L'ultimo torneo

Appuntamento per le ore 21.00 di lunedì 18 maggio con l'ultima edizione della Settima Era e con uno straordinario cast di guest stars: Carmen Laterza, Francesca Cavallero, Stefano Pastor, Francesca Bertuzzi e Patrizia Rinaldi!
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daniele.mammana-torrisi
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L'ultimo torneo

Messaggio#1 » martedì 19 maggio 2020, 0:04

L'ultimo torneo


Non si conoscono, ma si capiscono.
Quando intravede il cosacco, solo in mezzo a quella lituana palude di vagoni che bruciano e basse foschie che strisciano sulla terra congelata, l’ussaro si ferma. Tira le redini e spinge sulle staffe. Tintinnano sopra al crepitare delle fiamme.
Da lontano provengono i boati dell’artiglieria.
Il cosacco punge i fianchi del suo cavallo. Scende la china di un piccolo dosso; quando emerge da un lembo di fumo oleoso, e i suoi occhi scorgono l’ussaro, d’istinto allunga la mano alla sciabola. La stringe, ma non la sfodera.
Staccato il puntale dal fango, l’ussaro solleva la propria lancia. È un’arma più lunga e pesante; averla a discapito del suo nemico gli darebbe uno sleale vantaggio. Colto il messaggio, il cosacco sgancia la sua lancia dalla sella.
Cominciano al trotto, con gli zoccoli dei loro destrieri che ticchettano sull'erba intirizzita dalla brina. Carri di rifornimenti e cannoni arenati sono il muto pubblico del duello; i mezzi e le industriali necessità di un domani che non sa che farsene di loro. Spingono i loro arcioni a prendere velocità.
Il trotto cresce, accompagnato dal tumulto degli zoccoli ferrati che si succedono l’un con l’altro, picchiano e strappano steli d’erba. Ad ogni volata, i due avversari si rivedono nell'altro con più chiarezza.
I simboli del Don vestiti dal cosacco sono accesi, vividi dei loro colori. Dall'altra parte, cucito sul copricapo dell’ussaro, il teschio che sovrasta le ossa incrociate preannuncia già cosa ne sarà di loro.
Non importa che a vincere la guerra sia l’Impero tedesco oppure quello russo. Le macchine, con i loro motori e la sete di carburanti, li hanno relegati in un angolo già polveroso. Sono un qualcosa di datato e sbiadito, sempre più ridotto al rango di un surrogato dei nuovi camion.
Bestie d’acciaio e macchine volanti. Cos'ha ancora da offrire la cavalleria al Mondo Moderno? Soltanto il suo ricordo, pensano entrambi mentre il galoppo prende velocità.
Le forge dei loro arcioni sono dilatate. Dietro alle goffe maschere antigas, gli occhi di uno riflettono l’avvicinarsi dell’altro. I due cavalieri si piegano in avanti. Stringono le redini. Le impugnature delle loro lance scricchiolano e in loro, per un momento, vive l’eco distante delle armature e degli scudi.
Uno scintillio del passato, forse il suo canto del cigno. È giusto che sia così, però; ogni cosa deve finire affinché ne cominci una nuova. Quindi, in onore dei loro antenati, simili e nemici dai tempi tramontati dei Teutonici e dei Rus, che i cavalieri scendano in lizza un’ultima volta.
L’impeto con cui si schiantano l’uno addosso all’altro rintocca, sollevandosi sopra un bailamme di zampe che incespicano e il rompersi delle ossa.
Si sarebbe espanso in lungo e largo, con la dovuta potenza che il punto finale di un’era dovrebbe avere, se solo il futuro non li avesse sommersi con il suo borbottante ruggito, superandoli prima dello scontro finale.
Cabrando verso le nuvole che promettono piovaschi e tuoni ad est, un biplano Albatros scavalca il campo di battaglia dei due cavalieri. Agli occhi del pilota, i due morti sembrano una sola, indistinta macchiolina. Scocca loro un saluto, senza malignità, prima di lasciarseli alle spalle.



di Torrisi Daniele



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antico
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#2 » martedì 19 maggio 2020, 0:06

Ciao Daniele! Caratteri e tempo ok! Divertiti in questa ALL STARS EDITION!

Ps: non mi hai ancora risposto alla mia risposta alla tua risposta :D nel racconto del mese scorso!

alexandra.fischer
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#3 » martedì 19 maggio 2020, 16:04

L’ULTIMO TORNEO di Daniele Mammana Torrisi Tema centrato in modo affascinante. Anche nel linguaggio volutamente arcaico. L’ussaro e il cosacco si sfidano in un duello a cavallo in una steppa innevata che rievochi con molta accuratezza. Sembra di vederli, mentre si battono all’arma bianca, orgogliosi nelle loro uniformi. Purtroppo, sono due fantasmi. E si battono nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale. Il paradosso della tua storia è questo: i combattenti di quell’epoca lì, ma hanno scelto di battersi in un duello in costume (divise ottocentesche e maschere antigas). Ottimo esempio di Steampunk.
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Sirimedho
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#4 » martedì 19 maggio 2020, 20:31

Daniele, piacere di leggerti.
Cavalleria contro mezzi meccanici, una battaglia impari. I due cavalieri che decidono di chiudere con la loro morte un’esistenza da guerrieri è senz’altro un tema letterario ben noto, che accompagna lo svolgimento dell’incontro dall’inizio alla fine senza però suscitarmi il piacere della lettura. L’ironia finale del rumore a sommergere il loro impatto non mi dispiace.
Buona scrittura, che avrei preferito su un tema più personale. Tema centrato.
In bocca al lupo!

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daniele.mammana-torrisi
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#5 » mercoledì 20 maggio 2020, 14:21

alexandra.fischer ha scritto:L’ULTIMO TORNEO di Daniele Mammana Torrisi Tema centrato in modo affascinante. Anche nel linguaggio volutamente arcaico. L’ussaro e il cosacco si sfidano in un duello a cavallo in una steppa innevata che rievochi con molta accuratezza. Sembra di vederli, mentre si battono all’arma bianca, orgogliosi nelle loro uniformi. Purtroppo, sono due fantasmi. E si battono nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale. Il paradosso della tua storia è questo: i combattenti di quell’epoca lì, ma hanno scelto di battersi in un duello in costume (divise ottocentesche e maschere antigas). Ottimo esempio di Steampunk.
Attento:
forge (froge)


Ciao, Alexandra!
Innanzitutto, grazie per l'appunto e per il commento. Ero convinto di averlo scritto correttamente e invece mi sono sbagliato!

Devo dire, la lettura che li vede come due fantasmi non è brutta, anzi, ha il suo perché. Dovendo essere onesto, se non lo intendi come una figura retorica, non è esattamente quello che ho voluto intendere. Ussaro e cosacco sono due persone in carne ed ossa, pur rappresentando entrambi un concetto al suo capolinea.
Il Fronte Orientale, durante la Grande Guerra, fu l'ultimo scenario bellico a vedere in qualche modo organizzate e più o meno efficaci manovre da parte dell'arma di cavalleria. Le sue vaste distanze la rendevano, se non altro, un sistema ancora efficace per guadagnare o interdire terreno al nemico.
Ma anche lì, la sua utilità si riduceva ad ogni ora trascorsa. Le loro uniformi non sono esattamente in costume; ancora verso il 1916, avevi uniformi molto vistose per quelle forze di cavalleria relativamente fiere delle proprie tradizioni.
L'assurdo era vedere i colori dei Don Cossack o degli Ussari accostati a maschere antigas, lance e bombe a mano, sciabole e carabine bolt-action. Il tempo in cui succedono questi fatti permetteva questi sincretismi un po' disperati per mantenere attuale un concetto che la meccanizzazione e le armi automatiche avevano svuotato della sua efficacia.
Immagine

E insomma, Ussaro e Cosacco decidono di dare a quel che sono, la Cavalleria, una fine un po' più dignitosa della semplice naftalina. Era nata come una selettiva struttura di combattenti, la sua era può finire solo in un combattimento in mezzo alla modernità.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#6 » mercoledì 20 maggio 2020, 14:30

Sirimedho ha scritto:Daniele, piacere di leggerti.
Cavalleria contro mezzi meccanici, una battaglia impari. I due cavalieri che decidono di chiudere con la loro morte un’esistenza da guerrieri è senz’altro un tema letterario ben noto, che accompagna lo svolgimento dell’incontro dall’inizio alla fine senza però suscitarmi il piacere della lettura. L’ironia finale del rumore a sommergere il loro impatto non mi dispiace.
Buona scrittura, che avrei preferito su un tema più personale. Tema centrato.
In bocca al lupo!


Ciao, Sirimedho!
Grazie del commento!

Sì, è una battaglia impari, anche se è più sul versante del concetto che quello dell'autentico scontro fisico. La modernità ha soppiantato quello che la Cavalleria aveva e, pure sugli ultimi fronti dove questa può avere un dignitoso effetto, a lei non rimane che fargli spazio. Volente o nolente, i camion e i cannoni e gli aerei sono l'avvenire; hanno già vinto e l'era che viene è la loro, non quella del cavaliere.

I due "protagonisti" non stanno proprio concludendo la loro esistenza come guerrieri. Anche se è corretto, non è quello il punto che la storia vuole fare. I due stanno tenendo l'ultimo torneo, il canto del cigno, di quello che rappresentano, del concetto di cui sono due parti avversarie.
La fine di un'era non è la loro come persone, ma quella della Cavalleria in toto. Il mondo moderno non ha né il tempo né il bisogno di salutarli, quindi fanno da soli. Che ci muoiano entrambi è più perché, nonostante vadano a citare gli antichi cavalieri feudali con la loro lizza, non sono loro. Sono le rimanenze, la decaduta conclusione.
E appunto, il tempo moderno assorda pure il loro epitaffio passandogli sopra con un aereo. Senza malignità, ma come dato di fatto.

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Davide Di Tullio
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#7 » giovedì 21 maggio 2020, 11:46

Ciao Daniele, piacere di rileggerti!

Un racconto originale, secondo me. Il tono evocativo é riuscito piuttosto bene, e il tema é centrato in pieno.
Scegli la narrazione onnisciente, portandola avanti coerentemente, anche se questo ci porta a uscire dalla vicenda, mettendoci nella posizione di un "semplice" spettatore. Se questo ti consente il controllo completo della narrazione, dall´altra non dá al lettore la possibilitá di empatizzare con i protagonisti della vicenda narrata.
Dello stesso tenore é la questione dell´uso degli aggettivi. Le descrizioni sono affini ad una prosa poetica. Ci danno l´impulso a pensare alla vicenda, ma non a "sentirla". Il pensare é legata alla lentezza della lettura. Il sentire alla sua immediatezza.
Anche questo rientra coerentemente nel registro che hai scelto.
Il racconto non é immersivo, ma resto una buona performance

a rileggerci!

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Andrea Lauro
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#8 » venerdì 22 maggio 2020, 22:51

Ciao Daniele, il contesto è stupendo e evocativo. La scena iniziale è incalzante: lo sarebbe stata di più togliendo un po’ di aggettivi.
Bella prova, ma questo narratore onnisciente, super partes e che esprime giudizi è una spina nel fianco: mi ha estratto a più riprese da un racconto al quale volevo appassionarmi maggiormente.
Quando dico che mi sono innamorato dell’ambientazione sono dannatamente serio. Tant'è vero che mi sono chiesto, “chissà come verrebbe se fosse narrato in prima persona?” Allora ho fatto l’esercizietto, ti propongo un paio di tue frasi riviste che mi avevano molto colpito:

    Poco importa se a vincere sarà il suo impero oppure il mio. Le macchine, con i loro motori e la sete di carburanti, ci hanno relegati in un angolo già polveroso. Siamo un qualcosa di datato e sbiadito, siamo il surrogato dei nuovi camion.
[...]
    Sto morendo. Sopra di me, nuvole che promettono piovaschi. Un biplano ci scavalca: agli occhi del pilota dovremo sembrare una sola, indistinta macchiolina. Salutaci e lasciaci morire, pilota.

Come ti sembrano? Come ti suonano?
grazie per la lettura!
andrea

viviana.tenga
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#9 » domenica 24 maggio 2020, 18:57

Ciao Daniele,
Racconto dai toni poetici. Si ha quasi l'impressione che i due cavalieri si muovano in una realtà parallela, fuori dal tempo e dallo spazio; il mondo intorno a loro è presente sullo sfondo ma allo stesso tempo sembra lontanissimo.
Avrei però preferito che la descrizione dei due avvenisse più presto all'interno del racconto; in particolare, il dettaglio delle maschere antigas (che è uno dei più potenti per mostrare il clima di irrealtà e anacronismo) arriva troppo tardi (pur avendo capito che l'ambientazione era la Grande Guerra, io fino a quel punto me li ero immaginati a volto scoperto).

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wladimiro.borchi
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#10 » lunedì 25 maggio 2020, 9:28

Ciao Daniele,
racconto interessante e scritto con una bella tonalità evocativa.
L'eccesso di aggettivi e il narratore onnisciente sono le uniche due pecche del lavoro, che rimane godibile ma non spicca quanto avrebbe potuto.
L'immagine finale dei due corpi uniti nello scontro fatale, visti dall'altro, è, in ogni caso, strepitosa.
A rileggerci presto
Wladimiro

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DandElion
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#11 » giovedì 28 maggio 2020, 18:24

Ciao Daniele!
Ho trovato il tuo racconto estremamente difficile da digerire, presuppone una serie di elementi storici da rievocare nella propria mente che non tutti hanno, ciò non toglie che sia molto evocativo e scritto in maniera decisamente corretta e coerente. Ho trovato molto utile la spiegazione che hai dato ad Alexandra. C'è poca azione a fronte di una lunga attesa e anche io l'avevo visto come un confronto tra mondi troppo lontani.
Il finale è veramente ben scritto: sembra di essere presenti al momento e questo è senza dubbio un bene. Forse il lessico andrebbe snellito un po' per renderlo più scorrevole.
Comunque una gran bella prova
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

costellazione di bacco
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#12 » giovedì 28 maggio 2020, 20:27

Ciao Daniele, piacere di leggerti,
un originale modo di trattare la tematiche che, ovviamente, è centratissima. Ho apprezzato molto l’utilizzo del tono evocativo, ma ti consiglio, perle prossime prove, di esercitarti maggiormente nell’utilizzo del narratore onnisciente e di evitare giudizi all’interno del racconto, destano fastidio al lettore. Pollice tendente verso l’alto.

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antico
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Re: L'ultimo torneo

Messaggio#13 » mercoledì 3 giugno 2020, 19:19

Mi è piaciuto molto e concordo con la scelta del narratore onniscente perché è quella che permette di raggiungere il risultato di dipingere un quadro in movimento. Occhio alla pesantezza che si sente sul finale, cosa che non gli permette di arrivare al massimo della mia valutazione. Bellissima la chiusa. Forse un po' più di contesto non avrebbe guastato. Riassumendo: pollice quasi su per me e ti piazzi tra i racconti di Isabella ed Emiliano.

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