Senza via d'uscita

Appuntamento per lunedì 20 gennaio dalle 21.00 all'una con il tema di Stefano Pastor, il Campione della Sesta Era di Minuti Contati! Appuntamento fisso di ogni Era, l'edizione CHAMPION verrà d'ora in avanti programmata sempre nel mese di gennaio.
andyvox
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Senza via d'uscita

Messaggio#1 » lunedì 20 gennaio 2020, 23:17

Senza via d’uscita

Si sono dimenticati di me, o meglio: non si sono nemmeno mai accorti della mia presenza. In fondo, quello era proprio il mio obiettivo. Da quando sono sgattaiolato qui dentro, un paio di giorni fa, ho cercato in tutti i modi di nascondermi, di non farmi scoprire. E devo dire che sono stato davvero bravo. Peccato che ora tutta questa bravura mi si ritorca contro.

È da un pezzo che, pioggia torrenziale a parte, non sento nessun rumore. Nella casa non c’è più anima viva. Quando le campane hanno dato il segnale di allarme, al piano di sopra si è scatenato il finimondo. Urla, gente che correva da tutte le parti. Sentivo i loro passi frenetici sopra di me. Per un attimo, a essere onesti, mi è venuto in mente che forse sarebbe stato meglio venire allo scoperto. Certo, in quel caso avrebbero potuto spararmi a bruciapelo, lo sapevo bene. Da quando hanno cambiato la legge, già diversi miei compari avevano fatto quella fine. Ma qualsiasi conseguenza sarebbe stata preferibile rispetto alla situazione in cui mi trovo ora: morto per morto, meglio un colpo secco, una buona pallottola in petto e via, piuttosto che essere chiuso in trappola, senza via di scampo.

È solo che fino all’ultimo minuto ero sicuro che ce l’avrei fatta a sfangarla anche questa volta, capite? Nei miei piani, me la sarei svignata di nascosto, dopo che tutti se ne fossero andati. Pensavo di poter uscire con la stessa facilità con cui ero entrato. Purtroppo mi sbagliavo, e in certi casi sbagliare può essere fatale. Sono diversi minuti che sto provando a urlare con tutto il fiato che ho, anche se so che è del tutto inutile. Certo che hanno fatto in fretta, a mollare tutto e andarsene. Del resto, al loro posto avrei fatto la stessa cosa. Anche se qui sotto è arrivato molto smorzato, non ho fatto fatica a riconoscere il segnale. Era quello di allarme rosso. Quando ero giovane, mio nonno mi aveva portato alla Barriera, e mi aveva spiegato per bene il funzionamento del sistema di rilevazione dei livelli, con tutti i vari codici di allarme. Allarme rosso vuol dire solo una cosa: nel giro di pochi minuti, mezza città si troverà sommersa. Succede sempre così, quando arriva la Grande Pioggia.

Purtroppo non c’è molto che possa fare. Ho cercato di costruire delle barriere, e mi sono arrampicato sulla cosa più alta che sono riuscito a trovare in questa squallida cantina. Ma non mi faccio molte illusioni. Quella dannata porta è sempre stata aperta, chi poteva immaginare che proprio questa volta l’avrei trovata sbarrata, e per di più con il catenaccio? Ho anche provato a buttarla giù, ma non c’è niente da fare. Forse l’hanno persino rinforzata per l’occasione, magari pensando che possa in qualche modo fare da barriera contro l’alluvione.

Ecco, l’acqua sta cominciando a filtrare nella cantina. Ormai chiamare aiuto non ha più senso, saranno tutti sani e salvi da un pezzo all’interno dei Gusci Sopraelevati. Posso solo pregare, e sperare che un qualche inspiegabile miracolo faccia smettere di piovere all’improvviso.


Andrea Pozzali

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antico
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#2 » lunedì 20 gennaio 2020, 23:20

Ciao Andrea! Tutto ok con caratteri e tempo, buona Pastor Champion Edition!

alexandra.fischer
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#3 » martedì 21 gennaio 2020, 16:48

SENZA VIA D’USCITA di Andyvox Tema centrato. E in maniera originale. Qui, il non può piovere per sempre è nella tenacia con la quale il protagonista si aggrappa alla vita, pur essendo già di una certa età e un reietto senza aiuti. Lo si vede anche come aggiusta il rifugio che si è procurato malgrado la Grande Pioggia stia allagando tutto inesorabile. Il personaggio colpisce a fondo il Lettore (quel catenaccio è davvero agghiacciante e l’essere intrappolati in una cantina senza poterne uscire è una condizione che potrebbe capitare a chiunque). Dalla descrizione del tuo mondo immaginario emergono elementi distopici (una Legge Cambiata che condanna le persone di una certa età a morte, dei Gusci Sopraelevati) che andrebbero spiegati.
Attento a:
Ho cercato in tutti i modi di nascondermi, di non farmi scoprire (togli la seconda frase: stai scrivendo la stessa cosa)
… sono stato davvero bravo. Peccato che tutta questa bravura mi si ritorca contro (riformulerei: sono stato davvero bravo. Peccato che mi si ritorca contro. Questo per evitare la vicinanza eccessiva di due parole molto simili).
Capite? (ecco, questo è il tipico intervento dell’autore caduto in disuso. Io lo toglierei, scriverei un: vai a capire, più generico, per via della Credibilità del Personaggio. Chiuso lì dentro riflette fra sé e sé, è il Lettore che deve immedesimarsi con lui leggendone i pensieri. Oggi va di moda così.)

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nedox
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#4 » martedì 21 gennaio 2020, 17:16

Ciao Andrea,
questo racconto mi ha trasmesso ansia, e mi è piaciuto proprio per questo. Mai mi vorrei trovare nella situazione del povero protagonista. Mi è piaciuto anche come sei riuscito a capovolgere il tema non andando fuori tema, cioè sei riuscito a dargli un’evocazione funzionale che riesce a ricoprire il racconto con una veste molto appetibile. Bel lavoro!

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romina.braggion
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#5 » mercoledì 22 gennaio 2020, 22:55

Ciao Andrea, ho compreso il senso generale del tuo racconto e mi piace il mondo che fai intuire ma alcuni punti mi risultano oscuri.
Mi è difficile dare un senso alla presenza del protagonista nella cantina, è chiaro che è una specie di malvivente ma, perché si trova lì sotto?
Questo passaggio mi torna poco: "Quella dannata porta è sempre stata aperta, chi poteva immaginare che proprio questa volta l’avrei trovata sbarrata, e per di più con il catenaccio? Ho anche provato a buttarla giù, ma non c’è niente da fare. Forse l’hanno persino rinforzata per l’occasione, magari pensando che possa in qualche modo fare da barriera contro l’alluvione." Ho immaginato che la coincidenza della porta sbarrata, che ti serve per bloccare il protagonista, fosse dovuta al fatto che alla fine i proprietari si sono accorti della presenza dell'intruso e hanno chiuso la porta di proposito. Sperare che una porta possa fare da barriera, se mezza città viene sommersa, di conseguenza mi sembra un'azione poco probabile.
Il tema secondo me è sfiorato e non sviluppato, forse ti sei perso in un'idea che potrebbe avere la necessità di molte più battute per essere resa efficacemente. Anzi, direi che merita di essere elaborata come racconto lungo.
Buona continuazione.

Polly Russell
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#6 » venerdì 24 gennaio 2020, 0:00

Senza via d’uscita di Andrea Pozzali
Ciao Andrea, i racconti in prima persona sono molto evocativi ma spesso diventano una lama a doppio taglio e temo che questo sia il caso. Stai facendo parlare un uomo disperato che è a un passo dalla morte, da una morte inevitabile, perché le ha proprio provate tutte, e sembra che stia raccontando una favola ai nipoti. Capisci che intendo? Non sento paura, ansia, non me ne trasmette nemmeno un po’, è del tutto tranquillo mentre dovrebbe essere claustrofobico. Lui se ne sta lì e ci racconta che a breve farà la fine del topo. Avrei amato del pathos, anche pensieri contorti e confusi, tipici di chi è in preda al panico. E invece niente. È un vero peccato perché ti sei inventato una città, e un mondo di conseguenza: con tutti i suoi usi, le sue catastrofi e i suoi rimedi, e tutto in pochissime righe, il che denota talento. Non capisco nemmeno la porta chiusa, visto che era sempre stata aperta, semplice sfiga, immagino, ma poi leggo “rinforzata per l’occasione”. Quale occasione, quella di ammazzarlo o l’alluvione? Perché nel secondo caso non ha un gran senso sbarrare la cantina, l’acqua entrerebbe dalla porta d’ingresso.
Nulla da eccepire sulla tecnica, frasi giuste e informazioni perfettamente dosate.

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Andrea Lauro
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#7 » domenica 26 gennaio 2020, 20:50

Ciao Andrea, una buona prova. Scorrevole, logico, asciutto, ci sveli pian piano l’accaduto e i retroscena senza scadere nell’infodump. Riesci a rendere la tensione del protagonista, che non sappiamo bene chi sia, magari un reietto, un rinnegato: nella lettura non ho sentito il bisogno di saperlo. Leggendo il commento di Polly sì, mgari qualcosa poteva essere reso in più dal punto di vista del pathos, ma tutto sommato quello che doveva esserci c’è, e va bene così: mi è piaciuto.
a presto,
andrea

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Wladimiro Borchi
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#8 » lunedì 27 gennaio 2020, 15:13

Ciao Andrea,
tema centrato e ansia del protagonista comunicata magistralmente.
A differenza degli altri io ne ho dato una lettura sociale. Il disgraziato in cantina si trova al livello più basso della scala sociale e in caso di arrivo della Grande Pioggia è destinato a farsi sopraffare, anche perché chi abita ai piani più alti gli chiude al porta a chiave e gli inibisce l'accesso.
La motivazione che mi sono dato per questo tipo di organizzazione è lo sfruttamento delle risorse che, forse, quando arriva la pioggia, diventano scarse.
Se ho preso fischi per fiaschi, fammelo sapere.
Un'ottima prova.
W
IMBUTO!!!

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#9 » lunedì 27 gennaio 2020, 22:23

Ciao Andrea. Di sicuro la tua è un'ottima prova. Hai comunicato molto bene l'ansia dell'attesa e hai seminato dovutamente tutti gli indizi necessari per poter capire la situazione. Da quello che ho potuto capire, si tratta di un'ambientazione di fantasia, vista la terminologia usata (Gusci e quant'altro). Ho capito bene? Non ho capito, però, questa scelta, dato che poteva essere tranquillamente rappresentata in un'ambientazione reale e moderna.
Sul resto, nulla da dire. Passando al parere soggettivo, non ne sono rimasto particolarmente coinvolto, perché come nel racconto di Laura (quello dei topi) si tratta di una trama molto lineare dove il protagonista spera nella fine della pioggia per non morire, senza troppi fronzoli di arricchimento. Non mi ha quindi colpito molto, pur restando un buon racconto. A rileggerci.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#10 » mercoledì 29 gennaio 2020, 19:00

Ciao, Andrea!

Che dire? Non può piovere per sempre, ma basta che piova abbastanza perché si anneghi. E sono sicuro che sia questo il destino ultimo del protagonista. Come dice lui stesso, alle volte gli errori sono fatali e nel suo caso, sì. Assolutamente sì, anche se non sappiamo perché fosse un reietto o che ragione avesse a nascondersi.
Un po' è quel che mi fa dispiacere della storia: alle sue spalle si può intravedere un livello di world-building, del quale però non scopriamo null'altro. Ecco, questa è una storia che mi farebbe piacere vedere espansa nel laboratorio, con qualche spiegazione circa il suo mondo.
Per il contest, prende il tema e lo rende nel modo più letterale possibile; un nubifragio o, presumo, un'esondazione, il che è intelligente. La semplicità paga, alle volte.
Potrei dire che tanta tenacia allungherà inutilmente le sofferenze del protagonista, ma sono certo che lui lo sappia già e quella per annegamento è una morte davvero, davvero orribile.
Chissà le facce dei cittadini quando ritroveranno il suo corpo nella cantina...

andyvox
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#11 » giovedì 30 gennaio 2020, 11:01

Grazie a tutti per i commenti e scusate se rispondo solo ora.

L'idea di base in effetti è molto semplice: una persona rimane intrappolata in una cantina che si sta allagando, purtroppo io faccio molta fatica a sviluppare trame particolarmente fantasiose nel poco tempo a disposizione, e anzi invidio molto chi ci riesce.
Gli elementi di world building sono solo accennati un po' per limiti di spazio, un po' perchè dovevano servire solo da sfondo, ma leggendo i vostri commenti mi rendo conto che la cosa non ha funzionato molto.
Devo dire che la lettura che più si avvicina a quella che era la mia idea di partenza è quella di Wladimiro, ossia una interpretazione di tipo sociale (anche se la mia è molto meno interessante della sua!). Nelle mie intenzioni, siamo in un futuro non molto lontano, con parecchie città che rischiano periodicamente di essere sommerse, e per questo motivo si attrezzano con sistemi di dighe (la Grande Barriera) e rifugi sopraelevati (i Gusci, che a questo punto facevo meglio a non menzionare nemmeno). Il protagonista è semplicemente uno dei tanti poveracci e vagabondi che cercano riparo per la notte, e che si devono però scontrare con leggi sempre più restrittive che permettono a chiunque di sparare a vista agli estranei. Quanto al fatto che la porta è chiusa, a me sembrava abbastanza naturale cercare di sbarrare una possibile via di penetrazione dell'acqua, ma anche qui c'è da lavorare parecchio.

Avrei solo una curiosità per Romina, perchè non capisco in che senso avrei solo sfiorato il tema.
Andrea Pozzali

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romina.braggion
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#12 » venerdì 31 gennaio 2020, 11:08

andyvox ha scritto:Grazie a tutti per i commenti e scusate se rispondo solo ora.

L'idea di base in effetti è molto semplice: una persona rimane intrappolata in una cantina che si sta allagando, purtroppo io faccio molta fatica a sviluppare trame particolarmente fantasiose nel poco tempo a disposizione, e anzi invidio molto chi ci riesce.
Gli elementi di world building sono solo accennati un po' per limiti di spazio, un po' perchè dovevano servire solo da sfondo, ma leggendo i vostri commenti mi rendo conto che la cosa non ha funzionato molto.
Devo dire che la lettura che più si avvicina a quella che era la mia idea di partenza è quella di Wladimiro, ossia una interpretazione di tipo sociale (anche se la mia è molto meno interessante della sua!). Nelle mie intenzioni, siamo in un futuro non molto lontano, con parecchie città che rischiano periodicamente di essere sommerse, e per questo motivo si attrezzano con sistemi di dighe (la Grande Barriera) e rifugi sopraelevati (i Gusci, che a questo punto facevo meglio a non menzionare nemmeno). Il protagonista è semplicemente uno dei tanti poveracci e vagabondi che cercano riparo per la notte, e che si devono però scontrare con leggi sempre più restrittive che permettono a chiunque di sparare a vista agli estranei. Quanto al fatto che la porta è chiusa, a me sembrava abbastanza naturale cercare di sbarrare una possibile via di penetrazione dell'acqua, ma anche qui c'è da lavorare parecchio.

Avrei solo una curiosità per Romina, perchè non capisco in che senso avrei solo sfiorato il tema.


Ciao Andrea, sì, mi sono espressa in maniera incompleta. Il tema è sfiorato come importanza nella quantità di idee che percepisco dal tuo racconto. Ti ho scritto infatti che secondo me questo racconto avrebbe la necessità di molte battute in più per svilupparsi nella maniera migliore e comunicare il mondo che hai pensato. In realtà il tema è centrato, diluvia!

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Dario17
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#13 » venerdì 31 gennaio 2020, 12:51

andyvox ha scritto:Ciao Dario,
grazie per il tuo commento, ti volevo solo chiedere se potevi magari indicarmi anche solo un passaggio dove la presenza delle virgole ti è risultata indigesta. Non sei il primo a farmi un'osservazione simile, ma io fatico proprio a rendermi conto di queste cose rileggendomi, e se tu mi potessi dare un'indicazione te ne sarei molto grato.


Volentieri.

Ma qualsiasi conseguenza sarebbe stata preferibile rispetto alla situazione in cui mi trovo ora: morto per morto, meglio un colpo secco, una buona pallottola in petto e via, piuttosto che essere chiuso in trappola, senza via di scampo.

Dopo i due punti vi sono 4 virgole in un periodo di circa venti parole. So che spezzettando la frase si carica di enfasi, ma qui magari è un po' troppo.
Io avrei scritto:
"Da quando hanno cambiato la legge, diversi miei compari avevano già fatto quella fine.
Tutto sommato era di gran lunga un modo di tirare le cuoia più onorevole piuttosto che morire intrappolato in una stanza: una buona pallottola nel petto e tanti saluti."

Quella dannata porta è sempre stata aperta, chi poteva immaginare che proprio questa volta l’avrei trovata sbarrata, e per di più con il catenaccio? Ho anche provato a buttarla giù, ma non c’è niente da fare.

Anche qui potresti tagliare quel virgola+congiunzione e lasciar scorrere.

"Quella cazzo di porta è sempre stata aperta. Proprio oggi dovevo trovarla bloccata da un catenaccio? Gli ho sferrato una serie di calci e pugni per buttarla giù: niente da fare."

Ovviamente i miei sono suggerimenti ed impressioni spassionate di un principiante. Fanne ciò che vuoi. :)

andyvox
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#14 » venerdì 31 gennaio 2020, 18:23

Grazie mille, Dario, ho colto le tue osservazioni, in effetti nelle tue riscritture i periodi sono molto più diretti e scorrevoli
Andrea Pozzali

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antico
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Re: Senza via d'uscita

Messaggio#15 » lunedì 3 febbraio 2020, 13:49

Trovo che il problema di questo racconto sia una semina non corretta. Non mi è arrivato il fatto che lui fosse una sorta di barbone e neppure che questa società fosse organizzata a livelli sociali, mi sono proprio mancati gli appigli interni. Inizialmente pensavo stesse addirittura giocando a nascondino, poi che fosse un ebreo che sfuggisse alla cattura, insomma non ci ho preso mai. E, dulcis in fundo, quella porta che lui, evidentemente, già conosceva e che è rimasta chiusa mi ha ancora più confuso riguardo al fatto che lui dovesse conoscere quella famiglia (e dico famiglia perché hai citato casa e non palazzo multistrato). Per farla breve, la scrittura è efficace e trattiene il lettore, ma le logiche interne sono ancora da affinare. Per me un pollice ni che punta più verso il positivo.

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