgole. Quando si lavora in fretta càpita, e se lo rivedrai va da sé che le metterai a posto.
Molto, ma molto suggestivo, È un po' fumoso, lo hanno fatto notare altri e tu stesso lo dici. Ma è 'forte', davvero.
Potrebbe diventare una cosa più lunga? Io ci penserei.
Bel lavoro.

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Peter7413
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#8 » martedì 14 febbraio 2017, 20:54

Un racconto da smussare, revisionare, ottimizzare, questo è certo. Però, paradossalmente visto che hai ben sottolineato di essere andato a memoria, ho respirato forte l'Evangelisti di METALLO URLANTE. C'è lo stesso putridume del contesto e dell'anima dei protagonisti, tranne che della ragazza rapita che però ti serviva per immergerla sempre più in quest'incubo. L'idea è potente, direi che ci devi proprio lavorare.

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giuseppe.gangemi
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#9 » mercoledì 15 febbraio 2017, 19:29

Ciao Roberto,
Il tuo racconto mi è piaciuto molto. Ho apprezzato soprattutto le parti e le immagini più disturbate del tuo racconto.
Il cane e la ragazzina ti sono riusciti bene. Io avevo una razza aliena, potevo partire avvantaggiato, ma ho fatto descrizione molto più scarse delle tue.
Non trovo buchi nella tua storia e le tue spiegazioni al racconto mi convincono.
I miei unici dubbi e curiosità riguardano il padre della bambina.
Trovo un po’ strano che non venga mai citato nei ricordi riguardanti i riti della luna nera anche perché dovrebbe essere lui a condurli.
Secondo me potrebbe essere quello con più mutazioni e potresti usarlo per dare nuova linfa a questo bel racconto.
Buona prova.

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lordmax
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#10 » domenica 26 febbraio 2017, 0:28

Bellissima idea.
L'aderenza allo stile di Evangelisti è buona sull'aspetto surreale dei contenuti e delle atmosfere.
Il racconto paga pegno all'averlo scritto di corsa ma ci sta, andrebbe rivisto con più calma e mandato al laboratorio per tirarne fuori una versione degne di questo nome.
Verso la fine mi son un po' perso e la comparsa del padre dal nulla mi ha confuso.
Avrei forse preferito sentire della resistenza da parte di Chiara.

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Lo Smilodonte
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Re: La Luna Nera - Roberto Romanelli

Messaggio#11 » domenica 26 febbraio 2017, 12:33

Ciao Rob. Credo di trovarmi di fronte a un ottimo racconto. Davvero, non me ne frega un cazzo dei refusi, comprendo la fretta. Hai fatto un lavoro eccellente con il tempo a tua disposizione. Per quanto riguarda Evangelisti: ci siamo. Immagini disturbanti, la distopia, la perdita della speranza e l'appiglio a folli tribalismi e a riti de-umanizzanti. L'allattamento è disturbante ai massimi livelli. Come già detto da altri, il problema si riscontra nella diegesi del racconto e la lettura viene affaticata dal continuare a rileggere passaggi precedenti per dare una forma al tutto.
Io dico che è un lavoro eccellente nonostante tutto, e che hai il dovere morale di rivederlo e ampliarlo.

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