Ritorno a casa

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
alexandra.fischer
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Ritorno a casa

Messaggio#1 » lunedì 24 agosto 2015, 22:11

RITORNO A CASA

Di Alexandra Fischer

Devan Myrsen prese l’ultimo convoglio della notte perché desiderava ritornare nella propria città d’origine.
Sorgeva nella piana di Heisenland ed era famosa per il calore da fornace.
Proprio quello che ci voleva, per lui; le sue membra erano irrigidite dalla permanenza durata anni nella città di Ewigreignen e non ne poteva più di quell’eterna stagione di piogge.
Laggiù, l’unico cambiamento delle precipitazioni, era nella temperatura delle gocce che cadevano ininterrotte per ore: dalla morsa del gelo invernale, si passava ai bollori della calura estiva.
Sempre pioggia.
Non importava dove si abitava, ci aveva provato, lui a cambiare casa, nel corso dei suoi anni a Ewigreignen ed era stato in basso e in alto.
Nel quartiere basso, dalle case di pietra ornate da grondaie dai musi di Cane Acquatico, era stato male per via delle strade lastricate di pietra multicolore.
Sì, c’era una manutenzione, ma si cadeva.
Colpa degli Spiriti delle Acque.
Quei demonietti invisibili cancellavano gli appigli e facevano cadere soprattutto gli stranieri da poco ambientatisi in città.
Come era successo a lui con Verme d’Acqua, così lo aveva chiamato, prima di calpestarlo, senza vederlo.
Crescendo, si era scoperto invisibile, i quattro soli multicolori di Heisenland gli avevano cancellato i lineamenti e sbiadito l’ombra.
E lui cercava clienti per i piatti di metallo azzurro che incideva, riempiendoli di paesaggi assolati e quadrupedi dal lungo collo ornati di campanelli della sua città natale.
Sì, ciao.

A Ewigreinen, poco a poco, il suo talento era piaciuto ai ricchi commercianti della città e lui aveva cambiato quartiere.
Finalmente sulle colline, in alto.
Ma quanti spiriti invisibili aveva cancellato fra uno scivolone e l’altro.
E per ogni creatura spiaccicata, era più ricco e solo.
I suoi allievi imitavano il suo stile, ma ornavano i loro piatti di metallo verde e amaranto di creature acquatiche, del genere di quelle viventi nei quartieri degli Evocatori degli Spiriti delle Acque.
Nessuno le aveva mai viste, Evocatori a parte, però davano prosperità, non solo pioggia.
Per lui erano fole.
Lo aveva detto anche a Lysveeta la sua allieva prediletta, la quale era riuscita a fargli accettare un sacchetto con un piccolo dono, che sbatacchiò con un suono metallico nel passaggio di mano.
Il convoglio, dall’aspetto di gigantesco pesce siluro ornato sulle fiancate con incisioni di musi di creature simili a raganelle, entrò nella lunga galleria che collegava Ewigreignen con Heiseland.
Fu lì che Devan Myrsen guardò il regalo d’addio di Lysveeta.
Il metallo era lavorato a specchio e lui vide corpi straziati: molti vermi, un cane.
Devan si lasciò scappare di mano il piattino e vi guardò attraverso, ma il suo riflesso non c’era più.
- PERDONO – gridò, ma nessuno gli badò, perché era invisibile.






valter_carignano
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 17:10

Innanzitutto, complimenti per l'ambientazione, molto evocativa.
Alcuni passaggi mi sembrano un po' oscuri, forse la tirannia del tempo non ti ha permesso di definirli al meglio: fra gli altri, come lui potesse interagire con gli altri essendo invisibile ('Crescendo, si era scoperto invisibile' verso la metà del racconto) e perché questo dovesse preoccuparlo così tanto alla fine del racconto, visto che era così da anni.

alexandra.fischer
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Messaggio#3 » martedì 25 agosto 2015, 19:58

Ciao Valter Carignano,
per prima cosa, grazie per aver trovato evocativa l'ambientazione. Come hai detto tu, la tirannia del tempo e dei caratteri è stata molto forte. Per quel che riguarda il protagonista: tieni presente che l'invisibilità, per lui è metaforica per buona parte della storia (ha lasciato la città d'origine per un'altra perché si sentiva invisibile: non spiccava come artista e viveva anche nel privato fra l'indifferenza generale. L'invisibilità vera e propria, per lui arriva nella scena finale, con il piattino nel quale lui vede cosa ha portato la sua mancanza di riguardo nei confronti degli Spiriti delle Acque, quando scompare anche fisicamente sotto gli occhi dei passeggeri del convoglio che lo riporta a casa. Lui è ancora lì seduto, ma nessuno lo vede, come lui non ha voluto aprire gli occhi e vedere dove metteva i piedi quando passava per strada, ben sapendo che gli Spiriti delle Acque esistevano.

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maria rosaria
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Messaggio#4 » mercoledì 26 agosto 2015, 13:25

Ciao, Alexandra.
Intanto complimenti per il tuo racconto fantasy e per l'atmosfera e l'ambientazione che sei riuscita a creare.
Credo, però, che forse dovrebbe essere strutturato in maniera diversa.
Mi spiego meglio.
E' scritto molto bene ma ho dovuto rileggerlo un paio di volte per comprendere bene l'evoluzione della storia.
Forse, dico forse, potresti provare a mettere all'inizio la descrizione della città di Ewigreignen, continuando poi con la storia di Devan Myrsen, la sua mancanza di rispetto nei confronti degli Spiriti delle Acque e la decisione di partire perchè stanco del clima.
Ad ogni modo, complimenti.

maria rosaria
Maria Rosaria

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Flavia Imperi
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Messaggio#5 » mercoledì 26 agosto 2015, 21:21

Ciao Alexandra!
Mi piace molto per l’atmosfera e l’ambientazione squisitamente surreale di questa storia. Non ho capito bene però quello che succede alla fine, e anche il fatto che lui fosse invisibile in senso metaforico non l’avevo colto. Alla fine è stato catturato nello specchio… scena interessante, ma perché? E perché dice “perdono” non l’ho collegato al fatto che avesse acciaccato gli esserini.

Comunque è difficilissimo rendere una storia in così pochi caratteri, hai tutta la mia stima per quello che sei riuscita a creare e volentieri leggerei un proseguo!

Alcuni appunti qui e lì:
La frase “non importava dove…” la metterei sotto questa forma: “Non importava dove si abitasse, ci aveva provato lui a cambiare casa. Nel corso dei suoi anni a Ewigreignen era stato in basso e in alto.”.
Mi piace la scelta di un linguaggio un po’ colloquiale, è “stiloso” (passami il termine).
In questa frase: “da grondaie dai musi di Cane Acquatico” metterei “con” musi di Cane Acquatico.

In bocca agli Spiriti Acquatici!
Le storie sono tatuaggi dell'anima

alexandra.fischer
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Messaggio#6 » mercoledì 26 agosto 2015, 21:40

Ciao Maryrose, terrò conto del tuo consiglio, penso anch'io, ora, a mente fredda, che partire dalla città d'origine e poi giustificare la decisione di Devan Myrsen di partire per poi descriverne il destino, sia la scelta più indicata (sono ricaduta nella trappola: stupire. Brutta bestia, meglio procedere per farsi leggere, quindi partire vedendo tutto con gli occhi del personaggio e non da autore).

Ciao Flavia Imperi, sono contenta che ti sia piaciuta l'atmosfera del mio racconto e anche il linguaggio che ho usato, mi è venuto naturale. Terrò conto anche delle tue osservazioni riguardo alle frasi da aggiustare. Provvederò quanto prima. Sì, lui è invisibile metaforicamente, e avrei dovuto renderlo descrivendolo e non dicendolo, scusa se ti è apparso poco chiaro. Quanto allo specchio, lo fa diventare invisibile e lui chiede perdono agli Spiriti Acquatici (che ha sempre ritenuto inesistenti perché invisibili) e anche alla città che l'ha ospitato tanti anni e gli ha dato fama e soldi, ma che lui non ha saputo capire.


Il Soldato
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Messaggio#7 » domenica 30 agosto 2015, 18:44

Ritorno a casa - Alexandra Fischer

 

Per prima cosa ho apprezzato moltissimo la storia in se, l'ambientazione fantasy e l'intreccio con la storia è ben delineata. Nonostante questo però si nota che per via del taglio netto dovuto ai caratteri contati si è tralasciato qualche dettaglio che avrebbe senz'altro aiutato a capire bene la lettura.

"Non importava dove si abitava, ci aveva provato, lui a cambiare casa, nel corso dei suoi"

Uhm.. la direi così. "non importava dove si abitava, ci aveva provato lui, a cambiare casa. Nel corso dei suoi anni a Ewigreignen era stato in basso e in alto.

Ho spostato una virgola e messo un punto alla fine della frase. Mi sembrava più appropriata come interruzione. Detto ciò, ho apprezzato molto il testo. Complimenti davvero, fantastico! :D

 

alexandra.fischer
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Messaggio#8 » lunedì 31 agosto 2015, 18:54

Ciao Damiano D'Andrea,
ti ringrazio molto per la rettifica della frase. Sei stato gentilissimo a farmela notare. Sì, la tirannia dei caratteri si è fatta sentire (devo starci molto attenta in futuro, magari rileggendo una terza volta, altrimenti il rischio è di commettere errori come quello che mi hai fatto notare). Per il resto, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto.

Serena
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Messaggio#9 » martedì 1 settembre 2015, 12:37

Ciao Alexandra! Onestamente io non sono riuscita ad apprezzare il tuo racconto. E' molto confuso e stipato di elementi che in un testo così breve hanno solo l'effetto di soffocare il lettore. Credo che tu abbia una spiccata attitudine per il genere fantasy, e sono certa che con la giusta libertà di caratteri tu possa dare vita ad un mondo ricco di personaggi e luoghi ma qui rischi di infilare troppo carne su una graticola eccessivamente esigua.

A presto!

alexandra.fischer
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Messaggio#10 » mercoledì 2 settembre 2015, 7:46

Ciao Serena,
terrò conto della tua osservazione. In effetti, con il fantasy è così. Si tende a raccontare all'infinito. Per quel che riguarda i racconti di Minuti Contati, dove bisogna quadrare il cerchio fra i caratteri e l'idea da esprimere, scivolare è facile. Mi dispiace che non ti sia piaciuta la mia storia (troppi elementi sono segnale di debolezza, così dicono). Per me, le tue parole sono un pungolo per migliorare questo aspetto della mia scrittura. Te ne sono grata (come del fatto che tu mi abbia comunque riconosciuto un'attitudine al fantasy).

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ceranu
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Messaggio#11 » mercoledì 2 settembre 2015, 16:00

 

Ciao Alexandra.


 

Come Serena anch'io ho faticato parecchio a seguirti.


 

L'inizio stenta, ci sono nomi e posti a cui dobbiamo abituarci, e purtroppo 3000 battute non bastano per farlo. Poi c'è la trama di per se che trovo solo accennata, personalmente ho letto l'introduzione di qualcosa che potrebbe anche piacermi, ma che non ho avuto modo di leggere.


 

Durante la lettura ho avuto l'impressione che tu abbia scritto il racconto in due momenti diversi. Ci sono parti in cui i periodi sono lunghi e infarciti di virgole, e altri lapidari di massimo cinque parole, poi il punto e a capo. Praticamente ho avuto l'impressione di trovarmi davanti la vecchia e la nuova Alexandra.


 

Purtroppo non posso dire che il racconto mi sia piaciuto. Mi dispiace.


 

Ciao e alla prossima.


 

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beppe.roncari
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Messaggio#12 » giovedì 3 settembre 2015, 9:57

Ciao Alexandra! Crei una buona ambientazione, ma manca il racconto. Questo è il setup di un romanzo/racconto lungo fantasy, ma non è una storia in sé, a mio parere, anche perché è molto "raccontata" e non "mostrata". Il rischio dell'infodump per introdurre un mondo si può avere solo se hai molti ma molti più caratteri a disposizione e la prospettiva di raccontare una lunga storia, altrimenti lasci il lettore un po' con l'amaro in bocca per il piacere della bella scrittura ma per la mancanza di sostanza narrativa a cui aggrapparsi... Sorry per la critica, davvero, spero tu la prenda come (pro)positiva. Ciao! Alla prossima! :-)

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Adry666
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Messaggio#13 » giovedì 3 settembre 2015, 12:26

Ciao Alexandra,

ben ritrovata! Tema centrato: tanti spiritelli invisibili! ;-))

Complimenti per il tuo racconto, scritto bene, ambientazione molto d’effetto, evocativa.

Il fantasy non è il mio genere, e probabilmente proprio per questo mi sono perso in alcuni punti, un po’ oscuri per me. Forse darei un ordine diverso alla struttura del tuo racconto, ma ho visto che te l’anno già consigliato e quindi non mi soffermo oltre.

Bella la frase finale.
L’incipit l’avrei scritto così:
“Devan prese l’ultimo convoglio della notte perché desiderava ritornare nella propria città d’origine che sorgeva nella piana di Heisenland, famosa per il calore da fornace, proprio quello che gli ci voleva. Le sue membra erano irrigidite dalla permanenza durata anni nella città di Ewigreignen, e non ne poteva più di quell’eterna stagione di piogge.”

Brava! Ciao
Adriano

alexandra.fischer
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Messaggio#14 » giovedì 3 settembre 2015, 20:26

Ciao Ceranu,
ti sono grata per la tua critica. In effetti, ci sono caduta di nuovo. Devo stare molto attenta a come uso le mie idee. In futuro ne terrò conto, pensando molto a un certo modo di raccontare molto in voga negli anni passati (poco spazio? Dosare, dosare, dosare). Spero vada meglio la prossima volta, ma ci sto meditando su. Meno male che stavolta c'era un misto fra pelle vecchia e pelle nuova per quel che riguarda la scrittura.

Ciao Beppe, ti ringrazio per avermi fatto notare l'esiguità della sostanza narrativa. Mi dispiace, ci lavorerò su. Il più è provarci parecchio. Mi fa piacere che l'ambientazione ti sia parsa decente, debolezza narrativa a parte.
Sì, prenderò la tua critica come propositiva (e una critica, di per sé lo è in ogni caso, anche nelle più dure c'è un appiglio incoraggiante. E' come a scuola, si impara di più dai docenti severi).

Ben trovato, Adry666, sono lieta che il racconto nel suo insieme ti sia piaciuto. Ovviamente terrò conto del tuo consiglio sull'incipit, sono certa che la storia ne trarrà giovamento. Se non altro, nel finale c'è qualcosa di buono.

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willy
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Messaggio#15 » venerdì 4 settembre 2015, 12:11

RITORNO A CASA
Di Alexandra Fischer

Racconto che ho letto volentieri per i tocchi fantasiosi presenti come pennellate di colore.
C'è qualche incertezza nelle virgole, dovuta alla fretta per la stesura, immagino. Ad esempio, in questa frase ne inserirei due:
"le sue membra erano irrigidite dalla permanenza, durata anni, nella città di Ewigreignen"
Ti segnalo un'incongruenza:

"Sì, ciao."

Questo modo colloquiale di esprimersi mi è sembrato un po' fuori luogo data l'ambientazione fantastica del racconto. Qualche incoerenza nel trattare l'invisibilità del protagonista. Però complimenti per la fantasia.

alexandra.fischer
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Messaggio#16 » sabato 5 settembre 2015, 20:09

Ciao Willy,
grazie per la segnalazione sulla virgola da inserire e anche per l'incongruenza nella frase successiva e anche nel trattar l'invisibilità del mio protagonista. Provvederò a correggere il tutto. Sono contenta che ti sia piaciuta la storia (pennellate di colore, fantasia).

alexandra.fischer
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Messaggio#17 » sabato 5 settembre 2015, 20:12

Ben trovata, Omaima.
Terrò conto delle tue osservazioni quando rivedrò il racconto, per renderlo più scorrevole già alla prima lettura. Sono sicura che farlo mi servirà per i lavori successivi. Ti ringrazio per aver trovato ben descritte le atmosfere.

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antico
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Messaggio#18 » lunedì 7 settembre 2015, 16:59

Stai migliorando di mese in mese nell'evocare ambientazioni fantasy di grande impatto. Manchi ancora nel collegarci la storia. O meglio, la inserisci troppo bruscamente e d'improvviso il lettore si trova spaesato perché da una narrazione piacevole il tutto diventa ostico e si è costretti a tornare indietro più volte. Riprendi questo testo e legaci meglio intorno la storia, se poi vorrai postarlo nel laboratorio ti basterà evocarmi personalmente e verrò a commentarti. Per il momento il pollice è giù.

alexandra.fischer
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Messaggio#19 » martedì 8 settembre 2015, 16:27

Ciao Antico, ti ringrazio enormemente per le parole di incoraggiamento. Sono disposta a rivedere il racconto a e postarlo nel Laboratorio proprio per depurare il modo di scrivere da certe scorie (mi dispiace che il testo sia apparso oscuro e abbia costretto il lettore a tornarci indietro più volte. E' un difetto da correggere).

alexandra.fischer
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Messaggio#20 » martedì 8 settembre 2015, 16:29

Ancora una cosa, Antico. Ti ringrazio molto della tua disponibilità del commentarmi in sede di Laboratorio. Ti evocherò con piacere una volta che lo avrò aggiustando (commentando nel mentre quelli degli altri. Sono sciura che la scrittura ne trarrà beneficio).

alexandra.fischer
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Messaggio#21 » martedì 8 settembre 2015, 16:30

Ancora una cosa, Antico. Ti ringrazio molto della tua disponibilità del commentarmi in sede di Laboratorio. Ti evocherò con piacere una volta che lo avrò aggiustato (commentando nel mentre quelli degli altri. Sono sicura che la scrittura ne trarrà beneficio).

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