Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 20 gennaio dalle 21.00 all'una con il tema di Stefano Pastor, il Campione della Sesta Era di Minuti Contati! Appuntamento fisso di ogni Era, l'edizione CHAMPION verrà d'ora in avanti programmata sempre nel mese di gennaio.
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antico
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Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 21 gennaio 2020, 1:58

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BENVENUTI ALLA PASTOR CHAMPION EDITION, LA QUINTA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 136° ALL TIME!

Questo è il gruppo SOLE della PASTOR CHAMPION EDITION con STEFANO PASTOR, il Campione della Sesta Era di Minuti Contati, nella veste di Guest Star.

Gli autori del gruppo SOLE dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo CORVO.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo PIOGGIA


Questo è un gruppo da NOVE racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da STEFANO PASTOR. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo SOLE:

Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell, ore 23.53, 3331 caratteri
Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi, ore 23.35, 3064 caratteri
Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.47, 3283 caratteri
L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro, ore 00.43, 3329 caratteri
Il blocco, di Alexandra Fischer, ore 22.11, 2154 caratteri
Il ballo, di Dario Cinti, ore 00.09, 3194 caratteri
La Madonna della Neve, di Romina Braggion, ore 00.57, 3181 caratteri
L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi, ore 00.19, 3268 caratteri
Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui, ore 00.46, 3267 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 30 GENNAIO per commentare i racconti del gruppo CORVO. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 31 GENNAIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare I NOVE racconti del gruppo CORVO e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTISEI (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo CORVO.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA PASTOR CHAMPION EDITION A TUTTI!



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Adry666
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » domenica 26 gennaio 2020, 18:18

Ciao a tutti, tutti molto bravi! Così è difficile…

Di seguito la mia classifica:

1. Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi, ore 23.35, 3064 caratteri
2. Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell, ore 23.53, 3331 caratteri
3. Il blocco, di Alexandra Fischer
4. La Madonna della Neve, di Romina Braggion, ore 00.57, 3181 caratteri
5. L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro, ore 00.43, 3329 caratteri
6. Il ballo, di Dario Cinti, ore 00.09, 3194 caratteri
7. Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.47, 3283 caratteri
8. Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui, ore 00.46, 3267 caratteri
9. L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi, ore 00.19, 3268 caratteri



Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
Ciao Polly,

tema centrato.
Attenzione che quando scrivi: “L’ora del the”, per creare meno confusione io scriverei: thè o tè, non mi suona bene così.
La storia ha una bellissima ambientazione, mi è piaciuta molto, mi hai fatto viaggiare lontano! 
Il ritmo prende, il racconto con i suoi personaggi ti cattura nella sua delicatezza. Speravo in un finale migliore, ma va bene, prendo atto.
Buona prova, brava!
Ciao
Adriano

Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
Ciao Wlad,
tema centrato senza dubbio (speriamo che il “tempo” volga al bello…)
All’inizio ero un po’ contrariato dall’immagine e dalle troppe parolacce (che in effetti però ci stanno tutte). Poi sono stato risucchiato dalla storia, dal bel personaggio della donna: poche parole che delineano un carattere e un coraggio invidiabile.
Non ho trovato nulla di rilevante da segnalarti.
Molta emozione, molto bravo.
Ciao
Adriano

Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele,
tema centrato in parte.
Il racconto è scritto bene ma non mi ha preso più di tanto; alcune parti l’ho dovute rileggerle perché mi perdevo un po’, sicuramente un mio problema. Ma comunque non si è accesa quella scintilla che fa appassionare ai personaggi. Secondo me manca un po’ di movimento, di ritmo.
Alla prossima
Ciao
Adriano

L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
Ciao Andrea,
tema centrato.
Il tuo racconto è scritto molto bene, scorre liscio fino alla fine. L’ambientazione è interessante. Non si capisce perché piove sempre in quel territorio, però un motivo ci sarà. Forse la cosa che manca è l’idea forte che io apprezzo molto nei racconti brevi.
IL passaggio: “Per le strade non c’è anima viva: la mia avventura può iniziare. Conosco un’uscita segreta dalla città: il buco nel muro è così piccolo che solo bambini e gatti ci possono passare” mi ha ricordato Alice nel paese delle meraviglie 
Comunque un buona prova, bravo!
Ciao
Adriano

Il blocco, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
ben ritrovata!
Tema centrato in parte, non so se la citazione del film il corvo possa bastare.
Tuttavia il tuo racconto mi è piaciuto parecchio. Bella suspense, notevole ambientazione e, soprattutto, in poche parole rendi molto bene il personaggio, brava! La profondità psicologica dell’uomo mi ha colpito. L’attaccamento alla casa, agli oggetti che simbolizzano i ricordi è ben resa dai pensieri dell’anziano signore.
Non so se finisca male come ho letto in alcuni commenti, forse no, mi sembra tu abbia lasciato aperto il finale.
Bella prova!
Ciao
Adriano


Il ballo, di Dario Cinti
Ciao Dario,
il tema non mi pare troppo centrato, forse sfiorato.
Il racconto ha momenti molto lirici e affascinanti. Il problema è con la trama: ci sono parecchie cose lasciate incomplete (sicuramente avresti avuto bisogno di più caratteri) e altri punti piuttosto oscuri che non mi hanno aiutato a capire il senso che volevi trasmettere.
Nel complesso discreta prova
Ciao
Adriano

La Madonna della Neve, di Romina Braggion
Ciao Romina,
ben ritrovata.
Tema centrato (in pieno direi!)
Racconto che a una prima lettura necessita di essere rivisto e compreso, poi fa paura, quel terrore sottile che s’insinua dentro le ossa facendo venire i brividi.
Se riuscissi a renderlo più scorrevole non sarebbe male.
Il tema tocca, secondo me, il problema delle nostre scelte che oscillano tra coraggio e paura. E tu l’hai reso molto bene, brava!
Alla fine solo una cosa non ho capito: perché il tizio vien salvato dal cane e un attimo dopo invece viene “ucciso”?
Nel complesso ottima prova.
Ciao
Adriano

L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi
Ciao Daniele,
tema centrato.
Il tuo racconto è interessante ed è originale. Nel ritmo, secondo me, c’è uno squilibrio tra la prima parte, troppo lenta e dilatata, e la seconda parte più incalzante.
Ci sono alcuni passaggi che a una prima lettura generano confusione: “Il contadino scosse la testa, scandendo un borbottio metallico. Il suo gesto sembrò interessare il tizio che girava la leva della macchina del cinema; spostò l’occhio del suo aggeggio su di lui, mettendo più energia nel macinare qualsiasi cosa fosse dentro la sua scatola magica. Martin lo fissò con un che di dubbioso.”
Chi è il contadino? Perché sta con i soldati? Anche “il tizio che girava la leva della macchina del cinema” mi ha fatto venire il dubbio che stessero in un cinema (magari era più semplice scrivere “cinepresa”, o qualcosa di simile).
Nel complesso prova discreta
Ciao
Adriano

Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui
Ciao Filippo,
tema centrato, l’acqua c’è.
L’idea simil catastrofica è interessante anche se non troppo originale. Nella parte centrale ti sei avventurato in un tipi di narrazione “futurista” che mi ha lasciato un po’ interdetto.
“Cercando di farlo notare al suo compagno di vita Heng, che se ne stava al telefono a guardare video su come cucinare i nian gao simili a quelli di sua nonna, Lin sentiva che stava per accadere qualcosa di estremamente terribPAW un fulmine prende in pieno la macchina davanti a loro si scaraventano fuori dall’auto non hanno tempo per voltarsi ma soltanto per correre in mezzo a un’orda di altre persone prese dallo stesso panico la pioggia inizia a battere fortissimo sulle teste non si capisce più niente dove cazzo è Heng il respiro manca Lin si volta ma c’è troppo caos ECCO HENG Lin corre verso di lui ma Heng è attonito si stanno per toccare SDRUM un masso enorme frana nella strada proprio dove un secondo prima c’era Heng e Lin rimane inerme ma deve spostarsi sta crollando tutta la montagna sotto lo spessore di una pioggia mai vista il cuore non sta reggendo”
Se volevi creare un ritmo sincopato, non mettere segni d’interpunzione, secondo me, non ti ha aiutato. Forse sarebbe stato meglio costruire delle frasi molto brevi. Anche usare dei caratteri maiuscoli con carattere maggiorato mi hanno ricordato troppo Marinetti e troppo poco un racconto breve moderno.
Ciao
Adriano

Paola
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » domenica 26 gennaio 2020, 22:47

Il cielo di Rajasthan – Polly Russell

Una storia malinconica, fin dalle sue prime righe. Contrastata. Estrema. Bella l’ambientazione e l’aria che si respira è proprio quella indiana. Mi ha riportato ai romanzi dei primi del ‘900, a quella letteratura che andava molto quando ero piccola. Un racconto che ho apprezzato, oltre che alla tematica.


Brutto stronzo! – Wladimiro Borghi

La rabbia si percepisce fin da subito. Ben strutturato in ogni suo momento. Hai rappresentato il male, gli hai dato un aspetto e hai evidenziando l’azione nociva. I mostri sono proprio questi. Mi è piaciuto molto il finale: faccia a faccia, senza paura ma affrontando. E chi ha questa grinta porterà sempre luce oltre la pioggia. Complimenti.



Le porte del mondo – Gabriele Dolzadelli

Un racconto delicato, dolce che si legge bene con piacevolezza. Strutturato bene e modulato con correttezza nei passaggi. L’unica pecca che ho trovato, ma che con poco si rimedia, sono le quattro ripetizioni del verbo “appoggiare” nelle varie forme: appoggialo, appoggiare, appoggiarono, appoggiando.
Tutto il resto è molto poetico e ben fatto. Mi è piaciuto.

L’esercito rosso – Andrea Lauro

In questo racconto la pioggia è benvenuta ed è la paura che smetta la vera minaccia. Vedere il tema così ribaltato, all’inizio mi ha fatto un po’… senso. Però è vero che la frase: “non può piovere per sempre” (purtroppo) ci può stare. Bravo. Apprezzo chi si spinge oltre la normalità, le cose date per scontate e ribalta, cambia.
L’unico punto che stona, a mio avviso, è la parte iniziale. L’introduzione è un po’ troppo lunga. Si legge senza capire dove vada a parare. Secondo me, si poteva tagliare qualche parte. La storia, vera e propria, ha inizio quando lui si inoltra nel bosco.


Il blocco – Alexandra Fischer

Ciao Alexandra. Forse nella parte iniziale sei stata un po’ frettolosa, spesso mancano delle virgole che rendono il testo più godibile. E probabilmente dovevi entrare anche tu nella storia. Perché ti dico così? Perché se il primo pezzo è molto più freddo e distaccato, nella secondo c’è tanto, molto calore. Guarda, il finale è davvero bello: mostra la parte umana, i sentimenti, l’anima del personaggio. Mi è piaciuto tantissimo e mi sono commossa per la scelta di quest’anziano professore.
Andava più curato l’inizio: riguardato dopo che avevi completato il tutto, e aggiungerci qualcosa di più dell’uomo, insieme a ciò che gli avviene intorno.


Il ballo – Dario Cinti

Mi è piaciuta la tematica, l’ambientazione. Mi ha riportato a storie lontane, belle e drammatiche.
Quello che fa tornare meno, nell’insieme: è la struttura e il detto/non detto. Soprattutto quest’ultimo crea confusione. A volte dai troppo per sottinteso e chi legge non percepisce appieno quello che volevi mostrare. Rielaborata, con più calma, verrà una bella storia.


La Madonna della neve – Romina Braggion

Il canovaccio della storia mi è piaciuto, come l’ambientazione e le descrizioni.
Secondo me, c’è un po’ di confusione. Niente di grave, solo maggior tempo per una rilettura distaccata. Mentre la prima parte è molto ben elaborata, la seconda tentenna un po'. Per come è messa adesso, spiazza un po’ chi legge che è costretto a tornare indietro nei passaggi. Ecco, manca solo un po’ più di tempo… si sa: questo è l’osso duro, dove ci sbattiamo tutti contro. Alla prossima.


L’acquazzone di luglio – Daniele Torrisi

Bello l’inizio con la descrizione della tempesta e le parole che hai utilizzato: sembrava proprio di esserci. Poi si va avanti nella storia senza comprendere bene chi sono e dove sono. Mi torna un po’ poco che un contadino lavori al suo campo quando vi è imminente una battaglia. Alla fine si comprende il tutto. In generale è un racconto godibile ma, solo per mio gusto personale, la storia non mi ha molto rapita.


Non può piovere per sempre… o forse sì? – Filippo Pasqui

È tutto molto raccontato. La prima parte, che fa da introduzione, poteva essere più corta. Nel mezzo c’è troppa foga, non dai modo di far riposare chi legge: mancano punti e virgole. Le parole onomatopeiche, non essendo un fumetto, ci stanno poco. Potevi descrivere il tipo di rumore provocato. Fra tutti è quello che mi ha coinvolto un po’ meno, ma solo per gusti personali.


Questa volta ho fatto molta fatica a stillare una classifica. Ci sono bei racconti che meritavano i posti alti e, non potendo dare pari merito, qualcuno è dovuto scendere. Però, mi è dispiaciuto molto.


1 - Brutto stronzo! – Wladimiro Borghi
2 - Il cielo di Rajasthan – Polly Russell
3 - Il blocco – Alexandra Fischer
4 - Le porte del mondo – Gabriele Dolzadelli
5 - L’esercito rosso – Andrea Lauro
6 - La Madonna della neve – Romina Braggion
7 - Il ballo – Dario Cinti
8 - L’acquazzone di luglio – Daniele Torrisi
9 - Non può piovere per sempre… o forse sì? – Filippo Pasqui

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emiliano.maramonte
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » domenica 26 gennaio 2020, 23:52

Ecco la mia classifica, seguita dai commenti.
Certezza granitica per il primo e il secondo posto, bagarre per gli altri.
Buona Edition!

CLASSIFICA

1. L'Esercito Rosso di Andrea Lauro
2. La Madonna della Neve di Romina Braggion
3. Brutto stronzo! di Wladimiro Borchi
4. Le porte del mondo di Gabriele Dolzadelli
5. Il cielo del Rajasthan di Polly Russel
6. Il ballo di Dario Cinti
7. L'acquazzone di Luglio di Daniele Torrisi
8. Il blocco di Alexandra Fischer
9. Non può piovere per sempre... o forse sì? di Filippo Pasqui


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COMMENTI

IL CIELO DEL RAJASTHAN di Polly Russel
Ho apprezzato molto la ricostruzione dell'epoca, anche se non ho conoscenze sufficienti per gustarmi fino in fondo la cornice storica.
La trama è abbastanza lineare, nel senso che gli elementi di un dramma ben scritto ci sono tutti, e sono stati collocati ognuno al proprio posto. Ho seguito la vicenda più o meno già intuendo cosa sarebbe successo, ma immagino che non fosse necessario un colpo di scena o uno stravolgimento, in quanto l'intensità emotiva parla da sé, e sostiene il peso dell'intero racconto.
La storia d'amore clandestina "omo" è un espediente sempre valido anche se, nei nostri tempi, abbastanza inflazionato, ma tant'è, va bene così.
In sostanza, l'impressione complessiva è stata di buona riuscita della tua prova, eppure, stranamente (e parlo per me) non ha colpito le corde giuste, mi ha lasciato alquanto tiepido. Non saprei precisarti perché; forse questione di gusti e non per tuoi demeriti!
Racconto sicuramente meritevole di una buona sufficienza, e nulla di più.

BRUTTO STRONZO! di Wladimiro Borchi
Questa volta ho affrontato il tuo racconto con molto interesse, a partire dalla prima, destabilizzante esclamazione.
Devo ammettere che, a fine lettura, sono rimasto interdetto. Nel complesso la storia prende, anche se all'inizio ho fatto davvero fatica a comprendere il contesto, chi parlasse e a cosa si riferisse. Poi l'idea è venuta fuori. Però, non so, nonostante il tema da te affrontato sia importante, profondo e drammatico, non è riuscito a coinvolgermi.
Il flusso narrativo della trama è quasi per intero nell'interiorità del protagonista, però questo punto di vista mi ha fatto percepire la struttura come statica e mi ha reso pesante arrivare fino alla fine.
Intendiamoci: mi è piaciuto molto lo stile ruvido e incattivito, con qualche ottimo azzardo linguistico (dove hai trovato "fecaloma"???), e la narrazione trascina, eppure... eppure sentivo che mancava qualcosa, quel quid che mi permettesse di godermi in pieno la lettura. Non so essere più preciso.
Da un punto di vista tecnico ti segnalo una cosa: ho notato che hai la tendenza ad ammucchiare periodi, come in questo caso

"Fino (ad) allora avevano trascorso una vita sulla corda, in equilibrio su un monociclo striminzito: precisi con le tasse da pagare, al limite con il mutuo della casa, di poco sotto il massimo dello scoperto in banca, senza abbastanza denari per comprare le tende o per rifare il bagno."

Frasi lunghe come questa, sono delle zappate sui piedi che si dà lo scrittore.

Spezzetta o rielabora per non indispettire.
E occhio a «qualcun'altra»!

Valuto positivamente questo tuo testo, ma con un pochino di riserve.
Non sono sicuro che tu abbia centrato il tema, nonostante la doverosa precisazione che hai dato sopra.

LE PORTE DEL MONDO di Gabriele Dolzadelli
Dunque, dopo un avvio nebuloso e faticoso, il racconto si riprende e viaggia spedito verso una meta ignota che desta sicuramente l'interesse. La situazione è abbastanza lineare: ci sono due persone, un uomo e una donna, che trasportano una barella con un vecchio moribondo. La narrazione è ben condotta, con ottime invenzioni linguistiche ("... dissetandosi di cielo", "le nuvole squarciate dai colpi di spada del sole"...), ma è ritagliata su una trama che, purtroppo, lascia molti buchi aperti, il finale soprattutto. Posso provare a ipotizzare che i due amici trasportino un parente o un compare di vecchia data ("Lui è abituato così", "Ha sempre apprezzato le cose a modo suo") per farlo morire felice in un posto che lui ama, però non ho afferrato il discorso della pioggia, perché, ad esempio Jimmy a un certo punto dice: "Più pioggia c'è e meglio sarà!"; e "la porta del mondo" è un luogo mistico, un luogo simbolico o affettivo? Non so. Larga parte degli elementi sono rimasti nella tua testa.
In generale, non mi è dispiaciuto il racconto, ma potevi seminare qualcosa in più per renderlo particolare e incisivo.

L’ESERCITO ROSSO di Andrea Lauro
Sono proprio contento di aver letto il tuo racconto. Tra quelli letti in questi giorni è sicuramente il migliore. E' scritto in maniera limpida, equilibrata, senza sbavature o fronzoli inutili. La narrazione scorre che è un piacere e compone un affresco molto suggestivo. Sei stato bravo a comporre un dipinto che immortala una situazione sospesa in un'epoca indefinita (anche se avevo pensato stessi parlando dei Romani e dei Barbari...) che però ha un significato importante e, soprattutto, lascia intravedere un universo narrativo molto più ampio che avrei avuto la curiosità di esplorare in un racconto più lungo.
Di solito sono molto pignolo e severo quando esamino i testi, ma devo dire che, a parte un paio di "d" eufoniche da togliere, assolutamente ininfluenti per la resa complessiva, non ho trovato altri difetti. E a voler fare le pulci al racconto, posso concludere dicendo che avrei preferito trovare un picco emotivo finale un po' più alto, ma sicuramente sto esagerando.
Complimenti, sei sul mio podio personale.

IL BLOCCO di Alexandra Fischer
Sicuramente interessante questo testo, ma l'ho letto col fiatone. Premetto che, secondo me, è ancora da sbozzare. Ho notato che posti i racconti quasi sempre prima di tutti, a circa un'ora e mezzo dall'inizio della gara e questo va sicuramente a detrimento della pulizia di ciò che scrivi. Ci sono, infatti, diverse ripetizioni di parole, punteggiatura distratta, periodi lunghissimi, sovrabbondanza di pronomi possessivi ecc.. Devi assolutamente governare questi meccanismi, magari prendendoti un'ora in più.
Per quanto riguarda la storia, ha un suo perché e fa abbastanza presa, anche perché il terremoto fa paura a tutti e genera in chi legge automatica apprensione, però ha due fondamentali inconvenienti: primo l'età del protagonista; mi aspetterei un blocco e una rassegnazione da un ottantenne, ma da un sessantenne, boh, non so. Secondo, il finale. Può essere considerato un commiato e una presa d'atto della morte imminente, però lascia una forte sensazione di troncamento.
Tema centrato? Forse. E' sufficiente il richiamo a "Il corvo" di Brandon Lee? Non lo so.
In buona sostanza, il racconto mi è "piaciucchiato", ma non mi ha fatto impazzire.

IL BALLO di Dario Cinti
Ho sensazioni molto contrastanti di fronte a questo tuo racconto. Si svolge come una fiaba alla Cenerentola, poi si trasforma in... Cosa?
Apprezzo il tentativo di dare un registro elegante alla storia (registro che ha una pesante caduta di stile con il termine "moroso"...), però le due parti di cui è composto sembrano davvero slegate, e sono fonte di una ridda di domande: come mai Mary si è risvegliata ai nostri tempi? Perché svanisce? E' un incantesimo? E perché non capisce gli altri? E potrei continuare. Purtroppo tutto questo non aiuta a rendere efficace la resa finale del testo. Non che mi sia dispiaciuto, però manca un vero e proprio filo conduttore, con un punto di arrivo coerente con le premesse e con lo svolgimento. Forse manca anche il tema; ho fatto grande fatica a trovarlo.
Prova appena appena sufficiente.

LA MADONNA DELLA NEVE di Romina Braggion
Sono molto contento che tu sia alla tua seconda Arena, ed ero molto curioso di leggere un tuo nuovo lavoro, per cui ho iniziato senza indugio con te.
Dico subito che ho dovuto rileggere il racconto due volte. La prima ho trovato il meccanismo narrativo frammentato e poco chiaro, giocato tra l'incidente e un salto nel futuro, necessario per una importante svolta narrativa. Ho riletto il tutto per la seconda volta con molta attenzione, e ho afferrato tutta la logica della trama. E ho avuto un brivido.
Preciso che qui ho trovato una scrittura meno meditata della tua prima Edition, cioè meno elaborata, ma un pochino più efficace, perché riesce a generare immagini più nitide e immediate. In realtà ci sono dei passaggi che andrebbero ripensati (Da "Il cane lo precedeva [...]" fino a [...] "nessuna traccia") in quanto disorientano con veloci riferimenti temporali che spezzano le linee narrative principali, però nel suo insieme la storia fluisce abbastanza bene fino a un finale direi semplice ma agghiacciante.
E posso affermare di aver afferrato un minuscolo frammento di un quadro più ampio del tuo modo di scrivere: storie fortemente ancorate alla realtà dove, però, l'elemento fantastico è una componente fondamentale e arricchente, seppur a volte apparentemente ai margini.
La scena finale, infatti, è significativa proprio per quanto detto sopra: riannoda i fili e dona senso compiuto alla trama.
Carini i riferimenti al periodo storico dell'ambientazione (l'alluvione del 1978), compresa la gloriosa 127!
Buona prova, migliorabile nello svolgimento, ma assai godibile nel suo insieme.

L’ACQUAZZONE DI LUGLIO di Daniele Torrisi
Dunque: il racconto ha un suo spessore interessante, anche perché si ispira a un fatto storico che, devo ammettere, non conoscevo affatto. Questa mia mancanza ha sicuramente condizionato questo mio feedback.
Devo dedurre che l'intera vicenda fosse ben chiara nella tua mente, ma sia stata resa sul foglio (virtuale) in maniera confusa. Ho fatto davvero fatica a inquadrare i personaggi e, ciliegina sulla torta, verso la fine si parla di un contadino, si fa riferimento a "il tizio che girava la leva della macchina del cinema", riferimento che disorienta e depista. Ripeto: ci sta anche che io non abbia potuto apprezzare il richiamo storico, in quanto a me ignoto.
Sul fronte della tecnica, permettimi di dire che hai un'ottima mano, ma va addomesticata. Mi sono trovato di fronte a frasi come "riverberando a terra il picchiare dei fulmini", oppure "poi interrotto dal tornare a cadere dei fulmini". Insomma, devi imparare a sbozzare meglio il testo e, se mi consenti, a prediligere la semplicità, laddove ti sia possibile... Fidati, la semplicità paga (quasi) sempre. Ovvio che altro non posso consigliarti dato che ognuno scrive come ritiene e, soprattutto, sulla base delle proprie spinte interiori.
Il tema mi sembra centrato. E ti ringrazio, comunque, per avermi fatto conoscere questo episodio di un momento buio dell'umanità.

NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE… O FORSE Sì? di Filippo Pasqui
Purtroppo la mia valutazione per questo racconto è negativa. Ma non avertene a male, perché proprio da situazioni critiche, poi si può trarre slancio per migliorare.
Il racconto parte male con quello che sembra l'estratto di una guida turistica piuttosto noioso e mortificante per il lettore. Giunto alla fine del paragrafo non ne potevo più.
Poi finalmente arriva il tema principale della trama e ti vai a impelagare in un tentativo di narrazione "d'avanguardia" (sic!) che però non fa che danneggiare la bontà della piccola scintilla che si è accesa verso la fine. La descrizione della sventura occorsa a Lin e Heng è anche interessante, ma si sviluppa in pochissimo spazio, senza una struttura narrativa tale da coinvolgere il lettore e con un finale coerente, ma un po' così.
Se il racconto fosse iniziato dal secondo paragrafo, avrebbe avuto ben altra efficacia, magari con un dialogo tra i due che si accorgono che qualcosa non va, nell'ambito di una situazione di suspense in crescendo sicuramente forte e coinvolgente.
Così com'è, per quanto mi riguarda, il racconto è bocciato.

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antico
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » lunedì 27 gennaio 2020, 12:13

Avete ricevuto tre classifiche, vi mancano ancora quelle di Viviana Tenga, Axa Lydia Vallotto, Alessio Magno, Andrea Partiti, Gabriele Cavallini ed eté.

Gabriele Cavallini
Messaggi: 65

Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 27 gennaio 2020, 12:23

Ecco la mia classifica:
1) L'esercito rosso di Andrea Lauro
2) Brutto stronzo! di Wladimiro Borchi
3) Il cielo di Rajasthan di Polly Russel
4) La Madonna della neve di Romina Braggion
5) Le porte del mondo di Gabriele Dolzadelli
6) L'acquazzone di Luglio di Daniele Torrisi
7) Il blocco di Alexandra Fischer
8) Il ballo di Dario Cinti
9) Non può piovere per sempre...o forse si? di Filippo Pasqui

Ciao Polly,
ho veramente poco da dire sul tuo racconto. E' strutturato bene e la scrittura è pulita, lineare. Ho apprezzato molto il dialogo fra il padre e John, si capisce che stai raccontando un'epoca passata in cui i genitori avevano ancora il potere di poter decidere per i figli.
Sarà forse per la linearità con cui è scritto che mi ha lasciato un po' svuotato. Chiarisci fin da subito che i loro incontri sono proibiti e rischiano qualcosa, ed è proprio così che va a finire. Anche la frase "Non può piovere per sempre" forse è un po' forzata, il racconto può stare in piedi senza. Il tema c'è e si intuisce anche senza inserirla.

Ciao Wladimiro,
ho apprezzato molto il tuo racconto. Soprattutto l'immagine della famiglia sulla corda, sempre in precario equilibrio, e del pagliaccio che si diverte ad agitarla. E' intuitiva e me la vedo proprio davanti agli occhi.
Ho poco da dire perché il tema è centrato e la scrittura è molto pulita. Il finale mi restituisce qualche dubbio: l'uomo capisce che per quanto male possa entrare nelle loro vite, il legame che li unisce non si spezzerà mai. Ma la moglie si salva o no? Forse la mia curiosità è dovuta al fatto che ho empatizzato con il marito.

Ciao Gabriele,
devo dire che il racconto non l'avevo affatto capito prima di leggere il tuo commento. L'idea era molto buona, ma forse troppo ambiziosa per così poco spazio. La descrizione iniziale non mi ha molto preso: ho subito sentito una difficoltà nell'entrare dentro al tuo racconto. Dopo si riprende, e anche molto bene. Il dialogo procede con buon ritmo e la descrizione finale dell'arcobaleno mi ha colpito. Riesco proprio a immaginarmi il movimento dei colori fino a raggiungere il vecchio.
In sintesi un racconto che potrebbe essere buonissimo, da aggiustare la descrizione iniziale che secondo me non arriva al lettore.

Ciao Andrea,
che bel racconto! La scelta più azzeccata della storia è senza dubbio il punto di vista del bambino. Prima non capisce perché gli anziani tengano così tanto alla pioggia e immagina un esercito rosso diverso, che poi dopo si rivela essere soltanto un branco di gentaglia che sta assediando la sua città. Ho percepito il coinvolgimento emotivo e lo sguardo del bambino, frutto di una scrittura ottima. Complimenti!

Ciao Alexandra,
L'inizio del racconto è interessante, l'incapacità di capire quello che sta succedendo si sente, anche se la successiva non accettazione del personaggio di uscire dalla casa mi sembra un po' forzata (avrei preferito qualche chiarimento sul perché). L'aderenza al tema, purtroppo, la sento poco. Il ritrovamento del poster del film mi sembra una scorciatoia poco a effetto per il tipo di racconto. In generale avrei preferito un finale diverso, magari il personaggio poteva rendersi conto che non tutto era perduto nella sua vita e uscire dalla casa.
Ciao Dario,
il tuo racconto parte bene, anche se qualche volta cadi nell'eccesso (vedi "finestra percossa da milioni di gocce scagliate dall'alto"). Quando la ragazza sviene, catturi subito l'attenzione del lettore. Purtroppo le aspettative nella seconda parte del racconto non sono molto rispettate. Prima di tutto, non ho ben capito perché lei si "risvegli" ai nostri tempi. Il finale, per opinione personale, forse è fin troppo poetico. L'aderenza al tema c'è e non c'è: la pioggia è solo un elemento di contorno e di speranza per la ragazza ce n'è ben poca.

Ciao Romina,
ho opinioni contrastanti sul tuo racconto. Mi piace moltissimo il lessico che usi, e l'ambientazione di montagna, in questo sei riuscita a trasportarmi dentro il mondo della tua storia perfettamente. Unica nota dolente è che ho dovuto leggere il racconto ben 3 volte per prova a decriptarlo; e devo anche ammettere che non credo di averlo tutt'ora capito. I piani temporali sono troppo sfasati e si scambiano in continuazione: in così poco spazio è molto difficile costruire qualcosa che abbia un senso immediato. Non mi sento di fartene una vera e propria critica, perchè l'idea è molto originale e narrata bene. Piuttosto spero che sia una presa di coscienza per il futuro.

Ciao Daniele,
ho fatto un sacco fatica a capire il tuo racconto. Molti nomi senza volto in poco spazio, e l'apparizione del tizio che gira la leva della macchina del cinema mi ha turbato. Voglio essere sincero: non avevo capito niente!
Il tuo commento è stato rivelatore, e dopo, rileggendo tutto, ho apprezzato molto di più il racconto e il contesto storico. Questo però è un problema non da poco: se c'è bisogno di una spiegazione lunga quasi quanto il racconto, forse avresti dovuto scegliere un'altra storia. La cornice delle 3000 battute è la difficoltà più grande di questi contest. Questo potrebbe essere l'inizio di un racconto da ampliare, che leggerei molto volentieri.

Ciao Filippo,
il tuo racconto ha due facce. C'è un'introduzione dove descrivi l'ambientazione: troppo lunga, stancante, annoi il lettore. La seconda parte sembra l'opposto: la situazione diviene catastrofica, veloce, in completo contrasto con l'inizio. Il contrasto è quello che forse ho apprezzato maggiormente. Ma lo stile di scrittura, senza punteggiatura, con l'uso di parole onomatopeiche ingigantite, io proprio non lo digerisco. Secondo me avresti dovuto lavorare su questo contrasto in modo completamente diverso. L'aderenza al tema è solo legata alla pioggia torrenziale.

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AxaLydiaVallotto
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 27 gennaio 2020, 12:57

Ecco la mia classifica. Su alcune posizioni ero indecisissima!


Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
Piccola premessa: lo so che tecnicamente non è sbagliato, ma lo stesso ogni volta che ho letto “the” mi sono un pochino sentita male xD
Mi è piaciuto molto il tema del racconto e, secondo me, hai reso bene sia l’amore dei due protagonisti sia la fine tragica. Che era un po’ prevedibile, credo, ma una storia così non poteva finire in altro modo, viste le premesse.
Nel complesso un racconto molto dolce, con un’atmosfera davvero bella e malinconica. Anche il tema è perfettamente centrato.

Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
Devo ammettere, non ho del tutto capito cosa succede nel racconto. In particolare, ho avuto qualche problema a capire la successione degli eventi, o a chi si riferisse il protagonista delle volte. Anche i riferimenti al clown un po’ mi hanno disorientata, ma alla fine credo di aver capito. Però il finale non mi era chiaro, finché non ho letto il commento in cui l’hai spiegato.
Lo stile con cui hai scritto è davvero interessante, ci sono delle frasi che mi sono piaciute veramente tanto – tipo “Lui aveva dedicato il suo disprezzo al karma, alla Kundalini del cazzo, all’Avatar Babaij, a tutto il pantheon delle divinità che l’uomo avesse mai pensato di fabulare da quando aveva iniziato a intagliare chopper nella pietra.”, che secondo me caratterizza benissimo la voce del personaggio narrante.
Il tema c’è, non è interpretato in maniera letterale, ma secondo me è centrato.

Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
Il racconto mi è piaciuto, è molto dolce, ed è anche scritto abbastanza bene. C’è solo qualche verbo filtro che un po’ disturba – tipo “vede”, “sente” e simili. Non mi è chiarissimo il finale, però, perché non ho capito se c’è un elemento fantastico o no – io ho interpretato che l’arcobaleno è una sorta di “porta del mondo dei morti” o qualcosa del genere, ma ammetto che non ne sono del tutto sicura. Anche il setting non è completamente chiaro: all’inizio parli di ghiaccioli alla Coca Cola, che fanno pensare a un setting moderno, ma non so come questo si possa conciliare con la storia – se fosse un setting moderno penso avrebbero portato Sal in ospedale o qualcosa del genere.
Forse è stato il limite di caratteri a penalizzarti, ma secondo me manca qualche dettaglio che faccia capire meglio cosa succede.

L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
Il tuo è davvero un ottimo racconto. Mi è piaciuto fin dall’inizio: emerge molto chiara la voce del personaggio narrante, che lo caratterizza subito. E altrettanto bene hai presentato il setting, in poche frasi che però tratteggiano il contesto quanto serve. Poi mi è anche piaciuto molto come hai usato il tema, trasformandolo da una promessa di speranza a una minaccia: è un’idea originale, secondo me. Hai gestito le aspettative dei lettori in maniera perfetta: non vedevo l’ora di arrivare in fondo per capire dove saresti andato a parare. E il finale non delude per niente. Complimenti, davvero!

Il blocco, di Alexandra Fischer
Il racconto non mi è dispiaciuto, ma non mi ha coinvolta molto. La scrittura è molto “filtrata”, con tutti i vari “vedo”, “sento”, etc. che distanziano molto il lettore dal punto di vista. Essendo scritta in prima persona, avresti potuto davvero sfruttare questa tua scelta per trascinare il lettore nella storia, ma tutti quei verbi filtro sono praticamente inutili e annullano il vantaggio della prima persona. Il risultato mi è parso davvero freddino, anche se quello che racconti avrebbe il potenziale di trasmettere molto. Il protagonista a mio parere non è caratterizzato in modo vivido – cosa che avrebbe, invece, reso molto più d’impatto il finale con la decisione di restare.
Il tema c’è, anche se relegato un po’ in un angolo.

Il ballo, di Dario Cinti
Bel racconto, mi è proprio piaciuta l’idea! L’unica cosa è che il tema è un po’ marginale, resta sempre sullo sfondo. Però mi è davvero piaciuto il plot twist finale, davvero sorprendente, tanto che ci ho messo un attimo a capire che stava succedendo. Che Mary sarebbe morta me l’aspettavo, ma il resto no!
La scrittura secondo me si adatta bene al racconto. Di norma mi sarebbe apparsa un po’ troppo arzigogolata e “vecchio stile”, ma penso che questo fosse esattamente l’impressione che volevi dare, visto il personaggio narrante.

La Madonna della Neve, di Romina Braggion
Prima cosa: manca qualche virgola in giro, ma visto che hai consegnato all’ultimo, penso sia perdonabile.
Le cose che più mi hanno disturbata, mentre leggevo, sono due: da un lato la mancanza di un chiaro punto di vista, che mi ha fatto risultare la storia un po’ fredda, visto che non c’è un personaggio in cui immedesimarsi e si ha l’impressione di osservare la storia dall’alto, invece che esserci dentro; dall’altro i salti temporali non sono chiarissimi – tutt’ora, dopo più riletture, non mi è chiaro cosa succede nel quarto paragrafo – e in generale la struttura così spezzata non è facile da seguire.
Forse sei stata penalizzata dalla restrizione di caratteri, perché credo che espandendo il racconto possa uscirne qualcosa di valido. L’idea mi è piaciuta, ma deve essere un po’ lavorata, come dire.

L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi
Allora, che si parli di Prima guerra mondiale è chiaro. Cosa succeda esattamente, invece, un po’ meno. Per esempio, non avevo minimamente capito che la pioggia non fosse letterale e che invece fosse una metafora per una scarica di artiglieria, e così per molte altre cose. In generale, mi pare che parti dal presupposto che i lettori possano leggerti nel pensiero, cosa che purtroppo non fanno, e quindi glissi su dettagli importanti per la chiarezza della storia, per soffermarti, invece, su altri che non dovrebbero avere lo stesso peso.
Per quanto riguarda il tema, invece, trovo il racconto davvero azzeccato. Ottimo anche il senso d’attesa che hai mantenuto per tutto il racconto, e mi è piaciuto molto il finale, anche se, devo dire, me l’aspettavo xD

Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui
Mi dispiace, ma non mi è piaciuto molto il tuo racconto. Tutta la prima parte, che credo dovesse servire a mostrare il setting, è davvero troppo lunga e “ruba” spazio alla parte interessante, la seconda, in cui succede effettivamente qualcosa. Il personaggio punto di vista appare troppo tardi, così la prima parte è impersonale e la seconda, che invece potrebbe essere molto carica emotivamente, visto quello che succede, è debole, visto che non ho avuto il tempo di affezionarmi ai personaggi.
A proposito della parte centrale, quella senza punteggiatura: l’idea era buona, ma non è riuscita del tutto, secondo me. Mi perdevo di continuo e mi toccava tornare indietro a rileggere per cercare di capire dove iniziava la “frase”. Forse con frasi molto brevi, niente virgole, usando solo punti e a capo, avresti dato l’effetto senza che il lettore si inceppasse di continuo a leggere.
Mi dispiace essere così critica, ma spero di averti dato una mano comunque!



Classifica:
1. L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
2. Il ballo, di Dario Cinti
3. Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
4. Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
5. L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi
6. Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
7. Il blocco, di Alexandra Fischer
8. La Madonna della Neve, di Romina Braggion
9. Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui

viviana.tenga
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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 28 gennaio 2020, 19:43

CLASSIFICA
1)L'ESERCITO ROSSO -Andrea Lauro
2)IL CIELO DEL RAJASTHAN - Polly Russel
3)IL BALLO - Dario Cinti
4)BRUTTO STRONZO! - Wladimiro Borchi
5)IL BLOCCO - Alexandra Fischer
6)LA MADONNA DELLE NEVI - Romina Braggion
7)NON PUO' PIOVERE PER SEMPRE... O FORSE SI? - Filippo Pasqui
8)LE PORTE DEL MONDO - Gabriele Dolzadelli
9)L'ACQUAZZONE DI LUGLIO - Daniele Torrisi

COMMENTI
L'ESERCITO ROSSO -Andrea Lauro
Mi è piaciuto molto come hai saputo come hai saputo rendere l'ambientazione in così poco spazio. Sembra di vedere la città Palude e lo sfortunato Esercito Rosso accampato all'esterno. Devo ammettere che all'inizio ero convinta che l'Esercito Rosso si sarebbe rivelato essere in realtà un grande incendio che avanzava (suppongo complici le recenti notizie dall'Australia), e sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere che invece era un vero esercito di uomini impantanati nel fango. Bella la ripresa della frase "non può piovere per sempre", che assume implicazioni diverse.
Insomma, mi è piaciuto molto, complimenti.

IL CIELO DEL RAJASTHAN - Polly Russel
Tema centrato, storia forte e drammatica. La cornice storica è appena accennata, ma alla fine è solo (appunto) una cornice tra le tante possibili per questa storia, quindi va bene così. Dovendo trovare un difetto, non mi ha convinto del tutto il personaggio del padre, fin troppo freddo e razionale. Vista la situazione mi sarei aspettata di vederlo arrabbiato con il figlio, o con Hari (che invece sembra far uccidere per pura necessità pratica, almeno dal suo punto di vista), o per lo meno preoccupato che in futuro possano presentarsi problemi simili.
Nel complesso però, decisamente una buona prova.

IL BALLO - Dario Cinti
Ho trovato il racconto di forte impatto emotivo e mi è piaciuta la declinazione del tema, con la fine della pioggia che corrisponde a un amaro risveglio in un mondo che non è più quello che si è lasciato. Anch'io mi aspettavo che a fare una brutta fine fosse Bryan, e ho apprezzato il fatto che il racconto abbia invece preso una piega diversa (seppure in modo molto naturale, visti i riferimenti all'estrema debolezza fisica della ragazza).
Ho qualche perplessità sull'ambientazione: per tutto il racconto, ho immaginato una cornice di Settecento/Ottocento, ma mi sembra strano che risvegliandosi ai giorni nostri Mary Lou abbia l'impressione di "una lingua ignota" (di certo la gente oggi parla in modo diverso, ma non così tanto da risultare incomprensibile).
Nel complesso, giudizio positivo.

BRUTTO STRONZO! - Wladimiro Borchi
Bella l'idea di base, la personificazione immaginaria del destino e della malattia come appiglio per sfogare la rabbia e la disperazione davanti a qualcosa contro cui non si può fare niente. Forse è solo gusto personale, ma avrei preferito un finale meno aperto, una conclusione (in positivo o negativo) della vicenda esterna. Ora come ora, mi rimane il dubbio se il protagonista saprà davvero ridere in faccia al clown, nel caso le cose dovessero andare male. Inoltre, ho trovato un po' al limite dello stucchevole il personaggio di lei: da come la descrivi, sembra non abbia mai un tentennamento né un attimo di paura. Capisco la scelta del personaggio positivo e sereno, ma così mi sembra fin troppo perfetta.
Anche questo però è forse più gusto personale che altro. Per il resto, nessun appunto particolare. Il tema secondo me c'è nella sua accezione metaforica e va bene così.

IL BLOCCO - Alexandra Fischer
Per quel che mi riguarda, il tema c'è ("non può piovere per sempre" nel senso di "prima o poi le avversità finiranno") e il racconto, nella sua semplicità, funziona bene. (tra l'altro, abbiamo avuto idee molto simili per sviluppare il tema... meno male che siamo in gironi diversi, o rischiavamo di annoiare i commentatori XD).
L'unica cosa che mi sento di segnalarti sono le prime frasi, un po' lunghe e ingarbugliate. Andando avanti, la prosa diventa molto più scorrevole.
Nel complesso, una buona prova.

LA MADONNA DELLE NEVI - Romina Braggion
I punti chiave della storia li ho trovati chiari già alla prima lettura, ma soprattutto nella prima parte ho trovato alcuni passaggi un po' confusi. In particolare, ho dovuto rileggere con attenzione per capire la dinamica dell'incidente dallo sfondamento del muretto in poi.
Inoltre, credo che si potrebbe facilitare la comprensione con un dettaglio prettamente grafico, i.e. saltare una riga solo al momento del salto temporale (più, al massimo, per l'ultimo paragrafo) ed eliminare gli stacchi precedenti.
Detto questo, il racconto in sé mi è piaciuto, soprattutto perché il finale è molto potente. Il fatto di non dare mai un nome alla ragazza con la gonna di jeans rende il tutto ancora più inquietante, come se già prima della morte fosse un'entità un po' misteriosa.

NON PUO' PIOVERE PER SEMPRE... O FORSE SI? - Filippo Pasqui
A me personalmente la parte "sperimentale" non è dispiaciuta. Certo, è più faticosa da leggere, ma in un racconto così breve ci sta e secondo me qui funziona. Tra l'altro, non so quanto la cosa sia voluta, ma mi ha colpito positivamente il contrasto tra la prosa futurista e l'immagine della natura che schiaccia un'automobile, che è forse la cosa meno futurista che si possa immaginare.
Detto questo, veniamo alle dolenti note: la prima parte. Sarebbe ok in un testo diverso, di più ampio respiro, ma qui è troppo lunga, troppo lenta e abbastanza inutile. Come già detto da qualcuno, sarebbe stato molto meglio usare quello spazio per introdurre i personaggi, in modo da creare più empatia nel finale.
Il risultato finale è un racconto sbilanciato e una sperimentazione riuscita solo a metà. Peccato, perché c'era del potenziale ma rimane zoppo.

LE PORTE DEL MONDO - Gabriele Dolzadelli
Ammetto di aver trovato il tuo racconto un po' disorientante. Non mi è chiaro il rapporto tra i personaggi, chi sia il vecchio rispetto a Nora e Jimmy, né l'ambientazione. L'elemento fantastico del finale (loro che depositano la barella ai piedi dell'arcobaleno) mi ha ulteriormente confusa. Per la questione della cecità/visione dei colori ho dovuto leggere il tuo commento, anche se rileggendo il racconto dopo riconosco che ci si poteva arrivare (ma, di nuovo, non è chiaro per quale magia l'arcobaleno dovrebbe ridare la vista).
Insomma, il racconto è scritto bene e probabilmente l'idea di base non era male, ma penso ci sia ancora da lavorarci su (forse con più caratteri a disposizione) per trasformarlo in qualcosa che funziona davvero.

L'ACQUAZZONE DI LUGLIO - Daniele Torrisi
Mi accodo grosso modo ai commenti precedenti: il racconto è faticoso da seguire. La data alla fine dà una chiave di lettura (ho dovuto cercare su Google per collegarla alla battaglia della Somme, ma l'anno parlava chiaro sul fatto che il contesto fosse quello della Grande Guerra). Personalmente, penso che il racconto non avesse bisogno dell'effetto "colpo di scena" (ammesso che quello fosse l'intento) e che chiarire il contesto fin dall'inizio sarebbe stato d'aiuto.
Dal punto di vista della ricostruzione storica, avevo dei dubbi su quanto diffusi potessero essere gli orologi tra i soldati; non sono riuscita a reperire informazioni precise, ma ho scoperto che gli orologi da polso si diffusero molto proprio durante la guerra, in quanto più pratici di quelli da taschino. Una cosa che non sapevo e che mi ha fatto piacere imparare.
Nel complesso, un racconto che ha del potenziale (anche dai commenti che hai aggiunto dopo, si vede che ne sai sull'argomento, e questo è un ottimo presupposto), ma che ha bisogno di un po' di revisione per essere davvero godibile.

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » mercoledì 29 gennaio 2020, 12:16

Mancano ancora all'appello le classifiche di Alessio Magno, Andrea Partiti ed été.

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 29 gennaio 2020, 20:03

Ecco la mia classifica. Bel contest, bei racconti, è sempre complicato dare giustizia nel momento del giudizio.


1) L’Esercito Rosso - Andrea Lauro
2) Brutto stronzo! - Wladimiro Borchi
3) Il blocco - Alexandra Fischer
4) Il cielo del Rajasthan Polly Russel
5) La Madonna della Neve - Romina Braggion
6) Il ballo - di Dario Cinti
7) L’acquazzone di Luglio - Daniele Torrisi
8) Le porte del mondo - Gabriele Dolzadelli
9) Non può piovere per sempre… o forse sì? - Filippo Pasqui


Il cielo del Rajasthan - Polly Russel
Ciao Polly, ben trovata!
Allora, anch'io come Emiliano non ho conoscenze a sufficienza per poter godere pienamente dell'ambientazione storica, ma si evince a sufficienza da farmi capire qualcosa. Il tema è centrato di sicuro.
Gli elementi del dramma romantico sono ben piazzati, avevo intuito il finale dal momento in cui il Barone asserisce di aver scoperto la relazione clandestina, ma sei riuscita a dosare bene i tempi e le battute rendendo tutto molto plateale e ben costruito; mi ha coinvolto emotivamente a sufficienza, sopratutto il dialogo tra padre e figlio, quindi tutto sommato è riuscito nel suo intento, come genere d'appartenenza. Alla prossima lettura!

Brutto stronzo! - Wladimiro Borchi
Ciao Wladimiro, felice di rileggerti, è sempre un piacere.
Voglio togliermi subito il sassolino dalla scarpa, perché è rimasto dall'inizio alla fine a tormentarmi sperando fino all'ultimo che uscisse fuori: l'attinenza al tema. Dov'è? Ti giuro, non riesco a coglierla, non senza andare molto oltre le righe. Speravo fino all'ultimo di trovarne traccia ma purtroppo non ci sono riuscito, un gran peccato! Perché il racconto lo trovo davvero molto, molto bello. Trasmette delle emozioni forti e dure, un'emotività molto evocativa, con gli epiteti e le immagini forti che hai utilizzato e che hai messo in bocca ed in testa al protagonista. Il pagliaccio come metafora della malattia (per quanto ho saputo cogliere) mi è piaciuto molto, e tutto il racconto vibra di vita propria. Il senso dell'amore che unisce il nucleo famigliare nonostante le dure prove cui sono sottoposti. Mi è sarebbe piaciuto scoprire se alla fine la donna riesce a superare l'intervento, ma capisco che non era questo il focus finale.
Per il tema ripeto, magari è una mia limitazione, ma mi sfugge. Oltre a ciò, rimane un ottimo racconto, molto bello, complimenti.

Le porte del mondo - Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele,
Devo dire che ho fatto un po di fatica a seguire il racconto, se non altro per l'inizio e la fine, un po nebulosi.
Non era molto chiaro, ma poi ho capito che si tratta di due persone che trasportano un uomo in fin di vita su di una barella verso un punto ben preciso. La parte centrale è quella eseguita meglio, molto chiara nell'intento e nello svolgimento, ma poi arriva il finale. Devo essere sincero, non l'ho capito.
Perché il luogo dove viene scaricato infine il vecchio Sal si chiama "Le porte del mondo"? Quell'arcobaleno ha proprietà lenitive? Alla fine lo aiuta a salvarlo o semplicemente voleva arrivarci prima di morire e gli è bastato per trapassare in maniera lieta?
In caso, non c'è alcun elemento che aiuti il lettore a comprenderlo. Altrimenti perché tutta quella fatica per portarlo fin lì? Sfugge più di qualcosa. Non sono il tipo di lettore che ama essere preso per mano, mi piace ragionare su ciò che leggo quando lo scrittore non fornisce tutti gli elementi, ma in questo caso manca davvero più di qualcosa che mi aiuti a comprendere. Ho trovato molto ben descritte ed evocative le condizioni meteorologiche, il paesaggio, i giochi di luce.
Il tema c'è per la pioggia e per l'arcobaleno finale, sebbene non ne abbia trovato altri significati.

L’Esercito Rosso - Andrea Lauro
Ciao Andrea, lieto di leggerti!
Questo racconto, nella sua semplicità, lo trovo bellissimo. L'ambientazione è originale. A Città Palude piove sempre, in brevi concetti l'hai caratterizzata con usi e costumi, credenze e folclore. Esistono anche altri posti, ovviamente, ma lì non piove. Poi c'è l'Esercito Rosso, la minaccia incombente che, come è accaduto in passato ad altri eserciti, deve fare i conti con la protezione fornita dalle proprietà geologiche della regione. Il punto di vista di un bambino incornicia il tutto con un velo fiabesco ben costruito. Nel suo immaginario l'Esercito Rosso è una grande armata straniera, composta da imponenti e numerose schiere, fregia di di incuter timore già solamente con l'armatura che portano. Poi arriva la realtà, che è ben diversa. La realtà adulta degli accampamenti, della sporcizia, della guerra, delle donne che danno conforto a quella che potrebbe essere l'ultima notte di un soldato.
Il tutto è davvero ben descritto, mi è piaciuto moltissimo. Tema più che c'entrano ed in modo geniale, a mio parere,
Finora il racconto più bello del girone, i miei complimenti.

Il blocco - Alexandra Fischer
Ciao Alexandra, lieto di rileggerti.
Il racconto si svolge in un contesto asciutto, crudo. Un uomo anziano che, per peculiarità caratteriali già insite in sé, si trova a reagire ad un'emergenza improvvisa che rischia di ucciderlo con una calda introversione. Questa, è una cosa che ho apprezzato molto. Può sembrare una reazione fredda, quella del blocco, ma in questo caso porta ad un'inflessione che accartoccia su sé stesso il passato dell'uomo, portandolo a rifugiarsi sotto il letto in termini fisici ed emotivi. Lì ripensa a pochi dettagli spaiati ma che evidentemente hanno lasciato piccoli segni indelebili nella sua vita, come i ninnoli di quand'era bimbo, le letture scolastiche, al film (con cui ti ricolleghi in maniera originale al tema) l'appuntamento saltato con un'amica, i suoi allievi.
In poche righe, c'è molto di quest'uomo che si può cogliere e ne da profondità nella sua costruzione, direi che il racconto si poggia totalmente su di esso.
Il finale ecco, forse non l'ho gradito molto. Forse perché, per come impostato, lascia intendere senza vane speranze che alla fine l'uomo morirà. Ma è una roba mia, in realtà va benone.
Nel complesso mi è piaciuto. Non molto l'ambientazione di contorno, quanto la costruzione introversa del protagonista in sé. Bella prova!
Alla prossima lettura!

Il ballo - Dario Cinti
Ciao Dario,
Racconto originale, sebbene il plot della storia in realtà non lo sia davvero, in questo caso lo è per via del tema con cui si va a confrontare. La pioggia come elemento in verità è solo di contorno, difatti pensavo che, in un finale forse più scontato ma anche più attinente, fosse il buon Bryan a passare a miglior vita magari per via di un incidente col calesse o qualcosa del genere.
Invece no, a lasciarci è la povera Mary. Finale che non aiuta a legare col tema, ma è di sicuro più gradito per la sua imprevedibilità. Certo c'è da chiedersi come sia potuta morire d'improvviso la fanciulla, che sebbene stesse male già da tempo, dallo scritto si evince di sentirsi in forze per affrontare il ballo. O forse no. La forza dell'amore che cela la morte incombente?
Ci sta e non ci sta, è molto a discrezione del lettore in questo caso. In buona sostanza, le è preso un coccolone fulminante!
Scherzi a parte, il racconto mi è piaciuto più che altro per il finale che non mi aspettavo.
Si risveglia in epoca odierna, dove vede gente parlottare con lo smartphone in mano. Eppure qui mi convince poco, si presume fosse in una torre, in una magione, in un posto dove in genere nel presente non ci si aspetti di trovare una folla di gente intenta al chiacchiericcio. Un forzato magari, ma ci sta. Nel complesso, racconto carino. Alla prossima.

La Madonna della Neve - Romina Braggion
Ciao Romina,
Il tuo racconto è molto particolare, si distingue per metodo di scrittura e intreccio narrativo.
Ho dovuto però rileggerlo rileggerlo quasi tre volte per capire bene l'intera struttura.
Ne è valsa la pena? Si.
Perché quando si riesce ad avere ben chiaro cosa tenta di comunicare, si rimane davvero agghiacciati.
Il senso di impotenza di fronte alle azioni che compiamo e di come queste si intreccino nel karma e nel destino è il focus principale del racconto, per come l'ho visto io.
Il finale è molto forte e non nego di aver avuto piacere nel rileggerlo (oltre per la comprensione del testo in generale) per assorbirne al meglio le emozioni che tenta di comunicare.
Il tema è chiaramente centrato in pieno (come il muretto all'inizio) e l'utilizzo del contesto dell'alluvione del '78 da un valore aggiuntivo. Bella prova davvero, ma lavorerei di più sulla comprensione del testo perché dover rileggere il racconto più di una volta significa che c'è qualcosa che non va.

L’acquazzone di Luglio - Daniele Torrisi
Ciao Daniele,
Il racconto ha un gran bel potenziale, si ispira ad un fatto accaduto realmente e questo gli da valore e mi piacciono i termini che utilizzi nelle descrizioni, ma si fa una gran fatica a stargli appresso.
Purtroppo pecchi della "presunzione" (o ingenuità, più propriamente) nella quale a volte cado anch'io, cioè dar per scontato che la scelta di determinate parole che riescano a suscitare in te una data sensazione o immagine mentale, allo stesso modo si rispecchino fedelmente nella testa delle persone che leggono. È un compito difficile quello di riuscire ad estraniarsi da qualcosa che si ha in mente per cercar di capire come renderlo comprensibile a chi non sa assolutamente nulla di ciò che hai in testa, a volte ci si riesce, a volte no. In questo caso, mi sento di dirti che non è andata benissimo, il che è un peccato perché il racconto di per sé è molto bello, ma si fa fatica comprendere cosa succede.
Per il resto, si vede che sai di cosa parli, hai competenza e non solo nozionismo, questo è fondamentale per narrare qualcosa con la giusta prospettiva di elementi.
La scelta della "pioggia" come l'hai intesa tu è geniale, ma a posteriori, perché mi era ignoto ciò che intendessi davvero fino a quando non l'hai spiegato e questa è la cosa più negativa.
Alla prossima lettura!

Non può piovere per sempre… o forse sì? - Filippo Pasqui
Ciao Filippo,
Sarò molto duro, ma è dalle critiche che si può migliorare montando dentro di sé della sana autocritica e voglia di mettersi d'impegno, dopo aver digerito la delusione e la rabbia. Io ne so qualcosa, credimi.
Detto ciò, il racconto per me è pessimo.
La parte iniziale è noiosa, poco ispirata, sembra più un bugiardino turistico piuttosto che un preludio a qualcosa di successivo. Non introduce, annoia solamente, già dopo poche righe ci si augura finisca presto e che quanto prima accada qualcosa, qualsiasi cosa, sperando di entrare nel vivo.
Poi si entra nel vivo, e ci si rende conto tutto sommato l'incipit non era così malvagio.
L'idea non era male, ma la tipologia di narrazione che hai scelto dev'essere utilizzata con dovizia o si rischia di cadere in un burrone senza fondo.
Onomatopee invasive, assenza di punteggiatura, la necessità fastidiosa di essere costretti a tornare indietro e rileggere per tentare di inserire qualche virgola mentale e comprendere qualcosa. Ecco, questo proprio non l'ho apprezzato.
Non mi sento poi di criticare la trama di per sé, è di stampo catastrofista e tralasciando lo svolgimento ci può anche stare.
La pioggia c'è, non è l'attinenza al tema il problema.
Tutto questo te lo dico come impressione personale, ciò che affermo non lo ritengo oggettivo, ma tant'è che molte persone sono d'accordo, sebbene io ci sia andato giù duro forse più di tutti gli altri.
Ti ripeto, perdonami la franchezza, ma questo posto serve per migliorarsi e capire dove si sbaglia, e prendere muri in faccia è il modo migliore per farlo. Spero di rileggerti alla prossima, perché scommetto che andrà meglio.
Ultima modifica di Puch89 il giovedì 30 gennaio 2020, 23:37, modificato 1 volta in totale.

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 30 gennaio 2020, 19:15

Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
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Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
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Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
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L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
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Il blocco, di Alexandra Fischer
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Il ballo, di Dario Cinti
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La Madonna della Neve, di Romina Braggion
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L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi
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Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui
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1. L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
2. Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
3. Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
4. Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
5. Il blocco, di Alexandra Fischer
6. Il ballo, di Dario Cinti
7. La Madonna della Neve, di Romina Braggion
8. Non può piovere per sempre… o forse sì?, di Filippo Pasqui
9. L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » giovedì 30 gennaio 2020, 23:41

Manca solo la classifica di été.

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » venerdì 31 gennaio 2020, 11:32

Avete ricevuto tutte le classifiche tranne quella di été, che verrà squalificata.

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Re: Gruppo SOLE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » domenica 2 febbraio 2020, 18:46

Ecco a voi la mia classifica!

1) L’Esercito Rosso, di Andrea Lauro
Equilibrato, ben gestito, originalmente in tema. Magari non mi fa partire il WOW, ma mi sembra indubbio che questo racconto raggiunga tutti gli obbiettivi, e bene. In più, molto interessante questa scoperta del mondo attraverso l'esperienza che porta il piccolo protagonista a unire tutti i puntini fino a capire. Pollice su.
2) Il cielo del Rajasthan, di Polly Russell
Un lavoro che fa il suo e lo fa bene: coerente, controllato, pulito. Forse poco brillante nell'esecuzione, nel senso che rimane molto leggero, la lettura prosegue senza sbalzi con il lettore che viene attratto, ma non travolto. La parte finale è quella più problematica, forse potevi risolverla senza fare incontrare i due amanti un'ultima volta. La figura del padre è perfetta, se ne frega, ma non può sottrarsi all'etichetta e allora agisce per preservare il suo status quo. Pollice quasi su causa epilogo, ma cmq un lavoro decisamente buono.
3) Brutto stronzo!, di Wladimiro Borchi
Ho un unico appunto da fare a questo racconto che trasuda rabbia e voglia di reagire ed è in quel finale che mi sembra arrivare troppo all'improvviso e con un distacco netto dalla negatività che l'aveva preceduto. Se rimetterai mano al testo, il mio suggerimento è di cercare di evolvere il protagonista strada facendo evidenziando maggiormente come, man mano che la disperazione lo coglie, di pari passo proceda la sua analisi del rapporto con la moglie e, coseguentemente, si avvicini alla consapevolezza che nulla potrà distruggere ciò che è stato costruito con l'amore. Allo stato ci arrivi di botto, ti chiedo di seminare diversamente per arrivare a trasmettere al lettore che sì, non può che essere così. Pollice tendente verso l'alto, con forza, ma può diventare qualcosa di grande.
4) La Madonna della Neve, di Romina Braggion
Cerco sempre delle logiche e qui mi chiedo perché abbia aspettato che Eliseo arrivasse a 42 anni per vendicarsi. In più, tutta la rabbia di questo spirito mi sembra gratuita e questo perché, a mio modo di vedere, dovresti concentrarti di più sul momento in cui lui l'ha lasciata per salvarsi: se lei era rimasta incastrata e la macchina stava per inabissarsi, lui aveva ben poche opzioni, quindi credo lo dovresti sporcare di più per rendere verosimile la vendetta. Il tema stesso non sembra definire il racconto. Detto questo, la lettura è buona e arrivo fino al pollice tendente verso l'alto, anche se, davvero, con parecchie magagne ancora da risolvere.
5) Il ballo, di Dario Cinti
Un racconto molto strano che credo ti sia rimasto un po' in canna. Perché quel "seppur provenienti dal passato" quasi che già nella prima sequenza lei fosse sola e circondata da, quasi, fantasmi? Molto bella l'atmosfera,davvero, ma mancano le connessioni e quindi, altra domanda: perché questo suo risvegliarsi, ormai spirito, in un futuro indefinito che assomiglia al nostro? Credo che il fatto stesso che il tema non mi sembri ben inserito sia dovuto alla mancata "unione delle parti", quasi che, in verità, lei fosse già spirito da subito intenta in un'attesa inifinita. Insomma, mi sembra ci sia ancora da affinare il tutto che, è da dire, ha potenzialità molto alte. Mi fermo a un pollice ni tendente verso l'alto.
6) Il blocco, di Alexandra Fischer
Il tema è inserito in modo forzato: situazione di pace, arriva l'evento disturbante, citi il tema. Se volevi mantenerti sul figurato, dovevano essere scosse che andavano avanti di giorni, quindi una situazione "disturbata" già da parecchio tempo. Insomma, se mi approcciassi al racconto senza sapere il tema per cui è stato scritto, non avrei possibilità di beccarlo. Per il resto, la parte iniziale manca di punteggiatura e va revisionata, ma la cosa è evidente soprattutto perché il lettore fatica ad allinearsi. Nella seconda parte, invece, l'azione aumenta, il lettore e dentro e tutto scorre meglio. Eh sì, mi mancano anche i motivi che l'hanno portato al blocco, c'è da lavorare meglio sul protagonista e il suo background. Pollice ni che va più verso il positivo, soprattutto per la questione tema.
7) Le porte del mondo, di Gabriele Dolzadelli
Oh, capita che un racconto non esca con il buco e questo è il tipico caso. Gabriele, ti è rimasto per buona parte nella testa e nella (virtuale) penna. Ripeto, ci sta e pace, si è comunque fatto esercizio e questo è un bene. Ti sottolineo solo l'incipit davvero difficoltoso (e già lì avevo capito che qualcosa non aveva funzionato perché tu sei estremamente chiaro nei tuoi testi). Detto questo, l'idea di base (compresa dopo aver letto la tua risposta), è sicuramente valida e meriterebbe una seconda chance. Allo stato attuale, un pollice ni perché a fronte della tua grande capacità di scrittura, si rimane, a fine racconto, proprio così, con un ni contorniato da punti interrogativi.
8) L’acquazzone di Luglio, di Daniele Torrisi
Mi trovo decisamente d'accordo con Axa quando dice che molto di quello che vuoi fare arrivare rimane nella tua testa, forse perché dai per scontato che chi legge abbia tutti gli strumenti per capire. Non è così e mai lo sarà. Ognuno di noi è un insieme di esperienze del tutto originale, in più in diverse età della propria vita. Se mi beccavi da adolescente, probabilmente ne sapevo molto più di adesso (con tutti quei Quark che mi sorbivo, e non solo), se mi becchi adesso non sono più pronto come un tempo su determinati argomenti, in compenso ne so molto di più di tanti altri. Ma del resto lo vediamo anche nei commenti: se ci fosse un minimo comune denominatore regolato dalla sacra oggettività non ci sarebbe bisogno di troppi commenti e sarebbero tutti allineati. Invece siamo, tutti, depositari di un qualcosa di unico e allora ecco che un racconto messo primo da te magari verrà posizionato ultimo da me ed entrambi porteremo validi motivi per la nostra scelta. Insomma, tutto questo per dirti che no, non puoi dare per scontato nulla e devi rendere anche il più breve dei racconti come un'entità capace di sorreggersi con la forza che gli avrai infusa. Scusa il pippone, ma penso che questo sia il problema principale di questo testo: difficile capire che quei tuoni siano bombardamenti, difficile capire che siamo in una guerra se non lo dici, difficile capire la funzione di quella macchina da presa se non contestualizzi meglio. Però, ecco, la mano ce l'hai e buona, devi solo allinearti a quelli che saranno i lettori di ciò che scrivi. Pollice ni a questo giro.
9) Non può piovere per sempre… O forse sì?, di Filippo Pasqui
Bene, ho letto la tua risposta ai commenti ed è lo spirito giusto: bravo! Chiaramente, qui hai ancora molto da esplorare per arrivare a un controllo maggiore della tua scrittura, ma "non si nasce imparata" e neppure "Roma s'è fatta in un giorno", serve tempo, pazienza e determinazione. Non sto a ripeterti quanto già sottolineato da altri, mi soffermo su una riflessione sulla struttura interna del racconto. L'ingresso in scena di Lin è ritardato e questo non permette al lettore di empatizzare. Tutta la parte del contesto potevi tranquillamente inserirla introducendo Lin da subito, magari facendola desumere da qualche linea di dialogo con Hen e questo mentre già seminavi qualhe indizio su quansto stava per accadere, cosa che avrebbe contribuito ad aumentare il pathos. Insomma, ragione meno linearmente pensando agli scomparti del racconto. Detto questo, la valutazione non può essere positiva: pollice ni tendente al basso (ma è normale, devi darti tempo).

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