Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per le ore 21.00 di lunedì 18 maggio con l'ultima edizione della Settima Era e con uno straordinario cast di guest stars: Carmen Laterza, Francesca Cavallero, Stefano Pastor, Francesca Bertuzzi e Patrizia Rinaldi!
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antico
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Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 maggio 2020, 1:45

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BENVENUTI ALLA ALL STARS EDITION, LA NONA E ULTIMA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 141° ALL TIME!

Questo è il gruppo TYRANNO della ALL STARS EDITION con FRANCESCA BERTUZZI, FRANCESCA CAVALLERO, CARMEN LATERZA (LIBROZA), STEFANO PASTOR, PATRIZIA RINALDI nelle vesti di Guest Stars.

Gli autori del gruppo TYRANNO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo MANI.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo BULLS


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dalle GUEST STARS. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via). A prescindere da tutto, ho inoltre forzato in modo che i racconti con MALUS fossero equamente distribuiti tra i gruppi.

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo TYRANNO:

Fine del sogno, di Wladimiro Borchi, ore 23.38, 3185 caratteri
65000000 A.C., di Viviana Tenga, ore 23.31, 3203 caratteri
La ferrovia, di Andrea Lauro, ore 23.38, 3306 caratteri
Mìmi, di DandElion, ore 21.52, 3332 caratteri
L’amica di porcellana, di Alexandra Fischer, ore 21.58, 3046 caratteri MALUS 4 PUNTI
Un buon consiglio, di Davide Di Tullio, ore 00.59, 3190 caratteri
Myriam, di Arianna D’Angelo, ore 23.11, 2858 caratteri
Liberazione, di Stefano De Luca, ore 23.30, 3266 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 MAGGIO per commentare i racconti del gruppo MANI. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 MAGGIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo MANI e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo MANI.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA ALL STARS EDITION A TUTTI!



Canadria
Messaggi: 232

Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 21 maggio 2020, 12:34

Ciao a tutti e complimenti! Ecco i miei commenti e, a seguire, la classifica.

► Mostra testo


Classifica

1. La ferrovia, di Andrea Lauro
2. Liberazione, di Stefano De Luca
3. Fine del sogno, di Wladimiro Borchi
4. L’amica di porcellana, di Alexandra Fischer
5. 65.000.000 a.C., di Viviana Tenga
6. Myriam, di Arianna D'Angelo
7. Un buon consiglio, di Davide Di Tullio
8. Mìmi, di DandElion

Daniel Travis
Messaggi: 347
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 21 maggio 2020, 13:39

Ecco la mia classifica...

1. Liberazione di Stefano De Luca
2. La ferrovia di Andrea Lauro
3. Un buon consiglio di Davide Di Tullio
4. Fine del sogno di Wladimiro Borchi
5. 65.000.000 a.C. di Viviana Tenga
6. L'amica di porcellana di Alexandra Fischer
7. Mìmi di Dandelion
8. Myriam di Arianna D’Angelo

E i commenti.

1. Liberazione di Stefano De Luca
Mi piace l'incrocio complesso di conflitti: un vaccino contro la rabbia (e la negatività in generale) e la sua minaccia di rendere l'umanità inumana (basta dare un'occhiata a quella perla che è Serenity) da un lato, la natura tossica della rabbia contorta del protagonista/antagonista dall'altro. Il vaccino in sé è un'idea spaventosa, ma quando vediamo il caso particolare di R. e di sua moglie liberata, siamo costretti a pensare alla questione in modo complesso, a non mettere da parte i suoi indubbi effetti positivi, le salvezze che dispensa.
Considerami colpito.

2. La ferrovia di Andrea Lauro
Ottima caratterizzazione, ottima declinazione del tema, ottimo ritmo.
Il finale risulta un po' pasticciato, con Seamus che "metaforizza" Annabelle e poi s'ingarbuglia per sciogliere la metafora, finendo per suonare come una pubblicità di automobili. In una possibile revisione, aggiungerei qualche battuta per dare più respiro all'epilogo o lo sostituirei con qualcos'altro.
Per il resto, gran bel pezzo.

3. Un buon consiglio di Davide Di Tullio
Il tuo è, finora, il mio racconto preferito della categoria per il contenuto, e uno di quelli la cui forma mi ha infastidito di più.
Ci sono un paio di errori di battitura, niente di che, ma bisogna aggiungere la punteggiatura altalenante nei pensieri e assente nei dialoghi della parte centrale (che quindi risultano estremamente monotoni e ripetitivi - e sì, non mettere il punto finale sembra una scelta consapevole, ma anche se ci fosse cambierebbe poco: il mezzo del racconto sarebbe comunque una sfilza di battute, tutte brevi, quasi tutte con lo stesso tono apatico), e il cacofonico A Michele gli si inumidirono gli occhi.
A parte questo, nulla da eccepire: non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo racconto.

4. Fine del sogno di Wladimiro Borchi
Sono sempre sospettoso dei racconti che affondano in fatti reali, relativamente vicini oltretutto, ma te la sei cavata egregiamente sotto quel punto di vista.
Forma e contenuto si sposano bene. Mi resta qualche dubbio sull'epilogo storico ma, una volta tanto, la sua utilità potrebbe giustificarne la presenza.
Bella prova.

5. 65.000.000 a.C. di Viviana Tenga
Ouch. Vedere Lucifero incastrato nel ruolo di "angelo novellino" mi fa male al cuore: non gli si addice per niente, e lo fa sembrare più capriccioso che ribelle. Un Lucifero segnato dalla lunga esperienza, che si distingue dai novellini per i dubbi che ha maturato nel tempo, ecco, quello sì che ricorderebbe il Portatore di Luce.
Il racconto fila tutto sommato liscio, con qualche goffaggine qui e là - Lucifero (questo è il nome del ragazzetto) prende troppo spazio per essere una rivelazione efficace, meglio qualcosa di più d'impatto e meno didascalico come Lucifero, il ragazzetto, o simili.
Il tema è centrato, anche in maniera furba: finisce l'era dei dinosauri e, con essa, finisce l'età dell'innocenza per Lucifero.
Niente male.

6. L'amica di porcellana di Alexandra Fischer
Una storia di crescita personale che, sostanzialmente, funziona.
La forma è rigida, qui e là, come fosse scritta da qualcuno che vuole sforzarsi di "scrivere giusto" o "scrivere bello" e, a volte, dimentica di "scrivere vero", ma in buona sostanza non disturba la lettura.
L'unico autentico difetto è l'assenza di conflitti interessanti: sia quello interno (l'essere rimasta la sola ancorata a questo posto, e al passato) che quello, potenziale, esterno (la madre e i suoi giudizi) vengono introdotti troppo tardi per avere una qualsiasi portata emotiva.
Resta, insomma, una slice of life con poco ripieno, ma con una glassa gradevolmente dolce.

7. Mìmi di Dandelion
L'emozione c'è, si sente, e percorre un racconto relatable, in cui chiunque abbia amato un animale può riconoscersi. Questo è il tuo punto di forza.
La forma, invece, lascia un po' a desiderare: la prima metà del testo è scritta come a voler nascondere il fatto che il "tu" del racconto sia una gatta anziché un'amante, eppure i segnali impediscono al lettore - o hanno impedito a me - di ignorarlo: Ti ha vista e ti ha mandata subito via e ligia al comando di non avvicinarti, così, senza ulteriore contesto o spiegazioni, non sono credibili come interazioni con un essere umano. La prima potresti anche venderla come una metafora - ma non funziona, perché la piazzi in un momento specifico, non in un periodo prolungato -, ma la seconda incasina il tutto.
Insomma: cambierei quei segnali (incluso il felina seguente, ad esempio) o riscriverei la prima parte in modo da non nascondere nulla.
In fondo, è un'onesta storia emotiva: non c'è nulla da nascondere.

8. Myriam di Arianna D’Angelo
Apprezzo l'impeto ma, al di là dei contenuti, considera, se hai in mente un monologo teatrale, di scrivere un monologo teatrale: è capitato in passato che qualche autore nel contest di MC scrivesse, ad esempio, poesie o filastrocche anziché racconti tradizionali, quindi perché non un monologo?
Certo, incontreresti alcune delle stesse critiche rivolte a questo pezzo, ma sarebbero più deboli e i lettori riuscirebbero meglio a entrare nella disposizione d'animo giusta per apprezzare il tuo testo.
Altri consigli disordinati: occhio agli errori di battitura - ce ne sono diversi - ed evita come la peste i wall of text senza paragrafi, in un testo così breve hanno il doppio effetto collaterale di appesantire la lettura facendo sembrare il testo ancora più striminzito e, per così dire, "buttato lì".
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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Pretorian
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » giovedì 21 maggio 2020, 22:59

Ed ecco i miei commenti e la mia classifica:

1) UN BUON CONSIGLIO di Davide di Tullio
Tanto di cappello, Davide: hai preso due degli stereotipi più stanchi della letteratura e del cinema (i consigli del vecchio saggio e il dialogo con la persona che poi si scopre morta) e ne hai fatto un racconto con i fiocchi, pressoché privo di sbavature. Il dialogo tra i due personaggi è semplice, ma i pochi tratti bastano per far intuire il profondo rapporto intercorrente tra i due. La citazione a Nuovo Cinema Paradiso (e a Dragonheart... ti prego, dimmi che non sono pazzo e che il riferimento al guardare le stelle fosse una citazione a quel capolavoro1) impreziosisce il tutto e aggiunge un tocco autoriale a un testo eccellente. Non ho praticamente rimproveri da muoverti e la cosa mi fa quasi incazzare.

Alla prossima

2) L'AMICA DI PORCELLANA di Alexandra Fisher
Ciao, Alex e piacere di leggerti anche qui.
Dunque, il racconto è narrato in modo eccellente, con quella tua passione per l'antico, l'artigianale e per gli elementi raffinati che ormai conosco come tuoi. Lo stile si è anche affinato e possiamo dire (non farmi ricredere!) che tu abbia finalmente imparato a gestire il background dei tuoi racconti. Quindi, da questo punto di vista, ottimo lavoro. L'unica pecca che trovo in questo racconto è il suo essere forse troppo lineare. Insomma, dall'inizio alla fine non c'è nessuno scarto di trama, anche solo minimo, e tutto prosegue senza evoluzione effettiva. La protagonista si prepara, riflette sulla sua occasione... e l'occasione si verifica positivamente. Ottimo, un racconto in cui tutto va per il meglio è un'ottima cosa, ma si sente la mancanza di un elemento che aggiunga sapore alla vicenda. Come un ottimo piatto che avrebbe potuto raggiungere la perfezione con quella puntina di sale che è mancata.

Alla prossima!



3) FINE DEL SOGNO di Wladimiro Borchi
Ciao, Wladimiro e piacere di leggerti. Fine del sogno è sicuramente un racconto valido, in cui riesci, pur con i limiti doviti ai pochi caratteri, a disegnare un tratto efficace del momento in cui i sogni del 68 cominciarono ad affacciarsi alla realtà di quelli che sarebbero stati gli Anni di Piombo. Le figure di Sergio e Maria sono un tocco perfetto che dona umanità a quello che, altrimenti, sarebbe stato solo un asettico spaccato storico e sociale. Certo, non si può dire che fossero personaggi originalissimi (la storia del ragazzo che segue manifestazioni\movimenti politici solo per stare vicino alla pasionaria di cui è innamorato l'ho vista in tutte le salse e in tutti i media) ma fanno bene il loro lavoro. L'unico neo effettivo della storia è nel finale dove, sempre causa il poco spazio, sei stato evidentemente costretto ad accelerare la narrazione, cosa che ha causato una certa perdita di qualità narrativa, che raggiunge il suo apice proprio nella fase frase finale, che forse avrebbe potuto essere costruita in modo meno retorica e, soprattutto, senza l'intervento del narratore. Dettagli: nel complesso, è davvero l'ennesima tua ottima prova.

Alla prossima!

4) LA FERROVIA di Andrea Lauro
Ciao, Andrea e piacere di leggerti. Dunque, ammetto di avere qualche dubbio sull'attinenza del tuo racconto alla specifica, poiché mi sembra di capire che qui la "fine di un'era" sia già arrivata, in quanto la ferrovia ha, a tutti gli effetti, già posto fine alle vicende lavorative dei protagonisti. O forse facevi riferimento a una sorta di "fine della fine", con i due che tornano in carreggiata? Non so, ma la cosa mi lascia dubbioso. Anche il passaggio finale non mi convince: penso che la tua idea fosse che Seamas fa capire a Charles che non possono opporsi all'avanzata della modernità, ma possono sfruttarla a loro vantaggio, però la frase in cui Seamas si esprime è davvero troppo stringata e chiusa e si ha l'impressione che mancino al filo alcune linee di dialogo. Probabilmente, sarebbe stato meglio tagliare qualcosa a monte e approfondire maggiormente il loro dialogo nel finale: insomma, anche se il tuo finale sottende un'accettazione della proposta dell'amico, tutta la rabbia che gli hai messo in corpo precedentemente lascia pensare che lo avrebbe mandato al diavolo. Peccato, Andrea, perché l'idea era anche carina, molto "Il mio nome è Nessuno" da un certo punto di vista.
Alla prossima!

5) MIMI di Dandelaion
Ciao, Dandi e piacere di leggerti. Ti dirò la verità: ho dovuto leggere due volte per cogliere tutti i segnali che fin dall'inizio indicavano che Mimì fosse un gatto e, per quanto io sia distratto in modo inverecondo, penso che questo confermi la tua bravura nel gioco "dico-non dico". Oltre a questo, il racconto ha dalla sua certamente una narrazione toccante, ma non eccessivamente prosaica, lirica al punto giusto, insomma. Per quanto riguarda le pecche, a mio giudizio forse il racconto risulta troppo "generico", nel senso che manca di un qualsiasi riferimento che dia concretezza alla vita del personaggio. Mi spiego: nel racconto descrivi una parte della vita della tua protagonista, ad esempio il suo rapporto con "lui", il trasferimento per lavoro, la gravidanza di Mimì, ma non fornisci nessun elemento che dia fisicità alla cosa. Quel "lui" avrebbe potuto essere Giovanpasquale, mentre il trasferimento di lavoro avrebbe potuto essere "il trasferimento a Brescia per il posto da insegnante". Sono dettagli, ma ti assicuro che donano al racconto un elemento di realismo che stravolge tutto.

Alla prossima

6) 65.000.000 a.C. di Viviana Terga
Ciao, Viviana e piacere di leggerti. Dunque, l'idea di legare l'estinzione dei dinosauri ai prodromi della rivolta di Lucifero è carina e ho apprezzato particolarmente l'idea di far arrivare gli angeli sterminatori sulla terra a bordo di quello che è palesemente un asteroide. Anche la dinamica con cui fai interagire i due angeli è interessante e mi ha ricordato, in qualche modo, gli albori della rivolta di Melkor contro Iliuvatar nel Simmarillion (se non l'hai letto, te lo consiglio). Come Melkor, anche Lucifero si allontana da Dio perché vuole provare qualcosa di diverso, laddove gli altri angeli\valar accettano passivamente la volontà del Creatore. In questo paragone, però, posso trovare anche quello che, a mio giudizio, è anche il punto maggiormente debole della storia: Melkor si allontana da Iliuvatar perché vuole "cantare" in autonomia, ma anche perché è invidioso della creazione del dio ed è convinto di poter fare di meglio. Lucifero sembra allontanarsi da Dio perché è... buono? Insomma, sembra cozzare con la storia successiva del personaggio. Opinione personale, eh. Alla prossima!

7) LIBERAZIONE di Stefano de Luca
Ciao, Sirihmedio. Dunque, il racconto non mi è dispiaciuto, soprattutto per il modo in cui hai descritto la rabbia immotivata del Signor R. e il modo in cui quest'ultimo la percepisca come parte integrante della sua vita. Per il resto, noto qualche problema qui e lì. In particolar modo, ho avuto difficoltà a capire bene in cosa consta il "vaccino". Insomma, viene nebulizzato a mo di scia chimica, viene chiamato "vaccino", ma si comporta a tutti gli effetti come una cura. Insomma, cos'è? Oltre a questo, l'inizio parte un po' strano: per quanto possa avere una valenza enfatica, privare una frase di un soggetto rende il tutto estremamente confuso e partire con una frase confusa non è proprio il massimo.
Alla prossima!

8) MYRIAM di Arianna D'Angelo
Ciao, Arianna e piacere di leggerti.

Dunque, questo racconto soffre di un vulnus gigantesco: non è un racconto. è un enorme flusso di coscienza, anche interessante a tratti, che cerca di mascherarsi come racconto. Ma cosa ha del racconto? Cosa avviene nel concreto? Nulla. Non basta far muovere un paio di volte la narratrice per spezzare il dialogo: se non c'è azione o trama o interazione, il racconto non è un racconto. Purtroppo, è un errore che capita, di tanto in tanto, soprattutto quando si ha poco spazio, ma bisogna resistere alla tentazione di buttarsi nel flusso di coscienza.
Il finale, poi, è il colpo di grazia. La soluzione "era tutto uno spettacolo teatrale\televisivo" (al pari con la gemella "era tutto un sogno\delirio allucinatorio\premonizione) è una delle soluzioni narrative più stantie e odiose che si possano immaginare, perché rende pressoché inutile tutta la narrazione avvenuta fin quel momento è piazza davanti al lettore un titanico dito medio. Evita sempre accuratamente di imboccare soluzioni simili, soprattutto quando il racconto è troppo breve per consentirti ulteriori sviluppi di trama.

Alla prossima.

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maurizio.ferrero
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » venerdì 22 maggio 2020, 20:58

Fine del sogno
Buona narrazione di un evento che farà da precursore agli anni di piombo. I due personaggi sono buoni, anche se rappresentano un concetto che si è già visto molte volte sono ben descritti. Ben piazzati i pensieri di Sergio, mi ha fatto sorridere la battuta del giornale sotto il braccio. Un po' di autoironia non fa mai male.
Nel complesso la storia è raccontata con il tuo stile, al solito ottimo, e risulta piacevole da leggere anche se non particolarmente originale.
Avrei chiuso il racconto in maniera diversa, meno affrettata, magari tagliando via l'ultima riga di informazione storica.
Ti segnalo un refuso: hai scritto tubo Innocenti senza maiuscola.

65.000.000 a.C.
Nel tuo racconto scorgo echi di Terry Pratchett e Neil Gaiman, con il loro Good Omens. Buona la narrazione degli angeli che giungono sulla Terra per eseguire gli ordini di un dio capriccioso e infallibile, con Lucifero identificato non come il cattivo, ma come quello che vuole pensarci la propria testa.
Non ho individuato redusi o errori particolari, forse avrei reso meno tell la prima parte in cui viene spiegato come funziona il lavoro che devono eseguire, magari con un dialogo tra i due.
Nel complesso, un buon lavoro.

La ferrovia
Penso davvero di non avere nessuna critica da fare a questo racconto: è semplicemente perfetto. Tema centrato con la fine dell'era dei trasporti lenti, personaggi caratterizzati benissimo, così come l'ambientazione, finale colmo di speranze, con un filo di malinconia.
Mi è piaciuto davvero tanto. Particolare e ben piazzata la scelta dell'ambientazione scozzese.
Uno dei migliori che ho letto ultimamente, senza ombra di dubbio.

Mimì
Non so se fosse tua intenzione nascondere la natura dell'amato per tutto il racconto, ma che si trattasse di un animale l'ho capito abbastanza in fretta.
Il racconto funziona e non ho trovato errori evidenti, anche se mi ha lasciato una sensazione di inconsistenza piuttosto grande. Se da un lato l'avvicinamento all'animale e le emozioni della protagonista sono ben descritte, dall'altro il racconto non offre nulla di particolarmente nuovo o originale rispetto alle tante storie di questo tipo che ho letto.

L’amica di porcellana
Questa volta ti vedo in forma. Il racconto è buono, le descrizioni precise rendono l'ambientazione e la bambola molto vivide, anche se credo che in certe parti tu abbia peccato di zelo (quel "il visetto di porcellana, detta bisquit per via della doppia cottura" mi suona veramente eccessivo).
Il racconto arriva alla conclusione centrando il tema, forse in maniera un po' troppo "semplice", nel senso che non viene posto nella narrazione nessun conflitto di portata. Forse avrei premuto un po' di più sul rapporto tra la protagonista e la madre, rendendolo un po' più ostile.
Ma anche così è molto buono.

Un buon consiglio
Mi è piaciuto molto il tuo racconto, sei riuscito a dare nuovo lustro a uno stereotipo piuttosto stanco. Non sono sicuro che il tema sia centrato al 100% (la distruzione di un cinema può essere considerato la fine di un'era? Suppongo di sì, ma non mi convince del tutto), ma la narrazione e soprattutto i dialoghi tra i due protagonisti sono ben scritti e pieni di carattere.
Ti segnalo un refuso: " lo schermo bianco gli si parò d'avanti".
Per il resto non so che altro dirti: è un lavoro molto buono che metterò di certo nelle parti alte della classifica.

Myriam
Dunque, devo confessare che con il tuo racconto proprio non mi sono trovato, ma andiamo con ordine. Mi pare di aver capito che tu abbia narrato una grossa metafora dell'attuale situazione di lockdown e dell'obbligo di utilizzo delle mascherine. Non mi è molto chiaro a cosa si riferisca questo "sonno" che nomini molte volte, forse al sonno "sociale" che ci siamo autoimposti.
Il racconto presenta due problemi molto grossi: il primo è che descrivi una situazione senza che però ci sia nulla a smuoverla, alterarla o portare conflitto. È una descrizione, pura e semplice.
Il secondo, più grave, è la chiusura: finire una storia dicendo che era tutta una finzione è il modo peggiore. Rende inutile tutto ciò che hai scritto prima e di fatto tira un pugno in faccia al lettore, che si sente preso in giro. Da evitare, sempre.

Liberazione
Racconto molto interessante il tuo, anche se con qualche difetto. Mi è piaciuta l'idea del vaccino contro la rabbia delle persone, sei riuscito a descrivere bene i pensieri deviati del protagonista e la sua sensazione di impotenza.
Al di là di quello, ho delle critiche da farti:
Non ho ben capito la tua scelta di identificare il protagonista e sua moglie solo con delle iniziali. Non ha rilevanza nel racconto, quindi non mi è chiara la tua scelta, ma è una cosa di poco conto.
Altra cosa che non mi è chiara: il poliziotto dice di aspettare il vaccino "nelle proprie case", ma poi si scopre che questo viene rilasciato dall'alto come una nube. Forse era troppo tossico per farselo cadere direttamente addosso?
Ultima cosa, penso che a un certo punto ci sia un errore di PdV: quasi la totalità del racconto è narrato seguendo il PdV dell'uomo, salvo poi nelle ultime righe avere quello della moglie. Questo va bene perché c'è uno stacco netto. C'è però un momento nell'ultimo pezzo dell'uomo in cui ti stacchi, diventi narratore onnisciente e ci descrivi la situazione dall'alto, concentrandoti sul poliziotto. Si nota tanto e si sente il salto di narrazione.

CLASSIFICA
1. La ferrovia di Andrea Lauro
2. Un buon consiglio di Davide Di Tullio
3. Fine del sogno di Wladimiro Borchi
4. 65.000.000 a.C. di Viviana Tenga
5. L'amica di porcellana di Alexandra Fischer
6. Mimì di DandElion
7. Liberazione di Stefano De Luca
8. Myriam di Arianna D'Angelo

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Dario17
Messaggi: 77

Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 24 maggio 2020, 16:48

1. Liberazione
2. La ferrovia
3. 65.000.000 a.c
4. Fine del sogno
5. L'amica di porcellana
6. Un buon consiglio
7. Mìmi
8. Myriam


FINE DEL SOGNO
Lo stile è fluido e regolare, in alcuni punti direi impeccabile. Alterni bene sia pensieri che frasi, condite con giuste descrizioni mai inutili. Si legge tutto d'un fiato, davvero.
Non mi ha preso molto la storia, a dirla tutta. Tralasciando che temi, personaggi e contesto somigliano dannatamente a quelli usati da me per il mio racconto ( se capitavamo nello stesso gruppo era da ridere, o meglio per me era da piangere ), l'intreccio è un po' troppo prevedibile e, con sforzo minimo, si capisce già cosa succeda qualche riga più giù.
L'ultima frase non conclude bene, da al complesso l'aria di un commento a piè di pagina di un giornale.
Non voglio che mi si dica come hai interpretato il tema del contest, ma capirlo tra le righe.
Tema centrato, ovviamente.
P.S.
Facendo qualche ricerca per inquadrare meglio l'evento, ho scoperto che quello stesso giorno Pelè segnò il suo 1000 gol. Che figata sarebbe stato un racconto che mettesse in parallelo i due eventi.


65.000.000 a.C.

Dinosauri come protagonisti del racconto nel gruppo Tyranno dove c'è un avatar di caccia ai dinosauri.
Fascinoso ;)
Sebbene il tema del "divino antropomorfizzato" sia già stato usato e controusato, il racconto ha una spruzzata di originalità che ho gradito molto. Anche se trovo un po' fuori dai ranghi, seppur per un racconto dai tratti mitici, che tra le matricole angeliche ci siano spesso quelli che non capiscano o protestino.
Una più particolareggiata descrizione tecnica di come gli angeli massacrino i dinosauri, che non siano delle generiche "spade di fuoco che affettano a velocità luce", avrebbe giovato al lettore stuzicandolo.
Istinto o non istinto poi, se qualcosa che ti vuole accoppare va a 300mila km/s, hai poco da annusare il pericolo nell'aria o vedere della polvere del cielo(?)
Anzichè farlo dire dalla voce narrante, l'angelo decano avrebbe dovuto chiamarlo "Lucifero" con l'ultima frase, snellendo la prosa. Tema preso in pieno.


LA FERROVIA
Il racconto quasi tutto dialogato non è facile da tenere per le redini, ma a te è riuscito eccome.
Non so se sia un effetto da te voluto, ma mentre leggevo sono andato oltre i signori Charles e Seamus, ma ho proprio assistito ad un dialogo tra il Progresso e la Tradizione, nella loro millenaria disputa di cui l'uomo è vittima e beneficiario allo stesso tempo. Adoro i dualismi tra nemesi.
Detto questo, il tema è centrato in modo un po' troppo classico ma efficace.
La frase finale, argh! Il tocco poetico e un po' da frase da Bacio Perugina mi ha fatto digrignare i denti. Un sofismo un po' inutile. Ho provato a rileggere il finale togliendo di netto l'ultima frase: prova a farlo e vedrai che effettone! :)

MIMI

L'idea di fondo ci potrebbe anche stare, ma lo stile melenso e colloso rende la lettura troppo zoppicante e faticosa. Voli pindarici e rimasticamenti di frasi sui generis non funzionano, a mio avviso personalissimo, su di un contest da 3000 carattteri in cui un racconto deve avere un suo pepe senza perdersi in troppi giri.
È un elogio al fantastico mondo degli animali domestici, più una pagina di un diario senza troppe pretese.
Il tema è afforntato così così.
Posso capire che la perdita di un animale è la fine di un periodo della propria esistenza, ma necesita di parecchia "autostima" se la si vuole definire "era", termine che lascia presagire una certa solennità.
Da snellire e ripitturare.

L'AMICA DI PORCELLANA

Bambole di porcellana che nel sogno ti fanno il cazziatone è più tema da film horror. :)
Sebbene sia un fan sfegatato di Toy Story, "La fine di un'era" non è adatto precisamente, a mio avviso, come tema del racconto dove una donna si decide a dare via un proprio giocattolo, anche alla luce del fatto che non capto nessun rifiuto di andare avanti da parte della signora Fortis, nè di chiudere con una eventuale e morbosa fame di giocattoli per non affrontare la vita adulta.
Non ho letto di una vera e propria "fine", ecco.
È più l'inizio di un nuovo lavoro accetando il proprio talento, in un tentativo finalmente risolutorio per levarsi dal gioco della madre eterna tale.
Il cuore del racconto andrebbe snellito di ottime descrizioni fatte da chi eventualmene di bambole ne sa, ma che ingombrano troppo la lettura.
"Io sono il tuo futuro" è troppo solenne e tombale come frase. Capisco l'effetto profetico ed onirico, ma un po' stona.
Qualche carattere in più ti avrebbe di certo agevolato nello sviluppare l'idea, temo.

UN BUON CONSIGLIO
Il pezzo forte del racconto è lo stile e la prosa con cui ci accompagni, accanto al protagonista, in quello che è un ritorno ad un vecchio cinema pieno di odori, rumori, immagini e sensazioni.
Sorvolando sui numerosi clichè che ti hanno sottolineato i commenti precedenti ( che condivido ), a me sfugge il nocciolo della questione. Il punto focale. Il fulcro.
Qual'è il buon consiglio?
Molto escatologico e poetico il "guarda le stelle e vai avanti, solo quelle sono fisse" ma alla fine il rimuginare di Michele era alimentato da una genuina accusa di poca concretezza e conseguente rottura di un fidanzamento.
Da Tonino il fantasma serviva il concetto e la dritta giusta da ex uomo vissuto come il titolo suggerisce, con cui Michele eventualmente avrebbe risolto il suo conflitto.
Di conseguenza anche il tema è solo sfiorato. Finisce l'era del vecchio cinema perchè lo demoliscono, ma io leggendo ho capito che ormai suddetto cinema era bello che abbandonato da parecchio. Non mi convince.
Peccato, è un racconto dal buonissimo potenziale.

MYRIAM
Un delirio di coscienza, dall'inizio alla fine.
Nessuno vieta di scrivere di getto un flusso di pensieri, da monologo teatrale per l'appunto, e farne racconto.
Per renderlo funzionale o quantomeno leggibile servono però una proprietà di linguaggio ed una sintassi di cui ancora non sei propriamente capace di sprigionare.
Alcuni periodi sono troppo lunghi, a volte proponi evidenti esagerazioni ( "diarrea emotiva" su tutti ) e manca un vero e proprio filo che colleghi il tutto.
La fine di un'era è palesemente quella attuale alle prese della crisi sanitaria, quello può anche andare bene.
Il resto però, va ripreso e rimodellato per migliorarlo.
Un consiglio modestissimo: prova a separare completamente il monologo con le azioni della protagonista.
Avrai così una base meno raffazzonata da cui ripartire.
Buon lavoro!

LIBERAZIONE

Davvero allucinante. Ed è un complimento.
Hai caratterizzato bene tutte le varie pulsazioni del protagonista per poi mostrarci che non è solo lui ad essere in preda a quell'euforia violenta, ma tutta la città.
Non è un mistero da dove hai preso l'ispirazione per la fame di vaccino, dato l'attuale periodo.
Mi sono saltate in mente, durante la lettura, di soggetti come Joker, delle vittime della sua tossina preferita che ti ammazza dalle risate e dalla frenesia, di Harley Quinn ( quella delle origini fumettistiche, intendiamoci, molto più vittima rispetto al personaggio moderno ) e dell'Arkham Asylum piena di violenza e vizi da curare.
Un vaccino per l'ira.
Ma l'ira che rpoviamo tutti? oppure quella che dilaga nel racconto è il frutto di una malattia che sta avvelenando l'umanità? Quando mi saltano in testa interrogativi e fame di saperne di più, lo scrittore ha fatto centro.



Il podio lo considero un "ex aequo", la differenza di posizioni l'hanno fatta particolari quasi insignificanti.
Un misero gradino sotto c'è il racconto di Wladimiro, pregevolissima fattura ma forse un paio di peli inferiore come originalità dei soggetti e dell'intreccio rispetto ai primi tre.

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antico
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 25 maggio 2020, 12:26

Avete già ricevuto cinque delle otto classifiche, mancano quelle di Alessio Magno, Danilo Riccio ed Emanuela Di Novo.

Kiljedayn
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » lunedì 25 maggio 2020, 15:59

Salve a tutti! Classifica molto difficile da compilare, complimenti a tutti i partecipanti!

CLASSIFICA:
1) La ferrovia
2) Un buon consiglio
3)Liberazione
4)Fine del sogno
5)65000000 A.C.
6)L'amica di porcellana
7)Mìmi
8)Myriam


COMMENTI:
"Fine del sogno": Ciao Wladimiro!

Inizio confermando quanto detto dai commentatori precedenti: i personaggi sono ben scritti e credibili, cosa che va a compensare il loro essere quasi delle "maschere" in una tipica rappresentazione del '68. Spendo qualche parola per la caratterizzazione che hai dato alla folla, molto efficace, al punto di averla resa un terzo personaggio dotato di rabbia e pericolosità. Sicuramente centrato il tema, il senso di rottura fra sogno e realtà viene suggellato dall'immagine potente del tubo che perfora il cranio del giovane poliziotto (che a me, troppo giovane per aver visto quegli anni, ha riportato alla memoria i fatti del G8 di Genova).
Nel complesso, un'ottima prova, complimenti!

"65000000 A.C.": Ciao Viviana!

Da amante dei dinosauri, mi hai quasi fatto piangere con l'immagine della mamma triceratopo che cerca di proteggere i suoi piccoli. Il tuo racconto è la riprova di come spesso quel che è "giusto" non sia necessariamente "buono", al punto che la tematica della "fine di un'era" passa quasi in secondo piano rispetto a quella dell'arbitrio, non al punto da far risultare il racconto fuori traccia, ma ho sentito la mia attenzione più calamitata dal conflitto di Lucifero che dall'effettivo passaggio dal mondo dei dinosauri a quello dell'uomo. Lo stile alla "buddy movie", con l'angelo più anziano che ormai si è uniformato al sistema e il giovanotto ribelle, funziona bene e risulta piacevole. Mi permetto solo due appunti: l'introduzione è un po' troppo infodump, secondo me, e avrei inserito la rivelazione del nome di Lucifero in un dialogo ("...e se vuoi un consiglio, Lucifero, ti conviene smetterla con questo atteggiamento…").
Ti faccio i miei complimenti e i miei auguri per questa edition!

"La ferrovia": Ciao Andrea! Dunque, questo racconto mi è proprio piaciuto. L'atmosfera agrodolce, con i due personaggi che diventano i piatti di una bilancia sulla quale vengono pesate le ansie e le speranze del futuro, dell'innovazione; la consapevolezza di essere stati, a suo tempo, fonte degli stessi grattacapi e delle stesse opportunità per chi c'era prima. Tutti questi elementi convivono nel tuo scritto e, per coronare il tutto, hai inserito anche una bella storia di amicizia che riesce a splendere nonostante il limite claustrofobico dei 3333 caratteri. Per quanto riguarda la tematica, la ritengo centrata: non è tanto l'arrivo della ferrovia (che è già presente nel racconto) quanto più la decisione di Seamus e Charlie di abbandonare il villaggio per cercare un nuovo inizio più a sud. Proprio come nella scorsa edizione, non posso far altro che farti gli applausi a scena aperta e augurarti il meglio per questo contest!

"Mìmi": Ciao DandElion, piacere di leggerti!

Un racconto sincero, dal quale traspare un legame puro con una compagna di vita che non può essere derogato semplicemente a quello fra "animale domestico e proprietario". Capisco perfettamente, in quanto a mia volta possessore di un gatto che mi ha "scelto" da quando era una cosina grossa quanto una palla da tennis, e nel tuo racconto posso intravedere quello che proverò quando non ci sarà più. E' vero, probabilmente dal punto di vista tecnico si poteva fare di meglio: sospendere l'informazione della natura di questa amata non aggiunge davvero nulla al testo e, in fin dei conti, si potrebbe obiettare che non ci troviamo di fronte ad un vero e proprio racconto, quanto più ad un ricordo affettuoso.
Tuttavia, forse anche perché posso sentirlo vicino alla mia quotidianità, mi ha indubbiamente smosso qualcosa a livello emotivo, segno che al di là della tecnica c'è sempre la capacità di far provare emozioni al lettore.

"L'amica di porcellana": Ciao Alexandra, piacere di leggerti!

Dunque, il tuo racconto è un buon racconto. La protagonista, sebbene non sia descritta con la stessa dovizia di particolari della bambola Letizia, risulta viva e credibile: le sue ansie, il suo desiderio di staccarsi dalla madre (che la vorrebbe eternamente bambina, ma al contempo sembra rimproverarle la sua passività, classica contraddizione dei genitori) e i suoi sogni, sono tutti elementi che ci aiutano a considerarla una persona reale. Lo stratagemma dello specchio, per quanto abusato, fornisce un'immagine efficacissima. Sappiamo, grazie ad esso, che la protagonista è giovane, ma non così giovane, e che è ormai giunto per lei il momento di chiudere l'era dell'infanzia e dell'adolescenza, di diventare padrona del proprio futuro e trovare il suo posto nel mondo.
Concordo con chi ti ha fatto notare un eccesso di zelo nella descrizione della bambola: capisco che l'argomento ti sta a cuore e che tu abbia una grande conoscenza della materia, ma sono passaggi che rallentano un po' la lettura. Nel complesso, un buon racconto con margine di miglioramento, ma che mi ha convinto grazie alla sua protagonista, per la quale non posso che fare il tifo.

"Un buon consiglio": Davide, è un piacere incontrarti di nuovo, dopo la scorsa edition!

Un racconto sul cinema che sa, a suo volta, di cinema. Non solo per l'omaggio (che in molti hanno già evidenziato) a Nuovo Cinema Paradiso ma perché leggendolo ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un corto d'autore. Il dialogo fra Michele e il fantasma di Tonino è semplice, eppure efficace. Proprio come il consiglio del Tonino stesso, "diglielo, che di certo c'è solo il firmamento", una frase che potrebbe quasi suonare banale (e far parti un "grazie ar c..." in risposta) al primo impatto, ma che ad ogni rilettura va a piantarsi sempre più in profondità. Personalmente, l'ho letta come un invito a non dimenticare mai del tutto la fantasia e lo stupore di un bambino al cinema, a non cercare di prevedere e pianificare la vita, perché le sole certezze sono comunque al di fuori del nostro controllo. Complimenti, quindi, e un appunto riguardo all'uso della punteggiatura alla fine delle battute di dialogo, come già ti hanno fatto notare, in modo da eliminare l'effetto monocorde.
In bocca al lupo per questa edition!

"Myriam": Ciao Arianna!
Il tuo racconto è molto particolare. Forse, temo, anche un po' troppo per i miei gusti. La tecnica del flusso di coscienza è difficile da padroneggiare al meglio e tende a scivolare nell'effetto "minestrone". A questo, purtroppo, si somma un ulteriore difetto: il tuo scritto non è una storia. Siamo di fronte ad una scena (come si capisce alla fine, quando ne espliciti la natura di rappresentazione teatrale), nella quale sostanzialmente non c'è evoluzione, o una vicenda. Un flusso di pensieri riguardanti la situazione attuale nella nostra realtà, fatta di vite sospese e misure anti-contagio. Anche nel mio caso, la metafora del "sonno" è risultata poco efficace, ha creato più confusione che altro. Mi dispiace, ma purtroppo il tuo racconto non mi ha convinto.

Alla prossima!

"Liberazione": Ciao Stefano, lieto di conoscerti e leggerti per la prima volta!
Ah, la cura per la rabbia. Tema classico del romanzo distopico, impossibile per un fan di Arancia Meccanica non rivedere nel tuo vaccino un discendente più subdolo e capillare della "trucca Ludovico" al quale il povero Alex viene sottoposto. Il tuo racconto, a una prima lettura, non mi era arrivato. Forse non gli ho dedicato la giusta attenzione, forse un rilettura (sapendo già dove si andrà a parare) facilita la comprensione della scena iniziale e porta tutto al posto giusto, in ogni caso, al secondo passaggio l'ho decisamente apprezzato maggiormente. Naturalmente ho notato anche io il cambio di PDV nel finale, ma la scena nel suo complesso funziona bene e fornisce una chiusura efficace alla storia di R. Un buon racconto, insomma, complimenti!

Alla prossima!

Emamela
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 26 maggio 2020, 15:06

Classifica
1) Un buon consiglio
2) La ferrovia
3) Fine del sogno
4) Liberazione
5) L'amica di porcellana
6) 65 000 000 a.C.
7) Mimì
8) Myriam

Commenti
Un buon consiglio
Ciao Davide,
il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo! Belle ed evocative le immagini che dai mentre Michele entra nel cinema: la nuvola di polvere, la pancia della balena, la puzza di fumo. Ero seduta anche io lì. Ho trovato i personaggi ben caratterizzati sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista emozionale, grazie a buone descrizioni e dialoghi. L'assenza di punti non mi ha turbato più di tanto, anzi mi ha permesso di scegliere l'intonazione da dare che preferivo in base alle emozioni trasmesse (predominante la nostalgia).
Qualche refuso e qualche errore di battitura, che ti hanno già fatto notare, dovuti sicuramente al poco tempo per rileggere.
Il cielo con le stelle è un'immagine stupenda, molto carica di significati.
Complimenti!
A presto

La ferrovia
Ciao Andrea,
un bellissimo racconto sull'amicizia, lento e ben pesato, che ti lascia entrare pian piano nel tramonto dei due personaggi.
Molto nostalgico e malinconico ( per i tempi ormai andati, le occasioni perse e i cambiamenti inesorabili cui non ci si può opporre) che ripercorre le fine di ogni era e l'inizio della nuova. Finale pieno di speranza, in partenza per prendere il treno (perso un tempo) e cercare la propria Annabelle.
A presto

Fine del sogno
Ciao Wladimiro,
racconto scritto benissimo. Stile e ritmo li trovo perfetti, soprattutto per un tema usato molte volte, senza però essere la solita storia. Personaggi caratterizzati e descritti bene. L'immagine della folla come mare in tempesta, e che aumenta sempre più on i tamburi e i cori, che separa Sergio e Maria è molto evocativa.
Bellissime le frasi finali che rallentano la narrazione fino ad arrivare al colpo finale col tubo.
l'ultima frase la trovo un po' un'intromissione forzata, ma capisco l'importanza di fissare i fatti nel loro tempo.
A presto

Liberazione
Ciao Stefano,
l'idea del tuo racconto è molto originale. Scritto molto bene, solo qualche errore di battitura, ma nulla di che.
i personaggi sono molto ben caratterizzati e il conflitto regna sovrano: tra marito e moglie, interno al protagonista che senza la sua rabbia diventerà un fantoccio, la paura del vuoto che rimane senza emozioni forti.
L'ingresso del personaggio del poliziotto nel finale spezza un po', anche se si chiude con un altro atto di violenza.
L'ultima frase della moglie che sorride interrompe la circolarità dell'esaltazione e della violenza all'inizio e alla fine. Potresti valutare di toglierla (ma forse questo è solo un mio sentire): inizi con un pugno sullo specchio e una mano sanguinante e chiudi con uno sparo e un corpo sanguinante.
A presto

L’amica di porcellana
Ciao Alexandra,
il tuo è un racconto molto lineare e chiaro che si legge bene e con fluidità, senza intoppi o dover tornare indietro a rileggere per capire meglio. La descrizione della bambola è molto bella e accurata, forse però ho preso troppi caratteri che non ti hanno permesso di caratterizzare di più i due conflitti, quello interno della protagonista e quello esterno con la madre.
Ho trovato un po' di discordanza all'inizio quando racconti l'incubo. Le parole usate per descrivere il sogno mi sembrano più
di incoraggiamento e spinta positiva verso il cambiamento/crescita. Forse però sono solo miei vissuti, quando ho letto che Letizia si scagliava contro di lei, mi sono immaginata un racconto stile bambola assassina.
A presto

65 000 000 a.C.
Ciao Viviana,
l'idea del tuo racconto è molto originale. Scritto molto bene, soprattutto i dialoghi, forse all'inizio metti troppe informazioni per spiegare bene che sta succedendo. Mi ha stonato un po' l'immagine che dai di Lucifero, che non è più il cattivo supremo, ma diventa l'angelo che vuole emanciparsi. Anche se l'idea di un dio che prende decisioni per togliersi qualche sfizio e poi manda gli angeli a eseguire disparati compiti che gli saltano per la testa mi piace molto.
A presto

Mimì
Ciao DandElion,
ho riletto il tuo racconto più volte. All'inizio pensavo che parlassi dell'uomo della siepe, poi fino a più della metà ero convinta fosse una donna e finalmente ho capito alla fine che era un gatto. Ho ricominciato da capo perchè sentivo di essermi persa qualcosa, ma forse era proprio questo il tuo intento, il disvelamento finale e con me ci sei riuscita pienamente! E' un racconto molto emozionante e sei riuscita a trasmettermi appieno le emozioni della protagonista: l'amore e il prendersi cura di una bestiola, che ho sentito appartenermi pienamente.
A presto

Myriam
Ciao Arianna,
con il tuo racconto ho faticato un po'. Il muro di testo mi mette in difficoltà e mi toglie il fiato prima ancora di leggere, ma leggerlo non è stato così insuperabile.
Hai usato molte belle immagini, come quella di Myriam nella piazza con camice e calzettoni (pensavo fosse una paziente psichiatrica). Hai messo tante idee che per il poco spazio e tempo non sei riuscita ad approfondire, mi sarebbe piaciuto sapere di più sul sonno e sui falsi dormienti.
La frase finale, per me, vanifica un po' il testo precedente, come se ci fosse scritta la parola Fine. Si chiude il sipario, senza lasciare a chi legge la possibilità di immaginare cosa succede dopo.
A presto

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antico
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 27 maggio 2020, 11:44

A un giorno dalla scadenza vi manca solo la classifica di Alessio Magno.

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Puch89
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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 28 maggio 2020, 19:41

Eccolo. Se il mese scorso ho postato la classifica per primo, stavolta torno alle mie umili tradizioni nell'essere ultimo.
Classifica sofferta 'sto giro, specialmente per il podio. Bravi tutti.


1) La ferrovia - Andrea Lauro
2) Un buon consiglio - Davide Di Tullio
3) Fine del sogno - Wladimiro Borchi
4) 65000000 A.C. - Viviana Tenga
5) Liberazione - Stefano De Luca
6) L'amica di porcellana - Alexandra Fischer
7) Mimi - DandElion
8) Myriam - Arianna D'Angelo


--------------------------------------------------------

Fine del sogno - Wladimiro Borchi
Ciao Wladimiro, felice di rileggerti.
Come al solito siamo su livelli alti, ho già manifestato nelle edizioni precedenti il mio apprezzamento per il tuo modo di scrivere in maniera coinvolgente ma al contempo fluente, asciutta. E anche stavolta hai centrato l'obiettivo.
Qui abbiamo uno spaccato storico che forse i più giovani ignorano, e scriverne anche romanzando l'accaduto è sempre un buon modo per rievocare certi fatti. Finale forse un pelo affrettato, ma con il limite ben noto di caratteri e la necessità di un'introduzione che permette di empatizzare. Non sono d'accordo su chi ritiene che la frase finale sia di troppo, secondo me ci sta e non guasta, alla luce del fatto che al lettore potrebbe sfuggire l'episodio da cui è ispirato il racconto.
Tema centrato, anche stavolta hai tirato fuori dal cilindro un bel lavoro, complimenti.

65000000 A.C. - Viviana Tenga
Ciao Viviana, lieto di rileggerti.
L'idea del racconto è originale, mi è piaciuta. Lo svolgimento l'ho trovato forse poco coinvolgente per il modo in cui è stato scritto, avrei gradito se avessi dato più informazioni in maniera più "tell", come ti hanno fatto già notare, non solo per una questione pratica, ma perché ne avrebbe beneficiato l'atmosfera dell'intera lettura.
Non sono d'accordo a chi non piace questa versione puerile di Lucifero, per come la vedo io è un Lucifero che sta appena iniziando a sondare il suo animo ribelle, e prima di divenire l'Angelo Caduto ci sta che debba passare attraverso più stadi di consapevolezza di sé. È la cosa che ho apprezzato maggiormente.
Tema centrato, buona prova!

La ferrovia - Andrea Lauro
Ciao Andrea, rieccoci qua.
Ti ho già comunicato che nutro una certa attrazione nei tuoi scritti, e questo racconto la riconferma ancora nuova volta.
Ho davvero ben poco da dire, se non che questa piccola perla ti rimane dentro. Lo spaccato storico della fine di un'era e l'inizio di un'altra, visto dall'ottica di questi due uomini che trasmettono tanto in poche parole. Il finale ha una nota positiva che non mi ha lasciato indifferente, anzi. Sarebbe stato semplice chiuderla con rammarico e malinconia, ma hai saputo dare un tocco di positività, di speranza, un messaggio che ha reso il tutto non un crepuscolo delle possibilità ma un'alba delle intenzioni, che nell'arco della nostra vita si susseguono dalla fine di un ciclo all'inizio di un altro. Meraviglioso.
Tema centrato, racconto tra i migliori del contest. Complimenti Andrea.

Mimi - DandElion
Allora, voglio dirti subito che, da amante degli animali e felice possessore di una micia, questo testo è meraviglioso.
Una vera e propria ode, come qualcuno ha già scritto, il che mi permette di apprezzarlo al di là della mera contestualizzazione, perché va ad intaccare i miei sentimenti sul vivo.
C'è un però.
Il testo di per sé, tecnicamente parlando, non mi ha fatto impazzire. L'ho trovato un pelo pesante per come l'hai strutturato, e fondamentalmente la scelta di "cercare di non far capire il soggetto ma poi alla fine neanche tanto" non mi è piaciuta, perché che si tratta di un animale domestico si evince abbastanza in fretta. Poi comprendo perfettamente cosa intendi con "fine di un'era" quando passano a miglior vita i nostri cuccioli, ma in questo caso è davvero molto soggettivo e diciamo che io posso dirti che va bene, il tema c'è, ma non posso screditare chi la pensa diversamente perché è appunto opinabile.
In linea generale mi è piaciuto, è stata una scelta dettata dal cuore la tua ma per quanto mi riguarda qualche problema il testo così com'è ce l'ha. A presto rileggerti.

L'amica di porcellana - Alexandra Fischer
Ciao Alexandra, felice di rileggerti.
Questo è racconto è una piccola e delicata perla, grazie alle minuziose descrizioni che confermano anche una certa conoscenza di questo tipo di cose, e comunque il tuo stile mi piace sempre molto. Il racconto scorre, va da solo, e ci si perde ad immaginare Letizia in ogni suo dettaglio. Però ecco, questo potrebbe non piacere, difatti c'è chi l'ha visto come un eccesso non necessario.
Il racconto offre il suo e lo fa in maniera eccellente, però si sente l'assenza di qualcosa di più. Oddio, non è che ogni racconto debba avere per forza di cose un plot twist o risvolti accattivanti della trama in essere, però forse in questo caso pesa di più per via del tema che, secondo me, non è centratissimo. La fine di un'era è un'interpretazione largamente soggettiva, ma in questo racconto l'attinenza è appesa ad un filo. Bel racconto comunque. A presto rileggerti!

Un buon consiglio - Davide Di Tullio
Ciao Davide!
Questa volta mi hai davvero colpito, ricordo che l'ultima volta che dovevo commentare un tuo racconto mi era si piaciuto ma c'erano diverse cose che non avevo gradito; in questo caso le abbiamo azzerate del tutto.
Il pezzo è davvero pregevole, sei riuscito a fare qualcosa che io personalmente non credo sarei riuscito, cioè rendere un cliché originale, tanto di cappello. Non ho molto da dirti se non che spero di leggere altri testi di questo livello in futuro, perché sono un piacere per gli occhi e per il cuore. Il tema forse non è centratissimo, ma comunque roba di poco conto tutto sommato.
A presto rileggerti, ottimo lavoro.

Myriam - Arianna D'Angelo
Ciao Arianna.
Convengo anch'io che questo testo soffre di problematiche insite nel modo in cui è stato concepito.
Il flusso di coscienza ci può anche stare, ma viene camuffato come un racconto e siccome non c'è null'altro che va a comporre il corpo del testo, si finisce per fare una gran fatica a giungere alla sua conclusione. Non solo, il tutto termina con l'idea della finzione, che sono sicuro a te è sembrata un'ottima idea, ma in realtà ahimè non lo è, perché il lettore non può fare altro che prendere il muro in faccia. L'idea di per sé è anche buona per carità, il periodo che il mondo sta vivendo può a tutti gli effetti considerarsi un passaggio da un'era all'altra, se la vediamo in termini fatalisti e forse un pelo pompati. Il problema è il modo in cui hai scelto di rappresentarla. Il wall of text poi non aiuta, il testo così diventa un mattone indigeribile.

Liberazione - Stefano De Luca
Credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo, e questo racconto mi è piaciuto parecchio.
Soprattutto il modo in cui descrivi le emozioni dell'uomo e della sua impotenza di fronte alla sua condizione, che non ha modo di poter essere respinta. Le descrizioni le di questo stato d'animo l'ho trovato molto evocativo, ti fanno entrare nel dramma umano, ti ci catapultano dentro e non è da poco riuscire a coinvolgere in questo modo.
Grossi difetti non ne vedo, oltre a quello che già ti è stato fatto notare da altri, forse ho sofferto un po' a seguire verso la fine ma in verità potrebbe benissimo essere la mia stanchezza di oggi che fa brutti scherzi, ma in linea di massima è godibile e l'idea seppur non proprio originale è ben realizzata. Il tema è centrato. Alla prossima!
Spero di leggere qualcosa di migliore, la prossima volta.

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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 29 maggio 2020, 0:17

Classifiche tutte ricevute, nei prossimi giorni arriverà anche la mia.

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Re: Gruppo TYRANNO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » mercoledì 3 giugno 2020, 18:06

Ecco a voi i miei commenti e classifica per il vostro gruppo!

1) La ferrovia, di Andrea Lauro
Il tuo pregio maggiore, tra i tanti, è quello di riuscire a controllare egregiamente ogni tipo di racconto e anche qui ne hai dato ennesima dimostrazione. Possiedi una nota malinconica, ma sempre aperta al futuro. Poco altro da dire se non che il tema è perfettamente centrato. Per me un pollice su.
2) Fine del sogno, di Wladimiro Borchi
La banalità del desiderio e dei sensi che contribuisce a disegnare la storia: un fatto storico che, qui, viene relegato a una reazione di un individuo politicamente poco motivato che si lascia trascinare dall'emozione del momento causatagli dall'essere stato toccato personalmente nel suo contesto emozionale. C'è molto più di quello che appare in questo racconto all'apparenza lineare. Non arrivo al pollice su perché penso che questa dialettica interna potrebbe essere scandagliata in modo più esplicito. Tema presente anche se non così determinante il racconto. Come detto: pollice quasi su.
3) Liberazione, di Stefano De Luca
Un finale perfetto e di una grandissima potenza. Stavo per andare di pollice su solo per quello. Però ci arrivi in modo buono, ma non ottimo. Tutta la parte dei vaccini non è ben chiara e ci si confonde con la storia dei gatti perché sembra che il vaccino imminente sia una risposta a quell'evento. Molto bene la parte con la moglie (ma poco funzionale la scelta delle abbreviazioni dei nomi, anzi può risultare fastidiosa), meno bene l'uscita all'esterno perché se le motivazioni del protagonista sono discretamente suggerite, si stenta a immaginare tutti gli altri come lui, forse avrebbe aiutato creare una seconda situazione con un altro individuo parimenti scosso, ma partente da un diverso contesto. Bene l'inserimento del tema. Per me un pollice quasi su che si posiziona dietro al racconto di Borchi per un minore compattezza interna. Sarebbe bello averlo in Vetrina, valuta se rilavorarlo nel Laboratorio. A presto!
4) Un buon consiglio, di Davide Di Tullio
Un finale splendido nonostante la sua apparente banalità: hai avuto la capacità di portare il lettore dentro il racconto e questo è il risultato. Diversi refusi fastidiosi nella prima parte e un invito a chiarire maggiormente i dialoghi perché ho avuto difficoltà nel seguire chi fosse a parlare. Considerato che uno dei tuoi punti di forza sono proprio i dialoghi ti consiglierei davvero di lavorare su questo piccolo problema. Nel complesso: un pollice tendente verso l'alto in modo brillante che potrebbe, una volta risolti i due problemi sopra riportati, ambire tranquillamente al pollice su.
5) L’amica di porcellana, di Alexandra Fischer
Concordo in toto con il commento di Agostino. In questo racconto dimostri un maggiore controllo, più centrato, del contesto, ma pecchi di una linearità senza contrasti, probabilmente aggravata dal non avere lavorato in modo sufficiente sulla protagonista, sulle sue paure e difficoltà fino a quel punto della sua vita. Ed in effetti proprio lì sta il punto: se il lettore avesse più vibrato sulle corde emozionali della tua protagonista arebbe anche dato meno per scontato il lieto fine. Detto questo, per me un pollice tendente verso l'alto impreziosito da una confezione davvero delicata del tutto.
6) 65000000 a.C, di Viviana Tenga
Un racconto scritto con perizia che, però, stenta un pelo per le sue fondamenta: il Creatore cattivo, Lucifero angelo ribelle buono, tutto quello che concerne le motivazioni... Mi sembra parecchio preso tangenzialmente quando, invece, avrebbe avuto un impatto potenzialmente maggiore provando a scavare di più. Molto TELL, insomma, e poca emotività sollevata nel lettore. Pollice tendende verso l'alto, questo è poco, ma sicuro, ma poteva essere più brillante.
7) Mimì, di DandElion
Mi è sembrato un testo molto personale in cui hai lasciato parlare il cuore dandogli briglia sciolata senza costringerlo nelle logiche di un racconto. Bello, ma resta un certo retrogusto di non smussato e affinato al suo meglio e questa, proprio per la sua genesi, era quasi una problematica imparabile. Per fare un esempio: anche io, come altri, ho avuto il dubbio che tu volessi nascondere la natura del gatto, ma che non t'importasse più di tanto che effettivamente risultasse in un dubbio fino alla fine. Per quanto mi riguarda, l'ho capito immediatamente e da quel momento in poi mi sono sembrati ridondanti tutti i momenti in cui hai cercato di aggirare la cosa. Insomma, da rivedere cercando di domare tutta questa grandissima potenza emozionale all'interno di una struttura più determinata. Pollice tendente verso l'alto per me, ma con davvero tante potenzialità ancora da sviscerare.
8) Myriam, di Arianna D’Angelo
Poco da dire se non che il problema fondante, qui, è proprio la strategia narrativa intorno alla quale hai deciso di costruirlo. Il muro di testo, come ben dice Canadria, è ben funzionale allo stato d'animo della protagonista, ma l'avrei voluta più disperata mentre, invece, appare fin troppo posata nel suo argomentare. Il finale, inoltre, appare come gratuito perché non fornisci una reale motivazione per il fatto che sia una rappresentazione teatrale. Il contenuto, poi, è estremamente attuale e cerca di indagare su un contesto ben più allargato, ma rimane molto sulla superficie. Niente di male, a volte un racconto non esce con il buco, succede a tutti, ma l'importante è mettere in evidenza proprio le problematiche, tutta esperienza che verrà utile in futuro. Pollice ni a questo giro.

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