Il grande pasto

Appuntamento per le ore 21.00 di lunedì 18 maggio con l'ultima edizione della Settima Era e con uno straordinario cast di guest stars: Carmen Laterza, Francesca Cavallero, Stefano Pastor, Francesca Bertuzzi e Patrizia Rinaldi!
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Andrea Partiti
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Il grande pasto

Messaggio#1 » martedì 19 maggio 2020, 0:55

Il meteorite cadde senza preavviso. Senza la luce delle comete o i venti delle tempeste.
Ne erano precipitati di ben più grandi e veloci in passato. Si erano aperti crateri enormi e si erano alzate nubi di polvere che avevano oscurato il cielo per mesi.
Questo specifico meteorite non era che un pizzicotto sulla superficie di un pianeta tranquillo e prosperoso. Il suo cratere era mediocre: sterminò qualche migliaio di grandi animali, qualche milione di piccoli animali, qualche miliardo di insetti e creature striscianti. Niente che il pianeta non potesse guarire in un istante.
La creatura che ne uscì invece non era affatto mediocre.
Spezzò lo spesso guscio di roccia vetrificata dall’attrito dell’atmosfera, stirò gli arti indolenziti e si allontanò dall’epicentro della distruzione a grandi balzi.
Aveva fame.
Sentì un odore che riconosceva come cibo. Materia organica, vita, calore, pericolo.
Non ci mise molto a trovare il primo dinosauro. Era ferito e stordito per l’onda d’urto dell’impatto, non oppose resistenza mentre la creatura lo sollevava tenendolo tra le dita affusolate, osservandolo, assaggiandolo, valutandone il potenziale nutritivo.
Sparì nella grande bocca in un gran scrocchiare e degustare. Fu assorbito in pochi secondi e dalla pelle porosa della creatura uscì uno sbuffo di gas fetidi che concludevano il pasto eliminando il poco che non poteva assimilare.
La creatura era soddisfatta di quel primo boccone ma voleva molto di più. Riprese la caccia e poco distante trovò un secondo dinosauro, più grosso e aggressivo, che provò ad attaccarla. Lo sollevò mentre era aggrappato coi denti alle sue dita e staccò con un risucchio il corpo dalla piccola testa di rettile ostinata nel suo morso.
Un nuovo sbuffo di gas concluse la sfida.

La Creatura fu metodica nella caccia.
Ad ogni pasto diventava più rapida, forte ed efficiente. I suoi arti si allungavano, i salti erano più poderosi e precisi.
Gli animali che non diventavano cibo finivano soffocati dai gas che si depositavano pesanti al suo passaggio, allargandosi per chilometri, gialli e densi sul suolo. Neppure il vento riusciva a disperderli.

Ci mise un decennio per concludere il suo compito, divorando giorno e notte senza tregua.
Si fermò fra due montagne, come perplessa. Si voltò in una direzione e poi nell’altra, ma da nessuna parte sentiva traccia delle prede che cercava: grosse, pericolose e diverse da lei. Le avrebbe percepite a qualsiasi distanza. Erano finite.
La Creatura sedette a terra e la massa grassa che le si era accumulata addosso in quel lungo pasto si afflosciò a riempire la valle. Quel peso morbido e rilassato la avvolse e risucchiò. Apatica, non fece nulla per contrastarlo.
La sua missione era conclusa.

Tutte le specie incompatibili con la Creatura morirono in quella grande caccia. Divorati o soffocati. Ma il gas non era soltanto uno strumento di morte. Tutti sul pianeta lo inalarono e il gas divenne parte di loro. Come distruggeva il diverso, riconosceva il simile.
Cambiò il meglio che il pianeta aveva da offrire. Mentre la Creatura marciva, una parte di essa penetrò e si integrò con quelle specie che la accoglievano e che ne presero le sembianze.
Insieme si guardarono attorno con intelligenza e curiosità nuove, pronte a fare i primi passi in quel mondo libero da pericoli che gli era stato preparato da una mano lontana.



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antico
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Re: Il grande pasto

Messaggio#2 » martedì 19 maggio 2020, 0:59

Colpo di scena! Andrea sostituisce il suo primo racconto! L'altro testo finisce nel Laboratorio e questo viene iscritto alla gara!

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Wladimiro Borchi
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Re: Il grande pasto

Messaggio#3 » martedì 19 maggio 2020, 12:25

Ed ecco, l'Antico, come il destino, scherza con le nostre vite, sottoponendoci a martirii che solo lui è in grado di concepire con la sua mente malata.
E così, il primo racconto che devo leggere e commentare è quello di colui che più di tutti mi sta col fiato sul collo.
Bene, procediamo, non fa male! Non fa male!
Il racconto denota una fantasia considerevole. Andrea ci propone una versione alternativa della teoria del meteorite.
Non viene spostato l'asse terrestre e i grandi rettili non vengono schiacciati da una nuova gravità.
No, dal meteorite esce una creatura che inizia il suo pasto: divora tutto quello che c'è di pericoloso, emettendo fortori di gas salvifico, poi si lascia imputridire per foraggiare la terra e dare un po' di sé alle specie future.
Un racconto fantasioso e originale, stilisticamente ineccepibile, con il finale che instilla un intento finalistico (forse divino) dietro a un evento all'apparenza di pura fantascienza.
Eppure c'è qualcosa che non arriva. Non ci si emoziona, si gode della costruzione ma si resta al suo esterno.
Una buonissima prova, con solo quel ma alla fine.
A rileggerci presto.
Wladimiro
IMBUTO!!!

alexandra.fischer
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Re: Il grande pasto

Messaggio#4 » martedì 19 maggio 2020, 15:14

IL GRANDE PASTO Di Andrea Partiti Tema centrato. La fine è quella dell’epoca dei dinosauri a opera della Creatura dimorante nel meteorite (un Gas in grado di pensare e uccidere razionalmente, quindi con parecchio di lovecraftiano); la sorpresa finale è che da questo Gas Senziente scaturirà il pianeta così come lo conosciamo ora.
Attento:
la creatura era soddisfatta di quel primo boccone voleva molto di più (hai due scelte. O scrivi: non era soddisfatta di quel primo boccone ma voleva molto di più. Oppure: la creatura, soddisfatta di quel primo boccone, ne voleva di più).
Cambiò il meglio (in meglio)

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Sirimedho
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Re: Il grande pasto

Messaggio#5 » martedì 19 maggio 2020, 20:33

Andrea, piacere di leggerti.
L’inizio del racconto mi piace, in particolare quel procedere dai grandi animali fino ai miliardi di insetti e creature striscianti. L’apparire della grande bestia mi ha fatto però perdere il filo. Trovo ancora notevole il “gran scrocchiare e degustare”, ma la caccia invincibile non riesce a prendermi, in particolare il finale che diventa teleologico, con la missione da concludere e l’integrare gli esseri portandoli a propria immagine e somiglianza.
Trovo forse un po’ troppo diversi i due momenti, un allegro inizio surreale all’inizio e una strana missione dopo.
Il racconto si legge bene, bella scrittura, il tema è centrato.
In bocca al lupo!

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Davide Di Tullio
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Re: Il grande pasto

Messaggio#6 » mercoledì 20 maggio 2020, 9:54

Ciao Andrea, piacere di rileggerti!

Come dire... una rivisitazione dell´estinzione dei dinosauri e della genesi dell´uomo, in una visione abbastanza originale. Naturalmente é centrato il tema della nuova era. Un raccontato senza dialoghi che, malgrado ció, fila abbastanza bene, seguendo un filo logico-cronologico che aiuta la comprensione. Sicuramente non la tua migliore performance. Un buon prodotto, senza infamia e senza lode direi. Non rilevo comunque sbavature di tipo narrativo

a rileggerci!

viviana.tenga
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Re: Il grande pasto

Messaggio#7 » sabato 23 maggio 2020, 19:04

Ciao Andrea,
Ho trovato il tuo racconto molto inquietante; la creatura è qualcosa di micidiale, che uccide senza lasciare scampo, e il fatto che non ne fornisci una descrizione chiara (solo alcuni dettagli) la rende a mio parere ancora più spaventosa.
Nel gas ci ho visto un parallelo con l'anidride carbonica con cui stiamo distruggendo il pianeta noi oggi (non so se fosse voluto o se sono io che mi faccio troppi viaggi mentali) e in quest'ottica anche l'obesità finale della creatura potrebbe rimandare all'opulenza dei paesi sviluppati.
Ho storto un po' il naso solo sull'accenno alla "missione" della creatura, più che altro perché per tutto il racconto ci hai dato l'impressione di un essere non pensante, mosso solo da istinti ciechi. Parlare di una missione fa pensare a una maggiore coscienza, forse addirittura alla possibilità che sia stata inviata da qualcuno (ma allora, si aprono una serie di domande senza che ci sia spazio per le risposte).

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Andrea Lauro
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Re: Il grande pasto

Messaggio#8 » domenica 24 maggio 2020, 8:31

Ciao Andrea, il racconto è scritto in modo ineccepibile, come al solito nulla da segnalarti. Mi ha ricordato alcuni testi di teogonia delle civiltà antiche, con l’essere-dio che plasma (o in questo caso, contribuisce ad evolvere) le entità del mondo.
Con il lettore si crea poca empatia, è vero, ma la motivazione sta nella natura intrinseca del testo. Sei costretto a stare distante e avere una visione quasi scientifica del mortale ammazzamento supermessicano. Una scelta coraggiosa, la tua, che non ti ha valorizzato appieno. Niente a che vedere col “Bosco di Valbassa”, per capirci!
a presto, e buona edition!
andrea

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DandElion
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Re: Il grande pasto

Messaggio#9 » lunedì 25 maggio 2020, 19:48

Ciao Andrea!
La solennità del racconto, stavolta, mi piace! Il ritmo funziona bene, la creatura non è mai scontata. Mi viene però un po' difficile immaginarla perché mi sembra che non si riveli mai del tutto. Che sia la Terra stessa? che mangia se stessa? Ma si "affloscia in una valle" che sia fatta d'acqua? in ogni caso funziona molto bene il tuo racconto. Bravo!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

costellazione di bacco
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Re: Il grande pasto

Messaggio#10 » giovedì 28 maggio 2020, 19:15

Ciao Andrea, piacere di leggerti,
la tua narrazione scorre che è un piacere, chiara, fantasiosa e creativa. Sei riuscito, a mio parere, a centrare la tematica perfettamente partendo da concetti che ci trasmettono dall’alba dei tempi e rifacendoli tuoi. Non nego che un bel po' di angoscia contraddistingue questa narrazione, ma va bene così. Continua in questo modo.

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antico
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Re: Il grande pasto

Messaggio#11 » mercoledì 3 giugno 2020, 18:21

Scrittura, come al solito, ineccepibile, ma rispetto agli ultimi due mesi qui mi sembra mancare qualcosa. Tutto è organizzato intorno all'idea centrale, ma non c'è un rilancio, un qualcosa che vada oltre ed è quasi come se il racconto si spegnesse da solo ancora prima di arrivare al suo finale. Per me un pollice tendente verso l'alto, ma più per motivi formali, questa volta.

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