Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 16 marzo 2020 dalle 21.00 all'una con un tema scelto da Francesca Bertuzzi!
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Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 17 marzo 2020, 1:56

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BENVENUTI ALLA FRANCESCA BERTUZZI EDITION, LA SETTIMA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 139° ALL TIME!

Questo è il gruppo IL SACRILEGIO della FRANCESCA BERTUZZI EDITION con FRANCESCA BERTUZZI nella veste di Guest Star.

Gli autori del gruppo IL SACRILEGIO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo LA BELVA.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo IL CARNEFICE.


Questo è un gruppo da NOVE racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da FRANCESCA BERTUZZI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo IL SACRILEGIO:

Grosso e rosso, di Maurizio Ferrero, ore 22.35, 3280 caratteri
Le mie cose, di Polly Russell, ore 23.36, 3333 caratteri
Il jazzclub di Frank, di Andrea Lauro, ore 00.40, 3325 caratteri
Sabato mattina, di Luca Nesler, ore 23.17, 2602 caratteri
La Fontana dei Leoni, di Alessio Magno, ore 00.48, 3318 caratteri
Barb Wire, di Isabella Valerio, ore 00.56, 2259 caratteri
Il tempo della cenere, di Giancarmine Trotta, ore 00.20, 3119 caratteri
Frammenti, di Luca Pagnini, ore 23.06, 2957 caratteri
356, di Giulio Marchesi, ore 00.25, 3325 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 26 MARZO per commentare i racconti del gruppo LA BELVA. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 27 MARZO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo LA BELVA e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo LA BELVA.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA FRANCESCA BERTUZZI EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 17 marzo 2020, 8:58

Buongiorno, ecco i miei commenti gruppo e relativa classifica.

GROSSO E ROSSO di Maurizio Ferrero Tema centrato. E anche in maniera insolita, perché dai vita a un mondo che esiste, ma del quale si parla poco (quello dei sadomasochisti) e inventi un genere (dopo lo snuff-movie, lo snuff-show televisivo). I personaggi sono ben caratterizzati: Padrona Missy è la star dello spettacolo, tutta occhi di ghiaccio e propensa a trattare gli schiavi come giocattoli in carne e ossa. Michele è lo schiavo fino in fondo (si fa fare di tutto e dappertutto, ed è disposto anche a specializzarsi nel settore coprofilo pur di accontentare Padrona Missy: questa è la parte più riuscita e straziante del racconto. Michele è contento persino dello Sputo di attenzione della Padrona pur di restarle accanto). L’arrivo di Elisa scombina un equilibrio (si dimostra decisa a soppiantare il Nostro). Allora, ecco la sorpresa finale, l’ultimo gesto di Michele (lametta nascosta nel sex toy): la sua estrema richiesta di attenzione, un gesto che resterà impresso a lungo nella memoria della Padrona e del suo pubblico.

LE MIE COSE di Polly Russel Ciao, piacere di leggerti. Tema centrato. La gelosia del protagonista (il cavaliere Cain) è incentrata su quel che ha. C’è da capirlo, nell’universo distopico che hai creato (la civiltà attuale ridotta a pochi preziosissimi beni che servono a tirare a campare: vedi l’acqua incontaminata, le ceste di viveri, liquori, qualche libro. Il denaro non esiste più. Al massimo ci sono il caffè e i cavalli del protagonista). Il resto è un catafascio (vedi la schiavitù: abitanti del villaggio con le catene alle caviglie. E il pick-up guasto trasformato in carro dal Nostro è il Fantasma di Ieri). Il cavaliere Cain è un tipo indomito (ferito, prosegue il viaggio dopo aver liberato la comunità…che lo ripaga con le ceste contenenti i beni citati sopra e il giovanissimo Hydro). Mi piace il suo burbero affetto verso il giovane (una volta stabilito che Hydro non deve toccare le sue cose…borsa e lama, tanto per cominciare); originale il finale: nella scena dell’assalto da parte dei predoni: Hydro, con il suo braccio meccanico e l’abilità come arciere, ribalta la situazione: e Cain diventa una delle sue cose. Ambientazione interessante, a metà fra la serie della Torre Nera di King e certe serie sugli zombi (vedi quella con il personaggio di Negan), entrambi spunti che tu rielabori con la tua originalità (vedi il serpente arrosto fra i beni del cavaliere e l’atmosfera di complicità che hai saputo creare fra il cavaliere e il ragazzo).

Attenta:
(insolita scelta del colore dell’inchiostro. La trovo artistica, ma attenzione a quando manderai il racconto a case editrici, riviste & C)
MI dispiace cavaliere, non abbiamo mai avuto il denaro… (Mi dispiace, cavaliere, non abbiamo mai avuto il denaro…)
Come predoni… (Come, predoni?)
Rimani li sopra (Rimani lì sopra).

IL JAZZCLUB DI FRANK di Andrea Lauro Tema centrato. Frank l’imprenditore che gestisce il locale jazz (credibile per ricostruzione, dagli orchestrali, ai generi suonati per arrivare al bar. Il tutto con una strizzata d’occhio ai classici d’antan: swing, boogie, charleston. E i ben noti Manhattan e Bloody Mary). La gelosia di Frank per il presunto ragioniere e/o venditore di bibbie dai capelli a spazzola accompagnato dalla fatalona in nero e spacco da vertigine si scatena in un corteggiamento sfacciato che lei pare gradire. Peccato che Frank sia sposato e la moglie di lui abbia architettato il tutto (per svariati motivi sottointesi: so quel che fai e con chi vai e sono più gelosa di te, posso diventare pericolosa). Qui si vede il punto debole del Nostro (lo immagino in un’America stile Grande Depressione e di origine italo-americana): la moglie.

Attento a:
sto ballo (‘sto ballo, forma contratta di: questo)
Frasi corrette sotto per rimanere nella concordanza di forma del discorso libero indiretto.
Zitta donna, bada a come parli (Le dico: zitta, donna bada a come parli)
Ha provato a ignorare, dice (afferma che ha provato a ignorare)

SABATO MATTINA di Luca Nesler Tema centrato. Vittorio vive nel suo mondo privato. Il virus che lo chiude in casa fra spot insulsi e un blocco mentale che gli impedisce di dedicarsi al suo gigantesco puzzle oppure di leggere, si chiama Gelosia per il Coglione-Fintone colpevole di avergli rubato la sua Giovanna. Molto ben resa la scansione dei pensieri di Vittorio (fra commenti agli spot, scarti di passatempi intellettuali intervallati dalle istantanee di Giovanna e dell’Altro insieme). La scena del coltello è descritta molto bene. La lama è da porto d’armi e l’affilatura con la cote è il lavoro degno di un fabbro. A cosa possa servire, si può immaginare (dalla sofferenza del Nostro, io ipotizzo la premeditazione dell’omicidio del Rubafidanzate).

LA FONTANA DEI LEONI di Alessio Magno Molto suggestivo il titolo. Bella anche la storia fra i due protagonisti. Il tema è centrato. La gelosia, in questo caso, è il colpo di grazia di una passione folle che unisce la coppia in una spirale di sadomasochismo, che porta l’uomo alla follia (è richiuso da qualche parte: una clinica, il manicomio criminale?). Io vedo la storia così, come una rievocazione passata di un rapporto morboso, con questa Fontana dei Leoni come sfondo di speranza andata delusa e paragonata a un teatro. Belli i paragoni che usi (lei che prima appare come una madonna-una spiaggia d’estate per poi finire mostrificata: vedi la lingua biforcuta). Io ho letto le sfumature del rapporto: dalla passione erotica si è finiti alla rissa (altro aspetto di una passione esasperata), per poi arrivare a questo tira e molla (lui che la rivuole indietro, malgrado lei gli sia ripetutamente infedele, e magari è stata lei a farlo rinchiudere).

Attento:
Si che c’era (Sì che c’era); errore ripetuto, per cui mi permetto di spiegare: Si (forma impersonale), Sì (affermazione).
Ricicolo (termine insolito, forse desueto; consiglierei: riciclo).

BARB WIRE di Gennibo Tema centrato in modo originale. La gelosia, c’è, eccome: la protagonista deve vedersela con rivali pericolose (le eroine dei fumetti spinti della Rete e il cellulare, dove presumo compaiano in altre varianti), mentre la psicoterapeuta di coppia, con il look supersexy e l’occhiata malandrina al marito ha voluto mettere una pulce nell’orecchio della protagonista nel corso della seconda visita. Niente da fare: Gianni è incollato al mondo virtuale e non lo schioda neppure la moglie in completo Victoria’s Secret (però l’indizio sulla sua natura lui gliel’aveva fornito soprannominandola Barb Wire come un’eroina dei fumetti spinti digitali). Ci vogliono una mazza da golf e un computer in pezzi seguito da una minaccia di divorzio per riportare Gianni…nel mondo reale, con sua moglie.
Attenta a:
− Ma cosa fa lei per stimolarlo? (ma cosa fa, lei, per stimolarlo?)
Appena tornati a casa cosa ha fatto Gianni? (Appena tornati a casa, cosa ha fatto Gianni?)
Pazienza tesoro (Pazienza, tesoro)
Sono pazza di te stupido (Sono pazza di te, stupido)

IL TEMPO DELLA CENERE di Giancarmine Trotta Il tema c’è, ma è criptico. Io vedo la gelosia del protagonista (Carminuccio) per le sue cose (un mondo rurale, semplice, fatto di comari e compari, di fatica nel coltivare la terra e di porte da riparare per via di un clima infelice) che vede sul punto di scomparire (vedi il funerale di Giovanni, amico di una vita scomparso di colpa e l’allusione di uno dei partecipanti alle esequie all’avvento dell’industria, con i capannoni e gli operai chiusi). Bella l’ambientazione, resa con pochi dettagli ma incisivi nei dialoghi in dialetto e anche nel racconto di Carminuccio, fatto nello stesso linguaggio.

Attento a:
‟Condoglianze Lucì” (‟Condoglianze, Lucì”)
Il secondo figlo (il secondo figlio)
Saresti orgoglioso Giovà (Saresti orgoglioso, Giovà)

FRAMMENTI di Luca Pagnini Tema centrato. La seduta dallo psicoterapeuta di Elisa è molto ben resa nei periodi faticosi con i quali rendi il pensiero di lei. Sta male, ha paura di essere abbandonata (la base della gelosia è proprio quella) al punto da accettare di vivere come in prigione (vive la presenza del fratello come quella di un carceriere: vedi la scena del rientro di lui e della chiusura del portatile da parte di lei). Il particolare inquietante è che lo chiama Vieri (cognome, non nome proprio). Quello che lasci intravedere è uno scenario di sudditanza psicologica da parte di lei (chiusa in camera con un notebook) e gli atteggiamenti da padrone di lui (urla, scenate). Poi c’è questo ricordo estivo (la gelosia di lei per la conquista femminile del fratello diciassettenne) e vedo allignare l’ombra dell’incesto.
Attento a:
La luce di quel tardo pomeriggio primaverile entrava dall’ampia finestra in tralice (riscriverei: La luce di quel tardo pomeriggio primaverile entrava in tralice dall’ampia finestra); ancora un appunto: in tralice l’ho sempre visto riferito a uno sguardo. Per la luce sarebbe meglio scrivere: di traverso. Questo in vista del Lettore Esigente.


356 di Giulio Marchese Tema centrato. Ho capito cosa vuole fare Alfred. Impazzito per la gelosia nei riguardi della moglie Rebecca (esasperata al punto da volere il divorzio). C’è da capirla, in una casa dove c’è il terremoto di continuo causato da un non meglio precisato marchingegno e un marito che ha lasciato il lavoro per starci dietro giorno e notte). Il marchingegno si svela nel finale (è una macchina per viaggiare nel tempo con le implicazioni del caso: spunto sempreverde, usato magistralmente da Bradbury. E anche tu, qui dai il meglio. Il congegno, a furia di prove ripetute (vedi la successione numerica degli esperimenti: 354, 355, e il 356 del titolo) si guasta e una non meglio specificata autorità lo arresta per Violazione del protocollo VST (abuso dei viaggi nel tempo, credo) con tanto di doccia fredda finale: Alfred è diventato celibe nel tentativo di impedire un vecchio tradimento della moglie.
Attento a:
Si! Eccomi!
Si (forma impersonale) Sì (affermazione)
Un altro appunto: Si! Eccomi! (meglio: Sì, eccomi!) e non abusare dei punti esclamativi a uso dell’Editor Esigente.
Vanno bene nell’escalation finale, ma non in tutti i dialoghi.
Per forza dopo quel botto! (Per forza, dopo quel botto.)
Però ha funzionato vero? (Però ha funzionato, vero?)
Continuava a non risponderle… (questa frase è da rivedere: lei avrebbe dovuto rispondere a lui. Quindi non capisco il suo fastidio. Suggerimento: Riscriverei la frase. In questo modo: Non c’era niente che la infastidisse di più di quella continua domanda di lui.)
Dai Reb! Non fare così però! (Dai, Reb. Non fare così, però)
Altro appunto: quando capirò come far funzionare questo affare al cento per cento (insomma, prima le dice che ha funzionato e ora è incerto che funzioni al cento per cento. Decidiamoci).
Dannazione! È successo di nuovo! (Dannazione. È successo di nuovo!)
Al sei serio? (Al, sei serio?)
‟boom” (Meglio: BOOM)
Capisco la follia di Alfred, però: − Non mi importa se mi conoscevi o meno, mi conoscevi ed è comunque successo, Non mi conoscevi ed è successo, non conoscevi lui e succedeva per caso ad una festa!
Andrebbe riformulata: − Mi conoscevi, ed è successo. Non mi conoscevi, ed è successo comunque. Non conoscevi lui e succedeva per caso a una festa.


La classifica è una sofferenza, siete tutti ottimi scrittori:

LE MIE COSE di Polly Russel

SABATO MATTINA di Luca Nesler

GROSSO E ROSSO di Maurizio Ferrero

BARB WIRE di Gennibo

LA FONTANA DEI LEONI di Alessio Magno

IL TEMPO DELLA CENERE di Giancarmine Trotta

IL JAZZCLUB DI FRANK di Andrea Lauro

FRAMMENTI di Luca Pagnini

356 di Giulio Marchese

valeriocovaia2502
Messaggi: 43

Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 19 marzo 2020, 14:42

Di seguito, inserisco la mia classifica e i commenti relativi ai racconti:
1)"Sabato mattina" di Luca Nesler
2) "Bar Wire" di Isabella Valerio
3)"Frammenti" di Luca Pagnini
4)"La fontana dei leoni" di Alessio Magno
5)"Il tempo della cenere" di Giancarmine Trotta
6)"Le mie cose" di Polly Russell
7) "Grosso e rosso" di Maurizio Ferrero
8)"Il jazz club di Frank" di Andrea Lauro
9)"356" di Giulio Marchese

"LA FONTANA DEI LEONI" di Alessio Magno.
Ciao Alessio!
Il racconto mi è piaciuto molto. Ho apprezzato particolarmente la spartizione del brano in pensieri dell'uomo ormai in carcere e descrizione della scena ambientata nel passato. Ti faccio i miei complimenti anche per la proprietà di linguaggio e l'abilità con cui hai descritto, ricorrendo anche all'uso di metafore i momenti flashback. Mi è arrivata l'interpretazione del racconto e dei personaggi che avevi pensato tu (ho letto i commenti precedenti per sicurezza), però devo ammettere che ho dovuto rileggere il brano integralmente una volta. Comprendo che non sia facile far comprendere tutto, anche considerando il limite di caratteri e l'intenzione di mantenere l'effetto sorpresa del finale e, onestamente, non so nemmeno consigliarti un modo per inserire elementi delucidativi senza stravolgere troppo il testo.
Comunque, il lavoro è buono.

"LE MIE COSE" di Polly Russel.
Ciao Polly!
L'dea del racconto secondo me è veramente intrigante, oltre che originale.
In qualche modo qui la gelosia è giustificata. Le risorse rimaste nel mondo post-apocalittico sono poche e chi ne ha qualcuna, se la tiene ben stretta. Tra l'altro, come nell'altro tuo testo che ho letto recentemente, mi complimento per l'ambientazione, in questo caso ben delineata anche a dispetto dello stretto limite di caratteri e quindi ancora più sorprendente.
Le sequenze sono scandite senza problemi e rendono agevole la lettura. Non ho nemmeno niente da ridire sullo stile, anche visto che sono stato preceduto nella segnalazione dei più rilevanti refusi ed errori grammaticali.
Nonostante già si abbastanza comprensibile, migliorerebbe secondo me il testo una maggior scura nello scandire le battute della parte centrale, dove i personaggi sono chiamati per la prima volta con il loro nome.
In conclusione però, questo racconto è senza dubbio un lavoro buono, anche dal punto di vista lessicale.

"SABATO MATTINA" di Luca Nesler.

Ciao Luca!
Inizio rassicurandoti e dicendoti che il racconto mi è piaciuto molto. Non ci sono errori grammaticali che danneggiano il testo ed esso scorre molto tranquillamente. Non ho avuto bisogno di rileggere il brano più volte, perché esponi la vicenda in maniera semplice, esplicitando anche l'aderenza al tema. Ci tengo a farti i complimenti per il modo in cui riporti, attraverso le parole del narratore, i pensieri del protagonista. Bello il finale, decisamente non scontato, grazie al quale arriva al lettore un'immagine concreta ed efficace delle inquietudini dell'uomo sotto il giogo della gelosia. Ora, a mancare forse è solo un'ingrediente: l'originalità della situazione. Per quanto, se ben scritto (come nel tuo caso), un racconto classico non risulti mai noioso, avrei gradito un taglio più innovativo per la vicenda della persona sentimentalmente tradita che reprime a stento il proprio astio. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti riguardo questa critica, sarò ben felice di darteli.
Piccola curiosità: nella tua testa, l'uomo è chiuso in casa per via del Coronavirus? O, semplicemente, ha sviluppato un rapporto d'affetto così morboso nei confronti delle altre persone che molte di esse l'hanno allontanato e ora si ritrova piuttosto solo?
Comunque, lavoro molto buono!

"FRAMMENTI" di Luca Pagnini.
Inizio dicendo che il racconto mi è piaciuto molto e, soprattutto, mi ha interessato. C'è un bel colpo di scena finale. Ci aspetteremmo infatti che la gelosia della donna sia estesa a tutte le persone presenti nella sua vita, ma viene evidenziato, nelle ultime battute del dialogo con lo psicologo, come tale sentimento sia riuscito a restringere il campo delle persone a cui tiene, portandola ad avere un attaccamento morboso al fratello (che, dalla reazione che ha, vedendola al computer, non sembra comportarsi in maniera troppo differente). Piccola curiosità:nel testo intendi far trapelare anche l'idea di un rapporto incestuoso, o è una mia interpretazione?
Forse manca un po' in questo brano l'originalità, dato che l'interpretazione del tema è abbastanza classica e non presenta spunti degni di attenzione in questo senso, al contrario del modo in cui viene gestita la narrazione, che si rivela decisamente coinvolgente.
Per il resto, ho gradito anche lo stile che, seppur non si basi sull'uso di termini particolarmente ricercati o particolari motivi di pregio (a mio avviso, ovviamente), contribuisce allo scorrere fluido e senza intoppi della narrazione.
Vorrei farti notare infine due minuscole pecche: la ripetizione "insegnato insegnante" (sostituisci "insegnante di yoga" con "maestro di yoga" e vedrai che la forma ne gioverà soltanto) e l'espressione "durava fatica". Ora, analizzerò in maniera razionale quest'ultimo punto: non ci troviamo di fronte a un vero e proprio errore, quanto piuttosto ad una forma idiomatica legata a parlate dialettali (correggimi, se sbaglio), che, in un altro contesto potrebbe anche andare bene, ma nel tuo testo stona con il modo lucido di esporre i fatti del narratore.Credo inoltre che rallenti un po' il ritmo del periodo.
Il racconto nel complesso però è un lavoro molto buono e piuttosto curato, quindi, secondo me, non risente molto il contraccolpo di queste due pecche.

"BARB WIRE" di Isabella Valerio.
Parto dicendo che questo racconto è stato molto piacevole da leggere. Lo stile è limpido, con termini scelti in maniera adeguata rispetto alla situazione. Il testo scorre fluidamente e non ho provato nemmeno per un istante il bisogno di fermarmi. La vicenda è senza dubbio intrigante e tratta una forma di gelosia tutto sommato giustificabile, tant'è che nel finale si comprendono quelle che da tempo erano le intenzioni dell'uomo nei riguardi della protagonista del brano sua moglie. La tematica viene quindi approfondita con un secondo livello di profondità, mostrando risvolti non irrealistici di un sentimento spesso considerato tale. Ho riscontrato perciò anche una buona dose di originalità e credo che tutto questo sia solo un motivo di pregio. Non ho errori o refusi da segnalare, tranne magari una maggior cura nella disposizione delle virgole (non sto qui a impuntarmi, riportandoti antipaticamente gli esempi però).
L'unica critica che ho da muovere riguarda il finale. Avrei preferito qualcosa di più incisivo, magari una vendetta della donna non solo nei confronti dell'apparecchiatura informatica, ma anche nei confronti del marito stesso (magari avrebbe potuto picchiarlo con la mazza da golf...). Mi sembra una conclusione più naturale per la vicenda, nonostante vada a ledere un po' l'originalità, che invece tu riesci a mantenere così anche nella conclusione del racconto. Consideriamo quindi questa nota solo un mio personalissimo appunto.
Intanto, Complimenti!

"IL TEMPO DELLA CENERE"di Giancarmine Trotta.
Questo racconto ha un'anima propria, che brilla di originalità. Mi è piaciuta la particolare cura con cui, usando poche parole, sei riuscito a trasmettere i dettagli caratteristici dell'ambiente rurale, alla cui delineazione contribuisce anche la presenza del dialetto nei dialoghi. Ho gradito anche il modo in cui è analizzata l'introspezione del protagonista. Forse l'unico difetto di questo racconto è la difficoltà nel rintracciare l'aderenza alla tematica della gelosia, almeno secondo me. Qualche indizio in più sarebbe comodo. Io ho dato come interpretazione il sentimento di repulsione dell'uomo all'idea che la morte gli stia sottraendo i suoi cari (il finale mi ha confermato quest'impressione).
Se vuoi, fammi sapere come avevi pensato tu l'aderenza al tema, giusto perché sono molto curioso di saperlo.
Comunque, complimenti!

"GROSSO E ROSSO" di Maurizio Ferrero.
Ciao Maurizio. Il racconto mi ha interessato e colpito, soprattutto per come sei riuscito a dare un'interpretazione attuale ed originale del tema della gelosia. Ora, riguardo l'ambientazione del brano mi cogli impreparato ,perché, essendo questa tipologia di storie molto lontana dal mio modo di percepire e dai miei gusti, non me ne sono mai occupato.Il mio parere quindi non può essere considerato dello stesso livello di persone magari più esperte e me ne scuso. Cercherò comunque di analizzare il tutto in maniera oggettiva. Il racconto procede fluidamente, con sequenze ben scandite ed un ritmo che desta continuamente l'attenzione del lettore. Non ho nemmeno nulla da ridire sullo stile, che riflette bene l'animo dei personaggi, e sul linguaggio, che si serve di termini molto coerenti alla situazione.
In conclusione, complimenti!

"IL JAZZ BAR DI FRANK" di Andrea Lauro.
Ciao Andrea,
Senza dubbio bel racconto. Ho apprezzato soprattutto il tuo stile, molto vivace, ma che non manca di risultare elegante (ovviamente considerando la situazione e la tipologia di personaggio protagonista/narratore con focalizzazione interna presentato). La storia è molto piacevole da leggere, nonostante la trama e l'ambientazione siano-lasciamelo dire, perché non lo intendo come offesa ma come dato di fatto- piuttosto classiche. Interessante il colpo di scena finale, che non è proprio del tutto sorprendente (ci si può anche aspettare, tra le varie conclusioni eventualmente verificabili, una risoluzione di questo genere per la vicenda), ma non stona con il resto del brano e s'addice in maniera perfetta al resto del racconto.
Se devo cercare dei veri e propri difetti, ne trovo uno in questa frase: "Quando torni, chiedo indicando le scale: domani alle quattro?", che può generare, a mio avviso, alcuni equivoci per via della disposizione della punteggiatura. Non sono un amante del discorso indiretto libero (credo venga chiamato così quello che hai usato nel testo), ma ovviamente è giusto che, se tu lo ritieni adatto alla narrazione, lo utilizzi (visto che ci riesci anche molto bene). Nel caso sopra riportato però non funziona secondo me la disposizione delle frasi semplici. Magari sarebbe meglio utilizzare le caporali seguite dal verbo "chiedere", o, per non distaccarci troppo alle tue intenzioni d'autore, invertire il "Quando torni" con il "chiedo indicando", anche se spezza un po' il ritmo. Questa, ad ogni modo, è una minuzia, perché ho notato che, leggendo velocemente, nemmeno ci si accorge di essa.
Tirando le somme però: complimenti!

"356" di Giulio Marchese.
Allora, ho apprezzato il tono incalzante ed il modo in cui riesci ad attirare la curiosità del lettore, che è costretto a seguire la vicenda fino all'ultimo per comprenderne il fulcro. Bello anche il colpo di scena finale. A livello narrativo e stilistico, non ho particolari annotazioni da farti, né in positivo né in negativo. Nel testo sono presenti alcuni refusi ed errori grammaticali, ma, dato che ti sono già stati segnalati, evito di riproporti l'elenco. Considerazione strettamente personale (so che era necessario che scrivessi il testo così per ragioni di trama e di maggiore fruizione del testo da parte del lettore): non amo i racconti che si basano sulla reiterazione di più azioni a breve distanza.
Tirando le somme però, il lavoro è buono.
Ultima modifica di valeriocovaia2502 il giovedì 26 marzo 2020, 18:07, modificato 1 volta in totale.

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Il Calmo
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 20 marzo 2020, 0:00

CLASSIFICA FINALE

1) GROSSO E ROSSO
2) BARB WIRE
3) Il JAZZ CLUB DI FRANK
4) SABATO MATTINA
5) FRAMMENTI
6) 356
7) LA FONTANA DEI LEONI
8) IL TEMPO DELLA CENERE
9) LE MIE COSE

COMMENTI IN ORDINE SPARSO

356
Ho letto con molto interesse il racconto e gli riconosco due grandi pregi: originalità e ritmo, che in un racconto breve fanno la differenza.
Devo erò riscontrare due difetti: il tema secondo me è poco sviluppato, forse a causa della scena che hai scelto di farci vedere, sarebbe stato più efficace forse focalizzarsi su qualcosa di mggior impatto, anche perché nella prima parte non si capisce molto dove si va a parare.
Il secondo difetto è il finale che per il mio gusto ammoscia tutto e fa anche effetto spiegone.
Devo ancora leggere gli altri e poi valutare comunque restano valide le prime due note di merito.

FRAMMENTI
Sono perplesso davanti a questo racconto. Provo a spiegarmi: la prima parte l’ho trovata francamente pesante, forzata specie nell’abbondante uso di aggettivi e domande retoriche.
Poi il tutto è migliorato ed è diventato più scorrevole, anche il tema c’è.
Allora cosa non mi convince? Il fatto che sia tutto un po’ piatto, ma non tanto per come è scritto ma per il contenuto, lei sembra soffrire moltissimo e uno si aspetta chissà quale confessione o altro e invece tutto rimane accennato (troppo accennato)…sembra un rapporto incestuoso ma allora se era così qualche elemento in più anche sulla sofferenza, la vergogna ecc…invece sembra un po’una pennellata data con poco coraggio. Parere ovviamente personalissimo il mio !!



IL TEMPO DELLA CENERE
Racconto in stile “novella del Verga” e per questo ha una sua originalità. Ci vuole coraggio a cimentarsi in questo stile e questa è una gran nota di merito secondo me.
Però il tema anche io purtroppo non l’ho visto per nulla, l’ho riletto più volte e ho visto i commenti per capirci di più.
Probabilmente l’ho interpretato male io, può essere, ma gelosia non l’ho vista, semmai ho visto malinconia e tristezza, quelle le hai rese bene.
Mi sarei aspettato qualcosa più in stile “La lupa” allora, il tema era forse più calzante.
Comunque bravo per lo stile che era interessante.

BARB WIRE
Stile pulito, rapido, incisivo e questo mi è piaciuto.
Come mi è piaciuto anche il tema e il finale che mi ha fatto ridere, perché si capisce quello di cui aveva bisogno lui e quindi anche “la coppia”.
Rimango un po’ interdetto sulla parte centrale…si arriva alla fine troppo velocemente secondo me.
Potevi inserire elementi in più per farci vedere l’esasperazione di lei e i comportamenti di lui…lui e lei infatti risultano un po’ troppo spersonalizzati secondo me.
Magari inserire qualche ricordo di lei di come era prima del matrimonio, potevi osare di più secondo me.

LA FONTANA DEI LEONI
Mi è piaciuta l’idea di suddividere il racconto in pensieri e dialogo, una buonissima cosa.
La gelosia c’è, permea il racconto senza dubbio.
Ora però vengo alle cose che mi hanno convinto poco: intanto la storia..ho fatto fatica a seguire bene e capire cosa fosse successo. Il fatto che lui parli con la gelosia io non lo avevo colto, se non avessi letto il tuo commento esplicativo e questo secondo me è rischioso perché quando si va troppo sul criptico poi il rischio è perdersi dei pezzi.
Lo stile l’ho trovato molto molto carico, denso di aggettivi ecc….è uno stile e non lo discuto ma in questo caso non so, secondo me ha appesantito molto la storia che poteva essere più fluida.

SABATO MATTINA
Racconto pulito, ben scritto e scorrevole. Nulla da dire sul tema e sullo stile.
Però non so come dire ma non mi ha preso molto e anche il finale l’ho trovato un po’debole.
Mi sarebbe piaciuto indagare ancora un po’ di più nella mente malata del protagonista.
Non ho capito bene il riferimento continuo agli spot pubblicitari…c’era lei in quelli spot?
Nel complesso quindi non ci sono quindi guizzi che in un racconto breve alle volte sono necessari (alle volte, non sempre ovviamente ma in questo caso avrei movimentato meglio la situazione).

Il JAZZ CLUB DI FRANK
Racconto piacevole, si segue bene e ha un ottimo finale. Tema centrato.
Mi ha convinto un po’ meno forse lo stile. È chiaramente un gusto personale ma forse avrei provato a dire meno “baby”, “tizia” , “zitta donna” o cose così..diciamo uno stile un po’ meno artefatto, però ripeto è solo una mia idea.
Il finale ottimo ma anche qui forse avrei cambiato un attimo lo stile, forse un dialogo diretto sarebbe stato più incisivo, senza continuare col registro del racconto.
Ad ogni modo una buona prova.


LE MIE COSE
Sono rimasto perplesso leggendolo.
Apprezzo l’idea di dipingere un contesto diverso (un po’ alla kenshiro) e apprezzo il fatto che si inizi in media res…però così forse è troppo.
Ci si perde nella storia e alla fine il tutto rimane un po’ confuso.
Visto che stavi pennellando un mondo particolare avrei voluto vedere delle immagini in più di questo mondo e forse meno personaggi.
Il tema…c’è ma alla fine risulta debole secondo me..viene fagocitato dal resto.
Lo stile ricercato è forte ma siamo sicuri che si intoni a questo scenario?
Sono solo mie considerazioni personali ovvimente.

GROSSO E ROSSO
Tema strano, racconto strano…mi è piaciuto.
Bravo per il coraggio e la pulizia senza scadere nel volgare gratuito.
Forse non mi ha entusiasmato nel complesso ma mi è piaciuto perché è ben scritto e riconosco l’originalità del tema.
Forte anche il tlin tlin dei coins che arrivano online, conferisce verità al tutto.
Buona prova.

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filippo.mammoli
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » venerdì 20 marzo 2020, 17:24

Classifica particolarmente sofferta, non solo per le prime posizioni. Si gioca molto su piccoli dettagli e sul gusto personale, non me ne voglia nessuno. State diventando tutti troppo bravi! ;)
Prima la classifica poi i commenti in ordine sparso.

1. Il jazz club di Frank, di Andrea Lauro
2. Frammenti, di Luca Pagnini
3. 356, di Giulio Marchese
4. Sabato mattina, di Luca Nesler
5. Grosso e rosso, di Maurizio Ferrero
6. Barb wire, di Gennibo
7. Le mie cose, di Polly Russell
8. La fontana dei leoni, di Alessio Magno
9. Il tempo della cenere, di Giancarmine Trotta

Grosso e rosso, di Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio,
Che bel modo di trattare un tema come questo.
Anch'io ho pensato che il rischio più grosso fosse quello di cadere nel banale.
Non c'è dubbio, questo rischio lo hai scongiurato alla grande!
Hai avuto coraggio nell'andare a infilarti nel mondo del porno, forse fai da te o forse no, addirittura nel genere mistress/slave.
Il protagonista è ben tratteggiato grazie a una scrittura limpida, e la sua gelosia/dipendenza malata è tracciata in modo sublime.
Nel finale si può dire senza timore che gli spaccano il culo, ma diciamo pure che se l'è cercata.
Ottima prova, complimenti!

Le mie cose, di Polly Russell
Ciaa Polly,
il racconto è certamente ben scritto, forse con uno stile un po' troppo affettato e ricercato per i miei gusti, ma in ogni caso ben si sposa con un'ambientazione western distopica. Credo solo che sia un po' troppa carne al fuoco e che in alcuni passaggi si faccia fatica a capire chi sia chi dei due protagonisti. Il finale un po' convulso si inserisce nello stesso solco.
Un buon racconto comunque.

Il jazz club di Frank, di Andrea Lauro
Ciao Andrea,
il tuo approccio al tema sembra a prima vista quello classico e un po' abusato della gelosia di coppia.
Invece lo gestisci bene come fai con il lettore.
Lo porti in pista a ballare nel jazz club insieme a Frank,
con un linguaggio veloce e schietto degno di un film di Tarantino (ho pensato al ballo di Pulp fiction) e poi con un gran twist finale ribalti la prospettiva e i ruoli si invertono.
Gran bel racconto, non sarà facile stilare la classifica.

Sabato mattina, di Luca Nesler
Ciao Luca,
il racconto è ben scritto e mi è piaciuto. Amo l'ambientazione quotidiana e il riuscire ad analizzare situazioni ordinarie in modo non banale, centrandosi sui pensieri e sugli stati d'animo del protagonista. Mi hai fatto respirare la monotonia di una vita piena della solitudine di chi ha perso la persona cara e della sua gelosia per l'altro. Mi piace il sottofondo della televisione, con cui intervalli i pensieri. Tutto bene fino alla fine, dove mi aspettavo qualcosa di diverso, non necessariamente un twist o un colpo di scena, ma qualcosa che fosse in qualche modo un obiettivo da raggiungere. Resta per me una buona prova.

La fontana dei leoni, di Alessio Magno
Ciao Alessio,
ti dico prima le mie impressioni arrivato in fondo al racconto, poi quello che ho capito andando a leggere gli altri commenti e le tue risposte.
Mi è piaciuto il doppio binario del dialogo interiore del protagonista e dello stesso osservato invece dall'esterno.
Ho trovato forse un po' troppo carica di metafore e di aggettivi la parte dell'osservazione esterna, forse un po' barocca.
Ma questa è anche questione di gusto personale e sul fatto che tu sappia scrivere molto bene ci sono pochi dubbi.
Piuttosto mi sono rimasti molti dubbi su cosa fosse successo arrivato alla fine del racconto.
Ero un po' confuso dal mostro che divora carne e brama sangue, la metafora mi ha spiazzato e non avevo capito che il nostro fosse in carcere per aver ucciso la compagna. Cosa che ho capito solo leggendo la tua riposta ad Alexandra. Sarà colpa mia, ma tra dialogo interiore e metafore l'ho trovato tortuoso e non immediato.

Barb wire, di Gennibo
Ciao Isabella,
il raccconto parte molto bene e lo stile è il mio preferito.
Veloce, diretto, fluido e senza troppi orpelli. Ganza anche l'idea di diventare gelosa della psicoterapeuta da cui si andrebbe con l'intento di risolvere e non incasinare, i problemi della coppia.
Il problema è che proprio quando si entra nel vivo il racconto finisce improvvisamente.
Con un buon twist, ma un po' troppo brusco e affrettato. Non è necessario arrivare a utilizzare per forza tutti i 3333 caratteri, ma qui mi sa che hai esagerato con la brevità. È già dura introdurre una storia e portarla a compimento in quelle poche battute, ma se si riducono anche di parecchio, diventa un'impresa impossibile. Peccato, perchè poteva essere sviluppato un po' di più e diventare un bellissimo racconto.

Il tempo della cenere, di Giancarmine Trotta
Ciao Giancarmine,
Ti dico subito che non riesco a vederci la gelosia. Forse del fatto che l'altro sia già morto mentre lui rimane vivo solo per soffrire. No lo so, sto tirando a indovinare perché mi pare poco chiaro e presente il tema.
La scrittura è buona, giochi un po' con il dialetto e infili tre vocaboli poco conosciuti, perlomeno da me, nei primi tre paragrafi, zuledda, frione e lammia.
L'ambientazione rurale e misera è bella, rimanda al verismo di Verga in alcuni passaggi, ma per qualche motivo difficile da spiegare, non stato rapito né trasportato all'interno della storia.
Un buon racconto per me con alcuni punti interrogativi.

Frammenti, di Luca Pagnini
Ciao Luca,
per me questo è senza dubbio uno dei migliori racconti del gruppo. Il dialogo con lo psicologo inframezzato ai pensieri di Elisa è riuscitissimo. Lo stile lineare e scorrevole lo trovo molto azzeccato e adatto alla situazione. Il crescendo è bello fino al finale, dove il twist fa riflettere e lascia aperte più possibilità. Questa ambiguità e però secondo me un punto di forza e non una debolezza. Mi sembra che sia voluto e comunque a me piace. Io ci ho letto un amore incestuoso e un rapporto un po' troppo stretto con il fratello Vieri.
Davvero bravo.

356, di Giulio Marchese
Ciao Giulio,
Bello il racconto, bellissimo il finale e come ci arrivi. Forse entra un po' troppo di striscio il tema, la gelosia riesco a vederla solo nella moglie, gelosa del tempo e delle attenzioni che il marito dedica sempre di più a quella sua creazione, il macchinario.
La scrittura è molto buona e i dialoghi molto credibili e riusciti.
354 poi 355 e infine 356...cosa mai vorrà dire?
La bomba finale fa sorridere e chiude degnamente un gran bel racconto.

viviana.tenga
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 23 marzo 2020, 23:54

CLASSIFICA
1)GROSSO E ROSSO - Maurizio Ferrero
2)BARB WIRE - Isabella Valerio
3)365 - Giulio Marchese
4)LE MIE COSE - Polly Russell
5)IL JAZZCLUB DI FRANK - Andrea Lauro
6)SABATO MATTINA - Luca Nesler
7)IL TEMPO DELLA CENERE - Giancarmine Trotta
8)LA FONTANA DEI LEONI - Alessio Magno
9)FRAMMENTI - Luca Pagnini

COMMENTI
1)GROSSO E ROSSO - Maurizio Ferrero
Scelta coraggiosa. Ammetto di aver trovato il tutto un po' disturbante, soprattutto alla prima lettura, ma credo fosse (anche) quello lo scopo. Direi comunque che il racconto è decisamente riuscito: la psicologia del protagonista è ben resa, la prosa è pulita e la narrazione non scade mai nel volgare. Insomma, hai la mia stima perché hai scelto una via non facile e l'hai portata avanti egregiamente, complimenti.

2)BARB WIRE - Isabella Valerio
Tema centrato. Ho trovato ben resa la gelosia della protagonista e le dinamiche di coppia. Il finale è forse un po' condensato, dalla mazza da golf in poi succede tutto molto in fretta, per lo meno rispetto al ritmo del resto del racconto. A parte questo dettaglio, non ho però particolari osservazioni da fare. Il racconto scorre bene e si legge che è un piacere.

3)365 - Giulio Marchese
Mi è piaciuta molto l'idea del tuo racconto e trovo che l'hai sviluppata bene nel poco spazio a disposizione. Il finale dà una chiusura netta, ma mi puzza di incongruenza: la scena dell'arresto dà a intendere che siamo in un multiverso in cui i viaggi nel tempo sono regolati e, quindi, è conoscenza comune che sono possibile (benché vietati). Nei dialoghi tra Al e Rebecca, sembra invece che lei non capisca né sospetti quello che sta succedendo. Forse però sono io che mi sto perdendo qualcosa.
Al di là di questo, ho trovato il racconto originale e ben scritto (a parte qualche sbavatura di punteggiatura che ti è già stata segnalata), complimenti.

4)LE MIE COSE - Polly Russell
Parto con il dire che io non ho avuto nessun problema a capire chi fosse Hydro e chi Cain. Ho fatto un po' più fatica a mettere a fuoco l'ambientazione, ma perché la mia cultura sul genere post-atomico è abbastanza scarsa. Nel complesso, sono riuscita a farmi un'idea decente, ma un po' sfocata. Il che vuol dire che per i pochi caratteri a disposizione hai fatto un buon lavoro, ma forse non era l'ambientazione migliore per un racconto così breve.
Le dinamiche della trama e le interazioni tra i personaggi invece sono rese bene.
Il tema è presente in senso un po' lato, ma per quel che mi riguarda ci sta.

5)IL JAZZCLUB DI FRANK - Andrea Lauro
Racconto che scorre bene, forse fin troppo liscio. Ho apprezzato il guizzo finale e non mi è dispiaciuta la scelta dell'indiretto libero: i racconti così brevi si prestano bene a sperimentare varianti stilistiche che diano un tono un po' più particolare.
Nel complesso, però, ho trovato il tutto un po' insipido. Non sono sicura di sapere il perché, ma forse perché hai centrato molto l'attenzione su un protagonista che, tutto sommato, ha poco da dire, mentre gli altri personaggi e l'ambientazione rimangono un po' sullo sfondo.

6)SABATO MATTINA - Luca Nesler
Hai di sicuro reso bene la situazione fisica e mentale del protagonista: la gelosia, il senso di vuoto, la sofferenza. Però la mia impressione è che rimanga solo questo: un affresco di una situazione in essere, non un vero e proprio racconto con una storia (anche minima) che si sviluppa. Anche la parte finale l'ho vista più come un vagheggiare gesti estremi che è probabilmente diventato abituale che come un evento di trama vero e proprio.
Chiariamo, dato il poco spazio ci sta anche fare questo tipo di brani, ma secondo me lascia comunque il racconto con una marcia in meno rispetto ad altri.

7)IL TEMPO DELLA CENERE - Giancarmine Trotta
Un bel affresco di vita rurale, i personaggi e il loro dolore sono rappresentati con tratti leggeri eppure incredibilmente vivi. Mi hanno messo un po' in difficoltà i termini dialettali (zuledda, lammia), perché davvero non ho idea di cosa vogliono dire, ma a parte questo nulla da dire sullo stile, il racconto scorre bene e trasmette emozioni.
Concordo con altri sulla questione tema: ho dovuto leggere i commenti per capire dove fosse e, anche una volta letti, mi sembra che più che di gelosia si tratti di invidia. Quindi purtroppo questo lo devo considerare un punto negativo.

8)LA FONTANA DEI LEONI - Alessio Magno

Ho passato tutto il racconto a cercare di orientarmi e capire chi fosse l'interlocutore nelle parti in corsivo. Poi arrivata alla fine ho capito tutto, ma è stata una lettura faticosa, anche per via dello stile un po' ricercato. Quest'ultimo ci può stare nelle parti descrittive (che, secondo me, a loro modo funzionano bene), ma mi ha fatto un po' storcere il naso nelle parti di dialogo interiore. Espressioni come "Non dire scempiaggini", "con la tua lingua biforcuta" rendono tutto un po' artefatto e questo va a discapito della carica emotiva che dovrebbe essere associata alla crisi interiore del protagonista.
Mi dispiace dover dare un giudizio negativo, perché l'idea dell'alternanza flash-back/dialoghi interiori era interessante, ma nel complesso il racconto non mi ha convinto molto.

9)FRAMMENTI - Luca Pagnini
Tema centrato e declinato in modo interessante, ma ho trovato qualche problema nel racconto.
Dal punto di vista stilistico, all'inizio c'è una frase che ho trovato un po' contorte e pesante (quella che inizia con "La voce, cristallina e rassicurante...").
Per quanto riguarda la trama, ho avuto l'impressione che scorresse tutto un po' troppo liscio: le domande dello psicologo sono sempre quelle giuste, lei riesce subito a ricostruire cosa c'è davvero dietro ai suoi sentimenti. Quando poi si arriva a tirare fuori qualcosa di problematico (il rapporto morboso con il fratello), ecco che finiscono seduta e racconto. Personalmente, avrei voluto vedere un po' più di conflitto, un po' di difficoltà a rievocare i ricordi, qualche ostacolo nel procedere della trama.

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emiliano.maramonte
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » martedì 24 marzo 2020, 15:48

Salve a tutti.
Mai come in questa edizione ho avuto grandi difficoltà a stilare la classifica. Nella mia mente c'erano tanti ex-equo e molti autori si sono contesi le prime posizioni fino all'ultimo. Poi ho dovuto prendere delle decisioni, volente o nolente. Ho adottato dei parametri relativi alla pulizia del testo, alla coerenza della storia, all'impatto emotivo, alla perizia tecnica e alla riuscita complessiva. E dunque ecco la mia soffertissima classifica finale.
A tutti auguro... IN BOCCA AL LUPO!

1. IL JAZZCLUB DI FRANK di Andrea Lauro
2. SABATO MATTINA di Luca Nesler
3. GROSSO E ROSSO di Maurizio Ferrero
4. FRAMMENTI di Luca Pagnini
5. IL TEMPO DELLA CENERE di Giancarmine Trotta
6. 356 di Giulio Marchesi
7. LA FONTANA DEI LEONI di Alessio Magno
8. BARB WIRE di Isabella Valerio
9. LE MIE COSE di Polly Russell


_________________________________________________________________________________________________________

COMMENTI

GROSSO E ROSSO di Maurizio Ferrero
Mi sono immerso nel racconto con un complesso variegato di sensazioni e reazioni. Se il tuo intento principale era di infastidire, scuotere, fors'anche scioccare, ci sei riuscito. Direi che è questa la chiave principale con la quale interpretare il testo. La gelosia c'è e scorre per tutta la narrazione e sfocia nell'apoteosi dell'umiliazione e dell'autolesionismo, ossia rivolgere le conseguenze della gelosia contro se stesso. La trama, quindi, sotto questo punto di vista ha una logica ineccepibile, tuttavia (ma questo è un mio personalissimo pensiero) avrei impostato il finale in modo da rivolgere la tensione narrativa contro l'oggetto della gelosia; non ti nascondo che alla fine sono rimasto perplesso, anche se poi ci ho rimuginato sopra e ho afferrato tutto il senso.
In ogni caso, ottimo racconto, scritto, come al tuo solito, al top.

LE MIE COSE di Polly Russell
Non sono riuscito a inquadrare bene questo tuo racconto, nel senso che alla fine della lettura mi è sembrato di guardare una fotografia dai contorni sfocati. Ho apprezzato il tentativo di costruire una specie di western postatomico con una spruzzata di elementi medievali, ma ancora non mi sono chiari i tuoi intenti. Parli di predoni, cavalieri, e ci sono i cavalli ma anche vecchie automobili, ci sono vaghi richiami alla saga di "Mad Max", ma è un po' messo tutto lì, in un calderone che non compone un quadro sufficientemente coerente. Ho però trovato abbastanza carina la caratterizzazione del protagonista, spiccio, ruvido e duro eppure umano abbastanza da essere riabilitato, alla fine, agli occhi del lettore. E non ti nascondo un brividuccio di emozione proprio sulle battute finali dove l'energia narrativa si libera e dove si concentra in quella frase finale tutta la positività celata nelle azioni apparentemente immorali di Hydro.
Non capisco il senso del colore diverso del testo e faccio fatica a trovare il tema.
C'era necessità di una più approfondita revisione prima di consegnare.

IL JAZZCLUB DI FRANK di Andrea Lauro
Fammelo dire: mese dopo mese, sto diventando un tuo fan. Mi piace come scrivi, mi piacciono le idee che metti in campo, hai mestiere e stoffa. E lo si vede anche in questo racconto a cui tributo un applauso a scena aperta. Condotto benissimo, incuriosisce, appassiona, diverte, è pieno di colore, di sfumature, trasuda verve e poi culmina in un ottimo colpo di scena finale, assolutamente da me imprevisto.
Mi trovo in imbarazzo nel dover cercare inconvenienti eclatanti (che non ci sono), salvo qualche piccolo rilievo tecnico su cui passo sopra volentieri.
Complimenti

SABATO MATTINA di Luca Nesler
Dunque, all'inizio della lettura mi sono chiesto: che roba è? Dove vuole andare a parare? Chi è il protagonista? Cosa fa? Poi nel prosieguo la situazione si è schiarita e ho apprezzato non poco il ritmo e la gestione (non facile) dell'emozione gelosia, come da richiesta della Guest. In questo il racconto mi ha soddisfatto. Sei stato bravo a farmi entrare nella testa del personaggio, facendomi vedere bene la sua ossessione che lo porta a vivere in modo anomalo, nell'ambito di una realtà anch'essa anomala che aggrava la situazione.
Mi ha fatto storcere il naso il finale: d'accordo che la sequenza conclusiva lascia intendere con pochi dubbi il tragico epilogo di tutta la vicenda, ma avrei apprezzato un sussulto per farmi capire che il protagonista fa sul serio, chessò infilza rabbioso col coltellaccio una mela o pugnala una foto della sua donna rubatagli dal bellimbusto... Cose così.
In ogni caso, nel complesso, racconto su una piena sufficienza.

LA FONTANA DEI LEONI di Alessio Magno
Piccola premessa: il racconto mi ha lasciato addosso sensazioni contrastanti, per la maggior parte positive e, in via residuale, pruriginose. Posso dire che la storia mi è piaciuta, come mi è piaciuta la scansione a doppio binario della narrazione, con gli eventi duri e tragici da una parte e i dialoghi che consentono al lettore di capire un po' meglio il quadro generale.
Al netto di qualche momento di rigidità e di barocchismo, il flusso narrativo mi ha soddisfatto, il testo si fa leggere bene. Io avrei snellito i dialoghi. Qualcuno ti ha fatto già notare che a tratti sono stucchevoli o "legnosi", però, a parte questo, ho apprezzato la storia come momento sospeso in uno scenario di follia. In realtà alla fine mi è risultato abbastanza chiaro che stessi parlando del mostro gelosia, anche se, da lettore, le immagini che mi si sono formate nella mente erano un po' sfocate, e si è perso l'effetto complessivo.
In ogni caso, non male. Un pollice su.

BARB WIRE di Isabella Valerio
Il tema c'è e, almeno in apparenza, sembra banale, però ha una sua scioccante logica, poiché è legato alla quotidianità e alla normalità, che un bel giorno possono sfuggirci di mano diventando un inferno. In questo ti faccio i complimenti per l'intuizione di fondo. Ho apprezzato anche lo stile: minimalista, semplice e diretto, proprio per rappresentare meglio i pensieri quotidiani, in cui è molto facile immedesimarsi. Ho seguito le vicende della protagonista con apprensione e disagio, fino alle battute finali.
Dove il racconto si inceppa? Nella forzatura delle avances al marito di "Barb Wire", troppo teatrali e nel finale, che avrebbe dovuto colorarsi di un evento incisivo, conclusivo, emotivamente forte. La distruzione del computer è davvero insufficiente a chiudere il cerchio e a dare una forte impronta al racconto.
In ogni caso, ho gradito questo testo.

IL TEMPO DELLA CENERE di Giancarmine Trotta
Nelle precedenti edizioni a cui hai partecipato, ho apprezzato non poco i tuoi racconti, per cui avevo grande curiosità di immergermi in questo tuo ultimo lavoro.
Hai fatto una scelta ben precisa: abbassare i ritmi, dare alla narrazione una cadenza placida e poetica, e costruire un piccolo affresco rurale. Devo dire che è un genere che non amo particolarmente, però ho apprezzato la cura con cui hai pennellato i personaggi e, soprattutto, la trama, dal sapore malinconico e triste. Suggestiva la vicenda del protagonista, vecchio e sconfitto dalla vita, che cerca conforto nel saluto del defunto amico e trova una sorta di forma di gelosia.
Ecco, come da altri segnalato, il tema è sfocato, è preso di striscio e mi unisco a questo coro. Ci si deve lavorare un po' su per cavarlo dal buco.
In ogni caso, racconto che ha un suo perché, una sua indubitabile resa artistica e un suo fascino.

FRAMMENTI di Luca Pagnini
Parto da quello che mi è piaciuto. Bene la scansione della seduta dallo psicologo, creano la giusta dose di aspettativa e curiosità. Il racconto parte "legnoso", con un paio di periodi pesanti e troppo articolati, per poi scorrere abbastanza fluido, fino al colpo di scena finale. Lo stile è veloce e diretto, e questo mi piace perché lo trovo molto simile al mio quando decido di dare a una storia un certo registro dinamico. E nel tuo racconto il dinamismo è di tipo mentale, e va benissimo.
Sorvolo sugli inconvenienti tecnici, che sono stati ampiamente anticipati da Davide (Di Tullio) prima di me, e sono praticamente gli stessi che ti volevo far notare io, e dico che sul finale ho rilevato qualche problema nel ricollegare la rivelazione di Elisa a tutta la vicenda, ma poi, compresa la bontà del twist end, si aprono molte interessanti implicazioni, tra cui quella di un rapporto morboso col fratello. Nonostante i chiarimenti letti nei precedenti commenti, mi rimane sempre la sensazione di qualche buco di trama, ma nulla di così grave.
Buon racconto.

356 di Giulio Marchesi
Dunque... finalmente fantascienza! Ne sono un grande appassionato, quindi ho letto il tuo testo avendo grande curiosità di capire come avresti gestito il tema attraverso la prospettiva di questo genere. E hai sfruttato i meccanismi dei viaggi nel tempo. Mi sono divertito, e non ho approfondito paradossi temporali, incongruenze e buchi di trama perché ogni storia che contempli i viaggi nel tempo non è immune da questi inconvenienti.
La storia non è malaccio e gradisco sempre quando si gioca sulla ricorsività di un evento. Nel tuo caso lo hai fatto senza indispettire troppo il lettore, arrivando a una ragionevole risoluzione dell'intera vicenda.
C'è qualcosa da calibrare a livello tecnico (sorvolo sugli inconvenienti poiché te li hanno già fatti notare altri prima di me con dovizia di particolari), non tutto fila per il verso giusto da un punto di vista logico, ma se valuto il tutto sotto il profilo fantascientifico e dello sviluppo del tema, il tuo racconto è positivo.

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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 25 marzo 2020, 12:07

Domani sera scade il termine per l'invio commenti e classifiche e vi mancano solo quelle di Daniele Torrisi, Riccardo Rossi e Romina Braggion.

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romina.braggion
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » mercoledì 25 marzo 2020, 16:16

Classifica:
1. Le mie cose di Polly Russel
2. Sabato mattina di Luca Nesler
3. Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
4. Il jazzclub di Frank di Andrea Lauro.
5. 356 di Giulio Marchese
6. Barb Wire di Gennibo
7. La fontana dei leoni di Alessio Magno
8. Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta


Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio,
non nego che mai leggerei un racconto o libro di questo genere, ma devo esprimere un giudizio!
Il tema è centrato, la scrittura è impeccabile, tutto fluisce in maniera ottimale. Unico mio appunto: trovo inutile questa frase "Farà male, ma non tanto male quanto io ho fatto a Lei."
Buona continuazione

Le mie cose di Polly Russel
Ciao Polly,
ho letto il tuo racconto. Sono talmente abituata a essere io per prima criptica che devo dire di non aver fatto alcuna confusione durante la lettura. Per me è tutto chiaro.
Trovo il tema della gelosia sfumato ma comunque affrontato in maniera inconsueta.
Di questa frase le catene mi hanno incuriosito: "Uno sguardo alla piccola comunità che si era radunata lì intorno. Volti emaciati, i segni delle catene sulle caviglie scarne." Mi hanno fatto immaginare qualcosa che poi non ho trovato spiegato.
Per il resto, tutto è ben scritto e fluisce bene.
Mi piace moltissimo l'idea di questo giustiziere sui generis, un eroe cattivo di cui però si tiene la parte.
Buona continuazione

Il jazzclub di Frank di Andrea Lauro.
Ciao Andrea,
il tema della gelosia è sicuramente centrato.
Hai usato molti cliché, frasi fatte, in maniera ponderata è ovvio. In linea di massima non mi piacciono ma, poiché arrivata al finale ho pensato"Oh là, stronzo, alla fine crepi", evidentemente nel mio caso hanno sortito l'effetto voluto.
Altri tuoi racconti mi sono piaciuti di più ma anche questo ci sta, alla grande.
Occhio al refusino: da taschino. Dal taschino.
Buona continuazione.

Sabato mattina di Luca Nesler
Ciao Luca,
il tuo racconto fila perfettamente. Non trovo alcuna segnalazione da farti in merito a stile, fluidità e tema, sicuramente centrato.
Mi è piaciuto molto la caratterizzazione del personaggio. La frase "sistemò le scarpe, parallele all'attaccapanni." fa comprendere meglio di tutte le altre, la deviazione sua mentale.
Mi piace anche il finale aperto: forse, per una volta, non muore per forza una donna.
Buona continuazione.

La fontana dei leoni di Alessio Magno
Ciao Alessio,
il tema è assolutamente centrato. Purtroppo però ho inteso un messaggio e la spiegazione che hai fornito a Alexandra lo ha scombinato completamente. Faccio molta fatica a trovare quello che tu hai voluto trasmettere.
Detto questo, per come l'ho inteso io, fila molto bene. Il piano doppio della narrazione è una buona idea e aggiunge profondità al testo.
L'unico mio appunto è il seguente: il femminicidio mi ha talmente esasperato nella realtà, che vorrei vedere un'alternativa o un ribaltamento di ruolo oppure qualcosa di diverso, finalmente. Chiaramente è solo la mia personalissima opinione.
Buona continuazione.

Barb Wire di Gennibo
Ciao Isabella.
Il tuo racconto mi colpisce per essere diretto, veloce e ritmico. Hai centrato il tema come un proiettile. Mi incuriosisce molto il finale. Premesso che sei arrivata a fare comprendere alla protagonista come riattivare suo marito, con "Voglio il divorzio.– Grazie. – ha risposto lui, improvvisamente eccitato" sarebbe stato interessante trovare un modo alternativo per sviluppare la parte centrale. Trovo la figura della moglie assolutamente plausibile ma un po' stereotipata. La psicologa invece mi sembra assolutamente irreale. Confesso che quando la moglie prende la mazza ho avuto un brivido!
Buona continuazione.

Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta
Ciao Giancarmine,
il tuo racconto mi appassiona molto. Lo stile è ricercato anche se l'inserimento di tre vocaboli inconsueti è forse troppo per un racconto breve. Dicevo, lo stile mi ricorda molto i bei classici che amo. C'è grande accuratezza nel tratteggiare i personaggi, soprattutto il protagonista. Il dialogo interiore tra lui e il suo amico rende perfettamente il personaggio che si anima di una voce inconfondibile. L'ambientazione è tratteggiata con particolari dipinti, molto evocativi e suggestivi, che rendono perfettamente il contesto.
Mi accodo agli altri pareri. Mi rincresce ma non trovo il tema. Peccato davvero, ti avrei volentieri inserito in cima alla classifica.
Buona continuazione.

Frammenti di Luca Pagnini
Ciao Luca,
sono l'ultima a commentare e non posso aggiungere nulla di nuovo a quanto detto. Quello che mi è piaciuto di più è il dialogo e i piccoli gesti della protagonista denotano chiaramente un conflitto interiore. Il tema c'è in pieno. Questa frase iniziale "Vieri che rientra a casa prima del previsto, lei che chiude il portatile prima che lui entri in camera, lui che urla parole sconnesse, lei che piange, lui che se ne va sbattendo la porta." parrebbe indicare qualcosa di preciso, confermato dalla gelosia della sorella. Questo qualcosa si intuisce ma avrei preferito trovare un elemento in più significativo o coraggioso, sembra che getti il sasso e poi ritiri la mano. Sono poco convinta del finale, il medico che chiede qualcosa sull'uscio della porta, un secondo prima del commiato, mi sembra poco verosimile. Delle pecche già segnalate concordo sulle frasi iniziali: c'è troppa ipotassi. Questo secondo me appesantisce il resto del racconto che continua più fluido.

356 di Giulio Marchese
Ciao Giulio,
sono l'ultima e altri ti hanno già fatto notare particolari che ho riscontrato anch'io. Inutile ribadire. In linea generale mi piace il tuo racconto di fantascienza. Scorre bene, con ritmo. Il tema è centrato anche se, forse, la gelosia è solo nella testa dello scienziato pazzo. Tenendo conto che si tratta di fantascienza, trovo che il finale presenti un paradosso: A seguito delle ultime modifiche da lei poste in essere, ad oggi, lei risulta celibe. Forse sarebbe stato meglio scrivere semplicemente: Lei è celibe. Il fatto che i tentativi siano numerosi, non può dare la certezza al poliziotto che lo scienziato fosse inizialmente sposato.
Buona continuazione.

Daniel Travis
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » giovedì 26 marzo 2020, 14:39

Ciao a tutti; ecco la mia classifica…

1. Sabato mattina di Luca Nesler
2. Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta
3. 356 di Giulio Marchese
4. Le mie cose di Polly Russell
5. Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
6. Frammenti di Luca Pagnini
7. La Fontana dei Leoni di Alessio Magno
8. Il jazz club di Frank di Andrea Lauro
9. Barb Wire di Isabella Valerio

E i miei commenti.

1. Sabato mattina di Luca Nesler
Niente male davvero. Ho trovato la forma (intenzionalmente) scarna un po' poco funzionale verso l'inizio, sembrava quasi dettata dal bisogno di sintesi anziché dal bisogno di mostrare il deserto della prospettiva del nostro triste protagonista; ma è una mia impressione e, proseguendo nella lettura, tutto funziona.
Mi piace che si tratti di uno spaccato tra una tragedia (il dramma personale del protagonista) e la (possibile) prossima (più seria).
Trasmette tutta la tensione della storia, lascia aperte le porte che deve, non perde tempo e non si trascina, e non ha bisogno né di colpi di scena né di grosse spiegazioni.
Il tema è, naturalmente, centrato.

2. Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta
Gran bella forma e - caratteristica più rara - gran bel ritmo, davvero.
Arrivi alla fine arrancando con il protagonista.
Al tema, è vero, non aderisci particolarmente, pur sfiorandolo, ma il pezzo resta tra i migliori dell'edizione, per quanto mi riguarda.
A questo proposito, leggendo, l'istinto minuticontatico mi ha condotto ha cercare un'interpretazione in tema, senza neanche pensare; siccome ne è uscita una che penso si sposi bene col pezzo, e con pochissime modifiche, te la butto lì.
Se Carmine e Giovanni sono amanti, tutto torna, e fa anche un po' più male. Se la loro relazione, solo sporadicamente fisica ma rafforzata proprio dalla distanza, è un open secret del paese, come ce ne sono tanti, se Carmine porge i suoi saluti come un "altro coniuge", o l'amante in un film di Almodovar, e la gelosia di una moglie che ha sempre cercato di ignorare e ora fatica a farlo fa per gonfiarsi, per poi sciogliersi nel lutto condiviso... Ecco, quello è un pezzo in tema gelosia.
Non significa che a questo manchi qualcosa, e non voglio appiccicare la mia fanfiction al tuo racconto. Però mi è venuto spontaneo immaginarla, quindi te la riporto, nel caso possa servire come aggiunta all'impasto.

3. 356 di Giulio Marchese
Bel racconto, bel modo di declinare il tema e struttura azzeccata.
La forma, come la trama, hanno una semplicità funzionale che magari non salta all'occhio, ma serve bene un racconto efficace.
Forse mi piacerebbe vedere qualcosa in più dell'agente che punisce la violazione del protocollo Viaggi Spazio-Temporali (ho visto giusto? Non ho controllato le altre risposte), ma si tratta più di un capriccio mio che di una mancanza del racconto.
Complimenti.

4. Le mie cose di Polly Russell
Il mondo è ben tratteggiato, cattura; i personaggi si distinguono, vivono, hanno una “voce” (almeno in quello che fanno); la storia è semplice e diretta. Tutto percorre binari molto classici, ma efficaci, e lo fa con stile. Mi è piaciuto molto.
C'è solo un difetto che mi salta all'occhio: la punteggiatura nei dialoghi.
“Come predoni... Non li hai uccisi tutti.” → “Come, predoni? Non li hai uccisi tutti?,” o “Come predoni? Non li hai uccisi tutti?,” o “Come? Predoni? Non li hai uccisi tutti...?,” e così via. Potrebbe anche essere una domanda più un'osservazione (“Come predoni...? [Ma allora n]on li hai uccisi tutti!”) anziché due domande, ma così proprio non funziona.
“Rimani lì sopra, se vedi che me la passo male: scappa”. Sostituirei la virgola con un punto e virgola, altrimenti la pausa dei due punti viene percepita come preponderante, e il resto si legge d'istinto come un unico nucleo: “Rimani lì sopra se vedi che me la passo male,” per intenderci. Si tratta di un dettaglio, però, e potresti volerlo mantenere com'è.
“Non toccarlo, nessuno tocca le mie cose.” → “Non toccarlo. Nessuno tocca le mie cose.” Non è un errore grammaticale, ma rovina il ritmo: il one liner mi piace, dagli l'attenzione che merita.

5. Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
Buona la forma, ben focalizzato il punto di vista, tema centrato in pieno, e soprattutto una struttura narrativa piuttosto solida in così poco spazio.
Personalmente sono un po' stanco di vedere il BDSM estremizzato in questo senso nella fiction (si capisce che lo fai consapevolmente, e grazie per averlo comunque chiarito a parte, quindi premetto che non si tratta di un attacco personale nei tuoi confronti nello specifico).
Vero, il fatto che per una persona uno spettacolo BDSM e la realtà dietro le quinte si facciano totalizzanti ed escano dall'ambito per diventare ossessioni tossiche non è letteralmente impossibile, e raccontare significa esplorare limiti e gli estremi, però diamine, sempre la nicchia della nicchia che per puro caso coincide con i pregiudizi più beceri in circolazione dobbiamo esplorare?
Rischia, dopo un po', di diventare stantia – anche perché gli effetti collaterali “fuori dalla fiction” si vedono, prendi un set come questo (BDSM – sbagliato e sporco, ma BDSM) che viene messo nello stesso calderone degli snuff movie – ed errori del genere capitano spesso.
Ovviamente il contesto è estremamente ristretto, quindi l'effetto confusione è contenuto, ma c'è, e continua un po' a infastidirmi.

6. Frammenti di Luca Pagnini
Niente male: la trama funziona, incuriosisce e a modo suo inquieta, e il tema - e non è una cosa ovvia, a giudicare dagli altri racconti, il mio in primis - è davvero il motore della protagonista e del racconto.
La forma, forse perché affollata di descrittori, finisce per risultare un po' anonima, ma niente che rovini il testo nel suo complesso.
Restano un paio di appunti specifici (durava fatica), e un'introduzione decisamente troppo pesante. Fa il suo lavoro (mostrare la protagonista persa, sospesa durante la seduta)... Ma fin troppo: sembra quasi che stia cercando di riprendersi dagli effetti collaterali di alcool, droga o un viaggio astrale.

7. La Fontana dei Leoni di Alessio Magno
Non mi dispiace l'idea, mi piace la forma (L’attendevo come si attende un miracolo è fenomenale) salvo qualche mezzo inciampo (a concedersi solo per te e per nessun altro avrei preferito concedersi solo a te, e a nessun altro; tecnicamente non è sbagliato il per, ma è più contorto, meno immediato, meno armonioso); il colpo di scena... Ecco, non è immediato quanto potrebbe.
Pensala così: fingi che questo racconto non sia in un contest dedicato alla gelosia, ma in uno a tema libero. Rileggilo con questa lente e sarà molto più difficile tirare le fila del mostro del protagonista.
Potrebbe parlare di un demone che ha sedotto il protagonista per fargli compiere un massacro, e funzionerebbe quasi meglio come interpretazione, con il testo com'è.
Per risolvere l'inghippo, sarebbe sufficiente l'accenno a un tradimento nel flashback, o alla paura di un tradimento, abbastanza specifico da non lasciare dubbi quando, arrivati alla fine, ci si guarda indietro.

8. Il jazz club di Frank di Andrea Lauro
Pezzo che si difende bene; la caratterizzazione e la forma hanno piacevoli retrogusti palahniukiani.
L'arco parte e arriva, con semplicità; niente di trascendentale, ma una storia soddisfacente sotto questo punto di vista.
Mi resta un – personalissimo – tocco di amaro: non sono un maniaco del realismo, ma la giusta quantità di verosimiglianza è un fattore nell'efficacia emotiva di una storia, e... Per cosa diavolo era stata pagata la ragazza? “Vai al club di mio marito, balla con un ragazzo dall'aria anonima, e aspetta. Mostrati reticente, ma solo un po', quando mio marito esce d'ufficio e prova a sedurre proprio te.”
Posso accettare che la ragazza sia proprio il tipo di Frank, e che la moglie lo sappia (non funziona molto narrativamente senza neanche un rimando/set up, ma logicamente posso accettarlo).
Posso accettare anche, un po' meno a dire il vero, che la moglie abbia preparato e osservato con attenzione spionistica, e sappia dunque che Frank ha, nello specifico, l'abitudine regolare di “soffiare” ragazze ad altri uomini che ritiene immeritevoli (ma in questo caso, nel punto di vista di Frank sarebbe comparso qualche rimando/set up a questo, del tipo “Odio questa roba, ma so esattamente come rimediare all'ingiustizia: non è la prima volta che lo faccio, dopotutto”).
Anche accettando entrambe queste (deboli) premesse, come poteva la moglie sapere che Frank, tra tutti i frequentatori, occasionali e non, del locale, notasse e approcciasse proprio quella? Avrebbe avuto più senso, sotto ogni punto di vista, mandare una ragazza a sedurlo direttamente. Poco nel suo stile? Forse, ma il personaggio di Frank per come è presentato avrebbe avuto qualunque ragione per non interessarsi o rifiutare? No – tantomeno per non berci un drink insieme, anzi.
(E tutto ciò stona anche accettando che l'intera messinscena fosse un test finale per Frank da parte della moglie, anziché una semplice spedizione punitiva).
Al di là delle mie paranoie personali, comunque, una bella prova.

9. Barb Wire di Isabella Valerio
Buona l'ispirazione - mi ha fatto tornare in mente il dottor Cox e Jordan da Scrubs -, ma l'impalcatura non è abbastanza stabile per reggerla.
Partiamo dal soprannome, Barb Wire: l'avrei messo da parte come uno spunto di caratterizzazione qualsiasi ("All'inizio ero figa come uno dei suoi fumetti"), ma il titolo mi costringe a considerarlo importante. E avrebbe senso, se fosse la manifestazione di violenza finale a eccitare il marito... Ma non è così, e titolo e soprannome restano un po' in sospeso.
La forma non è male, ma la punteggiatura le dà un'aria raffazzonata, come se mi stessi raccontando di un racconto che hai letto al bar, anziché farmelo leggere. Più varietà (meno virgole, più punti e virgole, due punti, punti esclamativi e così via) può risolvere il problema, se applicata leggendo il racconto ad alta voce per capire come.
Il vero problema, però, sono la trama e i dialoghi: sembrano caricature uscite da una barzelletta della settimana enigmistica ma, anziché una vignetta e meno di dieci parole, sono stiracchiati lungo duemila caratteri. Non suonano veri: una persona vivente reagirebbe alla moglie che gli si piazza letteralmente tra la faccia e lo schermo almeno con stupore, o una domanda infastidita, ma al di fuori da un cartone animato non con uno "Scusa, potresti spostarti?". Una cosa è "non vedere ormai più tua moglie", un'altra è essere letteralmente incapace di percepire gli eventi razionalmente.
Insomma, non mi dispiace come prima bozza, ma gli dedicherei una revisione approfondita.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 26 marzo 2020, 17:22

Buonasera!
Eccomi con commenti e classifiche

1) La Fontana dei Leoni, di Alessio Magno

Ciao, Puch! ^^

Ti dirò, la Fontana dei Leoni ha guadagnato un posto speciale nella mia classifica per questo MC, con il suo essere tanto sulla gelosia quanto, se non ho capito male, sulla malattia mentale. Perché o ci metti davanti ad un caso di allucinazioni forse da schizofrenia, o sta parlando con uno spirito.
Cosa di cui, ecco, io dubito. Quello per cui ha vinto questo posto speciale è lo scucirsi lentamente, stando sul pezzo ma senza scaricare ogni dettaglio. Il continuo dialogo battibeccato è il vettore, una scelta per la quale ti faccio i miei complimenti, che solo alla fine mette davanti alla realizzazione che si è immaginato ogni parola.
Un finale spiazzante, non una cosa da poco con un numero ristretto di caratteri. E senza svelare mai esattamente tutto il fatto, se sia vero o un altro costrutto mentale.

Complimenti! ^^

2) Grosso e rosso, di Maurizio Ferrero

Ciao, Maurizio!

Quando è cominciato il contest, questo è stato il primo scritto che ho letto. Rileggerlo ha fatto rivivere le stesse sensazione della prima lettura, il che è un positivo testamento alla sua qualità. Sensazioni come la speranza che fino alla fine, fossero dei cani e non delle persone, o il voler e non volerlo finire una volta a poche, poche righe dalla fine.
Per questo ti faccio i miei più sinceri complimenti. Suscitare tanto, con poco, placcando sia la traccia -che a me suggeriva poco- e un tema che poteva metterti in difficoltà, ed uscirsene così è davvero di talento.
In sostanza, che l'argomento o i personaggi non mi siano piaciuti non toglie niente all'abilità con cui l'hai scritto, anzi! Avrei preferito non leggerlo, ma sono più ricco perché l'ho letto.
Anche se ogni volta che sono alla fine continuo ad augurarmi che siano dei cani o che non succeda quel che succede. Per lasciare una simile impressione, ecco, sei stato bravissimo.
Complimenti!

3) Barb Wire, di Isabella Valerio

Ciao, Gennibo!

Che dirti per rompere il ghiaccio? Beh, è stato esilarante. Hai avuto originalità, più di quella che ho avuto io di sicuro, e l'hai tradotta in uno scritto che, un po' scanzonato e un po' assurdo, ha in sè quasi un gusto tutto da pulp-fiction. La cosa davvero bella, però, è che l'hai messa sul divertente.
Non come freddura o battuta, ma l'intera situazione. Mi spiego, in un contesto appena più normale, sarebbe stata assolutamente verosimile; la storia dei problemi di coppia, con finale decisione per il divorzio. Ma... la sposa perché assomiglia ad un'eroina dei fumetti, dopo non è più il suo mondo, la psicoterapeuta procace e la risposta finale?
Niente, di tutti fino ad ora il più divertente. Proprio, complimenti per come hai sviluppato la traccia in un modo che io ho trovato davvero fresco.

Alla prossima!

4) Il tempo della cenere, di Giancarmine Trotta

Ciao, Giancarmine! ^^

Ti dirò, tra tutti gli scritti del gruppo, questo non è stato il più immediato da capire. Non lo dico per farti critica, non direttamente, ma per rendere che mi ha richiesto di pensarci su per capirlo. E non è da poco, ragion per cui dei complimenti sono all'ordine.
All'inizio, avevo pensato che la gelosia fosse per l'amico che era morto e lui era ancora. Poi, magari, per il mondo che sta cambiando. L'ambientazione rurale e l'uso di qualche goccia dialettale mi avevano spinto in quella direzione, ma no, è un companatico.
Non è proprio quello il succo, vero? L'amico muore e lui è lì a salutarlo, ma chi rimarrà a salutare lui? Da qui la gelosia, il senso che in un certo modo, a Giovanni sia andata meglio che a Carmine. E... questa è una declinazione particolare. Non è fuori tema, non per come l'ho capita alla fine, ma di sicuro è particolare. Originale, nel prendere una traccia che istintivamente porta ad una direzione e farla andare in una diversa.
E niente, mi è piaciuto più di quel che avevo pensato all'inizio!

5) Frammenti, di Luca Pagnini

Ciao, Luca!

A costo di errare, o di andare contro-corrente, mi chiedo se il senso dello scritto non sia tanto una gelosia incestuosa, ma la paura dell'abbandono che la sorella ha nei confronti del fratello. Sì, può sembrare strano, ma non ci dici che cosa stesse guardando sul portatile.
E secondo me, può essere importante. Perché il fratello reagisce così male? Insomma, ci citi anche un precedente episodio nella loro vita dove la sorella manifesta questa fortissima paura dell'abbandono, quando lui esce con la ragazza milanese. E qui mi sono chiesto:
Che lui abbia da farla vivere in casa con lui vita natural durante? Che questa paura dell'abbandono, vista magari anche dai genitori, abbia portato a lui che deve averla con sè e deve conviverci perché non può stare da sola? E qui, se la relazione con la ragazza milanese è cresciuta e se il portatile centra qualcosa... che la sorella stesse cercando lei, o la stesse in qualche modo spiando perché teme, motivata dalla sua fobia del trovarsi sola, che in qualche modo questa persona le porti via il fratello?

Oh, magari ho preso una cantonata colossale, ma... chissà. Mi è venuta questa ipotesi. Che sia vera o meno, che il racconto potesse spronarla -come ha spronato gli altri commenti- è un testamento alla sua qualità.
A rileggerci! ^^

6) Sabato mattina, di Luca Nesler

Ciao, Luca!

Il tema l'hai esplorato bene, lo dico sin da subito per rompere il ghiaccio. Fai un accenno al solo suono che si sente, quello del televisore, e quasi a citarlo hai i pensieri del protagonista che vanno e vengono. Il pensiero dell'altro rintocca, praticamente una costante che accompagna ogni paragrafo.
Ci sono dei momenti in cui si distrae, ma eccolo che ritorna lì. Sempre lì, con la persistenza di un pendolo. Mi domando, però, da quanto tempo Vittoria cova i suoi propositi circa l'altro? Perché il coltello è un acquisto che ha fatto tempo prima, da come la metti, ma lo sta affilando.
E non è la prima volta. Da quanto va avanti? Un ventitude centimetri non è proprio l'arnese che compri il lunedì mattina, sopratutto se poi devi affilarlo, cosa che ti chiede di sapere come fare. Quindi niente, sono curioso per il tempo dentro alla storia.

Complimenti! ^^

7) Il jazzclub di Frank, di Andrea Lauro

Ciao, Andrea!

La tua storia l'ho letta e riletta un paio di volte, per sincerarmi di non averne perso un qualche passo. Partendo dall'inizio, mi è piaciuta e ha preso il tema in crociera, la gelosia è presente e ben delineata. A chi di voi c'è riuscito posso solo fare i miei complimenti. E poi, il fatto che il protagonista si chiamasse "Frank" mi ha costretto a rileggerla con My Way in sottofondo.
All'inizio mi ero fatto un'idea circa il finale, quel che voleva dire il fazzoletto, ma alcuni dei commenti sopra mi hanno portato a rifletterci sopra; non per cambiare la mia idea, ma se non ci fosse un senso in quello che avevano detto. La moglie ha pagato la ragazza per provarle che Frank la tradisce?
Oppure la ragazza ha scritto quelle parole per prenderlo in giro?
Può sembrare una e l'altra cosa, sopratutto con quel "cosa mi hai fatto".

Beh, Frank, qualsiasi cosa ti abbia fatto... l'ha fatta a modo suo.

Complimenti! ^^

8) Le mie cose, di Polly Russell

Ciao, Polly!

La scelta che hai fatto in merito all'ambientazione, appena tratteggiandola con questa manica di elementi che hai posto, è l'elemento più interessante dello scritto. Nei commenti sopra al mio hanno citato Mad Max, anche se quei due elementi dal sapore vagamente retro-futuristico mi hanno portato a pensare ad uno scenario più vicino a Fallout che al capostipite, povero di aggiunte sci-fi.
Avendo citato io stesso Fallout nel mio scritto, forse, l'assonanza mi appare per quello. E appunto, l'ambientazione è quel che più mi è piaciuto, ma non posso nasconderti che non ho immediatamente tratto l'idea della gelosia dai fatti. Ok, Cain è geloso dei suoi averi, come Hydro lo è alla fine, ma può anche semplicemente essere visto come possessivo in un mondo dove hai quel che hai e tieni quel che puoi tenere.
Sarebbe stato tra i miei preferiti per l'ambientazione e le trovate interessanti che ha, ma mi è sembrato un po' nebuloso circa la traccia. Può darsi che io non l'abbia colta bene, però!

9) 356, di Giulio Marchesi

Ciao, Giulio!

Quella del tuo scritto è stata una lettura che definirei bizzarra. La prima volta, quando l'avevi appena postato, non mi aveva lasciato l'idea che fosse dentro i binari della traccia. Rileggerlo, a distanza di qualche tempo, ha prodotto una diversa reazione, quindi sono contento di aver avuto una seconda occasione per affrontare 356.

Infilarci viaggi temporali e leggi in merito è stata una scelta coraggiosa. Offrono un qualcosa di diverso a tutto il contesto, dove la gelosia è una motivazione per continuare ossessivamente a viaggiare nel tempo. Cosa sia successo vent'anni prima, però, soffre di un po' di mancanza di chiarezza. Il loro matrimonio è stata una ragazzata? L'incontro, di cui sappiamo quasi nulla, con l'altro? Entrambi?
Per come la metti, può essere una e l'altra cosa. Il che è interessante, se l'hai fatto volutamente, perché agli scoppi e al surreale viaggiare nel tempo per sistemare una relazione aggiunge la confusione del perché. Magari, proprio per i vari viaggi, questo continua a cambiare.
Non so se ho colto o meno, ma sarebbe una faccenda molto particolare se fosse vera. Da un paragrafo all'altro cambiano i perché, dato che da un paragrafo all'altro c'è un nuovo viaggio.

Interessante declinazione, anche se un po' spigolosa da capire subito! Bravo! ^^

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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » giovedì 26 marzo 2020, 19:42

Poche ore alla scadenza e le classifiche sono tutte consegnate, ma quella di Romina Braggion non potrà essere considerata valida in quanto mancante di un racconto (nel caso risolvesse il problema entro il tempo utile potrà essere validata).

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romina.braggion
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » giovedì 26 marzo 2020, 21:00

romina.braggion ha scritto:Classifica:
1. Le mie cose di Polly Russel
2. Sabato mattina di Luca Nesler
3. Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
4. Il jazzclub di Frank di Andrea Lauro.
5. 356 di Giulio Marchese
6. Frammenti di Luca Pagnini
7. Barb Wire di Gennibo
8. La fontana dei leoni di Alessio Magno
9. Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta


Grosso e rosso di Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio,
non nego che mai leggerei un racconto o libro di questo genere, ma devo esprimere un giudizio!
Il tema è centrato, la scrittura è impeccabile, tutto fluisce in maniera ottimale. Unico mio appunto: trovo inutile questa frase "Farà male, ma non tanto male quanto io ho fatto a Lei."
Buona continuazione

Le mie cose di Polly Russel
Ciao Polly,
ho letto il tuo racconto. Sono talmente abituata a essere io per prima criptica che devo dire di non aver fatto alcuna confusione durante la lettura. Per me è tutto chiaro.
Trovo il tema della gelosia sfumato ma comunque affrontato in maniera inconsueta.
Di questa frase le catene mi hanno incuriosito: "Uno sguardo alla piccola comunità che si era radunata lì intorno. Volti emaciati, i segni delle catene sulle caviglie scarne." Mi hanno fatto immaginare qualcosa che poi non ho trovato spiegato.
Per il resto, tutto è ben scritto e fluisce bene.
Mi piace moltissimo l'idea di questo giustiziere sui generis, un eroe cattivo di cui però si tiene la parte.
Buona continuazione

Il jazzclub di Frank di Andrea Lauro.
Ciao Andrea,
il tema della gelosia è sicuramente centrato.
Hai usato molti cliché, frasi fatte, in maniera ponderata è ovvio. In linea di massima non mi piacciono ma, poiché arrivata al finale ho pensato"Oh là, stronzo, alla fine crepi", evidentemente nel mio caso hanno sortito l'effetto voluto.
Altri tuoi racconti mi sono piaciuti di più ma anche questo ci sta, alla grande.
Occhio al refusino: da taschino. Dal taschino.
Buona continuazione.

Sabato mattina di Luca Nesler
Ciao Luca,
il tuo racconto fila perfettamente. Non trovo alcuna segnalazione da farti in merito a stile, fluidità e tema, sicuramente centrato.
Mi è piaciuto molto la caratterizzazione del personaggio. La frase "sistemò le scarpe, parallele all'attaccapanni." fa comprendere meglio di tutte le altre, la deviazione sua mentale.
Mi piace anche il finale aperto: forse, per una volta, non muore per forza una donna.
Buona continuazione.

La fontana dei leoni di Alessio Magno
Ciao Alessio,
il tema è assolutamente centrato. Purtroppo però ho inteso un messaggio e la spiegazione che hai fornito a Alexandra lo ha scombinato completamente. Faccio molta fatica a trovare quello che tu hai voluto trasmettere.
Detto questo, per come l'ho inteso io, fila molto bene. Il piano doppio della narrazione è una buona idea e aggiunge profondità al testo.
L'unico mio appunto è il seguente: il femminicidio mi ha talmente esasperato nella realtà, che vorrei vedere un'alternativa o un ribaltamento di ruolo oppure qualcosa di diverso, finalmente. Chiaramente è solo la mia personalissima opinione.
Buona continuazione.

Barb Wire di Gennibo
Ciao Isabella.
Il tuo racconto mi colpisce per essere diretto, veloce e ritmico. Hai centrato il tema come un proiettile. Mi incuriosisce molto il finale. Premesso che sei arrivata a fare comprendere alla protagonista come riattivare suo marito, con "Voglio il divorzio.– Grazie. – ha risposto lui, improvvisamente eccitato" sarebbe stato interessante trovare un modo alternativo per sviluppare la parte centrale. Trovo la figura della moglie assolutamente plausibile ma un po' stereotipata. La psicologa invece mi sembra assolutamente irreale. Confesso che quando la moglie prende la mazza ho avuto un brivido!
Buona continuazione.

Il tempo della cenere di Giancarmine Trotta
Ciao Giancarmine,
il tuo racconto mi appassiona molto. Lo stile è ricercato anche se l'inserimento di tre vocaboli inconsueti è forse troppo per un racconto breve. Dicevo, lo stile mi ricorda molto i bei classici che amo. C'è grande accuratezza nel tratteggiare i personaggi, soprattutto il protagonista. Il dialogo interiore tra lui e il suo amico rende perfettamente il personaggio che si anima di una voce inconfondibile. L'ambientazione è tratteggiata con particolari dipinti, molto evocativi e suggestivi, che rendono perfettamente il contesto.
Mi accodo agli altri pareri. Mi rincresce ma non trovo il tema. Peccato davvero, ti avrei volentieri inserito in cima alla classifica.
Buona continuazione.

Frammenti di Luca Pagnini
Ciao Luca,
sono l'ultima a commentare e non posso aggiungere nulla di nuovo a quanto detto. Quello che mi è piaciuto di più è il dialogo e i piccoli gesti della protagonista denotano chiaramente un conflitto interiore. Il tema c'è in pieno. Questa frase iniziale "Vieri che rientra a casa prima del previsto, lei che chiude il portatile prima che lui entri in camera, lui che urla parole sconnesse, lei che piange, lui che se ne va sbattendo la porta." parrebbe indicare qualcosa di preciso, confermato dalla gelosia della sorella. Questo qualcosa si intuisce ma avrei preferito trovare un elemento in più significativo o coraggioso, sembra che getti il sasso e poi ritiri la mano. Sono poco convinta del finale, il medico che chiede qualcosa sull'uscio della porta, un secondo prima del commiato, mi sembra poco verosimile. Delle pecche già segnalate concordo sulle frasi iniziali: c'è troppa ipotassi. Questo secondo me appesantisce il resto del racconto che continua più fluido.

356 di Giulio Marchese
Ciao Giulio,
sono l'ultima e altri ti hanno già fatto notare particolari che ho riscontrato anch'io. Inutile ribadire. In linea generale mi piace il tuo racconto di fantascienza. Scorre bene, con ritmo. Il tema è centrato anche se, forse, la gelosia è solo nella testa dello scienziato pazzo. Tenendo conto che si tratta di fantascienza, trovo che il finale presenti un paradosso: A seguito delle ultime modifiche da lei poste in essere, ad oggi, lei risulta celibe. Forse sarebbe stato meglio scrivere semplicemente: Lei è celibe. Il fatto che i tentativi siano numerosi, non può dare la certezza al poliziotto che lo scienziato fosse inizialmente sposato.
Buona continuazione.

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antico
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Re: Gruppo IL SACRILEGIO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » venerdì 27 marzo 2020, 8:59

Avete ricevuto tutte le classifiche, posso procedere con i miei commenti.

ATTTENZIONE: Valerio Covaia mi ha scritto in privato manifestando l'intenzione di abbandonare e se me lo confermerà sarò costretto a squalificarlo e a non considerare valida la sua classifica. Vi informerò non appena mi risponderà.

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